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La Fiat 128 3P del 1975 era una creatura strana: nata riciclando scocche della berlina 128, trasformata in una shooting brake a tre porte con lunotto inclinato e bagagliaio da 920 litri. Non era una vera sportiva, ma aveva un fascino “sexy” e malizioso che conquistava famiglie e giovani, con guida briosa e prezzo accessibile. In Italia durò poco (fino al 1980), divorata dalla ruggine e dalla concorrenza della Ritmo. All’estero invece sopravvisse anni (Seat e Zastava), diventando un cult raro. La sportiva che seduceva… o spariva nel nulla. La storia completa
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Sanford & Son, la sitcom del 1972 ambientata in un deposito di rottami nei quartieri neri di Los Angeles, pochi anni dopo la rivolta di Watts. Protagonista Fred G. Sanford (Redd Foxx), rigattiere irascibile che finge infarti urlando “Sto arrivando, Elizabeth!” e suo figlio Lamont. Umorismo corrosivo, sfrontato, senza filtri razziali: la prima grande serie con cast quasi esclusivamente nero di enorme successo, che ha cambiato per sempre il colore della TV americana e aperto la strada a The Jeffersons e alla comicità nera mainstream. La storia completa
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Sanford & Son: la rivoluzione sgangherata che ha cambiato colore alla TV - Boomerissimo
Per cambiare in meglio la televisione, e non solo, ci voleva uno show dei cattivi sentimenti, ambientato tra i rottami. Sanford & Sons è stata una vera rivoluzione, che non dava lezioni ma ha insegnato moltissimo a tutti. Anche alle cinque del mattino.
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Il 5 luglio 1982 al Sarrià di Barcellona, Paolo Rossi realizzò una tripletta storica contro il Brasile di Zico, Sócrates, Falcão e Júnior, la squadra più forte del pianeta. Reduce da due anni di squalifica e zero gol nel torneo, Rossi sembrava finito. Ma Enzo Bearzot gli diede fiducia totale. La vera sorpresa? Il piano di Bearzot era identico a quello usato dall’ammiraglio Nelson nella battaglia di Trafalgar del 1805: dividere le forze in due colonne perpendicolari per colpire al cuore la flotta nemica superiore. Rossi diventò l’incrociatore leggero che spezzò la difesa brasiliana. Bearzot e Nelson non si sono mai incontrati, ma vinsero con lo stesso schema. La storia completa
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Tre navi gemelle identiche dell’Olympic-class: Olympic, Titanic e Britannic. Una sperona un sottomarino tedesco in piena guerra, una affonda mentre serve come ospedale militare, una diventa la leggenda più tragica del mare. La “Titanic che non è affondato” visse 24 anni, sopravvisse a collisioni e battaglie, mentre le sorelle affondarono nonostante i miglioramenti di sicurezza applicati dopo il disastro del 1912. Una storia oscura di ironia, resilienza e tragedie parallele. La storia completa
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Michael Landon era la star, il regista, lo sceneggiatore e l’anima de La casa nella prateria. Ma dietro le quinte non tollerava interferenze. Quando il co-produttore Ed Friendly – l’uomo che aveva acquistato i diritti dei libri di Laura Ingalls Wilder, finanziato il pilot di tasca propria e scelto proprio lui per il ruolo di Charles – insistette per tenere i bambini “sempre sporchi e scalzi” per fedeltà storica, Landon esplose. Diede l’ultimatum a NBC: “O lo faccio io o lo fa lui”. La rete scelse Landon. Friendly, nonostante possedesse i diritti, venne bandito dal set per sempre. I soldi non erano tutto per Michael Landon. La storia completa
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Boomerissimo
Michael Landon, i soldi non sono tutto: cacciò dal set il suo produttore - Boomerissimo
Un conflitto dietro le quinte della celebre serie TV "La casa nella prateria" rivela il valore che Micheal Landon aveva dato alla sua storia. Non era solo una questione di soldi.
Elon Musk, il visionario di Tesla, SpaceX e Neuralink, ha risposto alla morte di Ted Kaczynski (Unabomber) con una frase che ha fatto tremare il web: “Potrebbe non avere torto”. Il riferimento è alla prima riga del famoso manifesto: “La rivoluzione industriale e le sue conseguenze sono state un disastro per la razza umana”. Un paradosso clamoroso: il miliardario che ha costruito il futuro tecnologico dà ragione al serial killer che voleva distruggerlo. Bisognerebbe misurare le parole. La storia completa
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Boomerissimo
Unabomber, il serial killer che elettrizzò Elon Musk - Boomerissimo
Ted Kaczynski aveva scelto la solitudine quando era in libertà. Il carcere gli ha dato amici e visibilità. Anche da qualcuno assolutamente insospettabile.
