Chi ha orecchi da udire, oda
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Canale di Giacinto Butindaro
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Queste parole (che non lasciano spazio ad alcun fraintendimento) del Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni su Gesù confermano pienamente quanto vi dico da tanti anni, e cioè che gli Ebrei (quelli induriti ed accecati da Dio) odiano la Buona Novella che Gesù è il Messia (o Cristo), e quindi rigettano coloro che vanno da loro ad annunciargli la Buona Novella, a prescindere che essi siano Ebrei o Gentili. Quanto a noi continueremo però ad annunciare anche agli Ebrei la Buona Novella che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici, poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli Apostoli (cfr. 1 Corinzi 15:3-7). E continueremo a dire anche a loro di ravvedersi e di credere nella Buona Novella, per essere salvati, perdonati, giustificati ed avere la vita eterna, altrimenti l’ira di Dio resterà sopra di loro e non vedranno la vita, perché moriranno nei loro peccati andandosene nelle fiamme dell’inferno. Chi ha orecchi da udire, oda.
Iddio ha dato loro uno spirito di stordimento

“Che dunque? Quel che Israele cerca, non l’ha ottenuto; mentre il residuo eletto l’ha ottenuto; e gli altri sono stati indurati, secondo che è scritto: Iddio ha dato loro uno spirito di stordimento, degli occhi per non vedere e degli orecchi per non udire, fino a questo giorno. E Davide dice: La loro mensa sia per loro un laccio, una rete, un inciampo, e una retribuzione. Siano gli occhi loro oscurati in guisa che non veggano, e piega loro del continuo la schiena” (Romani 11:7-10).
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Il rabbino capo di Roma Riccardo di Segni ci dice perché gli Ebrei rifiutano di credere che Gesù è il Messia

Perché gli Ebrei rifiutano di credere che Gesù di Nazareth è il Messia, del quale preannunciarono la venuta e l’opera gli antichi profeti? Noi lo sappiamo: come i loro predecessori che vivevano in Israele mentre Gesù era in questo mondo, essi non possono credere “per la ragione detta ancora da Isaia: Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani” (Giovanni 12:39-40). Ma cosa dicono gli Ebrei sul motivo per cui essi rifiutano di credere che Gesù è il Messia? Per rispondere a questa domanda ho preso una dichiarazione di Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, considerato in ambito ebraico «guida spirituale degli ebrei d'Italia», che fece nel corso di una intervista nel 2008: «Nel momento in cui riconoscessimo Gesù Cristo non saremmo più ebrei» (https://www.30giorni.it/articoli_id_17111_l1.htm). Avete capito quindi? Per essi riconoscere che Gesù è il Messia equivale ad apostatare dall’Ebraismo, e quindi a cessare di essere Ebrei. Ecco perché odiano la Buona Novella che Gesù è il Messia, e rigettano coloro che gliela predicano.
Il rabbino capo di Roma, Riccardo di Segni, ha incontrato il gran maestro del GOI Stefano Bisi

Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ha incontrato nel 2019 il gran maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi. Sì, proprio Di Segni che ha detto: «Il desiderio di un evangelico X che voglia portarci la testimonianza di Gesù come modo di dialogare, se fa una cosa del genere, il dialogo è chiuso fin dall’inizio: non è un argomento di cui noi siamo interessati a parlare. Punto. Tutto il resto si: quello no», e: «Nel momento in cui riconoscessimo Gesù Cristo non saremmo più ebrei». Leggete l’interessantissimo resoconto di questo incontro presente sul sito del Grande Oriente d’Italia. E giudicate voi da persone intelligenti. Non aggiungo altro.
