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IN CALABRIA PROTESTA DI CINQUE GIORNI CONTRO IL CARO CARBURANTE

Da oggi, 16 ottobre, la Calabria è attraversata da una protesta di cinque giorni contro il caro carburante e il caro vita. A mobilitarsi sono agricoltori, autotrasportatori, pescatori e imprenditori, con strade, porti e autostrade bloccati.

L'agitazione paralizza trasporti, scuole e attività commerciali e annuncia il blocco degli approvvigionamenti di carburante e beni primari, già scarsi per i blocchi in corso da giorni nel Sud Italia.

Alla mobilitazione calabrese, che punta a proseguire fino a Roma, si affiancano Sicilia, Puglia, Campania e Molise.

Fonte: ALI - Avvocati Liberi

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MATTARELLA CRITICA IL NUMERO CRESCENTE DI GIORNATE NAZIONALI

Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha rilevato ieri l'aumento delle leggi che istituiscono Giornate nazionali dedicate a valori, eventi, propositi o aspetti della vita, senza criteri omogenei. Nelle ultime tre legislature ne sono state create 36, di cui 20 in quella in corso.

Mattarella ha promulgato la legge che istituisce la Giornata nazionale del Riciclo della Carta e, pochi giorni prima, quella della Meraviglia. Secondo il capo dello Stato è impossibile che le scuole celebrino 51 giornate nazionali.

Fonte: Ultim'ora Televideo

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MELONI IN PARLAMENTO: IL SOSTEGNO A KIEV È CIÒ CHE RENDE POSSIBILE LA PACE

La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni è intervenuta oggi in Parlamento sulle guerre in corso e sui prezzi dei carburanti. Secondo Meloni, l'impennata dei prezzi del gasolio è dovuta soprattutto al conflitto in Iran e non a quello in Ucraina: la mossa statunitense sul gasolio russo avrà perciò scarsi risultati e presenta forti rischi.

Il sostegno all'Ucraina, ha aggiunto, non è l'alternativa alla pace ma ciò che la rende possibile: se Kiev smettesse di difendersi non ci sarebbe la pace, ma l'occupazione militare di una parte d'Europa.

Un gruppo di riformisti, non solo del Partito democratico, ha applaudito la premier.

Fonte: Corriere della Sera

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IL SUPER PAC PRO-PELTOLA IN ALASKA FINANZIATO DA UNA SOLA ONG DAI DONATORI SEGRETI

Negli Stati Uniti il super PAC Forward Alaska, che sostiene la candidata democratica Mary Peltola nella corsa al Senato per l'Alaska, ha raccolto 2,2 milioni di dollari tra agosto e settembre da un unico donatore. Il comitato lo ha reso noto ieri presentando alla Commissione elettorale federale il rapporto trimestrale di ottobre.

Il finanziatore è Alaska Headwaters, Inc., organizzazione senza scopo di lucro costituita quest'estate: chi la sostiene può restare anonimo e i suoi conti non saranno resi pubblici prima del voto.

Peltola ha dichiarato di voler contrastare i finanziamenti occulti alla politica, ma la sua campagna non ha precisato se inviterà i gruppi che la appoggiano a rivelare le proprie fonti di finanziamento.

Fonte: Sludge

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PENTAGONO, PIANI DI ATTACCO CONTRO L'IRAN CON LA «MADRE DI TUTTE LE BOMBE»

Il Pentagono ha messo a punto piani di attacco che prevedono l'impiego della GBU-43/B, la più grande bomba non nucleare dell'arsenale statunitense, nota come «madre di tutte le bombe», contro infrastrutture energetiche e siti nucleari iraniani. Lo hanno riferito ieri funzionari statunitensi, precisando che l'ordine spetta al presidente Donald Trump.

L'eventuale utilizzo, per la prima volta nel conflitto con Teheran, segnerebbe un'escalation, anche se restano dubbi sulla sua efficacia nel raggiungere gli obiettivi strategici dichiarati. L'operazione potrebbe scattare prima o dopo le elezioni di midterm di novembre, mentre la campagna di bombardamenti statunitense prosegue da oltre sei mesi e i repubblicani temono ricadute elettorali.

Fonte: ZeroHedge

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USA SCHIERANO UNA TERZA PORTAEREI E 10.000 MILITARI VERSO L'IRAN

Gli Stati Uniti hanno inviato negli ultimi giorni un terzo gruppo d'attacco di portaerei e circa 10.000 militari aggiuntivi verso le acque che circondano l'Iran. Il Comando centrale statunitense (CENTCOM) ha ricevuto l'ordine di raggiungere la piena prontezza operativa, mentre proseguono sanzioni, pressione economica e contrasti nello Stretto di Hormuz.

