Frosinone
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notizie ed eventi da Frosinone e provincia
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A parole sono tutti d'accordo: il centrodestra, alle comunali del 2027, dovrà presentarsi unito. È il mantra che rimbalza nelle dichiarazioni ufficiali dei vari leader locali, sostenuto da un principio dato per scontato: Frosinone è un capoluogo e, in quanto tale, le sue dinamiche politiche rispondono aD equilibri regionali e nazionali. Tradotto senza troppi giri di parole: le decisioni si prendono a Roma, non a Frosinone. 
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Un po' come nella celebre scena di Gomorra, quando donna Imma - moglie del boss di Secondigliano Don Pietro Savastano - tronca ogni discussione con il commercialista di famiglia: «Mio marito comanda. Se lui dice così, così si fa». Se Roma decide così, così si fa. Anche a Frosinone.
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Nessun segnale di un percorso condiviso
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Il porto di Gaeta
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Ne è scaturita una guerra di carte bollate in quello che è considerato un “procedimento comparativo”. Cioè: le proposte vengono messe a confronto e prevale il migliore contenuto e la migliore qualità delle istanze presentate per aggiudicarsi le aree demaniali del porto di Gaeta.
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La Steinweg-Gmt, di proprietà di Andrea Bartalini, nella seconda metà del 2025 aveva avanzato una proposta finalizzata ad ottenere in concessione 12 mila metri quadrati di aree operative presso il piazzale Regina Maria Sofia. Inoltre ha chiesto l'autorizzazione alla realizzazione di una tensostruttura di circa 3000 metri quadrati presso il Piazzale della Logistica.
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Anche Interminal ha presentato una richiesta. In mezzo c'è un ricorso alla giustizia amministrativa, con cui Steinweg-Gmt chiede una serie di informazioni sull’istanza presentata da Interminal.
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Le ragioni degli olandesi
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Le richieste originarie dei due gruppi imprenditoriali erano state di gran lunga più importanti. All'inizio, Interminal aveva chiesto un’area di oltre 43 mila metri quadrati per trent’anni. Al tempo stesso la Steinweg – Gmt aveva chiesto 34.500 metri quadrati in gestione per 15 anni.
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Riccardo Mastrangeli
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Vero, ma solo fino a un certo punto. Perché la realtà locale, quella vera, a differenza della fiction, racconta una storia diversa. E decisamente più complicata. Negli ultimi anni, infatti, nessuno - né i partiti, né il sindaco Riccardo Mastrangeli - ha lavorato davvero per ricucire il perimetro del centrodestra. Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia restano nello stesso campo, sia al governo che alla Regione Lazio,ma nel capoluogo si muovono su traiettorie distanti. E non si intravedono segnali concreti di un cambio di rotta.
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L'unità viene evocata come un destino inevitabile, ma senza che ne siano mai state costruite le basi. Viene in mente una frase dello scrittore americano James Baldwin: «Non tutto ciò che si affronta può essere cambiato, ma nulla può essere cambiato finché non lo si affronta».
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A Frosinone il centrodestra sembra aver scelto di non affrontare il problema. Mancano circa dodici mesi al voto e non esiste nemmeno l'ombra di un percorso condiviso tra i tre partiti.
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Forza Italia, senza intenzione di rientrare
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Uno scorcio del porto di Gaeta
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La multinazionale olandese (con una partecipazione genovese) aveva evidenziato una serie di “dichiarazioni contradditorie” di Interminal circa la possibilità di movimentare pet coke e rifiuti. Ipotesi negata con fermezza dalla Interminal di Gaeta.
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E non solo: Steinweg-Gmt sostiene che con la richiesta presentata dall'avversaria, Interminal avrebbe consolidato una posizione dominante nel porto di Gaeta con realizzazione di 6 silos metallici alti 16 metri per 10 metri e mezzo di diametro. Ed in più, un capannone al centro del piazzale del porto con una tettoia chiusa perimetralmente da paratie autostabili in calcestruzzo. Un investimento, pari a circa 40 milioni di euro, per stoccare e movimentare traffici di rinfuse ma anche cellulosa e altri derivati del legno, biomasse legnose, cemento, materie prime per l’industria di ceramiche e vetreria e prodotti in silos.
