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BONUS MAMME, SARÀ LA LEGGE DI BILANCIO A DECIDERE IL 2027

In Italia il futuro del bonus mamme, l'agevolazione per le lavoratrici madri, sarà stabilito dalla prossima legge di Bilancio. Per il 2025 e il 2026 il beneficio è stato erogato dall'Inps come aiuto monetario una tantum: la legge 207/2024 aveva previsto uno stanziamento a regime di 300 milioni di euro annui per uno sgravio parziale sui contributi previdenziali delle madri con reddito fino a 40mila euro, ma il decreto attuativo non è mai stato emanato.

Resta quindi aperta la scelta tra il bonus monetario e la decontribuzione, con l'ipotesi, circolata nei giorni scorsi, di portare l'aiuto a 80 euro mensili. Sul territorio l'incidenza più alta del bonus da 40 euro sulle occupate si registra in Calabria (11%), mentre per lo sgravio contributivo è la Provincia autonoma di Bolzano (4%).

Fonte: Il Sole 24 Ore

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A MOGADISCIO UN CITTADINO AVVERTE A MEGAFONO DEL RISCHIO ALLUVIONI

In Somalia, a Mogadiscio, Osman Yusuf Oskar percorre da solo le strade della capitale con megafono e cartelli per avvertire la popolazione dei rischi delle piogge intense della stagione Deyr, in arrivo tra ottobre e dicembre. Indossa una maglietta con la scritta «Super El Niño» e non è né un funzionario pubblico né un meteorologo: parla ai passanti di un fenomeno climatico che, dice, molti somali non conoscono.

L'iniziativa arriva dopo anni di siccità che hanno causato perdita di bestiame e raccolti e spostamenti di popolazione. La FAO ha segnalato il rischio di forti alluvioni legate a El Niño, con probabilità fino al 90 per cento di piogge superiori alla media nel centro-sud del Paese. Secondo l'analisi IPC, tra luglio 2026 e giugno 2027 saranno colpiti da malnutrizione acuta 1,92 milioni di bambini e 157mila donne incinte o in allattamento.

Fonte: African Arguments

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RUBIO IN UZBEKISTAN PER RAFFORZARE I LEGAMI USA-ASIA CENTRALE

Oggi a Samarcanda, in Uzbekistan, il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha incontrato i ministri degli Esteri di cinque Paesi dell'Asia centrale: Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Turkmenistan. A seguire, una cena con il presidente uzbeco Shavkat Mirziyoyev e un evento del consiglio d'affari Usa-Uzbekistan.

Rubio è arrivato con oltre 200 imprenditori statunitensi e ha indicato l'interesse per le terre rare e per condizioni di concorrenza equa per le aziende americane. L'amministrazione Trump considera la regione rilevante per le risorse e per la posizione tra Russia, Iran e Cina.

Il segretario ha sostenuto che le visite all'estero devono costruire relazioni di lungo periodo. Kazakistan e Uzbekistan hanno nel frattempo rafforzato i rapporti con Washington, pur mantenendo legami stretti con Mosca e Pechino.

Fonte: Modern Diplomacy

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SCONTRI A MILANO, IL GOVERNO SCHIERA 500 MILITARI

In Italia il governo ha deciso di impiegare l'esercito per il controllo dell'ordine pubblico dopo i disordini a Milano. La misura, annunciata oggi, prevede lo schieramento di 500 militari in strada. La decisione è stata presa questa mattina durante un vertice a Palazzo Chigi presieduto dalla premier Giorgia Meloni.

Domani il decreto legge sarà esaminato in un Consiglio dei ministri straordinario. Sul tavolo anche l'ipotesi dell'arresto in flagranza di reato.

Fonte: Truth

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TRUMP SOSTIENE NETANYAHU PRIMA DEL VOTO ISRAELIANO

In Israele, in vista delle elezioni politiche del 27 ottobre, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ricevuto ieri il sostegno pubblico del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Trump ha parlato di un appoggio completo e totale a Netanyahu, definendolo un alleato nella campagna contro l'Iran e sostenendo che senza di lui Washington dovrebbe affrontare Teheran da sola.

Netanyahu ha ringraziato Trump e ha chiesto agli elettori di votare per lui, indicando la questione iraniana come centrale. Gli sfidanti Gadi Eisenkot e Naftali Bennett hanno dichiarato di rispettare il presidente americano, ma hanno ribadito che saranno gli elettori israeliani a scegliere i propri leader.

