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notizie ed eventi da Frosinone e provincia
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Fiuggi – Una lite si trasforma in rissa, tre denunce
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Serata ricca di tensione a Fiuggi dove i Carabinieri attorno alle ore 23 sono intervenuti in via della Pineta a
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Cassino – Inclusione e nuove consapevolezze: “I colori dell’autismo” domenica in marcia insieme alla città
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In occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, torna anche quest’anno un’importante iniziativa dedicata all’inclusione. Domenica  12 aprile    dalle
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La ferita non si è chiusa. È ancora lì, rossastra e al tatto restituisce quel dolore sordo che non se ne va. Non fu soltanto distruzione: fu una privazione. Come la definì il mai dimenticato poeta Gino Salveti in uno dei suoi scritti più commoventi dedicati alla sua città, «Cassino, tanto tempo fa»: «Il dolore più grande che può provare una persona anziana è l'impossibilità di poter rivivere i luoghi della sua infanzia». Quei vicoli, quelle viuzze animate da «chellë vie e chellë carruzzellë, chigliu lacuozzë, chellë chianchetellë».
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La Vecchia Cassino non è un insieme di ruderi fatiscenti accatastati come ombre di un ricordo dimenticato: è l'ossimoro che attraversa l'identità di ogni cassinate. È trauma e sogno insieme, passato e speranza, dolore e memoria. Un intreccio di emozioni che riaffiora ogni volta che, nei pranzi di famiglia, i nonni raccontano di com'era la vecchia Villa Comunale o descrivono gli strani baffi dei sindaci di un tempo.
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Annientata dai bombardamenti del 15 marzo 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi riaffiora come testimonianza silenziosa di dolore e sacrificio. Riportati alla luce in questi giorni grazie a un paziente lavoro di pulizia e valorizzazione, seguito con passione da volontari insieme al consigliere comunale Rosario Iemma, questi luoghi tornano a parlare alla coscienza collettiva. Sono pietre che raccontano vite spezzate e sogni interrotti, segni di una comunità segnata per sempre. Un richiamo al dovere della memoria: per non dimenticare, per onorare chi qui ha perso la vita e per custodire, nel tempo, il valore della pace.
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Via Pinchera, il recupero a costo zero
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L'opera di pulizia rientra in un progetto realizzato a costo zero per il Comune lungo via Pinchera, dove sopravvivono edificazioni, murature e fontane della Vecchia Cassino: frammenti autentici della storia cittadina, testimonianze rimaste troppo a lungo nascoste. Tracce preziose della città che sorgeva ai piedi del «Monte».
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«L'amministrazione comunale è al lavoro per reperire le risorse necessarie per dotare l'area di un sistema di illuminazione ad hoc, in grado di valorizzare i ruderi e le costruzioni riemerse tra la vegetazione», fanno sapere dal Municipio. Si tratta del completamento ideale dell'opera di messa in sicurezza, recupero e riqualificazione di via Pinchera, conclusa circa un anno fa con un investimento di oltre 500 mila euro.
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Entro il 2026 è inoltre prevista una rievocazione storica dedicata alla città martire, con l'obiettivo di valorizzare il ricordo di quella Cassino che continua a vivere nello spirito dei suoi cittadini. Un appuntamento che non sarà solo commemorazione, ma occasione per ricucire il filo tra generazioni diverse: quelle che hanno vissuto la distruzione, quelle che ne hanno ereditato il racconto e quelle che, forse, ne conoscono solo i contorni sbiaditi sui libri di scuola.
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Perché la memoria non si conserva da sola: ha bisogno di essere curata, illuminata, restituita alla città — esattamente come queste pietre che, dopo decenni di silenzio e vegetazione, tornano finalmente a respirare.
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Stefanelli, il “richiamo della foresta”: “Ora voglio un Pd vicino al territorio”
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“Voglio un Partito serio, strutturato, soprattutto sul territorio, in cui dare il mio contributo per la comunità”: ecco i motivi che hanno portato Gerardo Stefanelli, sindaco di Minturno e fino al mese scorso presidente della Provincia di Latina, a lasciare Matteo Renzi ed Italia viva per tornare nel Partito Democratico, abbandonato nel 2019. (Leggi qui: Stai sereno Matteo: Stefanelli lascia Italia Viva ed è pronto a tornare nel Pd (https://www.alessioporcu.it/politica/stai-sereno-matteo-stefanelli-lascia-italia-viva-ed-e-pronto-a-tornare-nel-pd/)).
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Pd in cui chiarisce subito che non è ancora entrato: “Oggi chiederò formalmente l’iscrizione”. E così si spiegano anche le assenze dei vertici Dem alla conferenza stampa, che Stefanelli ha voluto tenere a Latina, presso il Foro appio, “un luogo del cuore, dove è nato il progetto della via Appia regina viarum”. 
