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Il primo quotidiano italiano di viaggi su Telegram fondato e diretto da Andrea Lessona. Telegrammi di viaggio da tutto il mondo. Racconti di luoghi e persone incontrate sul cammino della vita
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La Settimana de il Reporter

Tutti gli articoli della settimana da leggere in un fiato!

La Torre dell'orologio di Graz
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Mercato di Setubal, tutti i sapori del Portogallo
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La Funicolare di Zagabria
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Nella Lapponia svedese con i cani da slitta
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Carnevale di Binche, il più famoso del Belgio
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Rangiroa, l'oasi della Polinesia

foto e testo di Andrea Lessona

Nella vastità dell'oceano Pacifico, Rangiroa è un'esile striscia di 240 isole sabbiose circondate di blu. È così che la vedo dall'oblò mentre l'aereo sta per atterrare ad Avatoru.

Il capoluogo di questa zona, che appartiene all'arcipelago delle Tuamotu, è anche il villaggio principale dove arrivare da Tahiti per poi esplorare l'atollo - uno dei più grandi al mondo.

Su Cielo lungo, il suo nome in lingua locale, abitano 2500 persone che vivono di pesca e turismo. Le prime popolazioni a sbarcare qui nel X secolo d. C. furono quelle che attraversarono l'infinità del mare che divide la Polinesia dall'Indonesia.

Poi, nel XVII secolo, gli esploratori olandesi Jacob Le Maire e Willem Schouten si affacciarono al largo di Rangiroa e la chiamarono Vileghen Island. John Byron, passandola durante la sua circumnavigazione nel 1765, la battezzò Principe di Galles.

L’apertura dell’aeroporto dove sto per atterrare ha aumentato il turismo. E fatto conoscere l’isola per le perle che vengono coltivate ed esportate in tutto il globo e per i suoi resort specchiati nella baia corallina.

Da quassù mi basta guardare questa sterminata spiaggia di sabbia bianca. E immaginare quelle più conosciute di Blue Lagoon Motu, la Tiputa Point e l'ile Aux Recifs, famosa anche per i suoi coralli fossilizzati da non perdere durante le immersioni.

Con una visibilità sott'acqua di 50 metri, gli appassionati possono vedere pesci di ogni colore e dimensione. Per i meno avventurosi ci sono battelli con fondo in vetro per le escursioni in mare.

Li organizzano gli alberghi o i resort portando i turisti vicino alla barriera corallina o su uno dei tanti atolli di Rangiroa dove fare un pic-nic e nuotare in mezzo agli squali, i famosi pinna nera.

Tornati sulla terra ferma si affitta un taxi o un motorino per scoprire Rangiroa: quella vera dove la gente vive in case umili, basse, calde. Come il sorriso che sanno regalarmi appena sbarcato all'aeroporto.

ℹ️ Tahiti Tourisme
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«Tra vent'anni sarai più deluso dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Naviga lontano dal porto sicuro. Cattura gli alisei nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri».
Mark Twain
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La Porta dell'Aurora di Vilnius

di Andrea Lessona

Nella cappella della Porta dell'Aurora di Vilnius, le candele brillano di fede e preghiera e illuminano il dipinto della Vergine Maria Madre della Misericordia. Da secoli oggetto di culto di cattolici e ortodossi che vengono nella capitale lituana per venerarla.

Realizzato nel 1671 dai Carmelitani Scalzi, l'antro - in cui c'è l'effigie nera della madre del Cristo - è incastonato nell'ultimo ingresso alla città rimasto. Tutte gli altri otto vennero demoliti per ordine del governo alla fine del XVIII secolo.

La Porta dell'Aurora fu edificata tra il 1503 e il 1522 come parte integrante delle fortificazioni della città. Il suo nome deriva dal quartiere di Ostry Koniec che era, appunto, fuori porta.

Ancora oggi è uno dei luoghi più rinomati della capitale lituana. E chiunque le arrivi di fronte vede i tanti devoti che fanno la fila per salire le scale e raggiungere la cappella.

Adornata da migliaia di tavolette votive, l'icona mariana nella Porta dell'Aurora è visitata dai pellegrini che vengono dai paesi confinanti. In silenzio, pregano davanti alla Vergine Maria Madre della Misericordia.

