ATTACCO HACKER AI SISTEMI DELLA CAMERA ITALIANA
Alla Camera dei deputati italiana è in corso in questi giorni un attacco hacker che ha coinvolto anche le caselle email di numerosi deputati, tra cui quella da deputata di Giorgia Meloni. Palazzo Chigi precisa che non si tratta dell'indirizzo usato dalla presidente del Consiglio per le comunicazioni di governo.
Da Montecitorio si sottolinea che gli attacchi non hanno carattere di emergenza e avvengono quotidianamente; le misure di protezione sono già in campo.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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Alla Camera dei deputati italiana è in corso in questi giorni un attacco hacker che ha coinvolto anche le caselle email di numerosi deputati, tra cui quella da deputata di Giorgia Meloni. Palazzo Chigi precisa che non si tratta dell'indirizzo usato dalla presidente del Consiglio per le comunicazioni di governo.
Da Montecitorio si sottolinea che gli attacchi non hanno carattere di emergenza e avvengono quotidianamente; le misure di protezione sono già in campo.
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IN INDIA IL GREGGIO A 123 DOLLARI PORTA IN ROSSO I MARGINI DEI CARBURANTI
In India il paniere del greggio importato ha raggiunto la scorsa settimana 123,29 dollari al barile, vicino ai livelli del marzo 2012, con un aumento dell’86% sul prezzo pagato dalle compagnie petrolifere. La debolezza della rupia, valuta nella quale vengono convertiti gli acquisti in dollari, ha aggravato il costo. Nonostante i rincari di benzina e gasolio, i margini dei raffinatori statali su entrambi i carburanti sono diventati negativi.
Nel terzo trimestre dell’anno la bolletta delle importazioni di greggio è salita a 90,6 miliardi di dollari, quasi 29 miliardi in più rispetto a un anno prima, mentre i volumi sono cresciuti meno dell’1%, a 122,7 milioni di tonnellate. A settembre le importazioni dal Medio Oriente sono tornate ai livelli precedenti al conflitto, a 2,8 milioni di barili al giorno, il 32% in più rispetto ad agosto.
Fonte: OilPrice.com
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In India il paniere del greggio importato ha raggiunto la scorsa settimana 123,29 dollari al barile, vicino ai livelli del marzo 2012, con un aumento dell’86% sul prezzo pagato dalle compagnie petrolifere. La debolezza della rupia, valuta nella quale vengono convertiti gli acquisti in dollari, ha aggravato il costo. Nonostante i rincari di benzina e gasolio, i margini dei raffinatori statali su entrambi i carburanti sono diventati negativi.
Nel terzo trimestre dell’anno la bolletta delle importazioni di greggio è salita a 90,6 miliardi di dollari, quasi 29 miliardi in più rispetto a un anno prima, mentre i volumi sono cresciuti meno dell’1%, a 122,7 milioni di tonnellate. A settembre le importazioni dal Medio Oriente sono tornate ai livelli precedenti al conflitto, a 2,8 milioni di barili al giorno, il 32% in più rispetto ad agosto.
Fonte: OilPrice.com
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LA RUSSIA SI DICE PRONTA AD ASSISTERE PAKISTAN E AFGHANISTAN
La Russia si è dichiarata disponibile a fornire l'assistenza necessaria a Pakistan e Afghanistan, le cui ostilità restano aperte. Il ministero degli Esteri russo ha precisato che le parti interessate sono informate di questa disponibilità. Mosca ha inoltre avviato un sostegno tecnico-militare a Kabul, previsto da un accordo intergovernativo firmato a maggio 2026 e finalizzato a rafforzare le capacità di difesa e antiterrorismo afghane.
Sul terreno i combattimenti proseguono: il Pakistan ha condotto raid aerei contro il territorio afghano il 1° e l'11 ottobre, dopo scontri lungo il confine a febbraio e nell'estate 2026. La Russia punta ad ampliare la partnership con Kabul nella lotta al terrorismo e al narcotraffico.
Fonte: Modern Diplomacy
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La Russia si è dichiarata disponibile a fornire l'assistenza necessaria a Pakistan e Afghanistan, le cui ostilità restano aperte. Il ministero degli Esteri russo ha precisato che le parti interessate sono informate di questa disponibilità. Mosca ha inoltre avviato un sostegno tecnico-militare a Kabul, previsto da un accordo intergovernativo firmato a maggio 2026 e finalizzato a rafforzare le capacità di difesa e antiterrorismo afghane.
Sul terreno i combattimenti proseguono: il Pakistan ha condotto raid aerei contro il territorio afghano il 1° e l'11 ottobre, dopo scontri lungo il confine a febbraio e nell'estate 2026. La Russia punta ad ampliare la partnership con Kabul nella lotta al terrorismo e al narcotraffico.
