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LA CASSAZIONE: IL CONFERIMENTO DI BENI AL TRUST NON È DI PER SÉ TASSABILE

Con un'ordinanza del 12 ottobre scorso (n. 26643) la Corte di Cassazione italiana ha stabilito che la sola istituzione del vincolo di trust e il conferimento dei beni al trustee non costituiscono, di regola, un trasferimento imponibile ai fini dell'imposta sulle successioni e donazioni. Il prelievo scatta quando si produce un arricchimento effettivo, stabile e gratuito del beneficiario.

La vicenda riguarda un padre e due figli che, in attuazione di accordi di divorzio, avevano conferito in trust partecipazioni societarie, immobili e denaro a favore dell'ex coniuge e dei discendenti futuri. L'Agenzia delle entrate aveva tassato gli apporti dei figli.

La Corte ha respinto su questo punto il ricorso: l'esenzione prevista per gli atti di separazione e divorzio resta limitata a quelli funzionalmente collegati alla regolazione della crisi coniugale, non ai conferimenti destinati ai discendenti.

Fonte: Italia Oggi

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A7, 283 TONNELLATE DI RUBLI IN CONTANTI VERSO LA CINA

La società russa di pagamenti A7 ha trattato almeno 283 tonnellate di rubli in contanti tra novembre 2024 e luglio 2025, per un valore superiore a 14 miliardi di dollari. Una parte rilevante del denaro arrivava dai mercati all'ingrosso di Mosca, soprattutto Sadovod, dove squadre di intermediari raccoglievano sacchi di banconote.

Il contante veniva conteggiato in uffici nella capitale russa e trasportato alla banca statale Promsvyazbank, co-proprietaria di A7. Le registrazioni mostrano che i pagamenti erano diretti soprattutto verso esportatori cinesi, passando per società di comodo estere e il Kirghizistan, senza che l'origine russa emergesse nei bonifici. Il 1° ottobre il Tesoro statunitense ha sanzionato A7 come organizzazione criminale transnazionale.

Fonte: ICIJ

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AUDIT SUL COLORADO: I CONTROLLI SUI CONTAMINANTI DELLA MARIJUANA LEGALE SONO INSUFFICIENTI

Nel Colorado, negli Stati Uniti, un audit statale diffuso lunedì ha rilevato che la Marijuana Enforcement Division, l'agenzia che regola il mercato legale della cannabis ricreativa, non ha tutelato adeguatamente i consumatori. Quasi il 75% della marijuana lavorata per la vendita tra il 2023 e il 2025 è sfuggita ai test sui pesticidi.

I revisori segnalano ispezioni non effettuate secondo i calendari previsti, pochi controlli a campione nei dispensari e avvisi pubblici emessi con ritardo: in media i prodotti contaminati sono rimasti sugli scaffali più di sette mesi, in un caso fino a tre anni. Le aziende possono inoltre scegliere da sé i campioni da inviare ai laboratori.

L'agenzia ha sottolineato che dall'audit non emergono prove di problemi sanitari diffusi, annunciando una revisione delle esenzioni dai test attualmente consentite.

Fonte: ProPublica

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SACHS PRESENTA UN PIANO DI PACE IN QUATTRO PUNTI PER L'UCRAINA

L'economista statunitense Jeffrey Sachs ha diffuso oggi una proposta per chiudere la guerra in Ucraina, mentre questa settimana sono in corso missioni diplomatiche a navetta degli Stati Uniti. Il piano prevede un accordo unico firmato da Kiev e Mosca, adottato dal Consiglio di sicurezza dell'Onu e garantito dai cinque membri permanenti.

Quattro gli impegni centrali: neutralità permanente dell'Ucraina, senza adesioni ad alleanze militari né basi straniere; candidatura all'Unione europea come Stato neutrale; linea di armistizio lungo l'attuale linea di contatto, con ritiri contrapposti nelle regioni di Donetsk, Dnipropetrovsk, Kharkiv e Sumy; fine dell'allargamento della Nato a est. Il testo prevede anche la revoca delle sanzioni nel 2027 e la ricostituzione del Consiglio Nato-Russia.

