Canali #annadivitogiornalista_e_c Tenente Ellen Ripley Ufficiale Terzo di Nave Nostromo pinned «Occhio, occhio per carità! Silvia Salis sta massacrando i genovesi con tasse senza precedenti, dopodiché è rimasta al '45 e ai bricchi Partigiani. In Italia perdura questo vizietto tipicamente nostrano di scegliere ed eleggere la gente non per i contenuti…»
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Nel corso dell’informativa alla Camera dei Deputati del 9 aprile 2026 a Palazzo Montecitorio, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha collocato il comparto sicurezza e difesa al centro della risposta italiana alla fase internazionale definita “sempre più delicata”. Nel passaggio dedicato agli equilibri geopolitici, il premier ha ribadito la necessità di lavorare per l’unità dell’Occidente, indicando come priorità il rafforzamento della NATO e la costruzione di un più solido pilastro europeo dell’Alleanza.
Ampio spazio è stato dedicato alla crisi con l’Iran. Meloni ha richiamato il temporaneo cessate il fuoco concordato nella notte tra martedì e mercoledì tra Iran, Stati Uniti e rispettivi alleati, definendolo una prospettiva di pace ancora fragile ma da perseguire con determinazione. Tra le priorità indicate dal governo figurano la cessazione permanente delle ostilità, la fine degli attacchi verso i Paesi del Golfo, la cessazione delle operazioni militari in Libano, la rinuncia dell’Iran al programma nucleare e il pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz.
Secondo Meloni, proprio Hormuz resta uno dei nodi più critici dell’attuale fase negoziale, perché eventuali restrizioni o aggravamenti dei transiti potrebbero produrre conseguenze economiche e strategiche rilevanti su mercati energetici, materie prime critiche, fertilizzanti e approvvigionamenti essenziali.
Sul piano operativo, il presidente del Consiglio ha spiegato che l’Italia è già al lavoro con la coalizione per lo Stretto di Hormuz, promossa dal Regno Unito e composta da oltre 30 Paesi, con l’obiettivo di contribuire a creare condizioni di sicurezza utili al pieno ripristino della libertà di navigazione e degli approvvigionamenti. Un passaggio che conferma l’attenzione del governo per la sicurezza marittima, tema strategico sia per la difesa degli interessi nazionali sia per la continuità delle rotte commerciali.
Nell’analisi del quadro euro-atlantico, Meloni ha sostenuto che l’Europa debba rafforzare la propria autonomia strategica bilanciata, ridurre progressivamente le dipendenze esterne e dotarsi di una capacità di difesa più robusta. L’obiettivo dichiarato è evitare che il continente continui a dipendere in misura eccessiva dagli alleati americani sul terreno della sicurezza.
Per il premier, l’Europa è chiamata ad adeguare la propria strategia a un contesto globale in rapido mutamento, investendo di più in sicurezza, in strumenti più rapidi ed efficaci e in una postura più pragmatica rispetto alle minacce reali.
Altro capitolo centrale è stato il Libano. Meloni ha ribadito il sostegno italiano al governo libanese, alla sua sovranità territoriale e all’impegno per il disarmo delle milizie terroristiche di Hezbollah. Parallelamente ha ricordato di avere chiesto a Israele di fermare l’escalation militare e di garantire la sicurezza del personale della missione UNIFIL, alla quale l’Italia fornisce da decenni un contributo definito “insostituibile”.
Sul fronte interno, Meloni ha indicato la sicurezza come priorità costante del governo, pur ammettendo che molti cittadini si aspettano risultati ancora più incisivi. Nel bilancio presentato alla Camera, il premier ha dichiarato che dall’insediamento dell’esecutivo sono stati assunti oltre 42.000 operatori delle forze di polizia, con turnover garantito al 100%, e che entro la fine della legislatura sono previste altre 27.000 assunzioni.
