IL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY ANNUNCIA IL RIPRISTINO DELL'INTELLIGENCE USA SUI MISSILI RUSSI
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato oggi a Oslo, dopo un incontro con gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, che la condivisione di informazioni sulle incursioni missilistiche russe «funziona ora», dopo una sospensione temporanea da parte di Washington. Zelensky ha sottolineato l'importanza dell'allerta preventiva per i civili.
L'incontro, ospitato dal premier norvegese Jonas Gahr Store e dal presidente finlandese Alexander Stubb, ha affrontato anche la questione degli intercettori per missili balistici e dei sistemi satellitari Starlink e Starshield. Stubb ha parlato di «progressi reali», mentre Witkoff andrà in Russia domani per discutere gli esiti.
Intanto, nei giorni scorsi attacchi russi hanno ucciso almeno sei persone nella regione di Kiev e danneggiato infrastrutture energetiche a Odessa, lasciando oltre 30.000 famiglie senza elettricità.
Fonte: OilPrice.com
— L'informazione che non ti cerca. @anotherworldnetwork
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato oggi a Oslo, dopo un incontro con gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, che la condivisione di informazioni sulle incursioni missilistiche russe «funziona ora», dopo una sospensione temporanea da parte di Washington. Zelensky ha sottolineato l'importanza dell'allerta preventiva per i civili.
L'incontro, ospitato dal premier norvegese Jonas Gahr Store e dal presidente finlandese Alexander Stubb, ha affrontato anche la questione degli intercettori per missili balistici e dei sistemi satellitari Starlink e Starshield. Stubb ha parlato di «progressi reali», mentre Witkoff andrà in Russia domani per discutere gli esiti.
Intanto, nei giorni scorsi attacchi russi hanno ucciso almeno sei persone nella regione di Kiev e danneggiato infrastrutture energetiche a Odessa, lasciando oltre 30.000 famiglie senza elettricità.
Fonte: OilPrice.com
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ESEGUITA IN FLORIDA LA CONDANNA A MORTE DI WILLIAM REAVES
Negli Stati Uniti, in Florida, oggi è stata eseguita la condanna a morte di William Reaves, 77enne veterano della guerra del Vietnam. L'iniezione letale è stata praticata alle 18:12 ora locale nel penitenziario di Stato di Raiford.
Reaves era stato condannato a morte nel 1992 per l'omicidio dell'agente Richard Raczkoski, avvenuto nel 1986. Gli era stato riconosciuto un disturbo da stress post traumatico legato al servizio in Vietnam.
Si tratta della 18esima esecuzione capitale in Florida e della 32esima negli Stati Uniti dall'inizio del 2026.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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Negli Stati Uniti, in Florida, oggi è stata eseguita la condanna a morte di William Reaves, 77enne veterano della guerra del Vietnam. L'iniezione letale è stata praticata alle 18:12 ora locale nel penitenziario di Stato di Raiford.
Reaves era stato condannato a morte nel 1992 per l'omicidio dell'agente Richard Raczkoski, avvenuto nel 1986. Gli era stato riconosciuto un disturbo da stress post traumatico legato al servizio in Vietnam.
Si tratta della 18esima esecuzione capitale in Florida e della 32esima negli Stati Uniti dall'inizio del 2026.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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TURCHIA, QATAR, PAKISTAN E INDONESIA FIRMANO L'INTESA 'BADR'
Turchia, Qatar, Pakistan e Indonesia hanno firmato oggi a Doha un memorandum d'intesa per la produzione congiunta di materiale militare e per allargare la cooperazione su addestramento e ricerca e sviluppo. L'accordo si chiama "Badr" e prevede che gli impianti di produzione comuni nascano in Turchia.
A siglare il testo sono stati il ministro della Difesa turco Yasar Guler, il presidente delle industrie della difesa di Ankara Haluk Gorgun, il vicepremier qatariota Saoud bin Abdulrahman Al Thani, il ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif e il vice ministro della Difesa indonesiano Yusuf Jauhari. Il Qatar contribuirà con finanziamenti e tecnologia.
Ogni Paese indicherà prima le proprie esigenze di sicurezza nazionale; un comitato esecutivo di tecnici preparerà poi i piani di produzione, che un comitato strategico composto da ministri e funzionari dovrà approvare, decidendo budget e sedi degli stabilimenti.
Fonte: Middle East Eye
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Turchia, Qatar, Pakistan e Indonesia hanno firmato oggi a Doha un memorandum d'intesa per la produzione congiunta di materiale militare e per allargare la cooperazione su addestramento e ricerca e sviluppo. L'accordo si chiama "Badr" e prevede che gli impianti di produzione comuni nascano in Turchia.
