MILANO, AUTISTA DEL TRIBUNALE PASSAVA ATTI SEGRETI AI CLAN
A Milano, un dipendente del Tribunale è finito ai domiciliari con l'accusa di accessi abusivi al sistema informatico giudiziario e rivelazione di segreto. Domenico Bruno, 56 anni, autista dell'ufficio dei giudici delle indagini preliminari, avrebbe fornito a esponenti di cosche di 'ndrangheta, camorra e mafia foggiana documenti riservati, tra cui la fotografia di una pagina del registro degli indagati di un'inchiesta su un'organizzazione criminale.
L'indagine, coordinata dalla procura di Milano, ha portato oggi all'arresto di 30 persone, 16 in carcere e 14 ai domiciliari, con un sequestro di 21 milioni. Il gruppo, attivo a Pero, gestiva una sorta di banca ombra per compensare fatture false con contanti e criptovalute, con commissioni tra il 2% e il 5%.
Secondo la ricostruzione della Guardia di finanza, gli elenchi degli indagati sarebbero stati veicolati tramite un avvocato e poi condivisi su Signal.
Fonte: Dagospia
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A Milano, un dipendente del Tribunale è finito ai domiciliari con l'accusa di accessi abusivi al sistema informatico giudiziario e rivelazione di segreto. Domenico Bruno, 56 anni, autista dell'ufficio dei giudici delle indagini preliminari, avrebbe fornito a esponenti di cosche di 'ndrangheta, camorra e mafia foggiana documenti riservati, tra cui la fotografia di una pagina del registro degli indagati di un'inchiesta su un'organizzazione criminale.
L'indagine, coordinata dalla procura di Milano, ha portato oggi all'arresto di 30 persone, 16 in carcere e 14 ai domiciliari, con un sequestro di 21 milioni. Il gruppo, attivo a Pero, gestiva una sorta di banca ombra per compensare fatture false con contanti e criptovalute, con commissioni tra il 2% e il 5%.
Secondo la ricostruzione della Guardia di finanza, gli elenchi degli indagati sarebbero stati veicolati tramite un avvocato e poi condivisi su Signal.
Fonte: Dagospia
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TERZO VERTICE RUSSIA-AFRICA, PREPARATIVI IN FASE FINALE
Sono in fase finale i preparativi per il terzo vertice Russia-Africa, in programma tra tre giorni, il 28 ottobre, al Gostiny Dvor Exhibition Centre di Mosca. Sono attesi oltre 2.000 ospiti; il tema è dedicato a pace, sicurezza e sviluppo, con focus su economia, commercio e investimenti.
Il presidente russo Vladimir Putin incontrerà i leader delle organizzazioni regionali africane; il ministro degli Esteri Sergey Lavrov terrà una colazione di lavoro con i suoi omologhi. Il giorno seguente la sessione plenaria sarà co-presieduta da Putin e dal presidente del Burundi Évariste Ndayishimiye, attuale presidente dell'Unione africana, e seguirà la firma di accordi intergovernativi e contratti commerciali.
Fonte: Modern Diplomacy
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Sono in fase finale i preparativi per il terzo vertice Russia-Africa, in programma tra tre giorni, il 28 ottobre, al Gostiny Dvor Exhibition Centre di Mosca. Sono attesi oltre 2.000 ospiti; il tema è dedicato a pace, sicurezza e sviluppo, con focus su economia, commercio e investimenti.
Il presidente russo Vladimir Putin incontrerà i leader delle organizzazioni regionali africane; il ministro degli Esteri Sergey Lavrov terrà una colazione di lavoro con i suoi omologhi. Il giorno seguente la sessione plenaria sarà co-presieduta da Putin e dal presidente del Burundi Évariste Ndayishimiye, attuale presidente dell'Unione africana, e seguirà la firma di accordi intergovernativi e contratti commerciali.
Fonte: Modern Diplomacy
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L'UE ESCLUDE PETROLIO E GAS ARTICO DALLA NUOVA STRATEGIA
L'Unione europea ha presentato questa settimana la nuova strategia per l'Artico, che esclude il petrolio e il gas estratti nella regione: un alto funzionario Ue ha dichiarato che Bruxelles non perforerà nell'Artico e non acquisterà idrocarburi di provenienza artica. Il documento punta sulla sicurezza, con la previsione di un hub per il monitoraggio e la riparazione dei cavi sottomarini.
