IL JTF-GOLD DI NORTHCOM COORDINERÀ LA CYBERGUERRA PER IL GOLDEN DOME
Negli Stati Uniti, il Joint Task Force-Gold (JTF-Gold) del Comando settentrionale (NORTHCOM) ha ricevuto l'incarico di abilitare capacità di cyberguerra per il sistema di difesa aerea e missilistica Golden Dome. Ieri a Washington, il vicecomandante del JTF-Gold, colonnello Kevin Stonerook, ha dichiarato che la cyberguerra è diventata un nuovo ambito di missione per l'unità, impegnata a coordinare una squadra di squadre con fornitori e agenzie governative.
Stonerook ha precisato che le attività cyber del task force sono finalizzate esclusivamente alla difesa delle capacità del Golden Dome da attacchi avversari, non a operazioni offensive. Il JTF-Gold, creato a gennaio e con sede presso la base Peterson in Colorado, conta circa 100 persone ed è coinvolto nella scelta dei siti e nella costruzione del primo impianto operativo del Golden Dome a Fort Story, in Virginia.
Fonte: Breaking Defense
— L'informazione che non ti cerca. @anotherworldnetwork
Negli Stati Uniti, il Joint Task Force-Gold (JTF-Gold) del Comando settentrionale (NORTHCOM) ha ricevuto l'incarico di abilitare capacità di cyberguerra per il sistema di difesa aerea e missilistica Golden Dome. Ieri a Washington, il vicecomandante del JTF-Gold, colonnello Kevin Stonerook, ha dichiarato che la cyberguerra è diventata un nuovo ambito di missione per l'unità, impegnata a coordinare una squadra di squadre con fornitori e agenzie governative.
Stonerook ha precisato che le attività cyber del task force sono finalizzate esclusivamente alla difesa delle capacità del Golden Dome da attacchi avversari, non a operazioni offensive. Il JTF-Gold, creato a gennaio e con sede presso la base Peterson in Colorado, conta circa 100 persone ed è coinvolto nella scelta dei siti e nella costruzione del primo impianto operativo del Golden Dome a Fort Story, in Virginia.
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TRE OPERATORI INTERDETTI PER MALTRATTAMENTI E VIOLENZE SU ANZIANE IN UNA RSA DEL MILANESE
Tre operatori socio-sanitari di una Rsa in provincia di Milano sono stati interdetti dalla professione in tutto il Paese, con provvedimenti resi noti ieri. Due uomini e una donna sono accusati di aver maltrattato quattro anziane ospiti della struttura: le donne venivano afferrate per i capelli, schiaffeggiate, insultate, derise e minacciate mentre venivano vestite o messe a letto. I due uomini rispondono anche di violenza sessuale, per abusi che sarebbero stati compiuti durante il lavaggio delle vittime.
L'indagine dei Nas di Milano, coordinata dalla Procura di Lodi, si è avvalsa di intercettazioni audio e video.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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Tre operatori socio-sanitari di una Rsa in provincia di Milano sono stati interdetti dalla professione in tutto il Paese, con provvedimenti resi noti ieri. Due uomini e una donna sono accusati di aver maltrattato quattro anziane ospiti della struttura: le donne venivano afferrate per i capelli, schiaffeggiate, insultate, derise e minacciate mentre venivano vestite o messe a letto. I due uomini rispondono anche di violenza sessuale, per abusi che sarebbero stati compiuti durante il lavaggio delle vittime.
L'indagine dei Nas di Milano, coordinata dalla Procura di Lodi, si è avvalsa di intercettazioni audio e video.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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MISSILI HOUTHI CONTRO IL PALAZZO PRESIDENZIALE DI ADEN, CINQUE MORTI
In Yemen, ieri, un attacco con missili balistici ha colpito il palazzo presidenziale al-Maashiq ad Aden, sede del governo sostenuto dall'Arabia Saudita. Secondo il ministro della Sanità yemenita, sono state uccise cinque persone e 16 sono rimaste ferite; tra le vittime figurano due uomini della scorta del primo ministro Shaya Al-Zandani. I vertici del governo sono rimasti illesi.
