https://www.instagram.com/p/DR7eiA5DYvX/?igsh=MWgyYTR1OW5ydWN1NA==
“Memorie di Donne Palestinesi” è la nuova rubrica di Qumi che nasce con l’obiettivo di condividere esperienze, storie, ricordi e nomi di donne palestinesi. Narrazioni che appartengono alla nostra eredità collettiva e che testimoniano una resistenza tramandata di generazione in generazione.
Oggi ricordiamo Shadia Abu Ghazaleh, la prima donna martire dopo la Naksa del 1967. Nata e cresciuta a Nablus, Shadia si distingue sin da giovanissima per il suo impegno politico, diventando una figura centrale nei progetti di educazione e sensibilizzazione nelle comunità palestinesi.
Dalla Palestina al Libano, dalla Siria al resto del mondo arabo, continueremo a esprimere gratitudine e profondo rispetto verso tutte le donne e gli uomini che ci hanno trasmesso un'eredità di resistenza al violento progetto coloniale e imperialista sulle nostre terre.
“Memorie di Donne Palestinesi” è la nuova rubrica di Qumi che nasce con l’obiettivo di condividere esperienze, storie, ricordi e nomi di donne palestinesi. Narrazioni che appartengono alla nostra eredità collettiva e che testimoniano una resistenza tramandata di generazione in generazione.
Oggi ricordiamo Shadia Abu Ghazaleh, la prima donna martire dopo la Naksa del 1967. Nata e cresciuta a Nablus, Shadia si distingue sin da giovanissima per il suo impegno politico, diventando una figura centrale nei progetti di educazione e sensibilizzazione nelle comunità palestinesi.
Dalla Palestina al Libano, dalla Siria al resto del mondo arabo, continueremo a esprimere gratitudine e profondo rispetto verso tutte le donne e gli uomini che ci hanno trasmesso un'eredità di resistenza al violento progetto coloniale e imperialista sulle nostre terre.
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Memorie di Donne Palestinesi” è la nuova rubrica di Qumi che nasce con l’obiettivo di condividere esperienze, storie, ricordi e nomi di donne palestinesi. Narrazioni che appartengono alla nostra eredità collettiva e che testimoniano una resistenza tramandata…
Forwarded from GIOVANI CONTRO LA GUERRA
✍️Mentre qui si parla di “pace”, in Palestina bombardamenti, assedi e repressione continuano senza sosta.
Le università vengono colpite perché sono luoghi di organizzazione e resistenza: spazi dove si costruisce un sapere che non si piega all’occupazione.
Giovedì 11 ascolteremo la voce di compagne in Palestina che, ogni giorno, affrontano la distruzione sistematica di scuole e atenei, arresti di massa, sorveglianza militare e tentativi di spezzare la loro capacità di studiare, organizzarsi, immaginare futuro.
Ma che, nonostante tutto, continuano a rivendicare il diritto all’istruzione come pratica di resistenza collettiva.
Questa non è una storia lontana. Il nemico è lo stesso: chi devasta in Palestina è lo stesso che qui taglia borse di studio, servizi universitari e welfare, dirottando risorse pubbliche verso spese militari e interessi privati.
Rafforziamo reti di solidarietà per opporci, insieme, a un modello che produce guerra e sfruttamento. Sostenere il diritto allo studio in Palestina significa difenderlo anche qui.
Le università vengono colpite perché sono luoghi di organizzazione e resistenza: spazi dove si costruisce un sapere che non si piega all’occupazione.
Giovedì 11 ascolteremo la voce di compagne in Palestina che, ogni giorno, affrontano la distruzione sistematica di scuole e atenei, arresti di massa, sorveglianza militare e tentativi di spezzare la loro capacità di studiare, organizzarsi, immaginare futuro.
Ma che, nonostante tutto, continuano a rivendicare il diritto all’istruzione come pratica di resistenza collettiva.
Questa non è una storia lontana. Il nemico è lo stesso: chi devasta in Palestina è lo stesso che qui taglia borse di studio, servizi universitari e welfare, dirottando risorse pubbliche verso spese militari e interessi privati.
Rafforziamo reti di solidarietà per opporci, insieme, a un modello che produce guerra e sfruttamento. Sostenere il diritto allo studio in Palestina significa difenderlo anche qui.
