TEHERAN OSPITA IL FESTIVAL IRANIANO SU GIOVANI, INNOVAZIONE E TECNOLOGIA SANITARIA
Il secondo festival nazionale iraniano su giovani, innovazione e tecnologia sanitaria si terrà a Teheran dal 14 al 16 ottobre, con focus sull'intelligenza artificiale in ambito sanitario. L'organizza l'Università di scienze mediche Shahid Beheshti.
Il programma comprende intelligenza artificiale e machine learning in sanità, salute digitale e telemedicina, tecnologie emergenti per la riabilitazione, dispositivi medici e biotecnologie. L'iniziativa è rivolta a studenti, ricercatori, innovatori e specialisti del settore.
Sulla salute digitale in Iran, una ricerca dell'Università Allameh Tabatabaei di Teheran indica tra i punti di forza le piattaforme sanitarie nazionali e il crescente ricorso all'intelligenza artificiale, e tra le debolezze la mancanza di un quadro legale organico per i dati sanitari. Il ministero della Salute ha avviato otto progetti di sanità elettronica basati sull'intelligenza artificiale.
Fonte: Tehran Times
— @anotherworldnetwork
Il secondo festival nazionale iraniano su giovani, innovazione e tecnologia sanitaria si terrà a Teheran dal 14 al 16 ottobre, con focus sull'intelligenza artificiale in ambito sanitario. L'organizza l'Università di scienze mediche Shahid Beheshti.
Il programma comprende intelligenza artificiale e machine learning in sanità, salute digitale e telemedicina, tecnologie emergenti per la riabilitazione, dispositivi medici e biotecnologie. L'iniziativa è rivolta a studenti, ricercatori, innovatori e specialisti del settore.
Sulla salute digitale in Iran, una ricerca dell'Università Allameh Tabatabaei di Teheran indica tra i punti di forza le piattaforme sanitarie nazionali e il crescente ricorso all'intelligenza artificiale, e tra le debolezze la mancanza di un quadro legale organico per i dati sanitari. Il ministero della Salute ha avviato otto progetti di sanità elettronica basati sull'intelligenza artificiale.
Fonte: Tehran Times
— @anotherworldnetwork
IL PREMIER LIBANESE SALAM CHIEDE IL RITIRO COMPLETO DI ISRAELE DAL LIBANO
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha chiesto il ritiro completo di Israele dal Libano e il rafforzamento dell'autorità statale, in una conferenza stampa tenuta il 2 ottobre 2026 a Nabatieh, nel sud del Paese. Salam ha indicato come priorità immediate la fine degli attacchi israeliani, il rientro in sicurezza degli sfollati e la ripresa delle comunità del sud, auspicando «un solo esercito e una sola autorità decisionale».
Dal 2 marzo gli attacchi israeliani in Libano hanno causato almeno 4.386 morti e 12.413 feriti, con oltre un milione di sfollati. Il 26 giugno Beirut e Tel Aviv hanno firmato una «formula quadro» sponsorizzata dagli Stati Uniti, che prevede un ritiro graduale israeliano dal territorio libanese. Nonostante l'accordo, gli attacchi sono proseguiti e Israele continua a occupare aree nel sud del Libano.
Fonte: Middle East Monitor
— @anotherworldnetwork
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha chiesto il ritiro completo di Israele dal Libano e il rafforzamento dell'autorità statale, in una conferenza stampa tenuta il 2 ottobre 2026 a Nabatieh, nel sud del Paese. Salam ha indicato come priorità immediate la fine degli attacchi israeliani, il rientro in sicurezza degli sfollati e la ripresa delle comunità del sud, auspicando «un solo esercito e una sola autorità decisionale».
Dal 2 marzo gli attacchi israeliani in Libano hanno causato almeno 4.386 morti e 12.413 feriti, con oltre un milione di sfollati. Il 26 giugno Beirut e Tel Aviv hanno firmato una «formula quadro» sponsorizzata dagli Stati Uniti, che prevede un ritiro graduale israeliano dal territorio libanese. Nonostante l'accordo, gli attacchi sono proseguiti e Israele continua a occupare aree nel sud del Libano.
Fonte: Middle East Monitor
— @anotherworldnetwork
LA CORTE SUPREMA USA ESAMINA LA CAUSA DI BOULDER CONTRO EXXON E SUNCOR
La Corte Suprema degli Stati Uniti apre il termine autunnale con il caso Suncor v. Boulder, che dovrà stabilire se la città e la contea di Boulder, in Colorado, possono portare in tribunale le compagnie petrolifere ExxonMobil e Suncor Energy. Alle aziende è contestato di aver ingannato il pubblico per decenni sui danni climatici dei combustibili fossili. L'udienza è fissata per il 5 ottobre.
