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NOBEL PER LA FISICA, UN GRUPPO DI GINEVRA NELLA COLLABORAZIONE ICECUBE

Il Nobel per la fisica assegnato quest'anno al fisico di origine belga Francis Halzen ha un legame svizzero, reso noto il 6 ottobre 2026: il gruppo di ricerca dell'Università di Ginevra guidato dalla fisica Teresa Montaruli fa parte della collaborazione internazionale IceCube, l'esperimento per cui Halzen è stato premiato.

I ricercatori ginevrini lavorano con i dati del grande rivelatore, impiegato per indagare tra l'altro l'origine dei neutrini ad alta energia. IceCube individua queste particelle seguendo le tracce luminose prodotte dalle loro rare interazioni con il ghiaccio antartico.

Poiché i neutrini interagiscono poco con ciò che li circonda, possono raggiungere la Terra da distanze enormi quasi senza ostacoli, aprendo un nuovo campo di osservazione dell'astrofisica delle alte energie.

Fonte: SWI swissinfo.ch
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MOSCA CONDANNA IL 27ESIMO PACCHETTO DI SANZIONI GIAPPONESE E ANNUNCIA CONTROMISURE

La Russia ha condannato il 27esimo pacchetto di sanzioni varato dal Giappone, definendolo illegittimo, e ha annunciato contromisure proporzionate, concentrate su settori di interesse giapponese. La condanna è arrivata lunedì dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

Tokyo aveva reso note le misure il 2 ottobre: il pacchetto colpisce 33 entità giuridiche, nove persone fisiche e alcune società con sede all'estero. Per la prima volta, le restrizioni riguardano anche il settore marittimo.

Fonte: CGTN World
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USA, 38 MILIARDI DI DOLLARI PER LE OPERAZIONI MILITARI CONTRO L'IRAN

Negli Stati Uniti, il Congressional Budget Office stima che il costo diretto delle operazioni di combattimento statunitensi contro l'Iran abbia raggiunto circa 38 miliardi di dollari al 1° agosto 2026. La cifra include la sostituzione di munizioni e mezzi perduti, le ore di volo aggiuntive, le operazioni militari e il maggior costo dei carburanti; non comprende le spese sostenute da altre agenzie federali né le conseguenze economiche di lungo periodo.

Secondo una stima dei membri democratici del Joint Economic Committee, dall'inizio del conflitto le famiglie americane hanno speso 71,5 miliardi di dollari in più per la benzina, circa 604 dollari per nucleo familiare. Un sondaggio Quinnipiac di giugno 2026 rilevava che il 60 per cento degli elettori statunitensi riteneva l'azione militare non valesse il suo costo, contro il 34 per cento; un rilevamento Reuters/Ipsos indicava che solo il 25 per cento la giudicava valida.

Fonte: Tehran Times
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ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI SULLA GESTIONE DELLO STADIO OLIMPICO DI TORINO

A Torino, un esposto sulla gestione dello Stadio Olimpico Grande Torino è stato reso noto il 6 ottobre 2026. A presentarlo alla Procura regionale della Corte dei Conti sono gli avvocati Paolo Rendina e Pierluigi Marengo, che chiedono di verificare un possibile danno erariale. La concessione decennale al Torino Fc è scaduta il 30 giugno 2025 ed è stata prorogata senza una nuova gara.

L'esposto chiede di confrontare il canone di 500mila euro l'anno, pagato dalla società di Urbano Cairo, con il valore dell'impianto e con canoni come i 2,2 milioni annui dello stadio Ferraris di Genova. Sono richiesti accertamenti anche su proroghe, accordi per i concerti, manutenzioni straordinarie e rimborsi per la viabilità.

Fonte: Lo Spiffero
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IN YEMEN GLI HOUTHI CONTROLLANO LA COSTA DEL MAR ROSSO E BAB AL-MANDEB

In Yemen il movimento Ansar Allah, noto come Houthi, ha completato a settembre la conquista della costa del Mar Rosso e dello stretto strategico di Bab al-Mandeb. Il gruppo, espressione della minoranza sciita zaydita, governa dalla guerra civile iniziata nel 2014 le aree più popolate del Paese, compresa la capitale Sanaa.

