MERZ A KYIV ANNUNCIA UN MILIARDO DI EURO DI AIUTI MILITARI ALL'UCRAINA
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato a Kyiv un nuovo pacchetto di aiuti militari all'Ucraina da un miliardo di euro, durante una visita nella capitale ucraina il 4 ottobre 2026, mentre proseguono gli attacchi russi con droni contro infrastrutture in diverse città.
Merz ha annunciato anche 350 milioni di euro per la riparazione del settore energetico. Aziende tedesche hanno firmato accordi con l'Ucraina per circa 6,5 miliardi di euro, compresi contratti per missili di difesa aerea e apparecchiature radar.
Nella giornata della visita un attacco russo ha colpito un ponte a Kyiv, causando feriti e danni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha elogiato un nuovo drone intercettore sviluppato da Quantum Systems. Il ministero degli Esteri russo ha annunciato che proseguirà gli attacchi, definendoli misure di rappresaglia.
Fonte: Modern Diplomacy
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Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato a Kyiv un nuovo pacchetto di aiuti militari all'Ucraina da un miliardo di euro, durante una visita nella capitale ucraina il 4 ottobre 2026, mentre proseguono gli attacchi russi con droni contro infrastrutture in diverse città.
Merz ha annunciato anche 350 milioni di euro per la riparazione del settore energetico. Aziende tedesche hanno firmato accordi con l'Ucraina per circa 6,5 miliardi di euro, compresi contratti per missili di difesa aerea e apparecchiature radar.
Nella giornata della visita un attacco russo ha colpito un ponte a Kyiv, causando feriti e danni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha elogiato un nuovo drone intercettore sviluppato da Quantum Systems. Il ministero degli Esteri russo ha annunciato che proseguirà gli attacchi, definendoli misure di rappresaglia.
Fonte: Modern Diplomacy
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USA, UN EX FUNZIONARIO DEL DIPARTIMENTO DI STATO PARLA DI ARMI NUCLEARI A ISRAELE
Negli Stati Uniti, il 4 ottobre 2026, l'ex capo di gabinetto del Dipartimento di Stato Lawrence Wilkerson ha dichiarato nel corso di un'intervista che circola la voce, sia in ebraico sia in inglese, di un via libera dato dal presidente Donald Trump al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per l'uso di armi nucleari nel conflitto in corso.
Wilkerson ha precisato di non sapere cosa farà Trump e di non avere idea di come si comporterà in questa circostanza.
Secondo il racconto dell'ex funzionario, la questione riguarda una dimensione diversa del conflitto e arriva in un momento critico per il partito del presidente.
Fonte: Blondet & Friends
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Negli Stati Uniti, il 4 ottobre 2026, l'ex capo di gabinetto del Dipartimento di Stato Lawrence Wilkerson ha dichiarato nel corso di un'intervista che circola la voce, sia in ebraico sia in inglese, di un via libera dato dal presidente Donald Trump al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per l'uso di armi nucleari nel conflitto in corso.
Wilkerson ha precisato di non sapere cosa farà Trump e di non avere idea di come si comporterà in questa circostanza.
Secondo il racconto dell'ex funzionario, la questione riguarda una dimensione diversa del conflitto e arriva in un momento critico per il partito del presidente.
Fonte: Blondet & Friends
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LA RUSSIA ANNUNCIA NUOVI ATTACCHI SU KIEV DOPO LE DICHIARAZIONI DI ZELENSKIJ
La Russia intensificherà gli attacchi su Kiev e su altre aree dell'Ucraina. Il ministero della Difesa russo ha indicato che le forze armate concentreranno i colpi su obiettivi militari e sulle infrastrutture collegate. L'annuncio è stato reso noto il 4 ottobre 2026.
La decisione segue le dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelenskij, che ha annunciato l'intenzione di intensificare gli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe. Zelenskij ha precisato che gli attacchi ucraini non prenderanno di mira i civili, in risposta alla nuova linea dei raid russi, mirata ad allontanare la popolazione da città come Kiev.