Ha inoltre ricordato il rinnovo dei contratti scaduti da anni, il potenziamento di mezzi e tecnologie, l’aggravamento delle pene per chi minaccia o aggredisce il personale in divisa e l’introduzione di una specifica tutela legale per gli operatori indagati o imputati per fatti inerenti al servizio.
Tra gli annunci più concreti per il comparto sicurezza, Meloni ha spiegato che il governo intende incrementare ulteriormente la presenza delle forze dell’ordine sul territorio e sta lavorando all’introduzione della figura dell’ausiliario dei carabinieri e delle forze di polizia, con l’assunzione di 10.000 unità di volontari in ferma prefissata da impiegare
Ampio spazio è stato dedicato alla crisi con l’Iran. Meloni ha richiamato il temporaneo cessate il fuoco concordato nella notte tra martedì e mercoledì tra Iran, Stati Uniti e rispettivi alleati, definendolo una prospettiva di pace ancora fragile ma da perseguire con determinazione. Tra le priorità indicate dal governo figurano la cessazione permanente delle ostilità, la fine degli attacchi verso i Paesi del Golfo, la cessazione delle operazioni militari in Libano, la rinuncia dell’Iran al programma nucleare e il pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz.
Secondo Meloni, proprio Hormuz resta uno dei nodi più critici dell’attuale fase negoziale, perché eventuali restrizioni o aggravamenti dei transiti potrebbero produrre conseguenze economiche e strategiche rilevanti su mercati energetici, materie prime critiche, fertilizzanti e approvvigionamenti essenziali.
Sul piano operativo, il presidente del Consiglio ha spiegato che l’Italia è già al lavoro con la coalizione per lo Stretto di Hormuz, promossa dal Regno Unito e composta da oltre 30 Paesi, con l’obiettivo di contribuire a creare condizioni di sicurezza utili al pieno ripristino della libertà di navigazione e degli approvvigionamenti. Un passaggio che conferma l’attenzione del governo per la sicurezza marittima, tema strategico sia per la difesa degli interessi nazionali sia per la continuità delle rotte commerciali.
Nell’analisi del quadro euro-atlantico, Meloni ha sostenuto che l’Europa debba rafforzare la propria autonomia strategica bilanciata, ridurre progressivamente le dipendenze esterne e dotarsi di una capacità di difesa più robusta. L’obiettivo dichiarato è evitare che il continente continui a dipendere in misura eccessiva dagli alleati americani sul terreno della sicurezza.
Per il premier, l’Europa è chiamata ad adeguare la propria strategia a un contesto globale in rapido mutamento, investendo di più in sicurezza, in strumenti più rapidi ed efficaci e in una postura più pragmatica rispetto alle minacce reali.
Altro capitolo centrale è stato il Libano. Meloni ha ribadito il sostegno italiano al governo libanese, alla sua sovranità territoriale e all’impegno per il disarmo delle milizie terroristiche di Hezbollah. Parallelamente ha ricordato di avere chiesto a Israele di fermare l’escalation militare e di garantire la sicurezza del personale della missione UNIFIL, alla quale l’Italia fornisce da decenni un contributo definito “insostituibile”.
Sul fronte interno, Meloni ha indicato la sicurezza come priorità costante del governo, pur ammettendo che molti cittadini si aspettano risultati ancora più incisivi. Nel bilancio presentato alla Camera, il premier ha dichiarato che dall’insediamento dell’esecutivo sono stati assunti oltre 42.000 operatori delle forze di polizia, con turnover garantito al 100%, e che entro la fine della legislatura sono previste altre 27.000 assunzioni.
Ha inoltre ricordato il rinnovo dei contratti scaduti da anni, il potenziamento di mezzi e tecnologie, l’aggravamento delle pene per chi minaccia o aggredisce il personale in divisa e l’introduzione di una specifica tutela legale per gli operatori indagati o imputati per fatti inerenti al servizio.
