IL CREMLINO: NESSUNA TREGUA ENERGETICA, SERVE UNA PACE CON KIEV
La Russia mantiene invariata la sua posizione su una possibile tregua energetica con l'Ucraina. Lo ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in una conferenza stampa a San Pietroburgo, precisando che Mosca cerca «la pace, non una tregua» e che una soluzione complessiva del conflitto non è possibile senza la partecipazione di rappresentanti di Kiev, dai quali serve una decisione responsabile.
Peskov ha anche commentato le dichiarazioni del presidente finlandese Alexander Stubb, che ha ribadito la posizione europea comune sull'Ucraina: il suo contributo alla soluzione del conflitto sarà valutato sulla base della sua costruttività. Sul fronte eurasiatico, il portavoce ha aggiunto che il Cremlino non ha ancora esaminato il rapporto dei governi di Russia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan sulle conseguenze della sospensione della partecipazione dell'Armenia all'Unione economica eurasiatica.
Fonte: Anadolu Agency
— L'informazione che non ti cerca. @anotherworldnetwork
La Russia mantiene invariata la sua posizione su una possibile tregua energetica con l'Ucraina. Lo ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in una conferenza stampa a San Pietroburgo, precisando che Mosca cerca «la pace, non una tregua» e che una soluzione complessiva del conflitto non è possibile senza la partecipazione di rappresentanti di Kiev, dai quali serve una decisione responsabile.
Peskov ha anche commentato le dichiarazioni del presidente finlandese Alexander Stubb, che ha ribadito la posizione europea comune sull'Ucraina: il suo contributo alla soluzione del conflitto sarà valutato sulla base della sua costruttività. Sul fronte eurasiatico, il portavoce ha aggiunto che il Cremlino non ha ancora esaminato il rapporto dei governi di Russia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan sulle conseguenze della sospensione della partecipazione dell'Armenia all'Unione economica eurasiatica.
Fonte: Anadolu Agency
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NETANYAHU DICE ALL'ESERCITO DI ROVESCIARE IL REGIME IRANIANO
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato oggi che la sua direttiva all’IDF, al Mossad e all’apparato di difesa è “rovesciare il regime in Iran”. Parlando in Israele a un gruppo di ufficiali dell’IDF appena diplomati, ha affermato che Teheran sta di nuovo cercando di sviluppare una bomba nucleare e ha accusato il nuovo leader supremo iraniano, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, di seguire le orme del padre.
La dichiarazione arriva a pochi giorni dalle elezioni israeliane del 27 ottobre. Netanyahu ha anche evocato la volontà degli Stati Uniti di “finire il lavoro” contro l’Iran.
Fonte: Antiwar.com
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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato oggi che la sua direttiva all’IDF, al Mossad e all’apparato di difesa è “rovesciare il regime in Iran”. Parlando in Israele a un gruppo di ufficiali dell’IDF appena diplomati, ha affermato che Teheran sta di nuovo cercando di sviluppare una bomba nucleare e ha accusato il nuovo leader supremo iraniano, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, di seguire le orme del padre.
La dichiarazione arriva a pochi giorni dalle elezioni israeliane del 27 ottobre. Netanyahu ha anche evocato la volontà degli Stati Uniti di “finire il lavoro” contro l’Iran.
Fonte: Antiwar.com
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BRUXELLES ESAMINA INTERFERENZE ESTERE NELLE PROTESTE IN FRANCIA, ITALIA E BELGIO
L'Unione europea sta indagando oggi su possibili interferenze straniere nelle proteste violente che negli ultimi giorni hanno coinvolto Francia, Italia e Belgio. Funzionari della sicurezza e autorità di regolamentazione europee esaminano reti di disinformazione filorusse e possibili operazioni riconducibili a Iran e Algeria, soprattutto per la diffusione online di contenuti violenti e narrazioni polarizzanti.
Bruxelles ha avviato confronti con le autorità francesi e con i regolatori nazionali per valutare la collaborazione delle piattaforme, tra cui X e TikTok. Al momento non esistono prove concrete di provocazioni organizzate dall'estero.
Fonte: James Bond Archivi - Formiche.net
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L'Unione europea sta indagando oggi su possibili interferenze straniere nelle proteste violente che negli ultimi giorni hanno coinvolto Francia, Italia e Belgio. Funzionari della sicurezza e autorità di regolamentazione europee esaminano reti di disinformazione filorusse e possibili operazioni riconducibili a Iran e Algeria, soprattutto per la diffusione online di contenuti violenti e narrazioni polarizzanti.
