UCRAINA, VERSO ALTRI 70 MILIARDI DI EURO PER IL 2027
Al 3 ottobre 2026, l'Ucraina potrebbe aver bisogno di ulteriori 70 miliardi di euro per il 2027, oltre ai 45 miliardi già promessi dall'Unione europea come parte di un prestito da 90 miliardi concesso quest'anno.
Bruxelles e Kiev sono in contatti per definire le esigenze e preparare un rapporto da sottoporre ai 27, forse già al Consiglio europeo di ottobre. Sommando i fondi previsti per il 2026, il totale arriverebbe a 160 miliardi.
Fonte: Occhi sul Mondo
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Al 3 ottobre 2026, l'Ucraina potrebbe aver bisogno di ulteriori 70 miliardi di euro per il 2027, oltre ai 45 miliardi già promessi dall'Unione europea come parte di un prestito da 90 miliardi concesso quest'anno.
Bruxelles e Kiev sono in contatti per definire le esigenze e preparare un rapporto da sottoporre ai 27, forse già al Consiglio europeo di ottobre. Sommando i fondi previsti per il 2026, il totale arriverebbe a 160 miliardi.
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L'AERONAUTICA FRANCESE VUOLE CACCIA PILOTATI IN VOLO CON DRONI IA NEL 2028
L'Aeronautica militare francese, con la Direzione generale degli armamenti e l'agenzia per l'intelligenza artificiale della difesa Amiad, punta a far volare nel 2028 caccia pilotati insieme a droni da combattimento dotati di IA. Il progetto si chiama Hypairion e prevede un'architettura aperta e modulare di proprietà statale, per ridurre la dipendenza dai sistemi proprietari dei fornitori.
A Mont-de-Marsan, nel sud-ovest della Francia, due Mirage 2000 vengono modificati come banchi di prova, con un nuovo computer per testare vari casi d'uso entro la fine dell'anno. Lo sviluppo sarà incrementale e la prima fase non punterà a una capacità operativa, ma a consumi energetici e interfacciamento dei sistemi.
Il drone unmanned del 2028 sarà una piattaforma di test e potrebbe non coincidere con il futuro wingman del Rafale previsto nello standard F5, la cui prima versione è attesa per il 2033.
Fonte: Defense News
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L'Aeronautica militare francese, con la Direzione generale degli armamenti e l'agenzia per l'intelligenza artificiale della difesa Amiad, punta a far volare nel 2028 caccia pilotati insieme a droni da combattimento dotati di IA. Il progetto si chiama Hypairion e prevede un'architettura aperta e modulare di proprietà statale, per ridurre la dipendenza dai sistemi proprietari dei fornitori.
A Mont-de-Marsan, nel sud-ovest della Francia, due Mirage 2000 vengono modificati come banchi di prova, con un nuovo computer per testare vari casi d'uso entro la fine dell'anno. Lo sviluppo sarà incrementale e la prima fase non punterà a una capacità operativa, ma a consumi energetici e interfacciamento dei sistemi.
Il drone unmanned del 2028 sarà una piattaforma di test e potrebbe non coincidere con il futuro wingman del Rafale previsto nello standard F5, la cui prima versione è attesa per il 2033.
Fonte: Defense News
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OLA BINI ESPULSO DALL'ECUADOR, VIETATO IL RIENTRO PER DIECI ANNI
Le autorità ecuadoriane hanno trattenuto a Quito e disposto l'espulsione immediata di Ola Bini, sviluppatore di software libero ed esperto di sicurezza, il 1° ottobre 2026. Il provvedimento gli vieta di rientrare in Ecuador per dieci anni.
Bini è stato intercettato da quattro persone che si sono presentate come agenti di immigrazione e condotto in un ufficio immigrazione, dove gli è stato detto che il visto era stato revocato senza alcun documento a supporto. La difesa ha presentato un habeas corpus per bloccarne l'allontanamento.
