Frosinone
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notizie ed eventi da Frosinone e provincia
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Le elezioni provinciali alle porte sono collegate agli equilibri del Consiglio di Frosinone
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Perché è chiaro che una volta portate a casa le delibere, tutti, Sindaco partiti e civiche, tanto in maggioranza, quanto in opposizione, saranno concentrati sulle candidature per entrare a Palazzo Iacobucci.
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Una elezione quella provinciale che, politicamente, conta come le banconote al Monopoli, ma che  ai Partiti, tutti in senso assolutamente trasversale, serve per piazzare la bandierina della rappresentanza e contarsi. Sia all'interno che all'esterno.
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Una sorta di biglietto da visita VIP, ma per entrare al bar sotto casa. 
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Frosinone – Danneggia un’ambulanza e aggredisce il personale sanitario: denunciato un 40enne
https://www.teleuniverso.it/frosinone-danneggia-unambulanza-e-aggredisce-il-personale-sanitario-denunciato-un-40enne/

FROSINONE – Nella serata di ieri, la Polizia di Stato denunciava un uomo per i reati di danneggiamento, interruzione di
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Gaeta, l’aumento della Tari spada di Damocle sulla maggioranza-Leccese
https://www.alessioporcu.it/politica/gaeta-laumento-della-tari-spada-di-damocle-sulla-maggioranza-leccese/
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L’ultima riunione di maggioranza non è stata facile per il sindaco di Gaeta Cristian Leccese. Nella città delle “lucette” e dei tanti tagli del nastro (l’ultimo ha riguardato una scala di una dozzina di gradini nella zona del parcheggio dell’ex stazione ferroviaria) una spada di Damocle pende sulla coalizione. È il temutissimo aumento della Tari in una città che vanta già le tariffe più alte su scala provinciale.
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Che ci siano problemi nella maggioranza lo testimonia il rinvio dell’approvazione del Dup, il Documento Unico di Programmazione cioè lo strumento fondamentale e obbligatorio per i Comuni italiani che ne guida la gestione strategica e operativa, al punto che deve essere approvato prima del Bilancio di Previsione. Al Comune di Gaeta ora l'esame del Dup è slittato a fine dicembre (forse il 29) quando in Aula approderà contestualmente il Bilancio di Previsione.
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Durante il doppio mandato del sindaco Cosimino Mitrano ma anche nei primi anni dell’Amministrazione Leccese il Dup è stato sempre licenziato in maniera separata e distinta rispetto all’approvazione del Bilancio. Che in questi anni si è rivelata sempre una mera formalità.
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Tensione nella maggioranza Leccese
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Il rinvio è conseguenza dei pessimi rapporti tra il sindaco Leccese ed il suo assessore al bilancio Luca Gallinaro. Che in occasione dell’ultimo Consiglio comunale ha platealmente abbandonato l’Aula per protesta contro lo stesso sindaco di Gaeta. Leccese ad una richiesta di chiarimenti del consigliere del Pd Franco De Angelis su una variazione di Bilancio, aveva risposto che i chiarimenti di Gallinaro avrebbero riguardato “due caz…te”. (Leggi qui: Gaeta, caos in Consiglio: De Angelis finisce in ospedale e Gallinaro strappa (https://www.alessioporcu.it/politica/gaeta-caos-in-consiglio-de-angelis-finisce-in-ospedale-e-gallinaro-strappa/)).
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Il Comune di Gaeta
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Nella riunione di maggioranza, Leccese ha compiuto uno sforzo titanico per mantenere il suo self control. Soprattutto quando ha ricordato ai due Consiglieri comunali della lista “Mitrano nel cuore” Katia Pellegrino ed il presidente del Consiglio comunale Gennaro Dies che il loro assessore di riferimento, cioè Luca Gallinaro non partecipa da mesi alle sedute della Giunta dove le delibere vengono approvate spesso con il problema dell'eventuale mancanza del numero legale dei suoi componenti.