Bruxelles ha avviato confronti con le autorità francesi e con i regolatori nazionali per valutare la collaborazione delle piattaforme, tra cui X e TikTok. Al momento non esistono prove concrete di provocazioni organizzate dall'estero.
Fonte: James Bond Archivi - Formiche.net
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MANOVRA 2027, A RISCHIO L'ESTENSIONE DELL'ALIQUOTA IRPEF AL 33% FINO A 60MILA EURO
In Italia i vincoli contabili entro cui dovrà muoversi la manovra 2027 rendono oggi molto difficile completare la semplificazione degli scaglioni Irpef, cioè estendere l'aliquota del 33% – che attualmente si ferma a 50mila euro – ai redditi fino a 60mila euro. È la misura annunciata dal governo nel corso dell'ultimo anno.
Ne beneficerebbero 940mila contribuenti compresi nella fascia di reddito interessata e, a cascata, altri 2,1 milioni con redditi oltre i 60mila euro. Per circa tre milioni di italiani la rimodulazione della seconda aliquota Irpef varrebbe vantaggi tra 540 e 1.440 euro l'anno.
L'Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate di Itinerari Previdenziali indica che questa fascia è formata in larga parte da lavoratori qualificati, professionisti, quadri e dirigenti che dichiarano i propri redditi.
Fonte: Italia Oggi
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In Italia i vincoli contabili entro cui dovrà muoversi la manovra 2027 rendono oggi molto difficile completare la semplificazione degli scaglioni Irpef, cioè estendere l'aliquota del 33% – che attualmente si ferma a 50mila euro – ai redditi fino a 60mila euro. È la misura annunciata dal governo nel corso dell'ultimo anno.
Ne beneficerebbero 940mila contribuenti compresi nella fascia di reddito interessata e, a cascata, altri 2,1 milioni con redditi oltre i 60mila euro. Per circa tre milioni di italiani la rimodulazione della seconda aliquota Irpef varrebbe vantaggi tra 540 e 1.440 euro l'anno.
L'Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate di Itinerari Previdenziali indica che questa fascia è formata in larga parte da lavoratori qualificati, professionisti, quadri e dirigenti che dichiarano i propri redditi.
Fonte: Italia Oggi
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IL PACCHETTO SVIZZERA-UE OTTOBRE PRIMO SÌ DALLA COMMISSIONE ESTERI DELLA CAMERA BASSA
In Svizzera la commissione degli affari esteri del Consiglio nazionale, la camera bassa del parlamento, ha espresso oggi un primo giudizio positivo sul pacchetto di trattati tra Berna e Bruxelles. In un comunicato, la maggioranza della commissione definisce «assolutamente essenziale» per il Paese mantenere buone relazioni con l'Unione europea e accoglie favorevolmente l'esito dei negoziati, che a suo dire soddisfa o supera tutti gli obiettivi fissati.
Il parere arriva dopo il lungo esame del Consiglio degli Stati, che in settembre aveva votato a favore dell'intesa. La commissione approva in particolare le misure di protezione dei salari e il compromesso negoziato dai sindacati, mentre resta da definire il tipo di referendum. Il dibattito in aula alla camera bassa è atteso a dicembre.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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In Svizzera la commissione degli affari esteri del Consiglio nazionale, la camera bassa del parlamento, ha espresso oggi un primo giudizio positivo sul pacchetto di trattati tra Berna e Bruxelles. In un comunicato, la maggioranza della commissione definisce «assolutamente essenziale» per il Paese mantenere buone relazioni con l'Unione europea e accoglie favorevolmente l'esito dei negoziati, che a suo dire soddisfa o supera tutti gli obiettivi fissati.
Il parere arriva dopo il lungo esame del Consiglio degli Stati, che in settembre aveva votato a favore dell'intesa. La commissione approva in particolare le misure di protezione dei salari e il compromesso negoziato dai sindacati, mentre resta da definire il tipo di referendum. Il dibattito in aula alla camera bassa è atteso a dicembre.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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NUOVO REATO DI PARTECIPAZIONE VIOLENTA A MANIFESTAZIONI NEL DECRETO ITALIANO
Il governo italiano ha inserito in un decreto un nuovo reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche: fino a 5 anni di carcere e 20mila euro di multa per chi usa illegalmente mezzi atti a offendere creando un pericolo concreto. La norma è stata messa a punto nei giorni scorsi a Palazzo Chigi, dopo le manifestazioni violente del fine settimana a Milano.