Fonte: Modern Diplomacy
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GIORDANIA BOMBARDA L'ISIS NEL SUD DELLA SIRIA, DAMASCO PROTESTA
La Giordania ha annunciato oggi che i suoi raid aerei nel sud della Siria, nella provincia di Daraa, hanno ucciso più di 20 membri dell'Isis e distrutto un deposito di armi. Il portavoce del governo Mohammad al-Momani ha detto che l'operazione si basava su intelligence sul campo e mirava a neutralizzare minacce e attacchi pianificati contro il regno.
Il ministero degli Esteri siriano ha condannato gli attacchi, avvenuti il giorno prima senza coordinamento con Damasco, come una violazione della sovranità e dello spazio aereo. Le autorità siriane avevano riferito di sette morti; Damasco ha parlato di vittime e feriti.
Momani ha collegato la minaccia a un recente attacco a una chiesa a Karak, in Giordania, costato nove vite. I due Paesi hanno concordato di istituire un comitato congiunto per esaminare le conseguenze e rafforzare la cooperazione contro l'Isis.
Fonte: Middle East Monitor
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La Giordania ha annunciato oggi che i suoi raid aerei nel sud della Siria, nella provincia di Daraa, hanno ucciso più di 20 membri dell'Isis e distrutto un deposito di armi. Il portavoce del governo Mohammad al-Momani ha detto che l'operazione si basava su intelligence sul campo e mirava a neutralizzare minacce e attacchi pianificati contro il regno.
Il ministero degli Esteri siriano ha condannato gli attacchi, avvenuti il giorno prima senza coordinamento con Damasco, come una violazione della sovranità e dello spazio aereo. Le autorità siriane avevano riferito di sette morti; Damasco ha parlato di vittime e feriti.
Momani ha collegato la minaccia a un recente attacco a una chiesa a Karak, in Giordania, costato nove vite. I due Paesi hanno concordato di istituire un comitato congiunto per esaminare le conseguenze e rafforzare la cooperazione contro l'Isis.
Fonte: Middle East Monitor
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LA FRANCIA ALLARGA LA DETERRENZA NUCLEARE A DIECI PAESI EUROPEI
Dieci paesi europei hanno aderito all'iniziativa della Francia per rafforzare la deterrenza nucleare francese. Il piano, reso noto ieri, prevede il dispiegamento di aerei militari francesi in grado di trasportare armi nucleari in vari paesi del continente, oltre a un maggiore scambio di informazioni e allo sviluppo di sistemi di allerta precoce. Tra i partecipanti figurano Regno Unito, Germania, Polonia e diversi paesi nordici.
L'obiettivo è dissuadere la Russia, in un contesto di crescenti dubbi europei sull'affidabilità delle garanzie di sicurezza statunitensi. All'iniziativa non hanno aderito i paesi baltici, mentre l'Italia ha rifiutato di partecipare.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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Dieci paesi europei hanno aderito all'iniziativa della Francia per rafforzare la deterrenza nucleare francese. Il piano, reso noto ieri, prevede il dispiegamento di aerei militari francesi in grado di trasportare armi nucleari in vari paesi del continente, oltre a un maggiore scambio di informazioni e allo sviluppo di sistemi di allerta precoce. Tra i partecipanti figurano Regno Unito, Germania, Polonia e diversi paesi nordici.
L'obiettivo è dissuadere la Russia, in un contesto di crescenti dubbi europei sull'affidabilità delle garanzie di sicurezza statunitensi. All'iniziativa non hanno aderito i paesi baltici, mentre l'Italia ha rifiutato di partecipare.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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ISRAELE, SCONTRO TRA NETANYAHU E IL CAPO DI STATO MAGGIORE SULL'IRAN PRIMA DEL VOTO
In Israele il premier Benjamin Netanyahu e il capo di stato maggiore Eyal Zamir si sono scontrati l'altro ieri su un'istruzione militare che il secondo temeva potesse innescare un confronto con l'Iran, alla vigilia delle elezioni legislative in programma oggi. Zamir ha contestato l'ordine e chiesto garanzie legali prima di eseguire qualsiasi azione militare; fonti militari hanno parlato del timore che la classe politica sfrutti il dossier iraniano.
Ieri Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno negato, e Katz ha escluso l'intenzione di attaccare l'Iran prima del voto. Le opposizioni accusano il premier di manipolare le elezioni: Gadi Eisenkot gli ha intimato di non anteporre gli interessi politici alla sicurezza dello Stato, mentre Avigdor Lieberman ha parlato di tradimento e annunciato la richiesta di un'inchiesta.
