OLTRE 800 INSEGNANTI PALESTINESI UCCISI DALL'INIZIO DELLA GUERRA A GAZA
Il ministero dell'Istruzione palestinese ha reso noto domenica 4 ottobre 2026 che dall'inizio della guerra nella Striscia di Gaza, nell'ottobre 2023, sono stati uccisi più di 800 insegnanti palestinesi in Gaza e in Cisgiordania e oltre 3.300 sono rimasti feriti. L'annuncio è arrivato alla vigilia della Giornata mondiale degli insegnanti, che ricorre il 5 ottobre.
Oltre 170 docenti restano detenuti. Il ministero segnala restrizioni di movimento e controlli in centinaia di checkpoint, in particolare a Masafer Yatta, a sud di Hebron, nella Valle del Giordano e nelle aree classificate come Area C.
Pesa anche la sospensione dei trasferimenti delle entrate fiscali da parte di Israele, circa il 56% delle entrate pubbliche palestinesi. Il ministero chiede a ONU e organizzazioni internazionali di proteggere studenti e personale scolastico e di adoperarsi per la liberazione degli insegnanti detenuti.
Fonte: Middle East Monitor
— L'informazione che non ti cerca. @anotherworldnetwork
Il ministero dell'Istruzione palestinese ha reso noto domenica 4 ottobre 2026 che dall'inizio della guerra nella Striscia di Gaza, nell'ottobre 2023, sono stati uccisi più di 800 insegnanti palestinesi in Gaza e in Cisgiordania e oltre 3.300 sono rimasti feriti. L'annuncio è arrivato alla vigilia della Giornata mondiale degli insegnanti, che ricorre il 5 ottobre.
Oltre 170 docenti restano detenuti. Il ministero segnala restrizioni di movimento e controlli in centinaia di checkpoint, in particolare a Masafer Yatta, a sud di Hebron, nella Valle del Giordano e nelle aree classificate come Area C.
Pesa anche la sospensione dei trasferimenti delle entrate fiscali da parte di Israele, circa il 56% delle entrate pubbliche palestinesi. Il ministero chiede a ONU e organizzazioni internazionali di proteggere studenti e personale scolastico e di adoperarsi per la liberazione degli insegnanti detenuti.
Fonte: Middle East Monitor
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BESSENT: L'IRAN VERSO ZERO RICAVI PETROLIFERI, CARICHI DELLE PETROLIERE CROLLATI
Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato che l'Iran andrà incontro a ricavi petroliferi nulli. In un'intervista pubblicata sabato 4 aprile, ha affermato che per la prima volta da quando Teheran ha iniziato a estrarre greggio il Paese non avrà petrolio in mare né entrate. Nello Stretto di Hormuz, ha detto, gli Stati Uniti movimentano circa 1,1 miliardi di barili, l'Iran zero.
I fornitori di dati Kpler e Vortexa hanno registrato carichi di greggio iraniano a zero, in calo da circa 250.000 barili al giorno. Le esportazioni degli altri produttori del Golfo Persico sono risalite a 23,3 milioni di barili al giorno, ai livelli precedenti al conflitto.
Fonte: ZeroHedge
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Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato che l'Iran andrà incontro a ricavi petroliferi nulli. In un'intervista pubblicata sabato 4 aprile, ha affermato che per la prima volta da quando Teheran ha iniziato a estrarre greggio il Paese non avrà petrolio in mare né entrate. Nello Stretto di Hormuz, ha detto, gli Stati Uniti movimentano circa 1,1 miliardi di barili, l'Iran zero.
I fornitori di dati Kpler e Vortexa hanno registrato carichi di greggio iraniano a zero, in calo da circa 250.000 barili al giorno. Le esportazioni degli altri produttori del Golfo Persico sono risalite a 23,3 milioni di barili al giorno, ai livelli precedenti al conflitto.
