COMANDANTI IRANIANI AVVERTONO SU UN NUOVO CONFLITTO REGIONALE
A Teheran, il 5 ottobre 2026, i vertici militari iraniani hanno avvertito che un nuovo attacco statunitense o israeliano non resterebbe confinato al territorio iraniano. Il capo di stato maggiore delle Forze armate, Ali Abdollahi, ha detto che l'Iran risponderà senza limiti a un'eventuale azione americana e che un nuovo attacco israeliano avrebbe conseguenze per tutta la regione. Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Mohsen Rezaei, ha parlato di nuovi fronti in caso di ulteriore errore degli avversari.
Il generale Amir Hatami, comandante dell'esercito, ha affermato che lo scontro non è concluso e che le Forze armate resteranno pronte. Ali Fadavi, della Guardia rivoluzionaria, ha avvertito i paesi che ospitano basi americane che ogni punto da cui parta un'azione contro l'Iran sarà colpito, e ha sostenuto che al momento nessuna nave statunitense è presente nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo di Oman o nell'Oceano Indiano settentrionale.
Fonte: Tehran Times
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A Teheran, il 5 ottobre 2026, i vertici militari iraniani hanno avvertito che un nuovo attacco statunitense o israeliano non resterebbe confinato al territorio iraniano. Il capo di stato maggiore delle Forze armate, Ali Abdollahi, ha detto che l'Iran risponderà senza limiti a un'eventuale azione americana e che un nuovo attacco israeliano avrebbe conseguenze per tutta la regione. Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Mohsen Rezaei, ha parlato di nuovi fronti in caso di ulteriore errore degli avversari.
Il generale Amir Hatami, comandante dell'esercito, ha affermato che lo scontro non è concluso e che le Forze armate resteranno pronte. Ali Fadavi, della Guardia rivoluzionaria, ha avvertito i paesi che ospitano basi americane che ogni punto da cui parta un'azione contro l'Iran sarà colpito, e ha sostenuto che al momento nessuna nave statunitense è presente nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo di Oman o nell'Oceano Indiano settentrionale.
Fonte: Tehran Times
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AFGHANISTAN, UN DOCUMENTARIO SULLE MILIZIE ALLEATE DELL'OCCIDENTE A MUSA QALA
Il documentario "Winning Hearts and Minds" del giornalista danese-afghano Nagieb Khaja, realizzato con l'ex militare danese Martin Tamm Andersen e uscito nel 2023, ricostruisce la guerra in Afghanistan partendo da Musa Qala, capoluogo della provincia meridionale di Helmand. Nel 2006 truppe danesi e britanniche erano state schierate nella città per difendere dai talebani la polizia locale, che il film descrive come un cartello della droga.
Il documentario raccoglie testimonianze di vittime di rapimenti, abusi sessuali e punizioni collettive contro i villaggi, e ricostruisce il ruolo dei capi locali Issa Khan e Abdul Wali Koka, alleati delle forze statunitensi, britanniche e danesi.
L'invasione statunitense dell'Afghanistan è iniziata il 7 ottobre 2001; dopo il ritiro delle truppe internazionali nel 2021 i talebani sono tornati al potere.
Fonte: Democracy Now!
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Il documentario "Winning Hearts and Minds" del giornalista danese-afghano Nagieb Khaja, realizzato con l'ex militare danese Martin Tamm Andersen e uscito nel 2023, ricostruisce la guerra in Afghanistan partendo da Musa Qala, capoluogo della provincia meridionale di Helmand. Nel 2006 truppe danesi e britanniche erano state schierate nella città per difendere dai talebani la polizia locale, che il film descrive come un cartello della droga.
Il documentario raccoglie testimonianze di vittime di rapimenti, abusi sessuali e punizioni collettive contro i villaggi, e ricostruisce il ruolo dei capi locali Issa Khan e Abdul Wali Koka, alleati delle forze statunitensi, britanniche e danesi.
L'invasione statunitense dell'Afghanistan è iniziata il 7 ottobre 2001; dopo il ritiro delle truppe internazionali nel 2021 i talebani sono tornati al potere.
Fonte: Democracy Now!