Forwarded from GIOVANI CONTRO LA GUERRA
📅 Giovedì 11 dicembre - ore 16.30
📍 Albergo dei Poveri - piano 1, aula 4
🎓 Presentazione della campagna Right to Education - Università di Birzeit
🎥 Collegamento con studenti a Gaza
IG: https://www.instagram.com/p/DR9qzZSjKIc/?igsh=MTViMTNsaTdvdjJlZg==
📍 Albergo dei Poveri - piano 1, aula 4
🎓 Presentazione della campagna Right to Education - Università di Birzeit
🎥 Collegamento con studenti a Gaza
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Forwarded from GIOVANI CONTRO LA GUERRA
ATTENZIONE CAMBIO AULA!! ⚠️
CI VEDIAMO:
📅 Giovedì 11 dicembre - ore 16.30
📍DISFOR AULA 4
🎓 Presentazione della campagna Right to Education - Università di Birzeit
🎥 Collegamento con studenti a Gaza
CI VEDIAMO:
📅 Giovedì 11 dicembre - ore 16.30
📍DISFOR AULA 4
🎓 Presentazione della campagna Right to Education - Università di Birzeit
🎥 Collegamento con studenti a Gaza
🇵🇸 Presidio - La solidarietà con la Palestina non si arresta
📅 Lunedì 29 dicembre 2025
🕔 Ore 18:00
📍 Genova - Carcere Marassi
📅 Lunedì 29 dicembre 2025
🕔 Ore 18:00
📍 Genova - Carcere Marassi
❤2
Il 30 gennaio alle ore 18:30, presso il Centro Banchi (vico delle Compere), discuteremo sulla necessità di contrastare la repressione che sta colpendo il movimento di solidarietà con il popolo palestinese.
Attraverso pratiche autoritarie e arresti indiscriminati, i governi occidentali stanno tentando di scoraggiare e reprimere le mobilitazioni nate per opporsi alle scelte politiche imperialiste e sioniste che, tramite la pulizia etnica, il genocidio e uno dei sistemi militari e carcerari più avanzati al mondo – quello israeliano – continuano a impedire la liberazione del popolo palestinese dal colonialismo.
Il sistema capitalistico occidentale che oggi ci governa ha promosso, oltre cento anni fa, la colonizzazione sionista della Palestina, traendone vantaggi economici e politici, come avviene in ogni politica estrattivista. Le conseguenze di queste politiche imperialiste sono sempre più evidenti: le cosiddette democrazie occidentali assomigliano sempre di più all’etnocrazia suprematista rappresentata dallo Stato sionista di Israele. Il DDL Sicurezza, l’utilizzo di tecnologie militari israeliane, il matrimonio con la propaganda israeliana, i CPR, e il ricorso strumentale all’accusa di terrorismo per giustificare arresti indiscriminati sono solo alcune delle manifestazioni del processo di “sionistizzazione” in corso nei paesi occidentali. Comprendere questi meccanismi è fondamentale non solo per respingerli collettivamente, ma anche per costruire insieme un’alternativa libera dal capitalismo, dall’imperialismo e da ogni forma di colonialismo.
A cura di:
Giovani Palestinesi d’Italia
Assemblea contro la guerra e la repressione
Libreria Adespotos
Intervengono:
– L’avvocata palestinese, sulla questione delle carceri israeliane.
– L’avvocata italiana Ludovica Formoso, sul caso di Anaan, Ali e Mansour.
Attraverso pratiche autoritarie e arresti indiscriminati, i governi occidentali stanno tentando di scoraggiare e reprimere le mobilitazioni nate per opporsi alle scelte politiche imperialiste e sioniste che, tramite la pulizia etnica, il genocidio e uno dei sistemi militari e carcerari più avanzati al mondo – quello israeliano – continuano a impedire la liberazione del popolo palestinese dal colonialismo.
Il sistema capitalistico occidentale che oggi ci governa ha promosso, oltre cento anni fa, la colonizzazione sionista della Palestina, traendone vantaggi economici e politici, come avviene in ogni politica estrattivista. Le conseguenze di queste politiche imperialiste sono sempre più evidenti: le cosiddette democrazie occidentali assomigliano sempre di più all’etnocrazia suprematista rappresentata dallo Stato sionista di Israele. Il DDL Sicurezza, l’utilizzo di tecnologie militari israeliane, il matrimonio con la propaganda israeliana, i CPR, e il ricorso strumentale all’accusa di terrorismo per giustificare arresti indiscriminati sono solo alcune delle manifestazioni del processo di “sionistizzazione” in corso nei paesi occidentali. Comprendere questi meccanismi è fondamentale non solo per respingerli collettivamente, ma anche per costruire insieme un’alternativa libera dal capitalismo, dall’imperialismo e da ogni forma di colonialismo.
A cura di:
Giovani Palestinesi d’Italia
Assemblea contro la guerra e la repressione
Libreria Adespotos
Intervengono:
– L’avvocata palestinese, sulla questione delle carceri israeliane.
– L’avvocata italiana Ludovica Formoso, sul caso di Anaan, Ali e Mansour.
