VOCI SU UN ATTACCO FALSE FLAG UCRAINO E SULL'ARTICOLO 5 DELLA NATO
Il 21 settembre 2026 circolano sui social media voci su un presunto attacco "false flag" che l'Ucraina, con l'aiuto di Israele, starebbe preparando contro uno o più paesi della NATO per invocare l'articolo 5 dell'Alleanza. All'origine delle voci c'è un carico non identificato di equipaggiamento militare, forse repliche o armi russe, imbarcato di recente su un aereo ucraino An-124 all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.
Il giornalista ucraino Dmytro Gordon, vicino al presidente Volodymyr Zelensky, ha detto in televisione che nei prossimi giorni accadrà qualcosa che darà "ali" al paese, senza specificare di cosa si tratti.
Il ministro della Difesa estone Martin Herem ha affermato che l'Estonia è in grado di combattere la Russia da sola, di distruggerne le infrastrutture e che la Russia deve dissolversi in più stati indipendenti.
Fonte: Blondet & Friends — https://www.maurizioblondet.it/israele-aiuta-zelenski-a-scatenare-lart-5/
— @anotherworldnetwork
Il 21 settembre 2026 circolano sui social media voci su un presunto attacco "false flag" che l'Ucraina, con l'aiuto di Israele, starebbe preparando contro uno o più paesi della NATO per invocare l'articolo 5 dell'Alleanza. All'origine delle voci c'è un carico non identificato di equipaggiamento militare, forse repliche o armi russe, imbarcato di recente su un aereo ucraino An-124 all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.
Il giornalista ucraino Dmytro Gordon, vicino al presidente Volodymyr Zelensky, ha detto in televisione che nei prossimi giorni accadrà qualcosa che darà "ali" al paese, senza specificare di cosa si tratti.
Il ministro della Difesa estone Martin Herem ha affermato che l'Estonia è in grado di combattere la Russia da sola, di distruggerne le infrastrutture e che la Russia deve dissolversi in più stati indipendenti.
Fonte: Blondet & Friends — https://www.maurizioblondet.it/israele-aiuta-zelenski-a-scatenare-lart-5/
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MIRAFIORI, DUE SETTIMANE DI CASSA INTEGRAZIONE SULLA LINEA DELLA 500
A Torino, nello stabilimento Stellantis di Mirafiori, la direzione ha comunicato alle rappresentanze sindacali due settimane di cassa integrazione: dal 19 al 30 ottobre si fermano le Carrozzerie, la linea della 500 elettrica e ibrida, con 1.074 lavoratori coinvolti, 934 operai e 140 impiegati.
L'azienda collega lo stop alle difficoltà del mercato automobilistico europeo, al costo dell'energia in Italia e alle prescrizioni normative Ue. Nel primo semestre del 2026 dalle linee torinesi erano uscite 36.048 vetture, contro le 15.315 dell'anno precedente, un aumento dovuto alla 500 ibrida.
La Uilm chiede di affiancare alla 500 un secondo modello per garantire continuità produttiva e saturare gli impianti, in vista degli investimenti previsti per il 2030.
Fonte: Lo Spiffero — http://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=102663
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A Torino, nello stabilimento Stellantis di Mirafiori, la direzione ha comunicato alle rappresentanze sindacali due settimane di cassa integrazione: dal 19 al 30 ottobre si fermano le Carrozzerie, la linea della 500 elettrica e ibrida, con 1.074 lavoratori coinvolti, 934 operai e 140 impiegati.
L'azienda collega lo stop alle difficoltà del mercato automobilistico europeo, al costo dell'energia in Italia e alle prescrizioni normative Ue. Nel primo semestre del 2026 dalle linee torinesi erano uscite 36.048 vetture, contro le 15.315 dell'anno precedente, un aumento dovuto alla 500 ibrida.
La Uilm chiede di affiancare alla 500 un secondo modello per garantire continuità produttiva e saturare gli impianti, in vista degli investimenti previsti per il 2030.
Fonte: Lo Spiffero — http://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=102663
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REGNO UNITO, FRANCIA E CANADA VIETANO IL COMMERCIO CON GLI INSEDIAMENTI IN CISGIORDANIA
All'inizio di settembre 2026 Regno Unito, Francia e Canada hanno vietato il commercio con gli insediamenti ebraici in Cisgiordania, aggiungendosi a Spagna, Irlanda e ad altri Paesi che avevano adottato la misura in precedenza. I divieti si richiamano al parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 2024, che ha giudicato illegale la presenza israeliana nei territori palestinesi occupati.
Israele ha reagito vietando l'ingresso in tutti i territori sotto il suo controllo a 11 deputati britannici e disponendo la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme. L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha condannato la violenza dei coloni definendola un atto di terrorismo, ma ha criticato il boicottaggio europeo.
Fonte: Middle East Eye — https://www.middleeasteye.net/opinion/israel-west-bank-settlers-trade-ban-boycott
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All'inizio di settembre 2026 Regno Unito, Francia e Canada hanno vietato il commercio con gli insediamenti ebraici in Cisgiordania, aggiungendosi a Spagna, Irlanda e ad altri Paesi che avevano adottato la misura in precedenza. I divieti si richiamano al parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del 2024, che ha giudicato illegale la presenza israeliana nei territori palestinesi occupati.
Israele ha reagito vietando l'ingresso in tutti i territori sotto il suo controllo a 11 deputati britannici e disponendo la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme. L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha condannato la violenza dei coloni definendola un atto di terrorismo, ma ha criticato il boicottaggio europeo.