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FREEPORT LNG RIPRENDE GLI AFFLUSSI DI GAS DOPO LO STOP DEL TRENO 2
Nel Texas, il terminal di esportazione di gas naturale liquefatto Freeport LNG sta riportando gli afflussi di gas verso i livelli abituali dopo che venerdì la manutenzione di un sistema di compressori ha fermato il treno di liquefazione 2, uno dei tre dell'impianto. Lunedì 5 ottobre i flussi sono tornati a circa 1,9 miliardi di piedi cubi al giorno, contro una media di 1,2 miliardi tra venerdì e domenica e in linea con i volumi precedenti allo stop.
A pieno regime l'impianto consuma circa 2,4 miliardi di piedi cubi al giorno e ha una capacità produttiva superiore a 17 milioni di tonnellate l'anno: interruzioni brevi bastano quindi a spostare la domanda statunitense di gas. Il gas non liquefatto per l'export resta sul mercato interno.
Fonte: OilPrice.com
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Nel Texas, il terminal di esportazione di gas naturale liquefatto Freeport LNG sta riportando gli afflussi di gas verso i livelli abituali dopo che venerdì la manutenzione di un sistema di compressori ha fermato il treno di liquefazione 2, uno dei tre dell'impianto. Lunedì 5 ottobre i flussi sono tornati a circa 1,9 miliardi di piedi cubi al giorno, contro una media di 1,2 miliardi tra venerdì e domenica e in linea con i volumi precedenti allo stop.
A pieno regime l'impianto consuma circa 2,4 miliardi di piedi cubi al giorno e ha una capacità produttiva superiore a 17 milioni di tonnellate l'anno: interruzioni brevi bastano quindi a spostare la domanda statunitense di gas. Il gas non liquefatto per l'export resta sul mercato interno.
Fonte: OilPrice.com
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DRONI GERAN COLPISCONO DATACENTER IN UCRAINA
Il ministero della Difesa russo ha annunciato il 6 ottobre che droni d'attacco Geran, impiegati dalla brigata Varyag delle Forze dei sistemi senza pilota, hanno colpito diversi data center in grandi città ucraine. L'obiettivo dichiarato è ridurre le capacità di comunicazione, la logistica militare e il controllo delle truppe ucraine.
Secondo il dicastero, i centri colpiti trattano dati per servizi pubblici e commerciali, compresi quelli utilizzati dalle forze armate ucraine. Tra questi i data center Parkovy, Ukrtelecom, Giga e Podolsky, indicati come infrastrutture strategiche dell'esercito ucraino.
Il ministero afferma che tutti gli obiettivi sono stati colpiti, citando dati di controllo oggettivo e filmati.
Fonte: TASS
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Il ministero della Difesa russo ha annunciato il 6 ottobre che droni d'attacco Geran, impiegati dalla brigata Varyag delle Forze dei sistemi senza pilota, hanno colpito diversi data center in grandi città ucraine. L'obiettivo dichiarato è ridurre le capacità di comunicazione, la logistica militare e il controllo delle truppe ucraine.
Secondo il dicastero, i centri colpiti trattano dati per servizi pubblici e commerciali, compresi quelli utilizzati dalle forze armate ucraine. Tra questi i data center Parkovy, Ukrtelecom, Giga e Podolsky, indicati come infrastrutture strategiche dell'esercito ucraino.
Il ministero afferma che tutti gli obiettivi sono stati colpiti, citando dati di controllo oggettivo e filmati.
Fonte: TASS
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RAPPORTO CIA: ISRAELE A RISCHIO COLLASSO O GUERRA CIVILE
In un rapporto di agosto, esperti della CIA avvertono che Israele rischia un collasso interno o una guerra civile a causa di tensioni tra gli israeliani. Il documento, intitolato "Fracture From Within", è stato prodotto dall'unità Red Cell.
Le divisioni riguardano l'esenzione dal servizio militare per gli ultraortodossi, che ha creato fratture nel blocco di destra del premier Benjamin Netanyahu e mette in dubbio il sostegno dei partiti UTJ e Shas. In vista delle elezioni del 27 ottobre, i sondaggi indicano che né Netanyahu né gli oppositori potrebbero raggiungere i 61 seggi necessari. Il rapporto cita anche veterani armati, violenza dei coloni in Cisgiordania e Gerusalemme Est, inflazione alimentare e spese militari. Tra gli eventi scatenanti, limitazioni agli investimenti tecnologici e la mancata normalizzazione con governi regionali.
