COMPENSI AI PROFESSIONISTI, IL TERMINE PER L'OPPOSIZIONE DECORRE DALLA NOTIFICA
In Italia il termine breve di 30 giorni per opporsi ai decreti che liquidano i compensi dei professionisti decorre soltanto dalla notifica del provvedimento alle parti, non dalla comunicazione di cancelleria. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 7430 del 28 marzo 2026, applicando la riforma Cartabia. Il principio riguarda avvocati, in particolare per gratuito patrocinio e difesa d'ufficio, consulenti tecnici, custodi e imprese incaricate di demolizioni o ripristini. Se il decreto non viene notificato, l'opposizione resta proponibile fino a sei mesi dalla pubblicazione.
Il ministero della Giustizia ha diffuso una circolare il 25 luglio 2026 e gli uffici giudiziari, tra cui le Corti d'appello di Milano e Brescia e i tribunali di Firenze e Genova, stanno adeguandosi. Il Governo si è impegnato a valutare iniziative normative perché il termine decorra dalla comunicazione di cancelleria.
Fonte: Italia Oggi
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In Italia il termine breve di 30 giorni per opporsi ai decreti che liquidano i compensi dei professionisti decorre soltanto dalla notifica del provvedimento alle parti, non dalla comunicazione di cancelleria. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 7430 del 28 marzo 2026, applicando la riforma Cartabia. Il principio riguarda avvocati, in particolare per gratuito patrocinio e difesa d'ufficio, consulenti tecnici, custodi e imprese incaricate di demolizioni o ripristini. Se il decreto non viene notificato, l'opposizione resta proponibile fino a sei mesi dalla pubblicazione.
Il ministero della Giustizia ha diffuso una circolare il 25 luglio 2026 e gli uffici giudiziari, tra cui le Corti d'appello di Milano e Brescia e i tribunali di Firenze e Genova, stanno adeguandosi. Il Governo si è impegnato a valutare iniziative normative perché il termine decorra dalla comunicazione di cancelleria.
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IL PREMIER SLOVENO JANŠA METTE IN DUBBIO L'ADESIONE ALL'UE IN UN POST SU X
Janez Janša, primo ministro sloveno e leader del Partito democratico, ha pubblicato sul social network di proprietà di Elon Musk un post con dieci argomenti che, a suo giudizio, fanno dubitare che l'adesione della Slovenia all'Unione europea sia stata una buona idea. Tra i punti elencati cita l'annullamento delle elezioni presidenziali in Romania e l'abolizione di un programma televisivo in Ungheria su spinta di Bruxelles. Janša richiama poi l'uso della polizia contro i vertici della Corte costituzionale in Polonia, la sostituzione dei vertici della tv nazionale a Varsavia e l'arresto, a quattro settimane dalle elezioni, del presidente di una società di sondaggi in Slovenia.
Fonte: La Verità
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Janez Janša, primo ministro sloveno e leader del Partito democratico, ha pubblicato sul social network di proprietà di Elon Musk un post con dieci argomenti che, a suo giudizio, fanno dubitare che l'adesione della Slovenia all'Unione europea sia stata una buona idea. Tra i punti elencati cita l'annullamento delle elezioni presidenziali in Romania e l'abolizione di un programma televisivo in Ungheria su spinta di Bruxelles. Janša richiama poi l'uso della polizia contro i vertici della Corte costituzionale in Polonia, la sostituzione dei vertici della tv nazionale a Varsavia e l'arresto, a quattro settimane dalle elezioni, del presidente di una società di sondaggi in Slovenia.
Fonte: La Verità
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IN NORD AMERICA IL SAMARIO COSTA FINO A 346 VOLTE PIÙ CHE IN CINA
Negli Stati Uniti il samario, terra rara impiegata nelle calamite di motori industriali, turbine eoliche, auto elettriche e scanner medicali, arriva a costare fino a 346 volte più che in Cina. Fuori dal mercato cinese il disprosio costa cinque volte tanto e l'ittrio oltre cento volte. Le aziende americane acquistano ogni anno circa 48.000 tonnellate di calamite a terre rare, mentre nel 2025 la produzione nazionale si è fermata a 300 tonnellate.