Nelle ultime settimane la Russia ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture di Kiev, con ripercussioni sulla vita dei circa tre milioni di residenti. Entrambe le parti negano di colpire obiettivi civili.
Fonte: Modern Diplomacy
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La Russia intensificherà gli attacchi su Kiev e su altre aree dell'Ucraina. Il ministero della Difesa russo ha indicato che le forze armate concentreranno i colpi su obiettivi militari e sulle infrastrutture collegate. L'annuncio è stato reso noto il 4 ottobre 2026.
La decisione segue le dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelenskij, che ha annunciato l'intenzione di intensificare gli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe. Zelenskij ha precisato che gli attacchi ucraini non prenderanno di mira i civili, in risposta alla nuova linea dei raid russi, mirata ad allontanare la popolazione da città come Kiev.
Nelle ultime settimane la Russia ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture di Kiev, con ripercussioni sulla vita dei circa tre milioni di residenti. Entrambe le parti negano di colpire obiettivi civili.
Fonte: Modern Diplomacy
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ISRAELE CONOSCEVA LE IDENTITÀ DELL'EQUIPAGGIO DEL VOLO FZ1073 PRIMA DEL DECOLLO
Il volo Flydubai FZ1073, partito mercoledì dagli Emirati Arabi Uniti verso Israele, è stato oggetto di un tentativo di dirottamento, reso noto il 4 ottobre 2026. Il copilota ha aggredito il pilota per impadronirsi dell'aereo e farlo schiantare; a bordo c'erano 174 passeggeri. Il segnale di pericolo è stato emesso mentre l'aereo sorvolava la Giordania.
Le autorità israeliane avevano ricevuto la lista dell'equipaggio prima del decollo. La composizione degli equipaggi dei voli diretti in Israele viene comunicata in anticipo a Tel Aviv e non può includere personale di Paesi senza relazioni diplomatiche con Israele. Il copilota è indicato come cittadino dell'Oman, che non ha relazioni diplomatiche con Israele, e come persona segnalata per simpatie verso movimenti radicali islamici.
La nazionalità del pilota è stata infine indicata come indiana. Restano versioni diverse sull'arma usata: prima un coltello, poi un'ascia di bordo.
Fonte: Occhi sul Mondo
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Il volo Flydubai FZ1073, partito mercoledì dagli Emirati Arabi Uniti verso Israele, è stato oggetto di un tentativo di dirottamento, reso noto il 4 ottobre 2026. Il copilota ha aggredito il pilota per impadronirsi dell'aereo e farlo schiantare; a bordo c'erano 174 passeggeri. Il segnale di pericolo è stato emesso mentre l'aereo sorvolava la Giordania.
Le autorità israeliane avevano ricevuto la lista dell'equipaggio prima del decollo. La composizione degli equipaggi dei voli diretti in Israele viene comunicata in anticipo a Tel Aviv e non può includere personale di Paesi senza relazioni diplomatiche con Israele. Il copilota è indicato come cittadino dell'Oman, che non ha relazioni diplomatiche con Israele, e come persona segnalata per simpatie verso movimenti radicali islamici.
La nazionalità del pilota è stata infine indicata come indiana. Restano versioni diverse sull'arma usata: prima un coltello, poi un'ascia di bordo.
Fonte: Occhi sul Mondo
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VERTICE BRICS A NEW DELHI, XI JINPING IN INDIA DOPO SETTE ANNI
A metà settembre il presidente cinese Xi Jinping si è recato a New Delhi per il vertice dei BRICS, la sua prima visita in India in sette anni. La dichiarazione finale del gruppo ha respinto le «misure tariffarie e non tariffarie unilaterali» senza nominare gli Stati Uniti, ha ammorbidito il linguaggio sul Medio Oriente e non ha previsto una valuta comune.
Due settimane prima, a Bishkek, l'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai ha modificato il proprio statuto, ma la banca di sviluppo a lungo promessa resta bloccata dalla disputa tra Kirghizistan e Kazakistan su chi debba ospitarla.
