CISGIORDANIA, LA RACCOLTA DELLE OLIVE TRA ATTACCHI DEI COLONI E RESTRIZIONI
In Cisgiordania occupata si avvicina la raccolta delle olive, che comincia a ottobre. L'ufficio Onu per gli affari umanitari (Ocha) ha registrato nell'ottobre 2025 264 attacchi di coloni israeliani, in media 8,5 al giorno, il dato mensile più alto dal 2006, e 178 episodi legati alla raccolta in 88 località palestinesi nella stagione precedente.
La Commissione palestinese contro il muro e gli insediamenti conta 49.000 ulivi colpiti nei primi otto mesi del 2026, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2025. Circa 100.000 famiglie in Cisgiordania dipendono dal reddito delle olive e 128.000 dunum di terreni agricoli restano inaccessibili ai proprietari per restrizioni di permesso dall'ottobre 2023.
Nelle ultime settimane Regno Unito, Francia e Canada hanno annunciato il divieto di commercio con gli insediamenti israeliani e sanzioni contro singoli coloni. Le elezioni israeliane sono fissate al 27 ottobre.
Fonte: Middle East Eye
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In Cisgiordania occupata si avvicina la raccolta delle olive, che comincia a ottobre. L'ufficio Onu per gli affari umanitari (Ocha) ha registrato nell'ottobre 2025 264 attacchi di coloni israeliani, in media 8,5 al giorno, il dato mensile più alto dal 2006, e 178 episodi legati alla raccolta in 88 località palestinesi nella stagione precedente.
La Commissione palestinese contro il muro e gli insediamenti conta 49.000 ulivi colpiti nei primi otto mesi del 2026, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2025. Circa 100.000 famiglie in Cisgiordania dipendono dal reddito delle olive e 128.000 dunum di terreni agricoli restano inaccessibili ai proprietari per restrizioni di permesso dall'ottobre 2023.
Nelle ultime settimane Regno Unito, Francia e Canada hanno annunciato il divieto di commercio con gli insediamenti israeliani e sanzioni contro singoli coloni. Le elezioni israeliane sono fissate al 27 ottobre.
Fonte: Middle East Eye
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LETTONIA, KULBERGS VERSO UN GOVERNO FILOUCRAINO DOPO LA VITTORIA ELETTORALE
Il primo ministro lettone Andris Kulbergs resterà in carica e formerà una coalizione filoucraina dopo la vittoria del suo partito centrista, United List, alle elezioni parlamentari in Lettonia.
Al 4 ottobre 2026, con il 97% delle schede scrutinate, United List ha ottenuto il 35,3% dei voti e 42 dei 100 seggi: è il risultato più ampio dal 1991. L'affluenza è scesa al 51,8%.
Kulbergs, imprenditore, guida il governo da maggio e punta a una maggioranza con i nazionalisti dell'Alleanza Nazionale o con i liberali dei Progressisti. Ha confermato il sostegno all'Ucraina e la linea dura verso la Russia. Alle sue spalle il populista Lettonia Prima e il filorusso Potere Sovrano, che non dovrebbero incidere sulla politica di governo.
Fonte: Modern Diplomacy
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Il primo ministro lettone Andris Kulbergs resterà in carica e formerà una coalizione filoucraina dopo la vittoria del suo partito centrista, United List, alle elezioni parlamentari in Lettonia.
Al 4 ottobre 2026, con il 97% delle schede scrutinate, United List ha ottenuto il 35,3% dei voti e 42 dei 100 seggi: è il risultato più ampio dal 1991. L'affluenza è scesa al 51,8%.
Kulbergs, imprenditore, guida il governo da maggio e punta a una maggioranza con i nazionalisti dell'Alleanza Nazionale o con i liberali dei Progressisti. Ha confermato il sostegno all'Ucraina e la linea dura verso la Russia. Alle sue spalle il populista Lettonia Prima e il filorusso Potere Sovrano, che non dovrebbero incidere sulla politica di governo.