Pechino controlla oltre il 90% della capacità mondiale di metallizzazione, la fase che precede la fabbricazione delle calamite, pari a 210.000 tonnellate. La società statunitense REalloys, che gestisce un impianto a Euclid, in Ohio, produce metalli e leghe destinati ai magneti. Secondo stime di Canaccord Genuity, entro il 2030 la capacità di magneti fuori dalla Cina triplicherà a circa 70.000 tonnellate, mentre quella di metalli e leghe si fermerà a 38.000.
Fonte: OilPrice.com
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Negli Stati Uniti il samario, terra rara impiegata nelle calamite di motori industriali, turbine eoliche, auto elettriche e scanner medicali, arriva a costare fino a 346 volte più che in Cina. Fuori dal mercato cinese il disprosio costa cinque volte tanto e l'ittrio oltre cento volte. Le aziende americane acquistano ogni anno circa 48.000 tonnellate di calamite a terre rare, mentre nel 2025 la produzione nazionale si è fermata a 300 tonnellate.
Pechino controlla oltre il 90% della capacità mondiale di metallizzazione, la fase che precede la fabbricazione delle calamite, pari a 210.000 tonnellate. La società statunitense REalloys, che gestisce un impianto a Euclid, in Ohio, produce metalli e leghe destinati ai magneti. Secondo stime di Canaccord Genuity, entro il 2030 la capacità di magneti fuori dalla Cina triplicherà a circa 70.000 tonnellate, mentre quella di metalli e leghe si fermerà a 38.000.
Fonte: OilPrice.com
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L'IRAN AVVERTE GLI STATI UNITI SULLA DURATA DI UNA NUOVA GUERRA
In Iran, il portavoce dell'Esercito, il generale Mohammad Akraminia, ha detto ieri che, se gli Stati Uniti riprendessero i bombardamenti contro la Repubblica islamica, il presidente Donald Trump non potrà decidere la durata del conflitto. Ha aggiunto che una nuova guerra potrebbe protrarsi più delle precedenti e che la rappresaglia iraniana sarebbe molto più ampia, con strutture, mezzi, personale e interessi statunitensi colpibili ovunque siano raggiungibili.
Anche la guida suprema iraniana, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, ha diffuso una direttiva ai comandi militari: ogni minaccia dovrà ricevere una risposta immediata, incisiva e senza limiti geografici. Ha inoltre ordinato di aggiornare la banca dati dei bersagli per mettere nel mirino beni fisici e non fisici del «nemico americano-sionista».
Le dichiarazioni arrivano mentre, secondo notizie di stampa, Washington avrebbe esortato gli alleati arabi del Golfo a prepararsi a una campagna militare «breve e intensa» contro l'Iran.
Fonte: Antiwar.com
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In Iran, il portavoce dell'Esercito, il generale Mohammad Akraminia, ha detto ieri che, se gli Stati Uniti riprendessero i bombardamenti contro la Repubblica islamica, il presidente Donald Trump non potrà decidere la durata del conflitto. Ha aggiunto che una nuova guerra potrebbe protrarsi più delle precedenti e che la rappresaglia iraniana sarebbe molto più ampia, con strutture, mezzi, personale e interessi statunitensi colpibili ovunque siano raggiungibili.
Anche la guida suprema iraniana, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, ha diffuso una direttiva ai comandi militari: ogni minaccia dovrà ricevere una risposta immediata, incisiva e senza limiti geografici. Ha inoltre ordinato di aggiornare la banca dati dei bersagli per mettere nel mirino beni fisici e non fisici del «nemico americano-sionista».
Le dichiarazioni arrivano mentre, secondo notizie di stampa, Washington avrebbe esortato gli alleati arabi del Golfo a prepararsi a una campagna militare «breve e intensa» contro l'Iran.
