📌📌 Mettiamo al bando il GP 📌📌
Cari amici,
non serve descrivere ancora la drammaticità del momento che stiamo vivendo.
Non solo assistiamo a una inarrestabile deriva dei diritti, sempre più compressi e umiliati: ora siamo passati alla fase della caccia ai cosiddetti no-vax, una definizione artefatta coniata con il solo scopo di emarginare se non eliminare il dissenso alla logica vaccinale come unico rimedio alla soluzione della “emergenza” Covid.
Poco importa se tali misure siano continuamente messe in discussione dalla realtà dei fatti: nulla importa se una parte importante della società vi si oppone con argomentazioni fondate e prove alla mano.
In simili circostanze è fondamentale esprimere le più alte qualità in termini di cittadinanza attiva e impegno civile.
È in questa chiave che abbiamo sostenuto la petizione promossa dal Prof. Granara e che vorremmo poter supportare ora l’azione dell’avv. Tiziana Vigni, un ATTO DI SIGNIFICAZIONE ED INVITO ai sensi degli art. 1, 2 e 12, legge 7 agosto 1990 n. 241, di cui potremo presto fornirvi maggiori dettagli.
È chiaro a tutti che il Certificato verde Covid (EU Digital COVID Certificate) rappresenti tutt’altro che uno strumento di prevenzione dal rischio di contagio SARS-CoV-2 ai fini della tutela della Salute e della Sicurezza e che vada al più presto messo al bando, prima che venga esteso ad altri settori della vita economica e sociale.
A tal fine abbiamo predisposto un’azione di partecipazione attiva, attraverso l’invio di una lettera che coinvolge:
- le famiglie degli scolari
- i docenti e in generale tutto il personale scolastico, colpiti dal decreto-legge 111/2021
In sintesi, mettendo in luce l’impossibilità di avallare un simile strumento quale misura determinante per la sicurezza negli istituti scolastici, si rifiuta l’impianto del Green Pass con particolare riferimento alla vaccinazione, chiedendo - proprio al fine di poter garantire il più possibile un ambiente “Covid-free” e seguendo la ratio del legislatore - l’implementazione di screening periodici attraverso l’utilizzo di test salivari antigenici, sull’esempio di diversi Paesi europei, tra cui la Francia, per tutto il personale dipendente della scuola, vaccinato o non vaccinato che sia.
Rifiutiamo anche l’ambiguità che si sta manifestando in questi giorni relativamente alla disponibilità dei test salivari al fine di ottenere il Green Pass: occorre essere chiari e non prendersi in giro, c’è una bella differenza fra test salivare antigenico e molecolare, sia in termini di costo che di tempi di risposta. Serve rispetto ed onestà verso la cittadinanza!
In calce trovate il modello della lettera di vostro interesse da scaricare, che potrete inviare semplicemente facendo un copia incolla, o prendendo spunto dai nostri testi.
Alle famiglie suggeriamo di inviare la propria lettera al Dirigente Scolastico, al Sindaco, all’Ufficio Scolastico Regionale, al ministro Bianchi.
Ai docenti (o altro personale scolastico) suggeriamo di indirizzarla al Dirigente Scolastico, ai Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza (RLS), al proprio Sindacato se iscritti, al ministro Bianchi.
Sarebbe molto utile avere riscontro del numero di lettere inviate: vi chiediamo di notificarci di aver aderito alla nostra azione “mettiamo al bando il GP” agli indirizzi mail dedicati, specificando la vostra posizione (genitore, tutore, docente, personale ATA …):
- Per i genitori: genitoriscuolasicura@comilva.org;
- Per il personale della scuola: personalescuolasicura@comilva.org
Facciamo nostre, con la consapevolezza che ci contraddistingue, le parole del ministro Bianchi: DIFENDIAMO LA SCUOLA, BENE COLLETTIVO, CON RESPONSABILITÀ!
Cari amici,
non serve descrivere ancora la drammaticità del momento che stiamo vivendo.
Non solo assistiamo a una inarrestabile deriva dei diritti, sempre più compressi e umiliati: ora siamo passati alla fase della caccia ai cosiddetti no-vax, una definizione artefatta coniata con il solo scopo di emarginare se non eliminare il dissenso alla logica vaccinale come unico rimedio alla soluzione della “emergenza” Covid.
Poco importa se tali misure siano continuamente messe in discussione dalla realtà dei fatti: nulla importa se una parte importante della società vi si oppone con argomentazioni fondate e prove alla mano.
In simili circostanze è fondamentale esprimere le più alte qualità in termini di cittadinanza attiva e impegno civile.
È in questa chiave che abbiamo sostenuto la petizione promossa dal Prof. Granara e che vorremmo poter supportare ora l’azione dell’avv. Tiziana Vigni, un ATTO DI SIGNIFICAZIONE ED INVITO ai sensi degli art. 1, 2 e 12, legge 7 agosto 1990 n. 241, di cui potremo presto fornirvi maggiori dettagli.
È chiaro a tutti che il Certificato verde Covid (EU Digital COVID Certificate) rappresenti tutt’altro che uno strumento di prevenzione dal rischio di contagio SARS-CoV-2 ai fini della tutela della Salute e della Sicurezza e che vada al più presto messo al bando, prima che venga esteso ad altri settori della vita economica e sociale.
A tal fine abbiamo predisposto un’azione di partecipazione attiva, attraverso l’invio di una lettera che coinvolge:
- le famiglie degli scolari
- i docenti e in generale tutto il personale scolastico, colpiti dal decreto-legge 111/2021
In sintesi, mettendo in luce l’impossibilità di avallare un simile strumento quale misura determinante per la sicurezza negli istituti scolastici, si rifiuta l’impianto del Green Pass con particolare riferimento alla vaccinazione, chiedendo - proprio al fine di poter garantire il più possibile un ambiente “Covid-free” e seguendo la ratio del legislatore - l’implementazione di screening periodici attraverso l’utilizzo di test salivari antigenici, sull’esempio di diversi Paesi europei, tra cui la Francia, per tutto il personale dipendente della scuola, vaccinato o non vaccinato che sia.
Rifiutiamo anche l’ambiguità che si sta manifestando in questi giorni relativamente alla disponibilità dei test salivari al fine di ottenere il Green Pass: occorre essere chiari e non prendersi in giro, c’è una bella differenza fra test salivare antigenico e molecolare, sia in termini di costo che di tempi di risposta. Serve rispetto ed onestà verso la cittadinanza!
In calce trovate il modello della lettera di vostro interesse da scaricare, che potrete inviare semplicemente facendo un copia incolla, o prendendo spunto dai nostri testi.