La richiesta di un segnale era arrivata da Giorgia Meloni e dai suoi collaboratori; il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi aveva osservato che esiste già la legge reale del 1975. Il provvedimento prevede anche lo stop ai poteri di polizia giudiziaria per i 500 militari di Strade sicure che saranno inviati a Milano nei prossimi tre mesi, limatura rivendicata dal Quirinale.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
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Il governo italiano ha inserito in un decreto un nuovo reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche: fino a 5 anni di carcere e 20mila euro di multa per chi usa illegalmente mezzi atti a offendere creando un pericolo concreto. La norma è stata messa a punto nei giorni scorsi a Palazzo Chigi, dopo le manifestazioni violente del fine settimana a Milano.
La richiesta di un segnale era arrivata da Giorgia Meloni e dai suoi collaboratori; il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi aveva osservato che esiste già la legge reale del 1975. Il provvedimento prevede anche lo stop ai poteri di polizia giudiziaria per i 500 militari di Strade sicure che saranno inviati a Milano nei prossimi tre mesi, limatura rivendicata dal Quirinale.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
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PESKOV: MOSCA VUOLE LA PACE, NON SOLO UN CESSATE IL FUOCO
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha ribadito oggi da Mosca che la posizione russa sul cessate il fuoco energetico con l'Ucraina non è cambiata: la Russia vuole la pace, non una semplice tregua. Senza che qualcuno a Kiev prenda una decisione responsabile, ha aggiunto, il conflitto non può essere risolto del tutto, e ripetere la posizione paneuropea sull'Ucraina difficilmente contribuirà alla soluzione.
Peskov ha anche dichiarato che il Cremlino non ha ancora esaminato il rapporto del Comitato intergovernativo eurasiatico sulle possibili conseguenze della sospensione dell'adesione dell'Armenia all'Unione economica eurasiatica. Oggi è inoltre previsto un incontro del presidente Vladimir Putin con il premier del Consiglio di Stato cinese Li Qiang.
Fonte: Saker Italia
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Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha ribadito oggi da Mosca che la posizione russa sul cessate il fuoco energetico con l'Ucraina non è cambiata: la Russia vuole la pace, non una semplice tregua. Senza che qualcuno a Kiev prenda una decisione responsabile, ha aggiunto, il conflitto non può essere risolto del tutto, e ripetere la posizione paneuropea sull'Ucraina difficilmente contribuirà alla soluzione.
Peskov ha anche dichiarato che il Cremlino non ha ancora esaminato il rapporto del Comitato intergovernativo eurasiatico sulle possibili conseguenze della sospensione dell'adesione dell'Armenia all'Unione economica eurasiatica. Oggi è inoltre previsto un incontro del presidente Vladimir Putin con il premier del Consiglio di Stato cinese Li Qiang.
Fonte: Saker Italia
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TEHERAN SI DICE PRONTA A UNA GUERRA SENZA LIMITI
Una fonte informata iraniana ha fatto sapere che Teheran si è preparata a una guerra totale e risponderà senza restrizioni a qualsiasi aggressione, assassinio o atto terroristico contro i propri interessi nella regione. La dichiarazione arriva mentre il presidente statunitense Donald Trump ha scritto domenica che Washington «finirà presto il lavoro» contro l'Iran e il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto di voler «abbattere il regime» di Teheran.
Lunedì il segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha visitato senza annuncio la base aerea di Ovda, in Israele, incontrando Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz. Nelle prossime settimane non è escluso un nuovo round di raid congiunti Usa-Israele. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto che il Paese è pronto alla guerra come alla diplomazia.
Fonte: Tehran Times
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Una fonte informata iraniana ha fatto sapere che Teheran si è preparata a una guerra totale e risponderà senza restrizioni a qualsiasi aggressione, assassinio o atto terroristico contro i propri interessi nella regione. La dichiarazione arriva mentre il presidente statunitense Donald Trump ha scritto domenica che Washington «finirà presto il lavoro» contro l'Iran e il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto di voler «abbattere il regime» di Teheran.