Rispetto alla versione precedente, risalente a cinque anni fa, è stata rimossa la parola «moratorium» riferita ai giacimenti artici. Il ministro norvegese dell'Energia Terje Aasland ha accolto con favore il cambiamento, osservando che la produzione nelle regioni settentrionali del Paese diventerà sempre più importante negli anni a venire. La Norvegia è il Paese dell'Europa occidentale con la maggiore presenza nell'Artico.
Fonte: OilPrice.com
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L'Unione europea ha presentato questa settimana la nuova strategia per l'Artico, che esclude il petrolio e il gas estratti nella regione: un alto funzionario Ue ha dichiarato che Bruxelles non perforerà nell'Artico e non acquisterà idrocarburi di provenienza artica. Il documento punta sulla sicurezza, con la previsione di un hub per il monitoraggio e la riparazione dei cavi sottomarini.
Rispetto alla versione precedente, risalente a cinque anni fa, è stata rimossa la parola «moratorium» riferita ai giacimenti artici. Il ministro norvegese dell'Energia Terje Aasland ha accolto con favore il cambiamento, osservando che la produzione nelle regioni settentrionali del Paese diventerà sempre più importante negli anni a venire. La Norvegia è il Paese dell'Europa occidentale con la maggiore presenza nell'Artico.
Fonte: OilPrice.com
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RUSSIA E ALASKA, RILANCIATO IL PROGETTO DEL TUNNEL SOTTO LO STRETTO DI BERING
Kirill Dmitriev, consigliere del presidente russo Vladimir Putin e amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), ha rilanciato questo mese la proposta di un tunnel ferroviario e per le merci sotto lo Stretto di Bering, tra la regione russa della Chukotka e l'Alaska. L'idea di un collegamento fisico tra Eurasia e Nord America circola da oltre un secolo; nel punto più stretto lo stretto è largo circa 82 chilometri.
Nell'ottobre 2025 Dmitriev aveva invitato la società The Boring Company di Elon Musk a partecipare al progetto, sostenendo che metodi di scavo innovativi potrebbero ridurre il costo da oltre 65 miliardi a meno di 8 miliardi di dollari, con un completamento in otto anni. Le cifre sono state ripetute a giugno al Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Restano però stime preliminari, non un budget o un calendario di costruzione verificati in modo indipendente.
Fonte: Modern Diplomacy
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Kirill Dmitriev, consigliere del presidente russo Vladimir Putin e amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), ha rilanciato questo mese la proposta di un tunnel ferroviario e per le merci sotto lo Stretto di Bering, tra la regione russa della Chukotka e l'Alaska. L'idea di un collegamento fisico tra Eurasia e Nord America circola da oltre un secolo; nel punto più stretto lo stretto è largo circa 82 chilometri.
Nell'ottobre 2025 Dmitriev aveva invitato la società The Boring Company di Elon Musk a partecipare al progetto, sostenendo che metodi di scavo innovativi potrebbero ridurre il costo da oltre 65 miliardi a meno di 8 miliardi di dollari, con un completamento in otto anni. Le cifre sono state ripetute a giugno al Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Restano però stime preliminari, non un budget o un calendario di costruzione verificati in modo indipendente.
Fonte: Modern Diplomacy
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L'AMBASCIATA RUSSA IN ITALIA CONTESTA LE ACCUSE SULLA 'MANO DI MOSCA' A MILANO
L'ambasciata russa in Italia ha contestato ieri le accuse di un ruolo di Mosca nei disordini scoppiati a Milano, sostenendo che la 'mano di Mosca' è diventata un passe-partout per ogni questione scomoda.
In un messaggio diffuso sul proprio canale Telegram, la sede diplomatica ha citato il malcontento giovanile, l'aumento dei prezzi e i blocchi dei camion, chiedendo perché sia più semplice incolpare hacker, agenti o cittadini russi.
L'ambasciata ha aggiunto che violenze e devastazioni non hanno giustificazione, ma che il passaporto russo non prova alcuna responsabilità, e ha consigliato ai connazionali di stare lontani dai luoghi dei disordini.
Fonte: Dagospia
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L'ambasciata russa in Italia ha contestato ieri le accuse di un ruolo di Mosca nei disordini scoppiati a Milano, sostenendo che la 'mano di Mosca' è diventata un passe-partout per ogni questione scomoda.
In un messaggio diffuso sul proprio canale Telegram, la sede diplomatica ha citato il malcontento giovanile, l'aumento dei prezzi e i blocchi dei camion, chiedendo perché sia più semplice incolpare hacker, agenti o cittadini russi.
L'ambasciata ha aggiunto che violenze e devastazioni non hanno giustificazione, ma che il passaporto russo non prova alcuna responsabilità, e ha consigliato ai connazionali di stare lontani dai luoghi dei disordini.