Alle famiglie suggeriamo di inviare la propria lettera al Dirigente Scolastico, al Sindaco, all’Ufficio Scolastico Regionale, al ministro Bianchi.
Ai docenti (o altro personale scolastico) suggeriamo di indirizzarla al Dirigente Scolastico, ai Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza (RLS), al proprio Sindacato se iscritti, al ministro Bianchi.
Sarebbe molto utile avere riscontro del numero di lettere inviate: vi chiediamo di notificarci di aver aderito alla nostra azione “mettiamo al bando il GP” agli indirizzi mail dedicati, specificando la vostra posizione (genitore, tutore, docente, personale ATA …):
- Per i genitori: genitoriscuolasicura@comilva.org;
- Per il personale della scuola: personalescuolasicura@comilva.org
Facciamo nostre, con la consapevolezza che ci contraddistingue, le parole del ministro Bianchi: DIFENDIAMO LA SCUOLA, BENE COLLETTIVO, CON RESPONSABILITÀ!
L’impianto del Green Pass colpisce anche gli studenti universitari
Cari ragazzi, siete voi il motore della società che vuole continuare a vivere (e non sopravvivere) con dignità, ragione e coscienza.
Vi invitiamo a prendere visione delle lettere che abbiamo predisposto, augurandoci possiate prenderne spunto per rafforzare le vostre iniziative di lotta, nel solco delle altre importanti azioni che state egregiamente mettendo in atto, per il diritto di vivere e di formarsi in un paese libero, nel pieno rispetto dei valori fondanti la nostra costituzione.
Noi saremo sempre al vostro fianco, disponibili a fornirvi ogni supporto possibile. Forza Ragazzi!!!
https://www.comilva.org/informazione/redazionale-comilva/mettiamo-al-bando-il-gp
Cari ragazzi, siete voi il motore della società che vuole continuare a vivere (e non sopravvivere) con dignità, ragione e coscienza.
Vi invitiamo a prendere visione delle lettere che abbiamo predisposto, augurandoci possiate prenderne spunto per rafforzare le vostre iniziative di lotta, nel solco delle altre importanti azioni che state egregiamente mettendo in atto, per il diritto di vivere e di formarsi in un paese libero, nel pieno rispetto dei valori fondanti la nostra costituzione.
Noi saremo sempre al vostro fianco, disponibili a fornirvi ogni supporto possibile. Forza Ragazzi!!!
https://www.comilva.org/informazione/redazionale-comilva/mettiamo-al-bando-il-gp
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Mettiamo al bando il GP | Comilva
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Cari amici,
non serve descrivere ancora la drammaticità del momento che stiamo vivendo.
Non solo assistiamo a una inarrestabile deriva dei diritti, sempre più compressi e umiliati: ora siamo passati alla fase della caccia ai…
Cari amici,
non serve descrivere ancora la drammaticità del momento che stiamo vivendo.
Non solo assistiamo a una inarrestabile deriva dei diritti, sempre più compressi e umiliati: ora siamo passati alla fase della caccia ai…
COMILVA sarà presente al Macrolibrarsi Fest: veniteci a trovare !
C'E' SEMPRE UNA ALTERNATIVA
Sabato 18 settembre | dal vivo a Cesena e in diretta streaming
È il momento di riprenderti tutto. E anche di più.
50 esperti per parlare di salute, benessere, diritti, consapevolezza, positività, biodiversità, libertà.
Scopri tutti i dettagli
per partecipare >>
https://macrolibrarsifest.it/?utm_source=fb&utm_medium=adv&utm_campaign=mfest2021&pn=1531
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Sabato 18 settembre | dal vivo a Cesena e in diretta streaming
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Macrolibrarsi Live
Macrolibrarsi Fest 2024 | 21 e 22 Settembre - Macrolibrarsi Live
21-22 Settembre 2024 Dal vivo alla Fiera di Cesena Macrolibrarsi Fest IL PRIMO FESTIVAL ITALIANO DEL CAMBIAMENTO SOSTENIBILE, DEL BENESSERE PERSONALE E DEL BIOLOGICO Ingresso libero, +250 stand, workshop, conferenze, street food e molto altro… Spettacoli…
Associazione Comilva ringrazia il MACROLIBRARSI FEST, C'E' SEMPRE UN ALTERNATIVA , SABATO 18 SETTEMBRE A CESENA, per l'invito a partecipare a questo fantastico evento.
Un ringraziamento a tutti i partecipanti, alle persone che si sono fermate per capire chi siamo,
ai tanti amici obiettori e ai " vecchi" referenti che sono passati a salutare,
a chi si è fermato solo per ringraziare: ci avete caricato di energia ed è anche merito di ognuno di Voi, se l'Associazione continua nel proprio impegno.
Grazie Grazie Grazie!!!
STAFF COMILVA
Un ringraziamento a tutti i partecipanti, alle persone che si sono fermate per capire chi siamo,
ai tanti amici obiettori e ai " vecchi" referenti che sono passati a salutare,
a chi si è fermato solo per ringraziare: ci avete caricato di energia ed è anche merito di ognuno di Voi, se l'Associazione continua nel proprio impegno.
Grazie Grazie Grazie!!!
STAFF COMILVA
CIATDM_DENUNCIA E RICHIESTA INTERVENTO_SETTEMBRE 2021.pdf
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Il Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori O.N.L.U.S., (C.I.A.T.D.M.) si rivolge al Ministro dell'Istruzione, all'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, agli Uffici Scolastici Regionali, all'Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza e alla Rete Regionale dei Garanti
denunciando gravi condotte discriminatorie e violative della privacy ai danni di minori e richiedendo immediato intervento a loro tutela per consentire agli alunni una serena prosecuzione del corrente anno scolastico.
denunciando gravi condotte discriminatorie e violative della privacy ai danni di minori e richiedendo immediato intervento a loro tutela per consentire agli alunni una serena prosecuzione del corrente anno scolastico.
FerNoGP_def.pdf
175 KB
Lettera dei Ferrovieri per il Lavoro, l'Uguaglianza e il Pluralismo
Riceviamo e divulghiamo questa importante testimonianza.
La nostra battaglia per la tutela del diritto alla libera scelta è ora la battaglia di tutte le persone che avvertono e vivono la gravità della situazione di questo drammatico momento storico.
Lottiamo insieme per la nostra libertà, per la nostra democrazia, per il nostro futuro.
Riceviamo e divulghiamo questa importante testimonianza.
La nostra battaglia per la tutela del diritto alla libera scelta è ora la battaglia di tutte le persone che avvertono e vivono la gravità della situazione di questo drammatico momento storico.
Lottiamo insieme per la nostra libertà, per la nostra democrazia, per il nostro futuro.
