Comilva
17.6K subscribers
255 photos
8 videos
82 files
401 links
Comilva ODV
Download Telegram
​🚨 IL BASSETTI RAMPANTE E IL MISTERO DELLA "NOMINA" 🚨
​Matteo Bassetti scelto dal Ministro Schillaci per il Comitato ministeriale del Piano Pandemico 2025-2029? Falso!

​Una "fake news" durata lo spazio di un weekend, condita da pagine web  improvvisamente cancellate e imbarazzanti "auto-nomine". La realtà? Il Prof. dovrà accontentarsi di un ruolo burocratico per la sola Regione Liguria.

​Ma al di là dell'ironia su un personaggio le cui vecchie affermazioni "terroristiche" su vaccini e green pass sono ormai smontate dai dati della Commissione d'inchiesta Covid, il nostro articolo solleva la vera domanda cruciale:
​👉 Il Governo e il Ministro Schillaci hanno fatto tesoro degli errori del passato?
👉 Chi scriverà davvero il nuovo Piano Pandemico? Verranno ascoltati i veri esperti indipendenti o si continuerà a seguire passivamente le linee guida fallimentari dell'OMS?

​Tutta la ricostruzione di questa tragicommedia estiva e le nostre riflessioni politiche nel nuovo articolo
A Palermo è morta una bambina di quattro anni. Tra le ipotesi diagnostiche è stata indicata la difterite, ma gli accertamenti non sono ancora conclusi.

La difterite respiratoria classica è oggi eccezionalmente rara in Italia. Proprio questa rarità pone domande cliniche e organizzative concrete:

Quando è stata sospettata?
È stata richiesta l’antitossina difterica DAT?
Dove era disponibile e quanto tempo sarebbe servito per reperirla?

Sono domande, non accuse.

Nell’articolo, Eugenio Serravalle, distingue ciò che sappiamo da ciò che deve ancora essere accertato.

https://www.assis.it/la-difterite-a-palermo-il-tempo-della-prudenza-il-dovere-della-chiarezza

🍎Condividi e Seguici 🍎 https://t.me/assis_salute_informazione
Immagine da "La Verità" del 22 agosto 2026

Rispetto e Verità

Il caso della bambina morta a Palermo nei giorni scorsi per una “sospetta difterite” è stato immediatamente trasformato in un’occasione di spettacolarizzazione mediatica. Prima ancora che il quadro fosse chiarito, social e mass media hanno alimentato una narrazione aggressiva, povera di prudenza e di rispetto, in cui il dolore di una famiglia è diventato materiale da dibattito pubblico e terreno fertile per l’ennesima campagna di colpevolizzazione.
A farsi avanti, con tempismo fin troppo prevedibile, sono stati anche alcuni opinionisti da tempo in cerca di riabilitazione pubblica dopo le numerose ombre emerse sulla gestione del periodo pandemico. Molti appartengono a quella stessa classe medica che avrebbe ben poco da insegnare sul piano degli errori, delle omissioni e della tutela effettiva dei pazienti.
Eppure, oggi si ripresentano come arbitri della verità: interpretano un caso ancora in fase di accertamento, ne anticipano le conclusioni e indirizzano il giudizio contro l’unica parte che, in questo momento, dovrebbe essere sottratta alla gogna e protetta con rigore umano e civile: la famiglia della bambina.
Alcune testate stanno riferendo dell’avvio di indagini per “omicidio colposo” nei confronti della famiglia. Che la notizia sia fondata o meno, resta sconcertante la superficialità con cui vengono confuse responsabilità mediche, profili giuridici e giudizi morali.

Il centro della narrazione diventa così la colpevolizzazione “etica” dei genitori: secondo quanto riportato, non avrebbero vaccinato la bambina contro la difterite e questa decisione viene presentata come causa diretta e definitiva dell’esito fatale. La gogna mediatica si alimenta poi di ulteriori ipotesi sulle motivazioni familiari, compresa la presunta associazione tra vaccinazione e timore dell’autismo, trasformando un caso ancora da chiarire in un copione già scritto.
È il solito schema: appena una vicenda tocca il tema dei vaccini, anche i commentatori meno credibili si improvvisano esperti, evocano immunità di gregge e coperture vaccinali come formule risolutive, spesso senza distinguere il piano generale della sanità pubblica dal caso concreto e dalle circostanze specifiche che riguardano questa famiglia.
Quasi nessuno sembra interessarsi alle ragioni dei genitori.
Nessuno chiede, per esempio, se avrebbero scelto diversamente qualora la vaccinazione contro la difterite non fosse stata inserita in un preparato esavalente insieme a polio, tetano, haemophilus B, pertosse ed epatite B. Nessuno si domanda se, di fronte a eventuali richieste di chiarimento sul rapporto rischio-beneficio, qualcuno abbia davvero fornito risposte puntuali oppure si sia limitato a consegnare una brochure rassicurante, contando sul fatto che “tanto i vaccini sono obbligatori”.

