MIGROS VUOLE FONDERE LE DIECI COOPERATIVE REGIONALI IN UN UNICO GRUPPO
In Svizzera il gruppo della grande distribuzione Migros punta a chiudere l'epoca dell'organizzazione decentrata fondendo le dieci cooperative regionali e la federazione di gruppo in un'unica cooperativa. L'annuncio è arrivato ieri, dopo che i risultati hanno evidenziato margini ridotti: la cooperativa di Zurigo ha chiuso l'anno scorso con una perdita di 180 milioni di franchi e quella del Ticino è in rosso, con i supermercati locali sotto la pressione delle catene low cost dei Paesi vicini.
L'assetto decentrato ha favorito anche crisi e scandali, come le irregolarità nelle votazioni della cooperativa di Neuchâtel-Fribourg e le perdite dell'investimento tedesco Tegut. La fusione dovrà ora essere approvata dai 2,3 milioni di soci: servono una partecipazione di almeno il 25% e una maggioranza di due terzi. Resta da stabilire quante posizioni lavorative saranno tagliate.
Fonte: SWI swissinfo.ch
— L'informazione che non ti cerca. @anotherworldnetwork
In Svizzera il gruppo della grande distribuzione Migros punta a chiudere l'epoca dell'organizzazione decentrata fondendo le dieci cooperative regionali e la federazione di gruppo in un'unica cooperativa. L'annuncio è arrivato ieri, dopo che i risultati hanno evidenziato margini ridotti: la cooperativa di Zurigo ha chiuso l'anno scorso con una perdita di 180 milioni di franchi e quella del Ticino è in rosso, con i supermercati locali sotto la pressione delle catene low cost dei Paesi vicini.
L'assetto decentrato ha favorito anche crisi e scandali, come le irregolarità nelle votazioni della cooperativa di Neuchâtel-Fribourg e le perdite dell'investimento tedesco Tegut. La fusione dovrà ora essere approvata dai 2,3 milioni di soci: servono una partecipazione di almeno il 25% e una maggioranza di due terzi. Resta da stabilire quante posizioni lavorative saranno tagliate.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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GAZA, DRONI ISRAELIANI INCENDIANO UN CAMPO DI SFOLLATI
L'altro ieri notte, droni quadricotteri israeliani hanno sganciato bombe incendiarie su un campo di sfollati all'incrocio orientale di Shuja'iyya, a Gaza City, vicino alla «linea gialla» che separa l'area occupata dall'IDF dal resto della Striscia. Le fiamme hanno distrutto tende e costretto più di 800 palestinesi a lasciare il campo; circa 200 famiglie sono state colpite.
L'attacco è avvenuto mentre l'esercito israeliano intensifica i bombardamenti nella Striscia in vista delle elezioni per la Knesset in programma oggi. Ieri il ministero della Salute di Gaza ha riferito che nelle 24 ore precedenti almeno otto palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane e altri tre sono morti per ferite riportate in precedenza.
Fonte: Antiwar.com
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L'altro ieri notte, droni quadricotteri israeliani hanno sganciato bombe incendiarie su un campo di sfollati all'incrocio orientale di Shuja'iyya, a Gaza City, vicino alla «linea gialla» che separa l'area occupata dall'IDF dal resto della Striscia. Le fiamme hanno distrutto tende e costretto più di 800 palestinesi a lasciare il campo; circa 200 famiglie sono state colpite.
L'attacco è avvenuto mentre l'esercito israeliano intensifica i bombardamenti nella Striscia in vista delle elezioni per la Knesset in programma oggi. Ieri il ministero della Salute di Gaza ha riferito che nelle 24 ore precedenti almeno otto palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane e altri tre sono morti per ferite riportate in precedenza.
Fonte: Antiwar.com
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PUTIN: PER STABILIZZARE IL MERCATO DEL GAS SERVONO LA FINE DEI CONFLITTI E LA RIMOZIONE DELLE SANZIONI
Oggi a Mosca, al vertice del Forum dei paesi esportatori di gas (GECF), il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che per stabilizzare il mercato internazionale del gas è necessario ragionare sulla cessazione dei conflitti e sulla revoca delle sanzioni, usate a suo giudizio come strumento di concorrenza sleale. Secondo il capo del Cremlino, i paesi esportatori non danno vita a un "cartello" né violano il diritto internazionale con la loro cooperazione, e i membri del forum coprono circa il 40% delle esportazioni mondiali.