Fonte: Middle East Eye — https://www.middleeasteye.net/opinion/israel-west-bank-settlers-trade-ban-boycott
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IRAN E RUSSIA RAFFORZANO LA COOPERAZIONE MEDIATICA IN SENO ALL'OANA
A Mosca, in occasione del forum dell'Organizzazione delle agenzie di stampa dell'Asia-Pacifico (OANA) dedicato al suo 65° anniversario, l'ambasciatore iraniano Kazem Jalali ha definito la cooperazione mediatica tra Iran e Russia un passo importante per rafforzare la diplomazia dei media e contrastare un flusso informativo a senso unico.
La dichiarazione è stata diffusa il 22 settembre dal canale Telegram dell'ambasciata iraniana, in concomitanza con il forum in corso nella capitale russa. L'OANA riunisce 41 agenzie di stampa di 33 Paesi; l'agenzia russa TASS organizza l'incontro e detiene la presidenza dell'organizzazione fino al 2028.
Il direttore generale di TASS Andrey Kondrashov è presidente dell'OANA, mentre il vicedirettore generale Marat Abulkhatin ne è segretario generale.
Fonte: TASS — https://tass.com/world/2191045
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A Mosca, in occasione del forum dell'Organizzazione delle agenzie di stampa dell'Asia-Pacifico (OANA) dedicato al suo 65° anniversario, l'ambasciatore iraniano Kazem Jalali ha definito la cooperazione mediatica tra Iran e Russia un passo importante per rafforzare la diplomazia dei media e contrastare un flusso informativo a senso unico.
La dichiarazione è stata diffusa il 22 settembre dal canale Telegram dell'ambasciata iraniana, in concomitanza con il forum in corso nella capitale russa. L'OANA riunisce 41 agenzie di stampa di 33 Paesi; l'agenzia russa TASS organizza l'incontro e detiene la presidenza dell'organizzazione fino al 2028.
Il direttore generale di TASS Andrey Kondrashov è presidente dell'OANA, mentre il vicedirettore generale Marat Abulkhatin ne è segretario generale.
Fonte: TASS — https://tass.com/world/2191045
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TURKISH AIRLINES, AJET E PEGASUS CANCELLANO I VOLI DA E PER L'IRAN
Le compagnie aeree turche Turkish Airlines, AJet e Pegasus hanno cancellato i voli da e per l'Iran dal 21 settembre 2026. Le sanzioni del Tesoro statunitense sul settore aeronautico iraniano hanno costretto i vettori a sospendere i collegamenti: sui siti di Turkish Airlines e AJet non ci sono voli per l'Iran fino a marzo 2027, mentre Pegasus li ha rimossi dal sistema di prenotazione. Le restrizioni colpiscono anche gli aerei Airbus per i componenti di produzione americana.
Da lunedì 21 settembre, Mahan Air è l'unica compagnia iraniana a cui è vietato volare verso la Turchia; le altre restano operative. Nel fine settimana la Turchia ha revocato la licenza bancaria alla banca iraniana Bank Mellat, dopo che la scorsa settimana l'autorità di regolamentazione aveva rilevato Golden Global Investment Bank in seguito a sanzioni statunitensi.
Fonte: Middle East Eye — https://www.middleeasteye.net/news/turkish-airlines-pegasus-and-ajet-cancel-iran-flights-us-sanctions-bite
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Le compagnie aeree turche Turkish Airlines, AJet e Pegasus hanno cancellato i voli da e per l'Iran dal 21 settembre 2026. Le sanzioni del Tesoro statunitense sul settore aeronautico iraniano hanno costretto i vettori a sospendere i collegamenti: sui siti di Turkish Airlines e AJet non ci sono voli per l'Iran fino a marzo 2027, mentre Pegasus li ha rimossi dal sistema di prenotazione. Le restrizioni colpiscono anche gli aerei Airbus per i componenti di produzione americana.
Da lunedì 21 settembre, Mahan Air è l'unica compagnia iraniana a cui è vietato volare verso la Turchia; le altre restano operative. Nel fine settimana la Turchia ha revocato la licenza bancaria alla banca iraniana Bank Mellat, dopo che la scorsa settimana l'autorità di regolamentazione aveva rilevato Golden Global Investment Bank in seguito a sanzioni statunitensi.
Fonte: Middle East Eye — https://www.middleeasteye.net/news/turkish-airlines-pegasus-and-ajet-cancel-iran-flights-us-sanctions-bite
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GERMANIA, MERZ: IL GOVERNO RESTA IN CARICA DOPO LA SCONFITTA DELLA CDU
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato il 21 settembre, giorno dopo le elezioni amministrative in Germania, della sconfitta della Cdu, che non è entrata nel parlamento regionale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Merz ha definito il voto una cesura profonda per il partito e un cambiamento del sistema dei partiti tedesco, aggiungendo che va oltre la sua persona.
Nonostante la doppia sconfitta, ha detto che il governo resterà in carica per assicurare il futuro democratico del Paese e che non c'è stato alcun dibattito sul personale. Merz ha poi parlato dell'aumento dell'antisemitismo in Germania, e soprattutto a Berlino, dal 7 ottobre. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha collegato la sconfitta al rifiuto tedesco del gas russo a basso costo.