A siglare il testo sono stati il ministro della Difesa turco Yasar Guler, il presidente delle industrie della difesa di Ankara Haluk Gorgun, il vicepremier qatariota Saoud bin Abdulrahman Al Thani, il ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif e il vice ministro della Difesa indonesiano Yusuf Jauhari. Il Qatar contribuirà con finanziamenti e tecnologia.
Ogni Paese indicherà prima le proprie esigenze di sicurezza nazionale; un comitato esecutivo di tecnici preparerà poi i piani di produzione, che un comitato strategico composto da ministri e funzionari dovrà approvare, decidendo budget e sedi degli stabilimenti.
Fonte: Middle East Eye
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IL ROS: LE PROTESTE NON SONO SPONTANEE, RISCHIO CAOS
In Italia non tutte le proteste sono spontanee e c'è chi punta a creare il caos: lo sostiene un ufficiale del Ros, il reparto di intelligence dei carabinieri, in un colloquio riferito oggi. Il timore è una «tempesta perfetta», cioè la saldatura tra le contestazioni di studenti e casseurs al Nord, di camionisti e allevatori al Sud e movimenti clandestini a cui i motivi della protesta non interessano.
Per l'ufficiale la guerra ibrida è già in corso e si combatte con la tecnologia, l'economia e perfino i prezzi di benzina e frutta, per tenere lo scontro sociale permanente. Risalire a chi lancia le mobilitazioni online è complesso: nel 2022 i carabinieri hanno istituito un Comando per la tutela della cybersicurezza, ma non esiste ancora un coordinamento unico.
Fonte: Il Resto del Carlino
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In Italia non tutte le proteste sono spontanee e c'è chi punta a creare il caos: lo sostiene un ufficiale del Ros, il reparto di intelligence dei carabinieri, in un colloquio riferito oggi. Il timore è una «tempesta perfetta», cioè la saldatura tra le contestazioni di studenti e casseurs al Nord, di camionisti e allevatori al Sud e movimenti clandestini a cui i motivi della protesta non interessano.
Per l'ufficiale la guerra ibrida è già in corso e si combatte con la tecnologia, l'economia e perfino i prezzi di benzina e frutta, per tenere lo scontro sociale permanente. Risalire a chi lancia le mobilitazioni online è complesso: nel 2022 i carabinieri hanno istituito un Comando per la tutela della cybersicurezza, ma non esiste ancora un coordinamento unico.
Fonte: Il Resto del Carlino
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LO RUSSO: NON ESISTONO I MARANZA, ESISTONO I RAGAZZINI
Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, esponente del Partito democratico, è intervenuto nel dibattito sul termine «maranza» con dichiarazioni rilasciate a La Stampa, oggi 21 ottobre. Secondo il primo cittadino non esistono i maranza, ma i ragazzini, ognuno con la propria dimensione di fatica e sofferenza: anche i giovani che non vivono nelle periferie degradate presentano fenomeni di disagio psicologico evidenti, a prescindere dalle condizioni e dalla zona in cui vivono.
Lo Russo ha aggiunto che smettere di guardare la storia personale di ciascuno e non porsi il problema di trovare soluzioni al disagio individuale sarebbe un errore. Sul tema è intervenuto anche il suo concittadino Marco Grimaldi, vicepresidente di Avs, che in Aula ha definito uno stigma etnico l'uso del termine per un'intera generazione.
Nei mesi scorsi la questione era stata sollevata anche da Annalisa Cuzzocrea su Repubblica e, a fine settembre, dall'ex capo della polizia Franco Gabrielli a La7, che aveva chiesto di togliere la parola dal dibattito definendola un insulto dal timbro etnico.
Fonte: Libero
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Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, esponente del Partito democratico, è intervenuto nel dibattito sul termine «maranza» con dichiarazioni rilasciate a La Stampa, oggi 21 ottobre. Secondo il primo cittadino non esistono i maranza, ma i ragazzini, ognuno con la propria dimensione di fatica e sofferenza: anche i giovani che non vivono nelle periferie degradate presentano fenomeni di disagio psicologico evidenti, a prescindere dalle condizioni e dalla zona in cui vivono.
Lo Russo ha aggiunto che smettere di guardare la storia personale di ciascuno e non porsi il problema di trovare soluzioni al disagio individuale sarebbe un errore. Sul tema è intervenuto anche il suo concittadino Marco Grimaldi, vicepresidente di Avs, che in Aula ha definito uno stigma etnico l'uso del termine per un'intera generazione.