Si tratta del secondo attacco degli Houthi, gruppo sciita alleato dell'Iran, contro Aden dallo scorso 5 ottobre, quando il governo yemenita aveva annunciato un'operazione militare nazionale per riprendere il controllo delle aree in mano alla milizia. Nella stessa giornata altri missili balistici hanno colpito la città di Marib. La coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha riferito di aver condotto 1.250 attacchi contro gli Houthi nelle ultime 24 ore.
Fonte: ZeroHedge
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In Yemen, ieri, un attacco con missili balistici ha colpito il palazzo presidenziale al-Maashiq ad Aden, sede del governo sostenuto dall'Arabia Saudita. Secondo il ministro della Sanità yemenita, sono state uccise cinque persone e 16 sono rimaste ferite; tra le vittime figurano due uomini della scorta del primo ministro Shaya Al-Zandani. I vertici del governo sono rimasti illesi.
Si tratta del secondo attacco degli Houthi, gruppo sciita alleato dell'Iran, contro Aden dallo scorso 5 ottobre, quando il governo yemenita aveva annunciato un'operazione militare nazionale per riprendere il controllo delle aree in mano alla milizia. Nella stessa giornata altri missili balistici hanno colpito la città di Marib. La coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha riferito di aver condotto 1.250 attacchi contro gli Houthi nelle ultime 24 ore.
Fonte: ZeroHedge
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LOTITO AI PM: 5MILA MINACCE AL GIORNO E DUE PISTOLE PER DIFESA
Il senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha riferito al pm Lorenzo Del Giudice, il 30 giugno scorso, di essere andato in giro per parecchio tempo armato con due pistole a causa delle minacce degli ultras della Lazio. L'interrogatorio si è svolto nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma sulle manovre per favorire un cambio di proprietà del club.
Lotito ha detto di ricevere 5mila telefonate al giorno di minacce e di vedere pezzi della politica che remano contro di lui, senza fare nomi ma indicando chi commissiona articoli al direttore Capezzone sul Tempo e i resoconti in commissione antimafia.
Nell'inchiesta sono indagati il faccendiere Luigi Bisignani e i vertici della banca del Fucino Mauro Masi e Francesco Maiolini; il gip non ha autorizzato le intercettazioni richieste nei loro confronti.
Fonte: Dagospia
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Il senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha riferito al pm Lorenzo Del Giudice, il 30 giugno scorso, di essere andato in giro per parecchio tempo armato con due pistole a causa delle minacce degli ultras della Lazio. L'interrogatorio si è svolto nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma sulle manovre per favorire un cambio di proprietà del club.
Lotito ha detto di ricevere 5mila telefonate al giorno di minacce e di vedere pezzi della politica che remano contro di lui, senza fare nomi ma indicando chi commissiona articoli al direttore Capezzone sul Tempo e i resoconti in commissione antimafia.
Nell'inchiesta sono indagati il faccendiere Luigi Bisignani e i vertici della banca del Fucino Mauro Masi e Francesco Maiolini; il gip non ha autorizzato le intercettazioni richieste nei loro confronti.
Fonte: Dagospia
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IN CALABRIA PROTESTA DI CINQUE GIORNI CONTRO IL CARO CARBURANTE
Da oggi, 16 ottobre, la Calabria è attraversata da una protesta di cinque giorni contro il caro carburante e il caro vita. A mobilitarsi sono agricoltori, autotrasportatori, pescatori e imprenditori, con strade, porti e autostrade bloccati.
L'agitazione paralizza trasporti, scuole e attività commerciali e annuncia il blocco degli approvvigionamenti di carburante e beni primari, già scarsi per i blocchi in corso da giorni nel Sud Italia.
Alla mobilitazione calabrese, che punta a proseguire fino a Roma, si affiancano Sicilia, Puglia, Campania e Molise.
Fonte: ALI - Avvocati Liberi
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Da oggi, 16 ottobre, la Calabria è attraversata da una protesta di cinque giorni contro il caro carburante e il caro vita. A mobilitarsi sono agricoltori, autotrasportatori, pescatori e imprenditori, con strade, porti e autostrade bloccati.
L'agitazione paralizza trasporti, scuole e attività commerciali e annuncia il blocco degli approvvigionamenti di carburante e beni primari, già scarsi per i blocchi in corso da giorni nel Sud Italia.