Fonte: Consortium News

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ISRAELE, ELEZIONI CON IL LIKUD CONTRO IL FRONTE DI EISENKOT

In Israele le prossime elezioni vedranno contrapposti il Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu e l'opposizione guidata da Gadi Eisenkot, alla guida del partito Yashar. Il voto si inserisce in un quadro di sicurezza che resta imperniato sul contrasto all'Iran, sul mantenimento di zone cuscinetto oltre i confini e sull'uso della forza come deterrenza.

Netanyahu ha affermato che il Paese deve puntare su prevenzione e offensiva, sostenendo la necessità di attacchi preventivi per gestire le minacce e rafforzare l'autonomia militare israeliana. Le forze politiche in campo respingono l'ipotesi di uno Stato palestinese e appoggiano la crescita degli insediamenti, mentre le differenze interne riguardano soprattutto l'intensità delle operazioni militari e l'atteggiamento diplomatico.

Fonte: Modern Diplomacy

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IN AFRICA L'IA COINVOLTA NEL 55% DEI CRIMINI INFORMATICI SEGNALATI

In Africa l'intelligenza artificiale è stata coinvolta nel 55% dei crimini informatici denunciati, secondo il rapporto 2026 di INTERPOL basato su dati di 36 Paesi. Le perdite segnalate sono salite da 192 milioni di dollari nel 2024 a 484 milioni, e il 72% dei Paesi esaminati ha riferito la presenza di centri di truffa sul proprio territorio.

Il tema è stato discusso alla Cybersecurity Week svolta a Rabat, in Marocco, dal 12 al 14 ottobre, che ha posto la cooperazione regionale tra i punti principali. Il Marocco ha inoltre avviato questo mese un programma di Cyber Academy con la Banca mondiale e la Smart Africa Digital Academy.

Il Paese è classificato nel primo livello dell'indice globale di cybersicurezza dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni, con 97,5 punti su 100.

Fonte: African Arguments

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ZELENSKY APRE A UN ACCORDO DI PACE CHE CONGELA IL FRONTE

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è dichiarato disposto a un accordo di pace che congeli l'attuale situazione sul terreno, lasciando a Kyiv il 75% o più del territorio del Paese. Ha aggiunto che 9,5 milioni di ucraini hanno perso la casa e si trovano all'estero, e che servono condizioni perché possano tornare a vivere e ricostruire.

Intanto la NATO sta esortando Kyiv a ridurre le tensioni con Washington, per timore che Donald Trump interrompa le forniture di armi nel quadro del programma PURL, con cui gli alleati europei pagano gli armamenti americani destinati all'Ucraina. La frattura risale all'intervista di sabato in cui Zelensky ha accusato gli Stati Uniti di ritardare la consegna dei missili Patriot e di spingere il Paese verso la resa; Washington chiede invece che cessino i colpi contro le raffinerie russe.

Fonte: Blondet & Friends

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HELEN MILBY, FONDI DEMOCRATICI E PONTE VERSO LA BIG TECH

Negli Stati Uniti, Helen Milby è tesoriera e principale consulente per la raccolta fondi del New Democrat Coalition Action Fund, il comitato che sostiene i candidati della coalizione moderata dei New Democrats alla Camera. Dirige anche GlobalWIN, no-profit bipartisan che organizza viaggi e incontri tra legislatori e dirigenti tecnologici, con partner tra cui Anthropic e a16z. Siede inoltre nel consiglio consultivo di Chamber of Progress, gruppo sostenuto da Google, OpenAI e Coinbase che punta a influire sul profilo dei democratici che vinceranno nel 2026.

Le cariche si sovrappongono mentre i democratici cercano di conquistare la Camera alle elezioni di metà mandato. L'Action Fund ha appoggiato 50 candidati e dichiara di aver raccolto e aggregato oltre 12 milioni di dollari. La coalizione promuove un'agenda sull'intelligenza artificiale basata su trasparenza e collaborazione volontaria con l'industria, anziché su licenze e registrazioni obbligatorie.