Nei mesi scorsi la questione era stata sollevata anche da Annalisa Cuzzocrea su Repubblica e, a fine settembre, dall'ex capo della polizia Franco Gabrielli a La7, che aveva chiesto di togliere la parola dal dibattito definendola un insulto dal timbro etnico.
Fonte: Libero
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LE CIVETTE SVENTATE SVIZZERE CAMBIANO COLORE IN TRENT'ANNI
In Svizzera il piumaggio delle civette sventate è diventato più rossiccio e maculato nell'arco di trent'anni. Lo rileva uno studio di lungo periodo dell'Università di Losanna, diffuso oggi e pubblicato sulla rivista Nature Communications: accanto a esemplari dal piumaggio bianco candido, i ricercatori ne hanno osservato un numero crescente con tonalità dal marrone dorato al rosso intenso.
Secondo la ricerca il cambiamento non è casuale né puramente estetico, ma il risultato di un processo evolutivo rapido, legato alla fertilità e alle strategie di caccia, quindi all'alimentazione. Gli scienziati hanno individuato un gene che potrebbe essere associato a tratti come la gestione dello stress e l'aggressività, oltre che alla pigmentazione; resta però difficile stabilire quali fattori ecologici spieghino esattamente le diverse colorazioni.
Le civette bianche cacciano soprattutto topi campagnoli sfruttando la luce lunare, mentre quelle rosse si nutrono in prevalenza di arvicole. Il piumaggio maculato è invece legato all'immunità e a una maggiore capacità di affrontare situazioni stressanti, come la scarsità di cibo o le infestazioni di parassiti. Lo studio mostra così che l'evoluzione può avvenire anche in poche decenni.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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In Svizzera il piumaggio delle civette sventate è diventato più rossiccio e maculato nell'arco di trent'anni. Lo rileva uno studio di lungo periodo dell'Università di Losanna, diffuso oggi e pubblicato sulla rivista Nature Communications: accanto a esemplari dal piumaggio bianco candido, i ricercatori ne hanno osservato un numero crescente con tonalità dal marrone dorato al rosso intenso.
Secondo la ricerca il cambiamento non è casuale né puramente estetico, ma il risultato di un processo evolutivo rapido, legato alla fertilità e alle strategie di caccia, quindi all'alimentazione. Gli scienziati hanno individuato un gene che potrebbe essere associato a tratti come la gestione dello stress e l'aggressività, oltre che alla pigmentazione; resta però difficile stabilire quali fattori ecologici spieghino esattamente le diverse colorazioni.
Le civette bianche cacciano soprattutto topi campagnoli sfruttando la luce lunare, mentre quelle rosse si nutrono in prevalenza di arvicole. Il piumaggio maculato è invece legato all'immunità e a una maggiore capacità di affrontare situazioni stressanti, come la scarsità di cibo o le infestazioni di parassiti. Lo studio mostra così che l'evoluzione può avvenire anche in poche decenni.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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EX ILVA, UDIENZA IN CASSAZIONE SULLO STOP DELL'AREA A CALDO DI TARANTO
In Italia si è tenuta ieri, 20 ottobre, davanti alla Corte di Cassazione l'udienza sul decreto della Corte d'Appello di Milano che dispone lo stop dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto.
Nella sua memoria la Procura Generale della Cassazione ha confermato le conclusioni già rassegnate, indicando che le eccezioni e le deduzioni contenute nei controricorsi di Codacons e cittadini e nelle memorie delle parti non inducono a modificarle. Per l'ufficio vanno bilanciati salute e produzione: la pericolosità dell'amianto è indiscussa, ma la Corte d'Appello di Milano desume il pericolo senza accertarlo.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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In Italia si è tenuta ieri, 20 ottobre, davanti alla Corte di Cassazione l'udienza sul decreto della Corte d'Appello di Milano che dispone lo stop dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto.
Nella sua memoria la Procura Generale della Cassazione ha confermato le conclusioni già rassegnate, indicando che le eccezioni e le deduzioni contenute nei controricorsi di Codacons e cittadini e nelle memorie delle parti non inducono a modificarle. Per l'ufficio vanno bilanciati salute e produzione: la pericolosità dell'amianto è indiscussa, ma la Corte d'Appello di Milano desume il pericolo senza accertarlo.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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CROSETTO RICONDUCE LE PROTESTE DI MILANO ALLA «GUERRA IBRIDA»
Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha collegato le recenti proteste di Milano e di altre città italiane a una «guerra ibrida» condotta con strumenti non convenzionali. Intervenendo nei giorni scorsi al Defense Procurement Forum di Roma, ha indicato nei social network e nelle piattaforme video i canali di questa azione, senza nominare alcun Paese, e ha sostenuto che i giovani coinvolti avrebbero subito una «contro-educazione» fuori da famiglia e scuola.