A luglio gli Houthi avevano annunciato un proprio blocco navale contro l'Arabia Saudita, in risposta all'assedio e alla ripresa dei bombardamenti sauditi sul Paese. Dal 2015 Riad guida una coalizione di Stati arabi sostenuta dagli Stati Uniti contro il movimento yemenita. La tregua raggiunta nel 2022 con il governo yemenita appoggiato dai sauditi non ha portato alla revoca del blocco.

Fonte: Scheerpost
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GAZA, UCCISO IL FIGLIO DEL DIRETTORE DELLA SANITÀ MUNIR AL-BURSH

A Gaza, il 19 settembre un attacco di droni israeliani ha ucciso Basir al-Bursh, figlio maggiore di Munir al-Bursh, direttore generale del ministero della Sanità della Striscia. Il padre ha raccontato di essersi trovato accanto al figlio poco prima che uscisse dalla tenda a ovest del campo profughi di Jabaliya.

Munir al-Bursh è tra i medici palestinesi diventati punto di riferimento per la documentazione della guerra. Secondo l'OMS, dal 2023 sono stati uccisi più di 1.700 operatori sanitari, con almeno 920 attacchi a strutture sanitarie. Circa 1,7 milioni di persone restano sfollate.

A New York, intanto, si è tenuta l'81esima sessione dell'Assemblea generale dell'Onu; il premier israeliano Benjamin Netanyahu è intervenuto il 24 settembre, mentre diverse delegazioni lasciavano l'aula.

Fonte: Consortium News
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GERMANIA, IL GOVERNO NON HA UN QUADRO CHIARO DELLA DEUTSCHLAND-APP

In Germania il ministro per la Digitalizzazione Karsten Wildberger (CDU) sta portando avanti la Deutschland-App, una piattaforma per digitalizzare la pubblica amministrazione. All'inizio di ottobre 2026 l'esecutivo non ha fornito indicazioni su quali aziende vi lavorino, quanto costi e quali funzioni avrà.

L'appaltatore generale è Deutsche Telekom, tramite T-Systems International GmbH: a essa il governo delega la scelta dei subappaltatori e la gestione di tempi e attività. L'esecutivo non sa dire se e come vi partecipino SAP e Schwarz Digits, né quantificare i costi sostenuti e quelli previsti.

L'incarico non è passato da una gara, ma da accordi quadro già esistenti. Nella prima fase gestione del prodotto, test e controllo spettano a ITZBund, KPMG e Capgemini, con un volume massimo di 1,2 milioni di euro. Il prototipo sarà testato nelle città pilota di Dortmund, Dresda, Erfurt, Amburgo, Norimberga e Wiesbaden.

Fonte: Netzpolitik.org
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IL PARTITO VERDE EUROPEO PRENDE LE DISTANZE DALLA MOZIONE DEI VERDI INGLESI SU ISRAELE

Il Partito Verde Europeo (EGP) si è dissociato dalla mozione approvata nei giorni scorsi dai delegati del congresso del Partito Verde di Inghilterra e Galles, che definisce il sionismo un'ideologia razzista e sostiene la formazione di un unico Stato democratico in Palestina. In una nota l'EGP ha dichiarato di prendere le distanze in modo inequivocabile dalla risoluzione, giudicandola contraria alle posizioni condivise del partito e dei suoi membri.

Nello stesso documento l'EGP condanna quello che definisce il genocidio dei palestinesi e le violazioni dei diritti umani attribuite all'attuale governo israeliano, chiedendo sanzioni dell'Unione Europea. Nessuna presa di distanza analoga risulta invece nei confronti dei Verdi tedeschi e dell'ex ministra degli Esteri Annalena Baerbock, rimasta in carica fino al maggio 2025, il cui governo aveva autorizzato esportazioni di armi verso Israele per oltre 485 milioni di euro tra l'ottobre 2023 e il maggio 2025.

Fonte: Jacobin
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ISRAELE: NETANYAHU NEGA AVVERTIMENTI SUL 7 OTTOBRE

In Israele, il governo di Benjamin Netanyahu è al centro di accuse di essere stato a conoscenza in anticipo dell'attacco del 7 ottobre 2023, quando combattenti guidati da Hamas hanno violato la barriera di confine con Gaza, uccidendo circa 1.200 persone e prendendo 251 ostaggi. Inizialmente i funzionari israeliani avevano descritto l'attacco come una sorpresa.