Fonte: Affaritaliani — https://www.affaritaliani.it/economia/elezioni-in-germania-merz-dopo-la-sconfitta-il-governo-restera-per-assicurare-il-futuro-democratico-del-paese.html
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Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato il 21 settembre, giorno dopo le elezioni amministrative in Germania, della sconfitta della Cdu, che non è entrata nel parlamento regionale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Merz ha definito il voto una cesura profonda per il partito e un cambiamento del sistema dei partiti tedesco, aggiungendo che va oltre la sua persona.
Nonostante la doppia sconfitta, ha detto che il governo resterà in carica per assicurare il futuro democratico del Paese e che non c'è stato alcun dibattito sul personale. Merz ha poi parlato dell'aumento dell'antisemitismo in Germania, e soprattutto a Berlino, dal 7 ottobre. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha collegato la sconfitta al rifiuto tedesco del gas russo a basso costo.
Fonte: Affaritaliani — https://www.affaritaliani.it/economia/elezioni-in-germania-merz-dopo-la-sconfitta-il-governo-restera-per-assicurare-il-futuro-democratico-del-paese.html
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IRAN PRONTO A RIAPRIRE ORMUZ IN UNA SETTIMANA SE GLI USA CESSANO LA GUERRA
L'Iran è pronto a riaprire lo Stretto di Hormuz entro una settimana, a condizione che gli Stati Uniti riducano la pressione militare ed economica. La proposta, riferita da un funzionario iraniano il 22 settembre, è già stata consegnata a Washington dai mediatori e gode dell'approvazione della guida suprema Mojtaba Khamenei e del Consiglio supremo di sicurezza nazionale.
Tehran chiede come primi passi la revoca del blocco sui porti iraniani e la fine delle operazioni militari statunitensi attorno allo stretto. Il funzionario esclude un incontro tra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente statunitense Donald Trump all'Assemblea generale dell'Onu a New York, ma sostiene che un accordo resta raggiungibile se Washington mostra serietà e impegno.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a New York il 21 settembre a capo di una delegazione diplomatica per l'ottantunesima sessione dell'Assemblea generale.
Fonte: The Cradle — https://thecradle.co/articles-id/40083
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L'Iran è pronto a riaprire lo Stretto di Hormuz entro una settimana, a condizione che gli Stati Uniti riducano la pressione militare ed economica. La proposta, riferita da un funzionario iraniano il 22 settembre, è già stata consegnata a Washington dai mediatori e gode dell'approvazione della guida suprema Mojtaba Khamenei e del Consiglio supremo di sicurezza nazionale.
Tehran chiede come primi passi la revoca del blocco sui porti iraniani e la fine delle operazioni militari statunitensi attorno allo stretto. Il funzionario esclude un incontro tra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente statunitense Donald Trump all'Assemblea generale dell'Onu a New York, ma sostiene che un accordo resta raggiungibile se Washington mostra serietà e impegno.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a New York il 21 settembre a capo di una delegazione diplomatica per l'ottantunesima sessione dell'Assemblea generale.
Fonte: The Cradle — https://thecradle.co/articles-id/40083
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TAJANI ACCUSA AFD DI VOLER LA SECESSIONE DELL'ALTO ADIGE
A Roma, il 22 settembre, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha accusato Alternative für Deutschland di voler favorire la secessione dell'Alto Adige. L'eurodeputato di AfD Marc Jongen ha respinto l'accusa, definendo l'ipotesi di riprendersi il Südtirol una stupidaggine e ricordando che storicamente il territorio apparteneva all'Austria e non alla Germania.
Il giorno successivo al Bundestag è previsto un convegno organizzato dal gruppo parlamentare di AfD sull'ottantesimo anniversario dell'Accordo di Parigi, con la partecipazione di Otto Mahlknecht, vicepresidente dei Freiheitlichen sudtirolesi.
La Süd-Tiroler Freiheit chiede l'indipendenza dall'Italia, la cittadinanza austriaca per i sudtirolesi, la difesa delle lingue tedesca e ladina e la rimozione dei toponimi definiti «fascisti».
Fonte: Il Primato Nazionale — https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/italia-alto-adige-tirolo-separatismo-europa-cultura-329129/
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A Roma, il 22 settembre, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha accusato Alternative für Deutschland di voler favorire la secessione dell'Alto Adige. L'eurodeputato di AfD Marc Jongen ha respinto l'accusa, definendo l'ipotesi di riprendersi il Südtirol una stupidaggine e ricordando che storicamente il territorio apparteneva all'Austria e non alla Germania.
Il giorno successivo al Bundestag è previsto un convegno organizzato dal gruppo parlamentare di AfD sull'ottantesimo anniversario dell'Accordo di Parigi, con la partecipazione di Otto Mahlknecht, vicepresidente dei Freiheitlichen sudtirolesi.
La Süd-Tiroler Freiheit chiede l'indipendenza dall'Italia, la cittadinanza austriaca per i sudtirolesi, la difesa delle lingue tedesca e ladina e la rimozione dei toponimi definiti «fascisti».