Fonte: Antiwar.com
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BAYER, NEL 2022 LA DICHIARAZIONE SULLA DEFINIZIONE DELLE DOSI ANTI-COVID
Il CEO dell'azienda farmaceutica tedesca Bayer ha dichiarato nel 2022, durante il World Health Summit, che le dosi contro il Covid-19 furono chiamate «vaccini» invece che «terapia genica» perché, con la seconda definizione, il rifiuto della popolazione sarebbe stato del 95%. Senza quella scelta, ha aggiunto, nessuno si sarebbe fatto inoculare.
La dichiarazione risale a quattro anni fa e fu resa pubblicamente nel corso del summit internazionale; riguarda la definizione usata per le dosi durante la campagna di somministrazione.
Fonte: Sa Defenza Channel
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Il CEO dell'azienda farmaceutica tedesca Bayer ha dichiarato nel 2022, durante il World Health Summit, che le dosi contro il Covid-19 furono chiamate «vaccini» invece che «terapia genica» perché, con la seconda definizione, il rifiuto della popolazione sarebbe stato del 95%. Senza quella scelta, ha aggiunto, nessuno si sarebbe fatto inoculare.
La dichiarazione risale a quattro anni fa e fu resa pubblicamente nel corso del summit internazionale; riguarda la definizione usata per le dosi durante la campagna di somministrazione.
Fonte: Sa Defenza Channel
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ALLA CAMERA UN PARENTE DI UN ESPONENTE DI HAMAS CITA LA FIGLIA DI MELONI
Oggi alla Camera dei deputati, a Roma, durante una conferenza organizzata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, un parente di un esponente di Hamas ha preso la parola in arabo e ha citato la figlia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Meloni ha replicato ricordando che la figlia si chiama Ginevra e le Convenzioni di Ginevra.
Fratelli d'Italia ha definito inaccettabile che una minore venga trascinata in una vicenda così delicata.
Fonte: La Verità
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Oggi alla Camera dei deputati, a Roma, durante una conferenza organizzata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, un parente di un esponente di Hamas ha preso la parola in arabo e ha citato la figlia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Meloni ha replicato ricordando che la figlia si chiama Ginevra e le Convenzioni di Ginevra.
Fratelli d'Italia ha definito inaccettabile che una minore venga trascinata in una vicenda così delicata.
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SU X LA WAVE MEMETICA «ANAKIN-MAXXING» PARTE DALLA DESTRA GIOVANILE USA
Dall'inizio di ottobre su X circolano meme che usano Anakin Skywalker, protagonista della trilogia prequel di Star Wars, per rappresentare i giovani occidentali, mentre il Consiglio Jedi raffigura un potere che chiede lealtà senza garantire un futuro. La rilettura nasce soprattutto negli ambienti della destra giovanile statunitense.
Uno dei primi post documentati risale all'11 ottobre; il 30 ottobre il sito conservatore statunitense Not the Bee ha definito la tendenza «Anakin-maxxing». Nel dibattito italiano il tema si intreccia ai dati sulla condizione giovanile: nel 2025, secondo Eurostat, i giovani italiani lasciavano la casa dei genitori a 30,2 anni, contro i 26,3 della media Ue, e secondo Istat il numero medio di figli per donna scendeva a 1,14.
Fonte: Il Primato Nazionale
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Dall'inizio di ottobre su X circolano meme che usano Anakin Skywalker, protagonista della trilogia prequel di Star Wars, per rappresentare i giovani occidentali, mentre il Consiglio Jedi raffigura un potere che chiede lealtà senza garantire un futuro. La rilettura nasce soprattutto negli ambienti della destra giovanile statunitense.
Uno dei primi post documentati risale all'11 ottobre; il 30 ottobre il sito conservatore statunitense Not the Bee ha definito la tendenza «Anakin-maxxing». Nel dibattito italiano il tema si intreccia ai dati sulla condizione giovanile: nel 2025, secondo Eurostat, i giovani italiani lasciavano la casa dei genitori a 30,2 anni, contro i 26,3 della media Ue, e secondo Istat il numero medio di figli per donna scendeva a 1,14.