Fonte: Middle East Eye
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In Israele il premier Benjamin Netanyahu e il capo di stato maggiore Eyal Zamir si sono scontrati l'altro ieri su un'istruzione militare che il secondo temeva potesse innescare un confronto con l'Iran, alla vigilia delle elezioni legislative in programma oggi. Zamir ha contestato l'ordine e chiesto garanzie legali prima di eseguire qualsiasi azione militare; fonti militari hanno parlato del timore che la classe politica sfrutti il dossier iraniano.
Ieri Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno negato, e Katz ha escluso l'intenzione di attaccare l'Iran prima del voto. Le opposizioni accusano il premier di manipolare le elezioni: Gadi Eisenkot gli ha intimato di non anteporre gli interessi politici alla sicurezza dello Stato, mentre Avigdor Lieberman ha parlato di tradimento e annunciato la richiesta di un'inchiesta.
Fonte: Middle East Eye
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MEDIA ISRAELIANI: I RAFALE EGIZIANI SCHIERATI SUL FRONTE ORIENTALE
I media israeliani hanno posto l'attenzione sullo schieramento dei caccia Rafale egiziani sul fronte orientale, descrivendolo come parte di una strategia militare più ampia volta a rafforzare la capacità di deterrenza del Cairo e la prontezza operativa su più fronti regionali. La piattaforma Ntziv.net ha riferito ieri, 26 ottobre, che l'Egitto dispone di una rete avanzata di basi aeree moderne.
Secondo la piattaforma, la base aerea di Gabal al-Basur, a nord-ovest del Cairo, è la principale sede operativa della flotta di Rafale, prodotta dall'azienda francese Dassault, e si trova in profondità nel territorio egiziano, lontano dal Sinai e dal confine israeliano. Il raggio d'azione di circa 2.000 chilometri consente missioni verso la Libia, il Mediterraneo, il Mar Rosso e il Sinai senza schieramenti permanenti in basi avanzate.
Il rapporto indica inoltre investimenti miliardari nella modernizzazione delle infrastrutture aeronautiche, tra cui la base di Berenice sul Mar Rosso, e la diversificazione dei fornitori per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
Fonte: Middle East Monitor
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I media israeliani hanno posto l'attenzione sullo schieramento dei caccia Rafale egiziani sul fronte orientale, descrivendolo come parte di una strategia militare più ampia volta a rafforzare la capacità di deterrenza del Cairo e la prontezza operativa su più fronti regionali. La piattaforma Ntziv.net ha riferito ieri, 26 ottobre, che l'Egitto dispone di una rete avanzata di basi aeree moderne.
Secondo la piattaforma, la base aerea di Gabal al-Basur, a nord-ovest del Cairo, è la principale sede operativa della flotta di Rafale, prodotta dall'azienda francese Dassault, e si trova in profondità nel territorio egiziano, lontano dal Sinai e dal confine israeliano. Il raggio d'azione di circa 2.000 chilometri consente missioni verso la Libia, il Mediterraneo, il Mar Rosso e il Sinai senza schieramenti permanenti in basi avanzate.
Il rapporto indica inoltre investimenti miliardari nella modernizzazione delle infrastrutture aeronautiche, tra cui la base di Berenice sul Mar Rosso, e la diversificazione dei fornitori per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
Fonte: Middle East Monitor
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ORSINI: USARE RISPARMI E FONDI PENSIONE PER CRESCITA, SCUOLA E SANITÀ
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, è intervenuto oggi all'assemblea di Federchimica, in Italia. Ha proposto di usare parte delle risorse dei fondi pensione, circa 400 miliardi, e dei 1.500 miliardi non investiti sui conti correnti degli italiani, con rendimento adeguato, per finanziare crescita, scuola e sanità. L'obiettivo indicato è una crescita del 2 per cento.
Tra le misure citate, una semplificazione per le aggregazioni delle pmi, la Zes unica per ridurre i costi della burocrazia e un piano «Rilancio Italia» che recuperi il metodo di rendicontazione del Pnrr. Orsini ha chiesto di costruire «il prima possibile» la sovranità energetica, puntando sulle rinnovabili. Sui salari ha ricordato i 5,6 milioni di lavoratori rappresentati su 22 milioni e il contratto degli artigiani più basso del 34% a parità di mansione.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, è intervenuto oggi all'assemblea di Federchimica, in Italia. Ha proposto di usare parte delle risorse dei fondi pensione, circa 400 miliardi, e dei 1.500 miliardi non investiti sui conti correnti degli italiani, con rendimento adeguato, per finanziare crescita, scuola e sanità. L'obiettivo indicato è una crescita del 2 per cento.
