La Settimana de il Reporter
Tutti gli articoli della settimana da leggere in un fiato!
I mille Laghi della Finlandia
Leggi l’articolo »
Isola di Bled, incanto sloveno
Leggi l’articolo »
Cattedrale di Berna, la chiesa più alta di Svizzera
Leggi l’articolo »
Castello di Cardiff, simbolo del Galles
Leggi l’articolo »
Hartzturm, la torre panoramica più alta della Germania
Leggi l’articolo »
Glorenza, la cittadina più piccola dell’Alto Adige
Leggi l’articolo »
Tutti gli articoli della settimana da leggere in un fiato!
I mille Laghi della Finlandia
Leggi l’articolo »
Isola di Bled, incanto sloveno
Leggi l’articolo »
Cattedrale di Berna, la chiesa più alta di Svizzera
Leggi l’articolo »
Castello di Cardiff, simbolo del Galles
Leggi l’articolo »
Hartzturm, la torre panoramica più alta della Germania
Leggi l’articolo »
Glorenza, la cittadina più piccola dell’Alto Adige
Leggi l’articolo »
👍6👏3⚡1🔥1👌1💯1
La Torre dell'orologio di Graz
di Andrea Lessona
Dalla collina di Schlossberg, la Torre dell'orologio di Graz domina l'orizzonte della seconda città d'Austria. E con le sue lancette invertite ne scandisce il tempo. Un tempo antico che nei secoli ne ha fatto il simbolo della capitale della Stiria.
Quassù, dove l'ombra della struttura cade nel verde scosceso del declivio, i giovani si incontrano e si scambiano il primo bacio come vuole la tradizione che ritiene questo luogo il più romantico del centro austriaco.
In passato, la Torre dell'orologio di Graz era parte della fortezza distrutta da Napoleone nella guerra contro gli Asburgo del 1809. Grazie al riscatto pagato dalla città ai francesi, fu risparmiata.
Guardandola da vicino, si notano le sue lancette invertite: infatti, prima venne realizzata quella più lunga per le ore e solo più tardi quella più corta per i minuti. Fu Michael Sylvester Funck nel 1712 a progettare e a realizzare il meccanismo. Dalla metà del XX secolo è mosso dall'elettricità.
La Torre dell'orologio di Graz ha tre campane: una del 1645 suonava in caso di incendi. L'altra del 1382 è la più antica della città e scandisce le ore. La Armesünderglocke del 1450 è quella dei poveri peccatori e tintinnava alle esecuzioni. Più tardi avrebbe ricordato ai nottambuli il momento di tornare a casa. Da qui il soprannome di “campana dei vagabondi”.
Avvicinandomi alla struttura, noto che ai tre angoli ci sono gli stemmi araldici che decoravano le mura e i bastioni di Schlossberg. Così posso vedere la Pantera Stiriana con la corona dei duchi della Stiria del 1570, l'aquila del re Ferdinand, il futuro imperatore Ferdinand I, (1552), e l'aquila bicipite con le iniziali della seconda metà del XVIII secolo di Maria Teresa.
Da qui, scorgo il bastione di Bürgerbastei: si distende proprio sotto la Torre dell'orologio di Graz. In caso di guerra doveva essere difeso dai contadini. Oggi è circondato da un parco fiorito con panchine sparse qua e là dove sedersi e scambiarsi il primo bacio.
ℹ️ Graz Tourismus
di Andrea Lessona
Dalla collina di Schlossberg, la Torre dell'orologio di Graz domina l'orizzonte della seconda città d'Austria. E con le sue lancette invertite ne scandisce il tempo. Un tempo antico che nei secoli ne ha fatto il simbolo della capitale della Stiria.
Quassù, dove l'ombra della struttura cade nel verde scosceso del declivio, i giovani si incontrano e si scambiano il primo bacio come vuole la tradizione che ritiene questo luogo il più romantico del centro austriaco.
In passato, la Torre dell'orologio di Graz era parte della fortezza distrutta da Napoleone nella guerra contro gli Asburgo del 1809. Grazie al riscatto pagato dalla città ai francesi, fu risparmiata.
Guardandola da vicino, si notano le sue lancette invertite: infatti, prima venne realizzata quella più lunga per le ore e solo più tardi quella più corta per i minuti. Fu Michael Sylvester Funck nel 1712 a progettare e a realizzare il meccanismo. Dalla metà del XX secolo è mosso dall'elettricità.