Completato nella prima metà del XVII secolo, il dipinto raffigura la Madonna senza però il Gesù Bambino. In accordo con la tradizione cristiano ortodossa orientale, l'opera è stata ricoperta d'argento e oro lasciando in vista solo il viso e le mani.

Da secoli questo dipinto nella Porta dell'Aurora, che appartiene alla tradizione iconografica delle Madonne nere, è considerato miracoloso. Tanto da diventare determinante nella vita religiosa di Vilnius.

Infatti, dell'opera rinascimentale, sono state realizzate diverse coppie sia in Lituania sia in Polonia. Altre si possono trovare nelle comunità della diaspora, sparse in tutto il mondo.

Qui, si ricordano ancora quando, nel 1993, papa Giovanni Paolo II arrivò davanti alla Porta dell'Aurora, salì le scale, entrò nella cappella, si inginocchiò davanti al dipinto della Madonna nera. E recitò il rosario.

ℹ️ Lituania Travel
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«Viaggiare è vivere».
Hans Christian Andersen
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Casco Viejo, cuore di Bilbao

foto e testo di Andrea Lessona

Dedalo di sette antiche vie, il quartiere di Casco Viejo è il centro storico di Bilbao. Un intarsio prezioso che risale al 1300, periodo di fondazione della capitale dei Paesi Baschi. E che ancora oggi ne è il cuore.

Mentre lo cammino, ne respiro la storia e il profumo dei tanti negozi di alimentari al pian terreno dei palazzi: sono così stretti gli uni agli altri da rubarsi l'aria e il sole che filtra a stento.

Ogni tanto, una folata di vento muove i panni appesi su una corda distesa tra due finestre – stenditoio ardito per asciugare il bucato in cielo. Lo spazio è poco a Casco Viejo: quando fu realizzato, il quartiere era circondato da mura difensive.

Le case, costruite vicine per meglio difendersi, erano divise solo da passaggi stretti e dalle famose sette vie che danno nome alla zona: Somera, la strada superiore Artekale, quella di mezzo, Tendería, dei negozianti.

Poi c'era: Belostikale, la strada veloce, Carnicería Vieja, quella del vecchio macello, la Barrenkale, la più bassa, e in ultimo la Barrenkale Barrena, la via ancora più bassa. In realtà a Casco Viejo c'è un'ottava strada, la Ronda.

Si trova fuori dalle antiche mura. Vicino al Ponte de la Mercede, invece, il convento di San Giuseppe de la Naja, poi chiesa de la Mercede, ospita la sede di Bilborock, il teatro musicale della gioventù.

L'interno di Casco Viejo è caratterizzato dalla cattedrale di Bilbao. Dedicata a Santiago, il patrono della città, è stata costruita su un tratto del famoso percorso di pellegrinaggio.

Un'altra chiesa del quartiere è San Anton. Edificata alla fine del XIV secolo sulle rovine del vecchio alcazar, vanta una preziosa pala d’altare di Guiot de Beaugrant.

Mentre esco dal dedalo delle sette antiche vie di Casco Viejo verso Plaza Mayor ne vedo il profilo gotico. Vicino, c'è il Mercato coperto de la Ribera, costruito nel 1929 dall’architetto de Ispizua Bermeo y Susunaga. Prossima tappa del mio viaggio nel cuore di Bilbao.

ℹ️ Ente Spagnolo del Turismo
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Tra montagne alte 2.000 metri, la costa frastagliata con uno degli arcipelaghi più belli al mondo e una cultura unica che l’ha fatta entrare nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco, la regione dell’Helgeland è un luogo incantato nel Nord della Norvegia.

Ecco la sua drammatica bellezza raccontata in un video di poco più di un minuto per scoprire questo paradiso costiero e montuoso nella contea di Nordland, a sud del Circolo Polare Artico. (a.le.)
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Ponte di Poseidone, l'arco strallato della Grecia

di Andrea Lessona

Arco d’acciaio e cemento teso nel cielo della Grecia, il ponte di Poseidone attraversa il golfo di Corinto e unisce Rion nel Peloponneso e Antirion nel territorio continentale. Con la sua gittata di 2883 metri è la struttura strallata del suo genere più lunga al mondo.