Fonte: Modern Diplomacy
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L'IRAN SALUTA IL RITIRO DELLE TRUPPE USA DALL'IRAQ
Il ministero degli Esteri iraniano ha accolto con favore la partenza delle forze statunitensi e degli altri contingenti stranieri dall'Iraq, definendola in una dichiarazione diffusa domenica un passo importante e necessario per la sovranità nazionale, l'integrità territoriale e l'indipendenza del Paese arabo. Teheran ha ricordato i due decenni di presenza militare straniera, avviati con l'invasione statunitense del 20 marzo 2003.
Il ministero ha sottolineato la necessità di rispettare la sovranità e l'integrità territoriale irachene, sostenendo che il ritiro debba richiamare le conseguenze degli interventi militari stranieri nella regione. Nella nota ha reso omaggio anche ad Abu Mahdi al-Muhandis e Qasem Soleimani, uccisi in un attacco statunitense con droni vicino all'aeroporto di Baghdad nel gennaio 2020.
Fonte: Tehran Times
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Il ministero degli Esteri iraniano ha accolto con favore la partenza delle forze statunitensi e degli altri contingenti stranieri dall'Iraq, definendola in una dichiarazione diffusa domenica un passo importante e necessario per la sovranità nazionale, l'integrità territoriale e l'indipendenza del Paese arabo. Teheran ha ricordato i due decenni di presenza militare straniera, avviati con l'invasione statunitense del 20 marzo 2003.
Il ministero ha sottolineato la necessità di rispettare la sovranità e l'integrità territoriale irachene, sostenendo che il ritiro debba richiamare le conseguenze degli interventi militari stranieri nella regione. Nella nota ha reso omaggio anche ad Abu Mahdi al-Muhandis e Qasem Soleimani, uccisi in un attacco statunitense con droni vicino all'aeroporto di Baghdad nel gennaio 2020.
Fonte: Tehran Times
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MISSILI E DRONI CONTRO IMPIANTI PETROLIFERI NEL GOLFO, INDIZI DI MOVIMENTI USA VERSO L'IRAN
Missili balistici e droni hanno colpito impianti petroliferi negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita, tra cui un grande impianto onshore di Abu Dhabi e una stazione di pompaggio collegata al gasdotto Est-Ovest saudita.
Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che l'Iran sarebbe probabilmente coinvolto nell'incidente del volo Flydubai; il Regno Unito ha arrestato un cittadino con doppia nazionalità britannico-iraniana per i fatti della base Raf Fairford, dove il 27 settembre cinque persone erano state fermate e poi rilasciate su cauzione, senza che venissero trovati esplosivi.
Sono inoltre emersi indizi di un nuovo dispiegamento militare statunitense nell'area del Mar Caspio, con squadre di ricerca e soccorso da combattimento sull'isola di Orurja Ada e forze speciali posizionate in Turkmenistan. Le notizie sono state diffuse il 4 ottobre 2026.
Fonte: MintPress News
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Missili balistici e droni hanno colpito impianti petroliferi negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita, tra cui un grande impianto onshore di Abu Dhabi e una stazione di pompaggio collegata al gasdotto Est-Ovest saudita.
Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che l'Iran sarebbe probabilmente coinvolto nell'incidente del volo Flydubai; il Regno Unito ha arrestato un cittadino con doppia nazionalità britannico-iraniana per i fatti della base Raf Fairford, dove il 27 settembre cinque persone erano state fermate e poi rilasciate su cauzione, senza che venissero trovati esplosivi.
Sono inoltre emersi indizi di un nuovo dispiegamento militare statunitense nell'area del Mar Caspio, con squadre di ricerca e soccorso da combattimento sull'isola di Orurja Ada e forze speciali posizionate in Turkmenistan. Le notizie sono state diffuse il 4 ottobre 2026.
Fonte: MintPress News
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IL PARTITO VERDE DI INGHILTERRA E GALLES DEFINISCE IL SIONISMO UNA FORMA DI RAZZISMO
Il Partito Verde di Inghilterra e Galles ha approvato domenica 4 ottobre, al congresso di Brighton, una mozione che considera il sionismo una forma di razzismo e sostiene un unico Stato palestinese democratico con pari diritti per tutti i gruppi etnici e religiosi, al posto della soluzione a due Stati. È il primo grande partito britannico ad assumere questa posizione.
La mozione è passata con 1.022 voti favorevoli e 813 contrari. Gli iscritti hanno anche approvato un emendamento che riconosce il diritto inalienabile all'autodeterminazione dei palestinesi, mentre è stato respinto quello che avrebbe impedito di usare il testo contro membri ebrei affiliati a istituzioni che si definiscono sioniste.