Tra le misure citate, una semplificazione per le aggregazioni delle pmi, la Zes unica per ridurre i costi della burocrazia e un piano «Rilancio Italia» che recuperi il metodo di rendicontazione del Pnrr. Orsini ha chiesto di costruire «il prima possibile» la sovranità energetica, puntando sulle rinnovabili. Sui salari ha ricordato i 5,6 milioni di lavoratori rappresentati su 22 milioni e il contratto degli artigiani più basso del 34% a parità di mansione.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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UE VERSO NUOVE RESTRIZIONI SU IMPORT CINESI DOPO L'INTESA SULLE IBRIDE
L'Unione europea si prepara a estendere le restrizioni sulle importazioni cinesi di prodotti chimici, mobili e macchinari, con tetti o dazi compatibili con le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio. Le misure, riferite a tutti i Paesi fuori dallo Spazio economico europeo, potrebbero essere presentate già nel primo trimestre del 2027.
Il nuovo passo segue l'intesa raggiunta il 9 ottobre a Pechino tra il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic e il ministro cinese Wang Wentao: Pechino ha accettato di limitare a 350.000 unità l'anno le esportazioni di auto ibride verso l'UE. Il tetto dovrebbe entrare in vigore a dicembre e durare quattro anni, con un aumento del 6% annuo dopo il primo anno.
Fonte: Asia Times
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L'Unione europea si prepara a estendere le restrizioni sulle importazioni cinesi di prodotti chimici, mobili e macchinari, con tetti o dazi compatibili con le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio. Le misure, riferite a tutti i Paesi fuori dallo Spazio economico europeo, potrebbero essere presentate già nel primo trimestre del 2027.
Il nuovo passo segue l'intesa raggiunta il 9 ottobre a Pechino tra il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic e il ministro cinese Wang Wentao: Pechino ha accettato di limitare a 350.000 unità l'anno le esportazioni di auto ibride verso l'UE. Il tetto dovrebbe entrare in vigore a dicembre e durare quattro anni, con un aumento del 6% annuo dopo il primo anno.
Fonte: Asia Times
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LA RUSSIA ANNUNCIA ATTACCHI A OFFICINE DI DRONI UCRAINE E CITA 1.115 PERDITE NEMICHE
Il ministero della Difesa russo ha riferito oggi che nelle ultime 24 ore le forze di Mosca hanno colpito in Ucraina officine di assemblaggio e siti di stoccaggio di droni a lungo raggio, depositi di munizioni, infrastrutture di trasporto e aree di schieramento delle formazioni ucraine e di mercenari stranieri, indicate complessivamente in 148 località.
Secondo il bollettino del ministero, nello stesso periodo l'esercito ucraino avrebbe perso circa 1.115 militari lungo tutte le sezioni del fronte, comprese quelle nelle regioni di Kharkov, Sumy, Donetsk, Zaporizhzhia e Dnepropetrovsk, con perdite ripartite tra i diversi raggruppamenti russi.
Il comunicato aggiunge che la difesa aerea russa ha intercettato e distrutto 645 droni ucraini e due bombe guidate.
Fonte: TASS
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Il ministero della Difesa russo ha riferito oggi che nelle ultime 24 ore le forze di Mosca hanno colpito in Ucraina officine di assemblaggio e siti di stoccaggio di droni a lungo raggio, depositi di munizioni, infrastrutture di trasporto e aree di schieramento delle formazioni ucraine e di mercenari stranieri, indicate complessivamente in 148 località.
Secondo il bollettino del ministero, nello stesso periodo l'esercito ucraino avrebbe perso circa 1.115 militari lungo tutte le sezioni del fronte, comprese quelle nelle regioni di Kharkov, Sumy, Donetsk, Zaporizhzhia e Dnepropetrovsk, con perdite ripartite tra i diversi raggruppamenti russi.
Il comunicato aggiunge che la difesa aerea russa ha intercettato e distrutto 645 droni ucraini e due bombe guidate.
Fonte: TASS
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IL PETROLIO SCENDE SULLE SPERANZE DI PACE, MA RESTA LA MINACCIA DI ATTACCHI USA ALL'IRAN
Oggi i prezzi del greggio sono calati dopo le notizie di nuovi sforzi diplomatici per la pace in Medio Oriente: funzionari di Arabia Saudita, Turchia e Pakistan si sono recati a Teheran per discutere la fine delle ostilità. Il Brent è scambiato a 114,85 dollari al barile e il WTI a 100,87, in ribasso rispetto ai oltre 117 e 103 di fine settimana scorsa, per le speranze di trattativa e le prese di profitto degli operatori.