L’iniziativa referendaria (presentata chiaramente all’indirizzo https://www.referendumnogreenpass.it/), promossa da comuni cittadini e studenti universitari, supportata da un Comitato organizzativo e da un Comitato di Garanti che annovera personalità del mondo accademico e professionisti di primo piano, è una reazione legittima e coraggiosa all’introduzione vergognosa e liberticida del cosiddetto “green pass”.
L’iniziativa è legittimata dalla gravità della situazione e la necessità che sia la popolazione a “farsi garante della Costituzione e rendersi parte attiva per ripristinare i principi di uguaglianza e di parità tra cittadini su cui si fonda la nostra civiltà giuridica”, così come sostengono i promotori.
Il coraggio di proporla deriva chiaramente dalla consapevolezza di attivare l’iniziativa in una situazione che vede i favorevoli alla stessa in netta minoranza, a causa dell’accettazione del provvedimento da parte della maggioranza della popolazione, sia per convinzione che per necessità.
Ne deriva che, da più parti, si siano proposte critiche motivate che convergono nel ritenere controproducente promuovere e sostenere la raccolta delle firme necessarie.
Da parte nostra abbiamo sentito la necessità di ascoltare i promotori e alcuni sostenitori del progetto, al di là di quanto si possa leggere, in termini esplicativi, nelle pagine web indicate. La conclusione a cui siamo arrivati è riassumibile nei punti seguenti:
- L’iniziativa referendaria è stata lanciata in tempi stretti: i promotori hanno ampiamente motivato le ragioni di ciò, i vincoli formali che sono alla base di questa decisione e la formulazione dei quesiti. Non contestiamo la scelta quindi, rileviamo però che sono mancati i tempi tecnici per un ampio coinvolgimento della variegata realtà del movimento di opposizione a questa misura governativa;
- Nella prospettiva odierna pensare di indire un referendum contro l’introduzione del “green pass” potrebbe apparire velleitario: tuttavia la prospettiva del sostanziale fallimento della campagna vaccinale e di tutte le misure coercitive collegate, potrebbe aprire le porte ad un nuovo scenario di consenso verso l’iniziativa nel momento in cui si dovesse andare a votare, ammesso che siano raggiunte le firme necessarie e che la Corte costituzionale decida di ammettere il referendum;
- Siamo di fronte a una devastante crisi della democrazia rappresentativa. L’affermarsi incontrastato del neoliberismo, la consapevolezza che gli attuali attori politici e istituzionali rappresentino apparati strumentali al mantenimento del potere, l’evidenza che il Parlamento stesso sia esautorato dalle sue principali funzioni, e il conseguente distacco crescente fra cittadini e rappresentanze politiche e sindacali, stanno determinando la devastazione dei diritti naturali della persona umana, in una spirale che non sembra aver fine. Non possiamo rimanere inermi: è nostro dovere percorrere ogni strada possibile per uscire da questa situazione;
- Il governo, nella legiferazione seriale che riguarda l’estensione del “green pass” si sta muovendo con una strategia operativa a rischio, percorrendo un sentiero pericoloso tra legalità e illegalità: le reazioni della popolazione metteranno in luce in modo sempre più evidente l’inaccettabilità di questi provvedimenti. Quanto meno dobbiamo prenderne atto dall’odierna risposta della popolazione, in particolare da ampi settori del mondo lavorativo;
- Non possiamo aspettarci che il meccanismo messo in moto dal governo, sotto la spinta di un coordinamento eterodiretto, si esaurisca da solo, con la presunta fine dello stato emergenziale: ci aspettano nuovi contesti emergenziali e nuove modalità di comunicazione che supporteranno l’utilizzo “ad libitum” del “green pass” o meglio del passaporto vaccinale. Una eventuale e possibile sconfitta al referendum non sembra poter modificare in senso peggiorativo questo scenario;
L’iniziativa è legittimata dalla gravità della situazione e la necessità che sia la popolazione a “farsi garante della Costituzione e rendersi parte attiva per ripristinare i principi di uguaglianza e di parità tra cittadini su cui si fonda la nostra civiltà giuridica”, così come sostengono i promotori.
Il coraggio di proporla deriva chiaramente dalla consapevolezza di attivare l’iniziativa in una situazione che vede i favorevoli alla stessa in netta minoranza, a causa dell’accettazione del provvedimento da parte della maggioranza della popolazione, sia per convinzione che per necessità.
Ne deriva che, da più parti, si siano proposte critiche motivate che convergono nel ritenere controproducente promuovere e sostenere la raccolta delle firme necessarie.
Da parte nostra abbiamo sentito la necessità di ascoltare i promotori e alcuni sostenitori del progetto, al di là di quanto si possa leggere, in termini esplicativi, nelle pagine web indicate. La conclusione a cui siamo arrivati è riassumibile nei punti seguenti:
- L’iniziativa referendaria è stata lanciata in tempi stretti: i promotori hanno ampiamente motivato le ragioni di ciò, i vincoli formali che sono alla base di questa decisione e la formulazione dei quesiti. Non contestiamo la scelta quindi, rileviamo però che sono mancati i tempi tecnici per un ampio coinvolgimento della variegata realtà del movimento di opposizione a questa misura governativa;
- Nella prospettiva odierna pensare di indire un referendum contro l’introduzione del “green pass” potrebbe apparire velleitario: tuttavia la prospettiva del sostanziale fallimento della campagna vaccinale e di tutte le misure coercitive collegate, potrebbe aprire le porte ad un nuovo scenario di consenso verso l’iniziativa nel momento in cui si dovesse andare a votare, ammesso che siano raggiunte le firme necessarie e che la Corte costituzionale decida di ammettere il referendum;
- Siamo di fronte a una devastante crisi della democrazia rappresentativa. L’affermarsi incontrastato del neoliberismo, la consapevolezza che gli attuali attori politici e istituzionali rappresentino apparati strumentali al mantenimento del potere, l’evidenza che il Parlamento stesso sia esautorato dalle sue principali funzioni, e il conseguente distacco crescente fra cittadini e rappresentanze politiche e sindacali, stanno determinando la devastazione dei diritti naturali della persona umana, in una spirale che non sembra aver fine. Non possiamo rimanere inermi: è nostro dovere percorrere ogni strada possibile per uscire da questa situazione;
- Il governo, nella legiferazione seriale che riguarda l’estensione del “green pass” si sta muovendo con una strategia operativa a rischio, percorrendo un sentiero pericoloso tra legalità e illegalità: le reazioni della popolazione metteranno in luce in modo sempre più evidente l’inaccettabilità di questi provvedimenti. Quanto meno dobbiamo prenderne atto dall’odierna risposta della popolazione, in particolare da ampi settori del mondo lavorativo;
- Non possiamo aspettarci che il meccanismo messo in moto dal governo, sotto la spinta di un coordinamento eterodiretto, si esaurisca da solo, con la presunta fine dello stato emergenziale: ci aspettano nuovi contesti emergenziali e nuove modalità di comunicazione che supporteranno l’utilizzo “ad libitum” del “green pass” o meglio del passaporto vaccinale. Una eventuale e possibile sconfitta al referendum non sembra poter modificare in senso peggiorativo questo scenario;
- Il “green pass” è, come sappiamo, una leva strumentale all’accettazione del vaccino Covid-19, in tutte le sue varianti e dosaggi: non ci sono limiti di tempo prevedibili per la fine di questo processo. L’unico stop sarà deciso da chi manovra le leve del marketing motivazionale che detta la linea ai governi. L’azione referendaria può concorrere, unitamente a tutte le altre iniziative sul terreno, a contrastare tutto questo;
- L’associazione ritiene quindi che l’esercizio referendario sia uno strumento indispensabile di democrazia diretta per esprimere il DISSENSO ad un sistema normativo irrispettoso dei diritti fondamentali dell’individuo e si impegnerà, nei tempi e nei modi possibili, a facilitare la raccolta firme, pur nella consapevolezza del poco tempo rimasto a disposizione;
Questa iniziativa non è un’arma di lotta interpartitica, non vi è alcun sostegno organizzativo dei partiti, non c’è strumentalizzazione: si tratta di un’iniziativa popolare, libera, non condizionabile e imprevedibile.