Dopo il voto, i cinque deputati verdi hanno diffuso una dichiarazione congiunta in cui affermano che non tollereranno alcuna forma di discriminazione o molestia.
Fonte: Middle East Eye
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Il Partito Verde di Inghilterra e Galles ha approvato domenica 4 ottobre, al congresso di Brighton, una mozione che considera il sionismo una forma di razzismo e sostiene un unico Stato palestinese democratico con pari diritti per tutti i gruppi etnici e religiosi, al posto della soluzione a due Stati. È il primo grande partito britannico ad assumere questa posizione.
La mozione è passata con 1.022 voti favorevoli e 813 contrari. Gli iscritti hanno anche approvato un emendamento che riconosce il diritto inalienabile all'autodeterminazione dei palestinesi, mentre è stato respinto quello che avrebbe impedito di usare il testo contro membri ebrei affiliati a istituzioni che si definiscono sioniste.
Dopo il voto, i cinque deputati verdi hanno diffuso una dichiarazione congiunta in cui affermano che non tollereranno alcuna forma di discriminazione o molestia.
Fonte: Middle East Eye
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ISRAELE DEMOLISCE SCUOLE E VILLAGGI NEL SUD DEL LIBANO
Nel fine settimana l'esercito israeliano ha intensificato bombardamenti, raid aerei e demolizioni controllate nei villaggi del sud del Libano, nei distretti di Marjayoun e Tiro. A Houla i soldati hanno minato e fatto esplodere un edificio scolastico privato, incendiando case vicine; ad Al-Mansouri le detonazioni hanno sollevato nuvole di fumo sui quartieri. Colpite anche Wadi al-Hujeir, Nabatieh al-Fawqa, Kfarromman e Baraachit.
Le truppe israeliane occupano oltre 60 comunità del sud del Libano. L'accordo quadro firmato a Washington il 26 giugno non ha portato al ritiro israeliano.
Il 30 settembre un militare libanese è rimasto gravemente ferito con tre civili vicino a Nabatieh al-Fawqa per l'esplosione di un ordigno residuo. Un portavoce militare israeliano ha confermato che venerdì un ufficiale è rimasto ferito in modo moderato e un soldato in modo grave in un'esplosione nel sud del Libano.
Fonte: Tehran Times
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Nel fine settimana l'esercito israeliano ha intensificato bombardamenti, raid aerei e demolizioni controllate nei villaggi del sud del Libano, nei distretti di Marjayoun e Tiro. A Houla i soldati hanno minato e fatto esplodere un edificio scolastico privato, incendiando case vicine; ad Al-Mansouri le detonazioni hanno sollevato nuvole di fumo sui quartieri. Colpite anche Wadi al-Hujeir, Nabatieh al-Fawqa, Kfarromman e Baraachit.
Le truppe israeliane occupano oltre 60 comunità del sud del Libano. L'accordo quadro firmato a Washington il 26 giugno non ha portato al ritiro israeliano.
Il 30 settembre un militare libanese è rimasto gravemente ferito con tre civili vicino a Nabatieh al-Fawqa per l'esplosione di un ordigno residuo. Un portavoce militare israeliano ha confermato che venerdì un ufficiale è rimasto ferito in modo moderato e un soldato in modo grave in un'esplosione nel sud del Libano.
Fonte: Tehran Times
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MICHAEL MOORE LICENZIATO DA MOTHER JONES NEL 1986
Nel 1986 Michael Moore, direttore da cinque mesi della rivista statunitense Mother Jones, tentò di bloccare la pubblicazione del secondo articolo di Paul Berman sul Nicaragua. Berman descriveva i Contras come finanziati dagli Stati Uniti e legati alla Guardia Nazionale di Somoza, ma si concentrava sulle restrizioni del governo sandinista.
Moore temeva che il presidente Ronald Reagan potesse usare l'articolo per sostenere la propria posizione. Fu licenziato.