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Incontro con il rabbino di Roma a Casa Nathan. Il Gran Maestro: “Dobbiamo combattere i rinascenti razzismi”. Di Segni: “Abbiamo valori comuni da difendere”

Il Gran Maestro Stefano Bisi, insieme ai Fratelli della Comunione laziale, l’8 gennaio scorso ha ricevuto a Casa Nathan il Rabbino capo della Comunità israelitica della capitale, Riccardo Di Segni. Tantissimi i fratelli presenti all’evento, il primo del genere a svolgersi nel tempio della Casa romana del Grande Oriente intitolata a Ernesto Nathan, ebreo, fratello e sindaco di Roma e che, come è stato rammentato va ad aggiungersi alle numerose iniziative sul rapporto tra Libera Muratoria e religioni, organizzate dalla Comunione nell’obiettivo di promuovere il dialogo e la tolleranza, soprattutto in un momento come quello attuale caratterizzato da rinascenti razzismi e pericolosi populismi.
Un incontro, che Bisi ha voluto dedicare a Nedo Fiano, Gran Maestro Onorario del Goi, e a Liliana Segre, senatrice a vita, entrambi sopravvissuti alla tragedia dell’Olocausto . “Due persone importanti per la nostra amata patria”, ha sottolineato ricordando di Fiano l’instancabile impegno profuso per far capire, soprattutto ai giovani, attraverso la sua testimonianza, quello che è accaduto durante fascismo e nazismo; e della senatrice Segre la proposta di cancellare la parola razza dalla Costituzione. Una proposta, ha riferito il Gran Maestro, in sintonia con la scelta del Grande Oriente di eliminare quell’atroce termine dal proprio ordinamento. Decisione che è stata ufficializzata durante la scorsa Gran Loggia di Rimini. Un piccolo segnale, un piccolo gesto, ma di grande forza simbolica. “La storia di Nedo Fiano e Liliana Segre –ha aggiunto Bisi- deve essere di monito per tutti noi contro i rinascenti razzismi”.
A fare gli onori di casa e a dar via all’evento, il presidente del Collegio del Lazio Carlo Ricotti, che ha ricostruito la storia dei rapporti tra le comunità ebraiche del nostro paese e la Massoneria italiana. Una storia nobile che risale alla Prima guerra di Indipendenza, agli albori del Risorgimento, e che affonda le sue radici nella lotta comune per la libertà politica, l’unità della nazione e i diritti di cittadinanza. E’ allora, ha sottolineato Ricotti – annunciando per il 9 febbraio un convegno sulla Repubblica Romana del 1849 al quale ha invitato il rabbino- che nasce “quel vincolo di fratellanza ideale tra ebrei e massoni”, che poi saranno entrambi, durante gli anni degli autoritarismi e delle dittature, “oggetto di discriminazione, leggende nere, persecuzione politica e religiosa”. Nel corso del suo intervento il presidente del Collegio, nel ricordare i 21 massoni che furono insieme a tanti ebrei massacrati alle Fosse Ardeatine, ha annunciato la decisione dell’assemblea dei Maestri Venerabili del Lazio di deliberare uno speciale contributo per il riposizionamento delle pietre di inciampo, le piastre di ottone poste nel selciato stradale di tante città a memoria delle vittime del nazi-fascismo, e che a Roma sono state recentemente oggetto di atti vandalici, e ha rivolto un appello alla comunità ebraica affinché una nuova “pietra” venga alla memoria dell’ebreo e massone Carlo Zaccagnini, medaglia d’oro della Resistenza, rinchiuso in via Tasso, torturato e poi trucidato dai nazisti.