Fonte: Il Primato Nazionale
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KIEV STIMA UN BUCO DA 70 MILIARDI PER IL 2027, L'EUROPA PAGA L'80%
L'Ucraina stima un fabbisogno di bilancio di 70 miliardi di euro per il 2027, mentre i contributi degli alleati extra-Ue scenderanno dai 19 miliardi del 2026 a circa 4 miliardi. Washington, Londra, Ottawa e Tokyo verserebbero insieme circa un miliardo, lasciando all'Europa l'80% della fattura.
Il piano presentato da Kiev il 26 ottobre chiede altri 40,9 miliardi per la guerra e 27 per la spesa pubblica. Bruxelles lavora a un prestito da 90 miliardi garantito dal bilancio comune, con il saldo ucraino legato all'ipotesi di riparazioni pagate dalla Russia.
Il regolamento 2026/467 ha avviato la cooperazione rafforzata a 24 Paesi, con Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia fuori. Gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita di 500 intercettori Patriot PAC-3 per 2,1 miliardi di dollari, a carico di Canada, Germania e Norvegia.
Fonte: Truth
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L'Ucraina stima un fabbisogno di bilancio di 70 miliardi di euro per il 2027, mentre i contributi degli alleati extra-Ue scenderanno dai 19 miliardi del 2026 a circa 4 miliardi. Washington, Londra, Ottawa e Tokyo verserebbero insieme circa un miliardo, lasciando all'Europa l'80% della fattura.
Il piano presentato da Kiev il 26 ottobre chiede altri 40,9 miliardi per la guerra e 27 per la spesa pubblica. Bruxelles lavora a un prestito da 90 miliardi garantito dal bilancio comune, con il saldo ucraino legato all'ipotesi di riparazioni pagate dalla Russia.
Il regolamento 2026/467 ha avviato la cooperazione rafforzata a 24 Paesi, con Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia fuori. Gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita di 500 intercettori Patriot PAC-3 per 2,1 miliardi di dollari, a carico di Canada, Germania e Norvegia.
Fonte: Truth
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UNA PETROLIERA IRANIANA SOTTO SANZIONI SUPERA IL BLOCCO USA E CONSEGNA GPL ALLA CINA
La petroliera SOGL, battente bandiera delle Comore e colpita da sanzioni statunitensi, ha caricato a fine agosto circa 500.000 barili di gas di petrolio liquefatto iraniano nel porto di Assaluyeh e il 1° settembre ha superato la linea del blocco navale americano nel Golfo di Oman. Il 16 settembre è stata filmata mentre riceveva carburante e servizi nell'ancoraggio EOPL, in Malaysia, prima di risalire il Mar Cinese Meridionale e scaricare nel porto cinese di Xinzhou.
L'8 ottobre il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato la nave, di proprietà della Gravion Maritime Company con sede nelle Isole Marshall, inserendola in un gruppo di 17 unità della cosiddetta flotta ombra. Da luglio, quando il blocco è stato ripristinato, solo una decina di piccole petroliere con GPL iraniano è riuscita ad attraversare la linea di blocco, mentre nessuna nave carica di greggio iraniano è stata rilevata in uscita dal Golfo di Oman.
Fonte: ZeroHedge
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La petroliera SOGL, battente bandiera delle Comore e colpita da sanzioni statunitensi, ha caricato a fine agosto circa 500.000 barili di gas di petrolio liquefatto iraniano nel porto di Assaluyeh e il 1° settembre ha superato la linea del blocco navale americano nel Golfo di Oman. Il 16 settembre è stata filmata mentre riceveva carburante e servizi nell'ancoraggio EOPL, in Malaysia, prima di risalire il Mar Cinese Meridionale e scaricare nel porto cinese di Xinzhou.