Exxon e Suncor chiederanno alla Corte di bloccare il processo. La causa è una delle decine avviate da amministrazioni locali statunitensi contro l'industria dei combustibili fossili. Il Center for Climate Integrity ha intanto diffuso una raccolta aggiornata di 101 documenti interni dell'industria, datati dal 1957 al 2026, sulla disinformazione climatica.
Fonte: Asia Times
— @anotherworldnetwork
La Corte Suprema degli Stati Uniti apre il termine autunnale con il caso Suncor v. Boulder, che dovrà stabilire se la città e la contea di Boulder, in Colorado, possono portare in tribunale le compagnie petrolifere ExxonMobil e Suncor Energy. Alle aziende è contestato di aver ingannato il pubblico per decenni sui danni climatici dei combustibili fossili. L'udienza è fissata per il 5 ottobre.
Exxon e Suncor chiederanno alla Corte di bloccare il processo. La causa è una delle decine avviate da amministrazioni locali statunitensi contro l'industria dei combustibili fossili. Il Center for Climate Integrity ha intanto diffuso una raccolta aggiornata di 101 documenti interni dell'industria, datati dal 1957 al 2026, sulla disinformazione climatica.
Fonte: Asia Times
— @anotherworldnetwork
LE SETTE MAGGIORI ECONOMIE MONDIALI USANO LE RISERVE DI CARBURANTE
Al 3 ottobre 2026, le sette maggiori economie mondiali — Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Canada e Giappone — hanno fatto ricorso alle riserve di carburante. La decisione è stata determinata dal forte aumento dei prezzi del gasolio e dalla crescente pressione sui mercati globali del carburante.
L'utilizzo delle riserve riguarda tutti e sette i Paesi elencati. La pressione sui mercati internazionali del carburante è il contesto in cui si inserisce la misura.
Fonte: Saker Italia
— @anotherworldnetwork
Al 3 ottobre 2026, le sette maggiori economie mondiali — Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Canada e Giappone — hanno fatto ricorso alle riserve di carburante. La decisione è stata determinata dal forte aumento dei prezzi del gasolio e dalla crescente pressione sui mercati globali del carburante.
L'utilizzo delle riserve riguarda tutti e sette i Paesi elencati. La pressione sui mercati internazionali del carburante è il contesto in cui si inserisce la misura.
Fonte: Saker Italia
— @anotherworldnetwork
VIOLENZE URBANE IN FRANCIA
In Francia si sono verificati episodi di violenza urbana in diverse città, con devastazioni e scontri violenti. I fatti sono riportati in resoconti datati 3 ottobre 2026.
Tra le persone indicate come partecipanti figurano giovani di origine araba o africana nati sul suolo francese e frange dell'estrema sinistra. Gli episodi hanno riguardato centri urbani del Paese e sono collegati a una frattura identitaria e sociale.
Fonte: Blondet & Friends
— @anotherworldnetwork
In Francia si sono verificati episodi di violenza urbana in diverse città, con devastazioni e scontri violenti. I fatti sono riportati in resoconti datati 3 ottobre 2026.
Tra le persone indicate come partecipanti figurano giovani di origine araba o africana nati sul suolo francese e frange dell'estrema sinistra. Gli episodi hanno riguardato centri urbani del Paese e sono collegati a una frattura identitaria e sociale.
Fonte: Blondet & Friends
— @anotherworldnetwork
BULGARIA, A NOVE MESI DALL'EURO INFLAZIONE E PROCEDURA UE SUL DEFICIT
La Bulgaria è entrata nell'eurozona il 1° gennaio 2026. A inizio ottobre 2026, a nove mesi di distanza, il Paese balcanico ha registrato un'inflazione che ha ridotto i salari reali, mentre la Commissione europea si prepara ad aprire una procedura per eccesso di disavanzo: il deficit è stimato vicino al 4,1% del Pil, oltre la soglia del 3%.
Sul mercato interno, la conversione dal lev all'euro è stata accompagnata da aumenti dei prezzi dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali, con un impatto sulle fasce a reddito fisso. Le richieste di referendum sulla valuta nazionale sono state accantonate, mentre le recenti elezioni hanno portato a un avvicendamento al governo.
Fonte: InsideOver
— @anotherworldnetwork
La Bulgaria è entrata nell'eurozona il 1° gennaio 2026. A inizio ottobre 2026, a nove mesi di distanza, il Paese balcanico ha registrato un'inflazione che ha ridotto i salari reali, mentre la Commissione europea si prepara ad aprire una procedura per eccesso di disavanzo: il deficit è stimato vicino al 4,1% del Pil, oltre la soglia del 3%.
Sul mercato interno, la conversione dal lev all'euro è stata accompagnata da aumenti dei prezzi dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali, con un impatto sulle fasce a reddito fisso. Le richieste di referendum sulla valuta nazionale sono state accantonate, mentre le recenti elezioni hanno portato a un avvicendamento al governo.