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Steinweg-Gmt al momento a Gaeta movimenta esclusivamente alluminio in colli (placche, lingotti, billette). Nell’istanza di concessione prevede anche“la movimentazione di ulteriori metalli ferrosi e non, ferroleghe, acciai, forestali e merce varia ed impiantistica, sia in colli che in container”.
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Il piano presentato dal terminalista olandese prevede di “passare dalle 60mila tonnellate annue del primo anno della nuova concessione a quasi 135mila dell’ultimo, con una media di 105mila”.
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Parola alla politica
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La decisione finale sarà politica. La recente nomina di Fabrizio Urbani a segretario generale dell’Autorità di sistema portuale laziale potrebbe definitivamente contribuire a chiarire l’assetto futuro del porto di Gaeta e dei suoi nuovi concessionari.
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Pasquale Cirillo, Rossella Chiusaroli e Maurizio Scaccia di Forza Italia
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In questo quadro, il ruolo degli azzurri dentro e fuori dall'aula consiliare è ormai definito: opposizione dura e costante all'amministrazione Mastrangeli. Da oltre due anni Forza Italia martella ogni scelta del sindaco con la regolarità del traffico del sabato sera su via Aldo Moro. Non è un'opposizione episodica, ma una linea politica strutturata, continua, metodica, quasi scientifica. Una pressione costante, come la «goccia cinese», che da oltre due anni incide sull'azione amministrativa. E nessuno, in questi anni, ha tentato seriamente di ricucire. Né gli azzurri hanno fatto qualcosa per farsi recuperare.
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È davvero pensabile ricomporre, in pochi mesi, una frattura così profonda tra Mastrangeli e FI? Gli azzurri sono stati chiari: sì al centrodestra, ma no al «modello Mastrangeli». Una posizione che complica enormemente qualsiasi ipotesi di ricompattamento, soprattutto in vista della scelta del candidato sindaco, dove Mastrangeli è già in campagna elettorale. O forse non ha mai smesso.
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A rendere il quadro ancora più difficile c'è l'asse ormai consolidato tra Forza Italia e il gruppo FutuRa, rappresentato dai consiglieri Giovanbattista Martino e Teresa Petricca. Eletti nel 2022 nel centrodestra a sostegno di Mastrangeli, oggi si collocano su posizioni apertamente critiche, con rapporti tutt'altro che distesi con il sindaco, sia sul piano politico che personale. In politica tutto è possibile, ma le inversioni a U richiedono tre elementi: un prezzo politico, una narrazione credibile e un fatto nuovo. Al momento non esiste nessuno di questi tre elementi.
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FdI tra tattica e arretramento
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Raffaele Latrofa, presidente dell'Adsp
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Steinweg-Gmt una richiesta al neo presidente (vicino alla Lega) dell’Asdp Raffaele Latrofa l’ha messa per iscritto: quella di “non adottare atti concessori o autorizzativi” a favore di Interminal (autorizzazioni di anticipata occupazione ad esempio) se e fino quando l’accordo procedimentale, pomo della discordia, non sarà firmato.
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Ha chiesto di ricevere garanzie sull’accesso alle banchine e sulla precedenza agli ormeggi da parte delle sue navi temendo che Interminal goda di una posizione logisticamente migliore a fronte banchina.
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Se non ci sarà un accordo ed il Tar non autorizzarà la concessione delle carte richieste, la Steinweg-Gmt presenterà un nuovo ricorso all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato a fini cautelari. Si aggiungerà a quello che ha già determinato un intervento dell'Authority nel mese di maggio 2025.
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Intergroup sbarca in Sardegna e conquista Cagliari
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Intergroup, consorella di Interminal, va dritta per la sua strada e martedì ha annunciato di aver rafforzato la propria presenza in Sardegna con l’acquisizione di un hub logistico a Cagliari, nell’area retroportuale di Macchiareddu.
