Another World
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STIPENDI DEI MAGISTRATI, MELONI NON FIRMA IL DPCM

In Italia il braccio di ferro tra governo e magistratura sugli aumenti salariali si sposta sul terreno legale. La premier Giorgia Meloni ha fatto sapere oggi di non voler firmare il dpcm che sblocca gli incrementi previsti da alcune sentenze del Consiglio di Stato: circa 100.000 euro a testa, per un totale che la stessa premier ha quantificato in un miliardo di euro.

L'Associazione nazionale magistrati ha annunciato che farà valere i propri diritti. «Il governo decide, ma se ci sono dei margini faremo un ricorso», ha dichiarato il vice segretario dell'Anm Stefano Celli, secondo cui la categoria userà gli strumenti che l'ordinamento le riconosce. L'eventuale ricorso finirebbe con ogni probabilità davanti ai giudici amministrativi.

Fonte: La Verità

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LA COMMISSIONE UE PROPONE REGOLE SU AFFITTI BREVI E SECONDE CASE

La Commissione europea ha presentato all'inizio di settembre l'Affordable housing act, una proposta di regolamento per affrontare la crisi abitativa nell'Unione. Il testo, illustrato dal commissario Dan Jørgensen e dalla vicepresidente Teresa Ribera, introduce il concetto di “stress abitativo”: un'area vi rientra se il costo medio delle case è almeno otto volte il reddito annuo pro capite. In queste zone gli Stati e i Comuni potrebbero adottare misure per un massimo di cinque anni, con revisione, su affitti brevi e seconde case, purché siano giustificate, necessarie e proporzionate. La proposta dovrà essere discussa e approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio Ue, dove il testo potrà cambiare.

Fonte: IrpiMedia

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ESERCITO SVIZZERO HA RESPINTO CINQUE VOLTE PALANTIR

L'esercito svizzero ha rifiutato cinque volte, negli ultimi anni, le offerte di collaborazione dell'azienda tecnologica statunitense Palantir. Lo emerge da una ricerca dei media Republik e WAV diffusa oggi. In tre dei cinque casi il rifiuto è stato motivato dalla mancanza di controllo sui dati e dalla sovranità nella gestione delle informazioni riservate.

Il Dipartimento federale della difesa, guidato da Martin Pfister, non ha però adottato una decisione di principio che escluda la cooperazione: Palantir può quindi continuare a offrire i propri servizi in Svizzera. Il tema potrebbe approdare in Parlamento, dove i Verdi hanno presentato un'iniziativa per vietare i contratti con fornitori esteri di tali servizi.

Fonte: SWI swissinfo.ch

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MELONI NON FIRMERÀ IL DECRETO SUGLI AUMENTI AI MAGISTRATI

In Italia la premier Giorgia Meloni non intende firmare il Dpcm che sblocca gli aumenti retributivi ai magistrati, circa un miliardo di euro, previsti da alcune sentenze del Consiglio di Stato. La decisione, confermata ieri da fonti di Palazzo Chigi, sarebbe legata all'entità della somma, dieci volte quella cercata per gli autotrasportatori.

Secondo le stesse fonti, Meloni è convinta che gran parte delle toghe comprenda la scelta e si dichiara disponibile a incontrare l'Associazione nazionale magistrati. Il vice presidente dell'Anm, Celli, ha sottolineato che la decisione spetta al governo, aggiungendo che, se ci saranno margini, l'associazione valuterà il ricorso.

Fonte: Ultim'ora Televideo

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PETROLIERE RUSSE NEL MAR NERO FALSIFICANO LE COORDINATE AIS PER ELUDERE I DRONI

Nel Mar Nero, le petroliere russe della cosiddetta flotta occulta stanno trasmettendo coordinate AIS reali e false contemporaneamente per rendere più difficile il tracciamento e sfuggire agli attacchi dei droni ucraini.

Almeno 12 petroliere sanzionate risultano dotate della stessa apparecchiatura per falsificare la posizione, un elemento che suggerisce una coordinazione centralizzata. Il metodo emerge soprattutto al passaggio nello Stretto del Bosforo, dove le navi devono comunicare le coordinate reali: una petroliera è stata rilevata in due posizioni distanti circa 800 km.

Tra luglio e settembre la Russia ha registrato più di 80 navi sotto bandiera nazionale e sta dotando le petroliere di reti e strutture protettive contro i droni. La flotta occulta conta 1.229 grandi navi, oltre il 75% delle quali soggette a sanzioni occidentali.