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Il percorso politico
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Michele Forte
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Stefanelli ricostruisce a lungo tutta la sua carriera, da apprendista nell’Udc con il senatore Michele Forte, poi assessore provinciale sotto Armando Cusani, infine sindaco di Minturno e presidente della Provincia. “Ora si apre la quarta fase. Il prossimo anno scadrà il mio secondo mandato da sindaco e non potrò ricandidarmi, né mi candiderei a consigliere comunale, non vado a togliere voti a chi finora mi ha sostenuto. Il mio ruolo sarà semmai quello di portare altra forza alla coalizione, non mi tiro fuori, ma non posso partecipare alla competizione elettorale”.
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Gerardo Stefanelli con Matteo Renzi e Marietta Tidei
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E poi il rapporto con Italia viva e con Matteo Renzi: “Chiudo con Italia viva non perché ho litigato, non perché non ho avuto qualcosa. Anzi, Renzi mi ha illustrato tante possibilità, e sta facendo una operazione che magari sarà decisiva per vincere le prossime elezioni politiche. Ma io non faccio politica per sperare che qualcuno trovi il modo di garantirmi un posto da qualche parte, la cooptazione non mi entusiasma, io faccio politica per le cose che sento e che vivo, insieme agli altri, per la comunità. E io in Italia viva ho avvertito una sensazione di solitudine”. 
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Quindi, ecco il Pd
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“Voglio ritrovare una comunità, voglio un progetto che duri a prescindere dai destini di una persona sola e dai risultati di una singola tornata elettorale - ha osservato Stefanelli - E il Pd ha dimostrato di essere il partito che tiene di più alle istituzioni, è un partito di massa, rappresenta un italiano su 4, è moderato. Lo faccio con molto rispetto degli amici che hanno faticato per costruire il partito, lo faccio senza tessere e senza padrini, e senza garanzie e senza ansia".
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Gerardo Stefanelli durante un recente incontro pubblico
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Stefanelli traccia la rotta. "Mi vorrei mettere al servizio con alcuni obiettivi. Prima di tutto allargare il partito, che può avere una base molto più ampia di oggi, che è al 14% - ha sottolineato il sindaco di Minturno - Soprattutto nel sud, c’è bisogno di rimboccarsi le maniche e rompere il dominio di Forza Italia che amministra tutti i Comuni di quella parte di territorio. E guardare alle politiche del prossimo anno, alle regionali del 2028, alle europee del 2029”.
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La "benedizione" di Moscardelli
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Claudio Moscardelli
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In platea, qualcuno del Pd, c’è: è Claudio Moscardelli, di cui Stefanelli ricorda come “ci ha dato una grande mano per costruire il gruppo base a Minturno e ci ha sempre sostenuto”. C’è il sindaco di Cori, Mauro De Lillis, c’è Stefano Vanzini. E si affacciano anche Maria Grazia Ciolfi del M5S e Nazareno Ranaldi di Per Latina 2032. 
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E Stefanelli sgombra il campo dagli equivoci: “Oggi non ci sono vertici del Pd perché formalmente devo ancora richiedere l’iscrizione, con la speranza che venga accolta nei prossimi giorni. Ma è chiaro che sono anni che ci parliamo, che ci sono stati incontri e confronti. Non è un fulmine a ciel sereno”.
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Il significato politico
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Gerardo Stefanelli
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Il ritorno di Gerardo Stefanelli nel Partito Democratico non è una notizia di costume politico. È un segnale che merita di essere letto con attenzione, perché dice qualcosa di preciso sullo stato delle forze in campo nella provincia di Latina — e non solo.
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Stefanelli non è un militante di base che cambia tessera. È l'uomo che per cinque anni ha guidato la Provincia di Latina con uno stile amministrativo riconoscibile e riconosciuto, costruendo consenso trasversale su dossier concreti — l'acqua, la viabilità, le partecipate. È il sindaco di Minturno al secondo mandato. Soprattutto è una figura che porta con sé una rete di relazioni, un capitale di credibilità istituzionale e — fatto non trascurabile — una conoscenza profonda degli equilibri del territorio pontino che pochi altri possono vantare.
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Portarlo nel PD significa portare tutto questo nel PD. Non è un'operazione di facciata.
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La scelta dei tempi
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Federico Carnevale
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Il tempismo non è casuale. Stefanelli arriva nel momento in cui la provincia di Latina è al centro di una ridefinizione degli equilibri politici che non ha precedenti recenti: il centrodestra si ricompone attorno al nuovo presidente provinciale Federico Carnevale, l'asse Fazzone-Righini ridisegna le geometrie regionali, il PD pontino cerca una nuova identità dopo anni di gestione difensiva. In questo contesto, un uomo con il profilo istituzionale di Stefanelli non è solo un nome sulla lista degli iscritti: è un potenziale architetto della coalizione alternativa.