Fonte: InsideOver

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IL GENERALE SUDANESE BURHAN RIFIUTA I NEGOZIATI CON LE RSF

Il comandante dell'esercito sudanese Abdel Fattah al-Burhan ha ribadito il 6 ottobre che non ci saranno trattative con le Forze di supporto rapido (RSF) di Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemedti, né con altre parti, e che la guerra continuerà fino alla vittoria.

Il giorno precedente l'inviato statunitense Massad Boulos aveva reso noto un incontro con lui in Egitto. Washington preme per una tregua umanitaria di 90 giorni, proposta da Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati arabi uniti ed Egitto, che non è ancora stata concordata.

Burhan pone come condizione il ritiro delle RSF dalle città e il loro concentramento in aree designate del Darfur prima di qualsiasi sospensione dei combattimenti.

Fonte: African Arguments

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REGIONE LOMBARDIA APPROVA LA ZIS SULL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE A MILANO

Regione Lombardia ha approvato oggi la candidatura della Zona di Innovazione e Sviluppo dedicata all'intelligenza artificiale, denominata 'Officina AI' e con base a Milano. Promossa da Assolombarda, con MADE Competence Center come hub e soggetto gestore, la ZIS riunisce 19 soggetti tra istituzioni, università, imprese e formazione. È la terza zona approvata dopo quelle di Bergamo e Lecco.

L'obiettivo è accelerare il trasferimento tecnologico e accompagnare le aziende, in particolare le PMI, nello sviluppo e nell'industrializzazione di soluzioni di intelligenza artificiale. Il progetto prevede una piattaforma aperta in cui imprese, università e startup possono testare applicazioni in contesti industriali reali, insieme a percorsi di formazione e riqualificazione. L'annuncio è stato dato dal presidente di Assolombarda Alvise Biffi, dall'assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi e da Marco Taisch, presidente del Competence Center Industria 4.0.

Fonte: InsideOver

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CROSETTO ALLA BBC: SUGLI AIUTI A KIEV NON CONTA IL PARERE DEGLI ITALIANI

Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha dichiarato in un'intervista alla BBC che l'opinione dei cittadini sugli aiuti all'Ucraina non orienta le decisioni del governo. Secondo il ministro, la maggioranza degli italiani è contraria a questi invii e non ne comprende le ragioni.

Crosetto ha aggiunto che l'esecutivo ha già approvato dodici pacchetti di aiuti e che un altro sarà varato entro la fine dell'anno. L'Italia è tra i Paesi che forniscono sostegno militare a Kiev dall'inizio del conflitto.

Fonte: Sa Defenza Channel

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USA, I CANDIDATI DEMOCRATICI RISCOPRONO LO SLOGAN «AMERICA FIRST»

Nelle elezioni di metà mandato statunitensi in programma a novembre, diversi candidati democratici stanno adottando lo slogan «America First» con cui Donald Trump ha vinto nel 2024, usandolo soprattutto come critica alla guerra con l'Iran. Il candidato democratico al Senato in Michigan Abdul El-Sayed ha raccontato l'11 ottobre alla NBC di incontrare elettori che in passato hanno votato per Trump e che ora lo sostengono per la sanità e perché «è davvero America First».

In Iowa Josh Turek contesta alla repubblicana Ashley Hinson i voti a favore del conflitto; in Nebraska l'indipendente Dan Osborn sostiene che il senatore Pete Ricketts antepone Israele agli interessi americani. Il tema dei costi, dal diesel ai fertilizzanti, pesa anche nelle campagne in Wisconsin e in South Carolina.

Fonte: Responsible Statecraft

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IL CAPO DI STATO MAGGIORE BRITANNICO PARLA DI SACRIFICI PER DIFESA E SICUREZZA

Nel Regno Unito il generale Roly Walker, capo di Stato maggiore, ha affermato che i politici «cercheranno di spiegare ai nostri cittadini che devono acconsentire ai sacrifici per dare priorità alla difesa e alla sicurezza». La dichiarazione non indica tempi né modalità dei sacrifici richiesti ai cittadini.

Il intervento del vertice militare britannico fissa la difesa e la sicurezza come priorità dichiarata, senza che siano state precisate le misure concrete a cui i cittadini sarebbero chiamati a consentire.

Fonte: Sa Defenza Channel

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IN FRANCIA MANIFESTAZIONI E SCONTRI, OLTRE 2.000 ARRESTI

In Francia studentesse e studenti si sono uniti l'altro ieri, sabato 17 ottobre, alle manifestazioni contro il caro vita promosse dai "gilet gialli", in un'escalation della crisi sociale del Paese. Secondo gli organizzatori fino a 800.000 persone hanno riempito le strade di città grandi e piccole, da Parigi a Limoges, dove è stato incendiato il municipio. Nel corso degli scontri sono stati segnalati oltre 2.000 arresti; solo nella capitale, ieri, 500 persone erano ancora in custodia di polizia.