L'effetto della spinta diplomatica è stato però bilanciato dalle notizie secondo cui le forze statunitensi nel Medio Oriente potrebbero attaccare l'Iran entro 96 ore da un eventuale ordine del presidente Trump, che alla fine della scorsa settimana ha lasciato aperta l'ipotesi di un'escalation. Restano inoltre gli attacchi degli Houthi alle infrastrutture energetiche saudite e quelli iraniani alle petroliere nello Stretto di Hormuz.
Il presidente iraniano, che ha ricevuto le delegazioni, ha invocato l'unità delle nazioni islamiche contro le minacce. Le possibilità di un accordo restano lontane: all'inizio della settimana l'Agenzia internazionale dell'energia ha avvertito che le interruzioni dell'approvvigionamento causate dalla guerra proseguiranno anche il prossimo anno.
Fonte: OilPrice.com
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Oggi i prezzi del greggio sono calati dopo le notizie di nuovi sforzi diplomatici per la pace in Medio Oriente: funzionari di Arabia Saudita, Turchia e Pakistan si sono recati a Teheran per discutere la fine delle ostilità. Il Brent è scambiato a 114,85 dollari al barile e il WTI a 100,87, in ribasso rispetto ai oltre 117 e 103 di fine settimana scorsa, per le speranze di trattativa e le prese di profitto degli operatori.
L'effetto della spinta diplomatica è stato però bilanciato dalle notizie secondo cui le forze statunitensi nel Medio Oriente potrebbero attaccare l'Iran entro 96 ore da un eventuale ordine del presidente Trump, che alla fine della scorsa settimana ha lasciato aperta l'ipotesi di un'escalation. Restano inoltre gli attacchi degli Houthi alle infrastrutture energetiche saudite e quelli iraniani alle petroliere nello Stretto di Hormuz.
Il presidente iraniano, che ha ricevuto le delegazioni, ha invocato l'unità delle nazioni islamiche contro le minacce. Le possibilità di un accordo restano lontane: all'inizio della settimana l'Agenzia internazionale dell'energia ha avvertito che le interruzioni dell'approvvigionamento causate dalla guerra proseguiranno anche il prossimo anno.
Fonte: OilPrice.com
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VENETO, UNDICI SINDACI CHIEDONO IL PASSAGGIO AL FRIULI-VENEZIA GIULIA
Undici sindaci di Comuni del Veneto orientale hanno chiesto di essere accolti in Friuli-Venezia Giulia, lasciando la regione guidata da Alberto Stefani. La delegazione si è recata oggi a Trieste, sede della Regione Friuli-Venezia Giulia presieduta da Massimiliano Fedriga, per illustrare le ragioni del trasferimento e presentare una ricerca della Fondazione Think Tank Nord Est.
I Comuni interessati sono Annone Veneto, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza, Teglio Veneto e Meduna di Livenza, mentre Caorle resta defilata ma concorde. Secondo i promotori, il passaggio porterebbe alla regione di arrivo 190 milioni di euro di maggiori entrate, con una perdita equivalente per il Veneto, e riguarderebbe circa 2mila residenti che ogni giorno attraversano il confine per lavoro.
La vicenda si inserisce nella divisione interna alla Lega, dove Stefani si è schierato con Matteo Salvini e Fedriga con i dissidenti nordisti.
Fonte: Italia Oggi
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Undici sindaci di Comuni del Veneto orientale hanno chiesto di essere accolti in Friuli-Venezia Giulia, lasciando la regione guidata da Alberto Stefani. La delegazione si è recata oggi a Trieste, sede della Regione Friuli-Venezia Giulia presieduta da Massimiliano Fedriga, per illustrare le ragioni del trasferimento e presentare una ricerca della Fondazione Think Tank Nord Est.
I Comuni interessati sono Annone Veneto, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza, Teglio Veneto e Meduna di Livenza, mentre Caorle resta defilata ma concorde. Secondo i promotori, il passaggio porterebbe alla regione di arrivo 190 milioni di euro di maggiori entrate, con una perdita equivalente per il Veneto, e riguarderebbe circa 2mila residenti che ogni giorno attraversano il confine per lavoro.
La vicenda si inserisce nella divisione interna alla Lega, dove Stefani si è schierato con Matteo Salvini e Fedriga con i dissidenti nordisti.
Fonte: Italia Oggi
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CANADA E TURCHIA ANNUNCIANO UN PARTENARIATO STRATEGICO
Il primo ministro canadese Mark Carney e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan hanno annunciato cinque giorni fa, il 22 ottobre, un partenariato strategico sostenuto da un piano d'azione triennale che copre commercio, difesa, energia e cooperazione politica. L'intesa è stata presentata durante la visita di Carney in Turchia.
Il piano prevede l'avvio di negoziati per un accordo di libero scambio, l'ampliamento della cooperazione nell'industria della difesa e opportunità nei settori del gas naturale liquefatto, del nucleare e dei minerali critici. La Turchia è membro della NATO e si estende tra Europa, Mar Nero e Medio Oriente.