Fonte: Giuseppe Masala Chili 🌶

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LA GERMANIA FISSA AL 2045 L'ADDIO AI COMBUSTIBILI FOSSILI, LA SVIZZERA VALUTA UN PIANO

La Germania ha annunciato a settembre che entro il 2045 chiuderà con petrolio, carbone e gas: è il terzo Paese europeo a fissare una data, dopo Paesi Bassi e Francia. Il piano punta sull'elettrificazione di trasporti, riscaldamento e industria, con la quota di rinnovabili sul totale elettrico attesa in crescita dal 55% all'80% entro il 2030, e con l'obiettivo di immatricolare solo auto a batteria dal 2035.

La Svizzera, dove nel 2024 il 58% del consumo finale di energia è venuto da prodotti petroliferi e gas, non ha un calendario esplicito: punta a zero emissioni nette nel 2050 senza un piano dettagliato di uscita. L'Ufficio federale dell'ambiente ha fatto sapere che il Paese sta valutando la possibilità di sviluppare un proprio percorso nazionale, mentre il Partito dei Verdi chiede con due mozioni una roadmap vincolante.

Fonte: SWI swissinfo.ch

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SALVINI CHIEDE PIÙ LIBERTÀ D'AZIONE PER LE FORZE DELL'ORDINE

In Italia il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, è intervenuto ieri, 18 ottobre, all'indomani dei disordini urbani registrati in diverse città. Ha espresso solidarietà ai poliziotti e ai carabinieri ricoverati in ospedale.

Salvini ha sostenuto la necessità di più prevenzione e presenza delle forze dell'ordine, chiedendo maggiore libertà d'azione nel rispetto delle regole. Ha citato in particolare la potenza degli idranti e l'uso del taser, aggiungendo che la giustizia dovrebbe accompagnare l'operato delle forze di polizia.

Fonte: Ultim'ora Televideo

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LA COREA DEL SUD CHIEDE A WASHINGTON IL COMANDO IN GUERRA DELLE PROPRIE TRUPPE

Seul chiede agli Stati Uniti la restituzione del controllo operativo in tempo di guerra sulle proprie forze armate, ceduto a Washington oltre 76 anni fa. Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung vuole che il trasferimento avvenga entro la fine del suo mandato, nel 2030, dopo che la richiesta era già stata formulata tre decenni fa.

I due alleati stanno valutando la «piena capacità operativa» e Seul punta a chiudere la certificazione e ad annunciare una data obiettivo alla prossima riunione consultiva sulla sicurezza. Washington mantiene però la posizione secondo cui la Corea del Sud non è ancora pronta: il comandante delle forze statunitensi in Corea, Xavier Brunson, ha ribadito che contano le condizioni e non le scadenze.

Fonte: Consortium News

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FRANCIA, OLTRE 2.000 ARRESTI DOPO LE RIVOLTE DEL FINE SETTIMANA

In Francia le rivolte del fine settimana hanno portato all'arresto di più di 2.000 persone e al ferimento di oltre 600 tra agenti di polizia, gendarmi e vigili del fuoco. Lo ha reso noto oggi il ministro dell'Interno francese, Laurent Nuñez. Secondo i media locali, i rivoltosi hanno saccheggiato 1.500 negozi in diverse grandi città.

Alexandre Bompard, presidente e amministratore delegato del gruppo Carrefour, ha dichiarato all'emittente Euronews che i disordini avranno «conseguenze umane ed economiche considerevoli». Le strade, ha riferito l'emittente, sono coperte di vetri infranti e rifiuti.

Questa mattina il presidente statunitense Donald Trump è intervenuto su Truth Social con un messaggio in cui afferma che la Francia «sta bruciando», aggiungendo l'invito a chiudere le frontiere. Su X è arrivato anche il commento del vicepresidente JD Vance.

Fonte: Blondet & Friends

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IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO TURCO A ROMA CHIEDE AZIONI CONTRO ISRAELE

Il presidente del Parlamento turco, Numan Kurtulmus, è intervenuto venerdì 16 ottobre a Roma alla Conferenza europea dei presidenti di parlamento, ospitata dalla Camera dei deputati italiana. Nel discorso ha chiesto alla comunità internazionale passi concreti per difendere il diritto internazionale, sostenendo che l'impunità non può restare senza conseguenze.

Kurtulmus ha definito genocidio la situazione a Gaza e ha parlato di una catastrofe umanitaria che dura da anni, citando anche violenze in Cisgiordania e minacce alla sovranità di Siria e Libano. Ha poi indicato la guerra tra Russia e Ucraina, in corso da quasi cinque anni, come prova dell'incapacità dell'ordine internazionale attuale di prevenire i conflitti.