Sul fronte britannico il premier Andy Burnham ha parlato di ingerenze russe nel referendum sulla Brexit del 2016. Il rapporto della commissione parlamentare per l'intelligence del 2020 concluse però che Londra non era riuscita ad accertare tentativi di influenza, e i ministri Stephen Doughty, Dan Jarvis e Steve Reed hanno escluso interferenze straniere riuscite.
Fonte: InsideOver
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Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha collegato le recenti proteste di Milano e di altre città italiane a una «guerra ibrida» condotta con strumenti non convenzionali. Intervenendo nei giorni scorsi al Defense Procurement Forum di Roma, ha indicato nei social network e nelle piattaforme video i canali di questa azione, senza nominare alcun Paese, e ha sostenuto che i giovani coinvolti avrebbero subito una «contro-educazione» fuori da famiglia e scuola.
Sul fronte britannico il premier Andy Burnham ha parlato di ingerenze russe nel referendum sulla Brexit del 2016. Il rapporto della commissione parlamentare per l'intelligence del 2020 concluse però che Londra non era riuscita ad accertare tentativi di influenza, e i ministri Stephen Doughty, Dan Jarvis e Steve Reed hanno escluso interferenze straniere riuscite.
Fonte: InsideOver
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LA POLONIA TRATTA CON GLI USA PER UNA BASE MILITARE PERMANENTE
La Polonia sta negoziando con l'amministrazione Trump l'installazione di una base militare statunitense permanente sul proprio territorio. Il viceministro della Difesa polacco Cezary Tomczyk ha dichiarato che la decisione è «imminente» e dovrebbe arrivare entro dicembre. Un altro viceministro, Stanisław Wziątek, ha parlato di una struttura in grado di ospitare fino a 5.000 militari aggiuntivi.
Il sottosegretario alla Difesa americano Elbridge Colby ha scritto che è in corso un'esplorazione di possibili opportunità per una presenza permanente delle forze statunitensi in Polonia. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022 gli Stati Uniti avevano inviato quasi 5.000 militari nel Paese, dislocati però su base rotativa e non permanente.
Fonte: Responsible Statecraft
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La Polonia sta negoziando con l'amministrazione Trump l'installazione di una base militare statunitense permanente sul proprio territorio. Il viceministro della Difesa polacco Cezary Tomczyk ha dichiarato che la decisione è «imminente» e dovrebbe arrivare entro dicembre. Un altro viceministro, Stanisław Wziątek, ha parlato di una struttura in grado di ospitare fino a 5.000 militari aggiuntivi.
Il sottosegretario alla Difesa americano Elbridge Colby ha scritto che è in corso un'esplorazione di possibili opportunità per una presenza permanente delle forze statunitensi in Polonia. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022 gli Stati Uniti avevano inviato quasi 5.000 militari nel Paese, dislocati però su base rotativa e non permanente.
Fonte: Responsible Statecraft
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L'UE APPLICHERÀ DAL 1° GENNAIO IL DIVIETO SUL GNL RUSSO
L'Unione europea applicherà dal 1° gennaio il divieto di importazione di gas naturale liquefatto russo, che colpisce i contratti a lungo termine destinati soprattutto a Belgio, Francia, Spagna e Paesi Bassi. Il divieto è fissato in due strumenti distinti: il regolamento REPowerEU, adottato a maggioranza qualificata, e l'articolo 3ra del regolamento sulle sanzioni alla Russia, introdotto con il 19° pacchetto. Per spostare la scadenza servirebbe una nuova maggioranza qualificata con voto del Parlamento, oppure l'unanimità per la parte sanzionatoria.
Il documento opzioni inviato lunedì 19 ottobre dalla presidenza irlandese del Consiglio ai ministri dell'Energia, attesi a Lussemburgo il 29 ottobre, non menziona il divieto: chiede piuttosto come prepararsi a una prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz e se servano tagli europei alla domanda di gas. Il 3 ottobre gli stoccaggi UE erano pieni al 72%, mentre l'obiettivo per il 1° dicembre è stato abbassato dal 90% all'80%.