Le autorità sostengono che rappresenti un rischio per la sicurezza pubblica, sulla base di un rapporto secretato. L'udienza, iniziata alle 17 ora locale, ha stabilito l'espulsione immediata: Bini è stato portato all'aeroporto di Quito in attesa del volo per la Svezia. Il procedimento penale a suo carico è intanto scaduto per decorrenza dei termini.
Fonte: Electronic Frontier Foundation
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Le autorità ecuadoriane hanno trattenuto a Quito e disposto l'espulsione immediata di Ola Bini, sviluppatore di software libero ed esperto di sicurezza, il 1° ottobre 2026. Il provvedimento gli vieta di rientrare in Ecuador per dieci anni.
Bini è stato intercettato da quattro persone che si sono presentate come agenti di immigrazione e condotto in un ufficio immigrazione, dove gli è stato detto che il visto era stato revocato senza alcun documento a supporto. La difesa ha presentato un habeas corpus per bloccarne l'allontanamento.
Le autorità sostengono che rappresenti un rischio per la sicurezza pubblica, sulla base di un rapporto secretato. L'udienza, iniziata alle 17 ora locale, ha stabilito l'espulsione immediata: Bini è stato portato all'aeroporto di Quito in attesa del volo per la Svezia. Il procedimento penale a suo carico è intanto scaduto per decorrenza dei termini.
Fonte: Electronic Frontier Foundation
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PIANI PER EVACUARE LE AMBASCIATE OCCIDENTALI DA KIEV
Alla data del 3 ottobre 2026 i paesi occidentali stanno elaborando piani per evacuare le proprie ambasciate da Kiev, in Ucraina, in caso di ulteriori rischi per la sicurezza dei diplomatici. La capitale è sotto attacchi russi con missili e droni contro centri dati, magazzini, centrali termoelettriche e un ponte principale; interi quartieri restano senza luce e acqua.
Per il trasferimento dei diplomatici si valuta l’uso di elicotteri. Le ambasciate potrebbero essere spostate a Leopoli o nella Polonia orientale. L’attacco al ponte principale ha diviso Kiev in due.
Fonte: Occhi sul Mondo
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Alla data del 3 ottobre 2026 i paesi occidentali stanno elaborando piani per evacuare le proprie ambasciate da Kiev, in Ucraina, in caso di ulteriori rischi per la sicurezza dei diplomatici. La capitale è sotto attacchi russi con missili e droni contro centri dati, magazzini, centrali termoelettriche e un ponte principale; interi quartieri restano senza luce e acqua.
Per il trasferimento dei diplomatici si valuta l’uso di elicotteri. Le ambasciate potrebbero essere spostate a Leopoli o nella Polonia orientale. L’attacco al ponte principale ha diviso Kiev in due.
Fonte: Occhi sul Mondo
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GINEVRA, IN MILLE CINQUECENTO IN PIAZZA CONTRO LE AZIONI ISRAELIANE NEI TERRITORI PALESTINESI
A Ginevra, in Svizzera, circa 1.500 persone hanno manifestato contro le azioni di Israele nei territori palestinesi, chiedendo a Berna di imporre un embargo militare, energetico e commerciale. La protesta, organizzata dal Collectif Urgence Palestine, si è svolta il 4 ottobre 2026, circa tre anni dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre e la successiva operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza.
I partecipanti hanno denunciato l'uso della fame come arma di guerra, le vittime e i feriti a Gaza e il comportamento dei coloni in Cisgiordania. La polizia di Ginevra ha indicato in circa 1.500 il numero dei presenti e ha riferito che la manifestazione si è svolta in modo pacifico.
Il collettivo chiede la fine dei legami commerciali, scientifici e culturali con Israele e la sospensione della cooperazione militare. Chiede inoltre l'arresto del primo ministro Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, qualora entrino in territorio svizzero, in applicazione del mandato della Corte penale internazionale.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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A Ginevra, in Svizzera, circa 1.500 persone hanno manifestato contro le azioni di Israele nei territori palestinesi, chiedendo a Berna di imporre un embargo militare, energetico e commerciale. La protesta, organizzata dal Collectif Urgence Palestine, si è svolta il 4 ottobre 2026, circa tre anni dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre e la successiva operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza.