Fonte: InsideOver
— @anotherworldnetwork
FRANCIA, PROTESTE NEI LICEI: OLTRE 1.200 ISTITUTI COINVOLTI E 5.000 ARRESTI
In Francia la mobilitazione partita nell'area parigina per le condizioni delle scuole si è estesa a tutto il Paese. Al 3 ottobre coinvolge oltre 1.200 licei, con decine di migliaia di studenti e sostenitori e più di 5.000 arresti; in diversi centri si registrano incendi, danneggiamenti, scontri e feriti. Sindacati, docenti e genitori hanno affiancato le rivendicazioni degli studenti.
Il governo francese ha attribuito un ruolo nell'avvio delle proteste a La France Insoumise e ad ambienti collegati; il partito ha respinto l'accusa. Una nota dei servizi di intelligence della prefettura di Parigi, relativa al solo dipartimento della Seine-Saint-Denis e a una ventina di istituti, indica però soprattutto la volontà dell'estrema sinistra di inserirsi in un movimento liceale frammentato e spontaneo, più che la prova di una mobilitazione organizzata dall'alto.
Fonte: Il Primato Nazionale
— @anotherworldnetwork
In Francia la mobilitazione partita nell'area parigina per le condizioni delle scuole si è estesa a tutto il Paese. Al 3 ottobre coinvolge oltre 1.200 licei, con decine di migliaia di studenti e sostenitori e più di 5.000 arresti; in diversi centri si registrano incendi, danneggiamenti, scontri e feriti. Sindacati, docenti e genitori hanno affiancato le rivendicazioni degli studenti.
Il governo francese ha attribuito un ruolo nell'avvio delle proteste a La France Insoumise e ad ambienti collegati; il partito ha respinto l'accusa. Una nota dei servizi di intelligence della prefettura di Parigi, relativa al solo dipartimento della Seine-Saint-Denis e a una ventina di istituti, indica però soprattutto la volontà dell'estrema sinistra di inserirsi in un movimento liceale frammentato e spontaneo, più che la prova di una mobilitazione organizzata dall'alto.
Fonte: Il Primato Nazionale
— @anotherworldnetwork
EMIRATI: COPILOTA FLYDUBAI TENTA UN ATTO TERRORISTICO CONTRO IL COMANDANTE
Il procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, Hamad Saif al-Shamsi, ha annunciato che il copilota del volo Flydubai FZ1073 ha tentato un atto terroristico mercoledì, colpendo il comandante con un'ascia di emergenza e provando a prendere il controllo dell'aereo. Il velivolo, con 174 passeggeri a bordo, era partito da Dubai diretto a Tel Aviv. Ha ottenuto il permesso di atterrare in emergenza all'aeroporto internazionale Prince Sultan bin Abdulaziz di Tabuk, in Arabia Saudita. Flydubai ha riferito di un alterco nella cabina di pilotaggio e che l'equipaggio ha messo in sicurezza l'aereo prima della deviazione. L'indagine è in corso per chiarire tutte le circostanze, i motivi e i collegamenti; i risultati definitivi saranno annunciati al termine delle procedure necessarie.
Fonte: Anadolu Agency
— @anotherworldnetwork
Il procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, Hamad Saif al-Shamsi, ha annunciato che il copilota del volo Flydubai FZ1073 ha tentato un atto terroristico mercoledì, colpendo il comandante con un'ascia di emergenza e provando a prendere il controllo dell'aereo. Il velivolo, con 174 passeggeri a bordo, era partito da Dubai diretto a Tel Aviv. Ha ottenuto il permesso di atterrare in emergenza all'aeroporto internazionale Prince Sultan bin Abdulaziz di Tabuk, in Arabia Saudita. Flydubai ha riferito di un alterco nella cabina di pilotaggio e che l'equipaggio ha messo in sicurezza l'aereo prima della deviazione. L'indagine è in corso per chiarire tutte le circostanze, i motivi e i collegamenti; i risultati definitivi saranno annunciati al termine delle procedure necessarie.
Fonte: Anadolu Agency
— @anotherworldnetwork
USA, INDAGINE SU PRESUNTE TANGENTI A COLLINS CHIUSA DOPO IL RITORNO DI TRUMP
Il 3 ottobre 2026 è emerso che negli Stati Uniti l'FBI, alla fine del 2024, aveva raccolto prove sufficienti per avviare un'indagine su presunte tangenti che coinvolgevano la senatrice repubblicana Susan Collins e Martin Kao, CEO dell'appaltatore della difesa Navatek. Kao ha detto agli inquirenti che nel 2019 il capo del super PAC pro-Collins gli aveva chiesto 500.000 dollari.
Per aggirare le leggi, Kao inviò 150.000 dollari tramite una società di comodo. Settimane dopo, ha affermato che Collins si era impegnata a far ottenere alla sua azienda 32 milioni di dollari in contratti navali. Nel 2022 Kao è stato incriminato per contributi illegali e ha rivelato lo schema all'FBI per ridurre la pena. Dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, l'indagine è stata chiusa. Collins nega le accuse.