L'8 ottobre il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato la nave, di proprietà della Gravion Maritime Company con sede nelle Isole Marshall, inserendola in un gruppo di 17 unità della cosiddetta flotta ombra. Da luglio, quando il blocco è stato ripristinato, solo una decina di piccole petroliere con GPL iraniano è riuscita ad attraversare la linea di blocco, mentre nessuna nave carica di greggio iraniano è stata rilevata in uscita dal Golfo di Oman.
Fonte: ZeroHedge
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SAUDITI, TURCHI E PAKISTANI A TEHRAN PER RIDURRE LA TENSIONE
Una delegazione di Arabia Saudita, Turchia e Pakistan ha incontrato una settimana fa, il 26 ottobre, a Tehran i vertici iraniani. A guidarla il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, con il capo dell'intelligence turca Ibrahim Kalin e il capo di stato maggiore pakistano Asim Munir. Per l'Iran c'erano il presidente Masoud Pezeshkian, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale. Gli Stati Uniti non erano presenti.
L'incontro è avvenuto mentre si prospettavano nuovi attacchi statunitensi contro l'Iran dopo le elezioni di midterm del 3 novembre. Riyadh ha indicato come obiettivo l'allentamento della tensione. Rezaei ha parlato di atmosfera positiva e di una sicurezza regionale affidata ai Paesi della zona senza interferenze esterne, senza annunciare tempi o intese vincolanti. I tre Paesi sono firmatari del patto di difesa congiunta di Mecca, siglato il 7 agosto.
Fonte: Middle East Monitor
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Una delegazione di Arabia Saudita, Turchia e Pakistan ha incontrato una settimana fa, il 26 ottobre, a Tehran i vertici iraniani. A guidarla il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, con il capo dell'intelligence turca Ibrahim Kalin e il capo di stato maggiore pakistano Asim Munir. Per l'Iran c'erano il presidente Masoud Pezeshkian, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale. Gli Stati Uniti non erano presenti.
L'incontro è avvenuto mentre si prospettavano nuovi attacchi statunitensi contro l'Iran dopo le elezioni di midterm del 3 novembre. Riyadh ha indicato come obiettivo l'allentamento della tensione. Rezaei ha parlato di atmosfera positiva e di una sicurezza regionale affidata ai Paesi della zona senza interferenze esterne, senza annunciare tempi o intese vincolanti. I tre Paesi sono firmatari del patto di difesa congiunta di Mecca, siglato il 7 agosto.
Fonte: Middle East Monitor
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USA FAVOREVOLI AL GAS RUSSO VERSO L'EUROPA ATTRAVERSO L'UCRAINA
Gli Stati Uniti sostengono una rapida ripresa delle vendite di gas naturale russo verso l'Europa attraverso i gasdotti che attraversano l'Ucraina, Paese in guerra con Mosca. L'obiettivo è arrivare a una tregua energetica prima del prossimo inverno, in un negoziato che coinvolge funzionari statunitensi, europei e ucraini.
L'iniziativa è stata proposta a settembre da Jared Kushner e Steve Witkoff nel corso delle loro visite a Mosca e a Kiev: il gas russo sarebbe venduto tramite un intermediario statunitense. I tempi dell'intesa non sono ancora definiti.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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Gli Stati Uniti sostengono una rapida ripresa delle vendite di gas naturale russo verso l'Europa attraverso i gasdotti che attraversano l'Ucraina, Paese in guerra con Mosca. L'obiettivo è arrivare a una tregua energetica prima del prossimo inverno, in un negoziato che coinvolge funzionari statunitensi, europei e ucraini.