Fonte: Middle East Eye
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In un rapporto di agosto, esperti della CIA avvertono che Israele rischia un collasso interno o una guerra civile a causa di tensioni tra gli israeliani. Il documento, intitolato "Fracture From Within", è stato prodotto dall'unità Red Cell.
Le divisioni riguardano l'esenzione dal servizio militare per gli ultraortodossi, che ha creato fratture nel blocco di destra del premier Benjamin Netanyahu e mette in dubbio il sostegno dei partiti UTJ e Shas. In vista delle elezioni del 27 ottobre, i sondaggi indicano che né Netanyahu né gli oppositori potrebbero raggiungere i 61 seggi necessari. Il rapporto cita anche veterani armati, violenza dei coloni in Cisgiordania e Gerusalemme Est, inflazione alimentare e spese militari. Tra gli eventi scatenanti, limitazioni agli investimenti tecnologici e la mancata normalizzazione con governi regionali.
Fonte: Middle East Eye
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LA SVIZZERA VALUTA IL DIVIETO DI HEZBOLLAH, I PARTITI SI DIVIDONO
In Svizzera è in corso nell'ottobre 2026 la consultazione su una proposta che estende a Hezbollah il divieto già in vigore contro Hamas. Il testo, presentato dal governo su richiesta del Parlamento, raccoglie il sostegno dei partiti di destra e di centro.
Il Partito di Centro e il Partito Liberale Radicale ritengono opportuno inserire il divieto nella legge che già mette fuori legge Hamas, vista la vicinanza tra i due gruppi. L'Unione Democratica di Centro, primo partito del Paese, sostiene che la misura colmerebbe una lacuna nella sicurezza svizzera.
I Verdi respingono il divieto, giudicando il testo troppo vago e soggetto ad applicazione arbitraria. Le Giuriste democratiche svizzere lo rifiutano per ragioni di separazione dei poteri. I Socialdemocratici non si pronunciano né a favore né contro.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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In Svizzera è in corso nell'ottobre 2026 la consultazione su una proposta che estende a Hezbollah il divieto già in vigore contro Hamas. Il testo, presentato dal governo su richiesta del Parlamento, raccoglie il sostegno dei partiti di destra e di centro.
Il Partito di Centro e il Partito Liberale Radicale ritengono opportuno inserire il divieto nella legge che già mette fuori legge Hamas, vista la vicinanza tra i due gruppi. L'Unione Democratica di Centro, primo partito del Paese, sostiene che la misura colmerebbe una lacuna nella sicurezza svizzera.
I Verdi respingono il divieto, giudicando il testo troppo vago e soggetto ad applicazione arbitraria. Le Giuriste democratiche svizzere lo rifiutano per ragioni di separazione dei poteri. I Socialdemocratici non si pronunciano né a favore né contro.
Fonte: SWI swissinfo.ch
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BANCA MONDIALE: L'ASIA ESAURISCE LE RISERVE IN DOLLARI PER L'ENERGIA
Il 6 ottobre 2026 la Banca Mondiale ha diffuso un rapporto in cui avverte che i paesi asiatici stanno esaurendo le riserve in dollari utilizzate per sovvenzionare i consumi energetici. La crisi dell'approvvigionamento energetico, legata alla guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, ha spinto Indonesia, Thailandia e Vietnam a ridurre le riserve valutarie tra il 15% e il 40% dall'inizio del conflitto.
La Banca Mondiale rileva che i sussidi hanno contenuto gli aumenti dei prezzi al dettaglio della benzina, ma non l'inflazione complessiva, salita bruscamente in molti paesi. Il rapporto indica nell'intelligenza artificiale una possibile via per aumentare la produzione interna di elettricità e ridurre la dipendenza dalle importazioni, ma avverte che i data center saranno un vantaggio solo se alimentati da fonti non fossili.
Fonte: Scenari Economici
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Il 6 ottobre 2026 la Banca Mondiale ha diffuso un rapporto in cui avverte che i paesi asiatici stanno esaurendo le riserve in dollari utilizzate per sovvenzionare i consumi energetici. La crisi dell'approvvigionamento energetico, legata alla guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, ha spinto Indonesia, Thailandia e Vietnam a ridurre le riserve valutarie tra il 15% e il 40% dall'inizio del conflitto.