Una batteria di applausi ha dato il benvenuto al rabbino “Vi ringrazio –ha esordito Di Segni- per questo grande onore che mi viene fatto nell’essere accolto con tanta attenzione da tutti voi in questo luogo così importante, dove rivedo anche tanti colleghi e amici. Mi sono avvicinato alla conoscenza della Massoneria per una storia famigliare a molti di voi nota più di quanto lo sia da parte mia. Sospettavo –ha raccontato- una affiliazione di mio padre. Ma a quell’epoca non sapevo neppure cosa fosse e cercavo nei libri. Ed è così che ho scoperto una prima affinità tra Ebraismo e Libera Muratoria”. Affinità nel senso di omissione, ha detto, sottolineando come la storia dedichi a entrambe queste due grandi realtà pochissimo spazio. C’è un tabu informativo, ha osservato, che ci accomuna e che ha generato l’idea del complotto giudaico massonico, anche recentemente evocato da un intervento giornalistico dopo l’uscita della notizia di quest’incontro. Un’idea, ripresa dal fascismo, ma che in realtà, ha riferito il rabbino, si sviluppò durante la seconda metà dell’Ottocento in seno alla Chiesa cattolica, che rappresentava l’anima e la giustificazione dell’antico regime in un’epoca in cui si andavano affermando, dopo le rivoluzioni della fine del ‘700, movimenti di libertà e di emancipazione. Fu così, ha osservato Di Segni, che la Massoneria venne raccontata come figlia dell’Ebraismo. “E l’organo che ha contribuito maggiormente a stabilire l’associazione tra queste due realtà e ad alimentare l’opposizione nei loro confronti di è stata La civiltà cattolica, il giornale dei gesuiti, che in qualche modo rappresentava anche il pensiero ufficiale del pontefice che ne correggeva le bozze”, ha spiegato Di Segni, ricostruendo il clima dell’epoca citando Giuseppe Oreglia, che era il direttore della testata negli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento, e poi Nathan, sindaco e massone fortemente anticlericale. Nathan, ha anche ricordato, “rappresenta un esempio brillante e importante di una schiera di ebrei che hanno trovato nella Massoneria il luogo ideale dove esprimere una nuova concezione, che fondeva insieme le idee dell’uguaglianza, della libertà, del progresso, e anche una forma di religione diversa da quella delle origini”. Oggi il mondo è cambiato molto. E anche la Chiesa è profondamente cambiata e mentre due secoli fa e anche dopo denunciava il complotto giudaico massonico, adesso in forma anti-laica rivendica le radici giudaico cristiane dell’Europa, ha osservato il rabbino, che ha segnalato comunque, con preoccupazione, il fatto che il tema del complotto che mette insieme ebrei e massoni venga nuovamente, come durante il fascismo, associato alla finanza e strumentalizzato in chiave populista. Gli insegnamenti del passato, ha detto, “ci impongono estrema vigilanza”. “Il cammino che possiamo fare insieme –ha concluso rivolgendosi ai liberi muratori- è un cammino non politico, ma valoriale. Abbiamo molti valori da presentare alla società, valori estremamente attuali e che sono per entrambi motivo di giusto orgoglio. Dobbiamo vigilare affinché vengano conservati e vengano promossi ed è per questo che ringrazio per l’attenzione e l’accoglienza che mi avete dedicato”.
L’incontro si è concluso con uno scambio di libri e la consegna al rabbino da parte del Gran Maestro di una medaglia del Grande Oriente.
https://www.grandeoriente.it/l8-gennaio-incontro-a-casa-nathan-con-il-rabbino-di-roma/
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In merito alle importantissime dichiarazioni del rabbino capo di Roma Riccardo di Segni sui rapporti degli Ebrei con gli Evangelici in Italia

Desidero commentare brevemente le dichiarazioni del rabbino capo di Roma Riccardo di Segni sui rapporti degli Ebrei con i Cristiani Evangelici in Italia da lui fatte recentemente durante una intervista rilasciata al giornalista Alessandro Iovino, membro delle Assemblee di Dio in Italia (ADI), perché le ritengo importantissime per capire diverse cose, perché queste dichiarazioni fanno effettivamente capire delle cose molto importanti per noi che siamo discepoli del Signore Gesù Cristo e che viviamo in questa nazione. Anche se il concetto di base espresso da Riccardo Di Segni riguarda il rapporto degli Ebrei con gli Evangelici in tutto il mondo, e non solo in Italia.
Ecco la domanda di Alessandro Iovino e la risposta del rabbino Riccardo Di Segni:
ALESSANDRO IOVINO: Senta, Rabbino, veniamo a un punto centrale di questo nostro dialogo che è quello del confronto tra Ebrei ed Evangelici, questo è un punto importante perché lei nella guida della comunità ebraica di Roma, come abbiamo detto nella clip introduttiva, tra le più importanti al mondo, si è molto speso per il dialogo, no, con i cristiani con i cattolici in particolare. Ma sul tema diciamo del dialogo con gli Evangelici, che hanno spesso un atteggiamento, una spinta missionaria, no, gli evangelici nei confronti degli Ebrei in merito alla figura di Cristo, eccetera eccetera. Le posso chiedere se questo secondo lei rappresenta, cioè questo atteggiamento del mondo evangelico nei confronti degli Ebrei, secondo lei, è un ostacolo, dal punto di vista degli Ebrei, o invece è un punto sul quale è possibile dialogare, confrontarsi, e trovare dei punti di incontro?