L'iniziativa è stata proposta a settembre da Jared Kushner e Steve Witkoff nel corso delle loro visite a Mosca e a Kiev: il gas russo sarebbe venduto tramite un intermediario statunitense. I tempi dell'intesa non sono ancora definiti.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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IN ITALIA LA RIPARABILITÀ ENTRA NEI REQUISITI DELLA GARANZIA
In Italia la riparabilità diventa uno dei requisiti oggetto della garanzia di conformità dei beni. Per i contratti conclusi a partire dal 31 luglio 2026, quando la riparazione è il rimedio scelto per rendere conforme un prodotto, il periodo di responsabilità del venditore è esteso una volta di dodici mesi; il venditore deve informare il consumatore del diritto di scegliere tra riparazione e sostituzione e, su richiesta esplicita, può offrire un bene ricondizionato al posto di quello non conforme.
All'Autorità garante della concorrenza e del mercato spettano le sanzioni e il potere di inibire le violazioni. È prevista una sezione nazionale della piattaforma online europea per la riparazione, dove i consumatori possono consultare gratuitamente riparatori, venditori di beni ricondizionati e iniziative di riparazione partecipata. Le associazioni dei consumatori abilitate possono promuovere azioni rappresentative, mentre presso il ministero delle Imprese e del made in Italy viene istituito l'Osservatorio nazionale sulla riparazione.
Fonte: Italia Oggi
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In Italia la riparabilità diventa uno dei requisiti oggetto della garanzia di conformità dei beni. Per i contratti conclusi a partire dal 31 luglio 2026, quando la riparazione è il rimedio scelto per rendere conforme un prodotto, il periodo di responsabilità del venditore è esteso una volta di dodici mesi; il venditore deve informare il consumatore del diritto di scegliere tra riparazione e sostituzione e, su richiesta esplicita, può offrire un bene ricondizionato al posto di quello non conforme.
All'Autorità garante della concorrenza e del mercato spettano le sanzioni e il potere di inibire le violazioni. È prevista una sezione nazionale della piattaforma online europea per la riparazione, dove i consumatori possono consultare gratuitamente riparatori, venditori di beni ricondizionati e iniziative di riparazione partecipata. Le associazioni dei consumatori abilitate possono promuovere azioni rappresentative, mentre presso il ministero delle Imprese e del made in Italy viene istituito l'Osservatorio nazionale sulla riparazione.
Fonte: Italia Oggi
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L'ALGERIA AVVIA UNA SECONDA OPERAZIONE PER RIPULIRE I SITI DEI TEST NUCLEARI FRANCESI
Il ministero della Difesa algerino ha annunciato domenica l'avvio di una seconda operazione per rimuovere i rifiuti radioattivi lasciati dai test nucleari francesi nel Sahara. I lavori sono iniziati domenica nel sito del tunnel Beryl E2, nella zona di In Ekker, provincia di Tamanrasset, nell'estremo sud del Paese.
L'intervento è condotto sotto la supervisione del ministero della Difesa e in coordinamento con l'agenzia nazionale per il risanamento dei siti dei test nucleari francesi nel sud dell'Algeria, con mezzi e competenze algerine. Le attività comprendono l'individuazione delle aree radioactive, la raccolta dei rifiuti e il loro stoccaggio in contenitori di cemento progettati allo scopo.
Il ministero accusa Parigi di sottrarsi alle proprie responsabilità e di rifiutare la consegna di mappe e documenti sui luoghi di sepoltura dei rifiuti, un problema che secondo il governo ostacola lo sviluppo di In Ekker e di Reggane, nella provincia di Adrar.
Fonte: Middle East Monitor
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Il ministero della Difesa algerino ha annunciato domenica l'avvio di una seconda operazione per rimuovere i rifiuti radioattivi lasciati dai test nucleari francesi nel Sahara. I lavori sono iniziati domenica nel sito del tunnel Beryl E2, nella zona di In Ekker, provincia di Tamanrasset, nell'estremo sud del Paese.
L'intervento è condotto sotto la supervisione del ministero della Difesa e in coordinamento con l'agenzia nazionale per il risanamento dei siti dei test nucleari francesi nel sud dell'Algeria, con mezzi e competenze algerine. Le attività comprendono l'individuazione delle aree radioactive, la raccolta dei rifiuti e il loro stoccaggio in contenitori di cemento progettati allo scopo.