La Banca Mondiale rileva che i sussidi hanno contenuto gli aumenti dei prezzi al dettaglio della benzina, ma non l'inflazione complessiva, salita bruscamente in molti paesi. Il rapporto indica nell'intelligenza artificiale una possibile via per aumentare la produzione interna di elettricità e ridurre la dipendenza dalle importazioni, ma avverte che i data center saranno un vantaggio solo se alimentati da fonti non fossili.
Fonte: Scenari Economici
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IL SISTEMA GADAA DEI BOORANA E LE ELEZIONI KENIOTE DEL 2027
Nelle zone di pascolo del sud dell'Etiopia e del nord del Kenya la comunità Boorana Oromo pratica da generazioni il sistema Gadaa, iscritto dall'UNESCO nel 2016 come patrimonio culturale immateriale dell'umanità. La guida politica ruota ogni otto anni tra cinque gruppi Gogeessa e torna al primo dopo quarant'anni; accanto all'Abba Gadaa operano un consiglio di consiglieri, un'autorità per la legge e l'istituzione Siinqee, che dà voce alle donne nelle dispute. Le donne restano però escluse dalle classi di età che portano alle cariche politiche.
In Kenya si vota il 10 agosto 2027. Gruppi di peacebuilding stimano tra il 70 e l'82 per cento il rischio di violenza prima del voto, e il richiamo ricorrente è alla crisi post-elettorale del 2007-2008, che causò circa 1.200 vittime.
Fonte: African Arguments
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Nelle zone di pascolo del sud dell'Etiopia e del nord del Kenya la comunità Boorana Oromo pratica da generazioni il sistema Gadaa, iscritto dall'UNESCO nel 2016 come patrimonio culturale immateriale dell'umanità. La guida politica ruota ogni otto anni tra cinque gruppi Gogeessa e torna al primo dopo quarant'anni; accanto all'Abba Gadaa operano un consiglio di consiglieri, un'autorità per la legge e l'istituzione Siinqee, che dà voce alle donne nelle dispute. Le donne restano però escluse dalle classi di età che portano alle cariche politiche.
In Kenya si vota il 10 agosto 2027. Gruppi di peacebuilding stimano tra il 70 e l'82 per cento il rischio di violenza prima del voto, e il richiamo ricorrente è alla crisi post-elettorale del 2007-2008, che causò circa 1.200 vittime.
Fonte: African Arguments
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IN SIBERIA MUORE UNA RICERCATRICE DELL'ISTITUTO ANTI-PESTE, QUASI 200 PERSONE SOTTO SORVEGLIANZA
È nella regione russa di Irkutsk, in Siberia, che è scattato l'allarme biologico dopo la morte di Daria Shipilova, ricercatrice 28enne dell'Istituto di ricerca anti-peste di Shelekhov. Ricoverata d'urgenza a fine settembre per un'infezione respiratoria, è deceduta in terapia intensiva in quarantotto ore per una polmonite acuta.
Quasi duecento persone sono state poste sotto sorveglianza medica e cinque ospedali chiusi per quarantena. Sulla causa del decesso restano due ipotesi: la rottura accidentale di una fiala con campioni vivi del batterio Yersinia pestis e un contagio naturale durante una missione nella vicina Buriazia, al confine con la Mongolia, dove il batterio è endemico tra i roditori selvatici.
La fonderia Irkutsk Aluminum Plant (RUSAL) ha ordinato mascherine protettive per tutto il personale. La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato, insieme al Centro statunitense per il controllo delle malattie (CDC), seguono l'evoluzione della vicenda.
Fonte: Scenari Economici
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È nella regione russa di Irkutsk, in Siberia, che è scattato l'allarme biologico dopo la morte di Daria Shipilova, ricercatrice 28enne dell'Istituto di ricerca anti-peste di Shelekhov. Ricoverata d'urgenza a fine settembre per un'infezione respiratoria, è deceduta in terapia intensiva in quarantotto ore per una polmonite acuta.
Quasi duecento persone sono state poste sotto sorveglianza medica e cinque ospedali chiusi per quarantena. Sulla causa del decesso restano due ipotesi: la rottura accidentale di una fiala con campioni vivi del batterio Yersinia pestis e un contagio naturale durante una missione nella vicina Buriazia, al confine con la Mongolia, dove il batterio è endemico tra i roditori selvatici.