Fonte: Dagospia
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A MILANO CORTEI E TENSIONI, IN ITALIA 9 ARRESTI E 4.292 IDENTIFICATI
Ieri a Milano due cortei hanno attraversato il centro e si sono uniti in un'unica manifestazione arrivata a circa 10mila persone, diretta in piazza Leonardo Da Vinci. Momenti di tensione con le forze dell'ordine si sono registrati in corso Venezia, all'altezza di via Borghetto. Il sindaco Beppe Sala ha seguito l'evolversi della giornata dalla centrale della Polizia Locale di piazza Beccaria.
A fine giornata il bilancio delle operazioni di ordine pubblico in tutta Italia: 9 arresti, 87 denunciati, 371 persone accompagnate o fermate negli uffici, tra cui 110 minorenni e 69 stranieri, e 4.292 identificati. La premier Giorgia Meloni ha ringraziato le forze dell'ordine, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, prefetti e questori, rivendicando la garanzia del diritto a manifestare e della sicurezza dei cittadini.
Fonte: Libero
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Ieri a Milano due cortei hanno attraversato il centro e si sono uniti in un'unica manifestazione arrivata a circa 10mila persone, diretta in piazza Leonardo Da Vinci. Momenti di tensione con le forze dell'ordine si sono registrati in corso Venezia, all'altezza di via Borghetto. Il sindaco Beppe Sala ha seguito l'evolversi della giornata dalla centrale della Polizia Locale di piazza Beccaria.
A fine giornata il bilancio delle operazioni di ordine pubblico in tutta Italia: 9 arresti, 87 denunciati, 371 persone accompagnate o fermate negli uffici, tra cui 110 minorenni e 69 stranieri, e 4.292 identificati. La premier Giorgia Meloni ha ringraziato le forze dell'ordine, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, prefetti e questori, rivendicando la garanzia del diritto a manifestare e della sicurezza dei cittadini.
Fonte: Libero
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GLI STATI UNITI AGGIORNANO GLI AVVISI DI VIAGGIO PER IL MEDIO ORIENTE
Gli Stati Uniti hanno aggiornato l'altro ieri gli avvisi di viaggio per numerosi Paesi del Medio Oriente, indicando un aumento del potenziale di attacchi armati da parte degli Houthi, sostenuti dall'Iran, e degli sforzi iraniani per colpire funzionari del governo americano nella regione.
Il dipartimento statunitense competente ha precisato che il livello di allerta e gli indicatori di rischio non sono cambiati: sono stati modificati i riassunti degli avvisi per includere la possibile intensificazione delle minacce.
L'aggiornamento riguarda tra gli altri Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Siria, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Bahrein, Iran, Iraq e Israele.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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Gli Stati Uniti hanno aggiornato l'altro ieri gli avvisi di viaggio per numerosi Paesi del Medio Oriente, indicando un aumento del potenziale di attacchi armati da parte degli Houthi, sostenuti dall'Iran, e degli sforzi iraniani per colpire funzionari del governo americano nella regione.
Il dipartimento statunitense competente ha precisato che il livello di allerta e gli indicatori di rischio non sono cambiati: sono stati modificati i riassunti degli avvisi per includere la possibile intensificazione delle minacce.
L'aggiornamento riguarda tra gli altri Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Siria, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Bahrein, Iran, Iraq e Israele.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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L'AMBASCIATA RUSSA A TEHRAN SMENTISCE L'EVACUAZIONE DAL SITO NUCLEARE DI BUSHEHR
L'ambasciata russa a Tehran ha smentito ieri le notizie di un allontanamento del personale diplomatico e degli specialisti russi impegnati nella centrale nucleare iraniana di Bushehr, nel sud dell'Iran, sul Golfo Persico. In una dichiarazione, la rappresentanza diplomatica ha affermato che né i dipendenti dell'ambasciata né gli specialisti del sito stanno lasciando il Paese e che le attività proseguono regolarmente.
L'ambasciata ha definito false le informazioni diffuse da alcuni media ostili, secondo cui era in corso un'evacuazione. Bushehr è il primo impianto nucleare commerciale iraniano: il primo reattore, completato dalla Russia dopo l'avvio tedesco negli anni Settanta, è stato collegato alla rete elettrica nazionale nel 2011 e ha raggiunto la piena capacità nel 2013. Mosca continua a collaborare con Tehran allo sviluppo del sito.