Fonte: ZeroHedge
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IL CERVELLO NON SCARTA I DETTAGLI INUTILI QUANDO LE REGOLE CAMBIANO
Uno studio dell'Università di Chicago, negli Stati Uniti, pubblicato su Nature Neuroscience e reso noto il 4 ottobre, indica che quando la regola da seguire cambia senza preavviso il cervello non scarta le informazioni irrilevanti: le integra a quelle utili e sbaglia in modo prevedibile. I ricercatori hanno chiamato il meccanismo interferenza tra caratteristiche.
Nell'esperimento, esseri umani e macachi dovevano giudicare immagini concentrandosi su una sola proprietà, come la forma o l'orientamento, ignorandone un'altra. Quando il compito cambiava, le prestazioni calavano e gli errori seguivano schemi ricorrenti. Nella corteccia visiva primaria, l'area V1, le rappresentazioni delle diverse proprietà visive risultano inclinate le une rispetto alle altre e l'informazione di disturbo si mescola a quella principale.
Il primo autore, Cheng Xue, suggerisce di inserire una pausa a basso impegno cognitivo tra due compiti complessi. Tracce simili di interferenza sono state osservate in modelli animali di Alzheimer.
Fonte: Scenari Economici
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Uno studio dell'Università di Chicago, negli Stati Uniti, pubblicato su Nature Neuroscience e reso noto il 4 ottobre, indica che quando la regola da seguire cambia senza preavviso il cervello non scarta le informazioni irrilevanti: le integra a quelle utili e sbaglia in modo prevedibile. I ricercatori hanno chiamato il meccanismo interferenza tra caratteristiche.
Nell'esperimento, esseri umani e macachi dovevano giudicare immagini concentrandosi su una sola proprietà, come la forma o l'orientamento, ignorandone un'altra. Quando il compito cambiava, le prestazioni calavano e gli errori seguivano schemi ricorrenti. Nella corteccia visiva primaria, l'area V1, le rappresentazioni delle diverse proprietà visive risultano inclinate le une rispetto alle altre e l'informazione di disturbo si mescola a quella principale.
Il primo autore, Cheng Xue, suggerisce di inserire una pausa a basso impegno cognitivo tra due compiti complessi. Tracce simili di interferenza sono state osservate in modelli animali di Alzheimer.
Fonte: Scenari Economici
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LE AUTO A BENZINA SCENDONO SOTTO IL 50% DELLE VENDITE MONDIALI
Per la prima volta la quota di auto a benzina sulle vendite globali di veicoli è scesa sotto il 50%. Nel primo semestre 2026 le immatricolazioni di vetture alimentate a benzina, escluse le ibride, sono calate del 10% su base annua a 20,25 milioni di unità e la loro quota sul totale è diminuita di 3 punti percentuali, al 49%.
La spinta è arrivata dai prezzi record di benzina e diesel seguiti alla crisi dello Stretto di Hormuz e alla guerra in Iran. In Europa, Regno Unito, Svizzera e Norvegia compresi, le vendite di auto elettriche a batteria sono cresciute del 52,2% ad agosto su base annua; in Germania l'aumento è stato del 75% e in Francia le vendite di elettriche sono più che raddoppiate. La Cina aveva superato la soglia del 50% tra ibride ed elettriche già da alcuni anni, con una quota ora intorno al 55%.
A livello globale le vendite di elettriche nel secondo trimestre sono aumentate del 35% rispetto al primo trimestre, raggiungendo livelli record in 50 Paesi.
Fonte: OilPrice.com
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Per la prima volta la quota di auto a benzina sulle vendite globali di veicoli è scesa sotto il 50%. Nel primo semestre 2026 le immatricolazioni di vetture alimentate a benzina, escluse le ibride, sono calate del 10% su base annua a 20,25 milioni di unità e la loro quota sul totale è diminuita di 3 punti percentuali, al 49%.