Fonte: ProPublica
— @anotherworldnetwork
Il 3 ottobre 2026 è emerso che negli Stati Uniti l'FBI, alla fine del 2024, aveva raccolto prove sufficienti per avviare un'indagine su presunte tangenti che coinvolgevano la senatrice repubblicana Susan Collins e Martin Kao, CEO dell'appaltatore della difesa Navatek. Kao ha detto agli inquirenti che nel 2019 il capo del super PAC pro-Collins gli aveva chiesto 500.000 dollari.
Per aggirare le leggi, Kao inviò 150.000 dollari tramite una società di comodo. Settimane dopo, ha affermato che Collins si era impegnata a far ottenere alla sua azienda 32 milioni di dollari in contratti navali. Nel 2022 Kao è stato incriminato per contributi illegali e ha rivelato lo schema all'FBI per ridurre la pena. Dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, l'indagine è stata chiusa. Collins nega le accuse.
Fonte: ProPublica
— @anotherworldnetwork
UN GIUDICE DI NEW YORK RESPINGE LA RICHIESTA USA DI ARCHIVIARE LA CAUSA SULLA SORVEGLIANZA DEI SOCIAL
Un giudice federale statunitense ha respinto la richiesta del governo di archiviare la causa intentata da tre sindacati contro i Dipartimenti di Stato e della Sicurezza interna per un programma di sorveglianza dei social media. La decisione è del 1° ottobre 2026: Alvin K. Hellerstein, giudice della Corte distrettuale per il distretto sud di New York, ha stabilito che il procedimento può andare avanti.
Il ricorso era stato depositato nell'ottobre 2025 dalle sigle United Automobile Workers, Communications Workers of America e American Federation of Teachers. I sindacati contestano un programma che, tramite intelligenza artificiale e altri strumenti automatici, monitora i profili social di titolari di visti e di permessi di soggiorno presenti legalmente negli Stati Uniti, per individuare chi esprime opinioni sgradite al governo.
Fonte: Electronic Frontier Foundation
— @anotherworldnetwork
Un giudice federale statunitense ha respinto la richiesta del governo di archiviare la causa intentata da tre sindacati contro i Dipartimenti di Stato e della Sicurezza interna per un programma di sorveglianza dei social media. La decisione è del 1° ottobre 2026: Alvin K. Hellerstein, giudice della Corte distrettuale per il distretto sud di New York, ha stabilito che il procedimento può andare avanti.
Il ricorso era stato depositato nell'ottobre 2025 dalle sigle United Automobile Workers, Communications Workers of America e American Federation of Teachers. I sindacati contestano un programma che, tramite intelligenza artificiale e altri strumenti automatici, monitora i profili social di titolari di visti e di permessi di soggiorno presenti legalmente negli Stati Uniti, per individuare chi esprime opinioni sgradite al governo.
Fonte: Electronic Frontier Foundation
— @anotherworldnetwork
TENSIONI TRA UCRAINA E COREA DEL SUD SUL TRASFERIMENTO DI DUE PRIGIONIERI NORDCOREANI
Nei giorni scorsi la Corea del Sud ha convocato l'ambasciatore ucraino a Seoul dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che Kiev ha trasferito due prigionieri di guerra nordcoreani nella Repubblica di Corea. Seoul sostiene che l'Ucraina ha violato un accordo di riservatezza sul trasferimento.
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha minacciato ulteriori misure se Kiev non riconoscerà l'esistenza dell'intesa e non presenterà scuse pubbliche. Il consigliere di Zelensky, Dmytro Lytvyn, nega che un accordo di riservatezza esista.
Il ministero degli Esteri sudcoreano ha ribadito che l'intesa c'era e che i due Paesi avevano deciso di trattare la questione in via confidenziale.
Fonte: InsideOver
— @anotherworldnetwork
Nei giorni scorsi la Corea del Sud ha convocato l'ambasciatore ucraino a Seoul dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che Kiev ha trasferito due prigionieri di guerra nordcoreani nella Repubblica di Corea. Seoul sostiene che l'Ucraina ha violato un accordo di riservatezza sul trasferimento.
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha minacciato ulteriori misure se Kiev non riconoscerà l'esistenza dell'intesa e non presenterà scuse pubbliche. Il consigliere di Zelensky, Dmytro Lytvyn, nega che un accordo di riservatezza esista.
Il ministero degli Esteri sudcoreano ha ribadito che l'intesa c'era e che i due Paesi avevano deciso di trattare la questione in via confidenziale.