Un rapporto del Congressional Research Service, diffuso il 5 ottobre, indica che almeno 81 velivoli militari statunitensi, tra aerei, elicotteri e droni, sono stati distrutti o danneggiati. Un'analisi del Center for Strategic and International Studies del 21 aprile rileva che in quattro delle sette categorie di munizioni esaminate i consumi hanno superato metà delle scorte precedenti al conflitto.

Fonte: Middle East Monitor

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LA CINA RESPINGE LA RICHIESTA USA DI NEGOZIATI SUL DISARMO NUCLEARE

La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha respinto oggi a Pechino la richiesta degli Stati Uniti di far partecipare la Cina ai negoziati sul disarmo nucleare, definendola ingiusta, infondata e irrealistica. Lo ha detto durante una conferenza stampa, commentando una recente dichiarazione del presidente statunitense Donald Trump.

Mao ha affermato che Washington, in quanto paese con un enorme arsenale nucleare, deve rispettare i propri impegni prioritari nel disarmo. Ha aggiunto che le capacità nucleari cinesi sono nettamente inferiori a quelle americane e russe. Trump aveva detto in precedenza di aver sollevato la questione del controllo degli armamenti nucleari nei colloqui con i suoi omologhi russo e cinese, Vladimir Putin e Xi Jinping.

Fonte: TASS

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LOCKHEED MARTIN FINANZIÒ SUSAN COLLINS MENTRE IL PROGRAMMA F-35 ERA SOTTO ESAME

Negli Stati Uniti, la senatrice repubblicana Susan Collins, del Maine, ha ricevuto 59.500 dollari da dipendenti e dirigenti di Lockheed Martin tra il 1° maggio e il 30 giugno 2023. In quei due mesi l'azienda era il suo maggiore donatore, mentre il programma F-35 affrontava un rapporto critico dell'ufficio di controllo del governo su ritardi e costi. Collins sedeva nella sottocommissione per gli stanziamenti alla Difesa.

Luglio 2023: ha votato a favore dello stanziamento per l'acquisto di 83 nuovi caccia F-35. Lockheed e i suoi lobbisti avevano speso centinaia di migliaia di dollari in due mesi per il bilancio militare. Un portavoce del comitato per gli stanziamenti del Senato ha negato che il sostegno al programma dipendesse dalle donazioni.

Fonte: The Intercept

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MOSCA REPLICA A MELONI SULL'ACCORDO SUL GASOLIO, ZELENSKY LA RINGRAZIA

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha liquidato ieri con poche parole le critiche di Giorgia Meloni all'intesa sul gasolio russo annunciata da Donald Trump dopo il colloquio telefonico con Vladimir Putin. Interpellata dall'Ansa, Zakharova ha risposto che le parole della presidente del Consiglio «prima di tutto non sono affari suoi».

Meloni aveva criticato l'accordo in Senato. La replica di Mosca arriva a pochi giorni dall'uscita polemica dell'ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, che in un'intervista all'agenzia Tass aveva descritto un'Italia divisa sulla guerra, contrapponendo alle posizioni ufficiali del governo quella che ha definito «l'altra Italia».

Da Kiev è arrivato il ringraziamento pubblico di Volodymyr Zelensky alla presidente del Consiglio per quella che ha chiamato una posizione «chiara e inequivocabile, di principio».

Fonte: Dagospia

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UN'ALTRA PETROLIERA IN FIAMME NELLO STRETTO DI HORMUZ

La Marina iraniana ha annunciato ieri di aver individuato nello Stretto di Hormuz una petroliera in fiamme, trovata nell'area orientale vietata al transito. Secondo la ricostruzione militare iraniana, l'unità stava attraversando la zona interdetta nel Golfo dell'Oman con i sistemi di localizzazione disattivati; l'incendio sarebbe stato provocato da una mina marina o da un attacco diretto. Circolano online immagini non verificate della nave in fiamme.

Nelle stesse acque, mercoledì, è affondata la portacontainer GFS Pride, battente bandiera di Singapore, colpita il giorno precedente da un proiettile non identificato. I 21 membri dell'equipaggio sono stati evacuati senza feriti.

Fonte: ZeroHedge

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BRUXELLES VERSO L'INTESA SUL DECRETO BOLLETTE ITALIANO

La Commissione europea ha confermato ieri che si sta delineando un accordo di massima con l'Italia sul decreto bollette, subordinato alle ultime verifiche tecniche. Alla vigilia del Consiglio europeo, il governo italiano ottiene un passo avanti sull'energia, mentre resta aperto il negoziato Ue sui margini della manovra.