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Assessori e consiglieri di FdI
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Se Forza Italia rappresenta la rottura esplicita nel centrodestra, Fratelli d'Italia si muove invece su una linea più sfumata. L'impressione è che alla fine il Partito sosterrà la candidatura a sindaco di Mastrangeli più per mancanza di alternative realmente praticabili che per reale convinzione. Non perché tra i meloniani manchino figure politiche di peso - tutt'altro. Ma perché nessuno sembra disposto ad aprire uno scontro interno al Partito, una potenziale spaccatura che rischierebbe di lasciare sul campo più danni che benefici. Se la scelta del candidato sindaco a Frosinone spetta alla Lega, perché forzare gli equilibri? È una scelta tattica, più che strategica.
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Una scelta che però segna un arretramento politico: Fratelli d'Italia sembra aver rinunciato a rivendicare la candidatura a sindaco del capoluogo, un'opzione che fino a poco tempo fa non era affatto remota. Oppure è stata solo messa in stand-by?
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Sullo sfondo resta anche il tema dell'«arricchimento programmatico», indicato proprio da FdI come condizione per proseguire il percorso con Mastrangeli. Ma a oggi di questo arricchimento non c'è traccia: non lo ha prodotto il sindaco, né il Partito lo ha più rivendicato con forza. A dodici mesi dal voto è difficile immaginare una revisione seria del programma. Si andrà avanti con quanto già scritto e concordato tra i partiti a inizio consiliatura - BRT compreso - e con quanto previsto nei vari bilanci di previsione.
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L'alleanza per necessità
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(Foto © DepositPhotos.com (http://foto%20%C2%A9%20depositphotos.com/))
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Si tratta di una piattaforma logistica di circa 20mila metri quadrati dotata di tecnologie per la gestione dei flussi logistici, tra cui sistemi automatizzati in radiofrequenza e video-sorveglianza. Si integra con il terminal portuale di Oristano, dotato di aree logistiche e magazzini di proprietà (circa 30mila metri quadrati), già attrezzati con tre linee di confezionamento, una linea di pellettizzazione e una flotta di trasporto dedicata.
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“Non si tratta soltanto di ampliare la capacità di stoccaggio o di distribuzione – ha fatto sapere la famiglia Di Sarmo – Ma di costruire un sistema logistico moderno, scalabile e radicato, in grado di accompagnare la crescita di filiere produttive ed energetiche strategiche per l’isola”.
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Intergroup insomma intende potenziare il proprio sistema logistico già sviluppato in Sardegna e potenziare la capacità distributiva di Green Alliance, progetto industriale italiano attivo nella vendita di pellet e biomasse legnose, con i marchi Woodtech Italia, Woodtech France, MyFire, Ricci Pietro, Bioenergy Europe – Pellet and Fire, Eco Green, Buffoli Legnami e Fochista, garantendo i magazzini costieri e una capillare distribuzione “just in time” in tutta l’isola.
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Crocierismo, arrivano gli americani
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La fascia tricolore in ballo tra un anno a Frosinone
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Il quadro che emerge è quello di un'alleanza tra Lega e Fratelli d'Italia destinata a reggere anche nel 2027, più per necessità che per reale convinzione. Una scelta dettata dalla ragion di Stato, nazionale e regionale: insieme per forza. Giova ricordare a questo proposito una frase del filosofo francese Raymond Aron: «Le alleanze sono come le assicurazioni: si fanno contro i rischi, non per affinità».
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Il centrodestra a Frosinone sembra esattamente questo: un'assicurazione contro il rischio di perdere - ipotesi peraltro assai remota se, come sembra, il centrosinistra si presenterà diviso, come da tradizione pluridecennale - non una coalizione unita e determinata.
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In questo scenario, l'ipotesi più realistica è che Forza Italia - insieme agli altri consiglieri eletti nel 2022 con Mastrangeli e poi passati all'opposizione - resti fuori dal perimetro del centrodestra anche nel 2027. Perché la verità, al netto delle dichiarazioni ufficiali, è piuttosto semplice: tutti parlano di unità perché sanno che è necessario farlo. Ma nessuno, finora, ha davvero fatto qualcosa per ricostruirla. E, forse soprattutto, non è chiaro chi dovrebbe iniziare.