Fonte: InsideOver
— @anotherworldnetwork
INTERROGATIVI SUL VOLO FLYDUBAI DIRETTO A TEL AVIV
Il 3 ottobre 2026 restano senza risposta i molti interrogativi sul volo Flydubai partito da Dubai e diretto a Tel Aviv, a bordo del quale il co-pilota ha accoltellato il comandante ed è stato fermato da un passeggero. L'uomo è stato identificato come cittadino omanita.
Nel 2024, mentre lavorava come allievo copilota per Oman Air, era stato trovato in possesso di materiale estremista e il suo brevetto di volo era stato sospeso perché considerato una minaccia per la sicurezza nazionale. Israele e Oman non hanno relazioni diplomatiche formali. Restano da chiarire le modalità con cui è potuto salire sull'aereo all'aeroporto di Dubai, nonostante i controlli.
Fonte: InsideOver
— @anotherworldnetwork
Il 3 ottobre 2026 restano senza risposta i molti interrogativi sul volo Flydubai partito da Dubai e diretto a Tel Aviv, a bordo del quale il co-pilota ha accoltellato il comandante ed è stato fermato da un passeggero. L'uomo è stato identificato come cittadino omanita.
Nel 2024, mentre lavorava come allievo copilota per Oman Air, era stato trovato in possesso di materiale estremista e il suo brevetto di volo era stato sospeso perché considerato una minaccia per la sicurezza nazionale. Israele e Oman non hanno relazioni diplomatiche formali. Restano da chiarire le modalità con cui è potuto salire sull'aereo all'aeroporto di Dubai, nonostante i controlli.
Fonte: InsideOver
— @anotherworldnetwork
LETTONIA AL VOTO, KULBERGS IN TESTA SUI FILORUSSI
In Lettonia si vota oggi, 3 ottobre, per le elezioni parlamentari che rinnovano i 100 seggi della Saeima per quattro anni. Il primo ministro Andris Kulbergs, centrista della Lista Unita, in carica da maggio e sostenitore dell'Ucraina, punta a restare in carica: i sondaggi lo accreditano intorno al 14%.
Alle sue spalle il partito filorusso Potere Sovrano, che chiede di fermare gli aiuti a Kiev e pone al centro il costo della vita, in particolare per la popolazione russofona. Sulla campagna hanno pesato le preoccupazioni per incursioni nello spazio aereo e per la Russia, che respinge le accuse; Kulbergs punta su capacità anti-drone e spese per la difesa.
I seggi chiudono alle 20 e i risultati sono attesi in poche ore. Per entrare in parlamento serve il 5%: Kulbergs dovrà formare una coalizione, mentre nuove formazioni come Lettonia Prima e i Progressisti potrebbero conquistare seggi.
Fonte: Modern Diplomacy
— @anotherworldnetwork
In Lettonia si vota oggi, 3 ottobre, per le elezioni parlamentari che rinnovano i 100 seggi della Saeima per quattro anni. Il primo ministro Andris Kulbergs, centrista della Lista Unita, in carica da maggio e sostenitore dell'Ucraina, punta a restare in carica: i sondaggi lo accreditano intorno al 14%.
Alle sue spalle il partito filorusso Potere Sovrano, che chiede di fermare gli aiuti a Kiev e pone al centro il costo della vita, in particolare per la popolazione russofona. Sulla campagna hanno pesato le preoccupazioni per incursioni nello spazio aereo e per la Russia, che respinge le accuse; Kulbergs punta su capacità anti-drone e spese per la difesa.
I seggi chiudono alle 20 e i risultati sono attesi in poche ore. Per entrare in parlamento serve il 5%: Kulbergs dovrà formare una coalizione, mentre nuove formazioni come Lettonia Prima e i Progressisti potrebbero conquistare seggi.
Fonte: Modern Diplomacy
— @anotherworldnetwork
FRANCIA, PROTESTE NEI LICEI: OLTRE 1.200 SCUOLE COINVOLTE E CINQUEMILA ARRESTI
In Francia la protesta partita dai licei contro la carenza di insegnanti, il sovraffollamento e il degrado degli istituti si è estesa a livello nazionale: al 3 ottobre coinvolgeva oltre 1.200 scuole e aveva prodotto più di cinquemila arresti. Accanto alle rivendicazioni scolastiche sono comparsi incendi e scontri, che il governo francese ha indicato come un cambio di natura della protesta.
Il blocco iniziale, a Créteil, è nato senza partiti né sindacati, da studenti esasperati per orari, assenza di professori e locali inadeguati. Una nota dell'intelligence parigina cita TikTok e Snapchat tra gli strumenti con cui i liceali organizzano i blocchi; il governo Lecornu ha accusato La France Insoumise e ambienti dell'ultrasinistra di essere all'origine delle proteste, mentre il documento riguarda la sola Seine-Saint-Denis.