Alla mobilitazione calabrese, che punta a proseguire fino a Roma, si affiancano Sicilia, Puglia, Campania e Molise.
Fonte: ALI - Avvocati Liberi
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MATTARELLA CRITICA IL NUMERO CRESCENTE DI GIORNATE NAZIONALI
Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha rilevato ieri l'aumento delle leggi che istituiscono Giornate nazionali dedicate a valori, eventi, propositi o aspetti della vita, senza criteri omogenei. Nelle ultime tre legislature ne sono state create 36, di cui 20 in quella in corso.
Mattarella ha promulgato la legge che istituisce la Giornata nazionale del Riciclo della Carta e, pochi giorni prima, quella della Meraviglia. Secondo il capo dello Stato è impossibile che le scuole celebrino 51 giornate nazionali.
Fonte: Ultim'ora Televideo
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Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha rilevato ieri l'aumento delle leggi che istituiscono Giornate nazionali dedicate a valori, eventi, propositi o aspetti della vita, senza criteri omogenei. Nelle ultime tre legislature ne sono state create 36, di cui 20 in quella in corso.
Mattarella ha promulgato la legge che istituisce la Giornata nazionale del Riciclo della Carta e, pochi giorni prima, quella della Meraviglia. Secondo il capo dello Stato è impossibile che le scuole celebrino 51 giornate nazionali.
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MELONI IN PARLAMENTO: IL SOSTEGNO A KIEV È CIÒ CHE RENDE POSSIBILE LA PACE
La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni è intervenuta oggi in Parlamento sulle guerre in corso e sui prezzi dei carburanti. Secondo Meloni, l'impennata dei prezzi del gasolio è dovuta soprattutto al conflitto in Iran e non a quello in Ucraina: la mossa statunitense sul gasolio russo avrà perciò scarsi risultati e presenta forti rischi.
Il sostegno all'Ucraina, ha aggiunto, non è l'alternativa alla pace ma ciò che la rende possibile: se Kiev smettesse di difendersi non ci sarebbe la pace, ma l'occupazione militare di una parte d'Europa.
Un gruppo di riformisti, non solo del Partito democratico, ha applaudito la premier.
Fonte: Corriere della Sera
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La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni è intervenuta oggi in Parlamento sulle guerre in corso e sui prezzi dei carburanti. Secondo Meloni, l'impennata dei prezzi del gasolio è dovuta soprattutto al conflitto in Iran e non a quello in Ucraina: la mossa statunitense sul gasolio russo avrà perciò scarsi risultati e presenta forti rischi.
Il sostegno all'Ucraina, ha aggiunto, non è l'alternativa alla pace ma ciò che la rende possibile: se Kiev smettesse di difendersi non ci sarebbe la pace, ma l'occupazione militare di una parte d'Europa.
Un gruppo di riformisti, non solo del Partito democratico, ha applaudito la premier.
Fonte: Corriere della Sera
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IL SUPER PAC PRO-PELTOLA IN ALASKA FINANZIATO DA UNA SOLA ONG DAI DONATORI SEGRETI
Negli Stati Uniti il super PAC Forward Alaska, che sostiene la candidata democratica Mary Peltola nella corsa al Senato per l'Alaska, ha raccolto 2,2 milioni di dollari tra agosto e settembre da un unico donatore. Il comitato lo ha reso noto ieri presentando alla Commissione elettorale federale il rapporto trimestrale di ottobre.
Il finanziatore è Alaska Headwaters, Inc., organizzazione senza scopo di lucro costituita quest'estate: chi la sostiene può restare anonimo e i suoi conti non saranno resi pubblici prima del voto.
Peltola ha dichiarato di voler contrastare i finanziamenti occulti alla politica, ma la sua campagna non ha precisato se inviterà i gruppi che la appoggiano a rivelare le proprie fonti di finanziamento.
Fonte: Sludge
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Negli Stati Uniti il super PAC Forward Alaska, che sostiene la candidata democratica Mary Peltola nella corsa al Senato per l'Alaska, ha raccolto 2,2 milioni di dollari tra agosto e settembre da un unico donatore. Il comitato lo ha reso noto ieri presentando alla Commissione elettorale federale il rapporto trimestrale di ottobre.