Lunedì il segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha visitato senza annuncio la base aerea di Ovda, in Israele, incontrando Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz. Nelle prossime settimane non è escluso un nuovo round di raid congiunti Usa-Israele. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto che il Paese è pronto alla guerra come alla diplomazia.
Fonte: Tehran Times
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MEZZOGIORNO, AUTOTRASPORTATORI E AGRICOLTORI BLOCCANO STRADE E PORTI
Nel Sud Italia proseguono le proteste di autotrasportatori, agricoltori e lavoratori dell'indotto dell'ex Ilva di Taranto. L'altro ieri è stato chiuso il nodo autostradale A30 Caserta-Salerno e restano bloccati tratti stradali e scali commerciali, tra cui il porto di Napoli, con mobilitazioni diffuse dalla Campania alla Sicilia.
I piccoli autotrasportatori contestano il costo dei carburanti e il ridimensionamento delle agevolazioni sulle accise; gli agricoltori denunciano prezzi all'origine che non coprono i costi di coltivazione e raccolta. L'indotto siderurgico tarantino reclama crediti non saldati dalle precedenti gestioni. Sullo sfondo, l'approvazione degli schemi di intesa per l'autonomia differenziata delle Regioni settentrionali.
Fonte: InsideOver
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Nel Sud Italia proseguono le proteste di autotrasportatori, agricoltori e lavoratori dell'indotto dell'ex Ilva di Taranto. L'altro ieri è stato chiuso il nodo autostradale A30 Caserta-Salerno e restano bloccati tratti stradali e scali commerciali, tra cui il porto di Napoli, con mobilitazioni diffuse dalla Campania alla Sicilia.
I piccoli autotrasportatori contestano il costo dei carburanti e il ridimensionamento delle agevolazioni sulle accise; gli agricoltori denunciano prezzi all'origine che non coprono i costi di coltivazione e raccolta. L'indotto siderurgico tarantino reclama crediti non saldati dalle precedenti gestioni. Sullo sfondo, l'approvazione degli schemi di intesa per l'autonomia differenziata delle Regioni settentrionali.
Fonte: InsideOver
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LE AMERICHE SEGNANO RECORD PETROLIFERI, WASHINGTON NE FA UNA LEVA STRATEGICA
Canada, Brasile e Stati Uniti hanno toccato quest'anno livelli record di estrazione di greggio. Le stime indicano che la produzione complessiva delle Americhe crescerà del 10% nei due anni che si chiudono a dicembre 2026, con un ulteriore 10% fino a 32,4 miliardi di barili l'anno entro il 2030. Gli Usa restano primi produttori mondiali, con una media prevista di 13,8 milioni di barili al giorno nel 2026.
Su questo boom Washington costruisce la propria strategia emisferica: dopo aver rovesciato e catturato Nicolas Maduro a gennaio, l'amministrazione Trump punta a consolidare l'influenza sul continente, dal Canada alla Terra del Fuoco, e a usare l'energia come strumento di proiezione internazionale, anche nei confronti di Europa e Asia.
Fonte: InsideOver
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Canada, Brasile e Stati Uniti hanno toccato quest'anno livelli record di estrazione di greggio. Le stime indicano che la produzione complessiva delle Americhe crescerà del 10% nei due anni che si chiudono a dicembre 2026, con un ulteriore 10% fino a 32,4 miliardi di barili l'anno entro il 2030. Gli Usa restano primi produttori mondiali, con una media prevista di 13,8 milioni di barili al giorno nel 2026.
Su questo boom Washington costruisce la propria strategia emisferica: dopo aver rovesciato e catturato Nicolas Maduro a gennaio, l'amministrazione Trump punta a consolidare l'influenza sul continente, dal Canada alla Terra del Fuoco, e a usare l'energia come strumento di proiezione internazionale, anche nei confronti di Europa e Asia.
Fonte: InsideOver
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USA E ARABIA SAUDITA, L'ACCORDO NUCLEARE APRE ALL'ARRICCHIMENTO DELL'URANIO
L'accordo di cooperazione nucleare siglato lo scorso luglio apre la strada all'arricchimento dell'uranio in Arabia Saudita. L'intesa prevede uno studio di due anni sull'arricchimento commerciale, inizialmente limitato al 5 per cento, con un'ulteriore revisione prima di qualsiasi passaggio al 20 per cento. L'impianto sarebbe gestito da società statunitensi con un modello «black box» pensato per impedire al personale saudita di accedere alla tecnologia delle centrifughe. Il testo non obbliga però Riad ad adottare il Protocollo aggiuntivo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, che prevede verifiche più intrusive fuori sede.