Fonte: Il Primato Nazionale
— @anotherworldnetwork
In Francia la protesta partita dai licei contro la carenza di insegnanti, il sovraffollamento e il degrado degli istituti si è estesa a livello nazionale: al 3 ottobre coinvolgeva oltre 1.200 scuole e aveva prodotto più di cinquemila arresti. Accanto alle rivendicazioni scolastiche sono comparsi incendi e scontri, che il governo francese ha indicato come un cambio di natura della protesta.
Il blocco iniziale, a Créteil, è nato senza partiti né sindacati, da studenti esasperati per orari, assenza di professori e locali inadeguati. Una nota dell'intelligence parigina cita TikTok e Snapchat tra gli strumenti con cui i liceali organizzano i blocchi; il governo Lecornu ha accusato La France Insoumise e ambienti dell'ultrasinistra di essere all'origine delle proteste, mentre il documento riguarda la sola Seine-Saint-Denis.
Fonte: Il Primato Nazionale
— @anotherworldnetwork
PIEMONTE, NEL 2026 SPESA CARBURANTI A QUASI 4,9 MILIARDI
Nel 2026 la spesa per benzina e gasolio in Piemonte sfiorerà i 4,9 miliardi di euro, contro i 4,093 miliardi del 2025: 807 milioni in più (+19,7%), pari a 67,2 milioni al mese. È la stima dell'ufficio studi della Cgia di Mestre, calcolata ipotizzando consumi invariati rispetto all'anno precedente.
Torino è la provincia con l'aggravio maggiore: da 1,748 a 2,082 miliardi, 334 milioni in più (+19,1%), quinta in Italia per incremento in valore assoluto dopo Roma, Milano, Napoli e Brescia. In percentuale l'aumento più alto è ad Alessandria, +21%, seguita da Cuneo e Novara.
La stima arriva mentre Eni e altre compagnie hanno introdotto per ottobre un tetto temporaneo ai prezzi di benzina e diesel. Su scala nazionale la maggiore spesa è stimata in 13,657 miliardi (+20,4%), con la Lombardia prima per aggravio mensile.
Fonte: Lo Spiffero
— @anotherworldnetwork
Nel 2026 la spesa per benzina e gasolio in Piemonte sfiorerà i 4,9 miliardi di euro, contro i 4,093 miliardi del 2025: 807 milioni in più (+19,7%), pari a 67,2 milioni al mese. È la stima dell'ufficio studi della Cgia di Mestre, calcolata ipotizzando consumi invariati rispetto all'anno precedente.
Torino è la provincia con l'aggravio maggiore: da 1,748 a 2,082 miliardi, 334 milioni in più (+19,1%), quinta in Italia per incremento in valore assoluto dopo Roma, Milano, Napoli e Brescia. In percentuale l'aumento più alto è ad Alessandria, +21%, seguita da Cuneo e Novara.
La stima arriva mentre Eni e altre compagnie hanno introdotto per ottobre un tetto temporaneo ai prezzi di benzina e diesel. Su scala nazionale la maggiore spesa è stimata in 13,657 miliardi (+20,4%), con la Lombardia prima per aggravio mensile.
Fonte: Lo Spiffero
— @anotherworldnetwork
KUSHNER, IL FONDO AFFINITY RESTA PRIMO AZIONISTA DI PHOENIX FINANCIAL
Jared Kushner, negoziatore della Casa Bianca, resta il maggiore azionista di Phoenix Financial, asset manager israeliano con sede a Tel Aviv, tramite il fondo Affinity Partners con sede a Miami. Le informazioni emergono da comunicazioni finanziarie diffuse il 1 ottobre 2026.
Phoenix detiene almeno 456 milioni di dollari in nove società quotate che riforniscono l'esercito israeliano, tra cui Elbit Systems, Next Vision, Bet Shemesh Engines e Reshef Technologies.
Circa il 99% dei 6,1 miliardi di dollari gestiti da Affinity proviene da fuori dagli Stati Uniti: 2 miliardi dal fondo saudita Pif e 1,5 miliardi da Qatar ed Emirati Arabi Uniti. A luglio 2026 Affinity ha venduto azioni Phoenix per 340 milioni di dollari, mantenendo una partecipazione da un miliardo.
Fonte: Tehran Times
— @anotherworldnetwork
Jared Kushner, negoziatore della Casa Bianca, resta il maggiore azionista di Phoenix Financial, asset manager israeliano con sede a Tel Aviv, tramite il fondo Affinity Partners con sede a Miami. Le informazioni emergono da comunicazioni finanziarie diffuse il 1 ottobre 2026.
Phoenix detiene almeno 456 milioni di dollari in nove società quotate che riforniscono l'esercito israeliano, tra cui Elbit Systems, Next Vision, Bet Shemesh Engines e Reshef Technologies.
Circa il 99% dei 6,1 miliardi di dollari gestiti da Affinity proviene da fuori dagli Stati Uniti: 2 miliardi dal fondo saudita Pif e 1,5 miliardi da Qatar ed Emirati Arabi Uniti. A luglio 2026 Affinity ha venduto azioni Phoenix per 340 milioni di dollari, mantenendo una partecipazione da un miliardo.