Fonte: Jacobin
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Nel 1986 Michael Moore, direttore da cinque mesi della rivista statunitense Mother Jones, tentò di bloccare la pubblicazione del secondo articolo di Paul Berman sul Nicaragua. Berman descriveva i Contras come finanziati dagli Stati Uniti e legati alla Guardia Nazionale di Somoza, ma si concentrava sulle restrizioni del governo sandinista.
Moore temeva che il presidente Ronald Reagan potesse usare l'articolo per sostenere la propria posizione. Fu licenziato.
Fonte: Jacobin
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IL DOCUMENTARIO IRANIANO 'THE LONG WINTER' VINCE IL MIGLIOR FILM A EURASIA.DOC
Il documentario iraniano "The Long Winter", diretto da Hassan Jafari, ha vinto il premio come miglior film al decimo Festival internazionale del documentario dei Paesi della CSI "Eurasia.Doc". La manifestazione si è chiusa il 2 ottobre a Minsk, in Bielorussia, dopo essere iniziata il 28 settembre a Smolensk, in Russia.
Il film, di 44 minuti, racconta la storia di una coppia di anziani in un villaggio nel nord dell'Iran, alle prese con le difficoltà della vita rurale e la malattia della moglie, e con la decisione se restare o trasferirsi in città. Il Gran Premio è andato al documentario russo "39th Medical Unit: The Battle for Life". Alla competizione principale sono stati presentati 361 film da 14 paesi, con 34 selezionati.
Fonte: Tehran Times
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Il documentario iraniano "The Long Winter", diretto da Hassan Jafari, ha vinto il premio come miglior film al decimo Festival internazionale del documentario dei Paesi della CSI "Eurasia.Doc". La manifestazione si è chiusa il 2 ottobre a Minsk, in Bielorussia, dopo essere iniziata il 28 settembre a Smolensk, in Russia.
Il film, di 44 minuti, racconta la storia di una coppia di anziani in un villaggio nel nord dell'Iran, alle prese con le difficoltà della vita rurale e la malattia della moglie, e con la decisione se restare o trasferirsi in città. Il Gran Premio è andato al documentario russo "39th Medical Unit: The Battle for Life". Alla competizione principale sono stati presentati 361 film da 14 paesi, con 34 selezionati.
Fonte: Tehran Times
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IN UNA MINIERA NORVEGESE I VEICOLI ELETTRICI CINESI CONTINUANO A INVIARE DATI VERSO LA CINA
In Norvegia i ricercatori del progetto Lion Cage hanno collocato un SUV elettrico NIO ES8 nelle profondità di una miniera sotterranea per isolarlo da qualsiasi segnale. Il veicolo ha continuato a inviare richieste di connessione e l'analisi del traffico di rete accumulato su strada indica che circa il 90% dei flussi telematici raggiunge indirizzi IP localizzati in Cina, protetti da una crittografia le cui chiavi restano a Pechino. NIO sostiene che i dati degli acquirenti europei restano nello Spazio Economico Europeo.
Un secondo test, condotto nella miniera di Franzefoss a Sandvika per conto di Ruter, l'azienda dei trasporti pubblici di Oslo, ha riguardato un autobus elettrico del costruttore cinese Yutong. Il mezzo dispone di un accesso remoto tramite scheda SIM dedicata, che dialoga con il Battery Management System, il sistema che governa l'erogazione di potenza del motore. I risultati dei due esperimenti sono stati diffusi il 4 ottobre 2026.
Fonte: Scenari Economici
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In Norvegia i ricercatori del progetto Lion Cage hanno collocato un SUV elettrico NIO ES8 nelle profondità di una miniera sotterranea per isolarlo da qualsiasi segnale. Il veicolo ha continuato a inviare richieste di connessione e l'analisi del traffico di rete accumulato su strada indica che circa il 90% dei flussi telematici raggiunge indirizzi IP localizzati in Cina, protetti da una crittografia le cui chiavi restano a Pechino. NIO sostiene che i dati degli acquirenti europei restano nello Spazio Economico Europeo.
Un secondo test, condotto nella miniera di Franzefoss a Sandvika per conto di Ruter, l'azienda dei trasporti pubblici di Oslo, ha riguardato un autobus elettrico del costruttore cinese Yutong. Il mezzo dispone di un accesso remoto tramite scheda SIM dedicata, che dialoga con il Battery Management System, il sistema che governa l'erogazione di potenza del motore. I risultati dei due esperimenti sono stati diffusi il 4 ottobre 2026.