La spinta è arrivata dai prezzi record di benzina e diesel seguiti alla crisi dello Stretto di Hormuz e alla guerra in Iran. In Europa, Regno Unito, Svizzera e Norvegia compresi, le vendite di auto elettriche a batteria sono cresciute del 52,2% ad agosto su base annua; in Germania l'aumento è stato del 75% e in Francia le vendite di elettriche sono più che raddoppiate. La Cina aveva superato la soglia del 50% tra ibride ed elettriche già da alcuni anni, con una quota ora intorno al 55%.
A livello globale le vendite di elettriche nel secondo trimestre sono aumentate del 35% rispetto al primo trimestre, raggiungendo livelli record in 50 Paesi.
Fonte: OilPrice.com
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IL PENTAGONO CERCA PILOTI FPV PER I TEST "GAUNTLET"
Il Dipartimento della Guerra statunitense ha diffuso un appello per reclutare militari con esperienza nel pilotaggio di droni FPV da impiegare come piloti nei "Gauntlet", eventi di prova in cui si volano droni di Categoria 1 durante esercitazioni sul campo. L'annuncio risale al 3 ottobre 2026.
L'iniziativa rientra nel Drone Dominance Program, il piano del dipartimento per acquisire droni di tutte le categorie, dalla 1 alla 5, e costruire una filiera nazionale di componenti meno esposta a dipendenze da aree di conflitto e da fornitori come la Cina.
Nei giorni precedenti il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva annunciato la costituzione dell'Autonomous Warfare Command, "AutoWarCom", con il compito di accelerare gli acquisti di droni, robotica e sistemi di intelligenza artificiale.
Fonte: ZeroHedge
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Il Dipartimento della Guerra statunitense ha diffuso un appello per reclutare militari con esperienza nel pilotaggio di droni FPV da impiegare come piloti nei "Gauntlet", eventi di prova in cui si volano droni di Categoria 1 durante esercitazioni sul campo. L'annuncio risale al 3 ottobre 2026.
L'iniziativa rientra nel Drone Dominance Program, il piano del dipartimento per acquisire droni di tutte le categorie, dalla 1 alla 5, e costruire una filiera nazionale di componenti meno esposta a dipendenze da aree di conflitto e da fornitori come la Cina.
Nei giorni precedenti il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva annunciato la costituzione dell'Autonomous Warfare Command, "AutoWarCom", con il compito di accelerare gli acquisti di droni, robotica e sistemi di intelligenza artificiale.
Fonte: ZeroHedge
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IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO ITALIANO: «SIAMO IN GUERRA IBRIDA»
Il 4 ottobre 2026, il generale Carmine Masiello, capo di stato maggiore dell'Esercito italiano, ha dichiarato che la situazione è di guerra ibrida.
Sul fianco est della NATO, ha aggiunto, all'Italia è stato chiesto di schierare unità già pronte a rispondere. In Bulgaria il reparto multinazionale è a comando italiano.
Masiello ha anche affermato che è difficile attribuire la paternità di sabotaggi e attacchi e che il rischio è scivolare per errore in una guerra vera.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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Il 4 ottobre 2026, il generale Carmine Masiello, capo di stato maggiore dell'Esercito italiano, ha dichiarato che la situazione è di guerra ibrida.
Sul fianco est della NATO, ha aggiunto, all'Italia è stato chiesto di schierare unità già pronte a rispondere. In Bulgaria il reparto multinazionale è a comando italiano.
Masiello ha anche affermato che è difficile attribuire la paternità di sabotaggi e attacchi e che il rischio è scivolare per errore in una guerra vera.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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OLTRE 100 ARRESTI A NEW YORK PRIMA DEL DISCORSO DI NETANYAHU ALL'ONU
Negli Stati Uniti, a New York, oltre cento manifestanti sono stati arrestati giovedì durante un sit-in davanti alla sede delle Nazioni Unite, prima del discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all'Assemblea generale. La protesta è stata organizzata da Jewish Voice for Peace, gruppo ebraico statunitense critico verso il governo israeliano.
