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COMUNICATO STAMPA
AUDIZIONE ALLA V COMMISSIONE SERVIZI SOCIALI DELLA VALLE D’AOSTA

Oggi si è tenuta l’audizione di COMILVA presso la V Commissione Consiliare Permanente "Servizi Sociali" della Regione Autonoma Valle d'Aosta, richiesta dal Consigliere Andrea Manfrin e sostenuta dal Consigliere Alberto Zucchi e dai relativi gruppi consigliari (Lega e FdI).

L'audizione, a cui hanno preso parte la Vicepresidente Anna Pettinaroli, il consulente scientifico Dott. Alberto Donzelli e il consulente legale Avv. Francesco Paolo Cinquemani, ha avuto come oggetto l'applicazione della Legge 119/2017 (obbligo vaccinale nei servizi educativi e scuole paritarie) sul territorio regionale.

L’associazione ha contestato con fermezza le linee guida applicative introdotte in Valle d’Aosta, in particolare la Nota Congiunta del 2018 e le Circolari del 16 e 30 settembre 2025, ritenendole illegittime e in contrasto con la legge statale, i principi costituzionali e la normativa sulla privacy (GDPR).

Di seguito trovate il COMUNICATO STAMPA completo con la sintesi degli interventi in audizione e nella conferenza stampa successiva, unitamente ad una breve rassegna stampa.
Potete visionare il video della conferenza stampa su: https://bobine.tv/2026/07/01/valle-daosta-futura-lega-fratelli-ditalia-aosta-vaccinazioni-pediatriche-audizione/

L’Associazione ringrazia il Consiglio regionale della Valle d’Aosta, i Consiglieri Manfrin, Zucchi e Domanico in particolare, i rappresentanti del movimento Valle d’Aosta Futura e le numerose famiglie partecipi di questo eventi insieme ai propri bambini, che sono al centro del nostro impegno quotidiano.
Quando il dissenso resta frammentato, si disperde.

Quando diventa studio, documentazione, competenza giuridica e proposta concreta, può tornare a farsi ascoltare nelle sedi istituzionali.

L’audizione di COMILVA presso la V Commissione Servizi Sociali del Consiglio regionale della Valle d’Aosta rappresenta un esempio importante: riportare il tema delle politiche vaccinali fuori dalla contrapposizione sterile e dentro il terreno della legalità, della trasparenza e del controllo democratico.

Documenti, argomentazioni scientifiche e giuridiche, richieste operative, tutela delle famiglie, ruolo delle istituzioni scolastiche e sanitarie: è così che un tema troppo spesso rimosso dal dibattito pubblico può tornare a essere discusso con serietà.

Non servono tifoserie, ma realtà capaci di lavorare con rigore, continuità e senso di responsabilità.