Con l’aiuto di tutti è potenzialmente dirompente.
- - -
Come firmare fisicamente:
https://www.referendumnogreenpass.it/come-firmare-fisicamente/
Come firmare digitalmente:
https://www.referendumnogreenpass.it/come-firmare/
ATTENZIONE: per la firma ONE SHOT "usa e getta", si devono comprimere i 4 documenti in un unico file perchè questa opzione consente il caricamento di un unico documento allegato.
- L’associazione ritiene quindi che l’esercizio referendario sia uno strumento indispensabile di democrazia diretta per esprimere il DISSENSO ad un sistema normativo irrispettoso dei diritti fondamentali dell’individuo e si impegnerà, nei tempi e nei modi possibili, a facilitare la raccolta firme, pur nella consapevolezza del poco tempo rimasto a disposizione;
Questa iniziativa non è un’arma di lotta interpartitica, non vi è alcun sostegno organizzativo dei partiti, non c’è strumentalizzazione: si tratta di un’iniziativa popolare, libera, non condizionabile e imprevedibile.
Con l’aiuto di tutti è potenzialmente dirompente.
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Come firmare fisicamente:
https://www.referendumnogreenpass.it/come-firmare-fisicamente/
Come firmare digitalmente:
https://www.referendumnogreenpass.it/come-firmare/
ATTENZIONE: per la firma ONE SHOT "usa e getta", si devono comprimere i 4 documenti in un unico file perchè questa opzione consente il caricamento di un unico documento allegato.
ALLA VIGILIA DEL 15 OTTOBRE
Siamo alla vigilia del fatidico 15 ottobre in balia della incessante proliferazione normativa da parte del Governo, da un lato, e della enorme discrezionalità concessa ai datori di lavoro nell’interpretare arbitrariamente testi di normative farraginosi e appositamente lacunosi, dall’altro.
Al decreto legge 127/2021 approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 16 settembre si aggiungono ulteriori “Disposizioni urgenti in materia di verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 nei settori pubblico e privato” stabilite dall’art.3 del decreto legge 8 ottobre 2021 n. 139, consentendo alle aziende, in modo del tutto arbitrario, di pretendere dal lavoratore di comunicare preventivamente l'assenza futura per mancanza di Green Pass valido.
Molte aziende ne stanno approfittando, paventando, persino, che il mancato preavviso richiesto sia valutabile a ogni effetto di legge e di contratto, e ritenendo, pertanto, che il lavoratore abbia doti di veggenza.
Comilva ha intenzione di predisporre sul proprio sito web un’apposita sezione di domande e risposte, rivolte principalmente a chiarire dubbi interpretativi riguardo alla valutazione dei rischi derivanti sia dalla mancata esibizione sia dal mancato controllo del certificato verde digitale. Ciò è anche chiaramente funzionale a misurare e circoscrivere il limite fino al quale ciascuno di noi, lavoratore o imprenditore, può/vuole spingersi nell’ottica di assumere comportamenti finalizzati a forme di disobbedienza civile. È propedeutico, inoltre, ad affrontare eventuali ricorsi per sanzioni amministrative e disciplinari nelle quali dovessimo incorrere.
Nel frattempo è fondamentale che il lavoratore conosca in dettaglio le misure organizzative che impattano fortemente sulle modalità di espletamento della funzione lavorativa, quali:
- le funzioni deputate ai controlli;
- le modalità operative di verifica Green Pass (tipo di controllo, luogo, orario, preavviso, ecc.);
- le circostanze che potrebbero generare contestazioni disciplinari;
- l’eventuale registro che attesti lo svolgimento dell’attività di controllo Green Pass e i dati in esso contenuti;
- l’informativa privacy ex art 13 Reg. UE 2016/679 con indicazione specifica delle finalità del trattamento.
L’espressione delle norme di controllo, infatti, dev’essere chiara, ben intellegibile dal lavoratore e in forma scritta. Se la realtà in cui siete occupati ha introdotto un “regolamento”, questo deve rispettare il principio di chiarezza. Qualora vi fossero dubbi e incertezze è possibile intervenire tramite delegazione sindacale, se presente, affinché sia richiesto un chiarimento. In simili realtà è sconsigliabile un’iniziativa individuale del singolo lavoratore.
In piccole realtà è possibile inviare una mail al datore di lavoro, chiedendo di essere messi a conoscenza delle misure organizzative predisposte dall’azienda, o se già note, chiedendo opportuni chiarimenti se necessario.
LA RESISTENZA
La normativa GREEN PASS è in palese contrasto con l’intero impianto normativo e il dettato costituzionale: contrastare in modo attivo e non violento questa deriva autoritaria rappresenta per tutti noi un dovere morale.
Tra le tante espressioni di resistenza possiamo elencare:
ASTENSIONE DAL LAVORO PER SCIOPERO
Non vi è obbligo di effettuare comunicazioni particolari, anche se è consuetudine comunicare anticipatamente al datore di lavoro la volontà di aderire allo sciopero astenendosi dal lavoro, ad eccezione di chi è impiegato nell’ambito dei servizi pubblici essenziali dove è richiesto un preavviso di almeno 10 giorni.