RICCARDO DI SEGNI: Vorrei precisare che dal punto di vista della comunità ebraica, le nostre idee su come sia composto il mondo evangelico sono confesso abbastanza confuse. Abbiamo di fronte a noi una varietà di situazioni, di cui parlavamo anche prima di questa intervista, per cui non ci sono molto chiare certe situazioni, ok? Quindi premesso questo, una cosa che comprendiamo è che comunque l’approccio dei vari gruppi non è uniforme: esiste quindi una disparità. Con alcuni gruppi evangelici presenti a Roma abbiamo ottimi rapporti di amicizia. E ciò premesso la domanda che lei mi fa, il desiderio di un evangelico X che voglia portarci la testimonianza di Gesù come modo di dialogare, se fa una cosa del genere, il dialogo è chiuso fin dall’inizio: non è un argomento di cui noi siamo interessati a parlare. Punto. Tutto il resto si: quello no.
Fonte: ESCLUSIVA - Intervista al Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni - di A. Iovino - https://www.youtube.com/watch?v=jf8o6-vZcGg – min. 7:45-10:18: cfr. https://www.facebook.com/reel/2101405427101122).
Allora, iniziamo dalle ultime parole di Riccardo Di Segni: lui dice chiaramente che gli Ebrei non sono interessati alla testimonianza di Gesù, cioè non sono interessati a dialogare con un qualsiasi Evangelico su quello di cui rese testimonianza Gesù. Che cosa testimoniò dunque Gesù? Gesù testimoniò di essere il Messia (o Cristo), il Figlio di Dio, del quale parlarono ab antico i profeti da parte di Dio, che doveva venire nel mondo per morire per i nostri peccati e risuscitare dai morti. Per questo Gesù disse ai suoi discepoli: “Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini; e l’uccideranno, e al terzo giorno risusciterà” (Matteo 17:22-23). Egli sapeva infatti che il profeta Isaia aveva detto del Messia: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità” (Isaia 53:5), e Davide, che era profeta, antivedendo la resurrezione del Messia, aveva detto: “Anche la mia carne dimorerà al sicuro; poiché tu non abbandonerai l’anima mia in poter della morte, né permetterai che il tuo santo vegga la fossa” (Salmo 16:9-10). E quindi, Gesù, essendo il Messia di Dio, doveva essere ucciso dai Giudei ed essere risuscitato da Dio.
Perché questo netto rifiuto degli Ebrei a sia pur solo dialogare intorno alla testimonianza di Gesù? Perché per gli Ebrei chi porta loro la testimonianza di Gesù, gliela porta per farli apostatare dall’Ebraismo, ossia per farli smettere di essere Ebrei, e quindi per far sì che essi non facciano più parte del popolo che Dio ha preconosciuto, ossia del popolo d’Israele! Riccardo Di Segni infatti, in una intervista rilasciata nel 2008 affermò: «Nel momento in cui riconoscessimo Gesù Cristo non saremmo più ebrei» (https://www.30giorni.it/articoli_id_17111_l1.htm). Coloro dunque che predicano agli Ebrei che Gesù è il Messia, il Figliuolo di Dio, e che li esortano a ravvedersi e a credere in Lui, sono – dal punto di vista della comunità ebraica - una serissima minaccia all’esistenza degli Ebrei come popolo, perché stanno cercando di fare sparire il popolo degli Ebrei dalla faccia della terra! In altre parole, i Cristiani che mediante le Scritture vogliono persuadere gli Ebrei a riconoscere che Gesù di Nazareth è il Messia, stanno attentando all’esistenza stessa degli Ebrei. Li vogliono sedurre affinché non siano più Ebrei!