Putin ha sostenuto che l'Europa danneggia la propria industria e la propria sfera sociale rifiutando le risorse energetiche russe e chiudendo i contratti di lungo periodo. Ha inoltre indicato nella crescita della domanda globale di gas, fino a 5.500 miliardi di metri cubi l'anno al 2050 secondo le sue parole, la ragione di investimenti di lungo periodo in nuovi giacimenti, impianti e infrastrutture per il gas liquefatto, che rappresenta metà del commercio mondiale.
Fonte: TASS
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Oggi a Mosca, al vertice del Forum dei paesi esportatori di gas (GECF), il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che per stabilizzare il mercato internazionale del gas è necessario ragionare sulla cessazione dei conflitti e sulla revoca delle sanzioni, usate a suo giudizio come strumento di concorrenza sleale. Secondo il capo del Cremlino, i paesi esportatori non danno vita a un "cartello" né violano il diritto internazionale con la loro cooperazione, e i membri del forum coprono circa il 40% delle esportazioni mondiali.
Putin ha sostenuto che l'Europa danneggia la propria industria e la propria sfera sociale rifiutando le risorse energetiche russe e chiudendo i contratti di lungo periodo. Ha inoltre indicato nella crescita della domanda globale di gas, fino a 5.500 miliardi di metri cubi l'anno al 2050 secondo le sue parole, la ragione di investimenti di lungo periodo in nuovi giacimenti, impianti e infrastrutture per il gas liquefatto, che rappresenta metà del commercio mondiale.
Fonte: TASS
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PROTESTE CONTRO IL COSTO DELLA VITA IN EUROPA, MACRON E MERZ SOTTO PRESSIONE
In queste settimane in Europa si susseguono manifestazioni contro il costo della vita, i carburanti, gli alloggi e i tagli alla spesa sociale. In Francia, il 17 ottobre fino a 500mila persone sono scese in piazza; i disordini sono stati accompagnati da incendi di edifici governativi e arresti di massa. Il consenso del presidente Emmanuel Macron è sceso al 17%, con l’83% di insoddisfazione.
In Germania, a Berlino, decine di migliaia di persone hanno protestato chiedendo le dimissioni del cancelliere Friedrich Merz. Il sostegno al suo blocco CDU/CSU è sceso al 18%, mentre l’approvazione del cancelliere si aggira intorno al 10%. Una parte dei manifestanti critica anche le spese per il sostegno a Kiev.
Fonte: IR-PRESS (IT)
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In queste settimane in Europa si susseguono manifestazioni contro il costo della vita, i carburanti, gli alloggi e i tagli alla spesa sociale. In Francia, il 17 ottobre fino a 500mila persone sono scese in piazza; i disordini sono stati accompagnati da incendi di edifici governativi e arresti di massa. Il consenso del presidente Emmanuel Macron è sceso al 17%, con l’83% di insoddisfazione.
In Germania, a Berlino, decine di migliaia di persone hanno protestato chiedendo le dimissioni del cancelliere Friedrich Merz. Il sostegno al suo blocco CDU/CSU è sceso al 18%, mentre l’approvazione del cancelliere si aggira intorno al 10%. Una parte dei manifestanti critica anche le spese per il sostegno a Kiev.
Fonte: IR-PRESS (IT)
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L'OVERSIGHT BOARD DI META CRITICA GLI ERRORI DI MODERAZIONE DURANTE LE ELEZIONI
L'Oversight Board di Meta ha criticato la sospensione durata alcune ore di un importante account politico su Instagram, avvenuta il 17 ottobre mentre negli Stati Uniti era in corso il voto anticipato per le elezioni di metà mandato. L'organo di controllo dell'azienda statunitense ha contestato anche un presunto sostegno a un candidato nelle recenti elezioni presidenziali in Brasile.
Meta nega interferenze deliberate e attribuisce entrambi i casi a errori dei sistemi automatici di moderazione, compresi strumenti di intelligenza artificiale che non distinguono l'adesione autentica degli utenti da un attacco di bot. Negli Stati Uniti il voto anticipato per le midterm è già iniziato.