Ha infine invitato i parlamenti ad assumere un ruolo attivo per porre fine alle sofferenze dei palestinesi e alle violazioni del diritto umanitario, sottolineando il contributo della diplomazia parlamentare.

Fonte: Middle East Monitor

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ZELENSKY AGLI STATI UE: SE L'UCRAINA CEDE, 20 MILIONI VERSO L'EUROPA

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito venerdì scorso i leader dell'Unione europea, riuniti in summit, che una sconfitta del suo Paese contro la Russia potrebbe spingere fino a 20 milioni di ucraini verso l'Europa. «La Russia ci sta uccidendo» e «non vuole fermarsi», ha detto, sostenendo che Mosca intende distruggere l'Ucraina e allontanarne la popolazione.

L'intervento avviene in una fase di attrito con Washington: nei giorni scorsi il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato, in un'intervista a Newsmax, che Kiev dovrebbe indire nuove elezioni.

Un sondaggio del Rating Group condotto dal 3 al 5 ottobre rileva intanto che il 57% degli ucraini è favorevole a una pace negoziata immediata con concessioni territoriali, mentre il 21% vuole continuare a combattere fino al ritorno del Donbass sotto controllo ucraino.

Fonte: ZeroHedge

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CROSETTO: LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI È CONTRARIA AGLI AIUTI A KIEV

Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha dichiarato oggi che la maggioranza dei cittadini è contraria a fornire assistenza all'Ucraina, ma che l'Italia ha già consegnato 12 spedizioni di aiuti e probabilmente ne invierà un'altra entro la fine dell'anno. Nell'intervista ha sostenuto che nel Paese c'è praticamente nessun sostegno alle dichiarazioni e alle azioni antirusse delle autorità.

Crosetto ha aggiunto che è difficile spiegare la necessità di aiutare un Paese a resistere e che l'assistenza nella resistenza non significa confronto con il mondo. Ha quindi esortato a non cedere alla pressione dell'opinione pubblica quando la si ritiene sbagliata.

Fonte: Sa Defenza Channel

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ASSEGNO UNICO, RIVALUTAZIONE 2027 VERSO 60 EURO LA QUOTA MINIMA

In Italia l'assegno unico per i figli sarà rivalutato anche per il 2027 in base all'inflazione, come prevede il decreto legislativo 230/2021. L'Inps adegua gli importi a partire da febbraio, mentre la quota di gennaio viene saldata con il pagamento di marzo. Il tasso non è ancora noto: sarà fissato con un decreto del ministero dell'Economia, sulla variazione media dell'indice Foi. Con un'inflazione 2026 stimata al 2,5%, la soglia Isee della quota principale salirebbe da 17.468,51 a 17.905,22 euro e il contributo massimo da 203,8 a 208,9 euro per figlio; oltre 47.747 euro di Isee la quota minima sfiorerebbe i 60 euro. Quest'anno la misura ha raggiunto 5,96 milioni di famiglie, con 13,9 miliardi erogati nei primi otto mesi.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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ZELENSKY: LE MOSSE USA SEMBRANO SPINGERE KIEV ALLA CAPITOLAZIONE

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che le recenti mosse di Washington appaiono come un tentativo di portare l'Ucraina alla capitolazione davanti alla Russia. In un'intervista a Bloomberg pubblicata ieri, 18 ottobre, ha precisato di non sostenere che l'amministrazione americana persegua davvero questo obiettivo, ma che è così che la situazione appare.

Zelensky ha citato le limitazioni al funzionamento di Starlink e i ritardi nelle forniture di missili intercettori per i sistemi Patriot, che sarebbero già stati pagati. Secondo il presidente ucraino, gli Stati Uniti trasferiscono a Kiev circa 12 missili al mese, quattro volte meno rispetto all'amministrazione di Joe Biden.

Kiev avrebbe proposto a Washington di fermare gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe in cambio di un aumento delle forniture di Patriot. Secondo Zelensky, però, la parte americana chiede la cessazione degli attacchi senza un corrispondente incremento del sostegno.

Fonte: IR-PRESS (IT)

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IN ITALIA PERMESSO DI SOGGIORNO AL 13,5% DEI LAVORATORI ATTESI NEL 2025

In Italia, delle 180mila quote previste dal decreto flussi per il 2025, a maggio 2026 risultavano emessi 54mila nulla osta e 24.400 permessi di soggiorno: meno di un settimo dei posti disponibili. I dati sono stati forniti al Comitato parlamentare Schengen dal prefetto Rosanna Rabuano, responsabile del dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno.