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Gallinaro sulla graticola
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L’assessore Gallinaro ora è finito sulla graticola perché, dopo aver rinunciato ad occuparsi del ciclo dei rifiuti (ruolo che il sindaco ha affidato al delegato esterno, il funzionario della Camera di Commercio Felice D’Argenzio), ha lanciato un pesante monito alla maggioranza di governo: la società che si occupa della raccolta e smaltimento dell’immondizia chiede più soldi al Comune per l’aumento dei costi del servizio, soprattutto nella raccolta dei rifiuti lasciati in ogni dove dai turisti mordi e fuggi. (Leggi qui: Il problema con Gallinaro c’è: in Aula le delibere senza il loro assessore (https://www.alessioporcu.it/politica/il-problema-con-gallinaro-ce-in-aula-le-delibere-senza-il-loro-assessore/)).
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L'assessore Luca Gallinaro
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E l’assessore al Bilancio ha fatto capire che la situazione economico finanziaria del servizio potrebbe diventare difficile. La De Vizia Transfer chiede un riconoscimento extra di 300mila euro per il 2025. Un importo di 500mila viene sollecitato anche nel 2026 ma anche nelle due annualità successive.
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Insomma stanno saltando le stesse previsioni di spesa quando il capitolato di gara prevedeva il contrario in termini di economicità e di efficienza del servizio. Il Comune si difende asserendo che già nei mesi scorsi aveva cominciato a chiedere conto alla società su alcuni disservizi registrati in città durante l’ultima stagione turistica.
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La Tari aumenterà?
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La Tari nel 2026 subirà un ulteriore ritocco? Le minoranze di centrosinistra attendono le carte ufficiali inerenti il Dup ed il Pef ma dalla riunione di maggioranza di centrodestra sono scattati i primi “allert”.
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Raffaele Matarazzo
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Sono quelli del gruppo consiliare “Avanti tutta” dell’ex presidente d’Aula Davide Speringo e del Consigliere Raffaele Matarazzo che, ad un anno e mezzo dal voto amministrativo, non vogliono essere ricordati per “quelli che hanno deliberato l’aumento della Tari o, più in generale, la pressione tributaria del comune di Gaeta”.
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Per la Tari si preannuncia una stagione tutta lacrime e sangue e la maggioranza Leccese ha deciso di attendere le decisioni finali dell’assessore al Bilancio, il primo ad essere consapevole che la coperta si è fatta irrimediabilmente corta.
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Se il superplus chiesto per l’annualità 2025 dall’impresa appaltatrice potrebbe diventato un debito fuori bilancio, i 500mila euro in più ipotizzati per il 2026 dovranno essere giocoforza spalmati sulle bollette tradizionali degli utenti.
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Il Pd sul piede di guerra
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La minoranza del Pd attende al varco l’assessore al Bilancio anche per un’altra ragione: sarà confermato lo sconto del 30 % per gli stabilimenti balneari, considerati lo scrigno elettorale della maggioranza di centrodestra?
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Franco De Angelis, consigliare comunale del Pd
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Anche alcune frange della maggioranza di centrodestra hanno fatto sapere che è terminata la “stagione dei figli e dei figliastri”, la stessa filosofia di pensiero che ha tentato di incarnare l’assessore al Bilancio Gallinaro.
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Se ne saprà qualcosa di più nel consiglio comunale del 29 dicembre quando a certificare le tensioni nella maggioranza Leccese sarà l’approvazione del Dup e del Bilancio di Previsione. Si tratta di argomenti che l’amministrazione Mitrano ha sempre licenziato con unità d’intenti e ora invece sono diventati motivo di scontro.
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Le richieste di Matarazzo-Speringo
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L’ultima riunione di maggioranza, inoltre, ha fornito altri ed interessanti spunti di natura politica. Superati alcuni intoppi di natura fisica l’ex sindaco di Forza Italia Massimo Magliozzi coronerà il sogno di diventare il nuovo assessore ai Lavori Pubblici del Comune.