I partecipanti hanno denunciato l'uso della fame come arma di guerra, le vittime e i feriti a Gaza e il comportamento dei coloni in Cisgiordania. La polizia di Ginevra ha indicato in circa 1.500 il numero dei presenti e ha riferito che la manifestazione si è svolta in modo pacifico.
Il collettivo chiede la fine dei legami commerciali, scientifici e culturali con Israele e la sospensione della cooperazione militare. Chiede inoltre l'arresto del primo ministro Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, qualora entrino in territorio svizzero, in applicazione del mandato della Corte penale internazionale.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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CONGO, UN TRIBUNALE MILITARE CONDANNA A MORTE 27 SOLDATI PER VILTÀ
Un tribunale militare dell'est della Repubblica Democratica del Congo ha condannato a morte 27 soldati congolesi per «viltà», ovvero per essersi ritirati dalla prima linea durante gli scontri con i ribelli AFC/M23. Il processo era iniziato il 15 settembre a Uvira, nel Sud Kivu, contro almeno 112 militari del 21esimo battaglione Simba, accusati di aver violato gli ordini e di essere fuggiti dai combattimenti nell'agosto scorso.
Venerdì il tribunale ha condannato altri 54 soldati a cinque anni di reclusione per violazione delle istruzioni e 10 a sei mesi; 21 imputati, tra cui cinque donne, sono stati assolti per prove insufficienti. Il gruppo AFC/M23 controlla ampie zone dell'est del Paese, comprese le capitali provinciali di Goma e Bukavu, prese all'inizio del 2025.
Fonte: Anadolu Agency
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Un tribunale militare dell'est della Repubblica Democratica del Congo ha condannato a morte 27 soldati congolesi per «viltà», ovvero per essersi ritirati dalla prima linea durante gli scontri con i ribelli AFC/M23. Il processo era iniziato il 15 settembre a Uvira, nel Sud Kivu, contro almeno 112 militari del 21esimo battaglione Simba, accusati di aver violato gli ordini e di essere fuggiti dai combattimenti nell'agosto scorso.
Venerdì il tribunale ha condannato altri 54 soldati a cinque anni di reclusione per violazione delle istruzioni e 10 a sei mesi; 21 imputati, tra cui cinque donne, sono stati assolti per prove insufficienti. Il gruppo AFC/M23 controlla ampie zone dell'est del Paese, comprese le capitali provinciali di Goma e Bukavu, prese all'inizio del 2025.
Fonte: Anadolu Agency
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TERZA CONFERENZA DI REVISIONE DEL TRATTATO NPT CHIUSA SENZA INTESA
La conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT), riunita a New York quest'anno, si è chiusa dopo quattro settimane di negoziati senza un esito sostanziale condiviso. È il terzo fallimento consecutivo, dopo il 2015 e il 2022. Tra gli ostacoli finali, lo scontro tra Stati Uniti e Iran sulla formulazione relativa al programma nucleare iraniano. Il presidente della conferenza, Do Hung Viet, ha indicato divisioni anche su disarmo, condivisione nucleare e conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
Il trattato resta in vigore, ma il consenso si traduce sempre più raramente in azione comune. In agosto Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno firmato l'accordo di difesa congiunta della Mecca, che impegna ciascuno a considerare un attacco armato contro uno come attacco contro tutti. Il Pakistan, unico membro con armi nucleari, non aderisce al NPT.