Fonte: Il Primato Nazionale — https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/italia-alto-adige-tirolo-separatismo-europa-cultura-329129/
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OFFENSIVA HOUTHI IN YEMEN METTE SOTTO PRESSIONE L'ARABIA SAUDITA
In Yemen la ripresa dell'offensiva degli Houthi, alleati dell'Iran, contro il governo yemenita e il territorio saudita sta mettendo sotto pressione l'Arabia Saudita. A settembre 2026 Riad vede messa a dura prova la sicurezza interna e l'export energetico, mentre i ribelli avanzano sul terreno e minacciano i traffici attraverso Bab-el-Mandeb. La revoca della chiusura dell'oleodotto East-West e la ripresa dei traffici petroliferi via Golfo Persico e Hormuz hanno attenuato gli effetti, ma restano fragilità. Il Regno Unito ha confermato il coinvolgimento a fianco di Riad con rifornimenti in volo, mentre gli Stati Uniti mantengono un atteggiamento attendista.
Fonte: InsideOver — https://it.insideover.com/guerra/tre-crisi-in-una-loffensiva-houthi-sfida-larabia-saudita-e-preoccupa-i-suoi-partner.html
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In Yemen la ripresa dell'offensiva degli Houthi, alleati dell'Iran, contro il governo yemenita e il territorio saudita sta mettendo sotto pressione l'Arabia Saudita. A settembre 2026 Riad vede messa a dura prova la sicurezza interna e l'export energetico, mentre i ribelli avanzano sul terreno e minacciano i traffici attraverso Bab-el-Mandeb. La revoca della chiusura dell'oleodotto East-West e la ripresa dei traffici petroliferi via Golfo Persico e Hormuz hanno attenuato gli effetti, ma restano fragilità. Il Regno Unito ha confermato il coinvolgimento a fianco di Riad con rifornimenti in volo, mentre gli Stati Uniti mantengono un atteggiamento attendista.
Fonte: InsideOver — https://it.insideover.com/guerra/tre-crisi-in-una-loffensiva-houthi-sfida-larabia-saudita-e-preoccupa-i-suoi-partner.html
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L'EUROPA ARMA CHI LE TAGLIA IL GASOLIO. E POI PAGA IL CONTO ALLA CASSA
Il gasolio è solo la punta: la stessa energia rincara fertilizzanti e cibo, e la parte che non passa dai prezzi la chiede il debito. Il conto lo paga chi non produce la propria energia
Con le nostre tasse abbiamo finanziato e armato chi, secondo la procura federale tedesca, ha ordinato l'attacco al gasdotto che ci dava gas a basso costo. Poi abbiamo pagato il danno energetico che ne è seguito. Nessuno mette in fila i due fatti, ovvero ciò che si dovrebbe dare in pasto agli italioti.
Il gasolio manca dove manca la raffinazione, e la raffinazione è l'industria che l'Europa ha smesso di difendere. Il gas naturale è la materia prima dei fertilizzanti azotati: quando il suo prezzo è molte volte quello americano, la chimica europea spegne gli impianti, i concimi rincarano, il pane segue. Il conto sale, dalla pompa al carrello della spesa.
C'è un secondo conto. Un'Europa più debole e più indebitata cerca capitali, e li trova dove stanno: a Washington. È la funzione del piano Marshall — legare l'Europa al dollaro — che torna a operare un'altra volta: allora erano aiuti pubblici a un continente da ricostruire, oggi sarebbe debito raccolto sui mercati, con le condizioni fissate dagli spread e dai detentori di titoli americani.
Chi non produce la propria energia paga due volte: alla pompa e alla cassa. E la seconda rata, quella che non si vede, si chiama debito.
👉 https://anotherworld.network/2026/09/crisi-gasolio-debito-europeo
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Il gasolio è solo la punta: la stessa energia rincara fertilizzanti e cibo, e la parte che non passa dai prezzi la chiede il debito. Il conto lo paga chi non produce la propria energia
Con le nostre tasse abbiamo finanziato e armato chi, secondo la procura federale tedesca, ha ordinato l'attacco al gasdotto che ci dava gas a basso costo. Poi abbiamo pagato il danno energetico che ne è seguito. Nessuno mette in fila i due fatti, ovvero ciò che si dovrebbe dare in pasto agli italioti.
Il gasolio manca dove manca la raffinazione, e la raffinazione è l'industria che l'Europa ha smesso di difendere. Il gas naturale è la materia prima dei fertilizzanti azotati: quando il suo prezzo è molte volte quello americano, la chimica europea spegne gli impianti, i concimi rincarano, il pane segue. Il conto sale, dalla pompa al carrello della spesa.
C'è un secondo conto. Un'Europa più debole e più indebitata cerca capitali, e li trova dove stanno: a Washington. È la funzione del piano Marshall — legare l'Europa al dollaro — che torna a operare un'altra volta: allora erano aiuti pubblici a un continente da ricostruire, oggi sarebbe debito raccolto sui mercati, con le condizioni fissate dagli spread e dai detentori di titoli americani.
Chi non produce la propria energia paga due volte: alla pompa e alla cassa. E la seconda rata, quella che non si vede, si chiama debito.
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La crisi del gasolio indebita l'Europa
Crisi del gasolio: raffinazione insufficiente e stop export USA rincarano carburanti, fertilizzanti e alimentari e indebitano l'Europa.
ARAGHCHI ATTACCA L'INFLUENZA ISRAELIANA SULLA POLITICA USA VERSO L'IRAN
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha criticato l'influenza israeliana sulla politica degli Stati Uniti verso l'Iran. In un post su X ha rilanciato un passaggio di un articolo di opinione pubblicato su Israel Hayom il 9 settembre, che chiede un'integrazione militare, tecnologica, di intelligence ed economica tra Israele e Stati Uniti tale da far ricadere su Washington un costo rilevante se Israele subisse pressioni finanziarie.