La Torre dell'orologio di Graz ha tre campane: una del 1645 suonava in caso di incendi. L'altra del 1382 è la più antica della città e scandisce le ore. La Armesünderglocke del 1450 è quella dei poveri peccatori e tintinnava alle esecuzioni. Più tardi avrebbe ricordato ai nottambuli il momento di tornare a casa. Da qui il soprannome di “campana dei vagabondi”.
Avvicinandomi alla struttura, noto che ai tre angoli ci sono gli stemmi araldici che decoravano le mura e i bastioni di Schlossberg. Così posso vedere la Pantera Stiriana con la corona dei duchi della Stiria del 1570, l'aquila del re Ferdinand, il futuro imperatore Ferdinand I, (1552), e l'aquila bicipite con le iniziali della seconda metà del XVIII secolo di Maria Teresa.
Da qui, scorgo il bastione di Bürgerbastei: si distende proprio sotto la Torre dell'orologio di Graz. In caso di guerra doveva essere difeso dai contadini. Oggi è circondato da un parco fiorito con panchine sparse qua e là dove sedersi e scambiarsi il primo bacio.
ℹ️ Graz Tourismus
👍5❤3👌2🔥1💯1
Mercato di Setubal, tutti i sapori del Portogallo
foto e testo di Andrea Lessona
Nel suo enorme ventre di mura piastrellate e colonne in ghisa, 132 bancarelle vocianti espongono merci di ogni tipo e fanno del mercado do Livramento il più importante mercato di Setubal.
Impossibile visitare questa città di antiche origini - famosa per essere il terzo porto del Portogallo, per il suo centro monumentale e i caratteristici quartieri moderni - senza passare da qui.
Quello che l'esterno dell'edificio rosso in stile Art Deco non lascerebbe mai immaginare si rivela all'interno del mercato di Setubal: occhi stupiti e increduli vagano per i sei mila metri quadrati della struttura realizzata nel 1876.
I sensi cedono ai colori, agli odori, ai sapori intensi distesi metro dopo metro sulle bancarelle del mercado do Livramento. Divise da larghi corridoi, espongono i beni dei 126 produttori iscritti al registro delle vendite.
La carne appena macellata e portata qui dalle fattorie intorno la città, la frutta e la verdura appena colta e portata qui dalle piantagioni limitrofe, il pesce appena pescato e portato qui dal porto vicino rendono il mercato di Setubal un luogo unico.
Ma la sua unicità non è solo nella varietà delle merci che i titolari dei 44 negozi presenti al mercado do Livramento vendono: se fosse “solo” per il formaggio, le olive, il pane, la frutta di stagione questo posto sarebbe simili a tanti altri.
Invece il mercato di Setubal è un affresco vivente della cultura portoghese: quattro enormi statue di pescivendoli, agricoltori, macellai e coltivatori sono l'emblema della regione. Come le scene di vita quotidiana dipinte sulle 5700 piastrelle delle mura.
Dicono di gente gioviale e fiera che si alza con l'alba e va a dormire col tramonto; di una fatica antica quanto la terra e il mare che li sfama; di un tempo in cui il tempo era regolato dalla natura e non dal profitto. Dicono di un mondo che non c'è più se non al mercado do Livramento.
ℹ️ Visit Portugal
foto e testo di Andrea Lessona
Nel suo enorme ventre di mura piastrellate e colonne in ghisa, 132 bancarelle vocianti espongono merci di ogni tipo e fanno del mercado do Livramento il più importante mercato di Setubal.
Impossibile visitare questa città di antiche origini - famosa per essere il terzo porto del Portogallo, per il suo centro monumentale e i caratteristici quartieri moderni - senza passare da qui.
Quello che l'esterno dell'edificio rosso in stile Art Deco non lascerebbe mai immaginare si rivela all'interno del mercato di Setubal: occhi stupiti e increduli vagano per i sei mila metri quadrati della struttura realizzata nel 1876.
I sensi cedono ai colori, agli odori, ai sapori intensi distesi metro dopo metro sulle bancarelle del mercado do Livramento. Divise da larghi corridoi, espongono i beni dei 126 produttori iscritti al registro delle vendite.