Fonte: Modern Diplomacy
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La conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT), riunita a New York quest'anno, si è chiusa dopo quattro settimane di negoziati senza un esito sostanziale condiviso. È il terzo fallimento consecutivo, dopo il 2015 e il 2022. Tra gli ostacoli finali, lo scontro tra Stati Uniti e Iran sulla formulazione relativa al programma nucleare iraniano. Il presidente della conferenza, Do Hung Viet, ha indicato divisioni anche su disarmo, condivisione nucleare e conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
Il trattato resta in vigore, ma il consenso si traduce sempre più raramente in azione comune. In agosto Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno firmato l'accordo di difesa congiunta della Mecca, che impegna ciascuno a considerare un attacco armato contro uno come attacco contro tutti. Il Pakistan, unico membro con armi nucleari, non aderisce al NPT.
Fonte: Modern Diplomacy
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FRANCO GABRIELLI ENTRA IN POLITICA NEL CENTROSINISTRA CON IL PROGETTO DI RUFFINI
L'ex capo della polizia italiana Franco Gabrielli entra in politica a sostegno del progetto di Ernesto Maria Ruffini, con collocazione dichiarata nel centrosinistra. L'annuncio è del 2 ottobre 2026.
Gabrielli dice di non chiedere ruoli né garanzie e apre al confronto con Alessandro Onorato e Matteo Renzi, escludendo veti. Sul governo Meloni osserva che ha avuto tempo, numeri e leadership, ma non ha realizzato molte delle promesse su immigrazione, sicurezza, pressione fiscale, pensioni e riforme istituzionali.
Sull'immigrazione propone flussi legali adeguati, procedure rapide per l'asilo, rimpatri effettivi e integrazione; sulla sicurezza un controllo del territorio più efficace e interventi su degrado e marginalità. È favorevole a continuare il sostegno militare all'Ucraina.
Fonte: Dagospia
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L'ex capo della polizia italiana Franco Gabrielli entra in politica a sostegno del progetto di Ernesto Maria Ruffini, con collocazione dichiarata nel centrosinistra. L'annuncio è del 2 ottobre 2026.
Gabrielli dice di non chiedere ruoli né garanzie e apre al confronto con Alessandro Onorato e Matteo Renzi, escludendo veti. Sul governo Meloni osserva che ha avuto tempo, numeri e leadership, ma non ha realizzato molte delle promesse su immigrazione, sicurezza, pressione fiscale, pensioni e riforme istituzionali.
Sull'immigrazione propone flussi legali adeguati, procedure rapide per l'asilo, rimpatri effettivi e integrazione; sulla sicurezza un controllo del territorio più efficace e interventi su degrado e marginalità. È favorevole a continuare il sostegno militare all'Ucraina.
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IN CAIRO UN DIALOGO GLOBALE SUGLI STUDI CINESI CON 140 PARTECIPANTI
Il Cairo ha ospitato dal 28 al 30 settembre 2026 il Global Dialogue on Chinese Studies e la sessione dedicata ai Paesi arabi, al Marriott Hotel, con la partecipazione di circa 140 tra funzionari, esperti e accademici. L'evento si è svolto sotto la supervisione dell'Ufficio informazioni del Consiglio di Stato cinese, organizzato con il dipartimento informazione del governo municipale di Shanghai e l'Accademia di scienze sociali di Shanghai, insieme all'Università del Cairo, al Consiglio egiziano per gli affari esteri e al Centro Al-Ahram per gli studi politici e strategici.
Durante i lavori è stata pubblicata una lista di libri di ricerca consigliati ai giovani studiosi cinesi e arabi. Il Consiglio degli studiosi cinesi in Egitto ha tenuto il suo primo incontro all'Università Ain Shams, decidendo di organizzare una conferenza internazionale nel 2027. L'Università del Cairo e l'Università di studi internazionali di Shanghai hanno firmato un memorandum d'intesa per ampliare la collaborazione accademica e istituire un Centro di studi cinesi.