Araghchi ha descritto Israel Hayom come la pubblicazione di Miriam Adelson e la voce del lobby filo-israeliano, aggiungendo che Washington dovrebbe liberarsi da questi vincoli. L'articolo, firmato dal dirigente della Foundation for Defense of Democracies Mark Dubowitz, invita Israele a diversificare i rapporti economici e a ridurre l'esposizione a possibili pressioni finanziarie, estese anche a settori e istituti di credito.
Fonte: Tehran Times — https://www.tehrantimes.com/news/530266/Araghchi-Israel-Hayom-calls-for-US-Israel-integration-to-make
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Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha criticato l'influenza israeliana sulla politica degli Stati Uniti verso l'Iran. In un post su X ha rilanciato un passaggio di un articolo di opinione pubblicato su Israel Hayom il 9 settembre, che chiede un'integrazione militare, tecnologica, di intelligence ed economica tra Israele e Stati Uniti tale da far ricadere su Washington un costo rilevante se Israele subisse pressioni finanziarie.
Araghchi ha descritto Israel Hayom come la pubblicazione di Miriam Adelson e la voce del lobby filo-israeliano, aggiungendo che Washington dovrebbe liberarsi da questi vincoli. L'articolo, firmato dal dirigente della Foundation for Defense of Democracies Mark Dubowitz, invita Israele a diversificare i rapporti economici e a ridurre l'esposizione a possibili pressioni finanziarie, estese anche a settori e istituti di credito.
Fonte: Tehran Times — https://www.tehrantimes.com/news/530266/Araghchi-Israel-Hayom-calls-for-US-Israel-integration-to-make
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CANALE DI PANAMA, FINO A 5,3 MILIONI DI DOLLARI PER UN SINGOLO TRANSITO
La crisi nello Stretto di Hormuz, in Medio Oriente, continua a far salire i costi del trasporto marittimo. A settembre, il Canale di Panama ha registrato aste record: la sudcoreana SK Gas ha pagato fino a 5,3 milioni di dollari per un singolo transito il 1° settembre. Il prezzo medio delle aste ad agosto ha superato 1 milione di dollari, 16 volte rispetto a un anno fa, e i tempi di attesa per le navi senza slot sono saliti a 17 giorni, contro i due di febbraio.
L'autorità del Canale ha ridotto il traffico a 34 navi dal 4 settembre e a 32 dal 15 settembre, a causa della riduzione delle precipitazioni nel bacino idrografico. Anche il Canale di Suez registra un aumento dei transiti, mentre il noleggio di una petroliera ha superato per la prima volta 1 milione di dollari.
Fonte: Scenari Economici — https://scenarieconomici.it/follia-sui-mari-fino-a-5-milioni-di-dollari-per-un-singolo-transito-a-panama-mentre-i-noli-petroliferi-sfondano-quota-1-milione-al-giorno/
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La crisi nello Stretto di Hormuz, in Medio Oriente, continua a far salire i costi del trasporto marittimo. A settembre, il Canale di Panama ha registrato aste record: la sudcoreana SK Gas ha pagato fino a 5,3 milioni di dollari per un singolo transito il 1° settembre. Il prezzo medio delle aste ad agosto ha superato 1 milione di dollari, 16 volte rispetto a un anno fa, e i tempi di attesa per le navi senza slot sono saliti a 17 giorni, contro i due di febbraio.
L'autorità del Canale ha ridotto il traffico a 34 navi dal 4 settembre e a 32 dal 15 settembre, a causa della riduzione delle precipitazioni nel bacino idrografico. Anche il Canale di Suez registra un aumento dei transiti, mentre il noleggio di una petroliera ha superato per la prima volta 1 milione di dollari.
Fonte: Scenari Economici — https://scenarieconomici.it/follia-sui-mari-fino-a-5-milioni-di-dollari-per-un-singolo-transito-a-panama-mentre-i-noli-petroliferi-sfondano-quota-1-milione-al-giorno/
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L'ESERCITO STATUNITENSE PUNTA SU AI, CYBER E GUERRA ELETTRONICA
Ad Augusta, in Georgia, si è tenuto TechNet Augusta 2026, appuntamento dedicato alle reti e alla guerra digitale dell'esercito statunitense. I responsabili delle operazioni cyber e delle reti militari hanno affrontato il passaggio dall'intelligenza artificiale a strumenti operativi, dalle operazioni cibernetiche alla guerra elettronica fino al comando e controllo.
Al centro del confronto anche i metodi per consegnare più rapidamente le nuove capacità ai soldati. Una pubblicazione che raccoglie i punti principali emersi dagli interventi è stata diffusa il 22 settembre 2026.
Fonte: Breaking Defense — https://breakingdefense.com/2026/09/the-armys-digital-transformation-inside-technet-augusta-2026/
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Ad Augusta, in Georgia, si è tenuto TechNet Augusta 2026, appuntamento dedicato alle reti e alla guerra digitale dell'esercito statunitense. I responsabili delle operazioni cyber e delle reti militari hanno affrontato il passaggio dall'intelligenza artificiale a strumenti operativi, dalle operazioni cibernetiche alla guerra elettronica fino al comando e controllo.
Al centro del confronto anche i metodi per consegnare più rapidamente le nuove capacità ai soldati. Una pubblicazione che raccoglie i punti principali emersi dagli interventi è stata diffusa il 22 settembre 2026.