Successivamente sono emersi rapporti, libri e testimonianze di ex funzionari che indicano avvertimenti anticipati ai leader politici e militari israeliani. La questione è stata sollevata dai media israeliani mentre il Paese si avvicina alle elezioni di fine ottobre.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha negato di aver ricevuto avvertimenti e ha detto di aver ordinato azioni legali per diffamazione contro le accuse, definendole «false calunnie» diffuse «alla vigilia delle elezioni, da rivali politici e attori stranieri ostili».

Fonte: Sa Defenza Channel
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IRAN: BANCA CENTRALE TRASFERISCE OLTRE 1,5 MILIARDI DI DOLLARI VIA RUSSIA

La Banca Centrale dell'Iran ha trasferito più di 1,5 miliardi di dollari dei suoi fondi attraverso la rete bancaria russa. L'operazione serve a bypassare le sanzioni finanziarie statunitensi. I canali per aggirare le sanzioni tramite il sistema bancario russo sono stati riaperti.

La notizia è resa nota il 6 ottobre 2026. Oltre alla Cina, l'infrastruttura bancaria russa può essere utilizzata per regolare scambi commerciali con India, Brasile e nazioni africane. Il trasferimento rientra nella strategia di Teheran per mantenere attivi i flussi commerciali nonostante le restrizioni.

Fonte: Tehran Times
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GUERRA IN IRAN, L'ALLARME DI OSF SULLA CRISI ALIMENTARE GLOBALE

Pedro Abramovay, vicepresidente di Open Society Foundations (OSF), ha lanciato l'allarme a margine dell'Assemblea generale dell'Onu: a sette mesi dallo scoppio della guerra in Iran il rischio è una grave crisi alimentare globale.

La chiusura dello Stretto di Hormuz, la disponibilità di fertilizzanti e il costo del cibo sono i tre fattori indicati. Le pressioni ricadono soprattutto sui Paesi in via di sviluppo, dove l'aumento dei costi di carburante e fertilizzanti può ridurre i raccolti. A pesare anche gli effetti della guerra in Ucraina su grano e cereali e le attese per un forte El Niño.

Ha chiesto soluzioni multilaterali: consentire il passaggio dei fertilizzanti attraverso il blocco nello Stretto di Hormuz e delle granaglie dal Mar Nero, proteggendo i piccoli agricoltori.

Fonte: Inter Press Service
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UCRAINA, A GIUDIZIO L'EX DEPUTATO LOHVYNSKYI PER UNA FRODE DA 1,3 MILIONI DI DOLLARI

Le autorità anticorruzione ucraine hanno rinviato a giudizio l'ex deputato Heorhii Lohvynskyi e altre cinque persone, accusate di essersi appropriati di 54,18 milioni di grivnie, circa 1,3 milioni di dollari, di fondi pubblici e di averne riciclato i proventi. Il caso è stato reso noto il 6 ottobre 2026; l'indagine era stata avviata nel 2017.

Tra il 2013 e il 2016, secondo l'accusa, Lohvynskyi avrebbe organizzato la frode coinvolgendo la Golden Mandarin Oil e una controversia debitoria con la società energetica Kyivenergo. Il gruppo avrebbe usato una transazione amichevole davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo per far pagare allo Stato ucraino un debito privato, trasferendo poi le somme e riciclandole.

Tra gli imputati figurano Borys Babin, ex rappresentante del governo ucraino davanti alla Corte di Strasburgo, e l'ex vice ministra della Giustizia Nataliia Bernatska. Entrambi hanno respinto le accuse.

Fonte: OCCRP
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BAE SYSTEMS PRESENTA SHADOW EW, RADIO DEFINITA VIA SOFTWARE PER LA GUERRA ELETTRONICA

Il gruppo britannico della difesa BAE Systems ha presentato Shadow EW, una famiglia di radio definite via software di formato ridotto dedicata alla guerra elettronica offensiva. Il sistema è pensato per piattaforme aeree di piccole dimensioni, come droni e munizioni di massa, e punta a ridurre dimensioni, peso e consumo energetico rispetto agli apparati tradizionali.

Shadow EW riunisce in un unico dispositivo funzioni che prima richiedevano due, tre o quattro apparati, ed è modulare e basato su standard aperti, non vincolato a specifiche antenne, interfacce o aperture. Tra le capacità indicate figurano consapevolezza situazionale, targeting, sopravvivenza, inganno e comportamento collaborativo, oltre alla possibilità di aggiornamenti via software e firmware.

L'iniziativa è stata resa nota il 6 ottobre 2026.