Il finanziatore è Alaska Headwaters, Inc., organizzazione senza scopo di lucro costituita quest'estate: chi la sostiene può restare anonimo e i suoi conti non saranno resi pubblici prima del voto.
Peltola ha dichiarato di voler contrastare i finanziamenti occulti alla politica, ma la sua campagna non ha precisato se inviterà i gruppi che la appoggiano a rivelare le proprie fonti di finanziamento.
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PENTAGONO, PIANI DI ATTACCO CONTRO L'IRAN CON LA «MADRE DI TUTTE LE BOMBE»
Il Pentagono ha messo a punto piani di attacco che prevedono l'impiego della GBU-43/B, la più grande bomba non nucleare dell'arsenale statunitense, nota come «madre di tutte le bombe», contro infrastrutture energetiche e siti nucleari iraniani. Lo hanno riferito ieri funzionari statunitensi, precisando che l'ordine spetta al presidente Donald Trump.
L'eventuale utilizzo, per la prima volta nel conflitto con Teheran, segnerebbe un'escalation, anche se restano dubbi sulla sua efficacia nel raggiungere gli obiettivi strategici dichiarati. L'operazione potrebbe scattare prima o dopo le elezioni di midterm di novembre, mentre la campagna di bombardamenti statunitense prosegue da oltre sei mesi e i repubblicani temono ricadute elettorali.
Fonte: ZeroHedge
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Il Pentagono ha messo a punto piani di attacco che prevedono l'impiego della GBU-43/B, la più grande bomba non nucleare dell'arsenale statunitense, nota come «madre di tutte le bombe», contro infrastrutture energetiche e siti nucleari iraniani. Lo hanno riferito ieri funzionari statunitensi, precisando che l'ordine spetta al presidente Donald Trump.
L'eventuale utilizzo, per la prima volta nel conflitto con Teheran, segnerebbe un'escalation, anche se restano dubbi sulla sua efficacia nel raggiungere gli obiettivi strategici dichiarati. L'operazione potrebbe scattare prima o dopo le elezioni di midterm di novembre, mentre la campagna di bombardamenti statunitense prosegue da oltre sei mesi e i repubblicani temono ricadute elettorali.
Fonte: ZeroHedge
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USA SCHIERANO UNA TERZA PORTAEREI E 10.000 MILITARI VERSO L'IRAN
Gli Stati Uniti hanno inviato negli ultimi giorni un terzo gruppo d'attacco di portaerei e circa 10.000 militari aggiuntivi verso le acque che circondano l'Iran. Il Comando centrale statunitense (CENTCOM) ha ricevuto l'ordine di raggiungere la piena prontezza operativa, mentre proseguono sanzioni, pressione economica e contrasti nello Stretto di Hormuz.
Un rapporto del Congressional Research Service, diffuso il 5 ottobre, indica che almeno 81 velivoli militari statunitensi, tra aerei, elicotteri e droni, sono stati distrutti o danneggiati. Un'analisi del Center for Strategic and International Studies del 21 aprile rileva che in quattro delle sette categorie di munizioni esaminate i consumi hanno superato metà delle scorte precedenti al conflitto.
Fonte: Middle East Monitor
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Gli Stati Uniti hanno inviato negli ultimi giorni un terzo gruppo d'attacco di portaerei e circa 10.000 militari aggiuntivi verso le acque che circondano l'Iran. Il Comando centrale statunitense (CENTCOM) ha ricevuto l'ordine di raggiungere la piena prontezza operativa, mentre proseguono sanzioni, pressione economica e contrasti nello Stretto di Hormuz.
Un rapporto del Congressional Research Service, diffuso il 5 ottobre, indica che almeno 81 velivoli militari statunitensi, tra aerei, elicotteri e droni, sono stati distrutti o danneggiati. Un'analisi del Center for Strategic and International Studies del 21 aprile rileva che in quattro delle sette categorie di munizioni esaminate i consumi hanno superato metà delle scorte precedenti al conflitto.
Fonte: Middle East Monitor
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LA CINA RESPINGE LA RICHIESTA USA DI NEGOZIATI SUL DISARMO NUCLEARE
La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha respinto oggi a Pechino la richiesta degli Stati Uniti di far partecipare la Cina ai negoziati sul disarmo nucleare, definendola ingiusta, infondata e irrealistica. Lo ha detto durante una conferenza stampa, commentando una recente dichiarazione del presidente statunitense Donald Trump.