I partecipanti hanno chiesto di interrompere le forniture di armi a Israele e di porre fine alla guerra a Gaza. Tra i fermati, almeno 104 persone, figurano nove eletti e candidati, tra cui la candidata democratica al Congresso Darializa Avila Chevalier, l'attrice Hannah Einbinder, l'autrice Glennon Doyle, la candidata democratica al Senato dello Stato di New York Aber Kawas e Chelsea Manning. Alle manifestazioni hanno preso parte più di venti rappresentanti cittadini e statali di New York, insieme ad attori come Susan Sarandon e Cynthia Nixon.
Fonte: Democracy Now!
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Negli Stati Uniti, a New York, oltre cento manifestanti sono stati arrestati giovedì durante un sit-in davanti alla sede delle Nazioni Unite, prima del discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all'Assemblea generale. La protesta è stata organizzata da Jewish Voice for Peace, gruppo ebraico statunitense critico verso il governo israeliano.
I partecipanti hanno chiesto di interrompere le forniture di armi a Israele e di porre fine alla guerra a Gaza. Tra i fermati, almeno 104 persone, figurano nove eletti e candidati, tra cui la candidata democratica al Congresso Darializa Avila Chevalier, l'attrice Hannah Einbinder, l'autrice Glennon Doyle, la candidata democratica al Senato dello Stato di New York Aber Kawas e Chelsea Manning. Alle manifestazioni hanno preso parte più di venti rappresentanti cittadini e statali di New York, insieme ad attori come Susan Sarandon e Cynthia Nixon.
Fonte: Democracy Now!
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AL SENATO UN DISEGNO DI LEGGE CONTRO L'ANTISEMITISMO
Il Senato della Repubblica italiano è la sede dell'atto n. 1722 della XIX legislatura, un disegno di legge per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo, pubblicato il 4 ottobre 2026.
Il testo prevede disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo. Contiene inoltre una delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line.
Il titolo breve del provvedimento è «Contrasto all'antisemitismo».
Fonte: Sa Defenza Channel
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Il Senato della Repubblica italiano è la sede dell'atto n. 1722 della XIX legislatura, un disegno di legge per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo, pubblicato il 4 ottobre 2026.
Il testo prevede disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo. Contiene inoltre una delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line.
Il titolo breve del provvedimento è «Contrasto all'antisemitismo».
Fonte: Sa Defenza Channel
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IRAN INVIA UNA DELEGAZIONE DI ALTO LIVELLO IN LIBANO MERIDIONALE
Il 1° ottobre l'Iran ha inviato in Libano meridionale una delegazione di alto livello che comprende il generale di brigata Hossein Yekta, ufficiale dei Guardiani della Rivoluzione impegnato nel reclutamento e nell'indottrinamento ideologico, e il chierico Alireza Panahian. Entrambi hanno prestato servizio nello stesso battaglione del leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei durante la guerra Iran-Iraq.
La visita avviene mentre Hezbollah è indebolito militarmente, sotto pressione politica e sempre più dipendente dalle indicazioni di Teheran. Il 27 settembre il leader del gruppo libanese, Naim Qassem, aveva annunciato la partecipazione a un progetto abitativo per gli sfollati del Paese: oltre un milione le persone allontanate durante il conflitto, delle quali più di 340mila ancora senza casa.
Fonte: Middle East Monitor
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Il 1° ottobre l'Iran ha inviato in Libano meridionale una delegazione di alto livello che comprende il generale di brigata Hossein Yekta, ufficiale dei Guardiani della Rivoluzione impegnato nel reclutamento e nell'indottrinamento ideologico, e il chierico Alireza Panahian. Entrambi hanno prestato servizio nello stesso battaglione del leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei durante la guerra Iran-Iraq.
La visita avviene mentre Hezbollah è indebolito militarmente, sotto pressione politica e sempre più dipendente dalle indicazioni di Teheran. Il 27 settembre il leader del gruppo libanese, Naim Qassem, aveva annunciato la partecipazione a un progetto abitativo per gli sfollati del Paese: oltre un milione le persone allontanate durante il conflitto, delle quali più di 340mila ancora senza casa.