Fonte: Electronic Frontier Foundation
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L'Oversight Board di Meta ha criticato la sospensione durata alcune ore di un importante account politico su Instagram, avvenuta il 17 ottobre mentre negli Stati Uniti era in corso il voto anticipato per le elezioni di metà mandato. L'organo di controllo dell'azienda statunitense ha contestato anche un presunto sostegno a un candidato nelle recenti elezioni presidenziali in Brasile.
Meta nega interferenze deliberate e attribuisce entrambi i casi a errori dei sistemi automatici di moderazione, compresi strumenti di intelligenza artificiale che non distinguono l'adesione autentica degli utenti da un attacco di bot. Negli Stati Uniti il voto anticipato per le midterm è già iniziato.
Fonte: Electronic Frontier Foundation
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MOSCA ANNUNCIA I PREPARATIVI PER IL VERTICE A TRE A SHENZHEN, PECHINO NON COMMENTA
Il ministero degli Esteri cinese non conferma l'ipotesi di un incontro tra Xi Jinping, Donald Trump e Vladimir Putin a margine del vertice Apec in programma il mese prossimo a Shenzhen, in Cina. Il 20 ottobre la portavoce Mao Ning ha detto di non avere «informazioni da fornire», ribadendo solo l'impegno di Pechino a favorire i negoziati sulla crisi ucraina.
La possibilità del trilaterale era stata prospettata quasi due mesi fa dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov; il 22 ottobre lo stesso Ushakov ha affermato che la Cina ha avviato i preparativi. Putin ha proposto l'incontro il 19 ottobre indicando come tema la fine del conflitto in Ucraina, mentre Trump si è detto disponibile a partecipare purché si discuta di armi nucleari e denuclearizzazione.
Fonte: Modern Diplomacy
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Il ministero degli Esteri cinese non conferma l'ipotesi di un incontro tra Xi Jinping, Donald Trump e Vladimir Putin a margine del vertice Apec in programma il mese prossimo a Shenzhen, in Cina. Il 20 ottobre la portavoce Mao Ning ha detto di non avere «informazioni da fornire», ribadendo solo l'impegno di Pechino a favorire i negoziati sulla crisi ucraina.
La possibilità del trilaterale era stata prospettata quasi due mesi fa dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov; il 22 ottobre lo stesso Ushakov ha affermato che la Cina ha avviato i preparativi. Putin ha proposto l'incontro il 19 ottobre indicando come tema la fine del conflitto in Ucraina, mentre Trump si è detto disponibile a partecipare purché si discuta di armi nucleari e denuclearizzazione.
Fonte: Modern Diplomacy
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EMIRATI ARABI UNITI, CHIUSE LE SPIAGGE DI UMM AL QUWAIN PER UNA FUORIUSCITA DI GREGGIO
Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiuso questa settimana le spiagge di Umm Al Quwain, sul Golfo Persico, dopo che una chiazza di greggio lunga oltre 35 chilometri si è riversata sulla penisola di Khor Al Beidah. Le autorità ritengono che il petrolio provenga da una superpetroliera colpita il 9 ottobre al largo della costa.
Il centro britannico Ukmto ha contato dall'inizio dell'anno 119 navi che hanno segnalato danni e 77 marinai uccisi o feriti; nelle prime due settimane di ottobre sono stati registrati almeno 23 attacchi a navi nello Stretto di Hormuz o nelle vicinanze, due delle quali sono affondate la scorsa settimana.
In Oman la petroliera Caroline Bezengi, incagliata vicino all'isola di Qibliyah, perde greggio da fine giugno.
Fonte: ZeroHedge
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Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiuso questa settimana le spiagge di Umm Al Quwain, sul Golfo Persico, dopo che una chiazza di greggio lunga oltre 35 chilometri si è riversata sulla penisola di Khor Al Beidah. Le autorità ritengono che il petrolio provenga da una superpetroliera colpita il 9 ottobre al largo della costa.