In questo modo, la mancata vaccinazione rischia di diventare un alibi narrativo perfetto: concentra ogni responsabilità sulla famiglia e distoglie l’attenzione da un interrogativo essenziale, cioè se i sanitari abbiano riconosciuto tempestivamente la gravità della situazione e applicato i trattamenti previsti da protocolli consolidati.
Questo non significa attribuire automaticamente una colpa medica. Significa, però, porre domande che oggi troppi evitano: come funziona davvero l’assistenza sanitaria in questo Paese? Quanto pesa il mito della prevenzione elevata a dogma? E fino a che punto si può invocare uno “Stato etico” che pretende di sostituirsi alle libertà individuali e alla responsabilità genitoriale?
Le risposte apodittiche vanno respinte, soprattutto quando servono più a chiudere il dibattito che a comprendere la realtà.
Condividiamo questa lucida lettura sulla tragica vicenda di Palermo a firma dell'Avv. Cinquemani, che mette in luce la strumentalizzazione politica e l'asimmetria mediatica nel trattare i decessi cagionati dalle vaccinazioni.
Uno show mediatico che è ora di smascherare per ciò che è.

Quotidiano Sociale:
Palermo, la morte della bambina di quattro anni: quando il rumore mediatico copre la verità clinica e distoglie lo sguardo dai veri responsabili https://share.google/4W9dVB7SrRlYu71Bz
A cura di:
Avv. Francesco Paolo Cinquemani
Canale Telegram: https://t.me/avvcinquemani
https://t.me/MarCosent/5122

Rilanciamo la corposa riflessione di Pietro Di Martino presentata magistralmente dal dott. Marco Cosentino

La criminalizzazione dei genitori “no-vax” contrapposta all’assoluzione per “manifesta ignoranza” nella capacità diagnostica e nella tempestività dell’intervento terapeutico dei sanitari coinvolti nella vicenda descrive in modo chiarissimo il doppiopesismo con il quale viene presentata la vicenda, con un unico e disgustoso obiettivo: criminalizzare e, di conseguenza, distruggere tutti coloro che scelgono la via della conoscenza e della consapevolezza.

Qui il post di Pietro di Martino: https://www.facebook.com/pietro.martino.90/posts/pfbid0sg83g7ijZpAmyGmxAiVtgcuVy2aeP2AkJJZRqgqzR6iz9jtemoXcXJq2gGLFyem2l
Messaggio da COMILVA alle Famiglie che ci seguono

Data la recente strumentalizzazione sulla dolorosa vicenda di Palermo, desideriamo ricordarvi che l’Obiezione Attiva non finisce con l’iscrizione a scuola e che non si tratta di un mero "escamotage", come riportato in alcune cronache strumentali a stigmatizzare il comportamento dei genitori obiettori.

L'Obiezione è e rimane un percorso di responsabilità genitoriale strutturato e nato proprio per l'esigenza di tutela della responsabilità genitoriale nei primi anni '90, quando nacque anche la Legge 210/1992 a riconoscimento dei danni da vaccino.

Ogni passaggio serve a informarsi, a confrontarsi con i medici, a ottenere risposte e a documentare tutte le lacune che la pratica della vaccinazione di massa presenta e l'assenza di assunzione della responsabilità medica da parte del pediatra così come del medico vaccinatore.

Non si tratta del mero accesso alle scuole per l'infanzia ma di un percorso di tutela in senso ben più ampio: Comilva scoraggia dal compiere solo il primo passo con la mera richiesta di appuntamento.

L'Obiezione Attiva ben condotta fa emergere la superficialità e la mancata attuazione di tutele che le leggi in vigore prevedono sulla somministrazione vaccinale e sul consenso informato ma che le istituzioni sanitarie disattendono.

La responsabilità di un genitore si misura dalla capacità di tutelare il proprio figlio e dalla coerenza del proprio agire e scegliere in base alle informazioni delle quali si è in possesso.