Fonte: Middle East Monitor
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SCONTRI NEL NORD DELL'ETIOPIA TRA ESERCITO FEDERALE E RIBELLI DEL TIGRAY
Al 2 ottobre 2026 sono in corso combattimenti nel nord dell'Etiopia tra le truppe federali e un'alleanza di ribelli guidata dalle forze del Tigray. La situazione richiama la guerra civile combattuta nel Paese tra il 2020 e il 2022, ma coinvolge ora l'intero Corno d'Africa.
L'Etiopia accusa l'Eritrea di sostenere i ribelli; Asmara respinge l'accusa. I due Paesi, già in conflitto tra il 1998 e il 2000, si trovano su fronti opposti anche rispetto alla crisi in Sudan, dove prosegue lo scontro tra l'esercito e i gruppi paramilitari.
Sullo sfondo pesano le contrapposizioni tra potenze esterne: gli Emirati Arabi Uniti hanno accresciuto la loro influenza nel Corno d'Africa, mentre l'Arabia Saudita costruisce alleanze con il Sudan, l'Egitto e l'Eritrea, tutti contrari all'Etiopia.
Fonte: Modern Diplomacy
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Al 2 ottobre 2026 sono in corso combattimenti nel nord dell'Etiopia tra le truppe federali e un'alleanza di ribelli guidata dalle forze del Tigray. La situazione richiama la guerra civile combattuta nel Paese tra il 2020 e il 2022, ma coinvolge ora l'intero Corno d'Africa.
L'Etiopia accusa l'Eritrea di sostenere i ribelli; Asmara respinge l'accusa. I due Paesi, già in conflitto tra il 1998 e il 2000, si trovano su fronti opposti anche rispetto alla crisi in Sudan, dove prosegue lo scontro tra l'esercito e i gruppi paramilitari.
Sullo sfondo pesano le contrapposizioni tra potenze esterne: gli Emirati Arabi Uniti hanno accresciuto la loro influenza nel Corno d'Africa, mentre l'Arabia Saudita costruisce alleanze con il Sudan, l'Egitto e l'Eritrea, tutti contrari all'Etiopia.
Fonte: Modern Diplomacy
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GIAPPONE SANZIONA AZIENDE E PERSONE RUSSE, PER LA PRIMA VOLTA NEL MIRINO 35 NAVI
Il Giappone ha varato un nuovo pacchetto di sanzioni contro aziende e persone russe, reso noto il 2 ottobre 2026 dal governo di Tokyo. Le misure colpiscono nove individui, tra cui il direttore generale di VNIIR-Progress Vladislav Kostin, il vice amministratore delegato di Rostec Dmitry Lelikov e il dirigente di Rostec Vasily Brovko.
Sul fronte delle imprese, le restrizioni riguardano Voentorg, VNIIR-Progress, Alabuga Development, Alabuga Machinery, Uralvagonzavod e altre 28 società e organizzazioni. Quattro aziende con sede in Turchia e negli Emirati Arabi Uniti sono state inoltre inserite in liste di designazione speciali.
Per la prima volta Tokyo ha imposto misure restrittive a 35 navi che, secondo la sua valutazione, potrebbero essere collegate a Mosca.
Fonte: TASS
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Il Giappone ha varato un nuovo pacchetto di sanzioni contro aziende e persone russe, reso noto il 2 ottobre 2026 dal governo di Tokyo. Le misure colpiscono nove individui, tra cui il direttore generale di VNIIR-Progress Vladislav Kostin, il vice amministratore delegato di Rostec Dmitry Lelikov e il dirigente di Rostec Vasily Brovko.
Sul fronte delle imprese, le restrizioni riguardano Voentorg, VNIIR-Progress, Alabuga Development, Alabuga Machinery, Uralvagonzavod e altre 28 società e organizzazioni. Quattro aziende con sede in Turchia e negli Emirati Arabi Uniti sono state inoltre inserite in liste di designazione speciali.