D’altronde, non ci sorprende quello che dice Riccardo Di Segni, perché Gesù fu accusato dai Giudei di traviare la moltitudine e fu condannato a morte dal Sinedrio per bestemmia, perché aveva detto di essere il Cristo, il Figliuol di Dio (cfr. Matteo 26:63). E dopo la sua morte, i capi sacerdoti ed i Farisei lo definirono davanti a Ponzio Pilato “quel seduttore” (Matteo 27:63). Per cui se il padrone – per gli Ebrei – fu un seduttore, seduttori sono pure quelli di casa sua (cfr. Matteo 10:25) che vanno dagli Ebrei ad annunciargli che Gesù è il Messia!
Quanto a noi però continueremo ad annunciare anche agli Ebrei la Buona Novella che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici, poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli Apostoli (cfr. 1 Corinzi 15:3-7), perché questo è l’Evangelo che il Messia ha ordinato debba essere predicato per tutto il mondo ad ogni creatura. E continueremo quindi a dire anche agli Ebrei di ravvedersi e di credere nella Buona Novella, per essere salvati, perdonati, giustificati ed avere la vita eterna, altrimenti l’ira di Dio resterà sopra di loro e non vedranno la vita, perché moriranno nei loro peccati andandosene nelle fiamme dell’inferno.
Riccardo Di Segni afferma che se un evangelico si presenta a loro con la testimonianza di Gesù «il dialogo è chiuso fin dall’inizio» per cui loro non vogliono proprio sentire parlare di Gesù. Con quegli Evangelici dunque che osano fare «una cosa del genere» nei confronti degli Ebrei, non ci può essere nessuna amicizia. Come si può infatti mai essere amici di qualcuno che con i suoi discorsi cerca di farti apostatare dalla fede? Il ragionamento degli Ebrei è questo dunque nei confronti di quegli Evangelici che hanno «una spinta missionaria …. nei confronti degli Ebrei».
Ma Riccardo Di Segni ci ha anche fatto sapere che benché gli Ebrei abbiano delle idee confuse sul mondo evangelico, vista la varietà che lo caratterizza, con alcuni gruppi evangelici presenti a Roma essi hanno ottimi rapporti di amicizia. Che significa questo? Che questi evangelici non portano agli Ebrei la testimonianza di Gesù! Ma ciò fa sorgere una domanda molto importante su questi Evangelici. Come mai, pur definendosi evangelici, questi Evangelici non portano agli Ebrei la testimonianza di Gesù? Come mai non annunciano loro la Buona Novella che Gesù è il Messia, esortandoli a ravvedersi e a credere in Lui? La risposta non può che essere molto preoccupante.
Concludo dicendo che le parole del rabbino capo di Roma confermano quanto dice l’apostolo Paolo ai Romani sugli Ebrei che non credono che Gesù è il Messia: “… sono stati indurati, secondo che è scritto: Iddio ha dato loro uno spirito di stordimento, degli occhi per non vedere e degli orecchi per non udire, fino a questo giorno. E Davide dice: La loro mensa sia per loro un laccio, una rete, un inciampo, e una retribuzione. Siano gli occhi loro oscurati in guisa che non veggano, e piega loro del continuo la schiena” (Romani 11:8-10). Essi quindi “sono stati troncati per la loro incredulità” (Romani 11:20), troncati naturalmente dall’ulivo domestico dove invece noi Gentili in Cristo Gesù siamo stati innestati contro natura dopo essere stati tagliati dall’ulivo per sua natura selvatico (cfr. Romani 11:24). Non insuperbiamoci quindi contro i rami troncati ma temiamo Dio, perché – ci dice l’apostolo Paolo – “se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non risparmierà neppur te. Vedi dunque la benignità e la severità di Dio; la severità verso quelli che son caduti; ma verso te la benignità di Dio, se pur tu perseveri nella sua benignità; altrimenti, anche tu sarai reciso. Ed anche quelli, se non perseverano nella loro incredulità, saranno innestati; perché Dio è potente da innestarli di nuovo. Poiché se tu sei stato tagliato dall’ulivo per sua natura selvatico, e sei stato contro natura innestato nell’ulivo domestico, quanto più essi, che son dei rami naturali, saranno innestati nel loro proprio ulivo? Perché, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi; che cioè, un induramento parziale s’è prodotto in Israele, finché sia entrata la pienezza dei Gentili; e così tutto Israele sarà salvato, secondo che è scritto: Il liberatore verrà da Sion; Egli allontanerà da Giacobbe l’empietà; e questo sarà il mio patto con loro, quand’io