La fonderia Irkutsk Aluminum Plant (RUSAL) ha ordinato mascherine protettive per tutto il personale. La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato, insieme al Centro statunitense per il controllo delle malattie (CDC), seguono l'evoluzione della vicenda.
Fonte: Scenari Economici
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MISSILI HOUTHI CONTRO L'AEROPORTO DI RIYADH
La notte scorsa i ribelli Houthi dello Yemen hanno attaccato con missili balistici l'aeroporto di Riyadh, in Arabia Saudita.
L'attacco ha colpito lo scalo aereo della capitale saudita durante la notte. Il lancio è stato reso noto il 6 ottobre 2026.
Riyadh è la capitale dell'Arabia Saudita. L'azione dei ribelli yemeniti ha avuto come obiettivo l'aeroporto della città.
Fonte: Saker Italia
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La notte scorsa i ribelli Houthi dello Yemen hanno attaccato con missili balistici l'aeroporto di Riyadh, in Arabia Saudita.
L'attacco ha colpito lo scalo aereo della capitale saudita durante la notte. Il lancio è stato reso noto il 6 ottobre 2026.
Riyadh è la capitale dell'Arabia Saudita. L'azione dei ribelli yemeniti ha avuto come obiettivo l'aeroporto della città.
Fonte: Saker Italia
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AL CONGRESSO DEL GREEN PARTY A BRIGHTON PROTESTE SULLA MOZIONE CHE DEFINISCE IL SIONISMO RAZZISMO
Nel Regno Unito, il congresso del Green Party a Brighton è stato accompagnato sabato da una protesta di attivisti pro-Israele, che hanno gridato slogan contro i militanti verdi in arrivo nella sede della conferenza. I manifestanti hanno esposto bandiere israeliane e cartelli contrari alla mozione in discussione; nella stessa zona un gruppo di contro-manifestanti, in maggioranza iscritti al partito, ha sfilato con bandiere palestinesi. La polizia ha tenuto separati i due schieramenti.
Domenica gli iscritti sono chiamati a votare la mozione presentata dalla britannica di origine palestinese Lubna Speitan, che chiede di dichiarare il sionismo una forma di razzismo. Se approvata, diventerebbe la linea ufficiale del partito, che sarebbe il primo grande partito britannico a riconoscerlo.
Fonte: Middle East Eye
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Nel Regno Unito, il congresso del Green Party a Brighton è stato accompagnato sabato da una protesta di attivisti pro-Israele, che hanno gridato slogan contro i militanti verdi in arrivo nella sede della conferenza. I manifestanti hanno esposto bandiere israeliane e cartelli contrari alla mozione in discussione; nella stessa zona un gruppo di contro-manifestanti, in maggioranza iscritti al partito, ha sfilato con bandiere palestinesi. La polizia ha tenuto separati i due schieramenti.
Domenica gli iscritti sono chiamati a votare la mozione presentata dalla britannica di origine palestinese Lubna Speitan, che chiede di dichiarare il sionismo una forma di razzismo. Se approvata, diventerebbe la linea ufficiale del partito, che sarebbe il primo grande partito britannico a riconoscerlo.
Fonte: Middle East Eye
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BANCA MONDIALE: L'ASIA ESAURISCE LE RISORSE CONTRO LO SHOCK ENERGETICO
La Banca Mondiale avverte che i Paesi asiatici stanno esaurendo le risorse per rispondere allo shock energetico provocato dalla guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. In un rapporto di inizio ottobre 2026 l'istituzione indica nei sussidi ai carburanti la risposta più diffusa tra le economie emergenti.
Indonesia, Thailandia e Vietnam hanno visto le riserve in dollari calare tra il 15% e il 40% dall'inizio del conflitto. I sussidi hanno contenuto i prezzi della benzina al dettaglio, ma l'effetto si è attenuato sull'inflazione generale, salita nettamente in molti Paesi.
Il rapporto è dedicato al potenziale dell'intelligenza artificiale per la crescita asiatica e cita la dipendenza dalle importazioni energetiche tra i principali ostacoli. L'AI potrebbe favorire la produzione elettrica interna e ridurre la domanda di energia importata, ma la dipendenza dalle attività industriali legate all'AI resta un rischio.
