il Reporter
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Il primo quotidiano italiano di viaggi su Telegram fondato e diretto da Andrea Lessona. Telegrammi di viaggio da tutto il mondo. Racconti di luoghi e persone incontrate sul cammino della vita
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Speaker's Corner, voce libera di Londra

✍️ Andrea Lessona

Dallo Speaker's Corner, la voce di George risuona roca nel verde di Hyde a Park. Urla contro il governo britannico e i nuovi tagli al welfare imposti dall'austerity. I Bobbies passeggiano tranquilli davanti al capannello di gente che lo ascolta, e passano oltre.

Esempio moderno di libertà antica, questo angolo di Londra vicino a Marble Arch è ancora oggi zona franca dove si può dire tutto ciò che si vuole senza incorrere in gravi sanzioni. O essere arrestati.

Ogni domenica mattina, allo Speaker's Corner, chiunque lo voglia può prendere la parola e sfogare pensieri e frustrazioni. Lo fecero pure Karl Marx, Lenin, George Orwell e William Morris.

L'area fu concessa allo scopo dopo le proteste e i disordini pubblici per ottenere riforme democratiche e il diritto di opinione. Il Parks Regulation Act del 1872 sancì la svolta, e da quella data qui è stato un susseguirsi di parole in libertà.

Alcuni pensano che lo Speaker's Corner abbia una forte legame col vecchio villaggio di Tyburn: nonostante il nome sereno, derivato dai due ruscelli che confluivano nel Tamigi, il luogo divenne famoso per il patibolo a tre ceppi.

Si ritiene che tra il 1300 e il 1783 siano state impiccate oltre 50 mila persone: molte di loro trascinate a forza dalla Torre di Londra. L'unica, povera, consolazione era che ai condannati veniva concessa la possibilità di esprimere l'ultimo pensiero.

Da qui l'idea che lo Speaker's Corner abbia ereditato il diritto di proferir verbo, senza però che l'opinionista sia costretto a passare a miglior vita. Ciononostante deve accettare le provocazioni degli astanti. Molti dei quali sono veri e propri sobillatori professionisti.

A chi non riesce a reggere la pressione, non resta che ripiegare il seggiolino su cui si era issato per dire la sua, e abbandonare il luogo a favore del prossimo oratore. Come da tradizione che vince il tempo in nome della Libertà.

ℹ️ Visit Britain
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«Non si considerava un turista bensì un viaggiatore, e spiegava che si tratta in parte di una differenza temporale. Dopo poche settimane, o pochi mesi, il turista si affretta a tornare a casa; il viaggiatore, che non appartiene ad alcun luogo in particolare, si sposta lentamente da un punto all’altro della terra, per anni».
Paul Bowles
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Petrín, la funicolare di Praga

📸 ✍️ Andrea Lessona

Dalla cabina della funicolare di Praga, vedo la città svelarsi sotto i miei occhi. A ogni metro salito sulla collina di Petrín, la capitale ceca si distende dabbasso nella sua bellezza antica e moderna - palcoscenico inimitabile di un teatro senza tempo.

I vetri fumè della carrozza la rendono ancora più affascinate, sfocando appena i contorni degli edifici e i loro tetti frastagliati, divisi dalle stradine che li separano in mille rivoli d'asfalto grigio.

Per godere di questo spettacolo, ho dovuto fare una lunga coda e prendere il biglietto nella stazione di Újezd, a Mala Strana, cuore della capitale ceca. E lì, ai piedi della collina Petrín che dà nome alla funicolare di Praga, che inizia il percorso e la storia di questa tratta dall'antico fascino.

Le carrozze solcano i 501 metri dei binari disposti tra il verde rubato alla terra. È così sin dal 1851 quando la funivia entrò in funzione per la prima volta. Nel 1932 la modernità le impose uno stop per sostituire il vecchio meccanismo ad acqua col quale aveva funzionato sin dall'inizio, e introdurre i motori elettrici.

A causa di alcuni smottamenti del terreno, la circolazione fu interrotta di nuovo dal 1965 sino al 1985. Poi, grazie a interventi di stabilizzazione, il servizio riprese e i passeggeri possono di nuovo ammirare la capitale ceca dalla cabina della funicolare di Praga: serve solo un po' di fortuna e prendere il posto vicino al finestrino come ho fatto io.

Da qui riesco a vedere l'altro convoglio scendere verso la stazione di partenza. Poco oltre la carrozza si ferma, e alcuni passeggeri scendono a Nebozízek, la fermata intermedia del percorso.

Qualche istante e riparte verso la cima di Petřín, il capolinea. Grazie all'andatura lenta di 14 chilometri all'ora mi godo il panorama della città che, quando la funicolare di Praga raggiunge la cima, si svela tutta nella sua bellezza distesa.