Nelle stesse settimane Pechino ha reso noto che circa 160 Paesi e organizzazioni appoggiano la sua iniziativa per la governance globale e che oltre 60 hanno aderito a un «Gruppo di amici» riunitosi a New York, Ginevra e Vienna, le tre principali sedi delle Nazioni Unite.
Fonte: Modern Diplomacy
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A metà settembre il presidente cinese Xi Jinping si è recato a New Delhi per il vertice dei BRICS, la sua prima visita in India in sette anni. La dichiarazione finale del gruppo ha respinto le «misure tariffarie e non tariffarie unilaterali» senza nominare gli Stati Uniti, ha ammorbidito il linguaggio sul Medio Oriente e non ha previsto una valuta comune.
Due settimane prima, a Bishkek, l'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai ha modificato il proprio statuto, ma la banca di sviluppo a lungo promessa resta bloccata dalla disputa tra Kirghizistan e Kazakistan su chi debba ospitarla.
Nelle stesse settimane Pechino ha reso noto che circa 160 Paesi e organizzazioni appoggiano la sua iniziativa per la governance globale e che oltre 60 hanno aderito a un «Gruppo di amici» riunitosi a New York, Ginevra e Vienna, le tre principali sedi delle Nazioni Unite.
Fonte: Modern Diplomacy
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CENTRALI GALLEGGIANTI, L'ENERGIA SI SPOSTA DALL'ACQUA PER EVITARE LA CARENZA DI SUOLO
All'inizio di ottobre 2026 il tema delle centrali elettriche galleggianti, installate su navi, chiatte, boe o piattaforme solari, si presenta come alternativa agli impianti energetici a terra, sempre più contestati per il consumo di suolo. La Russia utilizza impianti nucleari galleggianti dal 2019 per fornire energia alle popolazioni remote della Siberia. Negli Stati Uniti, sul lago Michigan, l'Università del Michigan sta testando prototipi capaci di convertire il moto delle onde in elettricità per i residenti isolati di Beaver Island. A Taiwan uno studio recente rileva che i pannelli solari galleggianti in mare possono rendere più dei parchi solari terrestri grazie al raffreddamento esercitato dall'acqua marina. Il primo impianto del genere fu la nave mercantile SS Jacona, convertita in fonte di energia per la costa nordorientale statunitense nel 1931.
Fonte: OilPrice.com
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All'inizio di ottobre 2026 il tema delle centrali elettriche galleggianti, installate su navi, chiatte, boe o piattaforme solari, si presenta come alternativa agli impianti energetici a terra, sempre più contestati per il consumo di suolo. La Russia utilizza impianti nucleari galleggianti dal 2019 per fornire energia alle popolazioni remote della Siberia. Negli Stati Uniti, sul lago Michigan, l'Università del Michigan sta testando prototipi capaci di convertire il moto delle onde in elettricità per i residenti isolati di Beaver Island. A Taiwan uno studio recente rileva che i pannelli solari galleggianti in mare possono rendere più dei parchi solari terrestri grazie al raffreddamento esercitato dall'acqua marina. Il primo impianto del genere fu la nave mercantile SS Jacona, convertita in fonte di energia per la costa nordorientale statunitense nel 1931.
Fonte: OilPrice.com
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L'ETIOPIA ACCUSA ERITREA, SUDAN ED EGITTO MENTRE GLI HOUTHI CONTROLLANO LA COSTA YEMENITA
In Etiopia il capo di stato maggiore, il feldmaresciallo Birhanu Jula, ha dichiarato il 29 settembre che l'esercito combatte forze «organizzate e alleate per servire interessi di forze esterne», indicando Eritrea, Sudan ed Egitto. Tutti e tre hanno respinto l'accusa. Due giorni prima le forze del Tigray avevano preso la città di Erebti, nella regione Afar, avanzando verso il confine con Eritrea e Gibuti lungo la rotta che collega l'Etiopia al mare.