Tra gli annunci più concreti per il comparto sicurezza, Meloni ha spiegato che il governo intende incrementare ulteriormente la presenza delle forze dell’ordine sul territorio e sta lavorando all’introduzione della figura dell’ausiliario dei carabinieri e delle forze di polizia, con l’assunzione di 10.000 unità di volontari in ferma prefissata da impiegare
in attività di sicurezza e controllo del territorio.
Nel corso dell’intervento, Meloni ha anche chiesto alla Commissione parlamentare Antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei partiti politici, “Fratelli d’Italia compreso”. Un’affermazione che, sul piano istituzionale, punta a inquadrare il contrasto alle infiltrazioni come terreno di prevenzione democratica e non solo di scontro tra maggioranza e opposizione.
Nel capitolo ordine pubblico, il presidente del Consiglio ha rivendicato lo sgombero dei centri sociali illegali e violenti e ha assicurato che il governo andrà avanti “con forza e con determinazione” contro quelle che ha definito zone franche incompatibili con lo Stato di diritto. Ha inoltre difeso strumenti come il fermo preventivo, indicandone la finalità di garantire manifestazioni pubbliche pacifiche e di prevenire devastazioni, aggressioni alle forze di polizia e danneggiamenti urbani.
La linea del governo su sicurezza e difesa: più presenza dello Stato, più uomini, più capacità operativa
Dall’informativa alla Camera emerge una direttrice precisa per il comparto sicurezza e difesa: rafforzamento della postura euro-atlantica, sostegno a una maggiore capacità di difesa europea, attenzione alla sicurezza marittima e alle missioni internazionali, stretta su frontiere e immigrazione, incremento degli organici, più strumenti per il controllo del territorio e ulteriore intensificazione del contrasto alla mafia e alla criminalità minorile.
È su questi assi che Meloni ha concentrato i passaggi di maggiore rilievo per il settore, indicando la volontà di rafforzare la presenza dello Stato dove serve e di proseguire fino a fine legislatura con una linea improntata a sicurezza, ordine pubblico, difesa nazionale e tutela degli interessi strategici italiani.
Anna Di Vito
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Sull' Ora della Sera di Anna Di Vito Giornalista
Nel corso dell’intervento, Meloni ha anche chiesto alla Commissione parlamentare Antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei partiti politici, “Fratelli d’Italia compreso”. Un’affermazione che, sul piano istituzionale, punta a inquadrare il contrasto alle infiltrazioni come terreno di prevenzione democratica e non solo di scontro tra maggioranza e opposizione.
Nel capitolo ordine pubblico, il presidente del Consiglio ha rivendicato lo sgombero dei centri sociali illegali e violenti e ha assicurato che il governo andrà avanti “con forza e con determinazione” contro quelle che ha definito zone franche incompatibili con lo Stato di diritto. Ha inoltre difeso strumenti come il fermo preventivo, indicandone la finalità di garantire manifestazioni pubbliche pacifiche e di prevenire devastazioni, aggressioni alle forze di polizia e danneggiamenti urbani.
La linea del governo su sicurezza e difesa: più presenza dello Stato, più uomini, più capacità operativa
Dall’informativa alla Camera emerge una direttrice precisa per il comparto sicurezza e difesa: rafforzamento della postura euro-atlantica, sostegno a una maggiore capacità di difesa europea, attenzione alla sicurezza marittima e alle missioni internazionali, stretta su frontiere e immigrazione, incremento degli organici, più strumenti per il controllo del territorio e ulteriore intensificazione del contrasto alla mafia e alla criminalità minorile.
È su questi assi che Meloni ha concentrato i passaggi di maggiore rilievo per il settore, indicando la volontà di rafforzare la presenza dello Stato dove serve e di proseguire fino a fine legislatura con una linea improntata a sicurezza, ordine pubblico, difesa nazionale e tutela degli interessi strategici italiani.
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Guido Crosetto : L' Italia non ha una Difesa adeguata. Pronta la Riforma della Difesa e gli investimenti da approvare in Parlamento.