Fonte: Sludge

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TURCHIA, ARABIA SAUDITA E PAKISTAN: ACCORDO MILITARE AL VAGLIO DEL PARLAMENTO TURCO

Turchia, Arabia Saudita e Pakistan hanno definito i contenuti dell'intesa di difesa congiunta nota come Accordo della Mecca, il cui testo di 16 articoli è stato trasmesso oggi per l'esame al parlamento turco.

L'accordo prevede che un attacco contro uno degli Stati aderenti sia considerato un attacco contro tutti, oltre a supporto logistico reciproco con armi, munizioni ed equipaggiamento e scambio di informazioni di intelligence non trasferibili a terze parti. Sono previste anche cooperazione industriale nella difesa, ricerca e sviluppo congiunti, esercitazioni comuni e un comitato composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei tre Paesi.

L'ingresso di nuovi membri richiederà l'approvazione unanime dei tre Stati, mentre il recesso sarà possibile dopo 10 anni.

Fonte: Occhi sul Mondo

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IL CREMLINO: NESSUNA TREGUA ENERGETICA, SERVE UNA PACE CON KIEV

La Russia mantiene invariata la sua posizione su una possibile tregua energetica con l'Ucraina. Lo ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in una conferenza stampa a San Pietroburgo, precisando che Mosca cerca «la pace, non una tregua» e che una soluzione complessiva del conflitto non è possibile senza la partecipazione di rappresentanti di Kiev, dai quali serve una decisione responsabile.

Peskov ha anche commentato le dichiarazioni del presidente finlandese Alexander Stubb, che ha ribadito la posizione europea comune sull'Ucraina: il suo contributo alla soluzione del conflitto sarà valutato sulla base della sua costruttività. Sul fronte eurasiatico, il portavoce ha aggiunto che il Cremlino non ha ancora esaminato il rapporto dei governi di Russia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan sulle conseguenze della sospensione della partecipazione dell'Armenia all'Unione economica eurasiatica.

Fonte: Anadolu Agency

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NETANYAHU DICE ALL'ESERCITO DI ROVESCIARE IL REGIME IRANIANO

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato oggi che la sua direttiva all’IDF, al Mossad e all’apparato di difesa è “rovesciare il regime in Iran”. Parlando in Israele a un gruppo di ufficiali dell’IDF appena diplomati, ha affermato che Teheran sta di nuovo cercando di sviluppare una bomba nucleare e ha accusato il nuovo leader supremo iraniano, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, di seguire le orme del padre.

La dichiarazione arriva a pochi giorni dalle elezioni israeliane del 27 ottobre. Netanyahu ha anche evocato la volontà degli Stati Uniti di “finire il lavoro” contro l’Iran.

Fonte: Antiwar.com

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BRUXELLES ESAMINA INTERFERENZE ESTERE NELLE PROTESTE IN FRANCIA, ITALIA E BELGIO

L'Unione europea sta indagando oggi su possibili interferenze straniere nelle proteste violente che negli ultimi giorni hanno coinvolto Francia, Italia e Belgio. Funzionari della sicurezza e autorità di regolamentazione europee esaminano reti di disinformazione filorusse e possibili operazioni riconducibili a Iran e Algeria, soprattutto per la diffusione online di contenuti violenti e narrazioni polarizzanti.

Bruxelles ha avviato confronti con le autorità francesi e con i regolatori nazionali per valutare la collaborazione delle piattaforme, tra cui X e TikTok. Al momento non esistono prove concrete di provocazioni organizzate dall'estero.

Fonte: James Bond Archivi - Formiche.net

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MANOVRA 2027, A RISCHIO L'ESTENSIONE DELL'ALIQUOTA IRPEF AL 33% FINO A 60MILA EURO

In Italia i vincoli contabili entro cui dovrà muoversi la manovra 2027 rendono oggi molto difficile completare la semplificazione degli scaglioni Irpef, cioè estendere l'aliquota del 33% – che attualmente si ferma a 50mila euro – ai redditi fino a 60mila euro. È la misura annunciata dal governo nel corso dell'ultimo anno.