Il centro britannico Ukmto ha contato dall'inizio dell'anno 119 navi che hanno segnalato danni e 77 marinai uccisi o feriti; nelle prime due settimane di ottobre sono stati registrati almeno 23 attacchi a navi nello Stretto di Hormuz o nelle vicinanze, due delle quali sono affondate la scorsa settimana.
In Oman la petroliera Caroline Bezengi, incagliata vicino all'isola di Qibliyah, perde greggio da fine giugno.
Fonte: ZeroHedge
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RICORSI CONTRO LA LEGGE ELETTORALE IN 25 TRIBUNALI ITALIANI
La Rete voto libero e uguale, guidata dal costituzionalista Roberto Zaccaria, ha depositato ieri in 25 tribunali italiani ricorsi contro la nuova legge elettorale voluta dal centrodestra. La prima udienza è fissata per il 16 dicembre al Tribunale di Trento, che dovrà valutare se rimettere la questione alla Corte costituzionale.
I ricorsi contestano, tra l'altro, il premio di maggioranza definito abnorme, l'indicazione del candidato premier, le modalità di attribuzione dei seggi, il premio al Senato su base nazionale, la rappresentanza di genere e le condizioni di accesso alle elezioni. Un altro profilo riguarda i voti di fiducia posti durante l'approvazione della legge.
Fonte: Dagospia
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La Rete voto libero e uguale, guidata dal costituzionalista Roberto Zaccaria, ha depositato ieri in 25 tribunali italiani ricorsi contro la nuova legge elettorale voluta dal centrodestra. La prima udienza è fissata per il 16 dicembre al Tribunale di Trento, che dovrà valutare se rimettere la questione alla Corte costituzionale.
I ricorsi contestano, tra l'altro, il premio di maggioranza definito abnorme, l'indicazione del candidato premier, le modalità di attribuzione dei seggi, il premio al Senato su base nazionale, la rappresentanza di genere e le condizioni di accesso alle elezioni. Un altro profilo riguarda i voti di fiducia posti durante l'approvazione della legge.
Fonte: Dagospia
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GMO OFFRE UN MILIONE DI DOLLARI PER IDENTIFICARE GLI HACKER
La società giapponese Gmo Internet Group, che fornisce servizi e piattaforme internet per il trading automatico di valute, ha annunciato oggi che offrirà fino a un milione di dollari per informazioni che portino all'identificazione degli autori dell'accesso non autorizzato ai propri servizi cloud.
L'annuncio arriva dopo che un gruppo criminale ha pubblicato online quelli che sostiene essere i dati personali di un cliente, accusando la società di non aver risposto entro la scadenza fissata a una richiesta di riscatto da un milione di dollari.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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La società giapponese Gmo Internet Group, che fornisce servizi e piattaforme internet per il trading automatico di valute, ha annunciato oggi che offrirà fino a un milione di dollari per informazioni che portino all'identificazione degli autori dell'accesso non autorizzato ai propri servizi cloud.
L'annuncio arriva dopo che un gruppo criminale ha pubblicato online quelli che sostiene essere i dati personali di un cliente, accusando la società di non aver risposto entro la scadenza fissata a una richiesta di riscatto da un milione di dollari.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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MILEI ATTACCA CINQUE GIORNALISTI E AUSPICA CHE SIANO «BRUCIATI SUL ROGO»
In Argentina il presidente Javier Milei ha definito «mercenari delle menzogne» il giornalista investigativo Hugo Alconada Mon e altri quattro reporter, affermando che «dovrebbero essere bruciati sul rogo». Le frasi, lette a un evento privato trasmesso in streaming, sono arrivate venerdì scorso, 23 ottobre, poche ore dopo l'archiviazione di un'inchiesta per frode che coinvolgeva lui e la sorella Karina sul caso della criptovaluta $Libra.
Il Forum argentino di giornalismo (Fopea) ha reso noto lunedì di aver presentato una segnalazione al relatore speciale dell'Onu per la libertà di espressione, citando il «grave deterioramento» delle condizioni in cui si esercita la professione nel Paese. L'Accademia nazionale di giornalismo ha contato 861 insulti del presidente ai giornalisti dall'inizio dell'anno.