Siamo alla vigilia del fatidico 15 ottobre in balia della incessante proliferazione normativa da parte del Governo, da un lato, e della enorme discrezionalità concessa ai datori di lavoro nell’interpretare arbitrariamente testi di normative farraginosi e appositamente lacunosi, dall’altro.
Al decreto legge 127/2021 approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 16 settembre si aggiungono ulteriori “Disposizioni urgenti in materia di verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 nei settori pubblico e privato” stabilite dall’art.3 del decreto legge 8 ottobre 2021 n. 139, consentendo alle aziende, in modo del tutto arbitrario, di pretendere dal lavoratore di comunicare preventivamente l'assenza futura per mancanza di Green Pass valido.
Molte aziende ne stanno approfittando, paventando, persino, che il mancato preavviso richiesto sia valutabile a ogni effetto di legge e di contratto, e ritenendo, pertanto, che il lavoratore abbia doti di veggenza.
Comilva ha intenzione di predisporre sul proprio sito web un’apposita sezione di domande e risposte, rivolte principalmente a chiarire dubbi interpretativi riguardo alla valutazione dei rischi derivanti sia dalla mancata esibizione sia dal mancato controllo del certificato verde digitale. Ciò è anche chiaramente funzionale a misurare e circoscrivere il limite fino al quale ciascuno di noi, lavoratore o imprenditore, può/vuole spingersi nell’ottica di assumere comportamenti finalizzati a forme di disobbedienza civile. È propedeutico, inoltre, ad affrontare eventuali ricorsi per sanzioni amministrative e disciplinari nelle quali dovessimo incorrere.
Nel frattempo è fondamentale che il lavoratore conosca in dettaglio le misure organizzative che impattano fortemente sulle modalità di espletamento della funzione lavorativa, quali:
- le funzioni deputate ai controlli;
- le modalità operative di verifica Green Pass (tipo di controllo, luogo, orario, preavviso, ecc.);
- le circostanze che potrebbero generare contestazioni disciplinari;
- l’eventuale registro che attesti lo svolgimento dell’attività di controllo Green Pass e i dati in esso contenuti;
- l’informativa privacy ex art 13 Reg. UE 2016/679 con indicazione specifica delle finalità del trattamento.
L’espressione delle norme di controllo, infatti, dev’essere chiara, ben intellegibile dal lavoratore e in forma scritta. Se la realtà in cui siete occupati ha introdotto un “regolamento”, questo deve rispettare il principio di chiarezza. Qualora vi fossero dubbi e incertezze è possibile intervenire tramite delegazione sindacale, se presente, affinché sia richiesto un chiarimento. In simili realtà è sconsigliabile un’iniziativa individuale del singolo lavoratore.
In piccole realtà è possibile inviare una mail al datore di lavoro, chiedendo di essere messi a conoscenza delle misure organizzative predisposte dall’azienda, o se già note, chiedendo opportuni chiarimenti se necessario.
LA RESISTENZA
La normativa GREEN PASS è in palese contrasto con l’intero impianto normativo e il dettato costituzionale: contrastare in modo attivo e non violento questa deriva autoritaria rappresenta per tutti noi un dovere morale.
Tra le tante espressioni di resistenza possiamo elencare:
ASTENSIONE DAL LAVORO PER SCIOPERO
Non vi è obbligo di effettuare comunicazioni particolari, anche se è consuetudine comunicare anticipatamente al datore di lavoro la volontà di aderire allo sciopero astenendosi dal lavoro, ad eccezione di chi è impiegato nell’ambito dei servizi pubblici essenziali dove è richiesto un preavviso di almeno 10 giorni.
DISOBBEDIENZA CIVILE
Dichiarare al proprio datore di lavoro che sussistendo l'attuale assetto normativo, di cui il DL 127/21 e il DL 139/21, non ci è possibile accedere al luogo di lavoro, rappresenta, senza dubbio, una forma di disobbedienza civile.
Per chi intende perseguire questa strada, in base alla normativa, oggi, non incorre in sanzioni (né amministrative pecuniarie né disciplinari) ma è evidente che in ambienti di lavoro particolarmente “ostili” vi potrebbero essere altre ripercussioni.
SCIOPERO “BIANCO”
Ferie, permessi, congedi, malattia… rappresentano anche essi una forma di astensione dal lavoro.
PROTESTE, PRESIDI, MANIFESTAZIONI, RETE
Il momento è di tale inaudita gravità che è indispensabile dare un segnale molto forte e deciso alla società civile a partire dal nostro territorio.
Entriamo in contatto con le confederazioni sindacali di base che stanno portando avanti la tutela dei lavoratori e non diamo più alimento alcuno a chi ha tradito il patto di lealtà con i lavoratori.
Non pensiamo che Roma sia l’unico luogo degno per manifestare, anzi. Osserviamo l’esempio di quanto sta accadendo a Trieste, sulla scia dell’iniziativa trainante dei portuali. Non scendiamo a patti se ci verrà offerto il tampone gratuito.
Il green-pass va boicottato, demolito ad ogni costo.
È uno strumento che evoca le pagine più nere della storia del nostro Paese ed è un dovere verso le generazioni future farlo morire sul nascere.
Pertanto rivolgiamo a tutti coloro che leggeranno questo comunicato l’invito accorato a:
- favorire e sviluppare la rete sul territorio fra persone che hanno la nostra stessa sensibilità su tale obbligo, all’interno delle aziende, nel nostro comune, collegandosi con le realtà associative e sindacali sensibili del territorio;
- organizzare, aderire e diffondere iniziative anche locali di protesta e manifestazione di dissenso: presidi all’ingresso delle fabbriche, davanti all’amministrazione comunale, presso le Regioni, le sedi governative (Prefettura) e nelle piazze più frequentate delle città;
- assentarci dal lavoro quanto più possibile e impiegare il nostro tempo per progettare, creare la rete, le iniziative e le forme di reciproca assistenza e mutuo aiuto.
Non facciamoci mancare la creatività in questo momento.
Non facciamoci mancare la determinazione e la speranza!
“La disobbedienza acquista un senso solo quando diventa una disciplina morale più rigorosa e ardua di quella a cui si ribella.” - ITALO CALVINO
Dichiarare al proprio datore di lavoro che sussistendo l'attuale assetto normativo, di cui il DL 127/21 e il DL 139/21, non ci è possibile accedere al luogo di lavoro, rappresenta, senza dubbio, una forma di disobbedienza civile.
Per chi intende perseguire questa strada, in base alla normativa, oggi, non incorre in sanzioni (né amministrative pecuniarie né disciplinari) ma è evidente che in ambienti di lavoro particolarmente “ostili” vi potrebbero essere altre ripercussioni.