Ne beneficerebbero 940mila contribuenti compresi nella fascia di reddito interessata e, a cascata, altri 2,1 milioni con redditi oltre i 60mila euro. Per circa tre milioni di italiani la rimodulazione della seconda aliquota Irpef varrebbe vantaggi tra 540 e 1.440 euro l'anno.

L'Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate di Itinerari Previdenziali indica che questa fascia è formata in larga parte da lavoratori qualificati, professionisti, quadri e dirigenti che dichiarano i propri redditi.

Fonte: Italia Oggi

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IL PACCHETTO SVIZZERA-UE OTTOBRE PRIMO SÌ DALLA COMMISSIONE ESTERI DELLA CAMERA BASSA

In Svizzera la commissione degli affari esteri del Consiglio nazionale, la camera bassa del parlamento, ha espresso oggi un primo giudizio positivo sul pacchetto di trattati tra Berna e Bruxelles. In un comunicato, la maggioranza della commissione definisce «assolutamente essenziale» per il Paese mantenere buone relazioni con l'Unione europea e accoglie favorevolmente l'esito dei negoziati, che a suo dire soddisfa o supera tutti gli obiettivi fissati.

Il parere arriva dopo il lungo esame del Consiglio degli Stati, che in settembre aveva votato a favore dell'intesa. La commissione approva in particolare le misure di protezione dei salari e il compromesso negoziato dai sindacati, mentre resta da definire il tipo di referendum. Il dibattito in aula alla camera bassa è atteso a dicembre.

Fonte: SWI swissinfo.ch

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NUOVO REATO DI PARTECIPAZIONE VIOLENTA A MANIFESTAZIONI NEL DECRETO ITALIANO

Il governo italiano ha inserito in un decreto un nuovo reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche: fino a 5 anni di carcere e 20mila euro di multa per chi usa illegalmente mezzi atti a offendere creando un pericolo concreto. La norma è stata messa a punto nei giorni scorsi a Palazzo Chigi, dopo le manifestazioni violente del fine settimana a Milano.

La richiesta di un segnale era arrivata da Giorgia Meloni e dai suoi collaboratori; il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi aveva osservato che esiste già la legge reale del 1975. Il provvedimento prevede anche lo stop ai poteri di polizia giudiziaria per i 500 militari di Strade sicure che saranno inviati a Milano nei prossimi tre mesi, limatura rivendicata dal Quirinale.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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PESKOV: MOSCA VUOLE LA PACE, NON SOLO UN CESSATE IL FUOCO

Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha ribadito oggi da Mosca che la posizione russa sul cessate il fuoco energetico con l'Ucraina non è cambiata: la Russia vuole la pace, non una semplice tregua. Senza che qualcuno a Kiev prenda una decisione responsabile, ha aggiunto, il conflitto non può essere risolto del tutto, e ripetere la posizione paneuropea sull'Ucraina difficilmente contribuirà alla soluzione.

Peskov ha anche dichiarato che il Cremlino non ha ancora esaminato il rapporto del Comitato intergovernativo eurasiatico sulle possibili conseguenze della sospensione dell'adesione dell'Armenia all'Unione economica eurasiatica. Oggi è inoltre previsto un incontro del presidente Vladimir Putin con il premier del Consiglio di Stato cinese Li Qiang.

Fonte: Saker Italia

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TEHERAN SI DICE PRONTA A UNA GUERRA SENZA LIMITI

Una fonte informata iraniana ha fatto sapere che Teheran si è preparata a una guerra totale e risponderà senza restrizioni a qualsiasi aggressione, assassinio o atto terroristico contro i propri interessi nella regione. La dichiarazione arriva mentre il presidente statunitense Donald Trump ha scritto domenica che Washington «finirà presto il lavoro» contro l'Iran e il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto di voler «abbattere il regime» di Teheran.

Lunedì il segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha visitato senza annuncio la base aerea di Ovda, in Israele, incontrando Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz. Nelle prossime settimane non è escluso un nuovo round di raid congiunti Usa-Israele. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto che il Paese è pronto alla guerra come alla diplomazia.