Fonte: Scenari Economici
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ISRAELE INTENSIFICA I RAID NEL SUD DEL LIBANO
Nel fine settimana concluso il 4 ottobre, l'esercito israeliano ha intensificato gli attacchi aerei e di artiglieria nel sud del Libano, dove è impegnato dall'inizio di marzo. L'artiglieria ha colpito in particolare la zona del crinale di Ali al-Taher, con Mayfadoun e Zawtar al-Sharqiyah sottoposte a fuoco intenso.
Sempre nel fine settimana due incidenti hanno coinvolto militari israeliani: sabato sei soldati sono stati ricoverati dopo lo scontro tra due veicoli militari vicino a Rab al-Thalathine, nel distretto di Marjayoun, senza vittime; venerdì sera due soldati sono rimasti gravemente feriti e un ufficiale in modo più lieve per l'esplosione di una granata, descritta come incidente operativo.
Sono proseguite le demolizioni: una scuola privata a Houla è stata fatta saltare, con altre esplosioni a Tallouseh e Aitaroun.
Fonte: Antiwar.com
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Nel fine settimana concluso il 4 ottobre, l'esercito israeliano ha intensificato gli attacchi aerei e di artiglieria nel sud del Libano, dove è impegnato dall'inizio di marzo. L'artiglieria ha colpito in particolare la zona del crinale di Ali al-Taher, con Mayfadoun e Zawtar al-Sharqiyah sottoposte a fuoco intenso.
Sempre nel fine settimana due incidenti hanno coinvolto militari israeliani: sabato sei soldati sono stati ricoverati dopo lo scontro tra due veicoli militari vicino a Rab al-Thalathine, nel distretto di Marjayoun, senza vittime; venerdì sera due soldati sono rimasti gravemente feriti e un ufficiale in modo più lieve per l'esplosione di una granata, descritta come incidente operativo.
Sono proseguite le demolizioni: una scuola privata a Houla è stata fatta saltare, con altre esplosioni a Tallouseh e Aitaroun.
Fonte: Antiwar.com
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IL GENERALE FABIO MINI SUI RISCHI DI UN CONFLITTO NATO-RUSSIA IN EUROPA
Il generale italiano Fabio Mini è intervenuto nel dibattito europeo sul rischio che la guerra in Ucraina si trasformi in un conflitto diretto tra la Nato e la Russia. L'intervento è stato diffuso domenica 4 ottobre 2026.
Mini affronta il tema delle operazioni sotto falsa bandiera nel conflitto ucraino, impiegate soprattutto a fini propagandistici, e il pericolo che agli alleati occidentali venga fatto credere che Mosca sia pronta ad attaccare un Paese della Nato. Parla anche dei processi decisionali dell'alleanza e delle difficoltà di Donald Trump a ottenere una pace con la Russia.
Fonte: Sa Defenza Channel
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Il generale italiano Fabio Mini è intervenuto nel dibattito europeo sul rischio che la guerra in Ucraina si trasformi in un conflitto diretto tra la Nato e la Russia. L'intervento è stato diffuso domenica 4 ottobre 2026.
Mini affronta il tema delle operazioni sotto falsa bandiera nel conflitto ucraino, impiegate soprattutto a fini propagandistici, e il pericolo che agli alleati occidentali venga fatto credere che Mosca sia pronta ad attaccare un Paese della Nato. Parla anche dei processi decisionali dell'alleanza e delle difficoltà di Donald Trump a ottenere una pace con la Russia.
Fonte: Sa Defenza Channel
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SPAGNA, PIAZZE SULLA CASA DOPO IL NO DEL PARLAMENTO AI DECRETI DI SÁNCHEZ
In Spagna decine di migliaia di persone sono scese in piazza sabato 3 ottobre per il diritto all'abitazione, dopo che il Parlamento ha bocciato il giorno prima i due decreti sulla crisi abitativa del governo del primo ministro socialista Pedro Sánchez. Le manifestazioni, convocate dai sindacati degli inquilini, si sono svolte in oltre 50 città, da Bilbao a Malaga e fino alle Canarie; a Madrid i sindacati hanno stimato 500mila partecipanti, il governo circa 70mila.