Fonte: Modern Diplomacy
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Il Cairo ha ospitato dal 28 al 30 settembre 2026 il Global Dialogue on Chinese Studies e la sessione dedicata ai Paesi arabi, al Marriott Hotel, con la partecipazione di circa 140 tra funzionari, esperti e accademici. L'evento si è svolto sotto la supervisione dell'Ufficio informazioni del Consiglio di Stato cinese, organizzato con il dipartimento informazione del governo municipale di Shanghai e l'Accademia di scienze sociali di Shanghai, insieme all'Università del Cairo, al Consiglio egiziano per gli affari esteri e al Centro Al-Ahram per gli studi politici e strategici.
Durante i lavori è stata pubblicata una lista di libri di ricerca consigliati ai giovani studiosi cinesi e arabi. Il Consiglio degli studiosi cinesi in Egitto ha tenuto il suo primo incontro all'Università Ain Shams, decidendo di organizzare una conferenza internazionale nel 2027. L'Università del Cairo e l'Università di studi internazionali di Shanghai hanno firmato un memorandum d'intesa per ampliare la collaborazione accademica e istituire un Centro di studi cinesi.
Fonte: Modern Diplomacy
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IL SISTEMA MISSILISTICO USA TYPHON RESTA IN GIAPPONE, A OKINAWA
Alla fine del mese scorso il ministero della Difesa giapponese ha annunciato che il sistema missilistico terrestre statunitense Typhon, in grado di lanciare missili Tomahawk, non farà ritorno negli Stati Uniti dopo essere stato schierato in Giappone per esercitazioni militari. Sarà invece immagazzinato, almeno temporaneamente, nella base aerea di Kadena, a Okinawa.
Tokyo ha cercato di ridimensionare la decisione: serve a sostenere l'addestramento e non operazioni di guerra, e nessuna unità dell'esercito statunitense sarà schierata insieme al sistema. Lo schieramento riguarda la cosiddetta prima catena di isole nell'Asia orientale, che attraversa Giappone, Taiwan e Filippine.
Fonte: Responsible Statecraft
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Alla fine del mese scorso il ministero della Difesa giapponese ha annunciato che il sistema missilistico terrestre statunitense Typhon, in grado di lanciare missili Tomahawk, non farà ritorno negli Stati Uniti dopo essere stato schierato in Giappone per esercitazioni militari. Sarà invece immagazzinato, almeno temporaneamente, nella base aerea di Kadena, a Okinawa.
Tokyo ha cercato di ridimensionare la decisione: serve a sostenere l'addestramento e non operazioni di guerra, e nessuna unità dell'esercito statunitense sarà schierata insieme al sistema. Lo schieramento riguarda la cosiddetta prima catena di isole nell'Asia orientale, che attraversa Giappone, Taiwan e Filippine.
Fonte: Responsible Statecraft
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ITALIA, QUASI UN MAGGIORENNE SU TRE DICE CHE LO SMARTPHONE HA PEGGIORATO LA VITA
Diffuso il 2 ottobre, un sondaggio online su 1.200 maggiorenni condotto dalla Swg per la Fondazione Barbara Berlusconi rileva che in Italia quasi un maggiorenne su tre ritiene che lo smartphone abbia peggiorato la propria vita: la quota è passata dal 17 per cento del 2023 al 31 per cento.
Il 69 per cento vorrebbe fissare almeno a 16 anni l'età per l'accesso ai social; il 55 per cento indica il modello australiano, con il divieto di profili prima dei 16 anni. L'81 per cento vuole impedire agli sconosciuti di contattare i profili dei minorenni.
Il 45 per cento teme conseguenze negative dalle restrizioni, come minori occasioni di socializzazione. Per il 76 per cento la tutela dei minori dipende soprattutto dall'educazione digitale, e i genitori sono indicati come primi responsabili, prima di piattaforme, istituzioni e scuola.
Fonte: Dagospia
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Diffuso il 2 ottobre, un sondaggio online su 1.200 maggiorenni condotto dalla Swg per la Fondazione Barbara Berlusconi rileva che in Italia quasi un maggiorenne su tre ritiene che lo smartphone abbia peggiorato la propria vita: la quota è passata dal 17 per cento del 2023 al 31 per cento.