Fonte: Tehran Times

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MEZZOGIORNO, AUTOTRASPORTATORI E AGRICOLTORI BLOCCANO STRADE E PORTI

Nel Sud Italia proseguono le proteste di autotrasportatori, agricoltori e lavoratori dell'indotto dell'ex Ilva di Taranto. L'altro ieri è stato chiuso il nodo autostradale A30 Caserta-Salerno e restano bloccati tratti stradali e scali commerciali, tra cui il porto di Napoli, con mobilitazioni diffuse dalla Campania alla Sicilia.

I piccoli autotrasportatori contestano il costo dei carburanti e il ridimensionamento delle agevolazioni sulle accise; gli agricoltori denunciano prezzi all'origine che non coprono i costi di coltivazione e raccolta. L'indotto siderurgico tarantino reclama crediti non saldati dalle precedenti gestioni. Sullo sfondo, l'approvazione degli schemi di intesa per l'autonomia differenziata delle Regioni settentrionali.

Fonte: InsideOver

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LE AMERICHE SEGNANO RECORD PETROLIFERI, WASHINGTON NE FA UNA LEVA STRATEGICA

Canada, Brasile e Stati Uniti hanno toccato quest'anno livelli record di estrazione di greggio. Le stime indicano che la produzione complessiva delle Americhe crescerà del 10% nei due anni che si chiudono a dicembre 2026, con un ulteriore 10% fino a 32,4 miliardi di barili l'anno entro il 2030. Gli Usa restano primi produttori mondiali, con una media prevista di 13,8 milioni di barili al giorno nel 2026.

Su questo boom Washington costruisce la propria strategia emisferica: dopo aver rovesciato e catturato Nicolas Maduro a gennaio, l'amministrazione Trump punta a consolidare l'influenza sul continente, dal Canada alla Terra del Fuoco, e a usare l'energia come strumento di proiezione internazionale, anche nei confronti di Europa e Asia.

Fonte: InsideOver

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USA E ARABIA SAUDITA, L'ACCORDO NUCLEARE APRE ALL'ARRICCHIMENTO DELL'URANIO

L'accordo di cooperazione nucleare siglato lo scorso luglio apre la strada all'arricchimento dell'uranio in Arabia Saudita. L'intesa prevede uno studio di due anni sull'arricchimento commerciale, inizialmente limitato al 5 per cento, con un'ulteriore revisione prima di qualsiasi passaggio al 20 per cento. L'impianto sarebbe gestito da società statunitensi con un modello «black box» pensato per impedire al personale saudita di accedere alla tecnologia delle centrifughe. Il testo non obbliga però Riad ad adottare il Protocollo aggiuntivo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, che prevede verifiche più intrusive fuori sede.

Il dossier arriva mentre il Regno fronteggia attacchi con missili e droni contro aeroporti e impianti petroliferi, la chiusura dell'oleodotto Est-Ovest e l'avanzata degli Houthi lungo il Mar Rosso.

Fonte: Breaking Defense

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SVIZZERA, IL GOVERNO VUOLE UN PRELIEVO CO2 SUL CEMENTO IMPORTATO

In Svizzera il Consiglio federale, l'esecutivo del Paese, ha annunciato oggi, mercoledì 21 ottobre, di voler introdurre un prelievo di compensazione delle emissioni di CO₂ sulle importazioni di cemento oltre una certa quantità. Il meccanismo di aggiustamento alla frontiera serve a compensare le differenze nei costi CO₂ della produzione di cemento tra la Svizzera e i paesi terzi con politiche climatiche meno ambiziose.

Il governo raccomanda al parlamento di approvare un progetto di legge in tal senso presentato dalla Commissione per l'ambiente del Consiglio nazionale. In Svizzera la produzione di cemento rientra nel sistema di scambio di quote di emissioni, che applica un prezzo alla CO₂. L'obiettivo è evitare che la produzione venga trasferita in paesi terzi privi di un sistema analogo.

Fonte: SWI swissinfo.ch

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