7 DAL METODO GIACARTA AL
METODO GAZA V
Nel 1965 l'esercito indonesiano spinto dagli USA lanciò una campagna contro i comunisti. In circa sei mesi venne sterminato un milione di persone e altrettante vennero rinchiuse nei campi di concentramento. II metodo Giacarta divenne modello per i successivi golpe in America Latina e in Asia.
Da quel momento fu ancora più chiaro come esercito e finanza andassero a braccetto per modernizzare il mondo, applicando una violenza smisurata e sterminatrice contro ogni ostacolo, anche umano.
Il Metodo Gaza trae le sue origini da questo.
Gaza non è un orrore contro il quale richiamare al rispetto del Diritto internazionale o alla democrazia, bensì un Metodo che compendia un'intera storia di massacri, e che vale da monito per tutti i palestinizzabili del mondo consapevoli che qualcosa di simile è già accaduto e che continuerà ad accadere.
Giovedì 21 Maggio
Ore 17:30
• Libera Collina di Castello - Piazza di Santa Maria in
Passione, Genova
#t Apericena a supporto delle spese legali dei prigionieri politici palestinesi.
INTERVENTI A CURA DI:
Centro di Iniziativa Luca Rossi (Milano)
Libreria Adespotos
Giovani Palestinesi d'Italia (GPI Genova)
Anwar, collegamento con un giornalista indipendente
Colpire il colonialismo di insediamento sionista significa comprendere che Gaza non è un'eccezione, ma la continuazione storica della violenza imperialista globale.
Vi aspettiamo per fare della memoria un'arma politica, disarmare la narrazione complice dell'Occidente.
Contro il sionismo, contro l'imperialismo e i suoi metodi di sterminio.
Resistenza fino alla liberazione!
METODO GAZA V
Nel 1965 l'esercito indonesiano spinto dagli USA lanciò una campagna contro i comunisti. In circa sei mesi venne sterminato un milione di persone e altrettante vennero rinchiuse nei campi di concentramento. II metodo Giacarta divenne modello per i successivi golpe in America Latina e in Asia.
Da quel momento fu ancora più chiaro come esercito e finanza andassero a braccetto per modernizzare il mondo, applicando una violenza smisurata e sterminatrice contro ogni ostacolo, anche umano.
Il Metodo Gaza trae le sue origini da questo.
Gaza non è un orrore contro il quale richiamare al rispetto del Diritto internazionale o alla democrazia, bensì un Metodo che compendia un'intera storia di massacri, e che vale da monito per tutti i palestinizzabili del mondo consapevoli che qualcosa di simile è già accaduto e che continuerà ad accadere.
Giovedì 21 Maggio
Ore 17:30
• Libera Collina di Castello - Piazza di Santa Maria in
Passione, Genova
#t Apericena a supporto delle spese legali dei prigionieri politici palestinesi.
INTERVENTI A CURA DI:
Centro di Iniziativa Luca Rossi (Milano)
Libreria Adespotos
Giovani Palestinesi d'Italia (GPI Genova)
Anwar, collegamento con un giornalista indipendente
Colpire il colonialismo di insediamento sionista significa comprendere che Gaza non è un'eccezione, ma la continuazione storica della violenza imperialista globale.
Vi aspettiamo per fare della memoria un'arma politica, disarmare la narrazione complice dell'Occidente.
Contro il sionismo, contro l'imperialismo e i suoi metodi di sterminio.
Resistenza fino alla liberazione!
❤1
Il 28 maggio alle h 19.00 ci sarà il primo appuntamento del "Falastini Cineforum" in cui verrà proiettato il film Farha.
Il film è una commemorazione della Nakba - Catastrofe - la pulizia etnica e il colonialismo di insediamento ai danni del popolo palestinese che iniziò 78 anni fa e che continua ancora oggi.
Ambientato nel 1948, il film racconta attraverso gli occhi di una bambina il massacro di un villaggio palestinese.
Alle 19.00 aperitivo palestinese
Dalle 19.30 proiezione del film
Vi aspettiamo!
Il film è una commemorazione della Nakba - Catastrofe - la pulizia etnica e il colonialismo di insediamento ai danni del popolo palestinese che iniziò 78 anni fa e che continua ancora oggi.
Ambientato nel 1948, il film racconta attraverso gli occhi di una bambina il massacro di un villaggio palestinese.
Alle 19.00 aperitivo palestinese
Dalle 19.30 proiezione del film
Vi aspettiamo!
Forwarded from Genova Antifascista
Ricordiamo a tutti e tutte l'assemblea pubblica verso il corteo cittadino del 30 Giugno! L'appuntamento è in piazza Campetto alle ore 19,00 con tanti interventi già in scaletta, al termine dell'assemblea si prosegue in carovana per i vicoli del centro storico!