Il 69 per cento vorrebbe fissare almeno a 16 anni l'età per l'accesso ai social; il 55 per cento indica il modello australiano, con il divieto di profili prima dei 16 anni. L'81 per cento vuole impedire agli sconosciuti di contattare i profili dei minorenni.
Il 45 per cento teme conseguenze negative dalle restrizioni, come minori occasioni di socializzazione. Per il 76 per cento la tutela dei minori dipende soprattutto dall'educazione digitale, e i genitori sono indicati come primi responsabili, prima di piattaforme, istituzioni e scuola.
Fonte: Dagospia
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SLOVENIA, VETO SULLA DICHIARAZIONE UE CONTRO IL PROGETTO ISRAELIANO E1
Il governo sloveno di centro-destra, in carica da giugno con il Partito democratico di Janez Janša, ha posto il 27 agosto il veto su una dichiarazione congiunta di Ue e 27 Stati membri contro il progetto israeliano E1 in Cisgiordania. Il ministro degli Esteri Tone Kazjer ha motivato il veto sostenendo che il testo non avrebbe apportato valore aggiunto.
Lubiana aveva riconosciuto lo Stato palestinese nel 2024 e imposto nel 2025 un embargo sulle armi a Israele; prima di agosto il ruolo di bloccare le risoluzioni Ue su Israele era dell'Ungheria di Viktor Orbán.
Sei giorni prima delle elezioni di marzo, un'inchiesta ha rivelato che nel dicembre 2025 Janša avrebbe incontrato dipendenti della società di intelligence israeliana Black Cube, i cui uomini avrebbero operato sotto falsa identità per registrare membri del governo Golob.
Fonte: IrpiMedia
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Il governo sloveno di centro-destra, in carica da giugno con il Partito democratico di Janez Janša, ha posto il 27 agosto il veto su una dichiarazione congiunta di Ue e 27 Stati membri contro il progetto israeliano E1 in Cisgiordania. Il ministro degli Esteri Tone Kazjer ha motivato il veto sostenendo che il testo non avrebbe apportato valore aggiunto.
Lubiana aveva riconosciuto lo Stato palestinese nel 2024 e imposto nel 2025 un embargo sulle armi a Israele; prima di agosto il ruolo di bloccare le risoluzioni Ue su Israele era dell'Ungheria di Viktor Orbán.
Sei giorni prima delle elezioni di marzo, un'inchiesta ha rivelato che nel dicembre 2025 Janša avrebbe incontrato dipendenti della società di intelligence israeliana Black Cube, i cui uomini avrebbero operato sotto falsa identità per registrare membri del governo Golob.
Fonte: IrpiMedia
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PETROLIO IN CALO, I FLUSSI DA HORMUZ TORNANO SOPRA I LIVELLI PRE-GUERRA
I prezzi del greggio sono scesi nelle prime contrattazioni del 5 ottobre 2026, con il Brent che resta sopra i 100 dollari al barile. Nello Stretto di Hormuz, in Medio Oriente, i flussi di petrolio sono risaliti sopra i livelli precedenti al conflitto: secondo i dati provvisori della società di analisi Kpler, tra il 27 e il 29 settembre le uscite dallo stretto hanno oscillato tra 19,5 e 22,5 milioni di barili al giorno, circa il doppio rispetto a un mese prima.
Alla rilevazione il Brent valeva 101,20 dollari al barile e il West Texas Intermediate 89,73 dollari. Anche i flussi di gas naturale liquefatto dallo Stretto di Hormuz risultano ai livelli pre-guerra, mentre QatarEnergy resta in regime di force majeure sulle esportazioni.