L'annuncio si colloca nella linea indicata da Carney al Forum economico mondiale di Davos lo scorso 20 gennaio, quando aveva invitato le potenze medie a rafforzare le proprie capacità e a cooperare maggiormente tra loro.
Fonte: Modern Diplomacy
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Il primo ministro canadese Mark Carney e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan hanno annunciato cinque giorni fa, il 22 ottobre, un partenariato strategico sostenuto da un piano d'azione triennale che copre commercio, difesa, energia e cooperazione politica. L'intesa è stata presentata durante la visita di Carney in Turchia.
Il piano prevede l'avvio di negoziati per un accordo di libero scambio, l'ampliamento della cooperazione nell'industria della difesa e opportunità nei settori del gas naturale liquefatto, del nucleare e dei minerali critici. La Turchia è membro della NATO e si estende tra Europa, Mar Nero e Medio Oriente.
L'annuncio si colloca nella linea indicata da Carney al Forum economico mondiale di Davos lo scorso 20 gennaio, quando aveva invitato le potenze medie a rafforzare le proprie capacità e a cooperare maggiormente tra loro.
Fonte: Modern Diplomacy
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GENOVA, LA PROCURA VERIFICA I CONTATTI DI SIHER CON GLI ARRESTATI PER I FINANZIAMENTI A HAMAS
La Procura di Genova sta verificando eventuali contatti tra Youssef Siher e le persone arrestate nell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sui finanziamenti a Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche. L'indagine aveva portato nel dicembre 2025 all'arresto di sette persone, tra cui Mohammad Hannoun, presidente dell'Associazione palestinesi in Italia, detenuto nel carcere di Terni in regime di alta sicurezza.
I magistrati genovesi ritengono che Siher conosca gli strumenti informatici utili alla sua strategia, anche attraverso comunicati in grado di portare nelle piazze migliaia di persone. Le verifiche riguardano inoltre i rapporti con il Movimento 17 ottobre e con i gruppi antagonisti e per il boicottaggio.
Fonte: La Verità
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La Procura di Genova sta verificando eventuali contatti tra Youssef Siher e le persone arrestate nell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sui finanziamenti a Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche. L'indagine aveva portato nel dicembre 2025 all'arresto di sette persone, tra cui Mohammad Hannoun, presidente dell'Associazione palestinesi in Italia, detenuto nel carcere di Terni in regime di alta sicurezza.
I magistrati genovesi ritengono che Siher conosca gli strumenti informatici utili alla sua strategia, anche attraverso comunicati in grado di portare nelle piazze migliaia di persone. Le verifiche riguardano inoltre i rapporti con il Movimento 17 ottobre e con i gruppi antagonisti e per il boicottaggio.
Fonte: La Verità
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L'IMMIGRATO HAITIANO PIERRE DAMAS BEL MUORE IN OHIO MENTRE GLI USA REVOCANO LO STATUS TEMPORANEO
Negli Stati Uniti, il 31 agosto, l'immigrato haitiano ventenne Pierre Damas Bel è morto sulla corsia di emergenza di un'autostrada vicino a Springfield, in Ohio: sceso dall'auto, si è fermato davanti a un camion cisterna in arrivo. Le autorità hanno parlato di suicidio. Il giovane era arrivato nel Paese nel 2024, frequentava il primo anno di college, aveva una richiesta d'asilo pendente e, dopo la convocazione in un ufficio dell'Immigration and Customs Enforcement, indossava un braccialetto elettronico.
La sua vicenda si colloca nella revoca dello status di protezione temporanea (TPS) per circa 330.000 haitiani da parte dell'amministrazione Trump; la Corte suprema ha consentito che la revoca proseguisse con una decisione 6-3 nel caso Mullin v. Doe. Il 4 settembre, a Brooklyn, attivisti e conoscenti hanno tenuto una veglia in sua memoria.
Fonte: The Nation
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Negli Stati Uniti, il 31 agosto, l'immigrato haitiano ventenne Pierre Damas Bel è morto sulla corsia di emergenza di un'autostrada vicino a Springfield, in Ohio: sceso dall'auto, si è fermato davanti a un camion cisterna in arrivo. Le autorità hanno parlato di suicidio. Il giovane era arrivato nel Paese nel 2024, frequentava il primo anno di college, aveva una richiesta d'asilo pendente e, dopo la convocazione in un ufficio dell'Immigration and Customs Enforcement, indossava un braccialetto elettronico.
La sua vicenda si colloca nella revoca dello status di protezione temporanea (TPS) per circa 330.000 haitiani da parte dell'amministrazione Trump; la Corte suprema ha consentito che la revoca proseguisse con una decisione 6-3 nel caso Mullin v. Doe. Il 4 settembre, a Brooklyn, attivisti e conoscenti hanno tenuto una veglia in sua memoria.