Mao ha affermato che Washington, in quanto paese con un enorme arsenale nucleare, deve rispettare i propri impegni prioritari nel disarmo. Ha aggiunto che le capacità nucleari cinesi sono nettamente inferiori a quelle americane e russe. Trump aveva detto in precedenza di aver sollevato la questione del controllo degli armamenti nucleari nei colloqui con i suoi omologhi russo e cinese, Vladimir Putin e Xi Jinping.
Fonte: TASS
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La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha respinto oggi a Pechino la richiesta degli Stati Uniti di far partecipare la Cina ai negoziati sul disarmo nucleare, definendola ingiusta, infondata e irrealistica. Lo ha detto durante una conferenza stampa, commentando una recente dichiarazione del presidente statunitense Donald Trump.
Mao ha affermato che Washington, in quanto paese con un enorme arsenale nucleare, deve rispettare i propri impegni prioritari nel disarmo. Ha aggiunto che le capacità nucleari cinesi sono nettamente inferiori a quelle americane e russe. Trump aveva detto in precedenza di aver sollevato la questione del controllo degli armamenti nucleari nei colloqui con i suoi omologhi russo e cinese, Vladimir Putin e Xi Jinping.
Fonte: TASS
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LOCKHEED MARTIN FINANZIÒ SUSAN COLLINS MENTRE IL PROGRAMMA F-35 ERA SOTTO ESAME
Negli Stati Uniti, la senatrice repubblicana Susan Collins, del Maine, ha ricevuto 59.500 dollari da dipendenti e dirigenti di Lockheed Martin tra il 1° maggio e il 30 giugno 2023. In quei due mesi l'azienda era il suo maggiore donatore, mentre il programma F-35 affrontava un rapporto critico dell'ufficio di controllo del governo su ritardi e costi. Collins sedeva nella sottocommissione per gli stanziamenti alla Difesa.
Luglio 2023: ha votato a favore dello stanziamento per l'acquisto di 83 nuovi caccia F-35. Lockheed e i suoi lobbisti avevano speso centinaia di migliaia di dollari in due mesi per il bilancio militare. Un portavoce del comitato per gli stanziamenti del Senato ha negato che il sostegno al programma dipendesse dalle donazioni.
Fonte: The Intercept
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Negli Stati Uniti, la senatrice repubblicana Susan Collins, del Maine, ha ricevuto 59.500 dollari da dipendenti e dirigenti di Lockheed Martin tra il 1° maggio e il 30 giugno 2023. In quei due mesi l'azienda era il suo maggiore donatore, mentre il programma F-35 affrontava un rapporto critico dell'ufficio di controllo del governo su ritardi e costi. Collins sedeva nella sottocommissione per gli stanziamenti alla Difesa.
Luglio 2023: ha votato a favore dello stanziamento per l'acquisto di 83 nuovi caccia F-35. Lockheed e i suoi lobbisti avevano speso centinaia di migliaia di dollari in due mesi per il bilancio militare. Un portavoce del comitato per gli stanziamenti del Senato ha negato che il sostegno al programma dipendesse dalle donazioni.
Fonte: The Intercept
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MOSCA REPLICA A MELONI SULL'ACCORDO SUL GASOLIO, ZELENSKY LA RINGRAZIA
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha liquidato ieri con poche parole le critiche di Giorgia Meloni all'intesa sul gasolio russo annunciata da Donald Trump dopo il colloquio telefonico con Vladimir Putin. Interpellata dall'Ansa, Zakharova ha risposto che le parole della presidente del Consiglio «prima di tutto non sono affari suoi».
Meloni aveva criticato l'accordo in Senato. La replica di Mosca arriva a pochi giorni dall'uscita polemica dell'ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, che in un'intervista all'agenzia Tass aveva descritto un'Italia divisa sulla guerra, contrapponendo alle posizioni ufficiali del governo quella che ha definito «l'altra Italia».
Da Kiev è arrivato il ringraziamento pubblico di Volodymyr Zelensky alla presidente del Consiglio per quella che ha chiamato una posizione «chiara e inequivocabile, di principio».