Nel 1986 Madonna voleva a tutti i costi Danny Aiello come padre nel video di “Papa Don’t Preach”. L’attore, serio e affermato, rifiutò secco: “Non faccio video musicali”. Lei insistette, mandò persino Sean Penn a convincerlo. Ma fu la figlia Stacy, grande fan della popstar, a piegarlo: accettò solo per farle un regalo, a patto di poter scattare foto con Madonna sul set. Aiello restituì persino il cachet di 450 dollari per non “sporcare” la sua immagine. Sul set però la diva disse alla ragazza “Not right now” e la respinse freddamente. Stacy odiò Madonna da quel giorno. Con un solo video la capricciosa popstar scontentò due persone. La storia completa
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Boomerissimo
Madonna, diva capricciosa: con un video ne ha scontentati due - Boomerissimo
Mentre tutto il mondo impazzisce per Taylor Swift, noi riportiamo indietro l’orologio a quando era Madonna a fare impazzire il “globo terracqueo.”
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Frida Lyngstad, la voce bruna di ABBA, è nata nel novembre 1945 nella Norvegia occupata. Figlia di una giovane norvegese e di un sergente tedesco, è stata una delle migliaia di bambini del programma Lebensborn. Dopo la guerra madre e nonna vennero perseguitate come “tyskerhorer”, la madre morì quando Frida aveva meno di due anni. Fuggirono in Svezia per sfuggire alle violenze. Frida crebbe credendo che il padre fosse morto. Solo nel 1977, al culmine del successo di ABBA, scoprì che era vivo: l’incontro scatenò in lei una profonda depressione. Dal programma segreto di occupazione alla disco dance mondiale: una vita straordinaria e avvolta nel mistero. La storia completa
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CHiPs era il telefilm che ha fatto impazzire gli anni ’80: inseguimenti in moto, amicizia indissolubile tra Ponch ed Jon. Ma fuori dalle telecamere regnava una rivalità feroce tra Erik Estrada e Larry Wilcox. Durante un pericoloso stunt Wilcox salvò letteralmente la vita a Estrada con un massaggio cardiaco dopo un terribile incidente. Eppure quel debito di gratitudine non venne mai ripagato: ego, ambizioni e gelosie portarono alla cacciata di Wilcox dalla serie. La vera corsa non era sulla Kawasaki, ma tra i due protagonisti. La storia completa
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Dal sussurro radiofonico erotico degli anni ’70 alla dispensa di tutte le case italiane. Ilona Staller, ancora prima di diventare la Cicciolina che conosciamo, fu scelta come testimonial per i Sottaceti Cirio nel 1980. In uno spot Carosello cantava “Buoni… italiani… sottaceti cicciolini e ciccioline”, portando il suo personaggio provocante in un contesto familiare e quotidiano. Una piccola grande rivoluzione televisiva che nessuno ha mai davvero rivendicato. La storia completa
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Ray Charles, il leggendario Genius del soul, poteva diventare un altro Charlie Parker. Nei suoi primi anni era un sassofonista alto di grande talento, capace di suonare con lo stesso fuoco e la stessa inventiva del Bird. Ma scelse una strada diversa: abbandonò lo strumento che lo aveva fatto innamorare del jazz per dedicarsi al piano e alla voce, diventando uno dei più grandi innovatori della musica del Novecento. Una scoperta che ci ha stesi. La storia completa
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Ray Charles, poteva essere un Charlie Parker, ha scelto di essere The Genius - Boomerissimo
Ray Charles avrebbe potuto essere tutto. Era un genio che aveva studiato tutto, e sapeva farlo meglio di tutti. Avrebbe anche potuto essere una specie di Charlie Parker, se avesse voluto. Ma la sua strada era un’altra.
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Un sosia perfetto di Roberto Benigni, l’attore toscano Mireno Scali, finì per interpretare proprio lui in un film con Lino Banfi. Sul set di “Vieni avanti cretino” (1982) la battuta di Banfi crea un equivoco irresistibile che mescola realtà e finzione, sullo sfondo dello scandalo Rai scatenato dal famoso “Wojtylaccione” di Benigni a Sanremo 1980. Una somiglianza che aprì porte a Cinecittà e generò uno dei momenti più curiosi della commedia italiana degli anni Ottanta. La storia completa
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Walter Matthau, una passione pericolosa
🛑È stata il segreto del suo successo 🇬🇧 translation on site👇https://wp.me/pey833-5M3
#boomerissimo #walthermatthau #commedia #jacklemmon #gambling #UnoCinema
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Walter Matthau, l’ uomo che ha scommesso tutto (e ha vinto) - Boomerissimo
Il gioco, il carattere burbero e il cuore tenero. L’humor nero, e di tutti gli altri colori. Volevamo essere come Walter Matthau, e ancora non sapevamo perché. Poi lo abbiamo scoperto e vogliamo esserlo ancora di più.