Fonte: Breaking Defense
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IL CAPO DELLE IMPRESE PETROLIFERE BRITANNICHE DIFENDE ROSEBANK E JACKDAW

Nel Regno Unito David Whitehouse, amministratore delegato di Offshore Energies UK, la principale associazione di categoria britannica di petrolio e gas, ha sostenuto l'approvazione dei progetti di Jackdaw, giacimento di gas vicino ad Aberdeen, e Rosebank, giacimento di petrolio e gas vicino alle isole Shetland. Al congresso del Partito laburista a Liverpool, a fine settembre 2026, li ha definiti una forma di "leadership climatica" a sostegno dell'industria nazionale nel percorso verso emissioni nette zero.

Il governo britannico sta valutando se autorizzare i due progetti, che hanno ottenuto le licenze sotto i conservatori e sfuggirebbero all'impegno laburista del 2024 di bloccare nuove licenze nel Mare del Nord. Il gruppo di ricerca Uplift rileva che Rosebank produrrebbe circa 250 milioni di tonnellate di CO2 in dieci anni; i dati della North Sea Transition Authority indicano che la produzione di gas britannica emette più del doppio della CO2 del gas importato dalla Norvegia.

Fonte: DeSmog
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CORTE SUPREMA USA, UDIENZA SUL PROCESSO DI BOULDER CONTRO SUNCOR ED EXXONMOBIL

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha discusso lunedì, all'avvio del nuovo mandato di ottobre 2026, il caso Suncor Energy Inc. contro i commissari della contea di Boulder. Al centro c'è la causa intentata dalla città di Boulder, in Colorado, contro le compagnie petrolifere Suncor ed ExxonMobil: l'accusa è di aver usato pratiche di marketing ingannevole per vendere combustibili fossili, causando danni climatici alla città, di cui ora chiede il risarcimento.

Il procedimento arriva in appello dalla Corte Suprema del Colorado, che aveva respinto la richiesta di archiviazione e ammesso il processo. Le aziende sostengono che sia la legge federale, non quella statale, a regolare l'inquinamento atmosferico. Il giudice Samuel Alito si è ricusato.

Fonte: The Nation
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LITUANIA, PRIMO VOTO PER ELIMINARE IL DIVIETO SUI NUCLEARI

Il parlamento lituano (Seimas) ha compiuto il primo passo per eliminare il divieto costituzionale su armi di distruzione di massa e basi militari straniere. Il 6 ottobre 2026, 106 deputati su 141 hanno votato a favore della modifica dell'articolo 137 della Costituzione; una seconda votazione è prevista per il 12 gennaio 2027 e richiede almeno 94 voti.

Il presidente Gitanas Nauseda aveva avviato la procedura in luglio. La mossa segue l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump, che ha detto di valutare una base militare permanente in Lituania; il premier Mindaugas Sinkevičius si è detto disponibile a finanziarla. Gli Stati Uniti hanno truppe in Lituania a rotazione, ma non basi permanenti.

La Russia ha condannato la mossa. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che aumenta le tensioni e che Mosca prenderà le misure necessarie per la propria sicurezza.

Fonte: Antiwar.com
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NAPOLI, 60.000 AUTO CON TARGHE POLACCHE PER ELUDERE BOLLO E ASSICURAZIONE

Circa 60.000 automobilisti, in prevalenza a Napoli e dintorni, hanno trasferito la proprietà dei propri veicoli a società fittizie in Polonia e li hanno immatricolati lì, per risparmiare fino al 70% su bollo e assicurazione. La stima è dell'agenzia nazionale polacca degli assicuratori auto PBUK, che sulle strade italiane conta oltre 60.000 veicoli con targa polacca.

Le richieste di risarcimento per incidenti avvenuti in Italia e che hanno coinvolto veicoli non assicurati con targa polacca hanno raggiunto 35 milioni di zloty (8,9 milioni di dollari) nei primi otto mesi dell'anno, fino a fine agosto, contro 18 milioni nell'intero 2025 e poco meno di 7 milioni nel 2024. Nel 2024 la Guardia di Finanza ha intercettato un pacco diretto a Napoli con 21 targhe polacche e 14 carte di circolazione.

Il vicepresidente della PBUK, Piotr Zadrozny, ha collegato il fenomeno alla criminalità organizzata e ha segnalato che in alcuni casi la polizza promessa non viene mai stipulata. Italia e Polonia stanno intensificando i controlli.

Fonte: Dagospia
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