SCIOPERO “BIANCO”
Ferie, permessi, congedi, malattia… rappresentano anche essi una forma di astensione dal lavoro.
PROTESTE, PRESIDI, MANIFESTAZIONI, RETE
Il momento è di tale inaudita gravità che è indispensabile dare un segnale molto forte e deciso alla società civile a partire dal nostro territorio.
Entriamo in contatto con le confederazioni sindacali di base che stanno portando avanti la tutela dei lavoratori e non diamo più alimento alcuno a chi ha tradito il patto di lealtà con i lavoratori.
Non pensiamo che Roma sia l’unico luogo degno per manifestare, anzi. Osserviamo l’esempio di quanto sta accadendo a Trieste, sulla scia dell’iniziativa trainante dei portuali. Non scendiamo a patti se ci verrà offerto il tampone gratuito.
Il green-pass va boicottato, demolito ad ogni costo.
È uno strumento che evoca le pagine più nere della storia del nostro Paese ed è un dovere verso le generazioni future farlo morire sul nascere.
Pertanto rivolgiamo a tutti coloro che leggeranno questo comunicato l’invito accorato a:
- favorire e sviluppare la rete sul territorio fra persone che hanno la nostra stessa sensibilità su tale obbligo, all’interno delle aziende, nel nostro comune, collegandosi con le realtà associative e sindacali sensibili del territorio;
- organizzare, aderire e diffondere iniziative anche locali di protesta e manifestazione di dissenso: presidi all’ingresso delle fabbriche, davanti all’amministrazione comunale, presso le Regioni, le sedi governative (Prefettura) e nelle piazze più frequentate delle città;
- assentarci dal lavoro quanto più possibile e impiegare il nostro tempo per progettare, creare la rete, le iniziative e le forme di reciproca assistenza e mutuo aiuto.
Non facciamoci mancare la creatività in questo momento.
Non facciamoci mancare la determinazione e la speranza!
“La disobbedienza acquista un senso solo quando diventa una disciplina morale più rigorosa e ardua di quella a cui si ribella.” - ITALO CALVINO
dichiarazione_di_obiezione_di_coscienza_di_Francesco_Bernabei.pdf
40.9 KB
Tra le tante espressioni di resistenza desideriamo promuovere
L'OBIEZIONE DI COSCIENZA
Tutti possiamo inviare alle autorità locali la nostra lettera di obiezione di coscienza.
Condividiamo in questo spazio un prezioso documento al quale vorremmo dare il massimo risalto e diffusione.
Seguiamo l’esempio dell’amico Francesco Bernabei!
L'OBIEZIONE DI COSCIENZA
Tutti possiamo inviare alle autorità locali la nostra lettera di obiezione di coscienza.
Condividiamo in questo spazio un prezioso documento al quale vorremmo dare il massimo risalto e diffusione.
Seguiamo l’esempio dell’amico Francesco Bernabei!
📢 IL GREEN PASS NON VA IN PORTO - La diretta dalle principali città coinvolte
A partire dalle 9.00 di oggi andrà in onda lo speciale di Democrazia in corso. Gli inviati di #Byoblu saranno nelle città di Trieste, Genova, Napoli, Gioia Tauro per seguire le manifestazioni dei lavoratori portuali contro il #greenpass.
Non solo. Seguiremo anche le #proteste all’acciaieria di Terni, quelle davanti alla sede della Fiat a Torino e della Regione Lazio.
Durante lo speciale interverranno una serie di ospiti tra cui il critico televisivo e giornalista Carlo Freccero, gli avvocati Marco Mori e Giuseppe Palma.
Potete seguire la diretta sul canale 262 del digitale terrestre o in diretta streaming al link ➡ https://go.byoblu.com/diretta-tv
A partire dalle 9.00 di oggi andrà in onda lo speciale di Democrazia in corso. Gli inviati di #Byoblu saranno nelle città di Trieste, Genova, Napoli, Gioia Tauro per seguire le manifestazioni dei lavoratori portuali contro il #greenpass.
Non solo. Seguiremo anche le #proteste all’acciaieria di Terni, quelle davanti alla sede della Fiat a Torino e della Regione Lazio.
Durante lo speciale interverranno una serie di ospiti tra cui il critico televisivo e giornalista Carlo Freccero, gli avvocati Marco Mori e Giuseppe Palma.
Potete seguire la diretta sul canale 262 del digitale terrestre o in diretta streaming al link ➡ https://go.byoblu.com/diretta-tv
ByoBlu - La TV dei Cittadini
Diretta TV | ByoBlu - La TV dei Cittadini
La diretta TV di Byoblu in streaming
https://www.comilva.org/informazione/dallitalia-redazionale-comilva-editoriale-comilva-comunicato-comilva/noi-siamo-litalia
Ciao a tutti,
dopo gli eventi di ieri a Trieste possiamo affermare senza ombra di dubbio che la nostra democrazia ha subito un altro grave contraccolpo. Abbiamo capito una volta di più con chi abbiamo a che fare: le istituzioni non rappresentano più gli interessi della gente comune, degli operai, delle famiglie, del tessuto sociale che abbiamo imparato a conoscere in questi anni. .....[continua a leggere]
Ciao a tutti,
dopo gli eventi di ieri a Trieste possiamo affermare senza ombra di dubbio che la nostra democrazia ha subito un altro grave contraccolpo. Abbiamo capito una volta di più con chi abbiamo a che fare: le istituzioni non rappresentano più gli interessi della gente comune, degli operai, delle famiglie, del tessuto sociale che abbiamo imparato a conoscere in questi anni. .....[continua a leggere]
Cari amici,
la campagna vaccinale per il Covid-19 prosegue senza sosta ed è arrivata alla soglia della fascia di età 5-11 anni: al di là delle valutazioni sui profili di efficacia e sicurezza che il vaccino sta dimostrando, crediamo che affacciarsi a questa fascia di età (così come è stato fatto per l’estensione ai 12 anni) con una proposta vaccinale siffatta rappresenti una grave violazione del principio di precauzione.
Ciononostante, il mondo della comunicazione si sta muovendo a grandi passi verso la promozione incondizionata del vaccino ai nostri bambini: sentiamo quindi l’urgenza di creare una linea comunicativa che possa argomentare correttamente e con efficacia per dare a tutti la possibilità di essere informati in modo corretto.
Per poterlo fare al meglio abbiamo bisogno di raccogliere alcune informazioni preliminari e ci serve la collaborazione di tutte le persone che hanno a cuore la salute dei nostri bimbi, qualsiasi sia il loro orientamento verso la vaccinazione Covid-19. Crediamo che mai come in questo momento occorra essere lucidi e consapevoli, che la tutela delle generazioni future sia un valore senza confini né condizioni.