Fonte: Modern Diplomacy
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L'Unione europea applicherà dal 1° gennaio il divieto di importazione di gas naturale liquefatto russo, che colpisce i contratti a lungo termine destinati soprattutto a Belgio, Francia, Spagna e Paesi Bassi. Il divieto è fissato in due strumenti distinti: il regolamento REPowerEU, adottato a maggioranza qualificata, e l'articolo 3ra del regolamento sulle sanzioni alla Russia, introdotto con il 19° pacchetto. Per spostare la scadenza servirebbe una nuova maggioranza qualificata con voto del Parlamento, oppure l'unanimità per la parte sanzionatoria.
Il documento opzioni inviato lunedì 19 ottobre dalla presidenza irlandese del Consiglio ai ministri dell'Energia, attesi a Lussemburgo il 29 ottobre, non menziona il divieto: chiede piuttosto come prepararsi a una prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz e se servano tagli europei alla domanda di gas. Il 3 ottobre gli stoccaggi UE erano pieni al 72%, mentre l'obiettivo per il 1° dicembre è stato abbassato dal 90% all'80%.
Fonte: Modern Diplomacy
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LA CASSAZIONE: IL CONFERIMENTO DI BENI AL TRUST NON È DI PER SÉ TASSABILE
Con un'ordinanza del 12 ottobre scorso (n. 26643) la Corte di Cassazione italiana ha stabilito che la sola istituzione del vincolo di trust e il conferimento dei beni al trustee non costituiscono, di regola, un trasferimento imponibile ai fini dell'imposta sulle successioni e donazioni. Il prelievo scatta quando si produce un arricchimento effettivo, stabile e gratuito del beneficiario.
La vicenda riguarda un padre e due figli che, in attuazione di accordi di divorzio, avevano conferito in trust partecipazioni societarie, immobili e denaro a favore dell'ex coniuge e dei discendenti futuri. L'Agenzia delle entrate aveva tassato gli apporti dei figli.
La Corte ha respinto su questo punto il ricorso: l'esenzione prevista per gli atti di separazione e divorzio resta limitata a quelli funzionalmente collegati alla regolazione della crisi coniugale, non ai conferimenti destinati ai discendenti.
Fonte: Italia Oggi
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Con un'ordinanza del 12 ottobre scorso (n. 26643) la Corte di Cassazione italiana ha stabilito che la sola istituzione del vincolo di trust e il conferimento dei beni al trustee non costituiscono, di regola, un trasferimento imponibile ai fini dell'imposta sulle successioni e donazioni. Il prelievo scatta quando si produce un arricchimento effettivo, stabile e gratuito del beneficiario.
La vicenda riguarda un padre e due figli che, in attuazione di accordi di divorzio, avevano conferito in trust partecipazioni societarie, immobili e denaro a favore dell'ex coniuge e dei discendenti futuri. L'Agenzia delle entrate aveva tassato gli apporti dei figli.
La Corte ha respinto su questo punto il ricorso: l'esenzione prevista per gli atti di separazione e divorzio resta limitata a quelli funzionalmente collegati alla regolazione della crisi coniugale, non ai conferimenti destinati ai discendenti.
Fonte: Italia Oggi
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A7, 283 TONNELLATE DI RUBLI IN CONTANTI VERSO LA CINA
La società russa di pagamenti A7 ha trattato almeno 283 tonnellate di rubli in contanti tra novembre 2024 e luglio 2025, per un valore superiore a 14 miliardi di dollari. Una parte rilevante del denaro arrivava dai mercati all'ingrosso di Mosca, soprattutto Sadovod, dove squadre di intermediari raccoglievano sacchi di banconote.
Il contante veniva conteggiato in uffici nella capitale russa e trasportato alla banca statale Promsvyazbank, co-proprietaria di A7. Le registrazioni mostrano che i pagamenti erano diretti soprattutto verso esportatori cinesi, passando per società di comodo estere e il Kirghizistan, senza che l'origine russa emergesse nei bonifici. Il 1° ottobre il Tesoro statunitense ha sanzionato A7 come organizzazione criminale transnazionale.
Fonte: ICIJ
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La società russa di pagamenti A7 ha trattato almeno 283 tonnellate di rubli in contanti tra novembre 2024 e luglio 2025, per un valore superiore a 14 miliardi di dollari. Una parte rilevante del denaro arrivava dai mercati all'ingrosso di Mosca, soprattutto Sadovod, dove squadre di intermediari raccoglievano sacchi di banconote.