E vanta addirittura tre nomi: quello di Charilaos Trikoupis, il presidente del Consiglio greco che già nel 1885 ne aveva sognata la costruzione senza vederla realizzata. Quello delle due cittadine che collega Rion-Antirion, e quello del dio del mare.

Aperto al traffico il 12 agosto del 2004 in occasione dei giochi olimpici di Atene, il ponte di Poseidone ferisce l'orizzonte con i 164 metri dei suoi piloni portanti mentre il piano stradale curva sessanta metri sopra il mare.

Grazie alla sua gittata, per attraversare il golfo di Corinto bastano cinque minuti contro i 45 che normalmente impiega il traghetto. E i camion e le auto che prima congestionavano le due sponde sono ora flusso veloce in entrambi i sensi.

Disegnato dall’architetto Berdj Mikaëlianet, il ponte di Poseidone è stato costruito dal gruppo di BTP francese Vinci. Ed è costato 771 milioni di euro. La prima pietra è stata posata dal premier Costas Simitis, il 19 luglio 1998, simbolo di un'opera che ancora oggi è modello invidiato di eleganza e sicurezza.

La struttura può infatti resistere a terremoti superiori al settimo livello della scala Richter. E in caso di scontro con una petroliera o di venti di 250 chilometri all'ora oscillare senza spezzarsi. Come un'altalena bambina che taglia l'aria.

I numeri del ponte di Poseidone sono impressionanti: il suo arco di cemento armato e acciaio è sorretto da quattro torri larghe 90 metri e pensanti 150 mila tonnellate ognuna. Ecco perché mentre attraverso il cielo della Grecia, guido tranquillo sopra il mare di Corinto.

ℹ️ Ente Nazionale Ellenico per il Turismo
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«Viaggiare rende modesti. Ci mostra quanto è piccolo il posto che occupiamo nel mondo».
Gustave Flaubert
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Cotswolds, raffinato mosaico della campagna inglese

di Andrea Lessona

Nella campagna inglese, dolci colline in fiore profilano l'orizzonte di Cotswolds: custodiscono centinaia di villaggi in pietra calcare color miele in cui arte, storia e cultura sono ricchezza viva.

A poco più di un'ora da Londra, si può varcare il tempo e lo spazio e attraversare quaranta chilometri in larghezza e 145 chilometri in lunghezza di una delle più belle regioni della Gran Bretagna, dichiarata nel 1996 Area of Outstanding Natural Beauty o AONB (Area di eccezionale bellezza naturalistica).

Un riconoscimento importante che viene concesso a una zona rurale considerata di particolare rilievo paesaggistico e naturalistico in tre dei quattro paesi che compongono il Regno Unito (Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord).

Nell'area centrale britannica, la catena collinare di Cotswolds è un raffinato mosaico di campagna inglese in cui il retrò e il vintage si sposano con confort e modernità senza perdere valore.

Come dicono qui, il periodo migliore per visitare la regione «è sempre». Primavera, estate, autunno e inverno mutano solo colore all'area ma non ne tradiscono lo spirito ospitale e le attività che continuano per tutto l'anno.

La natura fa da sfondo e ben si combina al paesaggio idilliaco di questa parte di campagna inglese che l'uomo ha disegnato nella città distretto di Gloucester, con la sua imperiosa cattedrale, e nei villaggi dalle case in pietra color miele che il sole ravviva al tramonto.

Dalle finestre aperte entra il profumo dei fiori sui davanzali e il gorgoglio dei ruscelli che attraversano gli antichi paesi e ne raccontano la storia secolare. Giardini sublimi fanno loro da cornice, e il verde delle colline li custodisce come un tesoro.

È il sogno vivo di una angolo di campagna inglese, un'oasi che la gente cortese e affabile di Cotswolds ha saputo conservare e condividere con chi arriva qui ed entra in un piccolo mondo antico britannico.

ℹ️ Visit Britain
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«Viaggiamo, alcuni di noi per sempre, per cercare altri luoghi, altre vite, altre anime».
Anais Nin
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