La carne appena macellata e portata qui dalle fattorie intorno la città, la frutta e la verdura appena colta e portata qui dalle piantagioni limitrofe, il pesce appena pescato e portato qui dal porto vicino rendono il mercato di Setubal un luogo unico.
Ma la sua unicità non è solo nella varietà delle merci che i titolari dei 44 negozi presenti al mercado do Livramento vendono: se fosse “solo” per il formaggio, le olive, il pane, la frutta di stagione questo posto sarebbe simili a tanti altri.
Invece il mercato di Setubal è un affresco vivente della cultura portoghese: quattro enormi statue di pescivendoli, agricoltori, macellai e coltivatori sono l'emblema della regione. Come le scene di vita quotidiana dipinte sulle 5700 piastrelle delle mura.
Dicono di gente gioviale e fiera che si alza con l'alba e va a dormire col tramonto; di una fatica antica quanto la terra e il mare che li sfama; di un tempo in cui il tempo era regolato dalla natura e non dal profitto. Dicono di un mondo che non c'è più se non al mercado do Livramento.
ℹ️ Visit Portugal
👍8❤2💯2🔥1👏1👌1
La Funicolare di Zagabria
foto e testo di Andrea Lessona
Saliscendi blu di antiche carrozze, la funicolare di Zagabria unisce lenta la città bassa con quella alta. Simbolo della capitale croata, è una delle più piccole e ripide del suo genere in tutto il mondo. E per la sua originalità è sotto tutela legale come un monumento.
Costruita nel 1890, è entrata in funzione il 23 Aprile del 1893. E da allora, fatte salve qualche occasioni, i suoi due vagoni hanno continuato a salire e scendere instancabili lungo i binari obliqui inclinati del 52 per cento.
Così, raggiunta via Ilica in Donji Grad, la città bassa, non ho resisto al mio desiderio bambino e sono entrato nella carrozza della funicolare di Zagabria. Dentro c'è posto solo per 28 passeggeri: 12 in piedi, gli altri seduti su vecchie e scomode panche in legno.
Mentre il vagone saliva verso Strossmayerovo šetalište in Gornji Grad, la città alta, i vetri spessi si appannavano per il fiato della gente stretta a sé. Fuori, la pioggia rigava il blu del vecchio acciaio e bagnava i tetti delle case vicine.
A ogni metro percorso dei 66 del tragitto, una sensazione strana mi ha fatto immaginare la carrozza più pesante delle sue cinque tonnellate, e più lunga dei suoi cinque metri e mezzo: quasi la forza elettrica, trainandola da lassù, potesse dilatarne dimensione e percezione.
Il motore che fa muovere la funicolare di Zagabria si trova nella stazione nord. Nel 1934 ha sostituito quello a vapore che sin dalla sua nascita ha trainato i due vagoni che si incrociano a metà del percorso ripido.
È lì, che in istante frainteso e sovrapposto, sembrano diventare uno per poi lasciarsi in senso opposto. Mentre guardo la carrozza scendere, la mia continua a salire lenta: e in un battito di ciglia, 55 secondi dopo essere partito, arrivo a Strossmayerovo šetalište.
ℹ️ Ente Nazionale Croato per il Turismo
foto e testo di Andrea Lessona
Saliscendi blu di antiche carrozze, la funicolare di Zagabria unisce lenta la città bassa con quella alta. Simbolo della capitale croata, è una delle più piccole e ripide del suo genere in tutto il mondo. E per la sua originalità è sotto tutela legale come un monumento.
Costruita nel 1890, è entrata in funzione il 23 Aprile del 1893. E da allora, fatte salve qualche occasioni, i suoi due vagoni hanno continuato a salire e scendere instancabili lungo i binari obliqui inclinati del 52 per cento.
Così, raggiunta via Ilica in Donji Grad, la città bassa, non ho resisto al mio desiderio bambino e sono entrato nella carrozza della funicolare di Zagabria. Dentro c'è posto solo per 28 passeggeri: 12 in piedi, gli altri seduti su vecchie e scomode panche in legno.
Mentre il vagone saliva verso Strossmayerovo šetalište in Gornji Grad, la città alta, i vetri spessi si appannavano per il fiato della gente stretta a sé. Fuori, la pioggia rigava il blu del vecchio acciaio e bagnava i tetti delle case vicine.