https://www.assis.it/il-dissenso-diventa-proposta/

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Forwarded from Marco Cosentino
LA RETORICA DEL MORBILLO 🌺🌺🌺
Nei giorni scorsi, il ministero della salute ha lanciato l'ennesimo allarme sulla risalita delle denunce dei casi di morbillo, ovviamente concludendo per l'insufficienza delle coperture vaccinali.
https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/morbillo-alert-del-ministero-salute-casi-in-forte-aumento-coperture-vaccinali-insufficienti/
In realtà, ci si dovrebbe interrogare sul funzionamento del sistema di segnalazione, che pare esista dal 2007 quando, secondo i dati dell'istituto superiore di sanità, la percentuale di vaccinati a 24 mesi era 89,6% e i casi riportati furono 676. Le coperture vaccinali al 24esimo mesi di età rimasero intorno al 90% fino al 2013, con numeri di casi riportati da un minimo di 372 nel 2010 a un massimo di 5189 nel 2011, diminuirono quindi all'85-86% tra il 2014 e il 2016, giusto in tempo per innescare il dibattito che portò alla controversa legge Lorenzin, con un numero di casi riportati oscillante tra 256 nel 2015 e 1674 nel 2014. I casi salgono quindi a oltre 5000 nel 2017 (anno della legge suddetta) e a oltre 2500 nel 2018, mentre le coperture vaccinali risalgono repentinamente oltre il 90%, fino a sfiorare il 95%, obiettivo OMS, nel 2019 (con 1627 casi denunciati). Le segnalazioni crollano quindi il periodo pandemico, con 103 casi nel 2020 e addirittura solo 9 nel 2021, mentre le percentuali di vaccinati scendono al 92% nel 2020 per poi risalire e rimanere fino a oggi stabili poco sotto il 95%.
Per dire che non esiste alcuna correlazione tra casi di morbillo denunciati e percentuali di coperture vaccinali, nemmeno se si ipotizza che la correlazione vada cercata tenendo presenti sfasature temporali (i bambini vaccinati a due anni vanno a scuola solo alcuni anni dopo, e dunque è logico pensare che gli effetti delle coperture di un determinato anno inizino a funzionare solo qualche anno dopo, quando i bambini andando a scuola e facendo vita sociale, iniziano ad essere esposti). Ma correlazioni non se ne trovano con nessuno sfasamento temporale (provare per credere).
I numeri delle segnalazioni annuali così variabili fanno se mai pensare a un funzionamento del sistema fallace come accade per le segnalazioni spontanee in farmacovigilanza. In particolare, il picco di segnalazioni del 2017, in corrispondenza del rabbioso dibattito a sostegno della legge Lorenzin, non può non ricordare i picchi di segnalazione di reazioni avverse che si hanno quando l'attenzione dei medici e degli operatori sanitari viene attirata su un certo argomento, ad esempio:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11699617/
Infine, conviene ricordare una particolare correlazione, questa sì documentata, tra vaccinazioni anti-morbilo e suscettibilità al morbillo, e che consiste nel fatto che il vaccino previene la malattia nei bambini ma poi l'immunità svanisce e lascia vulnerabili da adulti (quando per inciso la malattia comporta più rischi), a differenza della malattia la quale, contratta da bambini, garantisce un'immunità mediamente molto più duratura.
https://t.me/MarCosent/4794
Per dire, insomma, che i problemi complessi non hanno soluzioni semplici, che la risposta a certe malattie infettive non può essere solamente "vaccinateli tutti!" e tanto meno "rivaccinateli ancora e ancora!", che i fattori decisivi nel determinare la virulenza e la letalità del morbillo rimangono ancor oggi le condizioni igieniche e più in generale socioeconomiche delle popolazioni, e così via. E che i media farebbero un miglior servizio se si impegnassero a informare con obiettività, completezza e opportuno approfondimento.
... continua ...
... continua ...
... continua ...
CAMPAGNA INFORMATIVA SULLE CARENZE DELLA FARMACOVIGILANZA

I consiglieri regionali della VdA Manfrin, Zucchi e Domanico prendono una posizione netta, insieme al movimento Valle d’Aosta Futura e alle numerose famiglie impegnate a tutelare il diritto di accesso alle comunità infantili per tutti i bambini le cui famiglie hanno presentato la documentazione richiesta dalla legge 119/2017.

📢 Con una campagna informativa chiara e accessibile, evidenziano le carenze della farmacovigilanza nazionale e, in particolare, regionale, che impediscono una valutazione effettiva del rapporto rischio/beneficio dei protocolli vaccinali pediatrici.

Finalmente una parte del mondo politico, almeno a livello locale, affronta temi che sosteniamo da tempo, che abbiamo portato in questa regione e ribadito anche nei recenti appuntamenti in regione VdA, compresa l’audizione a cui hanno partecipato la Vicepresidente Anna Pettinaroli, il consulente scientifico Dott. Alberto Donzelli e il consulente legale Avv. Francesco Paolo Cinquemani (https://t.me/comilva/776).

L’associazione apprezza questa scelta e auspica che rappresenti l’avvio di un percorso stabile di dialogo e confronto pubblico: un percorso che non si esaurisca nell’attuale fase di fragilità istituzionale della Regione autonoma, ma si rafforzi fino a raggiungere il livello nazionale, dove sarebbe auspicabile dare maggiore attenzione alla sostanza degli argomenti rispetto agli equilibri, spesso instabili, delle coalizioni.

Comilva aderisce alla campagna al fianco dei promotori e resta disponibile al confronto, con tutti e in ogni sede.
🚨 IL BASSETTI RAMPANTE E IL MISTERO DELLA "NOMINA" 🚨
​Matteo Bassetti scelto dal Ministro Schillaci per il Comitato ministeriale del Piano Pandemico 2025-2029? Falso!

​Una "fake news" durata lo spazio di un weekend, condita da pagine web  improvvisamente cancellate e imbarazzanti "auto-nomine". La realtà? Il Prof. dovrà accontentarsi di un ruolo burocratico per la sola Regione Liguria.

​Ma al di là dell'ironia su un personaggio le cui vecchie affermazioni "terroristiche" su vaccini e green pass sono ormai smontate dai dati della Commissione d'inchiesta Covid, il nostro articolo solleva la vera domanda cruciale:
👉 Il Governo e il Ministro Schillaci hanno fatto tesoro degli errori del passato?
👉 Chi scriverà davvero il nuovo Piano Pandemico? Verranno ascoltati i veri esperti indipendenti o si continuerà a seguire passivamente le linee guida fallimentari dell'OMS?