Fonte: The Nation
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IL PENTAGONO LIMITA LE TERRE RARE CINESI, SCADENZA IL 1° GENNAIO 2027
Negli Stati Uniti, dal 1° gennaio 2027 entrano in vigore le nuove regole di approvvigionamento del Pentagono che limitano l'impiego di terre rare di origine cinese nei sistemi d'arma. Le restrizioni riguardano l'intera catena di fornitura, dall'estrazione alla raffinazione, alla separazione, alla fusione e alla produzione: ogni contraente della difesa che oggi acquista magneti o materiali magnetici in Cina dovrà passare a un'alternativa domestica conforme.
Tra le aziende che si stanno attrezzando c'è la statunitense REalloys, che prevede di ricevere ossidi di disprosio, terbio e NdPr dall'impianto SRC di Saskatoon, in Canada, già nel quarto trimestre 2026 per la qualificazione dei clienti, mentre lo stabilimento di Euclid, in Ohio, lavora su metallizzazione e produzione di magneti. La qualificazione dei materiali per uso militare resta un processo pluriennale.
Fonte: OilPrice.com
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Negli Stati Uniti, dal 1° gennaio 2027 entrano in vigore le nuove regole di approvvigionamento del Pentagono che limitano l'impiego di terre rare di origine cinese nei sistemi d'arma. Le restrizioni riguardano l'intera catena di fornitura, dall'estrazione alla raffinazione, alla separazione, alla fusione e alla produzione: ogni contraente della difesa che oggi acquista magneti o materiali magnetici in Cina dovrà passare a un'alternativa domestica conforme.
Tra le aziende che si stanno attrezzando c'è la statunitense REalloys, che prevede di ricevere ossidi di disprosio, terbio e NdPr dall'impianto SRC di Saskatoon, in Canada, già nel quarto trimestre 2026 per la qualificazione dei clienti, mentre lo stabilimento di Euclid, in Ohio, lavora su metallizzazione e produzione di magneti. La qualificazione dei materiali per uso militare resta un processo pluriennale.
Fonte: OilPrice.com
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GEORGIA, 15 ANNI DI CARCERE AL FONDATORE DELLA SOCIETÀ CHE TRUFFÒ OLTRE 300 INVESTITORI
Un tribunale federale degli Stati Uniti ha condannato oggi a 15 anni di reclusione Edwin Brant Frost IV, fondatore in Georgia della società di prestiti First Liberty Building and Loan, riconosciuto responsabile di una frode piramidale da oltre 76 milioni di dollari ai danni di più di 300 investitori. Frost si era dichiarato colpevole di frode telematica a maggio e dovrà restituire alle vittime una somma superiore a 76 milioni di dollari.
Secondo i procuratori federali, tra il 2021 e il luglio 2025 l'uomo convinceva i risparmiatori di finanziare prestiti ponte a breve termine e ad alto interesse verso piccole imprese. Quando gran parte di questi prestiti non venne rimborsata, iniziò a usare il denaro dei nuovi investitori per pagare gli interessi ai precedenti, sottraendo almeno 5 milioni di dollari per spese personali e contributi politici. La società non è più attiva.
Fonte: OCCRP
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Un tribunale federale degli Stati Uniti ha condannato oggi a 15 anni di reclusione Edwin Brant Frost IV, fondatore in Georgia della società di prestiti First Liberty Building and Loan, riconosciuto responsabile di una frode piramidale da oltre 76 milioni di dollari ai danni di più di 300 investitori. Frost si era dichiarato colpevole di frode telematica a maggio e dovrà restituire alle vittime una somma superiore a 76 milioni di dollari.
Secondo i procuratori federali, tra il 2021 e il luglio 2025 l'uomo convinceva i risparmiatori di finanziare prestiti ponte a breve termine e ad alto interesse verso piccole imprese. Quando gran parte di questi prestiti non venne rimborsata, iniziò a usare il denaro dei nuovi investitori per pagare gli interessi ai precedenti, sottraendo almeno 5 milioni di dollari per spese personali e contributi politici. La società non è più attiva.
Fonte: OCCRP
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FRANCIA, OLTRE 800MILA IN PIAZZA NONOSTANTE I DIVIETI
Sabato 24 ottobre in Francia oltre 800.000 persone hanno manifestato contro i divieti di assembramento disposti dalle prefetture, che hanno interdetto le adunate in piazza Bastille a Parigi e in gran parte del centro della capitale. Dall'inizio delle proteste, a fine settembre, gli arresti complessivi hanno superato le 10.000 unità; nelle ultime settimane i prefetti hanno imposto coprifuoco in diverse città di medie dimensioni e in zone di Parigi, Lione e Nizza.