A ogni metro percorso dei 66 del tragitto, una sensazione strana mi ha fatto immaginare la carrozza più pesante delle sue cinque tonnellate, e più lunga dei suoi cinque metri e mezzo: quasi la forza elettrica, trainandola da lassù, potesse dilatarne dimensione e percezione.
Il motore che fa muovere la funicolare di Zagabria si trova nella stazione nord. Nel 1934 ha sostituito quello a vapore che sin dalla sua nascita ha trainato i due vagoni che si incrociano a metà del percorso ripido.
È lì, che in istante frainteso e sovrapposto, sembrano diventare uno per poi lasciarsi in senso opposto. Mentre guardo la carrozza scendere, la mia continua a salire lenta: e in un battito di ciglia, 55 secondi dopo essere partito, arrivo a Strossmayerovo šetalište.
ℹ️ Ente Nazionale Croato per il Turismo
👍7❤3🔥2👏1💯1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
In questo video dell’Irish Post la drammatica bellezza della costa irlandese vista dall’alto: brevi istanti di scenari mozzafiato dell’Ovest dell’Isola di Smeraldo.
❤8👍2🔥1🤩1👌1💯1
Nella Lapponia svedese con i cani da slitta
Sulla neve della Lapponia svedese, tratti incisi dalle slitte trainate dai cani disegnano linee sinuose. Attraversano le foreste boreali vicino Skellefteå - la città eco sostenibile a 200 chilometri a sud del circolo polare artico.
Per arrivare qui, vicino al Mar Baltico, in questo zona di 73 mila abitanti dove si sono trasferiti anche alcuni italiani, basta atterrare nell'aeroporto fossil free con la torre di controllo del traffico aereo in legno e una stazione di rifornimento per ricaricare gli aerei elettrici.
Poi, saliti su uno degli autobus urbani con biogas prodotto in loco, si può raggiunge l’albergo The Wood hotel - un capolavoro architettonico senza acciaio né cemento ma tutto in legno che con i suoi venti piani e i quasi ottanta metri è uno degli edifici più alti nel mondo del suo genere.
Chi ha fretta, invece, può andare direttamente in una delle tante strutture della zona che permettono di vivere l’emozione di un viaggio tra la neve della Lapponia svedese meridionale con le ciaspole o con i cani da slitta.
Col cielo negli occhi, il pelo folto, la bocca aperta da cui la lingua penzola e il fiato si fa grosso, gli husky sono pronti. Imbragati, guardano l’istruttore pronto a farli partire non appena gli ospiti si sono seduti.
Poi, con un urlo che sa di libertà, l’istruttore dà loro il via. Il primo tratto è lento ma un po’ alla volta, i cani cominciano ad accelerare: l’aria si fa più fredda, il cielo più basso e nella mezz’ora in cui di norma dura il giro, nuove linee sinuose si disegnano sulla neve della Lapponia svedese. (a.le.)
ℹ️ 📷 Visit Skellefteå
Sulla neve della Lapponia svedese, tratti incisi dalle slitte trainate dai cani disegnano linee sinuose. Attraversano le foreste boreali vicino Skellefteå - la città eco sostenibile a 200 chilometri a sud del circolo polare artico.
Per arrivare qui, vicino al Mar Baltico, in questo zona di 73 mila abitanti dove si sono trasferiti anche alcuni italiani, basta atterrare nell'aeroporto fossil free con la torre di controllo del traffico aereo in legno e una stazione di rifornimento per ricaricare gli aerei elettrici.
Poi, saliti su uno degli autobus urbani con biogas prodotto in loco, si può raggiunge l’albergo The Wood hotel - un capolavoro architettonico senza acciaio né cemento ma tutto in legno che con i suoi venti piani e i quasi ottanta metri è uno degli edifici più alti nel mondo del suo genere.
Chi ha fretta, invece, può andare direttamente in una delle tante strutture della zona che permettono di vivere l’emozione di un viaggio tra la neve della Lapponia svedese meridionale con le ciaspole o con i cani da slitta.
Col cielo negli occhi, il pelo folto, la bocca aperta da cui la lingua penzola e il fiato si fa grosso, gli husky sono pronti. Imbragati, guardano l’istruttore pronto a farli partire non appena gli ospiti si sono seduti.
Poi, con un urlo che sa di libertà, l’istruttore dà loro il via. Il primo tratto è lento ma un po’ alla volta, i cani cominciano ad accelerare: l’aria si fa più fredda, il cielo più basso e nella mezz’ora in cui di norma dura il giro, nuove linee sinuose si disegnano sulla neve della Lapponia svedese. (a.le.)