Fonte: ICIJ
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In Argentina il presidente Javier Milei ha definito «mercenari delle menzogne» il giornalista investigativo Hugo Alconada Mon e altri quattro reporter, affermando che «dovrebbero essere bruciati sul rogo». Le frasi, lette a un evento privato trasmesso in streaming, sono arrivate venerdì scorso, 23 ottobre, poche ore dopo l'archiviazione di un'inchiesta per frode che coinvolgeva lui e la sorella Karina sul caso della criptovaluta $Libra.
Il Forum argentino di giornalismo (Fopea) ha reso noto lunedì di aver presentato una segnalazione al relatore speciale dell'Onu per la libertà di espressione, citando il «grave deterioramento» delle condizioni in cui si esercita la professione nel Paese. L'Accademia nazionale di giornalismo ha contato 861 insulti del presidente ai giornalisti dall'inizio dell'anno.
Fonte: ICIJ
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UN RAPPORTO INDICA DOVE CONCENTRARE GLI INVESTIMENTI RUSSI IN AFRICA
Un report presentato oggi a Mosca, frutto della collaborazione tra la Financial University, la Fondazione Roscongress e il giornale economico Vedomosti, indica le condizioni per gli investimenti russi nei Paesi africani. Secondo gli autori, il capitale dovrebbe essere indirizzato verso Stati e progetti dove esistono già flussi commerciali consolidati o una domanda di lungo periodo garantita.
Il rapporto rileva che l'offerta russa all'Africa ha un focus settoriale preciso: energia, tecnologie nucleari, fertilizzanti minerali, geologia, estrazione mineraria, metallurgia, ingegneria meccanica, soluzioni per i trasporti e istruzione. I fornitori russi coprono circa il 20% del mercato africano dei fertilizzanti, mentre nel settore minerario l'esperienza può essere impiegata anche in esplorazione geologica, servizi di ingegneria e fornitura di attrezzature.
Il documento dedica spazio anche all'export di servizi educativi, legato alla necessità di formare personale qualificato: la carenza di specialisti, si legge, limita spesso la localizzazione delle attività.
Fonte: TASS
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Un report presentato oggi a Mosca, frutto della collaborazione tra la Financial University, la Fondazione Roscongress e il giornale economico Vedomosti, indica le condizioni per gli investimenti russi nei Paesi africani. Secondo gli autori, il capitale dovrebbe essere indirizzato verso Stati e progetti dove esistono già flussi commerciali consolidati o una domanda di lungo periodo garantita.
Il rapporto rileva che l'offerta russa all'Africa ha un focus settoriale preciso: energia, tecnologie nucleari, fertilizzanti minerali, geologia, estrazione mineraria, metallurgia, ingegneria meccanica, soluzioni per i trasporti e istruzione. I fornitori russi coprono circa il 20% del mercato africano dei fertilizzanti, mentre nel settore minerario l'esperienza può essere impiegata anche in esplorazione geologica, servizi di ingegneria e fornitura di attrezzature.
Il documento dedica spazio anche all'export di servizi educativi, legato alla necessità di formare personale qualificato: la carenza di specialisti, si legge, limita spesso la localizzazione delle attività.
Fonte: TASS
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GUERRA IN MEDIO ORIENTE, 468 MILIARDI DI DOLLARI DI RINCARI DEI CARBURANTI
Il centro di ricerca finlandese CREA (Centro per la ricerca su energia e aria pulita) stima in 468 miliardi di dollari il rincaro globale dei carburanti causato dalla guerra in Medio Oriente. Gli Stati Uniti assorbono la quota maggiore, 160 miliardi di dollari.
Su base pro capite gli americani pagano 471 dollari in più a testa, contro una media mondiale di 60 dollari. Il centro collega la differenza all'elevato consumo di petrolio del Paese, dovuto alla forte dipendenza da auto private inefficienti e a una transizione lenta verso l'elettrico.
In Europa i prezzi restano comunque più alti che negli Usa: in Germania il gasolio costa in media 2,30 euro al litro. In Giappone i prezzi dell'elettricità hanno toccato un record questo mese, dopo il taglio dei sussidi pubblici.
Fonte: OilPrice.com
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Il centro di ricerca finlandese CREA (Centro per la ricerca su energia e aria pulita) stima in 468 miliardi di dollari il rincaro globale dei carburanti causato dalla guerra in Medio Oriente. Gli Stati Uniti assorbono la quota maggiore, 160 miliardi di dollari.