Attraversiamo tempi difficili ma ciò perché è evidente che la messa in discussione dell'impianto degli obblighi vaccinali è improrogabile e l'establishment tenta miseramente di spegnere pensiero e dibattito.
Non glielo permetteremo
Canale Telegram
Sito
Quando la vergogna supera ogni limite, partorisce mostri

L’articolo del dott. Eugenio Serravalle mette a nudo, senza lasciare spazio a equivoci, l’indegna campagna costruita sulla morte della bambina di Palermo e sulla sua famiglia: una macchina del fango feroce, ancora oggi in piena attività. Quando si fabbricano menzogne, si seminano insinuazioni interessate e si servono risposte preconfezionate; quando il rispetto dei fatti, il pudore e la decenza umana vengono cancellati, l’esito è brutale: il pensiero critico viene soffocato e sostituito dal riflesso pavloviano del capro espiatorio.
Così, calpestando senza vergogna ogni principio di convivenza civile, resta solo l’urgenza miserabile di inchiodare qualcuno alla gogna pubblica, sbatterlo in prima pagina e offrirlo in pasto all’opinione pubblica, perché ciascuno possa sentirsi assolto e tornare, indisturbato, alla propria comoda normalità.
https://www.assis.it/vaccinatevi-vaccinatevi-vaccinatevi/
🎙Intervista a 9MQ, oggi

Oggi a 9MQ, insieme all'Avv. Francesco Paolo Cinquemani, abbiamo parlato di Legge Lorenzin e delle conseguenze a livello di applicazione fantasiosa della norma dopo il tragico caso della bambina deceduta in Sicilia: informazioni utili per difendersi dagli abusi e dall'ignoranza giuridica delle nostre istituzioni.

https://www.facebook.com/share/v/19aJ1EKu2k/
https://www.youtube.com/live/Vv3xFxxgWPQ?is=9sKy2FNFPR89HDSd
VACCINAZIONI PEDIATRICHE E ISCRIZIONI ALLE SCUOLE DELL’INFANZIA: SABATO 12 SETTEMBRE BANCHETTO AD AOSTA PER LA RACCOLTA FIRME

Sabato 12 settembre, dalle ore 15.00 alle ore 20.00, in Place des Franchises ad Aosta, sarà allestito un banchetto per la raccolta delle firme a sostegno della petizione popolare che chiede alla Giunta regionale il ritiro delle circolari Prot. n. 6801 del 16 settembre 2025 e n. 7214 del 30 settembre 2025, relative agli adempimenti per l’iscrizione e la frequenza dei minori alle scuole dell’infanzia e ai servizi educativi per la prima infanzia, nelle quali si evidenziano palesi difformità con la Legge Lorenzin.

Al centro della petizione non vi è la normativa nazionale, bensì il modo in cui la Regione ha scelto di applicarla. Il D.L. 73/2017, convertito con modificazioni dalla Legge 119/2017 — la cosiddetta Legge Lorenzin — individua con precisione la documentazione che consente di perfezionare l’iscrizione, ivi compresa, all’art. 3 bis, la richiesta formale di vaccinazione all’Azienda USL in attesa del completamento dell’iter. Le circolari regionali, invece, impediscono di fatto questa strada, impongono procedure e modulistica non previste dalla legge, fissano termini diversi da quelli nazionali e attribuiscono ai dirigenti scolastici un ruolo di verifica che non compete loro. A ciò si aggiungono profili critici sul trattamento dei dati personali, per eccesso di dati raccolti e carenza di minimizzazione rispetto al GDPR e al Codice privacy.

“Non chiediamo deroghe, esenzioni o corsie preferenziali per nessuno”, dichiarano i promotori. “Chiediamo l’esatto contrario: che la Regione applichi la legge dello Stato per quello che dice, senza aggiungere adempimenti che il legislatore non ha previsto. Il rispetto delle regole vale anche, e soprattutto, per chi le regole le deve applicare. Ogni bambino escluso da un servizio educativo per un vizio procedurale è un fallimento dell’amministrazione, non della famiglia.”

La petizione, ai sensi dell’articolo 36 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale, sarà trasmessa alla Presidenza del Consiglio regionale al termine della raccolta.