Il dossier arriva mentre il Regno fronteggia attacchi con missili e droni contro aeroporti e impianti petroliferi, la chiusura dell'oleodotto Est-Ovest e l'avanzata degli Houthi lungo il Mar Rosso.
Fonte: Breaking Defense
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L'accordo di cooperazione nucleare siglato lo scorso luglio apre la strada all'arricchimento dell'uranio in Arabia Saudita. L'intesa prevede uno studio di due anni sull'arricchimento commerciale, inizialmente limitato al 5 per cento, con un'ulteriore revisione prima di qualsiasi passaggio al 20 per cento. L'impianto sarebbe gestito da società statunitensi con un modello «black box» pensato per impedire al personale saudita di accedere alla tecnologia delle centrifughe. Il testo non obbliga però Riad ad adottare il Protocollo aggiuntivo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, che prevede verifiche più intrusive fuori sede.
Il dossier arriva mentre il Regno fronteggia attacchi con missili e droni contro aeroporti e impianti petroliferi, la chiusura dell'oleodotto Est-Ovest e l'avanzata degli Houthi lungo il Mar Rosso.
Fonte: Breaking Defense
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SVIZZERA, IL GOVERNO VUOLE UN PRELIEVO CO2 SUL CEMENTO IMPORTATO
In Svizzera il Consiglio federale, l'esecutivo del Paese, ha annunciato oggi, mercoledì 21 ottobre, di voler introdurre un prelievo di compensazione delle emissioni di CO₂ sulle importazioni di cemento oltre una certa quantità. Il meccanismo di aggiustamento alla frontiera serve a compensare le differenze nei costi CO₂ della produzione di cemento tra la Svizzera e i paesi terzi con politiche climatiche meno ambiziose.
Il governo raccomanda al parlamento di approvare un progetto di legge in tal senso presentato dalla Commissione per l'ambiente del Consiglio nazionale. In Svizzera la produzione di cemento rientra nel sistema di scambio di quote di emissioni, che applica un prezzo alla CO₂. L'obiettivo è evitare che la produzione venga trasferita in paesi terzi privi di un sistema analogo.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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In Svizzera il Consiglio federale, l'esecutivo del Paese, ha annunciato oggi, mercoledì 21 ottobre, di voler introdurre un prelievo di compensazione delle emissioni di CO₂ sulle importazioni di cemento oltre una certa quantità. Il meccanismo di aggiustamento alla frontiera serve a compensare le differenze nei costi CO₂ della produzione di cemento tra la Svizzera e i paesi terzi con politiche climatiche meno ambiziose.
Il governo raccomanda al parlamento di approvare un progetto di legge in tal senso presentato dalla Commissione per l'ambiente del Consiglio nazionale. In Svizzera la produzione di cemento rientra nel sistema di scambio di quote di emissioni, che applica un prezzo alla CO₂. L'obiettivo è evitare che la produzione venga trasferita in paesi terzi privi di un sistema analogo.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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SONDAGGIO USA, I MILITARI IN SERVIZIO CONTRARI ALLA GUERRA CON L'IRAN
Negli Stati Uniti il 48% dei militari in servizio attivo si dice contrario all'impiego delle forze armate nella guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. È quanto emerge da un sondaggio di Change Research per Common Defense, organizzazione guidata da veterani, condotto tra il 15 e il 28 settembre su 156 militari in servizio, 431 veterani e 144 familiari di militari.
Sul totale degli intervistati la contrarietà al conflitto prevale con il 49% contro il 44%: i veterani sono i più favorevoli (53%), mentre tra i militari in servizio lo scarto contrario è di 16 punti e tra i familiari di 38. Il 55% degli intervistati indica durata delle missioni e salute e sicurezza delle truppe tra i temi che il Congresso dovrebbe indagare, seconda risposta più citata dopo l'accesso cinese alla filiera produttiva statunitense.
Fonte: Responsible Statecraft
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Negli Stati Uniti il 48% dei militari in servizio attivo si dice contrario all'impiego delle forze armate nella guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. È quanto emerge da un sondaggio di Change Research per Common Defense, organizzazione guidata da veterani, condotto tra il 15 e il 28 settembre su 156 militari in servizio, 431 veterani e 144 familiari di militari.