Fonte: OilPrice.com
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La Banca Mondiale avverte che i Paesi asiatici stanno esaurendo le risorse per rispondere allo shock energetico provocato dalla guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. In un rapporto di inizio ottobre 2026 l'istituzione indica nei sussidi ai carburanti la risposta più diffusa tra le economie emergenti.
Indonesia, Thailandia e Vietnam hanno visto le riserve in dollari calare tra il 15% e il 40% dall'inizio del conflitto. I sussidi hanno contenuto i prezzi della benzina al dettaglio, ma l'effetto si è attenuato sull'inflazione generale, salita nettamente in molti Paesi.
Il rapporto è dedicato al potenziale dell'intelligenza artificiale per la crescita asiatica e cita la dipendenza dalle importazioni energetiche tra i principali ostacoli. L'AI potrebbe favorire la produzione elettrica interna e ridurre la domanda di energia importata, ma la dipendenza dalle attività industriali legate all'AI resta un rischio.
Fonte: OilPrice.com
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LEONARDO DRS CREA UNA CONTROLLATA NEL REGNO UNITO PER PRODURRE RADIO TATTICHE
Leonardo DRS, braccio statunitense del gruppo italiano della difesa Leonardo, ha annunciato il 6 ottobre 2026 la creazione di DRS UK, una nuova controllata con sede nel Regno Unito che avvierà la produzione locale di radio tattiche.
Il nuovo sito produttivo amplia la capacità manifatturiera dell'azienda e serve i clienti della difesa britannici, i partner industriali e gli integratori di sistemi. La controllata dovrà sostenere le esigenze del Regno Unito su capacità antidrone, difesa aerea e sistemi di protezione attiva, e fungerà da polo strategico per il settore delle radio tattiche in Europa.
L'amministratore delegato John Baylouny ha legato l'investimento alla volontà di lavorare più da vicino con l'industria britannica su contromisure anti-UAS, difesa aerea e protezione delle forze. Non sono stati resi noti dettagli sul sito né sulla produzione prevista.
Fonte: Breaking Defense
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Leonardo DRS, braccio statunitense del gruppo italiano della difesa Leonardo, ha annunciato il 6 ottobre 2026 la creazione di DRS UK, una nuova controllata con sede nel Regno Unito che avvierà la produzione locale di radio tattiche.
Il nuovo sito produttivo amplia la capacità manifatturiera dell'azienda e serve i clienti della difesa britannici, i partner industriali e gli integratori di sistemi. La controllata dovrà sostenere le esigenze del Regno Unito su capacità antidrone, difesa aerea e sistemi di protezione attiva, e fungerà da polo strategico per il settore delle radio tattiche in Europa.
L'amministratore delegato John Baylouny ha legato l'investimento alla volontà di lavorare più da vicino con l'industria britannica su contromisure anti-UAS, difesa aerea e protezione delle forze. Non sono stati resi noti dettagli sul sito né sulla produzione prevista.
Fonte: Breaking Defense
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GIORDANIA E GOLFO CONDANNANO GLI ATTACCHI HOUTHI AGLI AEROPORTI SAUDITI
La Giordania e il Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) hanno condannato gli attacchi condotti dai ribelli Houthi contro infrastrutture civili in Arabia Saudita. Il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi ha espresso al collega saudita, il principe Faisal bin Farhan, la piena solidarietà di Amman a Riad e il sostegno alle misure adottate dal regno per la propria sicurezza.
Martedì il segretario generale del GCC, Jasem Mohamed Albudaiwi, ha condannato i colpi che hanno colpito l'aeroporto internazionale King Abdullah bin Abdulaziz di Jazan e l'aeroporto internazionale di Najran, nel sud del Paese. L'autorità saudita per l'aviazione civile ha riferito che i due scali sono stati attaccati lunedì sera, con tre feriti lievi e danni materiali.
Gli Houthi, movimento yemenita, hanno rivendicato attacchi con missili e droni in diverse zone dell'Arabia Saudita, comprese le strutture che hanno definito sensibili a Jazan e Najran.
Fonte: Anadolu Agency
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La Giordania e il Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) hanno condannato gli attacchi condotti dai ribelli Houthi contro infrastrutture civili in Arabia Saudita. Il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi ha espresso al collega saudita, il principe Faisal bin Farhan, la piena solidarietà di Amman a Riad e il sostegno alle misure adottate dal regno per la propria sicurezza.