torrò via i loro peccati. Per quanto concerne l’Evangelo, essi sono nemici per via di voi; ma per quanto concerne l’elezione, sono amati per via dei loro padri; perché i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento. Poiché, siccome voi siete stati in passato disubbidienti a Dio ma ora avete ottenuto misericordia per la loro disubbidienza, così anch’essi sono stati ora disubbidienti, onde, per la misericordia a voi usata, ottengano essi pure misericordia. Poiché Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza per far misericordia a tutti. O profondità della ricchezza e della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizî, e incomprensibili le sue vie! Poiché: Chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato il suo consigliere? O chi gli ha dato per il primo, e gli sarà contraccambiato? Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui son tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.” (Romani 11:21-36).
E non dimentichiamoci di pregare per la salvezza degli Ebrei, infatti dice Paolo: “Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per loro è che siano salvati. Poiché io rendo loro testimonianza che hanno zelo per le cose di Dio, ma zelo senza conoscenza. Perché, ignorando la giustizia di Dio, e cercando di stabilir la loro propria, non si son sottoposti alla giustizia di Dio; poiché il termine della legge è Cristo, per esser giustizia ad ognuno che crede” (Romani 10:1-4).
Chi ha orecchi da udire, oda.
Per esserci questo dialogo tra il capo della Chiesa Cattolica Romana e la comunità ebraica in Italia, è evidente che egli non porta alla comunità ebraica la testimonianza di Gesù, perché il rabbino capo di Roma ha detto in una recente intervista in merito al rapporto tra Ebrei ed Evangelici in Italia che «il desiderio di un evangelico X che voglia portarci la testimonianza di Gesù come modo di dialogare, se fa una cosa del genere, il dialogo è chiuso fin dall’inizio: non è un argomento di cui noi siamo interessati a parlare. Punto. Tutto il resto si: quello no.». Chi ha orecchi da udire, oda.
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Papa Leone XIV si apre al popolo ebraico e scrive al Rabbino di Roma: «Rafforziamo il dialogo»

13 maggio 2025

Con un messaggio personale indirizzato al Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, Papa Leone XIV ha ribadito il proprio impegno a proseguire e intensificare il dialogo tra la chiesa cattolica e il popolo ebraico. Il messaggio, con cui Di Segni è stato ufficialmente informato dell’elezione del nuovo Pontefice, sottolinea la volontà del Papa di proseguire «nello spirito della dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Vaticano II», pietra miliare nel cammino del dialogo interreligioso.
A darne notizia è la Comunità Ebraica di Roma, che ha diffuso una nota in cui si evidenzia la gratitudine del Rabbino Capo per le parole ricevute: «Il Rabbino Capo Di Roma, che sarà presente alla celebrazione della inaugurazione del pontificato, ha accolto con soddisfazione e gratitudine le parole a lui dirette dal nuovo Papa».

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https://www.lacapitale.it/articolo/papa-leone-xiv-si-apre-al-popolo-ebraico-e-scrive-al-rabbino-di-roma-rafforziamo-il-dialogo
La religione unica mondiale è in via di formazione

Il 13 Aprile 2026 Robert Prevost ha scritto: «Sotto il manto di Nostra Signora d’Africa si costruisce comunione tra cristiani e musulmani. Qui in #Algeria l’amore materno di Lalla Meryem raccoglie tutti come figli, ciascuno ricco della sua diversità, accomunati dalla stessa aspirazione alla dignità, all’amore, alla giustizia e alla pace. In un mondo dove divisioni e guerre seminano dolore e morte, questo vivere uniti e in pace è un segno grande.» La «Nostra Signora d’Africa» è il titolo dato da Prevost alla cosiddetta Madonna, l’onnipotente dea che adorano e servono i Mariani dietro la quale si nasconde il diavolo. Prevost sta dunque seguendo le orme del rotariano Jorge Mario Bergoglio, il precedente capo della Chiesa Cattolica Romana, che era membro onorario del Rotary Club di Buenos Aires. E’ evidente che la religione unica mondiale è in via di formazione. State dunque attenti, fratelli, e rimanete saldi nella fede. Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.