Ieri sera il presidente Emmanuel Macron, in un discorso televisivo, ha attribuito i disordini a "gruppi di ultranichilisti di sinistra" e a "delinquenti", senza annunciare misure di rilievo e indicando che i prefetti potranno valutare divieti più severi di manifestazione.

Fonte: The Nation

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A BANGKOK VERTICE FMI-BANCA MONDIALE E ASSEMBLEA DEI MOVIMENTI SOCIALI

La scorsa settimana a Bangkok si sono svolti due appuntamenti paralleli. Dentro il Queen Sirikit Convention Center più di 15.000 tra ministri delle finanze, governatori delle banche centrali e amministratori delegati delle maggiori banche e imprese mondiali hanno partecipato alle riunioni annuali di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale, dedicate a crescita, inflazione e spesa pubblica. Nessun comunicato è stato concordato nelle commissioni ministeriali.

Fuori dal centro congressi, centinaia di movimenti sociali e organizzazioni della società civile hanno tenuto la People's Assembly, con oltre 50 sessioni di lavoro su alternative economiche. Le due istituzioni hanno indicato la finanza privata, con garanzie pubbliche, come motore dello sviluppo. Il rapporto World Economic Outlook stima una crescita globale del 3,1% per il 2026, trainata dagli investimenti in intelligenza artificiale.

Si sono tenute proteste a Bangkok e in oltre 150 città di 38 Paesi, tra cui Argentina, Congo, Germania, India, Nigeria, Pakistan, Filippine, Uganda e Regno Unito.

Fonte: Inter Press Service

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L'IPCC DICHIARA IMPLAUSIBILE LO SCENARIO CLIMATICO RCP8.5

I gruppi di modellazione collegati al settimo ciclo di rapporti dell'Ipcc (Cmip7) hanno dichiarato implausibile lo scenario climatico Rcp8.5, la proiezione di un riscaldamento tra 4 e 5 °C entro fine secolo che per oltre un decennio ha dominato il dibattito pubblico. La decisione, annunciata alcuni mesi fa, è motivata con gli sviluppi tecnologici, economici e politici: il calo dei costi delle rinnovabili e le politiche climatiche adottate rendono irrealizzabile la traiettoria di emissioni più alta.

Formulato nei primi anni 2010, Rcp8.5 indicava 8,5 watt per metro quadrato di forzante radiativo aggiuntivo al 2100 e serviva come stress test per i modelli, non come previsione probabilistica. Secondo diversi studiosi è stato poi comunicato come scenario inerziale, alimentando allarme e polarizzazione politica.

Fonte: Rivista Energia

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BURNHAM ANNUNCIA ALL'ONU UN CENTRO CONTRO LA DISINFORMAZIONE

Il primo ministro britannico Andy Burnham ha annunciato alle Nazioni Unite, nelle scorse settimane, la creazione di un Centro nazionale per la difesa dell'informazione, incaricato di individuare, attribuire e interrompere gli attacchi informativi condotti da Stati ostili. Il progetto, ha spiegato, riguarda soprattutto la Russia, e Londra si è detta pronta a mettere le proprie competenze a disposizione di altri Paesi europei per proteggerli dalle campagne del Cremlino.

L'iniziativa riprende le accuse di interferenza russa nel referendum sulla Brexit del 2016, quando l'emittente RT pubblicò articoli contrari all'Unione europea. Il capo del servizio di sicurezza interno MI5, Ken McCallum, ha rilevato che la disinformazione russa non è stata né sofisticata né efficace.

Fonte: Consortium News

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IL PARLAMENTO EGIZIANO VOTA SULL'INTERVENTO A FAVORE DELL'ARABIA SAUDITA

Il parlamento egiziano voterà la prossima settimana una proposta che consentirebbe alle forze armate di assistere l'Arabia Saudita contro gli attacchi degli Houthi yemeniti, su richiesta di Riyadh. Il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha ribadito il sostegno al regno saudita e la volontà di proteggere i vicini del Golfo.

Il Cairo ha finora evitato un coinvolgimento militare diretto nel conflitto legato ai raid aerei statunitensi e israeliani contro l'Iran, iniziati a febbraio. Con l'intensificarsi degli attacchi Houthi, Sisi e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman hanno discusso della sicurezza della navigazione nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb.