Sul versante yemenita, a metà settembre gli Houthi, allineati all'Iran, hanno conquistato la costa del Mar Rosso fino all'imbocco dello stretto di Bab el-Mandeb, largo 32 chilometri, da cui passa circa il 12% del commercio mondiale. I transiti giornalieri sono scesi da 30 a 15. Per la prima volta da una generazione entrambe le sponde dello stretto sono zone di guerra.
Fonte: Modern Diplomacy
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In Etiopia il capo di stato maggiore, il feldmaresciallo Birhanu Jula, ha dichiarato il 29 settembre che l'esercito combatte forze «organizzate e alleate per servire interessi di forze esterne», indicando Eritrea, Sudan ed Egitto. Tutti e tre hanno respinto l'accusa. Due giorni prima le forze del Tigray avevano preso la città di Erebti, nella regione Afar, avanzando verso il confine con Eritrea e Gibuti lungo la rotta che collega l'Etiopia al mare.
Sul versante yemenita, a metà settembre gli Houthi, allineati all'Iran, hanno conquistato la costa del Mar Rosso fino all'imbocco dello stretto di Bab el-Mandeb, largo 32 chilometri, da cui passa circa il 12% del commercio mondiale. I transiti giornalieri sono scesi da 30 a 15. Per la prima volta da una generazione entrambe le sponde dello stretto sono zone di guerra.
Fonte: Modern Diplomacy
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L'IRAN CHIEDE ALL'UNESCO DI RICOSTRUIRE I CENTRI SCIENTIFICI DANNEGGIATI
Il capo del Comitato nazionale iraniano per la gestione delle trasformazioni sociali (MOST), Seyyed Ziae Hashemi, ha chiesto all'UNESCO di contribuire alla ricostruzione dei centri accademici e scientifici danneggiati durante il conflitto con Stati Uniti e Israele. L'appello è stato rivolto il 1° ottobre a Parigi, in una sessione straordinaria del Consiglio intergovernativo del programma MOST nella sede dell'UNESCO.
Hashemi ha posto tra le priorità la tutela della conoscenza, la continuità dell'accesso all'istruzione e il rafforzamento della cooperazione internazionale. Alla sessione ha partecipato online anche Hassan Fartousi, segretario generale della Commissione nazionale iraniana per l'UNESCO, che ha chiesto meccanismi contro la concentrazione della conoscenza e per il libero flusso della ricerca scientifica.
Sono stati citati i danni a istituzioni educative e scientifiche, patrimonio culturale e infrastrutture civili, la situazione a Gaza e il diritto all'istruzione delle ragazze afghane.
Fonte: Tehran Times
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Il capo del Comitato nazionale iraniano per la gestione delle trasformazioni sociali (MOST), Seyyed Ziae Hashemi, ha chiesto all'UNESCO di contribuire alla ricostruzione dei centri accademici e scientifici danneggiati durante il conflitto con Stati Uniti e Israele. L'appello è stato rivolto il 1° ottobre a Parigi, in una sessione straordinaria del Consiglio intergovernativo del programma MOST nella sede dell'UNESCO.
Hashemi ha posto tra le priorità la tutela della conoscenza, la continuità dell'accesso all'istruzione e il rafforzamento della cooperazione internazionale. Alla sessione ha partecipato online anche Hassan Fartousi, segretario generale della Commissione nazionale iraniana per l'UNESCO, che ha chiesto meccanismi contro la concentrazione della conoscenza e per il libero flusso della ricerca scientifica.
Sono stati citati i danni a istituzioni educative e scientifiche, patrimonio culturale e infrastrutture civili, la situazione a Gaza e il diritto all'istruzione delle ragazze afghane.
Fonte: Tehran Times
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I PRIVATE EQUITY CONTINUANO A FINANZIARE I COMBUSTIBILI FOSSILI
Le grandi società di private equity, molte con sede negli Stati Uniti, continuano a investire in petrolio, gas e carbone nonostante le pressioni internazionali per la transizione energetica. Un'analisi del Private Equity Climate Risks Consortium diffusa nei giorni scorsi ha esaminato 20 fondi, tra cui BlackRock, GIP, Energy Capital Partners, EQT e Kayne Anderson: i loro portafogli finanziano aziende che emettono 1,5 miliardi di tonnellate di gas serra l'anno, più di qualsiasi Paese tranne Cina, Stati Uniti, India e Russia.