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C'è poi la lettura che Stefanelli stesso offre, e che vale la pena prendere sul serio: la solitudine di Italia Viva, la sensazione di fare politica per la cooptazione invece che per la comunità, il bisogno di un Partito che «duri a prescindere dai destini di una persona sola». È una critica al renzismo che viene dall'interno, pronunciata da chi ha vissuto quel progetto senza acrimonia ma con lucidità. E che conferma quanto già evidente: Italia Viva fatica a trattenere chi vuole fare politica di territorio, radicata, di lungo periodo.
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Quella presenza in particolare
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La presenza in sala di Claudio Moscardelli — benedizione discreta ma inequivocabile — e le assenze calcolate dei vertici dem raccontano la stessa cosa da due angolazioni diverse: l'operazione è stata costruita con cura, con tempi lunghi, con la consapevolezza che un ingresso rumoroso avrebbe bruciato ciò che un ingresso sobrio può invece alimentare. Stefanelli non cerca un posto. Cerca un ruolo. E nel PD pontino, in questo momento, i ruoli da costruire sono molti.
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Resta una domanda aperta, quella che ogni operazione politica di questo tipo porta con sé: quanto peserà davvero? La risposta arriverà dalle regionali del 2028 e dalle politiche del prossimo anno. Ma il dado è tratto. E quando un pezzo di questo peso si sposta sulla scacchiera, le posizioni di tutti gli altri cambiano — anche di chi non lo ha ancora capito.
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Cisterna di L. – Straniero prima minacciato per mesi, poi aggredito: tre i denunciati
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Tre uomini, tutti di nazionalità straniera, sono stati denunciati dalla Polizia del Commissariato di Cisterna di Latina per minacce, percosse
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Primi effetti politici alla sentenza del TAR che ha delegittimato l'attuale dirigente della Polizia Locale del Comune di Formia Giuseppina Sciarra, stabilendo che quel ruolo spetta alla vincitrice del concorso da comandate Rosanna Picano. Il provvedimento dei giudici amministrativi ha galvanizzato le minoranze. In poche ore hanno raccolto le firme per convocare la commissione Trasparenza: in altre circostanze avrebbe dovuto attendere mesi e mesi per riunirsi. (Leggi qui: Il TAR smonta tutto: la comandante Picano è riabilitata, il Comune nel caos (https://www.alessioporcu.it/politica/il-tar-smonta-tutto-la-comandante-picano-e-riabilitata-il-comune-nel-caos/)).
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Il miracolo politico si è verificato subito dopo che gli organi di informazione avevano riportato il contenuto della sentenza dell'8 aprile con cui la Prima Sezione del Tar di Latina annulla le delibere di giunta sulla riorganizzazione dell'ente. In pratica i giudici hanno bocciato la scelta fatta nel 2024 dalla giunta Taddeo di inglobare il Corpo di Polizia Municipale all'interno di un settore amministrativo più ampio. Annullato anche il decreto numero 3 del 3 febbraio 2025 contenente la nomina attribuita alla dottoressa Sciarra.
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Via alla Commissione Trasparenza
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Imma Arnone
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I consiglieri Alessandro Carta, Luca Magliozzi, Imma Arnone (PD), Paola Villa (Un'altra città), Antonio Di Rocco e Nicola Riccardelli (Lega) hanno ottenuto la convocazione della commissione presieduta dal consigliere Amato La Mura. Un obiettivo politico è già stato centrato: il ricompattamento di un fronte trasversale che, con l'integrazione del Partito Democratico, potrebbe diventare una coalizione elettorale anti-Taddeo alle amministrative della primavera 2027.
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La commissione Trasparenza dovrebbe svolgersi tra martedì e giovedì prossimi. Gli invitati a parteciparvi sono il primo cittadino e soprattutto la Segretaria Generale comunale Marina Saccoccia. È l'alta dirigente di Supino che ha emesso il parere di legittimità su tutti gli atti ora annullati dal TAR. In pratica, è stata lei a dire al sindaco che era tecnicamente possibile procedere all'inclusione della Polizia Locale in un altro settore dell'ente. Facendo saltare la comandante Picano e spianando la strada alla sua sostituzione.
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La scelta di affidare la guida della Polizia Locale ad una dirigente nominata con incarico fiduciario (mentre la dottoressa Picano aveva vinto un regolare concorso pubblico nel 1997) secondo le minoranze, oltre ad essere stata «smentita in sede giudiziaria», non può essere considerata «un passaggio secondario». Si tratta di «una precisa decisione politica e organizzativa dell'amministrazione Taddeo su un settore particolarmente delicato». 
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La forzatura
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Nelle 15 pagine di sentenza, il Tar ha ribadito che la Polizia Locale deve mantenere autonomia operativa e organizzativa. In pratica: non può essere inglobata in un settore che comprenda ambiti come Affari Legali, Attività Produttive o Commercio. Le minoranze ora hanno stigmatizzato quella che hanno definito una «forzatura» nella gestione del personale, «diventata una vera emergenza, con ricadute dirette sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini».
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