Fonte: OilPrice.com
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I prezzi del greggio sono scesi nelle prime contrattazioni del 5 ottobre 2026, con il Brent che resta sopra i 100 dollari al barile. Nello Stretto di Hormuz, in Medio Oriente, i flussi di petrolio sono risaliti sopra i livelli precedenti al conflitto: secondo i dati provvisori della società di analisi Kpler, tra il 27 e il 29 settembre le uscite dallo stretto hanno oscillato tra 19,5 e 22,5 milioni di barili al giorno, circa il doppio rispetto a un mese prima.
Alla rilevazione il Brent valeva 101,20 dollari al barile e il West Texas Intermediate 89,73 dollari. Anche i flussi di gas naturale liquefatto dallo Stretto di Hormuz risultano ai livelli pre-guerra, mentre QatarEnergy resta in regime di force majeure sulle esportazioni.
Fonte: OilPrice.com
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SUL CANALE 57 ITALIANA SOSTITUISCE RAI SCUOLA, LANCIO CON LO SLOGAN POWERED BY RAI
Italia. Sul canale 57 Rai Scuola è stata sostituita da «Italiana», presentata come il canale interamente dedicato al racconto dell'identità italiana sui territori. Il lancio della nuova rete è accompagnato dallo slogan «powered by Rai». La notizia è del 4 ottobre 2026.
Il nuovo canale prende il posto di quello che fino a ora trasmetteva i programmi di Rai Scuola. La programmazione annunciata è centrata sull'identità italiana raccontata sui territori.
Fonte: Dagospia
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Italia. Sul canale 57 Rai Scuola è stata sostituita da «Italiana», presentata come il canale interamente dedicato al racconto dell'identità italiana sui territori. Il lancio della nuova rete è accompagnato dallo slogan «powered by Rai». La notizia è del 4 ottobre 2026.
Il nuovo canale prende il posto di quello che fino a ora trasmetteva i programmi di Rai Scuola. La programmazione annunciata è centrata sull'identità italiana raccontata sui territori.
Fonte: Dagospia
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UCRAINA, ZELENSKY FIRMA LA LEGGE CHE ESCLUDE IL RUSSO DALLE LINGUE PROTETTE
In Ucraina, il presidente Volodymyr Zelenskyy ha firmato il 12 giugno 2026 una legge approvata dalla Verkhovna Rada nel dicembre 2025, che rimuove la lingua russa dall'elenco delle lingue tutelate dalla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie.
La Costituzione ucraina, all'articolo 10, garantisce lo sviluppo, l'uso e la protezione della lingua russa e delle altre lingue delle minoranze nazionali del Paese. La modifica normativa riguarda quindi il quadro di tutele previsto per le minoranze linguistiche in Ucraina.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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In Ucraina, il presidente Volodymyr Zelenskyy ha firmato il 12 giugno 2026 una legge approvata dalla Verkhovna Rada nel dicembre 2025, che rimuove la lingua russa dall'elenco delle lingue tutelate dalla Carta europea delle lingue regionali o minoritarie.
La Costituzione ucraina, all'articolo 10, garantisce lo sviluppo, l'uso e la protezione della lingua russa e delle altre lingue delle minoranze nazionali del Paese. La modifica normativa riguarda quindi il quadro di tutele previsto per le minoranze linguistiche in Ucraina.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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L'IRAN AGLI USA: NESSUNA SOLUZIONE MILITARE, HORMUZ RESTA CHIUSO
L'Iran esclude che il contenzioso con gli Stati Uniti possa essere risolto con una soluzione militare o con le sanzioni. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi lo ha dichiarato il 4 ottobre 2026 davanti agli ambasciatori stranieri, mentre i colloqui tra i due Paesi restano in stallo, avvertendo che una nuova scelta del confronto militare da parte dei nemici riceverebbe una risposta più forte.