Fonte: Breaking Defense — https://breakingdefense.com/2026/09/the-armys-digital-transformation-inside-technet-augusta-2026/
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LA FRANCIA AUTORIZZA IL SORVOLO DELL'AEREO DI NETANYAHU DIRETTO ALL'ONU
La Francia ha autorizzato martedì il sorvolo del proprio spazio aereo da parte dell'aereo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in viaggio verso New York per l'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
L'eurodeputata Emma Fourreau ha criticato la decisione su X, sottolineando che si tratta della quinta volta e accusando Parigi di umiliarsi e di calpestare il diritto internazionale nel consentire il passaggio a un uomo raggiunto da un mandato di arresto della Corte penale internazionale per crimini di guerra e crimini contro l'umanità a Gaza.
I mandati della CPI nei confronti di Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant risalgono al novembre 2024. L'aereo del premier israeliano aveva già attraversato lo spazio aereo francese a luglio 2026, oltre che a febbraio, aprile e luglio 2025.
Fonte: Middle East Monitor — https://www.middleeastmonitor.com/20260922-france-authorizes-netanyahus-plane-to-cross-airspace-en-route-to-un-general-assembly/
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La Francia ha autorizzato martedì il sorvolo del proprio spazio aereo da parte dell'aereo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in viaggio verso New York per l'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
L'eurodeputata Emma Fourreau ha criticato la decisione su X, sottolineando che si tratta della quinta volta e accusando Parigi di umiliarsi e di calpestare il diritto internazionale nel consentire il passaggio a un uomo raggiunto da un mandato di arresto della Corte penale internazionale per crimini di guerra e crimini contro l'umanità a Gaza.
I mandati della CPI nei confronti di Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant risalgono al novembre 2024. L'aereo del premier israeliano aveva già attraversato lo spazio aereo francese a luglio 2026, oltre che a febbraio, aprile e luglio 2025.
Fonte: Middle East Monitor — https://www.middleeastmonitor.com/20260922-france-authorizes-netanyahus-plane-to-cross-airspace-en-route-to-un-general-assembly/
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ITALIA, MELONI STUDIA IL PIANO PER RESTARE: LA PROCEDURA DI INFRAZIONE ALLONTANA LE ELEZIONI
In Italia, a settembre 2026, il governo di Giorgia Meloni valuta la data delle prossime elezioni politiche, mentre la mancata uscita dalla procedura di infrazione per debito pubblico eccessivo limita la manovra di bilancio 2027 e i suoi effetti sulla campagna elettorale.
La discussione sulla legge elettorale slitta al 30 settembre, giorno in cui Roberto Vannacci annuncia un nuovo deputato proveniente da Forza Italia, Tommaso Calderone. Nel fine settimana a Reggio Calabria si vota per le suppletive alla Camera, dove Vannacci presenta un proprio candidato. Il centrosinistra discute leadership e primarie.
Fonte: Affaritaliani — https://www.affaritaliani.it/politica/governo-la-procedura-di-infrazione-allontana-la-data-delle-elezioni-cosi-meloni-studia-il-piano-per-restare.html
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In Italia, a settembre 2026, il governo di Giorgia Meloni valuta la data delle prossime elezioni politiche, mentre la mancata uscita dalla procedura di infrazione per debito pubblico eccessivo limita la manovra di bilancio 2027 e i suoi effetti sulla campagna elettorale.
La discussione sulla legge elettorale slitta al 30 settembre, giorno in cui Roberto Vannacci annuncia un nuovo deputato proveniente da Forza Italia, Tommaso Calderone. Nel fine settimana a Reggio Calabria si vota per le suppletive alla Camera, dove Vannacci presenta un proprio candidato. Il centrosinistra discute leadership e primarie.
Fonte: Affaritaliani — https://www.affaritaliani.it/politica/governo-la-procedura-di-infrazione-allontana-la-data-delle-elezioni-cosi-meloni-studia-il-piano-per-restare.html
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CACCIA F-16 PRECIPITA ALLA BASE AEREA USA DI SPANGDAHELM IN GERMANIA
Un aereo da combattimento F-16 è precipitato nell'area della base aerea statunitense di Spangdahlem, in Renania-Palatinato, Germania. L'incidente è avvenuto intorno alle 14:30, ora locale; la notizia è stata diffusa il 22 settembre 2026.
Una persona è rimasta ferita. Il pilota si è salvato con il seggiolino eiettabile. L'aereo è andato completamente distrutto nell'impatto.
Le cause dell'incidente sono ancora ignote e non è chiaro cosa abbia provocato la caduta del velivolo.
Fonte: The Epoch Times (DE) — https://www.epochtimes.de/gesellschaft/blaulicht-kategorie/f-16-kampfjet-auf-us-airbase-in-der-eifel-abgestuerzt-pilot-rettete-sich-per-schleudersitz-a5616790.html
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Un aereo da combattimento F-16 è precipitato nell'area della base aerea statunitense di Spangdahlem, in Renania-Palatinato, Germania. L'incidente è avvenuto intorno alle 14:30, ora locale; la notizia è stata diffusa il 22 settembre 2026.
Una persona è rimasta ferita. Il pilota si è salvato con il seggiolino eiettabile. L'aereo è andato completamente distrutto nell'impatto.
Le cause dell'incidente sono ancora ignote e non è chiaro cosa abbia provocato la caduta del velivolo.