Su base pro capite gli americani pagano 471 dollari in più a testa, contro una media mondiale di 60 dollari. Il centro collega la differenza all'elevato consumo di petrolio del Paese, dovuto alla forte dipendenza da auto private inefficienti e a una transizione lenta verso l'elettrico.
In Europa i prezzi restano comunque più alti che negli Usa: in Germania il gasolio costa in media 2,30 euro al litro. In Giappone i prezzi dell'elettricità hanno toccato un record questo mese, dopo il taglio dei sussidi pubblici.
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TRUMP CHIEDE UN NUOVO PRESIDENTE IN UCRAINA E APPOGGIA NETANYAHU
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato il 10 ottobre, parlando ai giornalisti alla Casa Bianca, che l'Ucraina ha bisogno di un nuovo presidente. Ha accusato Volodymyr Zelensky di aver rinunciato più volte a un accordo con la Russia e di aver fatto salire il prezzo del diesel colpendo le raffinerie russe, dopo l'intesa annunciata il 9 ottobre con Vladimir Putin per forniture di carburante russo agli Stati Uniti.
Otto giorni dopo, il 18 ottobre, Trump ha pubblicato su Truth Social una lettera in cui definisce il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu un grande guerriero e gli concede il proprio pieno appoggio, nove giorni prima delle elezioni politiche israeliane del 27 ottobre.
Fonte: Middle East Monitor
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Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato il 10 ottobre, parlando ai giornalisti alla Casa Bianca, che l'Ucraina ha bisogno di un nuovo presidente. Ha accusato Volodymyr Zelensky di aver rinunciato più volte a un accordo con la Russia e di aver fatto salire il prezzo del diesel colpendo le raffinerie russe, dopo l'intesa annunciata il 9 ottobre con Vladimir Putin per forniture di carburante russo agli Stati Uniti.
Otto giorni dopo, il 18 ottobre, Trump ha pubblicato su Truth Social una lettera in cui definisce il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu un grande guerriero e gli concede il proprio pieno appoggio, nove giorni prima delle elezioni politiche israeliane del 27 ottobre.
Fonte: Middle East Monitor
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ILVA, LA PROCURA DI TARANTO CHIEDE I DOMICILIARI PER L'EX AD MORSELLI
La Procura di Taranto ha chiesto gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, ex amministratore delegato di Acciaierie d'Italia, la società che gestisce l'ex Ilva di Taranto, per l'ex direttore dell'Area Ambiente dello stabilimento, Labile, e per un responsabile Ispra, Astorri. La richiesta è stata presentata l'altro ieri, il 26 ottobre, in un'inchiesta che contesta anche la corruzione.
L'accusa contesta una gestione dell'impianto pugliese orientata a massimizzare produzione e profitti attraverso la riduzione dei costi, a scapito della tutela ambientale. Nel procedimento sono coinvolte altre dieci persone, per le quali sono state chieste misure interdittive.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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La Procura di Taranto ha chiesto gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, ex amministratore delegato di Acciaierie d'Italia, la società che gestisce l'ex Ilva di Taranto, per l'ex direttore dell'Area Ambiente dello stabilimento, Labile, e per un responsabile Ispra, Astorri. La richiesta è stata presentata l'altro ieri, il 26 ottobre, in un'inchiesta che contesta anche la corruzione.
L'accusa contesta una gestione dell'impianto pugliese orientata a massimizzare produzione e profitti attraverso la riduzione dei costi, a scapito della tutela ambientale. Nel procedimento sono coinvolte altre dieci persone, per le quali sono state chieste misure interdittive.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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KAZAKISTAN, LICENZA EXPORT PER 45.000 GPU NVIDIA A FIREBIRD
L'amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, ha incontrato il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev il 23 ottobre in Kazakistan, per rafforzare la collaborazione tra l'azienda statunitense e le imprese tecnologiche locali. Huang ha affermato che il Paese centroasiatico ha le condizioni per diventare un polo dell'IA fisica.