Fonte: Tehran Times
— @anotherworldnetwork
TRUMP SOSTIENE CHE SENZA DI LUI L'IRAN AVREBBE CANCELLATO ISRAELE E L'ARABIA SAUDITA
Donald Trump ha affermato che senza di lui alla presidenza degli Stati Uniti l'Iran avrebbe «cancellato dalla faccia del pianeta» Israele e l'Arabia Saudita con bombe nucleari. La dichiarazione è contenuta in un'intervista pubblicata il 1° ottobre.
Trump ha sostenuto che senza di lui non ci sarebbero né l'Arabia Saudita né Israele né «vari altri Paesi», rivendicando i buoni rapporti con Riad e con il principe ereditario. Le sue parole arrivano mentre negli Stati Uniti si avvicinano le elezioni di midterm per il Congresso.
Fonte: Tehran Times
— @anotherworldnetwork
Donald Trump ha affermato che senza di lui alla presidenza degli Stati Uniti l'Iran avrebbe «cancellato dalla faccia del pianeta» Israele e l'Arabia Saudita con bombe nucleari. La dichiarazione è contenuta in un'intervista pubblicata il 1° ottobre.
Trump ha sostenuto che senza di lui non ci sarebbero né l'Arabia Saudita né Israele né «vari altri Paesi», rivendicando i buoni rapporti con Riad e con il principe ereditario. Le sue parole arrivano mentre negli Stati Uniti si avvicinano le elezioni di midterm per il Congresso.
Fonte: Tehran Times
— @anotherworldnetwork
VIGANÒ REPLICA ALL'AVVOCATO PICIOCCHI SUL DISCORSO DI LEONE XIV ALL'ELISEO
L'arcivescovo Carlo Maria Viganò ha risposto alla lettera aperta dell'avvocato Pietro Piciocchi, diffusa in Italia, che riguardava il suo commento al discorso di Leone XIV all'Elisio, a Parigi, nel corso del viaggio apostolico del pontefice in Francia.
Lo scambio, reso noto il 2 ottobre 2026, verte sull'interpretazione delle parole del papa su Illuminismo, diritti umani e sul motto liberté, égalité, fraternité. Piciocchi ha difeso la ricerca di punti di convergenza tra la fede e la storia; Viganò ha contestato la compatibilità di quelle posizioni con l'insegnamento dei pontefici precedenti sulla Rivoluzione francese.
Viganò ha respinto l'accusa, rivolta ai critici del discorso papale, di lacerare l'unità della Chiesa, sostenendo che la lacerazione derivi da chi introduce insegnamenti diversi da quelli ricevuti.
Fonte: Blondet & Friends
— @anotherworldnetwork
L'arcivescovo Carlo Maria Viganò ha risposto alla lettera aperta dell'avvocato Pietro Piciocchi, diffusa in Italia, che riguardava il suo commento al discorso di Leone XIV all'Elisio, a Parigi, nel corso del viaggio apostolico del pontefice in Francia.
Lo scambio, reso noto il 2 ottobre 2026, verte sull'interpretazione delle parole del papa su Illuminismo, diritti umani e sul motto liberté, égalité, fraternité. Piciocchi ha difeso la ricerca di punti di convergenza tra la fede e la storia; Viganò ha contestato la compatibilità di quelle posizioni con l'insegnamento dei pontefici precedenti sulla Rivoluzione francese.
Viganò ha respinto l'accusa, rivolta ai critici del discorso papale, di lacerare l'unità della Chiesa, sostenendo che la lacerazione derivi da chi introduce insegnamenti diversi da quelli ricevuti.
Fonte: Blondet & Friends
— @anotherworldnetwork
IL G7 RILASCIA FINO A 100 MILIONI DI BARILI DALLE RISERVE DI GASOLIO
I leader del G7, riuniti in urgenza sulla situazione energetica, hanno concordato il rilascio di fino a 100 milioni di barili dalle riserve strategiche nell'arco di quattro mesi, il massimo utilizzo della capacità delle raffinerie e nessuna misura restrittiva sugli scambi energetici tra i partner. L'annuncio è del presidente francese Emmanuel Macron; il coordinamento è affidato all'Agenzia internazionale dell'energia.
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato il 2 ottobre che l'Europa ha acconsentito al rilascio immediato di una ingente quantità delle sue scorte di gasolio, e ha confermato che non imporrà un divieto alle esportazioni di diesel verso l'Europa. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso sostegno alla decisione del G7.
A New York il petrolio ha chiuso in calo: il Wti ha perso il 3,48% a 89,64 dollari, il Brent il 2,55% a 99,70.