A Valencia si sono registrati scontri davanti al Palau de Les Arts, sede di un congresso sugli investimenti immobiliari: cinque persone arrestate e nove agenti feriti. I manifestanti chiedono uno sciopero generale e limiti alla speculazione immobiliare.
I decreti sono stati bocciati dal Congresso con i voti di Partito popolare, Vox e Junts per Catalunya. Sánchez valuta elezioni anticipate, potenzialmente a fine novembre.
Fonte: Blondet & Friends
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In Spagna decine di migliaia di persone sono scese in piazza sabato 3 ottobre per il diritto all'abitazione, dopo che il Parlamento ha bocciato il giorno prima i due decreti sulla crisi abitativa del governo del primo ministro socialista Pedro Sánchez. Le manifestazioni, convocate dai sindacati degli inquilini, si sono svolte in oltre 50 città, da Bilbao a Malaga e fino alle Canarie; a Madrid i sindacati hanno stimato 500mila partecipanti, il governo circa 70mila.
A Valencia si sono registrati scontri davanti al Palau de Les Arts, sede di un congresso sugli investimenti immobiliari: cinque persone arrestate e nove agenti feriti. I manifestanti chiedono uno sciopero generale e limiti alla speculazione immobiliare.
I decreti sono stati bocciati dal Congresso con i voti di Partito popolare, Vox e Junts per Catalunya. Sánchez valuta elezioni anticipate, potenzialmente a fine novembre.
Fonte: Blondet & Friends
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MERZ A KYIV ANNUNCIA UN MILIARDO DI EURO DI AIUTI MILITARI ALL'UCRAINA
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato a Kyiv un nuovo pacchetto di aiuti militari all'Ucraina da un miliardo di euro, durante una visita nella capitale ucraina il 4 ottobre 2026, mentre proseguono gli attacchi russi con droni contro infrastrutture in diverse città.
Merz ha annunciato anche 350 milioni di euro per la riparazione del settore energetico. Aziende tedesche hanno firmato accordi con l'Ucraina per circa 6,5 miliardi di euro, compresi contratti per missili di difesa aerea e apparecchiature radar.
Nella giornata della visita un attacco russo ha colpito un ponte a Kyiv, causando feriti e danni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha elogiato un nuovo drone intercettore sviluppato da Quantum Systems. Il ministero degli Esteri russo ha annunciato che proseguirà gli attacchi, definendoli misure di rappresaglia.
Fonte: Modern Diplomacy
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Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato a Kyiv un nuovo pacchetto di aiuti militari all'Ucraina da un miliardo di euro, durante una visita nella capitale ucraina il 4 ottobre 2026, mentre proseguono gli attacchi russi con droni contro infrastrutture in diverse città.
Merz ha annunciato anche 350 milioni di euro per la riparazione del settore energetico. Aziende tedesche hanno firmato accordi con l'Ucraina per circa 6,5 miliardi di euro, compresi contratti per missili di difesa aerea e apparecchiature radar.
Nella giornata della visita un attacco russo ha colpito un ponte a Kyiv, causando feriti e danni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha elogiato un nuovo drone intercettore sviluppato da Quantum Systems. Il ministero degli Esteri russo ha annunciato che proseguirà gli attacchi, definendoli misure di rappresaglia.
Fonte: Modern Diplomacy
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USA, UN EX FUNZIONARIO DEL DIPARTIMENTO DI STATO PARLA DI ARMI NUCLEARI A ISRAELE
Negli Stati Uniti, il 4 ottobre 2026, l'ex capo di gabinetto del Dipartimento di Stato Lawrence Wilkerson ha dichiarato nel corso di un'intervista che circola la voce, sia in ebraico sia in inglese, di un via libera dato dal presidente Donald Trump al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per l'uso di armi nucleari nel conflitto in corso.
Wilkerson ha precisato di non sapere cosa farà Trump e di non avere idea di come si comporterà in questa circostanza.
Secondo il racconto dell'ex funzionario, la questione riguarda una dimensione diversa del conflitto e arriva in un momento critico per il partito del presidente.