In coincidenza con la visita, l'azienda armeno-americana Firebird.ai ha ottenuto una licenza di esportazione per 45.000 GPU Nvidia Grace Blackwell destinate a un data center costruito con Kazakhtelecom. La prima fase del progetto è in costruzione, con avvio previsto nel terzo trimestre del 2027; completata la seconda fase, la capacità potrebbe raggiungere 500 megawatt.
Fonte: OilPrice.com
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L'amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, ha incontrato il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev il 23 ottobre in Kazakistan, per rafforzare la collaborazione tra l'azienda statunitense e le imprese tecnologiche locali. Huang ha affermato che il Paese centroasiatico ha le condizioni per diventare un polo dell'IA fisica.
In coincidenza con la visita, l'azienda armeno-americana Firebird.ai ha ottenuto una licenza di esportazione per 45.000 GPU Nvidia Grace Blackwell destinate a un data center costruito con Kazakhtelecom. La prima fase del progetto è in costruzione, con avvio previsto nel terzo trimestre del 2027; completata la seconda fase, la capacità potrebbe raggiungere 500 megawatt.
Fonte: OilPrice.com
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FLAVIO BOLSONARO CONTESTA IL VOTO IN BRASILE E CONSEGNA IL PASSAPORTO
In Brasile il senatore Flavio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair e sconfitto domenica scorsa alle presidenziali dal presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva, ha annunciato ieri che chiederà la revoca dell'elezione di Lula per presunti abusi di potere politico ed economico. Il Partito liberale, che lo aveva sostenuto al ballottaggio, ha invece riconosciuto la rielezione di Lula proclamata dal Tribunale superiore elettorale.
Sempre ieri Bolsonaro ha dichiarato in un video che la polizia federale gli ha ordinato di consegnare i passaporti e gli ha vietato di lasciare il Paese, su disposizione del giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes. Il provvedimento si basa su una dichiarazione del fratello Eduardo del 23 ottobre, secondo cui avrebbe dovuto lasciare il Brasile in caso di sconfitta.
Fonte: Dagospia
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In Brasile il senatore Flavio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair e sconfitto domenica scorsa alle presidenziali dal presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva, ha annunciato ieri che chiederà la revoca dell'elezione di Lula per presunti abusi di potere politico ed economico. Il Partito liberale, che lo aveva sostenuto al ballottaggio, ha invece riconosciuto la rielezione di Lula proclamata dal Tribunale superiore elettorale.
Sempre ieri Bolsonaro ha dichiarato in un video che la polizia federale gli ha ordinato di consegnare i passaporti e gli ha vietato di lasciare il Paese, su disposizione del giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes. Il provvedimento si basa su una dichiarazione del fratello Eduardo del 23 ottobre, secondo cui avrebbe dovuto lasciare il Brasile in caso di sconfitta.
Fonte: Dagospia
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SAUDI ARABIA: 1 MILIARDO DI DOLLARI AD ANSAR ALLAH PER UN CESSATE IL FUOCO
Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, ha compiuto una visita a Teheran per ottenere un cessate il fuoco con Ansar Allah, il gruppo yemenita noto anche come Houthi. La missione, resa nota l'altro ieri, punta a un'intesa che prevedrebbe il trasferimento di 1 miliardo di dollari da Riad al gruppo per attuare la roadmap di pace del 2023, mai applicata.
Il piano del 2023 prevedeva pagamenti salariali ai dipendenti pubblici nelle aree controllate da Ansar Allah; le sanzioni statunitensi del 2024 bloccarono quei pagamenti. Un funzionario saudita non ha confermato il trasferimento, ma ha detto che gran parte del conflitto deriva dal mancato rispetto dell'intesa.
Ansar Allah condiziona il cessate il fuoco alla revoca immediata del blocco saudita. Il gruppo chiede anche la fine delle ostilità, compensazioni, il rilascio dei prigionieri e il ritiro delle forze che occupano parti del Yemen.
Fonte: Antiwar.com
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Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, ha compiuto una visita a Teheran per ottenere un cessate il fuoco con Ansar Allah, il gruppo yemenita noto anche come Houthi. La missione, resa nota l'altro ieri, punta a un'intesa che prevedrebbe il trasferimento di 1 miliardo di dollari da Riad al gruppo per attuare la roadmap di pace del 2023, mai applicata.