Invitiamo a partecipare, presso Librido Caffè, il 7 luglio alle ore 18:30, alla presentazione del libro Nel dolore di Gaza con lo scrittore Yousri Alghoul (Edizioni Q), autore palestinese di una densa produzione narrativa e saggistica incentrata sull’esperienza dei campi profughi, sulla devastazione della Striscia di Gaza e sui temi della memoria, della dignità e della resistenza nei contesti coloniali.
In Nel dolore di Gaza non incontriamo semplicemente un libro, ma una testimonianza morale, politica e storica. L’alternarsi di frammenti e microracconti restituisce una delle fasi più violente e distruttive del genocidio a Gaza, e si proietta al contempo verso un futuro di riscatto fondato sulla convinzione che i sistemi coloniali sono destinati a essere smantellati dalla resistenza popolare, che sempre rinascerà dalle ceneri come una “Araba Fenice”.
Nel dolore di Gaza consegna al mondo un monito: è sempre possibile, nonché necessario, non perdere fiducia nel futuro, affinché il terreno della collettività sia liberato da infestazioni pessimistiche e torni a germogliare di possibilità di resistenza.
Sarà possibile acquistare in contanti il libro.
Intervengono:
- Mjriam Abu Samra, ricercatrice all’Università Ca’ Foscari di Venezia e all’Università di California Davis.
- Marco Ammar, professore di lingua, cultura e letteratura araba dell'Università di Genova.
In Nel dolore di Gaza non incontriamo semplicemente un libro, ma una testimonianza morale, politica e storica. L’alternarsi di frammenti e microracconti restituisce una delle fasi più violente e distruttive del genocidio a Gaza, e si proietta al contempo verso un futuro di riscatto fondato sulla convinzione che i sistemi coloniali sono destinati a essere smantellati dalla resistenza popolare, che sempre rinascerà dalle ceneri come una “Araba Fenice”.
Nel dolore di Gaza consegna al mondo un monito: è sempre possibile, nonché necessario, non perdere fiducia nel futuro, affinché il terreno della collettività sia liberato da infestazioni pessimistiche e torni a germogliare di possibilità di resistenza.
Sarà possibile acquistare in contanti il libro.
Intervengono:
- Mjriam Abu Samra, ricercatrice all’Università Ca’ Foscari di Venezia e all’Università di California Davis.
- Marco Ammar, professore di lingua, cultura e letteratura araba dell'Università di Genova.
Forwarded from S.I. Cobas - Genova
FAKIR ABDERRAHIM È STATO UCCISO DAL RAZZISMO DI STATO!
Presidio- giovedì 23 luglio ore 18
Piazza Caricamento (statua Rubattino) - Genova
Facebook: https://www.facebook.com/photo/?fbid=1458771542958790&set=a.316426217193334
Instagram: https://www.instagram.com/p/DbEWDawjXkE/
Scendiamo in piazza anche a Genova per chiedere verità e giustizia per Fakir, non possiamo più rimanere in silenzio di fronte a ronde, aggressioni razziste e omicidi di stato!
Conosciamo il gioco dei padroni in tempo di crisi: fomentare la guerra tra poveri, indicare gli stranieri come i nemici, dividere la classe lavoratrice, promuovere leggi contro il diritto di manifestare e di scioperare, per poi dormire sonni tranquilli mentre continuano a sfruttarci e ad affamarci!
Casa, salario, sanità, permesso di soggiorno, istruzione, zero infortuni sul lavoro: questa è la sicurezza che vogliamo!
👉 Via lo scudo penale per i poliziotti !
👉 Basta razzismo e sfruttamento!
👉 Basta paura!
✊ Verità e giustizia per Fakir Abderrahim
Presidio- giovedì 23 luglio ore 18
Piazza Caricamento (statua Rubattino) - Genova
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Scendiamo in piazza anche a Genova per chiedere verità e giustizia per Fakir, non possiamo più rimanere in silenzio di fronte a ronde, aggressioni razziste e omicidi di stato!
Conosciamo il gioco dei padroni in tempo di crisi: fomentare la guerra tra poveri, indicare gli stranieri come i nemici, dividere la classe lavoratrice, promuovere leggi contro il diritto di manifestare e di scioperare, per poi dormire sonni tranquilli mentre continuano a sfruttarci e ad affamarci!
Casa, salario, sanità, permesso di soggiorno, istruzione, zero infortuni sul lavoro: questa è la sicurezza che vogliamo!
👉 Via lo scudo penale per i poliziotti !
👉 Basta razzismo e sfruttamento!
👉 Basta paura!
✊ Verità e giustizia per Fakir Abderrahim