Fonte: The Epoch Times (DE) — https://www.epochtimes.de/gesellschaft/blaulicht-kategorie/f-16-kampfjet-auf-us-airbase-in-der-eifel-abgestuerzt-pilot-rettete-sich-per-schleudersitz-a5616790.html
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ITALIA VALUTA DI RIDISLOCARE CACCIA E MEZZI DALL'ARABIA SAUDITA
L'Italia valuta di ridislocare quattro caccia Eurofighter e un Gulfstream G-550 CAEW dalla base di Ta'if, in Arabia Saudita, dopo un attacco recente. Roma teme nuovi attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen contro le basi saudite.
Ieri, 22 settembre 2026, a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano con il ministro della Difesa Guido Crosetto, i vertici dell'intelligence e delle Forze Armate. Obiettivo: ridurre i rischi per il dispositivo nelle basi saudite e assicurare il transito dei cargo italiani nello Stretto di Bab el-Mandeb.
In Arabia Saudita è schierata la Task Force Air Arabia Saudita, circa 400 militari dell'Aeronautica Militare al comando del colonnello Michele Schiavi, con Eurofighter, Gulfstream CAEW e C-130J. Nel Mar Rosso operano navi della Marina nella missione Aspides.
Fonte: InsideOver — https://it.insideover.com/difesa/aria-terra-e-mare-tutte-le-forze-italiane-in-arabia-saudita-e-quelle-che-forse-se-ne-vanno.html
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L'Italia valuta di ridislocare quattro caccia Eurofighter e un Gulfstream G-550 CAEW dalla base di Ta'if, in Arabia Saudita, dopo un attacco recente. Roma teme nuovi attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen contro le basi saudite.
Ieri, 22 settembre 2026, a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano con il ministro della Difesa Guido Crosetto, i vertici dell'intelligence e delle Forze Armate. Obiettivo: ridurre i rischi per il dispositivo nelle basi saudite e assicurare il transito dei cargo italiani nello Stretto di Bab el-Mandeb.
In Arabia Saudita è schierata la Task Force Air Arabia Saudita, circa 400 militari dell'Aeronautica Militare al comando del colonnello Michele Schiavi, con Eurofighter, Gulfstream CAEW e C-130J. Nel Mar Rosso operano navi della Marina nella missione Aspides.
Fonte: InsideOver — https://it.insideover.com/difesa/aria-terra-e-mare-tutte-le-forze-italiane-in-arabia-saudita-e-quelle-che-forse-se-ne-vanno.html
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ARRESTATI A MILANO GLI EX VERTICI DEL GRUPPO OPS PER UNA PRESUNTA FRODE DA OLTRE 30 MILIONI
A Milano, il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Ciro Di Meglio e Luca Carleo, ex amministratore delegato e ex direttore generale del gruppo Ops. L'indagine della Procura di Milano, resa nota il 22 settembre 2026, ipotizza una frode ai danni del mercato finanziario da oltre 30 milioni di euro.
Le accuse comprendono manipolazione del mercato, ostacolo alle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali, formazione fittizia di capitale e malversazione di erogazioni pubbliche. Carleo, già dirigente di Futuro Nazionale in Lombardia, si era dimesso dopo il coinvolgimento nell'inchiesta.
Il provvedimento dispone anche otto misure interdittive; risultano indagate le mogli dei due imprenditori. La gip di Milano Giulia D'Antoni descrive le società come 'pedine' e due società formalmente intestate ad altri, una all'estero.
Fonte: Affaritaliani — https://www.affaritaliani.it/milano/inchiesta-ops-arrestati-di-meglio-e-carleo-ex-dirigente-lombardo-di-futuro-nazionale.html
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A Milano, il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Ciro Di Meglio e Luca Carleo, ex amministratore delegato e ex direttore generale del gruppo Ops. L'indagine della Procura di Milano, resa nota il 22 settembre 2026, ipotizza una frode ai danni del mercato finanziario da oltre 30 milioni di euro.
Le accuse comprendono manipolazione del mercato, ostacolo alle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali, formazione fittizia di capitale e malversazione di erogazioni pubbliche. Carleo, già dirigente di Futuro Nazionale in Lombardia, si era dimesso dopo il coinvolgimento nell'inchiesta.
Il provvedimento dispone anche otto misure interdittive; risultano indagate le mogli dei due imprenditori. La gip di Milano Giulia D'Antoni descrive le società come 'pedine' e due società formalmente intestate ad altri, una all'estero.
Fonte: Affaritaliani — https://www.affaritaliani.it/milano/inchiesta-ops-arrestati-di-meglio-e-carleo-ex-dirigente-lombardo-di-futuro-nazionale.html
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ROMANIA, LA PROCURA CHIEDE IL CARCERE PER L'EX CANDIDATO PRESIDENZIALE GEORGESCU
In Romania la procura ha chiesto a un tribunale di Bucarest di disporre la custodia cautelare per 30 giorni dell'ex candidato presidenziale Călin Georgescu e dell'imprenditore Ionel Rusen, accusati di associazione criminale e di una frode da 1,1 milioni di euro.
Gli inquirenti sostengono che Georgescu, Rusen e l'imprenditore italiano Massimiliano Arena abbiano convinto un imprenditore romeno a versare denaro come garanzia per una linea di credito estera mai concretizzatasi: un milione di euro prima e altri 100mila dopo, quando gli fu detto che il prestito poteva salire da sei a 15 milioni.