Il piano del 2023 prevedeva pagamenti salariali ai dipendenti pubblici nelle aree controllate da Ansar Allah; le sanzioni statunitensi del 2024 bloccarono quei pagamenti. Un funzionario saudita non ha confermato il trasferimento, ma ha detto che gran parte del conflitto deriva dal mancato rispetto dell'intesa.
Ansar Allah condiziona il cessate il fuoco alla revoca immediata del blocco saudita. Il gruppo chiede anche la fine delle ostilità, compensazioni, il rilascio dei prigionieri e il ritiro delle forze che occupano parti del Yemen.
Fonte: Antiwar.com
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RELIANCE INDUSTRIES APRE A COLLABORAZIONI ENERGETICHE CON SOCIETÀ USA
La Reliance Industries, la maggiore raffineria privata indiana, ha annunciato di essere disponibile a collaborare con aziende statunitensi nel petrolio, nel gas e nelle energie pulite, anche in Venezuela. L'azienda indiana è il principale acquirente di greggio venezuelano.
Reliance controlla il complesso di raffinazione di Jamnagar, nello Stato del Gujarat, il più grande impianto al mondo in un'unica sede, con una capacità di 1,4 milioni di barili al giorno. L'annuncio arriva mentre New Delhi resta un acquirente rilevante di petrolio russo nonostante le sanzioni occidentali.
La scorsa settimana il segretario di Stato americano Marco Rubio ha visitato l'India e il sito di Jamnagar, prima dei colloqui con il ministro degli Esteri indiano S. Jaishankar sui rapporti bilaterali.
Fonte: OilPrice.com
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La Reliance Industries, la maggiore raffineria privata indiana, ha annunciato di essere disponibile a collaborare con aziende statunitensi nel petrolio, nel gas e nelle energie pulite, anche in Venezuela. L'azienda indiana è il principale acquirente di greggio venezuelano.
Reliance controlla il complesso di raffinazione di Jamnagar, nello Stato del Gujarat, il più grande impianto al mondo in un'unica sede, con una capacità di 1,4 milioni di barili al giorno. L'annuncio arriva mentre New Delhi resta un acquirente rilevante di petrolio russo nonostante le sanzioni occidentali.
La scorsa settimana il segretario di Stato americano Marco Rubio ha visitato l'India e il sito di Jamnagar, prima dei colloqui con il ministro degli Esteri indiano S. Jaishankar sui rapporti bilaterali.
Fonte: OilPrice.com
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LETTERA APERTA A VON DER LEYEN SULLA TRASPARENZA DELL'UE
Oggi a Bruxelles testate giornalistiche, associazioni di giornalisti e organizzazioni per la libertà di stampa hanno pubblicato una lettera aperta alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Chiedono risposte sul deterioramento dell'applicazione della legge UE sull'accesso ai documenti. Tra i firmatari ci sono la Federazione internazionale dei giornalisti, l'ICIJ e l'OCCRP. Tom Gibson, del Committee to Protect Journalists, guida l'iniziativa e ha chiesto un incontro con il gabinetto di von der Leyen.
La lettera contesta oscuramenti eccessivi sui documenti rilasciati, i lunghi ritardi per le richieste di materiale e la mancata conservazione di documenti cruciali, citando i messaggi tra von der Leyen e Albert Bourla di Pfizer.
Fonte: Follow the Money
— L'informazione che non ti cerca. @anotherworldnetwork
Oggi a Bruxelles testate giornalistiche, associazioni di giornalisti e organizzazioni per la libertà di stampa hanno pubblicato una lettera aperta alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Chiedono risposte sul deterioramento dell'applicazione della legge UE sull'accesso ai documenti. Tra i firmatari ci sono la Federazione internazionale dei giornalisti, l'ICIJ e l'OCCRP. Tom Gibson, del Committee to Protect Journalists, guida l'iniziativa e ha chiesto un incontro con il gabinetto di von der Leyen.
La lettera contesta oscuramenti eccessivi sui documenti rilasciati, i lunghi ritardi per le richieste di materiale e la mancata conservazione di documenti cruciali, citando i messaggi tra von der Leyen e Albert Bourla di Pfizer.
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