Fonte: Tehran Times
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L'ambasciata russa a Tehran ha smentito ieri le notizie di un allontanamento del personale diplomatico e degli specialisti russi impegnati nella centrale nucleare iraniana di Bushehr, nel sud dell'Iran, sul Golfo Persico. In una dichiarazione, la rappresentanza diplomatica ha affermato che né i dipendenti dell'ambasciata né gli specialisti del sito stanno lasciando il Paese e che le attività proseguono regolarmente.
L'ambasciata ha definito false le informazioni diffuse da alcuni media ostili, secondo cui era in corso un'evacuazione. Bushehr è il primo impianto nucleare commerciale iraniano: il primo reattore, completato dalla Russia dopo l'avvio tedesco negli anni Settanta, è stato collegato alla rete elettrica nazionale nel 2011 e ha raggiunto la piena capacità nel 2013. Mosca continua a collaborare con Tehran allo sviluppo del sito.
Fonte: Tehran Times
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YOUSSEF SIHER INTERROMPE I RAPPORTI CON ILFATTOQUOTIDIANO.IT
Youssef Siher, trentenne autore di articoli sul Medio Oriente, ha interrotto ogni rapporto di lavoro con ilfattoquotidiano.it, il quotidiano online con redazione principale a Milano. La rottura emerge oggi. Sul sito risultano oltre sessanta pezzi a lui attribuiti: il più recente risale al 2 dicembre 2025 e riguarda le proteste in Tunisia contro il regime. In precedenza si era occupato delle manifestazioni nelle università arabe in solidarietà con il popolo palestinese e, all'indomani del 7 ottobre 2023, del modo in cui i media arabi valutavano l'attacco di Hamas. Alla collaborazione con la testata milanese si aggiungono gli scritti su Miccia Mag e un profilo Substack, dove pubblica testi politici in arabo, inglese e italiano. Con il quotidiano avrebbe svolto soltanto uno stage nel 2022.
Fonte: Corriere della Sera
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Youssef Siher, trentenne autore di articoli sul Medio Oriente, ha interrotto ogni rapporto di lavoro con ilfattoquotidiano.it, il quotidiano online con redazione principale a Milano. La rottura emerge oggi. Sul sito risultano oltre sessanta pezzi a lui attribuiti: il più recente risale al 2 dicembre 2025 e riguarda le proteste in Tunisia contro il regime. In precedenza si era occupato delle manifestazioni nelle università arabe in solidarietà con il popolo palestinese e, all'indomani del 7 ottobre 2023, del modo in cui i media arabi valutavano l'attacco di Hamas. Alla collaborazione con la testata milanese si aggiungono gli scritti su Miccia Mag e un profilo Substack, dove pubblica testi politici in arabo, inglese e italiano. Con il quotidiano avrebbe svolto soltanto uno stage nel 2022.
Fonte: Corriere della Sera
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SCONTRI A TORINO, UN MANIFESTANTE BRUCIA UN'IMMAGINE DELLA PREMIER
A Torino, in Italia, un manifestante incappucciato è salito ieri pomeriggio sul monumento al Duca d'Aosta in piazza Castello e ha dato fuoco a un'immagine della presidente del Consiglio, durante il corteo contro riarmo, guerra e data center. La polizia ha chiuso la piazza per due ore e respinto i manifestanti con quattro cariche; in serata idranti in corso Principe Oddone.
Il bilancio nazionale della giornata è di 9 arrestati, 87 denunciati e 371 persone accompagnate e fermate negli uffici, tra cui 110 minorenni e 69 stranieri, su 4.292 identificati. A Milano sono arrivati 500 paracadutisti della brigata Folgore da Siena e cinquemila unità delle forze dell'ordine; a Roma i manifestanti hanno violato il Colosseo.
Fonte: Il Resto del Carlino
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A Torino, in Italia, un manifestante incappucciato è salito ieri pomeriggio sul monumento al Duca d'Aosta in piazza Castello e ha dato fuoco a un'immagine della presidente del Consiglio, durante il corteo contro riarmo, guerra e data center. La polizia ha chiuso la piazza per due ore e respinto i manifestanti con quattro cariche; in serata idranti in corso Principe Oddone.
Il bilancio nazionale della giornata è di 9 arrestati, 87 denunciati e 371 persone accompagnate e fermate negli uffici, tra cui 110 minorenni e 69 stranieri, su 4.292 identificati. A Milano sono arrivati 500 paracadutisti della brigata Folgore da Siena e cinquemila unità delle forze dell'ordine; a Roma i manifestanti hanno violato il Colosseo.