Per la prima volta Tokyo ha imposto misure restrittive a 35 navi che, secondo la sua valutazione, potrebbero essere collegate a Mosca.
Fonte: TASS
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LA RUSSIA ESPELLE DIPLOMATICI UNGHERESI IN RISPOSTA A BUDAPEST
La Russia ha annunciato l'espulsione di un gruppo di diplomatici ungheresi, come ritorsione per l'allontanamento di dieci diplomatici russi deciso da Budapest a partire dall'8 settembre. Il ministero degli Esteri russo ha convocato l'incaricato d'affari ungherese Gabor Gergich per comunicargli la misura.
Il personale dell'ambasciata ungherese a Mosca e dei consolati generali di San Pietroburgo e Kazan dovrà lasciare il territorio russo entro due settimane. Mosca aveva presentato una protesta formale per l'espulsione dei propri diplomatici, definita infondata e apertamente ostile.
Il cambio di linea segue l'insediamento a Budapest del primo ministro Péter Magyar, leader del partito Tisza, che ha modificato l'atteggiamento ungherese verso Mosca rispetto agli anni di Viktor Orbán.
Fonte: ZeroHedge
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La Russia ha annunciato l'espulsione di un gruppo di diplomatici ungheresi, come ritorsione per l'allontanamento di dieci diplomatici russi deciso da Budapest a partire dall'8 settembre. Il ministero degli Esteri russo ha convocato l'incaricato d'affari ungherese Gabor Gergich per comunicargli la misura.
Il personale dell'ambasciata ungherese a Mosca e dei consolati generali di San Pietroburgo e Kazan dovrà lasciare il territorio russo entro due settimane. Mosca aveva presentato una protesta formale per l'espulsione dei propri diplomatici, definita infondata e apertamente ostile.
Il cambio di linea segue l'insediamento a Budapest del primo ministro Péter Magyar, leader del partito Tisza, che ha modificato l'atteggiamento ungherese verso Mosca rispetto agli anni di Viktor Orbán.
Fonte: ZeroHedge
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PROTESTA DAVANTI ALLA SEDE AMAZON DI NEW YORK CONTRO I DATA CENTER PER L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
A New York, durante la Climate Week che si svolge in contemporanea con l'assemblea generale delle Nazioni Unite, attivisti e membri del gruppo Amazon Employees for Climate Justice manifestano oggi, 22 settembre, davanti alla sede di Amazon a Manhattan contro l'impatto climatico dell'espansione dell'intelligenza artificiale.
Al centro della protesta c'è il data center che l'azienda statunitense sta costruendo a Pecos, in Texas, alimentato da una centrale a gas con 35 turbine, indicata come possibile tra le maggiori fonti di inquinamento climatico del Paese.
L'ex ingegnera del software di Amazon Kavita Sthanumurthy sostiene che il fabbisogno dell'AI sia coperto in larga parte da combustibili fossili mentre l'azienda dichiara energia al 100% rinnovabile; una ricerca interna del gruppo dei dipendenti indica invece una quota vicina al 22%.
Fonte: Democracy Now!
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A New York, durante la Climate Week che si svolge in contemporanea con l'assemblea generale delle Nazioni Unite, attivisti e membri del gruppo Amazon Employees for Climate Justice manifestano oggi, 22 settembre, davanti alla sede di Amazon a Manhattan contro l'impatto climatico dell'espansione dell'intelligenza artificiale.
Al centro della protesta c'è il data center che l'azienda statunitense sta costruendo a Pecos, in Texas, alimentato da una centrale a gas con 35 turbine, indicata come possibile tra le maggiori fonti di inquinamento climatico del Paese.
L'ex ingegnera del software di Amazon Kavita Sthanumurthy sostiene che il fabbisogno dell'AI sia coperto in larga parte da combustibili fossili mentre l'azienda dichiara energia al 100% rinnovabile; una ricerca interna del gruppo dei dipendenti indica invece una quota vicina al 22%.
Fonte: Democracy Now!