​Tutta la ricostruzione di questa tragicommedia estiva e le nostre riflessioni politiche nel nuovo articolo
A Palermo è morta una bambina di quattro anni. Tra le ipotesi diagnostiche è stata indicata la difterite, ma gli accertamenti non sono ancora conclusi.

La difterite respiratoria classica è oggi eccezionalmente rara in Italia. Proprio questa rarità pone domande cliniche e organizzative concrete:

Quando è stata sospettata?
È stata richiesta l’antitossina difterica DAT?
Dove era disponibile e quanto tempo sarebbe servito per reperirla?

Sono domande, non accuse.

Nell’articolo, Eugenio Serravalle, distingue ciò che sappiamo da ciò che deve ancora essere accertato.

https://www.assis.it/la-difterite-a-palermo-il-tempo-della-prudenza-il-dovere-della-chiarezza

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Immagine da "La Verità" del 22 agosto 2026

Rispetto e Verità

Il caso della bambina morta a Palermo nei giorni scorsi per una “sospetta difterite” è stato immediatamente trasformato in un’occasione di spettacolarizzazione mediatica. Prima ancora che il quadro fosse chiarito, social e mass media hanno alimentato una narrazione aggressiva, povera di prudenza e di rispetto, in cui il dolore di una famiglia è diventato materiale da dibattito pubblico e terreno fertile per l’ennesima campagna di colpevolizzazione.
A farsi avanti, con tempismo fin troppo prevedibile, sono stati anche alcuni opinionisti da tempo in cerca di riabilitazione pubblica dopo le numerose ombre emerse sulla gestione del periodo pandemico. Molti appartengono a quella stessa classe medica che avrebbe ben poco da insegnare sul piano degli errori, delle omissioni e della tutela effettiva dei pazienti.
Eppure, oggi si ripresentano come arbitri della verità: interpretano un caso ancora in fase di accertamento, ne anticipano le conclusioni e indirizzano il giudizio contro l’unica parte che, in questo momento, dovrebbe essere sottratta alla gogna e protetta con rigore umano e civile: la famiglia della bambina.
Alcune testate stanno riferendo dell’avvio di indagini per “omicidio colposo” nei confronti della famiglia. Che la notizia sia fondata o meno, resta sconcertante la superficialità con cui vengono confuse responsabilità mediche, profili giuridici e giudizi morali.

Il centro della narrazione diventa così la colpevolizzazione “etica” dei genitori: secondo quanto riportato, non avrebbero vaccinato la bambina contro la difterite e questa decisione viene presentata come causa diretta e definitiva dell’esito fatale. La gogna mediatica si alimenta poi di ulteriori ipotesi sulle motivazioni familiari, compresa la presunta associazione tra vaccinazione e timore dell’autismo, trasformando un caso ancora da chiarire in un copione già scritto.
È il solito schema: appena una vicenda tocca il tema dei vaccini, anche i commentatori meno credibili si improvvisano esperti, evocano immunità di gregge e coperture vaccinali come formule risolutive, spesso senza distinguere il piano generale della sanità pubblica dal caso concreto e dalle circostanze specifiche che riguardano questa famiglia.
Quasi nessuno sembra interessarsi alle ragioni dei genitori.
Nessuno chiede, per esempio, se avrebbero scelto diversamente qualora la vaccinazione contro la difterite non fosse stata inserita in un preparato esavalente insieme a polio, tetano, haemophilus B, pertosse ed epatite B. Nessuno si domanda se, di fronte a eventuali richieste di chiarimento sul rapporto rischio-beneficio, qualcuno abbia davvero fornito risposte puntuali oppure si sia limitato a consegnare una brochure rassicurante, contando sul fatto che “tanto i vaccini sono obbligatori”.

In questo modo, la mancata vaccinazione rischia di diventare un alibi narrativo perfetto: concentra ogni responsabilità sulla famiglia e distoglie l’attenzione da un interrogativo essenziale, cioè se i sanitari abbiano riconosciuto tempestivamente la gravità della situazione e applicato i trattamenti previsti da protocolli consolidati.
Questo non significa attribuire automaticamente una colpa medica. Significa, però, porre domande che oggi troppi evitano: come funziona davvero l’assistenza sanitaria in questo Paese? Quanto pesa il mito della prevenzione elevata a dogma? E fino a che punto si può invocare uno “Stato etico” che pretende di sostituirsi alle libertà individuali e alla responsabilità genitoriale?
Le risposte apodittiche vanno respinte, soprattutto quando servono più a chiudere il dibattito che a comprendere la realtà.
Condividiamo questa lucida lettura sulla tragica vicenda di Palermo a firma dell'Avv. Cinquemani, che mette in luce la strumentalizzazione politica e l'asimmetria mediatica nel trattare i decessi cagionati dalle vaccinazioni.
Uno show mediatico che è ora di smascherare per ciò che è.