Dopo perquisizioni con il sequestro di dispositivi elettronici, disturbatori di segnale e documenti ritenuti falsi, i due sono stati detenuti 24 ore. La richiesta di custodia è stata resa nota il 22 settembre 2026.
Fonte: OCCRP — https://www.occrp.org/en/news/romanian-ex-presidential-candidate-held-in-eur11m-fraud-case
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In Romania la procura ha chiesto a un tribunale di Bucarest di disporre la custodia cautelare per 30 giorni dell'ex candidato presidenziale Călin Georgescu e dell'imprenditore Ionel Rusen, accusati di associazione criminale e di una frode da 1,1 milioni di euro.
Gli inquirenti sostengono che Georgescu, Rusen e l'imprenditore italiano Massimiliano Arena abbiano convinto un imprenditore romeno a versare denaro come garanzia per una linea di credito estera mai concretizzatasi: un milione di euro prima e altri 100mila dopo, quando gli fu detto che il prestito poteva salire da sei a 15 milioni.
Dopo perquisizioni con il sequestro di dispositivi elettronici, disturbatori di segnale e documenti ritenuti falsi, i due sono stati detenuti 24 ore. La richiesta di custodia è stata resa nota il 22 settembre 2026.
Fonte: OCCRP — https://www.occrp.org/en/news/romanian-ex-presidential-candidate-held-in-eur11m-fraud-case
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USA, ACCESSO LIBERO A SPAZIO AEREO E ACQUE TERRITORIALI DELLA GROENLANDIA
Gli Stati Uniti avranno accesso senza restrizioni allo spazio aereo e alle acque territoriali della Groenlandia per i propri mezzi militari. Lo stabilisce l'accordo di sicurezza firmato a New York, a margine dell'81ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dal presidente statunitense Donald Trump e dai primi ministri di Danimarca e Groenlandia, Mette Frederiksen e Jens Frederik Nielsen.
L'intesa riguarda l'isola artica, autonoma ma parte della Danimarca: gli aerei statunitensi potranno sorvolare e atterrare in qualsiasi territorio groenlandese e le navi pubbliche avranno accesso sottomarino e movimento nelle acque territoriali, senza limiti se non quelli concordati tra le parti.
Il testo, diffuso dalla Casa Bianca il 22 settembre 2026, prevede il diritto di libero accesso e movimento tra le aree di difesa via terra, aria e mare, estendibile anche a installazioni militari senza equipaggio.
Fonte: TASS — https://tass.com/world/2191333
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Gli Stati Uniti avranno accesso senza restrizioni allo spazio aereo e alle acque territoriali della Groenlandia per i propri mezzi militari. Lo stabilisce l'accordo di sicurezza firmato a New York, a margine dell'81ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dal presidente statunitense Donald Trump e dai primi ministri di Danimarca e Groenlandia, Mette Frederiksen e Jens Frederik Nielsen.
L'intesa riguarda l'isola artica, autonoma ma parte della Danimarca: gli aerei statunitensi potranno sorvolare e atterrare in qualsiasi territorio groenlandese e le navi pubbliche avranno accesso sottomarino e movimento nelle acque territoriali, senza limiti se non quelli concordati tra le parti.
Il testo, diffuso dalla Casa Bianca il 22 settembre 2026, prevede il diritto di libero accesso e movimento tra le aree di difesa via terra, aria e mare, estendibile anche a installazioni militari senza equipaggio.
Fonte: TASS — https://tass.com/world/2191333
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EUROPA E NATO VERSO LA GUERRA CON LA RUSSIA, LO SCENARIO DEL 2026
I leader di NATO, Unione europea e del gruppo E3 (Regno Unito, Francia e Germania) spingono l'Europa a prepararsi a una guerra con la Russia entro il 2030. Uno scenario strategico ipotizza che, dopo nuove forniture di armi a lungo raggio a Kiev e attacchi in profondità nel territorio russo, Mosca possa anticipare il conflitto alla seconda metà del 2026, colpendo impianti di produzione di droni e missili in Gran Bretagna, nella Ruhr e vicino a Bordeaux.
In questo quadro gli Stati Uniti non interverrebbero militarmente a fianco degli europei, mentre l'articolo 5 del Trattato atlantico non impone un intervento armato. Prive di difese contro missili balistici e ipersonici, le forze europee subirebbero perdite elevate; la distruzione delle infrastrutture energetiche aggraverebbe la crisi economica del continente.
Fonte: Asia Times — https://asiatimes.com/2026/09/the-coming-war-with-russia-a-european-road-to-ruin/
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I leader di NATO, Unione europea e del gruppo E3 (Regno Unito, Francia e Germania) spingono l'Europa a prepararsi a una guerra con la Russia entro il 2030. Uno scenario strategico ipotizza che, dopo nuove forniture di armi a lungo raggio a Kiev e attacchi in profondità nel territorio russo, Mosca possa anticipare il conflitto alla seconda metà del 2026, colpendo impianti di produzione di droni e missili in Gran Bretagna, nella Ruhr e vicino a Bordeaux.
In questo quadro gli Stati Uniti non interverrebbero militarmente a fianco degli europei, mentre l'articolo 5 del Trattato atlantico non impone un intervento armato. Prive di difese contro missili balistici e ipersonici, le forze europee subirebbero perdite elevate; la distruzione delle infrastrutture energetiche aggraverebbe la crisi economica del continente.
Fonte: Asia Times — https://asiatimes.com/2026/09/the-coming-war-with-russia-a-european-road-to-ruin/
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