Sul totale degli intervistati la contrarietà al conflitto prevale con il 49% contro il 44%: i veterani sono i più favorevoli (53%), mentre tra i militari in servizio lo scarto contrario è di 16 punti e tra i familiari di 38. Il 55% degli intervistati indica durata delle missioni e salute e sicurezza delle truppe tra i temi che il Congresso dovrebbe indagare, seconda risposta più citata dopo l'accesso cinese alla filiera produttiva statunitense.
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BRASILE, LA EFF CHIEDE ALL'ANPD PALETTI SULLA VERIFICA DELL'ETÀ
La Electronic Frontier Foundation (EFF), organizzazione statunitense per i diritti digitali, ha presentato nel corso del 2026 osservazioni all'Agenzia nazionale brasiliana per la protezione dei dati (ANPD), che deve attuare la legge 15.211/2025 sulla tutela di bambini e adolescenti nello spazio digitale, compresi i meccanismi obbligatori di verifica dell'età.
L'organizzazione chiede che tali obblighi non siano applicati in modo indiscriminato, ma solo ai servizi inadeguati o vietati ai minori secondo le categorie già fissate dalla normativa. Sostiene inoltre che i sistemi di verifica dell'età sono spesso imprecisi e invasivi della privacy e rischiano di escludere adulti senza documenti validi o con disabilità.
La EFF è intervenuta anche sulle nuove norme brasiliane per gli intermediari internet, chiedendo tutele contro la censura di contenuti leciti e maggiore trasparenza nell'applicazione del regime.
Fonte: Electronic Frontier Foundation
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La Electronic Frontier Foundation (EFF), organizzazione statunitense per i diritti digitali, ha presentato nel corso del 2026 osservazioni all'Agenzia nazionale brasiliana per la protezione dei dati (ANPD), che deve attuare la legge 15.211/2025 sulla tutela di bambini e adolescenti nello spazio digitale, compresi i meccanismi obbligatori di verifica dell'età.
L'organizzazione chiede che tali obblighi non siano applicati in modo indiscriminato, ma solo ai servizi inadeguati o vietati ai minori secondo le categorie già fissate dalla normativa. Sostiene inoltre che i sistemi di verifica dell'età sono spesso imprecisi e invasivi della privacy e rischiano di escludere adulti senza documenti validi o con disabilità.
La EFF è intervenuta anche sulle nuove norme brasiliane per gli intermediari internet, chiedendo tutele contro la censura di contenuti leciti e maggiore trasparenza nell'applicazione del regime.
Fonte: Electronic Frontier Foundation
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USA, UNA LEGGE OBBLIGA LE APP DI INCONTRI A SEGNALARE GLI ACCOUNT BANNATI PER FRODE
Negli Stati Uniti il presidente Donald Trump ha firmato l'altro ieri il Romance Scam Prevention Act, che obbliga le app di incontri a notificare gli utenti quando una persona con cui hanno comunicato viene esclusa dalla piattaforma per frode. La notifica, entro 24 ore dal provvedimento, deve identificare l'account, indicare l'ultimo scambio di messaggi, avvertire del rischio di falsa identità e sconsigliare l'invio di denaro.
La legge, sostenuta dai senatori Marsha Blackburn e John Hickenlooper, entrerà in vigore tra un anno e sarà applicata dalla Federal Trade Commission e dai procuratori generali statali. Mira a colmare la lacuna di chi continua a parlare con un truffatore fuori dall'app dopo la rimozione del profilo.
Nel 2025 le frodi sentimentali hanno causato negli Stati Uniti perdite: i dati della Federal Trade Commission indicano oltre 70.000 segnalazioni e 1,47 miliardi di dollari.
Fonte: ICIJ
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Negli Stati Uniti il presidente Donald Trump ha firmato l'altro ieri il Romance Scam Prevention Act, che obbliga le app di incontri a notificare gli utenti quando una persona con cui hanno comunicato viene esclusa dalla piattaforma per frode. La notifica, entro 24 ore dal provvedimento, deve identificare l'account, indicare l'ultimo scambio di messaggi, avvertire del rischio di falsa identità e sconsigliare l'invio di denaro.