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Il porto di Gaeta ha ospitato la nave da crociera "Silver Shadow" (Foto © DepositPhotos.com (http://foto%20%C2%A9%20depositphotos.com/))
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Nel solo giorno di Pasqua hanno invaso Gaeta oltre 400 crocieristi, gli stessi che numericamente hanno fatto scalo nell’intero 2025. Sono giunti sulle banchine del “Salvo d’Acquisto” a bordo della “Silver Shadow”, una nave in servizio dal 2000 che (ha una stazza lorda di circa 28.258 tonnellate, una lunghezza di circa 186 metri e una larghezza di 24,8 metri, ospita sino a 382 passeggeri, assistiti da un equipaggio di circa 295 membri) è considerata della gemella Silver Whisper essendo stata costruita presso i cantieri Mariotti Shipyard di Genova.
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Quasi tutti con passaporto Usa, i crocieristi tra severe ma discrete misure di sicurezza hanno deciso di rinunciare a visitare l’abbazia di Montecassino o gli scavi di Pompei. Sono rimasti a Gaeta con una “puntatina” nel Cisternone romano di Castellone a Formia. Con una conferma. Il turismo crocieristico nel Lazio non è solo Civitavecchia ma anche Gaeta dove le navi possono arrivare, i turisti possono restare e la città è capace di accoglierli. Mica una cosa di poco conto.
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Con Sandro Cellupica, scomparso a soli 59 anni, Isola del Liri perde qualcosa che non si recupera: un mestiere, una memoria, un modo di stare al mondo che apparteneva a un'epoca in cui le parole si fondevano letteralmente — nel piombo fuso della Linotype, carattere dopo carattere, frase dopo frase.
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Sandro era stato folgorato dalla tipografia da bambino, nella bottega di famiglia lungo via Napoli, tra i consigli dello zio Egidio e del padre Mario. Quello che all'inizio era un gioco era diventato una vocazione, poi una maestria, infine una delle ultime testimonianze viventi di un'arte che il digitale ha spazzato via senza troppi rimpianti. Lui invece i rimpianti non li aveva: aveva attraversato intere epoche storiche partendo da una quarantina di metri quadrati dove l'odore dell'inchiostro e del fumo delle sigarette scandiva le giornate, e ne era fiero.
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L'ultimo tipografo
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Sandro Cellupica (a sinistra) con la prima copertina del libro Andata e Ritorno insieme agli autori Alessandro Andrelli e Francesco 'Crispino' Perna
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Conosceva tutto. Le macchinari anteguerra e quelli moderne, le fustelle e le lastre metalliche, i telai per la serigrafia. Sapeva montare lettera per lettera i necrologi — mestiere nel mestiere, ironia sottile della vita — con la stessa cura con cui si incide il marmo. Per mezzo secolo, quelle mani perennemente sporche di inchiostro avevano stampato la memoria collettiva di una comunità: annunci, manifesti, inviti, cerimonie. La vita di un paese intera, passata sotto i suoi torchi.
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Nei primi anni Novanta il trasferimento ad Arpino, in un capannone industriale dove lo spazio finalmente non mancava per far crescere quella che ormai era diventata un'arte vera. Ma l'anima restava quella di sempre: artigiana, precisa, innamorata della carta e di ciò che vi si imprimeva sopra.
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Lo stop improvviso
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Oggi quelle macchine si sono fermate. E con loro si è fermato un sapere che non si trasmette sui manuali, perché vive nelle mani di chi lo ha praticato ogni giorno per decenni. Sandro Cellupica era l'ultimo di quella stirpe. Lo era con la consapevolezza tranquilla di chi sa di custodire qualcosa di irripetibile, senza farne bandiera, semplicemente continuando a lavorare.
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Aveva 59 anni. Ne avrebbe meritati molti di più.
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Sicurezza, la tregua dura una settimana: scontro aperto tra Salera e opposizione
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Sembrava che, per una volta e su un tema così politicamente sentito, ci si fosse riusciti. Che davanti a una preoccupazione collettiva che monta fuori da Palazzo De Gasperi si fosse finalmente riusciti a chiudere gli opportunismi nei cassetti e a mettere da parte la corsa alla primogenitura, per costruire un impegno comune su un unico argomento. Quantomeno per una questione di dignità istituzionale. Ma non è stato così. La pace armata tra le mura di Palazzo De Gasperi è durata poco più di una settimana. 