Il capo negoziatore iraniano e presidente del parlamento, Ghalibaf, ha aggiunto che dagli Stati Uniti arrivano proposte, ma lo stretto di Hormuz resta chiuso finché le richieste di Teheran non saranno soddisfatte. L'epoca delle richieste unilaterali, ha detto, è terminata.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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L'Iran esclude che il contenzioso con gli Stati Uniti possa essere risolto con una soluzione militare o con le sanzioni. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi lo ha dichiarato il 4 ottobre 2026 davanti agli ambasciatori stranieri, mentre i colloqui tra i due Paesi restano in stallo, avvertendo che una nuova scelta del confronto militare da parte dei nemici riceverebbe una risposta più forte.
Il capo negoziatore iraniano e presidente del parlamento, Ghalibaf, ha aggiunto che dagli Stati Uniti arrivano proposte, ma lo stretto di Hormuz resta chiuso finché le richieste di Teheran non saranno soddisfatte. L'epoca delle richieste unilaterali, ha detto, è terminata.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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ORGANIZZAZIONI ITALIANE ED EUROPEE CHIEDONO TUTELE CONTRO LE SANZIONI USA
Quattordici organizzazioni della società civile italiana, insieme alla Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative (Febea), hanno inviato un appello alla Commissione Europea e al Governo italiano. L'iniziativa è stata resa nota il 5 ottobre 2026. Chiedono misure urgenti per proteggere persone, organizzazioni e banche europee dall'uso politico degli strumenti nati per contrastare terrorismo e criminalità internazionale, in particolare le sanzioni unilaterali statunitensi.
Tra i firmatari figurano Banca Etica, Acli, Arci, Legacoop, Libera, Oxfam e Mediterranea Saving Humans. L'appello cita il caso del collettivo Autistici/Inventati, il cui conto è stato sospeso da Banca Etica dopo l'inserimento nelle liste antiterrorismo USA, e chiede all'UE di intervenire. L'iniziativa accompagna interrogazioni di parlamentari europei; la Commissione dovrà rispondere entro tre settimane. Un appello analogo è stato inviato nei Paesi Bassi da 30 associazioni.
Fonte: Terra Nuova
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Quattordici organizzazioni della società civile italiana, insieme alla Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative (Febea), hanno inviato un appello alla Commissione Europea e al Governo italiano. L'iniziativa è stata resa nota il 5 ottobre 2026. Chiedono misure urgenti per proteggere persone, organizzazioni e banche europee dall'uso politico degli strumenti nati per contrastare terrorismo e criminalità internazionale, in particolare le sanzioni unilaterali statunitensi.
Tra i firmatari figurano Banca Etica, Acli, Arci, Legacoop, Libera, Oxfam e Mediterranea Saving Humans. L'appello cita il caso del collettivo Autistici/Inventati, il cui conto è stato sospeso da Banca Etica dopo l'inserimento nelle liste antiterrorismo USA, e chiede all'UE di intervenire. L'iniziativa accompagna interrogazioni di parlamentari europei; la Commissione dovrà rispondere entro tre settimane. Un appello analogo è stato inviato nei Paesi Bassi da 30 associazioni.
Fonte: Terra Nuova
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LA RUSSIA COLPISCE UN PONTE SUL DNIEPER A KIEV
Il 2 ottobre le forze armate russe hanno colpito un ponte stradale e ferroviario sul fiume Dnieper a Kiev, in Ucraina. Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo, secondo cui l'infrastruttura viene usata per rifornire di materiale militare i raggruppamenti dell'esercito ucraino nel Donbass.
Il colpo è stato sferrato nella mattinata. L'azione rientra nella campagna russa contro i ponti in territorio ucraino, strutture di epoca sovietica difficili da distruggere completamente.
Fonte: TASS
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Il 2 ottobre le forze armate russe hanno colpito un ponte stradale e ferroviario sul fiume Dnieper a Kiev, in Ucraina. Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo, secondo cui l'infrastruttura viene usata per rifornire di materiale militare i raggruppamenti dell'esercito ucraino nel Donbass.
Il colpo è stato sferrato nella mattinata. L'azione rientra nella campagna russa contro i ponti in territorio ucraino, strutture di epoca sovietica difficili da distruggere completamente.
Fonte: TASS
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