Il ministero accusa Parigi di sottrarsi alle proprie responsabilità e di rifiutare la consegna di mappe e documenti sui luoghi di sepoltura dei rifiuti, un problema che secondo il governo ostacola lo sviluppo di In Ekker e di Reggane, nella provincia di Adrar.
Fonte: Middle East Monitor
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ALLARME ALIMENTARE IN HAITI: AFFAMATI CRONICI VERSO UN PICCO RECORD
A Haiti la fame acuta continua a crescere e si avvia verso livelli record: lo indica una nuova analisi dell'Integrated Food Security Phase Classification, secondo cui 6,35 milioni di persone rischiano di trovarsi in insicurezza alimentare acuta tra marzo e giugno 2027, oltre mezzo milione in più rispetto allo stesso periodo del 2026. Quasi due milioni potrebbero raggiungere livelli di emergenza.
A pesare sono violenza, instabilità economica, scarsi raccolti, sfollamenti e l'impatto crescente di El Niño. Oltre 1,5 milioni di haitiani hanno lasciato le proprie case; nei siti di sfollamento le famiglie non possono lavorare né coltivare. Il Programma alimentare mondiale chiede alla comunità internazionale di intervenire e di sostenere le proprie operazioni, che coprono 2,6 milioni di persone, con 78 milioni di dollari fino a marzo.
Fonte: Inter Press Service
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A Haiti la fame acuta continua a crescere e si avvia verso livelli record: lo indica una nuova analisi dell'Integrated Food Security Phase Classification, secondo cui 6,35 milioni di persone rischiano di trovarsi in insicurezza alimentare acuta tra marzo e giugno 2027, oltre mezzo milione in più rispetto allo stesso periodo del 2026. Quasi due milioni potrebbero raggiungere livelli di emergenza.
A pesare sono violenza, instabilità economica, scarsi raccolti, sfollamenti e l'impatto crescente di El Niño. Oltre 1,5 milioni di haitiani hanno lasciato le proprie case; nei siti di sfollamento le famiglie non possono lavorare né coltivare. Il Programma alimentare mondiale chiede alla comunità internazionale di intervenire e di sostenere le proprie operazioni, che coprono 2,6 milioni di persone, con 78 milioni di dollari fino a marzo.
Fonte: Inter Press Service
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ZELENSKY PONE A TRUMP LE CONDIZIONI PER FERMARE I COLPI SULLE RAFFINERIE RUSSE
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha indicato oggi, in un'intervista all'emittente statunitense Fox News, le condizioni alle quali Kiev sospenderebbe gli attacchi contro gli impianti di raffinazione del petrolio in Russia. Secondo quanto dichiarato, l'Ucraina smetterebbe di colpire gli impianti russi solo se Mosca cessasse i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche ucraine.
In alternativa, Zelensky ha chiesto agli Stati Uniti di fornire sistemi di difesa aerea Patriot per un mese, come condizione per un pari periodo senza attacchi alle raffinerie. La richiesta è rivolta all'amministrazione di Donald Trump, che ha già ricevuto in passato analoghe condizioni da Kiev.
Fonte: Операция Z: Военкоры Русской Весны
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha indicato oggi, in un'intervista all'emittente statunitense Fox News, le condizioni alle quali Kiev sospenderebbe gli attacchi contro gli impianti di raffinazione del petrolio in Russia. Secondo quanto dichiarato, l'Ucraina smetterebbe di colpire gli impianti russi solo se Mosca cessasse i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche ucraine.
In alternativa, Zelensky ha chiesto agli Stati Uniti di fornire sistemi di difesa aerea Patriot per un mese, come condizione per un pari periodo senza attacchi alle raffinerie. La richiesta è rivolta all'amministrazione di Donald Trump, che ha già ricevuto in passato analoghe condizioni da Kiev.