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TRUMP DEFINISCE MOLTO BUONO IL RAPPORTO CON MELONI
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito "molto buono" il proprio rapporto con la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. La dichiarazione risale al 3 ottobre 2026.
Interrogato dai giornalisti, il presidente americano ha risposto anche sui suoi attacchi passati alla premier italiana, affermando che gli è "sempre piaciuta".
Il riferimento è al rapporto tra il presidente statunitense e la guida del governo italiano, tema su cui Trump si era già espresso in passato in termini critici.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito "molto buono" il proprio rapporto con la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. La dichiarazione risale al 3 ottobre 2026.
Interrogato dai giornalisti, il presidente americano ha risposto anche sui suoi attacchi passati alla premier italiana, affermando che gli è "sempre piaciuta".
Il riferimento è al rapporto tra il presidente statunitense e la guida del governo italiano, tema su cui Trump si era già espresso in passato in termini critici.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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TRUMP DICE CHE L'IRAN HA RINUNCIATO AI PIANI PER L'ARMA NUCLEARE
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato sabato che l'Iran ha «praticamente rinunciato» a qualsiasi piano di sviluppo di armi nucleari. Ha parlato con i giornalisti prima di lasciare la Casa Bianca per un comizio nello stato dell'Ohio.
Trump ha anche sostenuto che i prezzi del petrolio sono in calo, dopo le quotazioni elevate seguite agli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l'Iran il 28 febbraio. Il conflitto con Teheran è al suo ottavo mese.
L'Iran nega da tempo di voler costruire l'arma nucleare. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, durante la visita a New York del mese scorso per l'Assemblea generale dell'Onu, ha detto che Teheran vi rinuncia per un divieto religioso e si è offerto di diluire le scorte di uranio arricchito sotto verifica internazionale, escludendo però concessioni sul programma civile e strutturali finché restano le sanzioni statunitensi.
Fonte: Middle East Monitor
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato sabato che l'Iran ha «praticamente rinunciato» a qualsiasi piano di sviluppo di armi nucleari. Ha parlato con i giornalisti prima di lasciare la Casa Bianca per un comizio nello stato dell'Ohio.
Trump ha anche sostenuto che i prezzi del petrolio sono in calo, dopo le quotazioni elevate seguite agli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l'Iran il 28 febbraio. Il conflitto con Teheran è al suo ottavo mese.
L'Iran nega da tempo di voler costruire l'arma nucleare. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, durante la visita a New York del mese scorso per l'Assemblea generale dell'Onu, ha detto che Teheran vi rinuncia per un divieto religioso e si è offerto di diluire le scorte di uranio arricchito sotto verifica internazionale, escludendo però concessioni sul programma civile e strutturali finché restano le sanzioni statunitensi.
Fonte: Middle East Monitor
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HORMUZ, PIÙ PETROLIO MA ATTACCHI E COSTI IN AUMENTO
All'inizio di ottobre 2026, nello Stretto di Hormuz, in Medio Oriente, il traffico petrolifero è aumentato rispetto all'inizio della guerra, con volumi tra 13 e 17 milioni di barili al giorno e 6-17 petroliere in transito. Ma gli attacchi iraniani alle navi continuano, i costi di spedizione e le assicurazioni restano elevati. Gli Stati Uniti hanno inviato nel Golfo un gruppo d'attacco guidato dalla portaerei USS Roosevelt.
Il G7 ha concordato il rilascio di 100 milioni di barili di riserve tra greggio e diesel, dopo i 400 milioni decisi a marzo. Le riserve statunitensi sono ai minimi dal 1983. Il prezzo del Brent domenica era ancora a 102 dollari al barile. La crisi del diesel continua, con raffinerie colpite in Medio Oriente, Ucraina e Russia.