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La cultura risponde: Ciotoli svela la sua ricetta per il Natale (e per le polemiche)
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A Ceccano il Natale non è ancora cominciato ma il clima politico sì: quello è già entrato nel vivo da settimane. Stavolta, però, non sono le luminarie a far discutere. O meglio: non solo. È un post dell’assessore alla Cultura, Alessandro Ciotoli, a rimettere in movimento la giostra politica ceccanese. Un post scritto col tono garbato di chi non vuole litigare ma nemmeno farsi calpestare. E che in controluce manda un messaggio chiarissimo a chi, negli ultimi giorni, ha scelto la strada della polemica. (Leggi qui: Il Natale che divide: il post di Macciomei accende la polemica  (https://www.alessioporcu.it/politica/il-natale-che-divide-il-post-di-macciomei-accende-la-polemica/)).
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Il riferimento è limpido come un bicchiere di Passerina: quando Ciotoli scrive che “sarebbe stato più facile investire 30mila euro in tre ore dentro una cantina”, non sta parlando di enologia. Sta parlando di politica. E chi deve capire capisce: il bersaglio è Più Ceccano e soprattutto l'ex assessore Riccardo Del Brocco, accusato indirettamente di aver destinato — secondo la ricostruzione che circola — 15mila euro per un evento tenuto in una celebre “cantina”. (Leggi qui: Il gusto del tempo che torna: eleganza e identità a “In Vino Vetus” (https://www.alessioporcu.it/rubriche/nunc-est-bibendum/il-gusto-del-tempo-che-torna-eleganza-e-identita-a-in-vino-vetus/)).
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Ciotoli non cita nessuno ma non serve. A Ceccano i messaggi viaggiano senza indirizzo: basta la metafora giusta e il destinatario lo trovi da solo.
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“Anche io guardavo i paesi vicini”
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Alessandro Ciotoli
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L’attacco laterale è preceduto da un mea culpa ironico: «Lo confesso — scrive — negli anni scorsi spulciavo anch’io le pagine social degli altri Comuni, per trovare qualcosa da far fare a mia figlia Zoe».
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È un’immagine semplice, quasi cinematografica: il padre che cerca un evento dignitoso, mentre la sua città “puntava tutto su luminaria 3D da 2.400 euro al pezzo e contest fotografici”. Anche qui la frecciatina non è tanto velata, ma ha bersagli chiari. È la fotografia, al contempo dolce e corrosiva, di un modo di intendere la Cultura fatto più di immagini che di contenuti.
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E qui il discorso vira: perché l’assessore racconta che, arrivati al governo di Ceccano, si sono trovati un bando regionale da usare per eventi tra ottobre e gennaio. Una scelta politica: non soldi per un giorno solo, ma un progetto premiato dalla Regione. Tradotto: “Mentre qualcuno investiva in tre ore di festa in cantina, noi abbiamo costruito un Natale intero”.
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Il modello Ciotoli: meno effetti speciali, più felicità
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La risposta politica si nasconde dentro un manifesto culturale. Ciotoli parla di felicità come obiettivo amministrativo: non si possono risolvere i problemi economici delle famiglie ma si può rendere “bello vivere a Ceccano”. E allora arriva la parata di Abraxa Teatro, le musiche gospel, i concerti nelle chiese, DJ Gruff in piazza, i Trillanti nel borgo. Un mosaico di cose semplici che, però, raccontano una strategia: spalmare cultura ovunque, centro e periferia, borgo e piazza.
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È un messaggio politico travestito da programmazione culturale: la Cultura non deve essere un’arma ma un’abitudine. E forse anche un modo per dire che l’epoca dei fuochi d’artificio isolati — e delle polemiche annesse — è finita.
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Le luminarie? Ci saranno
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