Fonte: Операция Z: Военкоры Русской Весны
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L'ETH ZURIGO PREPARA IL SATELLITE ETHOS PER LE TEMPESTE SOLARI
In Svizzera il Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurich) sta sviluppando un satellite di ricerca per studiare le tempeste solari. L'ateneo ha annunciato oggi che il piccolo satellite, chiamato Ethos e del peso di circa 25-30 chilogrammi, dovrebbe entrare in funzione dal 2030 per migliorare le previsioni del meteo spaziale.
Le eruzioni solari riscaldano gli strati alti dell'atmosfera e li fanno espandere: i satelliti in orbita bassa incontrano aria più densa, perdono quota e possono deviare dalla traiettoria calcolata, con maggior rischio di collisione con altri satelliti o detriti spaziali. Ethos misurerà l'energia emessa dal Sole e le radiazioni durante le eruzioni, oltre ai cambiamenti della ionosfera.
La missione è sviluppata con l'Osservatorio fisico-meteorologico di Davos, l'Università di Berna e il Politecnico federale di Losanna; gli strumenti scientifici sono realizzati dagli istituti, mentre il satellite sarà fornito da un'azienda commerciale. I dati serviranno anche a proseguire le serie di misurazioni sulle radiazioni solari, utili alla ricerca sul clima, quando diverse missioni esistenti arriveranno a fine attività attorno al 2030.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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In Svizzera il Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurich) sta sviluppando un satellite di ricerca per studiare le tempeste solari. L'ateneo ha annunciato oggi che il piccolo satellite, chiamato Ethos e del peso di circa 25-30 chilogrammi, dovrebbe entrare in funzione dal 2030 per migliorare le previsioni del meteo spaziale.
Le eruzioni solari riscaldano gli strati alti dell'atmosfera e li fanno espandere: i satelliti in orbita bassa incontrano aria più densa, perdono quota e possono deviare dalla traiettoria calcolata, con maggior rischio di collisione con altri satelliti o detriti spaziali. Ethos misurerà l'energia emessa dal Sole e le radiazioni durante le eruzioni, oltre ai cambiamenti della ionosfera.
La missione è sviluppata con l'Osservatorio fisico-meteorologico di Davos, l'Università di Berna e il Politecnico federale di Losanna; gli strumenti scientifici sono realizzati dagli istituti, mentre il satellite sarà fornito da un'azienda commerciale. I dati serviranno anche a proseguire le serie di misurazioni sulle radiazioni solari, utili alla ricerca sul clima, quando diverse missioni esistenti arriveranno a fine attività attorno al 2030.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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ROSATOM ACCUSA LE TRUPPE UCRAINE DI PRENDERE DI MIRAA I DIPENDENTI DELLA CENTRALE DI ZAPOROZZHIA
Tre giorni fa, il 30 ottobre, a Mosca il direttore generale della società statale russa del nucleare Rosatom, Alexey Likhachev, ha dichiarato che le truppe ucraine prendono deliberatamente di mira i dipendenti della centrale nucleare di Zaporozhzhia. Secondo Likhachev è in corso una campagna mirata contro il personale dell'impianto, un crimine su scala internazionale.
Il dirigente ha aggiunto che l'elenco delle accuse relative ad azioni disumane contro i lavoratori della centrale continua ad allungarsi e che, prima o poi, i responsabili dovranno risponderne davanti alle autorità giudiziarie e all'opinione pubblica.
Fonte: TASS
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Tre giorni fa, il 30 ottobre, a Mosca il direttore generale della società statale russa del nucleare Rosatom, Alexey Likhachev, ha dichiarato che le truppe ucraine prendono deliberatamente di mira i dipendenti della centrale nucleare di Zaporozhzhia. Secondo Likhachev è in corso una campagna mirata contro il personale dell'impianto, un crimine su scala internazionale.
Il dirigente ha aggiunto che l'elenco delle accuse relative ad azioni disumane contro i lavoratori della centrale continua ad allungarsi e che, prima o poi, i responsabili dovranno risponderne davanti alle autorità giudiziarie e all'opinione pubblica.
Fonte: TASS
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