Quotidiano Sociale:
Palermo, la morte della bambina di quattro anni: quando il rumore mediatico copre la verità clinica e distoglie lo sguardo dai veri responsabili https://share.google/4W9dVB7SrRlYu71Bz
A cura di:
Avv. Francesco Paolo Cinquemani
Canale Telegram: https://t.me/avvcinquemani
https://t.me/MarCosent/5122

Rilanciamo la corposa riflessione di Pietro Di Martino presentata magistralmente dal dott. Marco Cosentino

La criminalizzazione dei genitori “no-vax” contrapposta all’assoluzione per “manifesta ignoranza” nella capacità diagnostica e nella tempestività dell’intervento terapeutico dei sanitari coinvolti nella vicenda descrive in modo chiarissimo il doppiopesismo con il quale viene presentata la vicenda, con un unico e disgustoso obiettivo: criminalizzare e, di conseguenza, distruggere tutti coloro che scelgono la via della conoscenza e della consapevolezza.

Qui il post di Pietro di Martino: https://www.facebook.com/pietro.martino.90/posts/pfbid0sg83g7ijZpAmyGmxAiVtgcuVy2aeP2AkJJZRqgqzR6iz9jtemoXcXJq2gGLFyem2l
Messaggio da COMILVA alle Famiglie che ci seguono

Data la recente strumentalizzazione sulla dolorosa vicenda di Palermo, desideriamo ricordarvi che l’Obiezione Attiva non finisce con l’iscrizione a scuola e che non si tratta di un mero "escamotage", come riportato in alcune cronache strumentali a stigmatizzare il comportamento dei genitori obiettori.

L'Obiezione è e rimane un percorso di responsabilità genitoriale strutturato e nato proprio per l'esigenza di tutela della responsabilità genitoriale nei primi anni '90, quando nacque anche la Legge 210/1992 a riconoscimento dei danni da vaccino.

Ogni passaggio serve a informarsi, a confrontarsi con i medici, a ottenere risposte e a documentare tutte le lacune che la pratica della vaccinazione di massa presenta e l'assenza di assunzione della responsabilità medica da parte del pediatra così come del medico vaccinatore.

Non si tratta del mero accesso alle scuole per l'infanzia ma di un percorso di tutela in senso ben più ampio: Comilva scoraggia dal compiere solo il primo passo con la mera richiesta di appuntamento.

L'Obiezione Attiva ben condotta fa emergere la superficialità e la mancata attuazione di tutele che le leggi in vigore prevedono sulla somministrazione vaccinale e sul consenso informato ma che le istituzioni sanitarie disattendono.

La responsabilità di un genitore si misura dalla capacità di tutelare il proprio figlio e dalla coerenza del proprio agire e scegliere in base alle informazioni delle quali si è in possesso.

Attraversiamo tempi difficili ma ciò perché è evidente che la messa in discussione dell'impianto degli obblighi vaccinali è improrogabile e l'establishment tenta miseramente di spegnere pensiero e dibattito.
Non glielo permetteremo
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Sito
Quando la vergogna supera ogni limite, partorisce mostri

L’articolo del dott. Eugenio Serravalle mette a nudo, senza lasciare spazio a equivoci, l’indegna campagna costruita sulla morte della bambina di Palermo e sulla sua famiglia: una macchina del fango feroce, ancora oggi in piena attività. Quando si fabbricano menzogne, si seminano insinuazioni interessate e si servono risposte preconfezionate; quando il rispetto dei fatti, il pudore e la decenza umana vengono cancellati, l’esito è brutale: il pensiero critico viene soffocato e sostituito dal riflesso pavloviano del capro espiatorio.
Così, calpestando senza vergogna ogni principio di convivenza civile, resta solo l’urgenza miserabile di inchiodare qualcuno alla gogna pubblica, sbatterlo in prima pagina e offrirlo in pasto all’opinione pubblica, perché ciascuno possa sentirsi assolto e tornare, indisturbato, alla propria comoda normalità.
https://www.assis.it/vaccinatevi-vaccinatevi-vaccinatevi/