Tra gli asset figurano 15.000 miglia di gasdotti, 370 centrali a combustibili fossili per 124 GW di capacità e centinaia di giacimenti. Diverse di queste società hanno ampliato le partecipazioni in imprese fossili dal 2024.
L'espansione dei data centre per l'intelligenza artificiale, in larga parte alimentati a gas naturale, è indicata come un ulteriore fattore di crescita di questi investimenti.
Fonte: OilPrice.com
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Le grandi società di private equity, molte con sede negli Stati Uniti, continuano a investire in petrolio, gas e carbone nonostante le pressioni internazionali per la transizione energetica. Un'analisi del Private Equity Climate Risks Consortium diffusa nei giorni scorsi ha esaminato 20 fondi, tra cui BlackRock, GIP, Energy Capital Partners, EQT e Kayne Anderson: i loro portafogli finanziano aziende che emettono 1,5 miliardi di tonnellate di gas serra l'anno, più di qualsiasi Paese tranne Cina, Stati Uniti, India e Russia.
Tra gli asset figurano 15.000 miglia di gasdotti, 370 centrali a combustibili fossili per 124 GW di capacità e centinaia di giacimenti. Diverse di queste società hanno ampliato le partecipazioni in imprese fossili dal 2024.
L'espansione dei data centre per l'intelligenza artificiale, in larga parte alimentati a gas naturale, è indicata come un ulteriore fattore di crescita di questi investimenti.
Fonte: OilPrice.com
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UCRAINA, VERSO ALTRI 70 MILIARDI DI EURO PER IL 2027
Al 3 ottobre 2026, l'Ucraina potrebbe aver bisogno di ulteriori 70 miliardi di euro per il 2027, oltre ai 45 miliardi già promessi dall'Unione europea come parte di un prestito da 90 miliardi concesso quest'anno.
Bruxelles e Kiev sono in contatti per definire le esigenze e preparare un rapporto da sottoporre ai 27, forse già al Consiglio europeo di ottobre. Sommando i fondi previsti per il 2026, il totale arriverebbe a 160 miliardi.
Fonte: Occhi sul Mondo
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Al 3 ottobre 2026, l'Ucraina potrebbe aver bisogno di ulteriori 70 miliardi di euro per il 2027, oltre ai 45 miliardi già promessi dall'Unione europea come parte di un prestito da 90 miliardi concesso quest'anno.
Bruxelles e Kiev sono in contatti per definire le esigenze e preparare un rapporto da sottoporre ai 27, forse già al Consiglio europeo di ottobre. Sommando i fondi previsti per il 2026, il totale arriverebbe a 160 miliardi.
Fonte: Occhi sul Mondo
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L'AERONAUTICA FRANCESE VUOLE CACCIA PILOTATI IN VOLO CON DRONI IA NEL 2028
L'Aeronautica militare francese, con la Direzione generale degli armamenti e l'agenzia per l'intelligenza artificiale della difesa Amiad, punta a far volare nel 2028 caccia pilotati insieme a droni da combattimento dotati di IA. Il progetto si chiama Hypairion e prevede un'architettura aperta e modulare di proprietà statale, per ridurre la dipendenza dai sistemi proprietari dei fornitori.
A Mont-de-Marsan, nel sud-ovest della Francia, due Mirage 2000 vengono modificati come banchi di prova, con un nuovo computer per testare vari casi d'uso entro la fine dell'anno. Lo sviluppo sarà incrementale e la prima fase non punterà a una capacità operativa, ma a consumi energetici e interfacciamento dei sistemi.
Il drone unmanned del 2028 sarà una piattaforma di test e potrebbe non coincidere con il futuro wingman del Rafale previsto nello standard F5, la cui prima versione è attesa per il 2033.