Fonte: Blondet & Friends
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Negli Stati Uniti, il 4 ottobre 2026, l'ex capo di gabinetto del Dipartimento di Stato Lawrence Wilkerson ha dichiarato nel corso di un'intervista che circola la voce, sia in ebraico sia in inglese, di un via libera dato dal presidente Donald Trump al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per l'uso di armi nucleari nel conflitto in corso.
Wilkerson ha precisato di non sapere cosa farà Trump e di non avere idea di come si comporterà in questa circostanza.
Secondo il racconto dell'ex funzionario, la questione riguarda una dimensione diversa del conflitto e arriva in un momento critico per il partito del presidente.
Fonte: Blondet & Friends
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LA RUSSIA ANNUNCIA NUOVI ATTACCHI SU KIEV DOPO LE DICHIARAZIONI DI ZELENSKIJ
La Russia intensificherà gli attacchi su Kiev e su altre aree dell'Ucraina. Il ministero della Difesa russo ha indicato che le forze armate concentreranno i colpi su obiettivi militari e sulle infrastrutture collegate. L'annuncio è stato reso noto il 4 ottobre 2026.
La decisione segue le dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelenskij, che ha annunciato l'intenzione di intensificare gli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe. Zelenskij ha precisato che gli attacchi ucraini non prenderanno di mira i civili, in risposta alla nuova linea dei raid russi, mirata ad allontanare la popolazione da città come Kiev.
Nelle ultime settimane la Russia ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture di Kiev, con ripercussioni sulla vita dei circa tre milioni di residenti. Entrambe le parti negano di colpire obiettivi civili.
Fonte: Modern Diplomacy
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La Russia intensificherà gli attacchi su Kiev e su altre aree dell'Ucraina. Il ministero della Difesa russo ha indicato che le forze armate concentreranno i colpi su obiettivi militari e sulle infrastrutture collegate. L'annuncio è stato reso noto il 4 ottobre 2026.
La decisione segue le dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelenskij, che ha annunciato l'intenzione di intensificare gli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe. Zelenskij ha precisato che gli attacchi ucraini non prenderanno di mira i civili, in risposta alla nuova linea dei raid russi, mirata ad allontanare la popolazione da città come Kiev.
Nelle ultime settimane la Russia ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture di Kiev, con ripercussioni sulla vita dei circa tre milioni di residenti. Entrambe le parti negano di colpire obiettivi civili.
Fonte: Modern Diplomacy
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ISRAELE CONOSCEVA LE IDENTITÀ DELL'EQUIPAGGIO DEL VOLO FZ1073 PRIMA DEL DECOLLO
Il volo Flydubai FZ1073, partito mercoledì dagli Emirati Arabi Uniti verso Israele, è stato oggetto di un tentativo di dirottamento, reso noto il 4 ottobre 2026. Il copilota ha aggredito il pilota per impadronirsi dell'aereo e farlo schiantare; a bordo c'erano 174 passeggeri. Il segnale di pericolo è stato emesso mentre l'aereo sorvolava la Giordania.
Le autorità israeliane avevano ricevuto la lista dell'equipaggio prima del decollo. La composizione degli equipaggi dei voli diretti in Israele viene comunicata in anticipo a Tel Aviv e non può includere personale di Paesi senza relazioni diplomatiche con Israele. Il copilota è indicato come cittadino dell'Oman, che non ha relazioni diplomatiche con Israele, e come persona segnalata per simpatie verso movimenti radicali islamici.
La nazionalità del pilota è stata infine indicata come indiana. Restano versioni diverse sull'arma usata: prima un coltello, poi un'ascia di bordo.
Fonte: Occhi sul Mondo
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Il volo Flydubai FZ1073, partito mercoledì dagli Emirati Arabi Uniti verso Israele, è stato oggetto di un tentativo di dirottamento, reso noto il 4 ottobre 2026. Il copilota ha aggredito il pilota per impadronirsi dell'aereo e farlo schiantare; a bordo c'erano 174 passeggeri. Il segnale di pericolo è stato emesso mentre l'aereo sorvolava la Giordania.
Le autorità israeliane avevano ricevuto la lista dell'equipaggio prima del decollo. La composizione degli equipaggi dei voli diretti in Israele viene comunicata in anticipo a Tel Aviv e non può includere personale di Paesi senza relazioni diplomatiche con Israele. Il copilota è indicato come cittadino dell'Oman, che non ha relazioni diplomatiche con Israele, e come persona segnalata per simpatie verso movimenti radicali islamici.