Fonte: Dagospia
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La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha liquidato ieri con poche parole le critiche di Giorgia Meloni all'intesa sul gasolio russo annunciata da Donald Trump dopo il colloquio telefonico con Vladimir Putin. Interpellata dall'Ansa, Zakharova ha risposto che le parole della presidente del Consiglio «prima di tutto non sono affari suoi».
Meloni aveva criticato l'accordo in Senato. La replica di Mosca arriva a pochi giorni dall'uscita polemica dell'ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, che in un'intervista all'agenzia Tass aveva descritto un'Italia divisa sulla guerra, contrapponendo alle posizioni ufficiali del governo quella che ha definito «l'altra Italia».
Da Kiev è arrivato il ringraziamento pubblico di Volodymyr Zelensky alla presidente del Consiglio per quella che ha chiamato una posizione «chiara e inequivocabile, di principio».
Fonte: Dagospia
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UN'ALTRA PETROLIERA IN FIAMME NELLO STRETTO DI HORMUZ
La Marina iraniana ha annunciato ieri di aver individuato nello Stretto di Hormuz una petroliera in fiamme, trovata nell'area orientale vietata al transito. Secondo la ricostruzione militare iraniana, l'unità stava attraversando la zona interdetta nel Golfo dell'Oman con i sistemi di localizzazione disattivati; l'incendio sarebbe stato provocato da una mina marina o da un attacco diretto. Circolano online immagini non verificate della nave in fiamme.
Nelle stesse acque, mercoledì, è affondata la portacontainer GFS Pride, battente bandiera di Singapore, colpita il giorno precedente da un proiettile non identificato. I 21 membri dell'equipaggio sono stati evacuati senza feriti.
Fonte: ZeroHedge
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La Marina iraniana ha annunciato ieri di aver individuato nello Stretto di Hormuz una petroliera in fiamme, trovata nell'area orientale vietata al transito. Secondo la ricostruzione militare iraniana, l'unità stava attraversando la zona interdetta nel Golfo dell'Oman con i sistemi di localizzazione disattivati; l'incendio sarebbe stato provocato da una mina marina o da un attacco diretto. Circolano online immagini non verificate della nave in fiamme.
Nelle stesse acque, mercoledì, è affondata la portacontainer GFS Pride, battente bandiera di Singapore, colpita il giorno precedente da un proiettile non identificato. I 21 membri dell'equipaggio sono stati evacuati senza feriti.
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BRUXELLES VERSO L'INTESA SUL DECRETO BOLLETTE ITALIANO
La Commissione europea ha confermato ieri che si sta delineando un accordo di massima con l'Italia sul decreto bollette, subordinato alle ultime verifiche tecniche. Alla vigilia del Consiglio europeo, il governo italiano ottiene un passo avanti sull'energia, mentre resta aperto il negoziato Ue sui margini della manovra.
Il meccanismo interviene sulle quote Ets, i permessi per emettere CO2 pagati dai produttori elettrici a gas. Quell'onere verrebbe trasferito sulle bollette, evitando che si incorpori nel prezzo all'ingrosso dell'elettricità: le centrali a gas possono fissare il prezzo di mercato anche per l'energia prodotta da altre fonti.
La premier Giorgia Meloni rivendica l'obiettivo di «una bolletta più leggera per una famiglia, un costo in meno per un'impresa» e rilancia il taglio dell'Irpef per il ceto medio.
Fonte: Il Resto del Carlino
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La Commissione europea ha confermato ieri che si sta delineando un accordo di massima con l'Italia sul decreto bollette, subordinato alle ultime verifiche tecniche. Alla vigilia del Consiglio europeo, il governo italiano ottiene un passo avanti sull'energia, mentre resta aperto il negoziato Ue sui margini della manovra.
Il meccanismo interviene sulle quote Ets, i permessi per emettere CO2 pagati dai produttori elettrici a gas. Quell'onere verrebbe trasferito sulle bollette, evitando che si incorpori nel prezzo all'ingrosso dell'elettricità: le centrali a gas possono fissare il prezzo di mercato anche per l'energia prodotta da altre fonti.
La premier Giorgia Meloni rivendica l'obiettivo di «una bolletta più leggera per una famiglia, un costo in meno per un'impresa» e rilancia il taglio dell'Irpef per il ceto medio.
Fonte: Il Resto del Carlino
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