Frosinone
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La statua di Padre Pio decapitata in chiesa e lo sfregio al cuore di Frosinone
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Cori – Scoperto deposito di rifiuti abbandonato, una denuncia
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A Cori Carabinieri denunciano una persona per abbandono incontrollato e gestione illecita di rifiuti urbani e speciali. Nei giorni scorsi,
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Esiste un limite che non dovrebbe mai essere superato, una linea invisibile che separa il disagio — o persino la disgustosa maleducazione — dall'orrore gratuito e simbolico. Questo limite a Frosinone è stato superato con una violenza che lascia con poche parole. In pieno centro storico, di fronte alla Prefettura, dentro la cornice solenne della Chiesa Abbaziale di San Benedetto: è stata decapitata la statua che raffigura Padre Pio da Pietrelcina. Un gesto che non è tanto contro la religione cattolica o contro la memoria di un sant'uomo come Padre Pio: piuttosto uno sfregio alla gente del capoluogo.
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Il fatto è avvenuto nella tarda mattinata, quando una segnalazione ha fatto scattare l'intervento della Polizia di Stato in piazza della Libertà. Gli agenti delle Volanti della Questura di Frosinone, giunti sul posto, si sono trovati davanti a una scena inquietante: il simulacro di Pio di Pietrelcina, collocato subito dopo l'ingresso sul lato destro della chiesa, era stato privato della testa. 
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Soltanto ignoranza
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Alatri, Borrelli scende… dall’Aventino e la crisi come d’incanto svanisce
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La chiesa di San Benedetto a Frosinone
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Un dettaglio, più di altri, restituisce la gravità e quasi la ritualità del gesto: la testa non è stata portata via, ma lasciata lì, sul rialzo accanto alla statua. Un atto che sembra voler urlare un disprezzo consapevole, una firma di violenza simbolica. Una specie di messaggio, macabro.
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Un messaggio che trasmette tutta l'ignoranza di chi lo ha compiuto. Pochi anni fa, durante la guerra che ha insanguinato la Siria, alcuni miliziani hanno profanato una chiesa cattolica e mandato in frantumi la statua della Madonna che veniva venerata al suo interno. Oggi quella statua è stata restaurata, i miliziani che l'avevano distrutta pensando di distruggere la Chiesa non ci sono più.
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Non è il vilipendio di una statua a poter uccidere la Parola che quella statua rappresenta: perché il cattolicesimo nasce dal martirio del suo Dio che si è fatto uomo, dal martirio dei suoi fedeli più devoti. Affonda le sue radici nel sacrificio degli innocenti. Chi pensava di uccidere il cristianesimo inchiodando ad una croce Colui dal quale tutto è nato, lo ha innalzato verso l'eternità.
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Non una bravata, non propaganda
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Il sindaco Maurizio Cianfrocca chiude in una decina di giorni la possibile crisi amministrativa nel Comune di Alatri. L'avevano innescata le richieste del neo Gruppo consiliare Patto Civico, composto da Umberto Santoro e Martina Gatta: usciti dall'orbita della Lega avevano aderito alla formazione politica di Dario Ceci e reclamato il riconoscimento di un assessorato. Ora però i numeri per mettere in crisi la maggioranza non ci sono più.
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Grazie alla mediazione del consigliere regionale Daniele Maura, il consigliere comunale Gianluca Borrelli di Fratelli d'Italia, fino a ieri in contrasto con l’attuale governo, rientra nei ranghi. E per la giunta di centrodestra torna il sereno.
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L’esito del confronto
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Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Scientifica, che hanno effettuato tutti i rilievi tecnici per individuare impronte o eventuali tracce biologiche utili alle indagini. Gli inquirenti stanno verificando la presenza di sistemi di videosorveglianza nella zona e cercando di ricostruire con precisione l'orario del danneggiamento. Le indagini sono in corso.
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Ma al di là dell'aspetto investigativo, ciò che resta è una ferita profonda inferta non tanto ad un simbolo religioso ma all'identità stessa della comunità di Frosinone. La domanda che inevitabilmente emerge è una sola: cosa passa nella testa di una persona che decide di decapitare la statua di un Santo?
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Non si tratta di un danneggiamento materiale. Decapitare una statua in un luogo sacro non è un atto di vandalismo comune: è un attacco diretto ai simboli che tengono insieme una comunità. Qui non è stata colpita solo una statua. È stato colpito un riferimento identitario, uno dei simboli cristiani più riconosciuti e sentiti anche a Frosinone. È stato colpito un luogo che appartiene a tutti.
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Il vuoto dentro
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Il sindaco Maurizio Cianfrocca
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"Da alcuni giorni ci stiamo confrontando sulla necessità di intervenire più energicamente su alcuni temi che saranno approfonditi mercoledì alle ore 16 con una conferenza stampa congiunta", ha sottolineato il sindaco.
