GEOPOLI (Mappe e Storia)
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Le rotte del mondo.

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L'idea di una "Grande Nord America" presentata dal capo del Pentagono

Secondo quanto riferito, il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha presentato un concetto di "Grande Nord America", mostrando una mappa che riunisce gli Stati Uniti, il Canada, la Groenlandia, il Messico e i Caraibi in un unico spazio strategico.

Ha dichiarato: "Trump ha tracciato una nuova mappa strategica", ma non ha spiegato come una tale struttura potrebbe effettivamente funzionare o essere implementata.
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Come si suol dire, "nulla di nuovo sul fronte occidentale". La costituzione di un superstato comprendente tutta l'America del nord (a guida USA) è un'idea che gira da molto tempo fra gli intellettuali e gli analisti americani.

Diversamente dalla dottrina Monroe, che vuole una non-ingerenza di altre potenze sull'intero continente, questa idea della "Grande America del nord" vuole andare nella direzione di un superstato. Tra i molti che lo hanno rilanciato in questi anni, segnalo l'analista Robert D. Kaplan, figura molto apprezzata dai giornali e dalle riviste di geopolitica negli States.

Nel suo libro "The revenge of geography" del 2012, parla proprio del "destino" americano, proponendo delle strategie per mantenere lo status di potenza in un mondo ormai minacciato dall'ascesa di altri attori; proprio qui parla della necessità di unire tutta la parte nordamericana per far fronte, da una parte, al nuovo assetto mondiale e, dall'altra, per disinnescare il pericolo messicano, vero punto debole degli USA.

Certamente, da bravo neocon, Kaplan la mette giù come necessità per il futuro degli USA, come sviluppo anche per le regioni centroamericane e come blocco geopolitico che vada a controbilanciare le potenze eurasiatiche. Ma il senso è sempre quello: costruire un superstato nordamericano per razionalizzare un impero in declino.

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🇵🇹 • ALFONSO DE ALBUQUERQUE, IL SIGNORE DEGLI STRETTI. In pochissimi conoscono la storia di uno dei generali portoghesi più vittoriosi, che diede un forte impulso all'espansione dell'impero coloniale della Corona specialmente nell'Oceano Indiano. Le sue azioni militari si svilupparono nei primi anni del Cinquecento ed erano principalmente volte a interdire alle altre potenze europee (e anche ai turchi) l'accesso all'Oceano Indiano. Fu così che conquistò nel 1507 la cittadina di Hormuz e nel 1511 la fortezza di Malacca; stabilì poi una base anche nell'importante città indiana di Goa e tentò di assaltare anche il porto di Aden, venendo però respinto dalle forze ottomane. Grazie alle sue imprese, l'Oceano Indiano diventò un vero e proprio Mare Nostrum portoghese, resistendo alla reazione turca e terminando solo con l'espansione della Compagnia delle Indie Orientali del secolo successivo.

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❗️🌶 GIUSEPPE MASALA CHILI 🌶❗️

🔴Lettore appassionato e scrittore incostante.

🔴Topografo degli abissi.

🔴Diversamente inabile.

🔴A volte manniano tendenza Giuseppe a volte céliniano tendenza Bardamu.

Un canale Telegram che ultimamente si occupa moltissimo di geopolitica

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🏛 • La Renovatio Imperii fu il concetto trainante per il potere nel periodo post-romano. Tanti popoli, oltre ai Romani d'oriente, furono affascinati da questo ideale e cercarono, nel corso dei secoli, una sua realizzazione tramite le proprie forze.

Non tutti, però, riuscirono nell'intento: paradossalmente, nemmeno quei Rhomaioi che invece si ritenevano custodi della tradizione imperiale dell'Urbe. La Renovatio Imperii giustinianea appare come più come un addio che come un nuovo inizio: quel che non aveva considerato l'imperatore era che una nuova epoca si era aperta e per Bisanzio vi sarebbe stato un posto sempre più marginale.

Ormai solo un'autorità come il Pontefice di Roma possedeva quel potere sacro, trascendente, di dare nuova linfa a un nuovo impero. E infatti fu così: l'impero di Carlo Magno non si eclissò nemmeno nel suo momento più buio di disgregazione territoriale, ma resistette per mille lunghi anni, segnando profondamente la nuova epoca di cui sopra.

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🐘 • Nel cuore dell'Asia centrale si nasconde la regione della Battria, o Battriana, che racchiuse nei suoi confini alcuni degli eventi e dei personaggi più importanti dell'antichità.

Si pensi a Zoroastro, che proprio da qui cominciò a predicare la religione di Ahura Mazda, diffusasi poi per tutto l'impero achemenide. Si pensi anche ad Alessandro il Grande, che sposò un principessa della Battria, Roxane, definita la donna più bella dell'Asia; tra l'altro fu proprio il satrapo della Battria, Besso, a uccidere il Gran Re Dario III dopo l'ennesima sconfitta sul campo di Gaugamela.

E poi la meravigliosa avventura del regno greco-battriano: una lunghissima storia di incontri culturali e sincretismi che per oltre un secolo interessarono la zona compresa tra l'Asia centrale e l'Hindukush. Dall'espansione di questo regno, potentissimo all'epoca, nacque il suo "fratello", il regno indo-greco; quando infatti alcune tribù nomadi della steppa travolsero la Battria e le regioni limitrofe, il regno si spostò nell'odierna zona compresa tra il Pakistan e l'India nord-occidentale. Lo spirito ellenistico portò, ancora una volta, alla fusione della cultura greca con il substrato buddhista locale, influenzando arte, scrittura e architettura.