La nazionalità del pilota è stata infine indicata come indiana. Restano versioni diverse sull'arma usata: prima un coltello, poi un'ascia di bordo.
Fonte: Occhi sul Mondo
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VERTICE BRICS A NEW DELHI, XI JINPING IN INDIA DOPO SETTE ANNI
A metà settembre il presidente cinese Xi Jinping si è recato a New Delhi per il vertice dei BRICS, la sua prima visita in India in sette anni. La dichiarazione finale del gruppo ha respinto le «misure tariffarie e non tariffarie unilaterali» senza nominare gli Stati Uniti, ha ammorbidito il linguaggio sul Medio Oriente e non ha previsto una valuta comune.
Due settimane prima, a Bishkek, l'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai ha modificato il proprio statuto, ma la banca di sviluppo a lungo promessa resta bloccata dalla disputa tra Kirghizistan e Kazakistan su chi debba ospitarla.
Nelle stesse settimane Pechino ha reso noto che circa 160 Paesi e organizzazioni appoggiano la sua iniziativa per la governance globale e che oltre 60 hanno aderito a un «Gruppo di amici» riunitosi a New York, Ginevra e Vienna, le tre principali sedi delle Nazioni Unite.
Fonte: Modern Diplomacy
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A metà settembre il presidente cinese Xi Jinping si è recato a New Delhi per il vertice dei BRICS, la sua prima visita in India in sette anni. La dichiarazione finale del gruppo ha respinto le «misure tariffarie e non tariffarie unilaterali» senza nominare gli Stati Uniti, ha ammorbidito il linguaggio sul Medio Oriente e non ha previsto una valuta comune.
Due settimane prima, a Bishkek, l'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai ha modificato il proprio statuto, ma la banca di sviluppo a lungo promessa resta bloccata dalla disputa tra Kirghizistan e Kazakistan su chi debba ospitarla.
Nelle stesse settimane Pechino ha reso noto che circa 160 Paesi e organizzazioni appoggiano la sua iniziativa per la governance globale e che oltre 60 hanno aderito a un «Gruppo di amici» riunitosi a New York, Ginevra e Vienna, le tre principali sedi delle Nazioni Unite.
Fonte: Modern Diplomacy
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CENTRALI GALLEGGIANTI, L'ENERGIA SI SPOSTA DALL'ACQUA PER EVITARE LA CARENZA DI SUOLO
All'inizio di ottobre 2026 il tema delle centrali elettriche galleggianti, installate su navi, chiatte, boe o piattaforme solari, si presenta come alternativa agli impianti energetici a terra, sempre più contestati per il consumo di suolo. La Russia utilizza impianti nucleari galleggianti dal 2019 per fornire energia alle popolazioni remote della Siberia. Negli Stati Uniti, sul lago Michigan, l'Università del Michigan sta testando prototipi capaci di convertire il moto delle onde in elettricità per i residenti isolati di Beaver Island. A Taiwan uno studio recente rileva che i pannelli solari galleggianti in mare possono rendere più dei parchi solari terrestri grazie al raffreddamento esercitato dall'acqua marina. Il primo impianto del genere fu la nave mercantile SS Jacona, convertita in fonte di energia per la costa nordorientale statunitense nel 1931.
Fonte: OilPrice.com
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All'inizio di ottobre 2026 il tema delle centrali elettriche galleggianti, installate su navi, chiatte, boe o piattaforme solari, si presenta come alternativa agli impianti energetici a terra, sempre più contestati per il consumo di suolo. La Russia utilizza impianti nucleari galleggianti dal 2019 per fornire energia alle popolazioni remote della Siberia. Negli Stati Uniti, sul lago Michigan, l'Università del Michigan sta testando prototipi capaci di convertire il moto delle onde in elettricità per i residenti isolati di Beaver Island. A Taiwan uno studio recente rileva che i pannelli solari galleggianti in mare possono rendere più dei parchi solari terrestri grazie al raffreddamento esercitato dall'acqua marina. Il primo impianto del genere fu la nave mercantile SS Jacona, convertita in fonte di energia per la costa nordorientale statunitense nel 1931.
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