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Harold Shipman era il medico di famiglia ideale: gentile, disponibile, sempre pronto alle visite a domicilio. I suoi pazienti lo adoravano, lo consideravano un punto di riferimento, quasi un amico. Eppure dietro quel sorriso calmo e quell’accento del Nord si nascondeva una storia oscura e inquietante, una delle più sconvolgenti del Novecento britannico. Un uomo che curava il dolore in modo definitivo, in una nebbia di fiducia che ha ingannato tutti per decenni. La storia completa
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Jeffrey Dahmer, uno dei serial killer più noti della storia, era un appassionato di cinema con gusti molto precisi. Il suo film preferito non era solo intrattenimento: diventò parte di un rituale oscuro e ripetuto, al punto che il cinema stesso finì per “uccidere” quel film nella sua mente. Tra Star Wars e altre ossessioni cinematografiche, la sua passione per lo schermo nascondeva una finestra inquietante sulla sua psiche. Una storia che mescola true crime e grande schermo in modo mai raccontato prima. La storia completa
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Jeffrey Dahmer, quando il cinema uccide: il suo film preferito - Boomerissimo
Assassino, cannibale e necrofilo, questo era Jeffrey Dahmer, che includeva, nel suo modus operandi, anche i film che amava
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Dietro la facciata di un innocuo “Dipartimento di Prevenzione Epidemie e Fornitura Acqua” in Manciuria si nascondeva uno dei programmi più oscuri della Seconda Guerra Mondiale. L’Unità 731, diretta dal medico-generale Shirō Ishii, operava in un enorme complesso camuffato vicino a Harbin: oltre 3.000 scienziati, laboratori segreti e migliaia di prigionieri chiamati “maruta”. Un capitolo di storia che il dopoguerra ha volutamente seppellito nel silenzio. La storia completa
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Tutti abbiamo sognato un crossover tra il tenente Colombo e Jessica Fletcher, i due detective più amati della TV. Ma le reti diverse (NBC/ABC contro CBS) lo hanno reso impossibile. Eppure i loro interpreti, Peter Falk e Angela Lansbury, si sono davvero incontrati in un episodio del 1965 della serie “Le cause dell’avvocato O’Brien”: lei nei panni di un’erede avida in una casa piena di trappole esplosive, lui come l’avvocato O’Brien. Un incrocio televisivo fugace, quasi dimenticato, che resta l’unico momento in cui i due giganti si sono trovati sullo stesso set. La storia completa
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Tenente Colombo e Signora Fletcher: crossover da sogno, quasi realizzato - Boomerissimo
Tutti abbiamo sperato che i nostri beniamini un giorno potessero stare insieme. Se non nella realtà, almeno nella fiction.
Lee Morgan, uno dei trombettisti più geniali della storia del jazz, era precipitato nell’inferno dell’eroina. Helen, la donna che amava, lo salvò: lo fece disintossicare, lo riportò in studio e sul palco, gli ridiede una carriera e una seconda vita. Poi, una notte di gelosia feroce, tutto finì con un colpo di pistola. La storia completa
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L’assassinio di Lee Morgan: una storia di troppo amore - Boomerissimo
Lee Morgan era un jazzista pieno di vita, di genio, di stile e di amore. Troppo amore per troppe cose. Gli è costato una pallottola nel petto.
Tale madre, tale figlia. Forse…
Elisabetta II e la principessa Anna hanno sempre avuto caratteri agli antipodi, e i loro orologi lo dimostrano in modo clamoroso. La regina più iconica del secolo, simbolo di tradizione e compostezza, e la figlia ribelle, pratica e diretta come nessun altro membro della royal family. Due stili, due mondi, due modi completamente diversi di portare il tempo al polso. La storia completa
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Elisabetta II e la principessa Anna hanno sempre avuto caratteri agli antipodi, e i loro orologi lo dimostrano in modo clamoroso. La regina più iconica del secolo, simbolo di tradizione e compostezza, e la figlia ribelle, pratica e diretta come nessun altro membro della royal family. Due stili, due mondi, due modi completamente diversi di portare il tempo al polso. La storia completa
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Elisabetta II e la principessa Anna: orologi (e caratteri) agli antipodi - Boomerissimo
Un legame forte, ma in spirito molto royal. Questa potrebbe essere la sintesi della relazione tra Elisabetta a la sua unica figlia. Così diverse anche nella scelta degli orologi.
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Sapeva ogni marcia e frenata delle 187 curve del Nürburgring… ma non riusciva a recitare l’alfabeto. La malattia di Jackie Stewart fu il suo superpotere.
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