Fonte: Responsible Statecraft
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All'inizio di ottobre 2026, nello Stretto di Hormuz, in Medio Oriente, il traffico petrolifero è aumentato rispetto all'inizio della guerra, con volumi tra 13 e 17 milioni di barili al giorno e 6-17 petroliere in transito. Ma gli attacchi iraniani alle navi continuano, i costi di spedizione e le assicurazioni restano elevati. Gli Stati Uniti hanno inviato nel Golfo un gruppo d'attacco guidato dalla portaerei USS Roosevelt.
Il G7 ha concordato il rilascio di 100 milioni di barili di riserve tra greggio e diesel, dopo i 400 milioni decisi a marzo. Le riserve statunitensi sono ai minimi dal 1983. Il prezzo del Brent domenica era ancora a 102 dollari al barile. La crisi del diesel continua, con raffinerie colpite in Medio Oriente, Ucraina e Russia.
Fonte: Responsible Statecraft
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DRONI GERAN COLPISCONO UN DATA CENTER A ODESSA E UN CENTRO LOGISTICO A CHERNOMORSK
Il ministero della Difesa russo ha annunciato il 4 ottobre 2026 che droni del tipo Geran hanno colpito un data center a Odessa e il centro logistico di Nova Poshta a Chernomorsk, nella regione di Odessa, in Ucraina. Il dicastero ha diffuso filmati che confermano gli attacchi ai due obiettivi.
Nella notte, sempre secondo il ministero, un drone ha colpito una nave cargo che trasportava forniture militari all'esercito ucraino mentre navigava a est della città di Odessa.
Fonte: TASS
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Il ministero della Difesa russo ha annunciato il 4 ottobre 2026 che droni del tipo Geran hanno colpito un data center a Odessa e il centro logistico di Nova Poshta a Chernomorsk, nella regione di Odessa, in Ucraina. Il dicastero ha diffuso filmati che confermano gli attacchi ai due obiettivi.
Nella notte, sempre secondo il ministero, un drone ha colpito una nave cargo che trasportava forniture militari all'esercito ucraino mentre navigava a est della città di Odessa.
Fonte: TASS
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CANADA ACCELERA L'OLEODOTTO VERSO IL PACIFICO
Il Canada accelera l'iter per un oleodotto da un milione di barili al giorno verso la costa del Pacifico. Il primo ministro Mark Carney ha annunciato giovedì che il progetto sarà inserito tra quelli di interesse nazionale, con un'unica revisione federale che Ottawa punta a chiudere entro il 1° settembre 2027.
Il tracciato andrebbe dall'Alberta al sud della British Columbia, in larga parte lungo il corridoio dell'esistente Trans Mountain. Il progetto sarebbe guidato da Trans Mountain Corp. e Pembina Pipeline, con i governi federale e dell'Alberta attesi come azionisti di maggioranza e almeno il 10 per cento alle comunità indigene.
L'Alberta stima un costo tra 35,2 e 43,7 miliardi di dollari canadesi. Il Canada invia ancora oltre il 90 per cento del proprio greggio esportato negli Stati Uniti; l'oleodotto Trans Mountain, unica rotta verso il Pacifico, è già saturo.
Fonte: ZeroHedge
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Il Canada accelera l'iter per un oleodotto da un milione di barili al giorno verso la costa del Pacifico. Il primo ministro Mark Carney ha annunciato giovedì che il progetto sarà inserito tra quelli di interesse nazionale, con un'unica revisione federale che Ottawa punta a chiudere entro il 1° settembre 2027.
Il tracciato andrebbe dall'Alberta al sud della British Columbia, in larga parte lungo il corridoio dell'esistente Trans Mountain. Il progetto sarebbe guidato da Trans Mountain Corp. e Pembina Pipeline, con i governi federale e dell'Alberta attesi come azionisti di maggioranza e almeno il 10 per cento alle comunità indigene.
L'Alberta stima un costo tra 35,2 e 43,7 miliardi di dollari canadesi. Il Canada invia ancora oltre il 90 per cento del proprio greggio esportato negli Stati Uniti; l'oleodotto Trans Mountain, unica rotta verso il Pacifico, è già saturo.
Fonte: ZeroHedge
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