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Sembrava che il tema della sicurezza — quel nervo scoperto che agita i sogni dei cittadini e sposta i blocchi di voti — potesse finalmente farsi terreno di una sorta di «convergenza repubblicana» tutta cassinate. Ma è stata solo un'illusione ottica. È bastato un aggettivo — quel "unanimità" ostentato dalla maggioranza in una dichiarazione pubblica — a far saltare i ponti e riaprire le ostilità in un'arena politica che non concede sconti.
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Cinquecento firme
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Quasi trent'anni all'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, trascorsi tra appalti, patrimonio, affari istituzionali e servizi agli studenti. È lì che si è fatto le ossa, ha accumulato esperienza. La stessa che ora porterà in provincia di Frosinone: nell'Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Il dottor Alessandro Quarta è il nuovo Direttore Generale dell'ateneo, monta lui in cassetta e prende le redini della macchina amministrativa.
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Quarta nuovo Direttore Generale
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Paola Polidoro
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Un tema che agita anche chi è rimasto fuori dall'Aula consiliare: la lista «Jammi Cassino» batte il marciapiede raccogliendo oltre cinquecento firme in meno di una settimana, un termometro sociale che segna febbre alta.
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Nel frattempo, dentro l'Aula si consuma un duello alla prima firma sulla cronologia dei meriti. La minoranza non ci sta a passare per comparsa in un film scritto da altri. Così la «triade» Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista e Arduino Incagnoli ha sguainato i verbali, trasformando la mozione approvata dall'Assise due settimane fa in una clava politica per bacchettare la maggioranza.
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Lo scippo della medaglia
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La nomina di Quarta non è solo un passaggio tecnico. Si colloca dentro una fase precisa della vita dell'ateneo cassinate, che oggi conta circa 8.500 iscritti e che negli ultimi anni ha costruito una propria identità chiara: radicamento territoriale e apertura internazionale.
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Cassino è diventata progressivamente un punto di riferimento anche per studenti stranieri, rafforzando una dimensione accademica fondata sul confronto tra culture diverse. Un elemento che non è solo numerico, ma che incide sulla qualità della formazione e sulla capacità dell'università di essere luogo di dialogo e integrazione, in un contesto sociale ed economico sempre più interconnesso.
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Parallelamente, l'ateneo ha portato avanti un lavoro strutturato sul piano dell'offerta formativa, con particolare attenzione ai corsi in ambito ingegneristico e manageriale. Un investimento che ha contribuito a formare figure professionali richieste dal mercato, rafforzando il legame tra università e sistema produttivo.
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La sfida del nuovo Direttore
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Giuseppe Sebastianelli
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«La coerenza non è un optional», ringhiano i tre, accusando il sindaco Enzo Salera di aver messo in scena un trasformismo di facciata.
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Il j'accuse è frontale: la maggioranza avrebbe prima eretto un muro ideologico bocciando le proposte dell'opposizione lo scorso luglio, per poi compiere un'acrobazia tattica, tentando di appuntarsi al petto una medaglia sottratta agli avversari quando parla di «mozione unanime». Per la minoranza non è senso delle istituzioni: è opportunismo puro, un copione già visto in cui si rincorre la piazza dopo averne ignorato le istanze.
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Ma il sindaco Enzo Salera non ha alcuna intenzione di ammainare la bandiera. Asserragliato dietro i numeri divulgati in questi giorni — oltre 2.200 sanzioni elevate dalla Polizia Locale nel primo trimestre del 2026 — il primo cittadino usa le cifre come proiettili di carta per respingere le accuse di lassismo e rilancia la sfida. Non è più solo una questione di agenti in strada, ma di prestigio mediatico. 
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Salera sventola la sua interlocuzione con il Ministero e l'intervista al Fatto Quotidiano come trofei di guerra, in un tono che più che rassicurare l'opposizione suona come un guanto di sfida lanciato nel fango della contesa.
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L'ostaggio si chiama sicurezza
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