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L’obiettivo:"Abbiamo individuato tre aree su cui intensificare i nostri sforzi: ultimare i cantieri aperti, individuare manifestazioni culturali di respiro nazionale, dare alcune risposte alle esigenze dei ragazzi", ha chiosato Cianfrocca.
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La carezza per Borrelli dopo gli scontri dei mesi passati che l'avevano portato su una posizione critica nei confronti dell'amministrazione. "Ho apprezzato tanto il fatto che Borrelli abbia precisato dall'inizio di non volere alcuna delega, alcun assessorato o altro ma abbia subordinato il riavvicinamento alla maggioranza solo sulle tematiche da affrontare”.
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L’ex ribelle
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(Foto © DepositPhotos.com (https://it.depositphotos.com/stock-photography.html))
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Guai quindi a liquidarlo come la bravata di un balordo. E guai, soprattutto, a trasformarlo in propaganda elettorale: manca un anno al voto, e già si sente l'odore di chi aspetta ogni ferita della città per farci sopra un comizio. Entrambe le reazioni — la minimizzazione e la strumentalizzazione — sono due modi diversi di non voler guardare in faccia la stessa cosa.
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Perché chi ha decapitato quella statua non l'ha fatto per caso, e probabilmente non sapeva nemmeno bene perché lo facesse. Perché decapitare una statua, offendere Padre Pio, aggiungere una ferita alla sua sofferenza ed al suo martirio terreno è solo gloria in più per il frate di Pietrelcina. È questo il punto più inquietante. Non c'è un nemico dichiarato, non c'è un'ideologia riconoscibile: c'è il vuoto. Un vuoto che si manifesta nell'unico linguaggio che conosce, quello della distruzione di ciò che altri considerano sacro. E non per sostituirlo con qualcosa ma semplicemente per negarlo.
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Gianluca Borrelli
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In mattinata prima di incontrare il sindaco, Borrelli ha preso un caffè in piazza insieme a Daniele Maura non passando inosservato. Il reietto, il Consigliere da prendere con le molle, quello che va a cercare il pelo nell'uovo: invece si è rivelato l'architrave di un nuovo equilibrio.
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"Oggi la nostra città non può rischiare di far arrivare il Commissario Prefettizio, situazione che determinerebbe un rallentamento delle risposte che Alatri sta aspettando e che potrebbe mettere a rischio anche la realizzazione delle opere pubbliche che si stanno concretizzando", ha detto Borrelli.
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Borrelli ha aggiunto: "Ho ritenuto necessario intervenire per evitare un danno enorme alla Città che amo senza chiedere nulla se non la condivisione di alcuni punti da realizzare. Ringrazio il Sindaco e l'onorevole Daniele Maura per la sua presenza importante in questo momento così delicato".
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Il mediatore Maura soddisfatto
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Santo Marcianò
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Quello che è accaduto nella chiesa di San Benedetto non è un problema di ordine pubblico. Né si risolve con una telecamera in più o una condanna più severa. È la spia di uno scollamento che cresce in silenzio, tra generazioni che non condividono più nemmeno il rispetto — non necessariamente la fede, il rispetto — per i luoghi e i simboli che tengono insieme una comunità.
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Quando quello scollamento non viene visto, non viene nominato, non viene affrontato, alla fine trova un modo per farsi notare. Sempre nel modo peggiore.
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Daniele Maura
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Non è stata una presenza casuale: è stato un segnale politico che il Partito ha dato al suo massimo livello organizzativo. Daniele Maura mette invece in evidenza la dimostrazione di maturità politica compiuta da FdI."Ancora una volta Fratelli d'Italia dimostra come la politica sia l'unico modo per risolvere le frizioni interne.Voglio evidenziare quanto fatto da Borrelli: in un momento dove, spesso, la politica viene vista come il treno delle occasioni, è bello vedere un consigliere comunale non chieda nulla per rientrare in maggioranza se non risolvere alcune problematiche della propria città".
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Patto Civico ko
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Dario Ceci
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Duro colpo per la neonata forza all’interno della maggioranza. Ora con il rientro di Borrelli non ci sono i numeri per avere un assessorato e per scalfire Cianfrocca che pur con un solo voto può chiudere la legislatura. Silenzio dalla neonata formazione civica. Che ora si ritrova in una situazione di imbarazzo: è stata tra le promotrici della candidatura di Maurizio Cianfrocca a sindaco cinque anni fa, per passare in una posizione critica quasi subito dopo l'elezione; per tutti questi anni è stata contro l'amministrazione ed all'improvviso si è seduta al tavolo per entrare al suo interno con un assessorato.
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Infine tira un sospiro di sollievo il presidente del consiglio Sandro Vinci che, rimasto senza consigliere in maggioranza: era il maggiore indiziato per una cessione della poltrona in caso di accordo. Ipotesi pervenuta ai vertici di Patto Civico nei giorni scorsi dal partitodella Lega come ci ha confermato il presidente di Patto Civico Dario Ceci. 