Fonte: Il Resto del Carlino
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SCONTRI E SACCHEGGI DURANTE LE MANIFESTAZIONI IN FRANCIA
Disordini e scontri hanno segnato ieri le manifestazioni in Francia. A Parigi la situazione è rimasta sotto controllo fino alle cinque del pomeriggio, poi un gruppo coordinato ha lanciato spranghe, bocce da pétanque e bombe molotov contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni, idranti e cariche. Parte dei manifestanti ha tentato di bloccare il raccordo anulare della capitale.
A Nantes, Nizza e Lione le forze dell'ordine hanno schierato blindati e idranti fin dalle prime avvisaglie di tensione. Negozi sono stati devastati e saccheggiati a Parigi e a Nantes. A Nizza la prefettura ha riferito di risse tra militanti dell'ultradestra e manifestanti. A Lione, dove i cortei nel centro erano stati vietati, la prefettura ha contato 10.000 partecipanti.
Fonte: La Verità
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Disordini e scontri hanno segnato ieri le manifestazioni in Francia. A Parigi la situazione è rimasta sotto controllo fino alle cinque del pomeriggio, poi un gruppo coordinato ha lanciato spranghe, bocce da pétanque e bombe molotov contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni, idranti e cariche. Parte dei manifestanti ha tentato di bloccare il raccordo anulare della capitale.
A Nantes, Nizza e Lione le forze dell'ordine hanno schierato blindati e idranti fin dalle prime avvisaglie di tensione. Negozi sono stati devastati e saccheggiati a Parigi e a Nantes. A Nizza la prefettura ha riferito di risse tra militanti dell'ultradestra e manifestanti. A Lione, dove i cortei nel centro erano stati vietati, la prefettura ha contato 10.000 partecipanti.
Fonte: La Verità
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MARCIA DELLA PACE IN PUGLIA CONTRO LE ESERCITAZIONI MILITARI NELLA MURGIA
In Puglia, tra Gravina e Altamura, il 30 ottobre si tiene una nuova marcia della pace organizzata dal movimento pacifista pugliese e lucano contro la militarizzazione della Murgia. I manifestanti chiedono un nuovo piano di tutela del parco, la bonifica dell'area e un'offerta turistica non speculativa: contestano la presenza di carri armati e armi pesanti per le esercitazioni militari in un'area protetta dove è vietata la caccia ma consentito l'uso militare, come si legge nel dossier redatto dagli organizzatori.
L'iniziativa riprende una tradizione consolidata: la prima marcia tra le due cittadine risale al gennaio 1963, in piena Guerra Fredda, contro l'installazione delle basi missilistiche nucleari Jupiter. La seconda edizione, nel 1985, fu organizzata tra gli altri da don Tonino Bello e Dino Frisullo contro la crescente militarizzazione della Puglia. I 14 chilometri tra Gravina e Altamura furono percorsi anche nel 1987, nel 2003 e nel 2005.
Fonte: il Manifesto
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In Puglia, tra Gravina e Altamura, il 30 ottobre si tiene una nuova marcia della pace organizzata dal movimento pacifista pugliese e lucano contro la militarizzazione della Murgia. I manifestanti chiedono un nuovo piano di tutela del parco, la bonifica dell'area e un'offerta turistica non speculativa: contestano la presenza di carri armati e armi pesanti per le esercitazioni militari in un'area protetta dove è vietata la caccia ma consentito l'uso militare, come si legge nel dossier redatto dagli organizzatori.
L'iniziativa riprende una tradizione consolidata: la prima marcia tra le due cittadine risale al gennaio 1963, in piena Guerra Fredda, contro l'installazione delle basi missilistiche nucleari Jupiter. La seconda edizione, nel 1985, fu organizzata tra gli altri da don Tonino Bello e Dino Frisullo contro la crescente militarizzazione della Puglia. I 14 chilometri tra Gravina e Altamura furono percorsi anche nel 1987, nel 2003 e nel 2005.
Fonte: il Manifesto
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MANIFESTAZIONI IN ITALIA, SCONTRI A TORINO E MILANO
Oggi in Italia si sono svolte manifestazioni in diverse città, da Firenze a Roma, Bari e Napoli, con momenti di tensione tra manifestanti e agenti. Torino è stata la piazza più calda: scontri in vari punti della città, almeno due feriti tra i manifestanti e lanci di oggetti verso la polizia protratti fino alla sera.
A Milano un corteo di alcune migliaia di persone è stato bloccato in via Borghetto; ci sono stati tafferugli e manganellate all’altezza di corso Venezia. La mobilitazione, con circa 10.000 giovani, si è conclusa verso le 20 in piazza Leonardo da Vinci. Nelle ore precedenti erano state eseguite oltre 150 perquisizioni tra Milano, Monza e altre città, soprattutto in Lombardia.