La legge, sostenuta dai senatori Marsha Blackburn e John Hickenlooper, entrerà in vigore tra un anno e sarà applicata dalla Federal Trade Commission e dai procuratori generali statali. Mira a colmare la lacuna di chi continua a parlare con un truffatore fuori dall'app dopo la rimozione del profilo.
Nel 2025 le frodi sentimentali hanno causato negli Stati Uniti perdite: i dati della Federal Trade Commission indicano oltre 70.000 segnalazioni e 1,47 miliardi di dollari.
Fonte: ICIJ
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USA SANZIONANO STUDIO LEGALE PER RETI IRANIANE, PROSEGUONO SCONTRI SAUDITI-HOUTHI
In Medio Oriente, ieri il Dipartimento del Tesoro statunitense ha sanzionato lo studio legale Karnakis & Karnakis, con sede in Grecia e Panama, per l'assistenza fornita per anni a reti marittime iraniane. Washington mantiene il blocco dei porti iraniani.
Intanto continuano gli attacchi tra la coalizione guidata dall'Arabia Saudita e gli Houthi in Yemen. Le difese saudite hanno intercettato un drone verso l'impianto Aramco di Shaybah, nella Provincia Orientale, dove un incendio ha coinvolto un veicolo di un appaltatore fuori dall'impianto; due residenti stranieri sono morti e due sono rimasti feriti. Gli Houthi hanno negato attacchi ieri e hanno denunciato 62 raid sauditi. Il Dipartimento di Stato ha ordinato a personale governativo non essenziale e famiglie di lasciare l'Arabia Saudita.
Fonte: CGTN World
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In Medio Oriente, ieri il Dipartimento del Tesoro statunitense ha sanzionato lo studio legale Karnakis & Karnakis, con sede in Grecia e Panama, per l'assistenza fornita per anni a reti marittime iraniane. Washington mantiene il blocco dei porti iraniani.
Intanto continuano gli attacchi tra la coalizione guidata dall'Arabia Saudita e gli Houthi in Yemen. Le difese saudite hanno intercettato un drone verso l'impianto Aramco di Shaybah, nella Provincia Orientale, dove un incendio ha coinvolto un veicolo di un appaltatore fuori dall'impianto; due residenti stranieri sono morti e due sono rimasti feriti. Gli Houthi hanno negato attacchi ieri e hanno denunciato 62 raid sauditi. Il Dipartimento di Stato ha ordinato a personale governativo non essenziale e famiglie di lasciare l'Arabia Saudita.
Fonte: CGTN World
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LE OPPOSIZIONI CHIEDONO A MELONI DI RIFERIRE SULLA PROTESTA DEGLI AUTOTRASPORTATORI
In Italia, ieri nell'Aula della Camera dei deputati i leader delle opposizioni hanno chiesto che la premier Giorgia Meloni riferisca in Parlamento sulle risposte da dare alla protesta degli autotrasportatori. Sono intervenuti, nell'ordine, Giuseppe Conte (M5S), Elly Schlein (Pd), Angelo Bonelli (Avs) e Maria Elena Boschi (Iv), tutti con la stessa richiesta.
Schlein ha sostenuto che le proteste in corso sono pacifiche e che chi vi partecipa denuncia di non riuscire più a campare, aggiungendo che una risposta soltanto repressiva non basta.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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In Italia, ieri nell'Aula della Camera dei deputati i leader delle opposizioni hanno chiesto che la premier Giorgia Meloni riferisca in Parlamento sulle risposte da dare alla protesta degli autotrasportatori. Sono intervenuti, nell'ordine, Giuseppe Conte (M5S), Elly Schlein (Pd), Angelo Bonelli (Avs) e Maria Elena Boschi (Iv), tutti con la stessa richiesta.
Schlein ha sostenuto che le proteste in corso sono pacifiche e che chi vi partecipa denuncia di non riuscire più a campare, aggiungendo che una risposta soltanto repressiva non basta.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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IRAN, IL MATERIALE NUCLEARE ARRICCHITO RESTERÀ NEL PAESE
L'Iran ha ribadito ieri che tutto il materiale nucleare arricchito deve restare sul proprio territorio e che i colloqui con gli Stati Uniti non riprenderanno senza misure concrete di Washington. La posizione è stata espressa durante incontri tra funzionari iraniani e il capo dell'esercito pakistano, nell'ambito degli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni tra Teheran e Washington.
Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ha insistito sul fatto che il materiale arricchito rimarrà in Iran. Il presidente del Parlamento, Mohammad Baqer Ghalibaf, ha detto che non ci sono novità da comunicare a Washington e che gli Stati Uniti dovrebbero rispettare sette condizioni poste da Teheran. Non è stata annunciata alcuna data per un'eventuale ripresa dei negoziati.
Fonte: Middle East Monitor
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L'Iran ha ribadito ieri che tutto il materiale nucleare arricchito deve restare sul proprio territorio e che i colloqui con gli Stati Uniti non riprenderanno senza misure concrete di Washington. La posizione è stata espressa durante incontri tra funzionari iraniani e il capo dell'esercito pakistano, nell'ambito degli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni tra Teheran e Washington.
Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ha insistito sul fatto che il materiale arricchito rimarrà in Iran. Il presidente del Parlamento, Mohammad Baqer Ghalibaf, ha detto che non ci sono novità da comunicare a Washington e che gli Stati Uniti dovrebbero rispettare sette condizioni poste da Teheran. Non è stata annunciata alcuna data per un'eventuale ripresa dei negoziati.
Fonte: Middle East Monitor
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RUSSIA: EXPORT DI GREGGIO VIA ROTTA ARTICA A 20 MILIONI DI BARILI
La Russia ha esportato 20 milioni di barili di greggio verso l'Asia lungo la Rotta del Mare del Nord tra luglio e metà ottobre, quasi il 50% in più rispetto ai 13 milioni dell'intera stagione di navigazione 2025. La via artica, lunga circa 14mila chilometri, evita gli stretti di Hormuz e Bab al-Mandab, dove i flussi dal Golfo Persico sono interrotti, e consente di aggirare controlli, fermi e restrizioni portuali occidentali imposti alle petroliere della flotta ombra.
Gli operatori prevedono altri 5-10 milioni di barili entro la fine del periodo di navigazione. La compagnia russa Gazprom Neft aumenterà le spedizioni del 35% sul 2025, mentre il presidente Vladimir Putin ha indicato l'obiettivo di raddoppiare il traffico sulla rotta a 70 milioni di tonnellate l'anno entro il 2030. Cina e India restano i principali acquirenti del greggio russo.
Fonte: OilPrice.com
— L'informazione che non ti cerca. @anotherworldnetwork
La Russia ha esportato 20 milioni di barili di greggio verso l'Asia lungo la Rotta del Mare del Nord tra luglio e metà ottobre, quasi il 50% in più rispetto ai 13 milioni dell'intera stagione di navigazione 2025. La via artica, lunga circa 14mila chilometri, evita gli stretti di Hormuz e Bab al-Mandab, dove i flussi dal Golfo Persico sono interrotti, e consente di aggirare controlli, fermi e restrizioni portuali occidentali imposti alle petroliere della flotta ombra.
Gli operatori prevedono altri 5-10 milioni di barili entro la fine del periodo di navigazione. La compagnia russa Gazprom Neft aumenterà le spedizioni del 35% sul 2025, mentre il presidente Vladimir Putin ha indicato l'obiettivo di raddoppiare il traffico sulla rotta a 70 milioni di tonnellate l'anno entro il 2030. Cina e India restano i principali acquirenti del greggio russo.
Fonte: OilPrice.com
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RADIO RAI, SALTA IL PALINSESTO DELLE RADIO DIGITALI
In Italia, ieri mattina, le dirette delle radio digitali della Rai sono saltate. Radio Kids ha interrotto la programmazione proprio nell'orario in cui i bambini vanno a scuola, mentre Radio Tutta Italiana è rimasta in stato di semi abbandono.
Alla base del blackout c'è la mancanza di backup dei sistemi digitalizzati, andati in tilt. Le trasmissioni in diretta sono state così sospese, con il palinsesto delle due emittenti di fatto fermo.
Fonte: Dagospia
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In Italia, ieri mattina, le dirette delle radio digitali della Rai sono saltate. Radio Kids ha interrotto la programmazione proprio nell'orario in cui i bambini vanno a scuola, mentre Radio Tutta Italiana è rimasta in stato di semi abbandono.
Alla base del blackout c'è la mancanza di backup dei sistemi digitalizzati, andati in tilt. Le trasmissioni in diretta sono state così sospese, con il palinsesto delle due emittenti di fatto fermo.
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