Ebbene, se volete approfondire questo regno sincretico, gli abbiamo dedicato un'intera puntata, che potete recuperare qui: https://youtu.be/wm1bEsohRj0

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🇨🇳 • Il Corridoio di Hexi si può tranquillamente descrivere come la porta d'accesso cinese all'Asia centrale.

Questa lingua di terra che corre tra il deserto del Gobi e le montagne Qilian fu di fondamentale importanza per lo sviluppo della famosissima Via della Seta. Il suo controllo da parte cinese, dunque, garantiva l'afflusso e lo scambio di merci lungo tutta l'Asia fino ad arrivare alle coste siro-palestinesi.

Ci provarono, con ottimi risultati, gli Han; ma ancor meglio riuscirono i Tang, che con il loro immenso impero estendevano la propria sfera d'influenza sino all'odierno Afghanistan.

🌐 Riguardo l'Asia centrale, vi ricordiamo la nostra ultima intervista sul Grande Gioco, scontro geopolitico che si svolse proprio nella regione: https://youtu.be/F27CSan2Otc

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🌍 • Eratostene e Strabone possono offrire una rappresentazione abbastanza esaustiva delle due facce della geografia.

Da una parte Eratostene, il più "matematico" tra i due, che interpretò la geografia come misurazione, arrivando a risultati mirabili con strumenti all'epoca piuttosto semplici.

Dall'altra Strabone, che invece nella sua opera sceglie di adottare un approccio più "etnografico" per la geografia, un metodo che si occupò di cultura, miti e storia per restituire l'immagine di un territorio.

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🗺I persiani in Ucraina.

Sì, è vero, il titolo è volutamente provocatorio e potrebbe tranquillamente scatenare una guerra. Ma cosa ci possiamo fare? Ormai qualsiasi evento storico è visto alla luce del presente, considerato eterno, tutt'al più nascituro in una fase storica più antica.

Comunque sia, nel 513 a.C. il Gran Re Dario I di Persia decide di soggiogare gli Sciti, forse tra i più famosi nomadi delle steppe, in un'operazione che non era riuscita neanche a suo nonno Ciro il Grande. Così, attraversato il Bosforo si inoltra nella Tracia (regione che funge da base per le sue azioni in Scizia) e da lì raggiunge la foce del Danubio.

C'è un problema però: come tutti i popoli nomadi, gli Sciti adottano la strategia della terra bruciata e rifiutano uno scontro aperto con Dario. I Persiani si spingono sempre più dentro al territorio portando comunque scompiglio all'interno delle tribù sotto gli Sciti. Come vedete, arrivano a toccare quasi il Caucaso dalla parte settentrionale.

Insomma, alla fine chi vince? E' un dibattito acceso: c'è chi dice che la ritirata di Dario fu dettata dalla frustrazione di aver perso moltissimi uomini per una conquista effimera – mi ricorda qualcosa... – e c'è chi dice invece che un potere, perlomeno nominale, i Persiani riuscirono a stabilirlo, se non altro inducendo gli Sciti a un compromesso (la riconsegna del territorio in cambio di un formale vassallaggio). E voi, a chi credete?

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🏛Alla morte di Filippo, si scatena una decennio di fuoco. Dal 1467 al 1477 si sarebbe compiuta, infatti, la parabola di Carlo I di Borgogna.

Dalla sua attività politica e militare capiamo subito il perché del soprannome "il Temerario"; viene descritto come molto istruito, amante dei tornei e dotato di grande coraggio. La sua rivalità più accentuata si ebbe contro il regno di Francia, da cui cercò sempre di staccarsi, fino ad arrivare al suo rifiuto di riconoscersi come vassallo del re. La zona dell'attuale Belgio fu il teatro di innumerevoli scontri, da cui però lui uscì vittorioso.

Si rivolse dunque all'Italia, per cercare di scardinare il sistema di alleanze messo in piedi dal re francese e mostrare la potenza della Borgogna. Napoli, Milano e Venezia gli accordarono il loro sostegno, anche se in modalità diverse. Per Carlo l'importante non era avere un'alleanza e un supporto totale degli Stati della Penisola, quanto dimostrare di saper isolare la Francia, cosa che gli riuscì negli ultimi anni di governo.

I problemi iniziarono nei rapporti con il Sacro Romano Impero. Federico III imperatore era restìo a concedergli la corona regale, anche se Carlo dall'altra parte gli prometteva la mano della figlia Maria per il suo Massimiliano (matrimonio che poi segnò la storia europea). Non se ne fece nulla, almeno fino alla morte dello stesso Carlo, che non lasciò eredi oltre alla stessa Maria.

Nel frattempo lo Stato sognato dal Temerario continuava a conseguire successi. Nel 1476 invase e conquistò la Lorena ai danni del duca Renato II. Ma fu in quel momento che la sorte gli voltò le spalle. I cantoni svizzeri, sentendosi minacciati dalla presenza di uno Stato così forte, risposero con un'alleanza militare contro la quale Carlo si scagliò immediatamente, subendo però due pesantissime sconfitte, che lo privarono di gran parte del suo esercito. Tra le fila svizzere c'era anche Renato II che, dopo le sconfitte del Temerario, approfittò della rivolta che scoppiò nella Lorena per tornare sul trono. Carlo troverà la morte proprio nell'assedio di Nancy del 1477 contro Renato, nel tentativo di riconquistare il ducato ribelle.

La grande avventura dei Borgognoni, che sognavano uno Stato indipendente nel solco dell'antica Lotaringia, finì in quei due anni nefasti.

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Anche per l'epoca premoderna si possono rintracciare delle grandi strategie. Con questo video iniziamo una serie proprio su queste, cominciando dalla grande strategia del Ducato di Milano sotto i Visconti. Condividete il video e lasciate un like!

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