Il contante veniva conteggiato in uffici nella capitale russa e trasportato alla banca statale Promsvyazbank, co-proprietaria di A7. Le registrazioni mostrano che i pagamenti erano diretti soprattutto verso esportatori cinesi, passando per società di comodo estere e il Kirghizistan, senza che l'origine russa emergesse nei bonifici. Il 1° ottobre il Tesoro statunitense ha sanzionato A7 come organizzazione criminale transnazionale.
Fonte: ICIJ
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AUDIT SUL COLORADO: I CONTROLLI SUI CONTAMINANTI DELLA MARIJUANA LEGALE SONO INSUFFICIENTI
Nel Colorado, negli Stati Uniti, un audit statale diffuso lunedì ha rilevato che la Marijuana Enforcement Division, l'agenzia che regola il mercato legale della cannabis ricreativa, non ha tutelato adeguatamente i consumatori. Quasi il 75% della marijuana lavorata per la vendita tra il 2023 e il 2025 è sfuggita ai test sui pesticidi.
I revisori segnalano ispezioni non effettuate secondo i calendari previsti, pochi controlli a campione nei dispensari e avvisi pubblici emessi con ritardo: in media i prodotti contaminati sono rimasti sugli scaffali più di sette mesi, in un caso fino a tre anni. Le aziende possono inoltre scegliere da sé i campioni da inviare ai laboratori.
L'agenzia ha sottolineato che dall'audit non emergono prove di problemi sanitari diffusi, annunciando una revisione delle esenzioni dai test attualmente consentite.
Fonte: ProPublica
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Nel Colorado, negli Stati Uniti, un audit statale diffuso lunedì ha rilevato che la Marijuana Enforcement Division, l'agenzia che regola il mercato legale della cannabis ricreativa, non ha tutelato adeguatamente i consumatori. Quasi il 75% della marijuana lavorata per la vendita tra il 2023 e il 2025 è sfuggita ai test sui pesticidi.
I revisori segnalano ispezioni non effettuate secondo i calendari previsti, pochi controlli a campione nei dispensari e avvisi pubblici emessi con ritardo: in media i prodotti contaminati sono rimasti sugli scaffali più di sette mesi, in un caso fino a tre anni. Le aziende possono inoltre scegliere da sé i campioni da inviare ai laboratori.
L'agenzia ha sottolineato che dall'audit non emergono prove di problemi sanitari diffusi, annunciando una revisione delle esenzioni dai test attualmente consentite.
Fonte: ProPublica
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SACHS PRESENTA UN PIANO DI PACE IN QUATTRO PUNTI PER L'UCRAINA
L'economista statunitense Jeffrey Sachs ha diffuso oggi una proposta per chiudere la guerra in Ucraina, mentre questa settimana sono in corso missioni diplomatiche a navetta degli Stati Uniti. Il piano prevede un accordo unico firmato da Kiev e Mosca, adottato dal Consiglio di sicurezza dell'Onu e garantito dai cinque membri permanenti.
Quattro gli impegni centrali: neutralità permanente dell'Ucraina, senza adesioni ad alleanze militari né basi straniere; candidatura all'Unione europea come Stato neutrale; linea di armistizio lungo l'attuale linea di contatto, con ritiri contrapposti nelle regioni di Donetsk, Dnipropetrovsk, Kharkiv e Sumy; fine dell'allargamento della Nato a est. Il testo prevede anche la revoca delle sanzioni nel 2027 e la ricostituzione del Consiglio Nato-Russia.
Fonte: Consortium News
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L'economista statunitense Jeffrey Sachs ha diffuso oggi una proposta per chiudere la guerra in Ucraina, mentre questa settimana sono in corso missioni diplomatiche a navetta degli Stati Uniti. Il piano prevede un accordo unico firmato da Kiev e Mosca, adottato dal Consiglio di sicurezza dell'Onu e garantito dai cinque membri permanenti.
Quattro gli impegni centrali: neutralità permanente dell'Ucraina, senza adesioni ad alleanze militari né basi straniere; candidatura all'Unione europea come Stato neutrale; linea di armistizio lungo l'attuale linea di contatto, con ritiri contrapposti nelle regioni di Donetsk, Dnipropetrovsk, Kharkiv e Sumy; fine dell'allargamento della Nato a est. Il testo prevede anche la revoca delle sanzioni nel 2027 e la ricostituzione del Consiglio Nato-Russia.
Fonte: Consortium News
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ISRAELE, ELEZIONI CON IL LIKUD CONTRO IL FRONTE DI EISENKOT
In Israele le prossime elezioni vedranno contrapposti il Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu e l'opposizione guidata da Gadi Eisenkot, alla guida del partito Yashar. Il voto si inserisce in un quadro di sicurezza che resta imperniato sul contrasto all'Iran, sul mantenimento di zone cuscinetto oltre i confini e sull'uso della forza come deterrenza.