L’iniziativa è promossa congiuntamente da Valle d’Aosta Futura, COMILVA, Lega Vallée d’Aoste e Fratelli d’Italia
MESSAGGIO PER LE FAMIGLIE E I SOSTENITORI DELLA REGIONE SICILIA
📣📣📣📣📣📣📣📣📣📣📣📣
Carissimi,
Vi informiamo che l'Associazione COMILVA ha inviato una lettera ufficiale alle istituzioni e autorità competenti della Regione Sicilia (Assessorato alla Salute, Assessorato alla Famiglia, Ufficio Scolastico Regionale e Ordini dei Medici) per fare chiarezza sulla recente circolare regionale relativa all'applicazione della Legge 119/17.
Questa lettera è messa a disposizione di tutte le famiglie siciliane: potete scaricarla e utilizzarla in tutte quelle circostanze in cui sia necessario chiarire le questioni legate all'accesso a scuola dei bambini, sia nella fascia d'età 0-6 anni sia per la fascia dei bimbi più grandi.
📌 Punti essenziali della lettera
• Segnalazioni arbitrarie: La Legge 119/17 non prevede alcuna "segnalazione alle autorità giudiziarie o ad altre autorità" in caso di mancata vaccinazione, in quanto tali previsioni sono state abrogate in sede di conversione in legge. Nessuna istituzione scolastica o sanitaria ha la facoltà di procedere arbitrariamente.
• Vaccinazioni a scuola e consenso informato: Procedere a vaccinazioni direttamente negli ambienti scolastici è una pratica impropria. Non garantisce il diritto dei genitori a un colloquio informativo adeguato per un consenso libero e informato, né assicura la corretta e tempestiva gestione sanitaria di eventuali reazioni avverse.
• Tutela della privacy: È indispensabile il rispetto rigoroso della riservatezza dei dati sanitari dei minori, evitando modalità che possano esporre le scelte della famiglia al personale o ai compagni di classe.
• Limiti del vaccino ed effetto gregge: Il vaccino antidifterico protegge dal danno tossinico la persona vaccinata, ma non previene la circolazione del batterio. Parlare di "immunità di gregge" per questo tipo di vaccino è scientificamente errato.
• Disponibilità delle cure: Poiché la stragrande maggioranza della popolazione adulta non dispone di copertura o richiami recenti, la reale priorità sanitaria deve essere quella di garantire la disponibilità immediata dell'antitossina difterica in tutte le strutture sanitarie.
🩺 Desideriamo sottolineare che all'interno del documento abbiamo voluto inserire un richiamo approfondito agli aspetti clinici del caso di difterite. Per queste cruciali osservazioni e per la consulenza medico-scientifica, ringraziamo calorosamente la Commissione Medico-Scientifica Indipendente (CMSI).
COMILVA, insieme alla CMSI e ad ASSIS, nostri principali riferimenti scientifici, sono fortemente impegnate nel fare completa chiarezza sul caso di Palermo. Su questo fondamentale aspetto vi daremo ulteriori aggiornamenti non appena sarà possibile farlo.
🤝 Supporto alle famiglie: Vi ricordiamo che prosegue alacremente il supporto alle famiglie e ai soci che ci scrivono dalla Sicilia, sia attraverso la sezione contatti del nostro sito, sia tramite l'apposita chat regionale.
Vi invitiamo a seguirci e a mantenervi sempre informati e preparati attraverso il nostro sito web e gli altri canali ufficiali dell'associazione.

CONOSCI I TUOI DIRITTI
FAI VALERE LE TUE RAGIONI


Contatti:
Sito https://www.comilva.org/
Telegram https://t.me/comilva
Facebook https://www.facebook.com/share/fAK7aM1pGziiUDMv/?mibextid=K35XfP
Referenti regionali https://www.comilva.org/it/contatti
COM_20260918_1_signed-signed-FAMIGLIEscan.pdf
1.5 MB
COM_20260918_1_signed-signed-FAMIGLIEscan.pdf
Interessante articolo pubblicato da Assis a cura del Dottor Alberto Donzelli

«I vaccini anti-Covid non sono mai stati autorizzati per prevenire l’infezione»

Dai trial registrativi agli studi successivi sull’andamento della protezione dall’infezione, fino alle conseguenze che questi dati hanno sul tema degli obblighi, delle restrizioni e del consenso informato.

Donzelli richiama, tra gli altri, gli studi di Prunas, della Cleveland Clinic e i dati provenienti da Austria, Qatar, Francia e Italia. La CMSi torna inoltre a chiedere un confronto scientifico pubblico, equo e in contraddittorio con il Ministero della Salute.

https://www.assis.it/donzelli-su-vaccini-covid-i-vaccini-anti-covid-non-sono-mai-stati-autorizzati-per-prevenire-linfezione/
Lettera_Aperta.pdf
1006.4 KB
Lettera Aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Abbiamo inviato una "Lettera Aperta" al Presidente Mattarella: in questi giorni ha pronunciato delle parole molto importanti in alcuni eventi che l’hanno visto protagonista:
libertà di espressione e di pensiero, il valore del dissenso, il pensiero unico come strumento di oppressione e … la scuola aperta a tutti che deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere …

parole che avremmo desiderato ascoltare dalla Sua voce anche in altre circostanze: nei momenti difficili, talvolta tragici, che hanno segnato gli anni recenti …

Una LETTERA APERTA al nostro Presidente, per un atto concreto necessario per sanare le ferite, ristabilire un clima di dialogo e restituire piena attuazione ai principi di uguaglianza e coesione sociale sanciti dalla nostra Costituzione!