L'Egitto dispone di uno degli eserciti più numerosi del mondo arabo; secondo gli analisti l'invio di truppe nello Yemen è improbabile, più probabile un sostegno navale e di difesa aerea.

Fonte: Modern Diplomacy

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ISRAELE, LA MAPPA DI NETANYAHU CON RSF E SEPARATISTI

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha mostrato ieri, 18 ottobre, una mappa del Medio Oriente allargato durante una presentazione sulla sicurezza nazionale. Nel documento Israele e gli Emirati Arabi Uniti compaiono nello stesso schieramento delle Rapid Support Forces, i paramilitari sudanesi accusati di genocidio in Darfur che controllano il sud-ovest del Sudan.

La mappa, che riporta il logo dell'istituto tedesco Friedrich-Ebert-Stiftung, indica come alleati anche Grecia, Etiopia e parte dell'India, il governo dell'est della Libia guidato da Khalifa Haftar e il Consiglio di transizione del Sud Arabia nello Yemen. Egitto e Giordania non risultano allineati a Israele.

L'esposizione accompagnava la nuova dottrina di sicurezza, che dà priorità alla prevenzione e all'offensiva, con attacchi preventivi e zone cuscinetto ai confini.

Fonte: Middle East Eye

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CALIFORNIA, AL VOTO IL 3 NOVEMBRE LA TASSA SUI MILIARDARI

In California il 3 novembre gli elettori si esprimeranno sulla Proposition 40, un’imposta una tantum del 5% sul patrimonio netto dei circa 200 miliardari residenti nello Stato, con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2026. La misura, annunciata lo scorso ottobre dagli economisti Emmanuel Saez e Robert Reich e dal sindacato SEIU United Healthcare Workers West, dovrebbe generare circa 100 miliardi di dollari in cinque anni.

Il 90% delle entrate servirebbe a compensare i tagli federali ai programmi Medicaid previsti dal One Big Beautiful Bill Act dell’amministrazione Trump; il resto andrebbe a scuole e assistenza alimentare. Il governatore Gavin Newsom ha condannato la proposta e sostenuto la concorrente Proposition 42, che vieta nuove tasse sul patrimonio. I promotori stanno facendo campagna porta a porta in tutto lo Stato.

Fonte: Scheerpost

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RAPINE E SACCHEGGI A MILANO

Una serie di rapine e saccheggi ha interessato Milano, in Italia. Il capoluogo lombardo è la città indicata come capitale mondiale della moda e ospita numerose attività legate all'abbigliamento e al commercio di lusso.

Gli episodi hanno riguardato il territorio cittadino e si sono ripetuti nel tempo. Milano è il principale centro economico italiano.

Fonte: Saker Italia

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DISCRIMINAZIONE CONTRO I TERREIROS AFROBRASILIANI NEL RIO GRANDE DO SUL DOPO LE ALLUVIONI

In Brasile, nello stato del Rio Grande do Sul, uno studio dell’Università federale del Rio Grande do Sul e del Consiglio dei popoli di terreiro, reso noto oggi, documenta le discriminazioni subite dalle comunità religiose afrobrasiliane durante e dopo le alluvioni del 2024. Su 711 terreiros censiti, il 94,1% ha riportato danni strutturali e oltre la metà è stato distrutto. Le interviste a 241 leader indicano che più dell’80% ha subito danni emotivi o sfollamento forzato; il 3,5% dei luoghi di culto ha chiuso definitivamente. Il 70,8% dei leader ha denunciato razzismo religioso da vicini, autorità, polizia e altri gruppi. I ricercatori rilevano che molti terreiros sono stati relegati in aree periferiche trascurate dalla pianificazione urbana, aumentando la vulnerabilità a nuovi eventi climatici estremi; da agosto quasi 100 hanno segnalato danni.

Fonte: Inter Press Service

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ARAGHCHI AVVERTE NETANYAHU CONTRO UNA NUOVA GUERRA CON L'IRAN

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu contro un nuovo conflitto con l'Iran. Araghchi ha affermato che Teheran è uscita più forte dallo scontro precedente e ha ancora conti in sospeso con Israele.

In un messaggio pubblico, il capo della diplomazia iraniana ha accusato Netanyahu di spingere Washington verso un'altra guerra per evitare conseguenze legali, indipendentemente dai costi per Israele e Stati Uniti. L'avvertimento arriva in risposta alle dichiarazioni del premier israeliano contro l'Iran.

Fonte: Tehran Times

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