Fonte: La Verità
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Oggi in Italia si sono svolte manifestazioni in diverse città, da Firenze a Roma, Bari e Napoli, con momenti di tensione tra manifestanti e agenti. Torino è stata la piazza più calda: scontri in vari punti della città, almeno due feriti tra i manifestanti e lanci di oggetti verso la polizia protratti fino alla sera.
A Milano un corteo di alcune migliaia di persone è stato bloccato in via Borghetto; ci sono stati tafferugli e manganellate all’altezza di corso Venezia. La mobilitazione, con circa 10.000 giovani, si è conclusa verso le 20 in piazza Leonardo da Vinci. Nelle ore precedenti erano state eseguite oltre 150 perquisizioni tra Milano, Monza e altre città, soprattutto in Lombardia.
Fonte: La Verità
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IL MINISTRO TURCO FIDAN: UN NUOVO ATTACCO ALL'IRAN ALLARGHEREBBE IL CONFLITTO
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato l'altro ieri a Istanbul che un nuovo attacco all'Iran allargherebbe ulteriormente la guerra e i conflitti nella regione. Al termine del primo incontro in formato R4+E3, Fidan ha detto ai giornalisti che un intervento militare in Iran non è in alcun modo una soluzione e che al momento nessuno lo sostiene.
Il formato R4 riunisce Turchia, Egitto, Pakistan e Arabia Saudita; l'E3 Germania, Regno Unito e Francia. Stati Uniti e Israele avrebbero messo a punto piani per nuove incursioni contro l'Iran dopo le elezioni di medio termine americane. La guerra iniziata a fine febbraio non è ancora conclusa, nonostante un cessate il fuoco e un memorandum d'intesa per finalizzare un accordo di pace.
Fonte: Middle East Monitor
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Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato l'altro ieri a Istanbul che un nuovo attacco all'Iran allargherebbe ulteriormente la guerra e i conflitti nella regione. Al termine del primo incontro in formato R4+E3, Fidan ha detto ai giornalisti che un intervento militare in Iran non è in alcun modo una soluzione e che al momento nessuno lo sostiene.
Il formato R4 riunisce Turchia, Egitto, Pakistan e Arabia Saudita; l'E3 Germania, Regno Unito e Francia. Stati Uniti e Israele avrebbero messo a punto piani per nuove incursioni contro l'Iran dopo le elezioni di medio termine americane. La guerra iniziata a fine febbraio non è ancora conclusa, nonostante un cessate il fuoco e un memorandum d'intesa per finalizzare un accordo di pace.
Fonte: Middle East Monitor
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CONGRESSO USA, PROPOSTA DI LEGGE CONTRO L'ALLENTAMENTO DELLE SANZIONI A MOSCA
Negli Stati Uniti un gruppo di parlamentari ha presentato alla Camera dei Rappresentanti una proposta di legge per bloccare gli accordi energetici con la Russia. Il testo revoca il permesso di importazione del gasolio russo, vieta future deroghe alle sanzioni e impone ai servizi di intelligence di fornire all'Ucraina le informazioni necessarie alla difesa e al recupero dei territori. Primo firmatario è il repubblicano Brian Fitzpatrick, coadiuvato dal repubblicano Don Bacon e dalla democratica Marie Gluesenkamp Perez.
Il 15 ottobre Fitzpatrick, Bacon, Michael McCaul, Joe Wilson e Dan Newhouse si erano già espressi contro l'allentamento delle sanzioni. Al Senato posizioni analoghe sono sostenute da Mitch McConnell, Susan Collins, Thom Tillis e Lisa Murkowski.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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Negli Stati Uniti un gruppo di parlamentari ha presentato alla Camera dei Rappresentanti una proposta di legge per bloccare gli accordi energetici con la Russia. Il testo revoca il permesso di importazione del gasolio russo, vieta future deroghe alle sanzioni e impone ai servizi di intelligence di fornire all'Ucraina le informazioni necessarie alla difesa e al recupero dei territori. Primo firmatario è il repubblicano Brian Fitzpatrick, coadiuvato dal repubblicano Don Bacon e dalla democratica Marie Gluesenkamp Perez.
Il 15 ottobre Fitzpatrick, Bacon, Michael McCaul, Joe Wilson e Dan Newhouse si erano già espressi contro l'allentamento delle sanzioni. Al Senato posizioni analoghe sono sostenute da Mitch McConnell, Susan Collins, Thom Tillis e Lisa Murkowski.
Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶
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SPACEX HA LIMITATO STARLINK IN UCRAINA, AMMETTE MUSK
Il capo di SpaceX, Elon Musk, ha ammesso ieri che l'azienda statunitense ha ridotto la velocità di Starlink in Ucraina. Musk ha motivato la misura sostenendo che l'esercito ucraino ha violato i termini di servizio usando il servizio civile per attacchi offensivi con droni.
La limitazione era stata segnalata senza preavviso dalle autorità ucraine. Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha poi annunciato il ripristino delle velocità precedenti per Starlink e Starshield; Musk ha precisato che Starshield è controllato dal governo degli Stati Uniti.
Fonte: ZeroHedge
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Il capo di SpaceX, Elon Musk, ha ammesso ieri che l'azienda statunitense ha ridotto la velocità di Starlink in Ucraina. Musk ha motivato la misura sostenendo che l'esercito ucraino ha violato i termini di servizio usando il servizio civile per attacchi offensivi con droni.
La limitazione era stata segnalata senza preavviso dalle autorità ucraine. Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha poi annunciato il ripristino delle velocità precedenti per Starlink e Starshield; Musk ha precisato che Starshield è controllato dal governo degli Stati Uniti.
Fonte: ZeroHedge
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IL SENATO DEL CILE ISTITUISCE IL GRUPPO DI AMICIZIA CON LA PALESTINA
Il Senato del Cile ha costituito ieri il Gruppo di amicizia Cile-Palestina, un organismo parlamentare interpartitico che riunisce 28 senatori ed è presieduto dal senatore Sergio Gahona. Si tratta di uno dei più numerosi gruppi di diplomazia parlamentare del Congresso nazionale cileno.
L'obiettivo dichiarato è approfondire i legami politici, diplomatici, culturali e umani tra i due popoli, rafforzando un rapporto di lunga durata sostenuto dai governi democratici che si sono succeduti alla guida del Paese sudamericano.
Fonte: Middle East Monitor
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Il Senato del Cile ha costituito ieri il Gruppo di amicizia Cile-Palestina, un organismo parlamentare interpartitico che riunisce 28 senatori ed è presieduto dal senatore Sergio Gahona. Si tratta di uno dei più numerosi gruppi di diplomazia parlamentare del Congresso nazionale cileno.
L'obiettivo dichiarato è approfondire i legami politici, diplomatici, culturali e umani tra i due popoli, rafforzando un rapporto di lunga durata sostenuto dai governi democratici che si sono succeduti alla guida del Paese sudamericano.
Fonte: Middle East Monitor
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L'IRAN: LA MARINA USA NON TORNERÀ NEL GOLFO PERSICO
Il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, il generale Ali Abdollahi, ha dichiarato ieri a Teheran che la Marina statunitense è stata resa inoperante e non sarà mai più autorizzata a entrare nel Golfo Persico. Le navi americane, ha aggiunto, non si spingono più oltre il Mar Arabico e le portaerei restano lontane dallo Stretto di Hormuz.
Il generale ha affermato che il quartier generale della Quinta Flotta statunitense in Bahrain è stato distrutto e reso inutilizzabile dai missili e dai droni iraniani, e che le basi Usa nel Golfo, in Qatar, Emirati, Kuwait e Iraq, sono state colpite più volte dall'inizio della guerra, cominciata nel giugno 2025. Oggi Washington parla di riaprire lo Stretto e di ripristinare la libertà di navigazione.
Fonte: Tehran Times
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Il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, il generale Ali Abdollahi, ha dichiarato ieri a Teheran che la Marina statunitense è stata resa inoperante e non sarà mai più autorizzata a entrare nel Golfo Persico. Le navi americane, ha aggiunto, non si spingono più oltre il Mar Arabico e le portaerei restano lontane dallo Stretto di Hormuz.
Il generale ha affermato che il quartier generale della Quinta Flotta statunitense in Bahrain è stato distrutto e reso inutilizzabile dai missili e dai droni iraniani, e che le basi Usa nel Golfo, in Qatar, Emirati, Kuwait e Iraq, sono state colpite più volte dall'inizio della guerra, cominciata nel giugno 2025. Oggi Washington parla di riaprire lo Stretto e di ripristinare la libertà di navigazione.
Fonte: Tehran Times
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FERMATO A MILANO IL 31ENNE DIETRO LA PAGINA SOCIAL DEI DISORDINI
In Italia, a Milano, la polizia ha fermato oggi un 31enne, autore della pagina Instagram «Movimento 17 ottobre», nata dopo i disordini della scorsa settimana. L'uomo è stato preso in mattinata in zona Corvetto, a casa della fidanzata, e portato negli uffici della polizia postale.
È indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall'uso di mezzo informatico; il fermo è stato disposto all'ora di cena. Nel corso delle operazioni è stata perquisita anche la casa dei genitori a Mazzano, in provincia di Brescia.
Fonte: il Manifesto
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In Italia, a Milano, la polizia ha fermato oggi un 31enne, autore della pagina Instagram «Movimento 17 ottobre», nata dopo i disordini della scorsa settimana. L'uomo è stato preso in mattinata in zona Corvetto, a casa della fidanzata, e portato negli uffici della polizia postale.
È indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall'uso di mezzo informatico; il fermo è stato disposto all'ora di cena. Nel corso delle operazioni è stata perquisita anche la casa dei genitori a Mazzano, in provincia di Brescia.
Fonte: il Manifesto
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EMIRATI ARABI UNITI, NUSSEIBEH CANDIDATA A SEGRETARIO GENERALE DELL'ONU
Gli Emirati Arabi Uniti hanno candidato Lana Nusseibeh alla carica di segretario generale delle Nazioni Unite. La candidatura è stata presentata mercoledì dal presidente emiratino Mohamed bin Zayed Al Nahyan, con una lettera indirizzata ai presidenti dell'Assemblea generale e del Consiglio di sicurezza dell'ONU.
Nusseibeh, 48 anni, è stata ambasciatrice degli Emirati presso le Nazioni Unite e ha ricoperto un ruolo durante il mandato del Paese nel Consiglio di sicurezza nel biennio 2022-2023. Nel suo curriculum oltre un decennio di esperienza nella diplomazia internazionale.
Se la candidatura andrà a buon fine, sarà la prima donna a guidare l'ONU e la seconda persona proveniente dal Medio Oriente e dal Nord Africa a ricoprire l'incarico, dopo l'egiziano Boutros Boutros-Ghali.
Fonte: Blondet & Friends
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Gli Emirati Arabi Uniti hanno candidato Lana Nusseibeh alla carica di segretario generale delle Nazioni Unite. La candidatura è stata presentata mercoledì dal presidente emiratino Mohamed bin Zayed Al Nahyan, con una lettera indirizzata ai presidenti dell'Assemblea generale e del Consiglio di sicurezza dell'ONU.
Nusseibeh, 48 anni, è stata ambasciatrice degli Emirati presso le Nazioni Unite e ha ricoperto un ruolo durante il mandato del Paese nel Consiglio di sicurezza nel biennio 2022-2023. Nel suo curriculum oltre un decennio di esperienza nella diplomazia internazionale.
Se la candidatura andrà a buon fine, sarà la prima donna a guidare l'ONU e la seconda persona proveniente dal Medio Oriente e dal Nord Africa a ricoprire l'incarico, dopo l'egiziano Boutros Boutros-Ghali.
Fonte: Blondet & Friends
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ISRAELE, ELEZIONI GENERALI DOPODOMANI: NETANYAHU ED EISENKOT ALLA PARI NEI SONDAGGI
Israele vota dopodomani, martedì 27 ottobre, per le elezioni generali. Il premier uscente Benjamin Netanyahu affronta Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane dal 2014 al 2019, poi ministro nel governo Netanyahu da ottobre 2023 a giugno 2024 ed entrato in politica nel 2021.
I sondaggi indicano i due blocchi sostanzialmente alla pari. Nessuno dei due, stando alle rilevazioni, dovrebbe ottenere i seggi necessari per formare una coalizione di governo, lasciando aperta una fase di incertezza.
Eisenkot ha dichiarato la propria opposizione alla creazione di uno Stato palestinese e promette di distruggere Hamas in 18 mesi. Anche Netanyahu è contrario a uno Stato palestinese.
Fonte: Scheerpost
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Israele vota dopodomani, martedì 27 ottobre, per le elezioni generali. Il premier uscente Benjamin Netanyahu affronta Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane dal 2014 al 2019, poi ministro nel governo Netanyahu da ottobre 2023 a giugno 2024 ed entrato in politica nel 2021.
I sondaggi indicano i due blocchi sostanzialmente alla pari. Nessuno dei due, stando alle rilevazioni, dovrebbe ottenere i seggi necessari per formare una coalizione di governo, lasciando aperta una fase di incertezza.
Eisenkot ha dichiarato la propria opposizione alla creazione di uno Stato palestinese e promette di distruggere Hamas in 18 mesi. Anche Netanyahu è contrario a uno Stato palestinese.
Fonte: Scheerpost
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