ℹ️ 📷 Visit Skellefteå
❤7👍2👏2🤩2🔥1🥰1💯1
Carnevale di Binche, il più famoso del Belgio
di Andrea Lessona
Vestiti di preziosi costumi e grandi cappelli con piume di struzzo, i Gilles attraversano le antiche strade: le riempiono di gioia e colori, e danno vita al Carnevale di Binche - il più famoso del Belgio.
Qui, nella provincia vallone di Hainaut, questo evento che è patrimonio Orale e Immateriale dell’Unesco dal 2003, comincia diverse settimane prima rispetto a quanto stabilito dal calendario.
L’inizio, conosciuto come le Répétition de Batterie, avviene la sesta e la quinta domenica prima del carnevale di Binche. I Gilles - figuranti tradizionali che fanno parte di diverse associazioni - escono senza costumi al suono sincopato dei tamburi.
La quarta e terza domenica, invece, c’è la Soumonces: si caratterizza di danze scandite ancora dai tamburi. In questa occasione, i membri delle associazioni si mascherano calzando i sabot (zoccoli di legno), l'apertintaille (cinturone di sonagli) e il ramon (canestro) in mano.
Le due domeniche che precedono il carnevale di Binche, compaiono gli strumenti di ottone e insieme agli immancabili tamburi suonano i ventisei motivi tradizionali di questa festa particolare.
I tre sabato prima, diverse associazioni organizzano i Bals de Carnaval – veri e propri eventi di gala in cui i partecipanti si sfidano per preparare i travestimenti in base ai temi proposti dai loro comitati organizzativi.
Finalmente il lunedì, sei giorni prima del carnevale di Binche, con le Trouilles de Nouilles, gli abitanti della città girano in maschera per le strade e cercano di capire chi si cela dietro i vari travestimenti.
Durante i tre giorni grassi di domenica, lunedì e martedì, i membri delle società attraversano questa città della Vallonia mettendo in mostra gli abiti preparati in gran segreto. E danzano al ritmo dei tamburi e dell’organo di Barberia sino a quando la notte li sfinisce e li inghiotte.
ℹ️ Ufficio Belga per il Turismo
di Andrea Lessona
Vestiti di preziosi costumi e grandi cappelli con piume di struzzo, i Gilles attraversano le antiche strade: le riempiono di gioia e colori, e danno vita al Carnevale di Binche - il più famoso del Belgio.
Qui, nella provincia vallone di Hainaut, questo evento che è patrimonio Orale e Immateriale dell’Unesco dal 2003, comincia diverse settimane prima rispetto a quanto stabilito dal calendario.
L’inizio, conosciuto come le Répétition de Batterie, avviene la sesta e la quinta domenica prima del carnevale di Binche. I Gilles - figuranti tradizionali che fanno parte di diverse associazioni - escono senza costumi al suono sincopato dei tamburi.
La quarta e terza domenica, invece, c’è la Soumonces: si caratterizza di danze scandite ancora dai tamburi. In questa occasione, i membri delle associazioni si mascherano calzando i sabot (zoccoli di legno), l'apertintaille (cinturone di sonagli) e il ramon (canestro) in mano.
Le due domeniche che precedono il carnevale di Binche, compaiono gli strumenti di ottone e insieme agli immancabili tamburi suonano i ventisei motivi tradizionali di questa festa particolare.
I tre sabato prima, diverse associazioni organizzano i Bals de Carnaval – veri e propri eventi di gala in cui i partecipanti si sfidano per preparare i travestimenti in base ai temi proposti dai loro comitati organizzativi.
Finalmente il lunedì, sei giorni prima del carnevale di Binche, con le Trouilles de Nouilles, gli abitanti della città girano in maschera per le strade e cercano di capire chi si cela dietro i vari travestimenti.
Durante i tre giorni grassi di domenica, lunedì e martedì, i membri delle società attraversano questa città della Vallonia mettendo in mostra gli abiti preparati in gran segreto. E danzano al ritmo dei tamburi e dell’organo di Barberia sino a quando la notte li sfinisce e li inghiotte.
ℹ️ Ufficio Belga per il Turismo
👍4🔥2👏2❤1🥰1💯1