Ma se continuate a investire in armamenti e perdete personale tra congedati, transitati al civile, ammalati e giovani che non si arruolano, chi ci mettete sulle navi, gli aerei e i blindati?
Ma quando decide definitivamente il Governo di ripristinare la Leva Militare!? Si aggiustano anche parecchi giovani rimbambiti! Ma veramente bisogna stare dietro alle Sinistre che strillano allo scandalo per poi fargli allevare giovani virgulti dediti al terrorismo di strada per dargli supporto propagandistico?!
Suvvia anche BASTA! Ignorate questi sfigati!
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Ma se continuate a investire in armamenti e perdete personale tra congedati, transitati al civile, ammalati e giovani che non si arruolano, chi ci mettete sulle navi, gli aerei e i blindati?
Ma quando decide definitivamente il Governo di ripristinare la Leva Militare!? Si aggiustano anche parecchi giovani rimbambiti! Ma veramente bisogna stare dietro alle Sinistre che strillano allo scandalo per poi fargli allevare giovani virgulti dediti al terrorismo di strada per dargli supporto propagandistico?!
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No ma che dite!? Non è vero che quelli che imbrattano la sede di Vannacci e manifestano in piazza per la sua chiusura, hanno comportamenti contro la Costituzione e contro la libertà politica e di espressione..
Loro sono antifascisti, sono giustificati a fare tutto.
Come quando governavano che tolsero il lavoro e la libertà alla gente per un vaccino.
Vuoi mettere, loro sono autorizzati dall' antifascismo, mica voi che siete proprio maligni e in malafede, zia bella ciao!
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Ma non dite eresie, non è vero che Silvia Salis è soltanto una bugiarda e già si vede da adesso, perché disse che sarebbe stata solo Sindaco di Genova fino al 2030.
È stata eletta solo da un anno e lei dice sempre la verità. Sarà solo Sindaco di Genova.
Sennò avreste ragione voi e sarebbe veramente brutto avere una candidatura eccellente che già conta palle da subito.
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L'Ora della Sera
Raffaele Giordano Prof. Raffaele Giordano
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Ministro Guido Crosetto che si approvi al più presto la Riforma della Difesa e Leva Militare obbligatoria subito!
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La destra di Magyar batte la destra di Orbán e la sinistra esulta perché a stata la Meloni e Trump… solo in Italia si vedono eufemismi del genere!
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E continuano a titoli unificati da tre giorni a spammare di mafia lombarda con connessioni costruite come le bare di Bergamo non ancora chiarite ed il concertone di rumori di lavatrice e lavastoviglie ballato e adorato da 8mila persone, pagato con gli aumenti alle stelle delle tasse della Salis, promessa Premier PD, ai poveri genovesi.
Gli rimane il battibecco tra Trump e il Papa, che interessa a tutti tranne che a loro due, e la Destra che ha vinto in Ungheria al posto della Destra, mentre, noialtri, giornalisti, opinionisti,politici che non si uniscono allo SPAM UNIFICATO, ci sfondiamo di lavoro SERIO, nonostante il loro rumore inquinante di fondo, addestrati dai tempi della narrazione COVID ad essere stoici in mezzo al caos ululante. Mentre la bandiera italiana sventola lacerata dalle urla scomposte delle sinistre in crisi isteriche da mesi, sbavanti di un potere che gli ha permesso di distruggere il Paese per decenni, e che vogliono riavere ad ogni costo, per continuare il lavoro interrotto... siamo in pericolo, e non per la guerra, sappiatelo.
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I genitori della Casa nel bosco cercano giustizia attraverso il racconto della loro assurda vicenda con libri e film. È assolutamente giusto e comprensibile oltre che di aiuto alla loro questione.
No, alle Sinistre non va bene. Devono tacere e vergognarsi, anche solo perché hanno ricevuto solidarietà dal governo. Tranne se ci fossero stati loro al potere, allora cambiava tutto... come tutto ciò che raccontano. Essere vigili e lucidi non può fare male alla salute, ricordatelo sempre.
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