Abbiamo preparato un sondaggio, finalizzato alla comprensione del pensiero e delle posizioni di ciascuno su questo tema: si tratta di dedicare non più di qualche minuto del vostro tempo per una causa importante. Ci aiuterete in questo modo a costruire una comunicazione migliore, libera e mirata all’obiettivo di rendere le persone chiamate a decidere cosa fare informate e consapevoli.
Vi chiediamo di darci il vostro contributo e di chiederlo anche ad amici che, anche se non la pensano allo stesso modo, hanno mantenuto con voi un rapporto umano sereno, cosa purtroppo non comune in questo momento storico. Abbiamo bisogno anche del loro aiuto perché è giusto comprendere ogni preoccupazione espressa a tutela dell’infanzia.
Grazie a tutti per il contributo che potrete dare.
- - -
Partecipa al sondaggio
https://forms.gle/BMj4N6zxUjd8oSYt5
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la campagna vaccinale per il Covid-19 prosegue senza sosta ed è arrivata alla soglia della fascia di età 5-11 anni: al di là delle valutazioni sui profili di efficacia e sicurezza che il vaccino sta dimostrando, crediamo che affacciarsi a questa fascia di età (così come è stato fatto per l’estensione ai 12 anni) con una proposta vaccinale siffatta rappresenti una grave violazione del principio di precauzione.
Ciononostante, il mondo della comunicazione si sta muovendo a grandi passi verso la promozione incondizionata del vaccino ai nostri bambini: sentiamo quindi l’urgenza di creare una linea comunicativa che possa argomentare correttamente e con efficacia per dare a tutti la possibilità di essere informati in modo corretto.
Per poterlo fare al meglio abbiamo bisogno di raccogliere alcune informazioni preliminari e ci serve la collaborazione di tutte le persone che hanno a cuore la salute dei nostri bimbi, qualsiasi sia il loro orientamento verso la vaccinazione Covid-19. Crediamo che mai come in questo momento occorra essere lucidi e consapevoli, che la tutela delle generazioni future sia un valore senza confini né condizioni.
Abbiamo preparato un sondaggio, finalizzato alla comprensione del pensiero e delle posizioni di ciascuno su questo tema: si tratta di dedicare non più di qualche minuto del vostro tempo per una causa importante. Ci aiuterete in questo modo a costruire una comunicazione migliore, libera e mirata all’obiettivo di rendere le persone chiamate a decidere cosa fare informate e consapevoli.
Vi chiediamo di darci il vostro contributo e di chiederlo anche ad amici che, anche se non la pensano allo stesso modo, hanno mantenuto con voi un rapporto umano sereno, cosa purtroppo non comune in questo momento storico. Abbiamo bisogno anche del loro aiuto perché è giusto comprendere ogni preoccupazione espressa a tutela dell’infanzia.
Grazie a tutti per il contributo che potrete dare.
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https://forms.gle/BMj4N6zxUjd8oSYt5
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Sondaggio vaccinazioni Covid-19
In questi mesi siamo stato messi a dura prova dalla epidemia di Covid-19 e fra le persone si accendono ogni giorno dibattiti con punti di vista anche molto diversi, in particolare per quanto riguarda il ruolo giocato dai vaccini nel contrastare la malattia.…
I vaccini ed il 3x2 di fine anno spiegati con l'economia di mercato
Riceviamo questo articolo da una persona che stimiamo molto: per ragioni pratiche, visti anche i tempi che viviamo, resterà una firma anonima. Vi basti sapere che noi lo sottoscriviamo e che ce ne assumiamo per convenzione la paternità, certamente non il merito. Buona lettura!"
https://www.comilva.org/informazione/covid/i-vaccini-ed-il-3x2-di-fine-anno-spiegati-con-leconomia-di-mercato
Riceviamo questo articolo da una persona che stimiamo molto: per ragioni pratiche, visti anche i tempi che viviamo, resterà una firma anonima. Vi basti sapere che noi lo sottoscriviamo e che ce ne assumiamo per convenzione la paternità, certamente non il merito. Buona lettura!"
https://www.comilva.org/informazione/covid/i-vaccini-ed-il-3x2-di-fine-anno-spiegati-con-leconomia-di-mercato
DALLA MANCATA TUTELA DELLA PRIVACY IN AMBITO SCOLASTICO ALLA DISCRIMINAZIONE ISTITUZIONALIZZATA: UN GRAVE PREGIUDIZIO PER I CITTADINI PIÙ DEBOLI
https://www.comilva.org/informazione/comunicato-comilva/dalla-mancata-tutela-della-privacy-ambito-scolastico-alla
Leggiamo questa lettera, prendiamone spunto o facciamola nostra.
Divulghiamola attraverso i social e soprattutto spendiamola in ogni possibile contesto. Possiamo rivolgerla a chiunque: al Dirigente Scolastico, al Ministro, al Garante Privacy, al Garante per l’infanzia e l’adolescenza, …
https://www.comilva.org/informazione/comunicato-comilva/dalla-mancata-tutela-della-privacy-ambito-scolastico-alla
Leggiamo questa lettera, prendiamone spunto o facciamola nostra.
Divulghiamola attraverso i social e soprattutto spendiamola in ogni possibile contesto. Possiamo rivolgerla a chiunque: al Dirigente Scolastico, al Ministro, al Garante Privacy, al Garante per l’infanzia e l’adolescenza, …
https://www.comilva.org/informazione/comunicato-comilva/violazione-privacy-ambito-scolastico-comilva-e-ciatdm-inviano
COMUNICATO STAMPA
17 novembre 2021
VIOLAZIONE PRIVACY IN AMBITO SCOLASTICO:
COMILVA E CIATDM INVIANO SEGNALAZIONE AL GARANTE
Le disposizioni contenute in una circolare ministeriale o in una nota tecnica NON possono travalicare i limiti imposti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali, né tantomeno ledere diritti fondamentali.
La circolare 36254 dell’11 agosto 2021 del Ministero della Salute, considerata applicabile anche in ambito scolastico, stabilisce una diversa durata della quarantena a seconda che il c.d. “contatto scolastico” abbia o non abbia completato il ciclo vaccinale: 7 giorni nell’un caso, 10 giorni nell’altro. Né il ministero né i suoi consulenti hanno provveduto a spiegare su quali presupposti logici e scientifici si fondi lo scarto di tre giorni previsto, la cui irragionevolezza è tale da rendere vieppiù grave la diversità di trattamento tra gli alunni della stessa classe, nonché i prevedibili effetti discriminatori che ne derivino.