Fonte: Defense News
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L'Aeronautica militare francese, con la Direzione generale degli armamenti e l'agenzia per l'intelligenza artificiale della difesa Amiad, punta a far volare nel 2028 caccia pilotati insieme a droni da combattimento dotati di IA. Il progetto si chiama Hypairion e prevede un'architettura aperta e modulare di proprietà statale, per ridurre la dipendenza dai sistemi proprietari dei fornitori.
A Mont-de-Marsan, nel sud-ovest della Francia, due Mirage 2000 vengono modificati come banchi di prova, con un nuovo computer per testare vari casi d'uso entro la fine dell'anno. Lo sviluppo sarà incrementale e la prima fase non punterà a una capacità operativa, ma a consumi energetici e interfacciamento dei sistemi.
Il drone unmanned del 2028 sarà una piattaforma di test e potrebbe non coincidere con il futuro wingman del Rafale previsto nello standard F5, la cui prima versione è attesa per il 2033.
Fonte: Defense News
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OLA BINI ESPULSO DALL'ECUADOR, VIETATO IL RIENTRO PER DIECI ANNI
Le autorità ecuadoriane hanno trattenuto a Quito e disposto l'espulsione immediata di Ola Bini, sviluppatore di software libero ed esperto di sicurezza, il 1° ottobre 2026. Il provvedimento gli vieta di rientrare in Ecuador per dieci anni.
Bini è stato intercettato da quattro persone che si sono presentate come agenti di immigrazione e condotto in un ufficio immigrazione, dove gli è stato detto che il visto era stato revocato senza alcun documento a supporto. La difesa ha presentato un habeas corpus per bloccarne l'allontanamento.
Le autorità sostengono che rappresenti un rischio per la sicurezza pubblica, sulla base di un rapporto secretato. L'udienza, iniziata alle 17 ora locale, ha stabilito l'espulsione immediata: Bini è stato portato all'aeroporto di Quito in attesa del volo per la Svezia. Il procedimento penale a suo carico è intanto scaduto per decorrenza dei termini.
Fonte: Electronic Frontier Foundation
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Le autorità ecuadoriane hanno trattenuto a Quito e disposto l'espulsione immediata di Ola Bini, sviluppatore di software libero ed esperto di sicurezza, il 1° ottobre 2026. Il provvedimento gli vieta di rientrare in Ecuador per dieci anni.
Bini è stato intercettato da quattro persone che si sono presentate come agenti di immigrazione e condotto in un ufficio immigrazione, dove gli è stato detto che il visto era stato revocato senza alcun documento a supporto. La difesa ha presentato un habeas corpus per bloccarne l'allontanamento.
Le autorità sostengono che rappresenti un rischio per la sicurezza pubblica, sulla base di un rapporto secretato. L'udienza, iniziata alle 17 ora locale, ha stabilito l'espulsione immediata: Bini è stato portato all'aeroporto di Quito in attesa del volo per la Svezia. Il procedimento penale a suo carico è intanto scaduto per decorrenza dei termini.
Fonte: Electronic Frontier Foundation
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PIANI PER EVACUARE LE AMBASCIATE OCCIDENTALI DA KIEV
Alla data del 3 ottobre 2026 i paesi occidentali stanno elaborando piani per evacuare le proprie ambasciate da Kiev, in Ucraina, in caso di ulteriori rischi per la sicurezza dei diplomatici. La capitale è sotto attacchi russi con missili e droni contro centri dati, magazzini, centrali termoelettriche e un ponte principale; interi quartieri restano senza luce e acqua.
Per il trasferimento dei diplomatici si valuta l’uso di elicotteri. Le ambasciate potrebbero essere spostate a Leopoli o nella Polonia orientale. L’attacco al ponte principale ha diviso Kiev in due.
Fonte: Occhi sul Mondo
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Alla data del 3 ottobre 2026 i paesi occidentali stanno elaborando piani per evacuare le proprie ambasciate da Kiev, in Ucraina, in caso di ulteriori rischi per la sicurezza dei diplomatici. La capitale è sotto attacchi russi con missili e droni contro centri dati, magazzini, centrali termoelettriche e un ponte principale; interi quartieri restano senza luce e acqua.