ℹ️ Visit Czech Republic
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«Non andare dove il sentiero ti può portare; vai invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia».
Ralph Waldo Emerson
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Aker Brygge, il quartiere più “in” di Oslo

✍️ Andrea Lessona

Sul molo di Aker Brygge, l'orologio faro segna l'ora e il tempo del quartiere più “in” di Oslo: mentre le sue lancette si spostano impercettibili, la sua banderuola segue il vento che attraversa la baia.

È così da sempre, qui sul fiordo. Sin da quando le prime case costruite in legno formarono un villaggio e, indietreggiando, divennero città – la più grande e più importante della Norvegia.

L'area in cui cammino oggi ha ospitato i cantieri navali e l'industria meccanica di Aker Mekaniske Verksted AS per più di cent'anni fino al 1982 . Poi, dal 1986, il quartiere di Aker Brygge è stato riconvertito.

Gli agenti immobiliari Aker Eiendom AS hanno demolito alcuni vecchi edifici industriali, mentre alcune delle loro principali sale sono state adattate ad aree commerciali.

Il primo passo per ridare nuova vita e funzione ad Aker Brygge è stato nel 1986 grazie al lavoro degli architetti Telje, Torp e Aasen. L'edificio dell'Assicurazione Storebrand, di fronte a Munkedamsveien, è stato completato nel 1998.

Oggi l'area, che si distende su 260 mila metri quadrati, è costituita da un centro commerciale con negozi e ristoranti, un cinema, uffici e appartamenti. Inoltre, c'è un porticciolo e un terminale per i traghetti Nesodden.

Qui, in quest'angolo di Oslo, antico e moderno si mischiano, si confondono, creano un unicum dove vivono novecento persone e altre seimila ci lavorano per soddisfare gli abitanti della città e i turisti.

Negli anni, il quartiere è diventato il luogo di ritrovo numero uno sia di giorno sia di sera. Soprattutto durante il periodo estivo: la bella stagione svela la perfetta combinazione naturale e architettonica.

Camminando sul molo, sin a dove la banchina finisce, sembra davvero di entrare nel mare: è lì che si trova l'orologio faro di Aker Brygge che continua a segnare l'ora e il tempo del quartiere più “in” di Oslo.

ℹ️ Visit Norway
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«È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa».
Voltaire
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Asakusa Yabusame, tiro con l'arco a cavallo in Giappone

✍️ Andrea Lessona

Nell'aria ferma del parco Sumidagawa a Tokyo, la freccia attraversa il sospiro trattenuto della gente e colpisce il bersaglio. Terza delle tre scoccate a infilarsi al centro, segna il momento più importante di Asakusa Yabusame: il tiro con l'arco a cavallo in Giappone.

L'evento affonda le sue radici nel periodo Kamakura (1192–1334). Nata per intrattenere gli dei, questa disciplina deriva dal kyudo – un'arte marziale nipponica il cui significato è “la via dell'arco”.

In passato, la manifestazione si svolgeva a capodanno nel santuario di Asakusa (1600-1868). Oggi, invece, il tiro con l'arco a cavallo in Giappone si celebra soprattutto ogni aprile nella capitale, al parco di Sumidagawa.

Per praticare lo Yabusame serve una grande abilità sia per stare in sella sia per impugnare l'arco e scoccare la freccia: in questo modo l'arciere può usare solo le gambe per mantenersi in equilibrio sul destriero lanciato al galoppo in una corsia lunga circa 250 metri.

Per giunta, i bersagli da colpire nel tiro con l'arco a cavallo in Giappone sono tre: distanziati di circa cinquanta metri l'uno dall'altro. Dopo il primo lancio, il cavaliere deve incoccare un'altra freccia e cercare di cogliere il secondo centro.

Ripetendo gli stessi gesti, tenta poi di fare lo stesso col terzo sotto lo sguardo attento del pubblico ma anche dei giudici dislocati lungo il percorso. Le frecce usate non hanno punta ma una specie di rigonfiamento ovoidale per evitare che qualcuno si faccia male.

Allo Yabusame possono partecipare anche le donne: vestite dei costumi tradizionali duecenteschi, cavalcano puledri agghindati con finimenti preziosi tanto da sembrare quadri dell'epoca in movimento.

Un altro momento imperdibile del tiro con l'arco a cavallo in Giappone è la cerimonia di premiazione dell’arciere che è riuscito a colpire tutti e tre i bersagli. Si chiama Shirokunon Gi ed è un evento nell'evento dal cerimoniale elegante.