Netanyahu ha affermato che il Paese deve puntare su prevenzione e offensiva, sostenendo la necessità di attacchi preventivi per gestire le minacce e rafforzare l'autonomia militare israeliana. Le forze politiche in campo respingono l'ipotesi di uno Stato palestinese e appoggiano la crescita degli insediamenti, mentre le differenze interne riguardano soprattutto l'intensità delle operazioni militari e l'atteggiamento diplomatico.
Fonte: Modern Diplomacy
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In Israele le prossime elezioni vedranno contrapposti il Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu e l'opposizione guidata da Gadi Eisenkot, alla guida del partito Yashar. Il voto si inserisce in un quadro di sicurezza che resta imperniato sul contrasto all'Iran, sul mantenimento di zone cuscinetto oltre i confini e sull'uso della forza come deterrenza.
Netanyahu ha affermato che il Paese deve puntare su prevenzione e offensiva, sostenendo la necessità di attacchi preventivi per gestire le minacce e rafforzare l'autonomia militare israeliana. Le forze politiche in campo respingono l'ipotesi di uno Stato palestinese e appoggiano la crescita degli insediamenti, mentre le differenze interne riguardano soprattutto l'intensità delle operazioni militari e l'atteggiamento diplomatico.
Fonte: Modern Diplomacy
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IN AFRICA L'IA COINVOLTA NEL 55% DEI CRIMINI INFORMATICI SEGNALATI
In Africa l'intelligenza artificiale è stata coinvolta nel 55% dei crimini informatici denunciati, secondo il rapporto 2026 di INTERPOL basato su dati di 36 Paesi. Le perdite segnalate sono salite da 192 milioni di dollari nel 2024 a 484 milioni, e il 72% dei Paesi esaminati ha riferito la presenza di centri di truffa sul proprio territorio.
Il tema è stato discusso alla Cybersecurity Week svolta a Rabat, in Marocco, dal 12 al 14 ottobre, che ha posto la cooperazione regionale tra i punti principali. Il Marocco ha inoltre avviato questo mese un programma di Cyber Academy con la Banca mondiale e la Smart Africa Digital Academy.
Il Paese è classificato nel primo livello dell'indice globale di cybersicurezza dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni, con 97,5 punti su 100.
Fonte: African Arguments
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In Africa l'intelligenza artificiale è stata coinvolta nel 55% dei crimini informatici denunciati, secondo il rapporto 2026 di INTERPOL basato su dati di 36 Paesi. Le perdite segnalate sono salite da 192 milioni di dollari nel 2024 a 484 milioni, e il 72% dei Paesi esaminati ha riferito la presenza di centri di truffa sul proprio territorio.
Il tema è stato discusso alla Cybersecurity Week svolta a Rabat, in Marocco, dal 12 al 14 ottobre, che ha posto la cooperazione regionale tra i punti principali. Il Marocco ha inoltre avviato questo mese un programma di Cyber Academy con la Banca mondiale e la Smart Africa Digital Academy.
Il Paese è classificato nel primo livello dell'indice globale di cybersicurezza dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni, con 97,5 punti su 100.
Fonte: African Arguments
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ZELENSKY APRE A UN ACCORDO DI PACE CHE CONGELA IL FRONTE
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è dichiarato disposto a un accordo di pace che congeli l'attuale situazione sul terreno, lasciando a Kyiv il 75% o più del territorio del Paese. Ha aggiunto che 9,5 milioni di ucraini hanno perso la casa e si trovano all'estero, e che servono condizioni perché possano tornare a vivere e ricostruire.
Intanto la NATO sta esortando Kyiv a ridurre le tensioni con Washington, per timore che Donald Trump interrompa le forniture di armi nel quadro del programma PURL, con cui gli alleati europei pagano gli armamenti americani destinati all'Ucraina. La frattura risale all'intervista di sabato in cui Zelensky ha accusato gli Stati Uniti di ritardare la consegna dei missili Patriot e di spingere il Paese verso la resa; Washington chiede invece che cessino i colpi contro le raffinerie russe.
Fonte: Blondet & Friends
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è dichiarato disposto a un accordo di pace che congeli l'attuale situazione sul terreno, lasciando a Kyiv il 75% o più del territorio del Paese. Ha aggiunto che 9,5 milioni di ucraini hanno perso la casa e si trovano all'estero, e che servono condizioni perché possano tornare a vivere e ricostruire.