Per il trasferimento dei diplomatici si valuta l’uso di elicotteri. Le ambasciate potrebbero essere spostate a Leopoli o nella Polonia orientale. L’attacco al ponte principale ha diviso Kiev in due.
Fonte: Occhi sul Mondo
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GINEVRA, IN MILLE CINQUECENTO IN PIAZZA CONTRO LE AZIONI ISRAELIANE NEI TERRITORI PALESTINESI
A Ginevra, in Svizzera, circa 1.500 persone hanno manifestato contro le azioni di Israele nei territori palestinesi, chiedendo a Berna di imporre un embargo militare, energetico e commerciale. La protesta, organizzata dal Collectif Urgence Palestine, si è svolta il 4 ottobre 2026, circa tre anni dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre e la successiva operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza.
I partecipanti hanno denunciato l'uso della fame come arma di guerra, le vittime e i feriti a Gaza e il comportamento dei coloni in Cisgiordania. La polizia di Ginevra ha indicato in circa 1.500 il numero dei presenti e ha riferito che la manifestazione si è svolta in modo pacifico.
Il collettivo chiede la fine dei legami commerciali, scientifici e culturali con Israele e la sospensione della cooperazione militare. Chiede inoltre l'arresto del primo ministro Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, qualora entrino in territorio svizzero, in applicazione del mandato della Corte penale internazionale.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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A Ginevra, in Svizzera, circa 1.500 persone hanno manifestato contro le azioni di Israele nei territori palestinesi, chiedendo a Berna di imporre un embargo militare, energetico e commerciale. La protesta, organizzata dal Collectif Urgence Palestine, si è svolta il 4 ottobre 2026, circa tre anni dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre e la successiva operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza.
I partecipanti hanno denunciato l'uso della fame come arma di guerra, le vittime e i feriti a Gaza e il comportamento dei coloni in Cisgiordania. La polizia di Ginevra ha indicato in circa 1.500 il numero dei presenti e ha riferito che la manifestazione si è svolta in modo pacifico.
Il collettivo chiede la fine dei legami commerciali, scientifici e culturali con Israele e la sospensione della cooperazione militare. Chiede inoltre l'arresto del primo ministro Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, qualora entrino in territorio svizzero, in applicazione del mandato della Corte penale internazionale.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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CONGO, UN TRIBUNALE MILITARE CONDANNA A MORTE 27 SOLDATI PER VILTÀ
Un tribunale militare dell'est della Repubblica Democratica del Congo ha condannato a morte 27 soldati congolesi per «viltà», ovvero per essersi ritirati dalla prima linea durante gli scontri con i ribelli AFC/M23. Il processo era iniziato il 15 settembre a Uvira, nel Sud Kivu, contro almeno 112 militari del 21esimo battaglione Simba, accusati di aver violato gli ordini e di essere fuggiti dai combattimenti nell'agosto scorso.
Venerdì il tribunale ha condannato altri 54 soldati a cinque anni di reclusione per violazione delle istruzioni e 10 a sei mesi; 21 imputati, tra cui cinque donne, sono stati assolti per prove insufficienti. Il gruppo AFC/M23 controlla ampie zone dell'est del Paese, comprese le capitali provinciali di Goma e Bukavu, prese all'inizio del 2025.
Fonte: Anadolu Agency
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Un tribunale militare dell'est della Repubblica Democratica del Congo ha condannato a morte 27 soldati congolesi per «viltà», ovvero per essersi ritirati dalla prima linea durante gli scontri con i ribelli AFC/M23. Il processo era iniziato il 15 settembre a Uvira, nel Sud Kivu, contro almeno 112 militari del 21esimo battaglione Simba, accusati di aver violato gli ordini e di essere fuggiti dai combattimenti nell'agosto scorso.