Pesa sulla procedura la sospensione dell'emissione automatica dei nulla osta per i lavoratori provenienti da Sri Lanka, Pakistan, Bangladesh e Marocco, motivata dall'alto rischio di truffe e irregolarità. Si aggiungono i ritardi nel rilascio dei visti da rappresentanze diplomatiche in Paesi come Egitto, India e Tunisia.

Coldiretti rileva che dal Marocco arrivava quasi il 50% dei lavoratori agricoli richiesti dalle associazioni di categoria.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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CROSETTO: LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI È CONTRO GLI AIUTI A KIEV, MA IL GOVERNO NON CAMBIA LINEA

Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha riconosciuto oggi, in un'intervista alla BBC, che la maggioranza degli italiani è contraria al proseguimento degli aiuti militari all'Ucraina. Il governo Meloni continuerà comunque a sostenere Kiev: «Non possiamo cedere all'opinione pubblica quando riteniamo che l'opinione pubblica abbia torto», ha affermato, indicando tra le cause del dissenso anche presunte campagne di disinformazione russe.

Crosetto ha ammesso le difficoltà nel giustificare il sostegno davanti ai cittadini che fronteggiano l'aumento dei prezzi di energia e carburanti. L'Italia ha già approvato dodici pacchetti di assistenza e potrebbe vararne un tredicesimo entro la fine del 2026; ottenere nuove autorizzazioni parlamentari, ha aggiunto, potrebbe diventare più difficile con l'avvicinarsi delle elezioni.

Il ministro ha inoltre criticato la decisione dell'amministrazione statunitense di Donald Trump di limitare il sostegno tecnologico e militare a Kiev, sostenendo che un indebolimento dell'Ucraina allontana la prospettiva di un accordo di pace con la Russia.

Fonte: Blondet & Friends

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VEICOLI MILITARI ISRAELIANI ENTRANO NEL DARAA OCCIDENTALE, IN SIRIA

L'altro ieri, 17 ottobre, due veicoli militari israeliani sono entrati nell'area di Wadi al-Ruqqad, nella campagna occidentale della provincia siriana di Daraa, nel sud del Paese. Nello stesso giorno aerei da ricognizione israeliani hanno sorvolato la parte occidentale del bacino dello Yarmuk. Non sono stati segnalati attacchi né arresti.

Venerdì 16 ottobre le forze israeliane erano entrate a ovest della fattoria di al-Razaniya, nella vicina provincia di Quneitra, aprendo il fuoco verso pastori per impedire loro di pascolare prima di ritirarsi. Sempre venerdì avevano circondato la cittadina di Abidin, nel bacino dello Yarmuk.

Dalla caduta del regime di Bashar al-Assad, nel dicembre 2024, le forze israeliane hanno compiuto ripetute incursioni nel sud della Siria, anche nella zona cuscinetto istituita dall'accordo del 1974. Il governo siriano le ha condannate come violazioni e ha chiesto il ritiro completo.

Fonte: Middle East Monitor

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MELONI NON FIRMA IL DECRETO SULL'AUMENTO AI MAGISTRATI

In Italia la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non ha firmato il dpcm che avrebbe riconosciuto ai magistrati un aumento retroattivo di 100.000 euro a testa, per un costo complessivo di un miliardo di euro a carico delle casse pubbliche. La decisione è di oggi.

Meloni ha indicato che quella cifra è dieci volte quanto serve per trasportatori e consegne merci, e che le risorse devono andare alla sanità e all'istruzione. L'Associazione nazionale magistrati contesta la mancata firma.

Fonte: La Verità

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LA CINA DEFINISCE «CRITICO» IL MOMENTO DEI RAPPORTI CON MANILA

L'ambasciatore cinese nelle Filippine, Jing Quan, ha dichiarato venerdì che Pechino potrebbe «facilmente vincere» un conflitto con Manila, replicando al ministro della Difesa filippino Gilberto Teodoro, che il giorno prima aveva indicato la Cina come principale «disturbatore» del Sud-est asiatico. Il presidente Ferdinand Marcos Jr. ha affermato che le parole del diplomatico suonano come una minaccia e ha annunciato che lo avrebbe convocato per chiedere spiegazioni.

Nei giorni successivi l'ambasciata cinese a Manila ha diffuso una nota in cui definisce le relazioni bilaterali a un «punto critico ed estremamente sensibile», da trattare con prudenza, e ha invitato le parti a gestire le differenze attraverso il dialogo, respingendo il ruolo di «forze esterne» e accusando politici filippini di strumentalizzare la questione per fini elettorali. I due Paesi hanno rivendicazioni sovrapposte nel Mar Cinese Meridionale.

Fonte: The Diplomat

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