Ieri il governo ha annunciato le prime concessioni materiali: limiti al numero di alunni per classe, oltre 4 miliardi di euro per la ristrutturazione degli edifici scolastici e la sostituzione della piattaforma di selezione universitaria Parcoursup. Sono previste nuove manifestazioni il 31 ottobre e uno sciopero intersettoriale il 5 novembre.
Fonte: The Nation
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Sabato 24 ottobre in Francia oltre 800.000 persone hanno manifestato contro i divieti di assembramento disposti dalle prefetture, che hanno interdetto le adunate in piazza Bastille a Parigi e in gran parte del centro della capitale. Dall'inizio delle proteste, a fine settembre, gli arresti complessivi hanno superato le 10.000 unità; nelle ultime settimane i prefetti hanno imposto coprifuoco in diverse città di medie dimensioni e in zone di Parigi, Lione e Nizza.
Ieri il governo ha annunciato le prime concessioni materiali: limiti al numero di alunni per classe, oltre 4 miliardi di euro per la ristrutturazione degli edifici scolastici e la sostituzione della piattaforma di selezione universitaria Parcoursup. Sono previste nuove manifestazioni il 31 ottobre e uno sciopero intersettoriale il 5 novembre.
Fonte: The Nation
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ELEZIONI IN ISRAELE, L'OPPOSIZIONE CHIAMA AL VOTO CONTRO NETANYAHU
Oggi in Israele si svolgono le elezioni parlamentari, con i seggi aperti dalle 7 alle 22 ora locale. I leader dell'opposizione hanno invitato gli elettori a un'affluenza elevata per chiudere l'era del premier Benjamin Netanyahu, che guida un governo di destra dalla fine del 2022.
Il leader di Yisrael Beiteinu ed ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman ha chiesto di porre fine al governo di Netanyahu e dei partiti ultraortodossi. Il capo di Yashar, l'ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot, ha affermato che sostituire Netanyahu dipende dal fatto che il suo partito diventi la prima forza politica del Paese.
Il parlamentare dei Democratici Gilad Kariv ha definito il voto un'occasione di cambiamento e ha avvertito che Netanyahu e i suoi alleati tenteranno di minare la consultazione diffondendo disinformazione, invitando a rispondere con un'affluenza massiccia.
Fonte: Anadolu Agency
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Oggi in Israele si svolgono le elezioni parlamentari, con i seggi aperti dalle 7 alle 22 ora locale. I leader dell'opposizione hanno invitato gli elettori a un'affluenza elevata per chiudere l'era del premier Benjamin Netanyahu, che guida un governo di destra dalla fine del 2022.
Il leader di Yisrael Beiteinu ed ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman ha chiesto di porre fine al governo di Netanyahu e dei partiti ultraortodossi. Il capo di Yashar, l'ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot, ha affermato che sostituire Netanyahu dipende dal fatto che il suo partito diventi la prima forza politica del Paese.
Il parlamentare dei Democratici Gilad Kariv ha definito il voto un'occasione di cambiamento e ha avvertito che Netanyahu e i suoi alleati tenteranno di minare la consultazione diffondendo disinformazione, invitando a rispondere con un'affluenza massiccia.
Fonte: Anadolu Agency
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LA PREMIER DANESE FREDERIKSEN CRITICA IL CONTATTO TRA STUBB, STØRE E PUTIN
La premier danese Mette Frederiksen ha criticato il contatto telefonico tra il presidente finlandese Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Støre con il presidente russo Vladimir Putin. Le sue dichiarazioni sono arrivate oggi in un'intervista alle emittenti danesi TV 2 e DR radio.
Frederiksen ha definito l'iniziativa «molto problematica», sottolineando che non è stata coordinata con gli altri partner. Ha detto di non capire cosa Norvegia e Finlandia sperassero di ottenere da un contatto così diretto e indipendente con Mosca, e ha ribadito che gli europei devono agire insieme quando singoli paesi si recano a Mosca da soli.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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La premier danese Mette Frederiksen ha criticato il contatto telefonico tra il presidente finlandese Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Støre con il presidente russo Vladimir Putin. Le sue dichiarazioni sono arrivate oggi in un'intervista alle emittenti danesi TV 2 e DR radio.
Frederiksen ha definito l'iniziativa «molto problematica», sottolineando che non è stata coordinata con gli altri partner. Ha detto di non capire cosa Norvegia e Finlandia sperassero di ottenere da un contatto così diretto e indipendente con Mosca, e ha ribadito che gli europei devono agire insieme quando singoli paesi si recano a Mosca da soli.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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