ℹ️ JNTO
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«Leggo. Viaggio. Divento».
Derek Walcott
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La Settimana de il Reporter

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1º Maggio Festa dei Lavoratori

Un operaio edile si prende una pausa dalla costruzione dell'iconico Chrysler Building, New York City, 1930. Il grattacielo art deco alto 1.046 piedi (318 metri), progettato dall'architetto William Van Alen, è stato l'edificio più alto del mondo per 11 mesi, fino al completamento dell'Empire State Building.
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Festival dei cortili di Cordova, Spagna in fiore

✍️ Andrea Lessona

Come un sipario, aprono la loro bellezza nascosta agli occhi curiosi della gente. E nelle corti del centro storico di Cordova, entrano ammirazione e stupore. Succede le due prime settimane di ogni maggio, quando la città spagnola celebra il Festival dei cortili.

Iscritto dal 2012 nell'elenco del Patrimonio Immateriale dell'Umanità dall'Unesco, l'evento andaluso è tradizione antica nata in epoca romana, proseguita sotto la dominazione araba, e arrivata sino ai giorni nostri.

Durante il Festival dei cortili, le case popolari nel cuore di Cordova, appendono fuori dalle loro pareti bianche vasi con fiori coloratissimi: il profumo intenso delle zagare, dei garofani e dei gelsomini inebria l'aria.

La sera e durante i fine settimana, le vecchie corti ospitano spettacoli di flamenco. E mentre le vesti delle ballerine ruotano meraviglia, c'è la possibilità di degustare le tapas insieme al vino Montilla-Moriles.

Tra balli, canti e sapori intensi, le notti del Festival dei cortili della città andalusa sembrano non finire mai: così come la bellezza rivelata alla gente ignara, che non crede ai propri occhi increduli.

Impressionate, le persone aumentano ogni giorno: attraversano piano le strade e passano da un chiostro all'altro. I più famosi si trovano nei quartieri popolari del centro storico di Cordova.

Le corti dell'Alcázar Viejo, tra l'Alcázar e la parrocchia di San Basilio, di Santa Marina, della Magdalena e nei dintorni di San Lorenzo sono davvero stupende quanto quelle del quartiere ebraico, nella zona della Moschea-Cattedrale.

Tutte, ogni anno, si contendono la vittoria al Festival dei cortili di Cordova. L'evento storico, infatti, è anche un concorso che premia la bellezza originale delle corti della città andalusa – tutte agghindate di meraviglia e stupore.

ℹ️ 📷 Ente Spagnolo del Turismo
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«Viaggiamo, alcuni di noi per sempre, alla ricerca di altri stati, altre vite, altre anime».
Anaïs Nin
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Indian Pacific, la ferrovia più lunga d'Australia

✍️ Andrea Lessona

Sotto un sole accecante, i treni dell'Indian Pacific attraversano l'Australia per unire la terra in mezzo ai due oceani. È così che ogni giorno il convoglio della compagnia Trainways parte da Perth in direzione di Sidney.

Come serpenti d'acciaio, i convogli scivolano lungo il tracciato ferrato che divide l'oceano Indiano dal Pacifico: 4.352 chilometri di percorso per quella che è la seconda ferrovia più lunga al mondo e la prima d'Australia.

La Compagnia che ha generato un tale evento nacque nel 1970: dopo anni di duro lavoro, la conversione di linee a scartamento ridotto portò a un’unica grande linea ferroviaria a scartamento standardizzato di proprietà della Trainways.

I treni che la percorrono sono dotati di ogni confort: poltrone ampie, schienale regolabile e tavolino incorporato. L’aria condizionata, come da migliore tradizione australiana, è alla massima potenza.

Nonostante sembrare interminabile, il percorso dura 65 ore con alcune fermate intermedie. Oltre a trasportare la propria auto sul convoglio, si può prenotare una cabina per meglio affrontare il sonno. Naturalmente l'Indian Pacific dispone di una carrozza ristorante, la Red Kangaroo Service.

A Cook, nel bel mezzo del Nullarbor Plain, il personale provvede al rifornimento di acqua ai vagoni e di gasolio alle locomotive. Una delle tappe intermedie più importanti dove molti passeggeri salutano i compagni di viaggio e scendono è Adelaide, capitale del South Australia.

Dopo un'ora abbondante di sosta, per le operazioniss di carico e scarico non solo dei viaggiatori ma anche delle loro vettovaglie, automobile comprese, ecco che il treno dell'Indian Pacific riparte.

Questa volta alla luce del sole e non più in quella artificiale delle lampade alogene, i passeggeri rimasti possono guardare fuori dal finestrino e vedere lo scenario dell'Australia mutare sino a quando il convoglio non entra nella stazione di Sidney.

ℹ️ Tourism Australia
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«Le strade sono state fatte per i viaggi, non per le destinazioni».
Confucio
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