Intanto la NATO sta esortando Kyiv a ridurre le tensioni con Washington, per timore che Donald Trump interrompa le forniture di armi nel quadro del programma PURL, con cui gli alleati europei pagano gli armamenti americani destinati all'Ucraina. La frattura risale all'intervista di sabato in cui Zelensky ha accusato gli Stati Uniti di ritardare la consegna dei missili Patriot e di spingere il Paese verso la resa; Washington chiede invece che cessino i colpi contro le raffinerie russe.
Fonte: Blondet & Friends
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HELEN MILBY, FONDI DEMOCRATICI E PONTE VERSO LA BIG TECH
Negli Stati Uniti, Helen Milby è tesoriera e principale consulente per la raccolta fondi del New Democrat Coalition Action Fund, il comitato che sostiene i candidati della coalizione moderata dei New Democrats alla Camera. Dirige anche GlobalWIN, no-profit bipartisan che organizza viaggi e incontri tra legislatori e dirigenti tecnologici, con partner tra cui Anthropic e a16z. Siede inoltre nel consiglio consultivo di Chamber of Progress, gruppo sostenuto da Google, OpenAI e Coinbase che punta a influire sul profilo dei democratici che vinceranno nel 2026.
Le cariche si sovrappongono mentre i democratici cercano di conquistare la Camera alle elezioni di metà mandato. L'Action Fund ha appoggiato 50 candidati e dichiara di aver raccolto e aggregato oltre 12 milioni di dollari. La coalizione promuove un'agenda sull'intelligenza artificiale basata su trasparenza e collaborazione volontaria con l'industria, anziché su licenze e registrazioni obbligatorie.
Fonte: Sludge
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Negli Stati Uniti, Helen Milby è tesoriera e principale consulente per la raccolta fondi del New Democrat Coalition Action Fund, il comitato che sostiene i candidati della coalizione moderata dei New Democrats alla Camera. Dirige anche GlobalWIN, no-profit bipartisan che organizza viaggi e incontri tra legislatori e dirigenti tecnologici, con partner tra cui Anthropic e a16z. Siede inoltre nel consiglio consultivo di Chamber of Progress, gruppo sostenuto da Google, OpenAI e Coinbase che punta a influire sul profilo dei democratici che vinceranno nel 2026.
Le cariche si sovrappongono mentre i democratici cercano di conquistare la Camera alle elezioni di metà mandato. L'Action Fund ha appoggiato 50 candidati e dichiara di aver raccolto e aggregato oltre 12 milioni di dollari. La coalizione promuove un'agenda sull'intelligenza artificiale basata su trasparenza e collaborazione volontaria con l'industria, anziché su licenze e registrazioni obbligatorie.
Fonte: Sludge
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TURCHIA, ARABIA SAUDITA E PAKISTAN: ACCORDO MILITARE AL VAGLIO DEL PARLAMENTO TURCO
Turchia, Arabia Saudita e Pakistan hanno definito i contenuti dell'intesa di difesa congiunta nota come Accordo della Mecca, il cui testo di 16 articoli è stato trasmesso oggi per l'esame al parlamento turco.
L'accordo prevede che un attacco contro uno degli Stati aderenti sia considerato un attacco contro tutti, oltre a supporto logistico reciproco con armi, munizioni ed equipaggiamento e scambio di informazioni di intelligence non trasferibili a terze parti. Sono previste anche cooperazione industriale nella difesa, ricerca e sviluppo congiunti, esercitazioni comuni e un comitato composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei tre Paesi.
L'ingresso di nuovi membri richiederà l'approvazione unanime dei tre Stati, mentre il recesso sarà possibile dopo 10 anni.
Fonte: Occhi sul Mondo
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Turchia, Arabia Saudita e Pakistan hanno definito i contenuti dell'intesa di difesa congiunta nota come Accordo della Mecca, il cui testo di 16 articoli è stato trasmesso oggi per l'esame al parlamento turco.
L'accordo prevede che un attacco contro uno degli Stati aderenti sia considerato un attacco contro tutti, oltre a supporto logistico reciproco con armi, munizioni ed equipaggiamento e scambio di informazioni di intelligence non trasferibili a terze parti. Sono previste anche cooperazione industriale nella difesa, ricerca e sviluppo congiunti, esercitazioni comuni e un comitato composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei tre Paesi.
L'ingresso di nuovi membri richiederà l'approvazione unanime dei tre Stati, mentre il recesso sarà possibile dopo 10 anni.
Fonte: Occhi sul Mondo
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