Venerdì il tribunale ha condannato altri 54 soldati a cinque anni di reclusione per violazione delle istruzioni e 10 a sei mesi; 21 imputati, tra cui cinque donne, sono stati assolti per prove insufficienti. Il gruppo AFC/M23 controlla ampie zone dell'est del Paese, comprese le capitali provinciali di Goma e Bukavu, prese all'inizio del 2025.
Fonte: Anadolu Agency
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TERZA CONFERENZA DI REVISIONE DEL TRATTATO NPT CHIUSA SENZA INTESA
La conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT), riunita a New York quest'anno, si è chiusa dopo quattro settimane di negoziati senza un esito sostanziale condiviso. È il terzo fallimento consecutivo, dopo il 2015 e il 2022. Tra gli ostacoli finali, lo scontro tra Stati Uniti e Iran sulla formulazione relativa al programma nucleare iraniano. Il presidente della conferenza, Do Hung Viet, ha indicato divisioni anche su disarmo, condivisione nucleare e conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
Il trattato resta in vigore, ma il consenso si traduce sempre più raramente in azione comune. In agosto Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno firmato l'accordo di difesa congiunta della Mecca, che impegna ciascuno a considerare un attacco armato contro uno come attacco contro tutti. Il Pakistan, unico membro con armi nucleari, non aderisce al NPT.
Fonte: Modern Diplomacy
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La conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (NPT), riunita a New York quest'anno, si è chiusa dopo quattro settimane di negoziati senza un esito sostanziale condiviso. È il terzo fallimento consecutivo, dopo il 2015 e il 2022. Tra gli ostacoli finali, lo scontro tra Stati Uniti e Iran sulla formulazione relativa al programma nucleare iraniano. Il presidente della conferenza, Do Hung Viet, ha indicato divisioni anche su disarmo, condivisione nucleare e conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
Il trattato resta in vigore, ma il consenso si traduce sempre più raramente in azione comune. In agosto Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno firmato l'accordo di difesa congiunta della Mecca, che impegna ciascuno a considerare un attacco armato contro uno come attacco contro tutti. Il Pakistan, unico membro con armi nucleari, non aderisce al NPT.
Fonte: Modern Diplomacy
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FRANCO GABRIELLI ENTRA IN POLITICA NEL CENTROSINISTRA CON IL PROGETTO DI RUFFINI
L'ex capo della polizia italiana Franco Gabrielli entra in politica a sostegno del progetto di Ernesto Maria Ruffini, con collocazione dichiarata nel centrosinistra. L'annuncio è del 2 ottobre 2026.
Gabrielli dice di non chiedere ruoli né garanzie e apre al confronto con Alessandro Onorato e Matteo Renzi, escludendo veti. Sul governo Meloni osserva che ha avuto tempo, numeri e leadership, ma non ha realizzato molte delle promesse su immigrazione, sicurezza, pressione fiscale, pensioni e riforme istituzionali.
Sull'immigrazione propone flussi legali adeguati, procedure rapide per l'asilo, rimpatri effettivi e integrazione; sulla sicurezza un controllo del territorio più efficace e interventi su degrado e marginalità. È favorevole a continuare il sostegno militare all'Ucraina.
Fonte: Dagospia
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L'ex capo della polizia italiana Franco Gabrielli entra in politica a sostegno del progetto di Ernesto Maria Ruffini, con collocazione dichiarata nel centrosinistra. L'annuncio è del 2 ottobre 2026.
Gabrielli dice di non chiedere ruoli né garanzie e apre al confronto con Alessandro Onorato e Matteo Renzi, escludendo veti. Sul governo Meloni osserva che ha avuto tempo, numeri e leadership, ma non ha realizzato molte delle promesse su immigrazione, sicurezza, pressione fiscale, pensioni e riforme istituzionali.
Sull'immigrazione propone flussi legali adeguati, procedure rapide per l'asilo, rimpatri effettivi e integrazione; sulla sicurezza un controllo del territorio più efficace e interventi su degrado e marginalità. È favorevole a continuare il sostegno militare all'Ucraina.
Fonte: Dagospia
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