Fonte: Blondet & Friends
— @anotherworldnetwork
I leader del G7, riuniti in urgenza sulla situazione energetica, hanno concordato il rilascio di fino a 100 milioni di barili dalle riserve strategiche nell'arco di quattro mesi, il massimo utilizzo della capacità delle raffinerie e nessuna misura restrittiva sugli scambi energetici tra i partner. L'annuncio è del presidente francese Emmanuel Macron; il coordinamento è affidato all'Agenzia internazionale dell'energia.
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato il 2 ottobre che l'Europa ha acconsentito al rilascio immediato di una ingente quantità delle sue scorte di gasolio, e ha confermato che non imporrà un divieto alle esportazioni di diesel verso l'Europa. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso sostegno alla decisione del G7.
A New York il petrolio ha chiuso in calo: il Wti ha perso il 3,48% a 89,64 dollari, il Brent il 2,55% a 99,70.
Fonte: Blondet & Friends
— @anotherworldnetwork
ETIOPIA ED ERITREA ROMPONO LE RELAZIONI DIPLOMATICHE
L'Etiopia ha rotto le relazioni diplomatiche con l'Eritrea il 2 ottobre, espellendo dieci diplomatici eritrei e chiudendo la propria ambasciata ad Asmara, capitale eritrea. Il giorno precedente un drone aveva colpito il quartier generale delle forze di difesa etiopi nel quartiere di Tor Hayloch, ad Addis Abeba.
Gruppi ribelli attivi nel Tigray, nel nord dell'Etiopia, hanno rivendicato l'attacco. Addis Abeba accusa Asmara di sostenere i ribelli, tra cui il Fronte Popolare di Liberazione del Tigray, e ha parlato di atti di ostilità diretti e indiretti. L'Eritrea ha respinto le accuse, ha annunciato la rottura totale dei rapporti e ha accusato a sua volta l'Etiopia di armare gruppi di opposizione eritrei.
Le tensioni tra i due Paesi dell'Africa orientale riguardano l'accesso al Mar Rosso: l'Etiopia, senza sbocco al mare dal 1993, rivendica tratti della costa eritrea.
Fonte: The Cradle
— @anotherworldnetwork
L'Etiopia ha rotto le relazioni diplomatiche con l'Eritrea il 2 ottobre, espellendo dieci diplomatici eritrei e chiudendo la propria ambasciata ad Asmara, capitale eritrea. Il giorno precedente un drone aveva colpito il quartier generale delle forze di difesa etiopi nel quartiere di Tor Hayloch, ad Addis Abeba.
Gruppi ribelli attivi nel Tigray, nel nord dell'Etiopia, hanno rivendicato l'attacco. Addis Abeba accusa Asmara di sostenere i ribelli, tra cui il Fronte Popolare di Liberazione del Tigray, e ha parlato di atti di ostilità diretti e indiretti. L'Eritrea ha respinto le accuse, ha annunciato la rottura totale dei rapporti e ha accusato a sua volta l'Etiopia di armare gruppi di opposizione eritrei.
Le tensioni tra i due Paesi dell'Africa orientale riguardano l'accesso al Mar Rosso: l'Etiopia, senza sbocco al mare dal 1993, rivendica tratti della costa eritrea.
Fonte: The Cradle
— @anotherworldnetwork
MOLDOVA, CINQUE ARMI AEREE RUSSE VIOLANO LO SPAZIO AEREO ED ESPLODONO SUL TERRITORIO
Sabato 3 ottobre il presidente della Moldova Maia Sandu ha dichiarato che cinque armi aeree russe, tra missili e droni, hanno violato lo spazio aereo del Paese e sono esplose sul territorio. Il ministero degli Esteri ha condannato l'accaduto: frammenti di droni sono stati trovati vicino a Causeni e Crocmaz, dove l'incidente ha causato un incendio e danni.
Giovedì Chisinau aveva convocato l'ambasciatore russo per una nota di protesta dopo tre violazioni in un giorno; nell'ultima settimana le violazioni sono state otto. Mosca non ha commentato; l'ambasciatore Oleg Ozerov ha accusato la Moldova di ignorare le proposte di indagine congiunta.
Fonte: Anadolu Agency
— @anotherworldnetwork
Sabato 3 ottobre il presidente della Moldova Maia Sandu ha dichiarato che cinque armi aeree russe, tra missili e droni, hanno violato lo spazio aereo del Paese e sono esplose sul territorio. Il ministero degli Esteri ha condannato l'accaduto: frammenti di droni sono stati trovati vicino a Causeni e Crocmaz, dove l'incidente ha causato un incendio e danni.
Giovedì Chisinau aveva convocato l'ambasciatore russo per una nota di protesta dopo tre violazioni in un giorno; nell'ultima settimana le violazioni sono state otto. Mosca non ha commentato; l'ambasciatore Oleg Ozerov ha accusato la Moldova di ignorare le proposte di indagine congiunta.
Fonte: Anadolu Agency
— @anotherworldnetwork