Dallo scorso 6 novembre si applicano le disposizioni della nota tecnica “Indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico” formulata di concerto da Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione e Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, nella quale non si fa altro che, incredibilmente, ribadire la tendenza, già censurata, di dividere in forma manifesta gli alunni (ma anche i docenti) in due categorie: i vaccinati e i non vaccinati. È previsto infatti che, qualora emergano due casi positivi nella medesima classe, i soli alunni vaccinati continuino a frequentare in presenza, mentre i non vaccinati debbano stare in quarantena seguendo le lezioni a distanza; qualora invece i positivi siano tre, la DAD scatta per tutti. Appare evidente che simili disposizioni ledono gravemente i diritti di privacy dei soggetti interessati, permettendo di disvelare il loro stato vaccinale; generano, altresì, una ingiustificata disparità di trattamento tra compagni di classe, in mancanza di ragioni logiche e scientifiche che sorreggano tale impianto.
In questi due anni di emergenza, gli studenti hanno pagato un prezzo esorbitante sul piano psicofisico a causa del clima di terrore diffuso e delle stringenti misure di prevenzione e contenimento dei contagi, che hanno travolto i ritmi e le modalità naturali della loro esistenza quotidiana.
Dopo un tempo così lungo – nel corso del quale è stato possibile acquisire importanti conoscenze sul virus e sarebbe stato possibile quantomeno migliorare le condizioni strutturali di scuole e mezzi di trasporto – ci saremmo aspettati dalle istituzioni preposte uno sforzo particolare volto a cercare di restituire ai più giovani la vita, la salute, la socialità.
Restiamo quindi increduli di fronte a queste disposizioni, e in generale alla sequenza di disposizioni che colpiscono la comunità scolastica - evidentemente non estemporanee, ma funzionali a un preciso disegno di disgregazione umana e sociale – con le quali si tende a inasprire la pressione anziché allentarla, a generare divisione e potenziale conflittualità anziché favorire l’armonia tra coetanei e il reciproco sostegno, rendendo la scuola una sorta di presidio sanitario e luogo di discriminazione istituzionalizzata. Tutto quello che, mai, essa dovrebbe essere.
Quando contro la logica, contro la scienza, contro ogni più elementare principio di umanità e di buon senso, resta solo l’arbitrio il criterio-guida dei decisori, ed esso viene esercitato in danno delle nuove generazioni, spetta a tutti noi la responsabilità di agire a loro protezione, nel tentativo di scongiurare ulteriori pregiudizi gravi, prevedibili e troppo spesso non riparabili.
COMUNICATO STAMPA
17 novembre 2021
VIOLAZIONE PRIVACY IN AMBITO SCOLASTICO:
COMILVA E CIATDM INVIANO SEGNALAZIONE AL GARANTE
Le disposizioni contenute in una circolare ministeriale o in una nota tecnica NON possono travalicare i limiti imposti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali, né tantomeno ledere diritti fondamentali.
La circolare 36254 dell’11 agosto 2021 del Ministero della Salute, considerata applicabile anche in ambito scolastico, stabilisce una diversa durata della quarantena a seconda che il c.d. “contatto scolastico” abbia o non abbia completato il ciclo vaccinale: 7 giorni nell’un caso, 10 giorni nell’altro. Né il ministero né i suoi consulenti hanno provveduto a spiegare su quali presupposti logici e scientifici si fondi lo scarto di tre giorni previsto, la cui irragionevolezza è tale da rendere vieppiù grave la diversità di trattamento tra gli alunni della stessa classe, nonché i prevedibili effetti discriminatori che ne derivino.
Dallo scorso 6 novembre si applicano le disposizioni della nota tecnica “Indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico” formulata di concerto da Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione e Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, nella quale non si fa altro che, incredibilmente, ribadire la tendenza, già censurata, di dividere in forma manifesta gli alunni (ma anche i docenti) in due categorie: i vaccinati e i non vaccinati. È previsto infatti che, qualora emergano due casi positivi nella medesima classe, i soli alunni vaccinati continuino a frequentare in presenza, mentre i non vaccinati debbano stare in quarantena seguendo le lezioni a distanza; qualora invece i positivi siano tre, la DAD scatta per tutti. Appare evidente che simili disposizioni ledono gravemente i diritti di privacy dei soggetti interessati, permettendo di disvelare il loro stato vaccinale; generano, altresì, una ingiustificata disparità di trattamento tra compagni di classe, in mancanza di ragioni logiche e scientifiche che sorreggano tale impianto.
In questi due anni di emergenza, gli studenti hanno pagato un prezzo esorbitante sul piano psicofisico a causa del clima di terrore diffuso e delle stringenti misure di prevenzione e contenimento dei contagi, che hanno travolto i ritmi e le modalità naturali della loro esistenza quotidiana.
Dopo un tempo così lungo – nel corso del quale è stato possibile acquisire importanti conoscenze sul virus e sarebbe stato possibile quantomeno migliorare le condizioni strutturali di scuole e mezzi di trasporto – ci saremmo aspettati dalle istituzioni preposte uno sforzo particolare volto a cercare di restituire ai più giovani la vita, la salute, la socialità.
Restiamo quindi increduli di fronte a queste disposizioni, e in generale alla sequenza di disposizioni che colpiscono la comunità scolastica - evidentemente non estemporanee, ma funzionali a un preciso disegno di disgregazione umana e sociale – con le quali si tende a inasprire la pressione anziché allentarla, a generare divisione e potenziale conflittualità anziché favorire l’armonia tra coetanei e il reciproco sostegno, rendendo la scuola una sorta di presidio sanitario e luogo di discriminazione istituzionalizzata. Tutto quello che, mai, essa dovrebbe essere.
Quando contro la logica, contro la scienza, contro ogni più elementare principio di umanità e di buon senso, resta solo l’arbitrio il criterio-guida dei decisori, ed esso viene esercitato in danno delle nuove generazioni, spetta a tutti noi la responsabilità di agire a loro protezione, nel tentativo di scongiurare ulteriori pregiudizi gravi, prevedibili e troppo spesso non riparabili.
www.comilva.org
Violazione privacy in ambito scolastico: COMILVA E CIATDM inviano segnalazione al Garante | Comilva
COMUNICATO STAMPA
17 novembre 2021
VIOLAZIONE PRIVACY IN AMBITO SCOLASTICO:
COMILVA E CIATDM INVIANO SEGNALAZIONE AL GARANTE
Le disposizioni contenute in una circolare ministeriale o in una nota tecnica NON possono travalicare i limiti imposti…
17 novembre 2021
VIOLAZIONE PRIVACY IN AMBITO SCOLASTICO:
COMILVA E CIATDM INVIANO SEGNALAZIONE AL GARANTE
Le disposizioni contenute in una circolare ministeriale o in una nota tecnica NON possono travalicare i limiti imposti…