Il meccanismo interviene sulle quote Ets, i permessi per emettere CO2 pagati dai produttori elettrici a gas. Quell'onere verrebbe trasferito sulle bollette, evitando che si incorpori nel prezzo all'ingrosso dell'elettricità: le centrali a gas possono fissare il prezzo di mercato anche per l'energia prodotta da altre fonti.

La premier Giorgia Meloni rivendica l'obiettivo di «una bolletta più leggera per una famiglia, un costo in meno per un'impresa» e rilancia il taglio dell'Irpef per il ceto medio.

Fonte: Il Resto del Carlino

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NETANYAHU DICHIARA PERMANENTE LO SFOLLAMENTO DEI PALESTINESI IN CISGIORDANIA

Pochi giorni dopo che l'Alta corte di giustizia israeliana ha ordinato un piano dettagliato per il ritorno di oltre 33.000 palestinesi sfollati con la forza dai campi profughi di Tulkarem, Jenin e Nur al-Shams, in Cisgiordania, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che lo sfollamento è permanente.

L'esercito israeliano ha inoltre avviato la costruzione di una base a Jenin, motivata da esigenze di sicurezza in vista del rientro dei profughi. Un rapporto congiunto delle organizzazioni israeliane Peace Now e Kerem Navot indicava che gli avamposti agricoli israeliani occupavano circa il 18 per cento delle terre della Cisgiordania occupata a dicembre 2025.

Fonte: Middle East Monitor

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USA, UN TRIBUNALE FEDERALE FA PROCEDERE LA CAUSA DEI SINDACATI CONTRO LA SORVEGLIANZA SUI SOCIAL

Un tribunale federale di New York ha respinto questo mese la richiesta del governo statunitense di archiviare la causa intentata da tre grandi sindacati contro il programma di sorveglianza della Rete. L'iniziativa riguarda la vigilanza automatizzata su social media e discorsi online di titolari di visto e carta verde, finalizzata a individuare e punire chi esprime opinioni contrarie all'amministrazione.

I sindacati United Auto Workers, Communications Workers of America e American Federation of Teachers citano in giudizio i Dipartimenti di Stato e della Sicurezza interna, sostenendo che il programma viola il Primo Emendamento. Il giudice Alvin K. Hellerstein ha respinto le eccezioni del governo sulla competenza del tribunale e sulla legittimazione ad agire dei sindacati, accolando in questa fase come vere le accuse della causa, che ora prosegue.

Fonte: Electronic Frontier Foundation

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TRUMP NEGA LA SOSPENSIONE DELL'INTELLIGENCE USA ALL'UCRAINA

Il presidente statunitense Donald Trump ha negato l'altro ieri, 14 ottobre, che Washington abbia interrotto la condivisione di informazioni di intelligence con l'Ucraina. «Stiamo aiutando Kiev e condividiamo informazioni», ha detto ai giornalisti, aggiungendo che gli Stati Uniti lavorano con Ucraina e Russia per chiudere la guerra, giunta al quinto anno.

La smentita segue le dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, che aveva lamentato l'assenza di preavvisi dai partner prima degli attacchi russi con 39 missili balistici su Kyiv e Kharkiv il 13 ottobre. A Kyiv un palazzo residenziale è stato colpito e almeno tre persone sono morte, ha riferito il sindaco Vitali Klitschko.

Sul fronte satellitare, il 14 ottobre un consigliere di Zelenskyy ha segnalato restrizioni ai servizi Starlink, in particolare alla versione militare Starshield, confermate dal chargé d'affaires ucraino a Washington come limiti di velocità per i terminali in movimento.

Fonte: OilPrice.com

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PROCESSO AD AMBURGO PER L'ATTENTATO AI GASDOTTI NORD STREAM

È iniziato mercoledì 14 ottobre ad Amburgo, davanti al Tribunale superiore anseatico, il processo contro Serhii Kuznietsov, 50enne ex ufficiale dell'esercito ucraino. La procura federale tedesca lo accusa di aver guidato il gruppo di sette persone che il 26 settembre 2022 fece esplodere tre delle quattro condotte dei gasdotti Nord Stream, nel Mar Baltico: per l'accusa è un crimine di guerra, un attacco a obiettivi civili.

L'atto d'accusa sostiene che Kuznietsov e gli altri agissero per conto di autorità statali ucraine; Kiev nega qualsiasi coinvolgimento statale. Sono previste una trentina di udienze fino a febbraio. La difesa ha chiesto l'archiviazione; il tribunale ha respinto la richiesta di immunità da combattente.

Un secondo sospetto, Volodymyr Zhuravliov, attende l'estradizione dalla Croazia, autorizzata a settembre da un tribunale di Pola.

Fonte: ZeroHedge

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