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Dato che gli Ebrei sono disposti ad instaurare un dialogo con noi Evangelici a condizione che noi non gli portiamo la Buona Novella che Gesù è il Messia, perché essi dicono che se gli portiamo la testimonianza di Gesù, «il dialogo è chiuso fin dall’inizio», vogliamo sapere quali sono i gruppi evangelici di Roma, dei quali il rabbino capo di Roma ha detto: «Con alcuni gruppi evangelici presenti a Roma ABBIAMO OTTIMI RAPPORTI DI AMICIZIA». Qualche membro della comunità ebraica di Roma può segnalarci questi gruppi? O qualche membro di questi gruppi evangelici ci può fare sapere di questi loro ottimi rapporti di amicizia con gli Ebrei di Roma?
“O Dio, tu sei l’Iddio mio, io ti cerco dall’alba; l’anima mia è assetata di te, la mia carne ti brama in una terra arida, che langue, senz’acqua” (Salmo 63:1).
Per la Chiesa Cattolica Romana, gli Ebrei che non credono che Gesù è il Messia saranno salvati lo stesso: è un mistero divino insondabile!!!


In un documento ufficiale della Commissione per i rapporti religiosi con l'ebraismo (CRRE) risalente al 10 dicembre 2015 firmato dal cardinale Kurt Koch, leggiamo: «Il fatto che gli ebrei abbiano parte alla salvezza di Dio è teologicamente fuori discussione, ma come questo sia possibile senza una confessione esplicita di Cristo è e rimane un mistero divino insondabile.» ("PERCHÉ I DONI E LA CHIAMATA DI DIO SONO IRREVOCABILI" (Rm 11,29) - Riflessioni su questioni teologiche attinenti alle relazioni cattolico-ebraiche in occasione del 50° anniversario di Nostra ætate (n. 4) - https://www.christianunity.va/content/unitacristiani/it/commissione-per-i-rapporti-religiosi-con-l-ebraismo/commissione-per-i-rapporti-religiosi-con-l-ebraismo-crre/documenti-della-commissione/_perche-i-doni-e-la-chiamata-di-dio-sono-irrevocabili--rm-11-29-.html).
Quindi, secondo la Chiesa papista, gli Ebrei che rifiutano di credere nella Buona Novella che Gesù è il Messia (o Cristo), saranno salvati lo stesso! E tutto ciò viene presentato come un mistero divino insondabile, quando invece si tratta di una menzogna, che illude gli Ebrei, in quanto Gesù Cristo disse chiaramente agli Ebrei: “Perciò v’ho detto che morrete ne’ vostri peccati; perché se non credete che sono io (il Cristo), morrete nei vostri peccati” (Giovanni 8:24). E difatti quando dopo essere risuscitato dai morti mandò gli undici apostoli a predicare l’Evangelo (la Buona Novella che Egli è il Messia) per tutto il mondo ad ogni creatura disse: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato” (Marco 16:16). Per cui la verità è che tutti quegli Ebrei che non hanno creduto nell’Evangelo di Cristo saranno condannati. Nessuno si illuda quindi: la condanna sarà certa per tutti gli increduli, inclusi gli Ebrei increduli! E quindi quando gli Ebrei che non credono che Gesù il Messia muoiono vanno nel fuoco dell’inferno, e nel giorno del giudizio risusciteranno in resurrezione di giudizio per essere gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove saranno tormentati nei secoli dei secoli.
Chi ha orecchi da udire, oda.