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Fiuggi – Una lite si trasforma in rissa, tre denunce
https://www.teleuniverso.it/fiuggi-una-lite-si-trasforma-in-rissa-tre-denunce/

Serata ricca di tensione a Fiuggi dove i Carabinieri attorno alle ore 23 sono intervenuti in via della Pineta a
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Cassino – Inclusione e nuove consapevolezze: “I colori dell’autismo” domenica in marcia insieme alla città
https://www.teleuniverso.it/cassino-inclusione-e-nuove-consapevolezze-i-colori-dellautismo-domenica-in-marcia-insieme-alla-citta/

In occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, torna anche quest’anno un’importante iniziativa dedicata all’inclusione. Domenica  12 aprile    dalle
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La ferita non si è chiusa. È ancora lì, rossastra e al tatto restituisce quel dolore sordo che non se ne va. Non fu soltanto distruzione: fu una privazione. Come la definì il mai dimenticato poeta Gino Salveti in uno dei suoi scritti più commoventi dedicati alla sua città, «Cassino, tanto tempo fa»: «Il dolore più grande che può provare una persona anziana è l'impossibilità di poter rivivere i luoghi della sua infanzia». Quei vicoli, quelle viuzze animate da «chellë vie e chellë carruzzellë, chigliu lacuozzë, chellë chianchetellë».
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La Vecchia Cassino non è un insieme di ruderi fatiscenti accatastati come ombre di un ricordo dimenticato: è l'ossimoro che attraversa l'identità di ogni cassinate. È trauma e sogno insieme, passato e speranza, dolore e memoria. Un intreccio di emozioni che riaffiora ogni volta che, nei pranzi di famiglia, i nonni raccontano di com'era la vecchia Villa Comunale o descrivono gli strani baffi dei sindaci di un tempo.
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Annientata dai bombardamenti del 15 marzo 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi riaffiora come testimonianza silenziosa di dolore e sacrificio. Riportati alla luce in questi giorni grazie a un paziente lavoro di pulizia e valorizzazione, seguito con passione da volontari insieme al consigliere comunale Rosario Iemma, questi luoghi tornano a parlare alla coscienza collettiva. Sono pietre che raccontano vite spezzate e sogni interrotti, segni di una comunità segnata per sempre. Un richiamo al dovere della memoria: per non dimenticare, per onorare chi qui ha perso la vita e per custodire, nel tempo, il valore della pace.
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Via Pinchera, il recupero a costo zero
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L'opera di pulizia rientra in un progetto realizzato a costo zero per il Comune lungo via Pinchera, dove sopravvivono edificazioni, murature e fontane della Vecchia Cassino: frammenti autentici della storia cittadina, testimonianze rimaste troppo a lungo nascoste. Tracce preziose della città che sorgeva ai piedi del «Monte».
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«L'amministrazione comunale è al lavoro per reperire le risorse necessarie per dotare l'area di un sistema di illuminazione ad hoc, in grado di valorizzare i ruderi e le costruzioni riemerse tra la vegetazione», fanno sapere dal Municipio. Si tratta del completamento ideale dell'opera di messa in sicurezza, recupero e riqualificazione di via Pinchera, conclusa circa un anno fa con un investimento di oltre 500 mila euro.
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Entro il 2026 è inoltre prevista una rievocazione storica dedicata alla città martire, con l'obiettivo di valorizzare il ricordo di quella Cassino che continua a vivere nello spirito dei suoi cittadini. Un appuntamento che non sarà solo commemorazione, ma occasione per ricucire il filo tra generazioni diverse: quelle che hanno vissuto la distruzione, quelle che ne hanno ereditato il racconto e quelle che, forse, ne conoscono solo i contorni sbiaditi sui libri di scuola.
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Perché la memoria non si conserva da sola: ha bisogno di essere curata, illuminata, restituita alla città — esattamente come queste pietre che, dopo decenni di silenzio e vegetazione, tornano finalmente a respirare.
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Stefanelli, il “richiamo della foresta”: “Ora voglio un Pd vicino al territorio”
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“Voglio un Partito serio, strutturato, soprattutto sul territorio, in cui dare il mio contributo per la comunità”: ecco i motivi che hanno portato Gerardo Stefanelli, sindaco di Minturno e fino al mese scorso presidente della Provincia di Latina, a lasciare Matteo Renzi ed Italia viva per tornare nel Partito Democratico, abbandonato nel 2019. (Leggi qui: Stai sereno Matteo: Stefanelli lascia Italia Viva ed è pronto a tornare nel Pd (https://www.alessioporcu.it/politica/stai-sereno-matteo-stefanelli-lascia-italia-viva-ed-e-pronto-a-tornare-nel-pd/)).
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Pd in cui chiarisce subito che non è ancora entrato: “Oggi chiederò formalmente l’iscrizione”. E così si spiegano anche le assenze dei vertici Dem alla conferenza stampa, che Stefanelli ha voluto tenere a Latina, presso il Foro appio, “un luogo del cuore, dove è nato il progetto della via Appia regina viarum”. 
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Il percorso politico
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