Martedì il segretario generale del GCC, Jasem Mohamed Albudaiwi, ha condannato i colpi che hanno colpito l'aeroporto internazionale King Abdullah bin Abdulaziz di Jazan e l'aeroporto internazionale di Najran, nel sud del Paese. L'autorità saudita per l'aviazione civile ha riferito che i due scali sono stati attaccati lunedì sera, con tre feriti lievi e danni materiali.
Gli Houthi, movimento yemenita, hanno rivendicato attacchi con missili e droni in diverse zone dell'Arabia Saudita, comprese le strutture che hanno definito sensibili a Jazan e Najran.
Fonte: Anadolu Agency
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ERDOGAN CONDANNA LE ARMI NELLO SPAZIO ALLA CONFERENZA DI ANTALYA
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha condannato la corsa agli armamenti nello spazio, intervenendo lunedì alla 77esima Conferenza astronautica internazionale (IAC) di Antalya, nel sud della Turchia. Davanti a diplomatici e rappresentanti delle agenzie spaziali ha definito sbagliato inviare armi in orbita o trasformare lo spazio in un terreno di competizione militare, indicandolo come una minaccia diretta al futuro comune dell'umanità.
Erdogan è il primo leader della Nato a condannare la militarizzazione dello spazio, dopo che gli Stati Uniti hanno ammesso il mese scorso di aver collocato un'arma in orbita terrestre. Il segretario dell'Aeronautica statunitense Troy Meink ha confermato il dispiegamento per contrastare minacce in evoluzione, senza precisare quando l'arma sia stata messa in orbita né le sue capacità.
Fonte: Middle East Eye
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha condannato la corsa agli armamenti nello spazio, intervenendo lunedì alla 77esima Conferenza astronautica internazionale (IAC) di Antalya, nel sud della Turchia. Davanti a diplomatici e rappresentanti delle agenzie spaziali ha definito sbagliato inviare armi in orbita o trasformare lo spazio in un terreno di competizione militare, indicandolo come una minaccia diretta al futuro comune dell'umanità.
Erdogan è il primo leader della Nato a condannare la militarizzazione dello spazio, dopo che gli Stati Uniti hanno ammesso il mese scorso di aver collocato un'arma in orbita terrestre. Il segretario dell'Aeronautica statunitense Troy Meink ha confermato il dispiegamento per contrastare minacce in evoluzione, senza precisare quando l'arma sia stata messa in orbita né le sue capacità.
Fonte: Middle East Eye
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YEMEN, GLI HOUTHI AVANZANO A TAIZ E VERSO AL-TURBAH
In Yemen, nella mattinata del 6 ottobre, le forze houthi sono avanzate nell'area di Al-Turbah in direzione di Quds e Al-Ahkum, accerchiando le forze governative.
Nella provincia di Taiz gli houthi sono avanzati verso Al-Masrakh e Al-Aqroud e a nord di Yafras.
Sono stati lanciati attacchi con missili e droni contro Marib, l'asse di Bab al-Mandab e l'Arabia Saudita. Raid aerei hanno colpito postazioni houthi a Saada, Al-Hudaydah, Taiz e Hajjah.
Fonte: Saker Italia
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In Yemen, nella mattinata del 6 ottobre, le forze houthi sono avanzate nell'area di Al-Turbah in direzione di Quds e Al-Ahkum, accerchiando le forze governative.
Nella provincia di Taiz gli houthi sono avanzati verso Al-Masrakh e Al-Aqroud e a nord di Yafras.
Sono stati lanciati attacchi con missili e droni contro Marib, l'asse di Bab al-Mandab e l'Arabia Saudita. Raid aerei hanno colpito postazioni houthi a Saada, Al-Hudaydah, Taiz e Hajjah.
Fonte: Saker Italia
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CARNEY SI È PREPARATO AL RISCHIO ESTREMO DI UN'AZIONE MILITARE USA CONTRO IL CANADA
Il primo ministro canadese Mark Carney ha detto di aver preparato il Paese, nell'ultimo anno, all'ipotesi remota ma non impossibile che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ordini un'azione militare contro il Canada. In un'intervista rilasciata il mese scorso ha legato la preoccupazione alle minacce di Trump di fare del Canada il 51esimo Stato americano.
Timothy Sayle, docente dell'Università di Toronto, giudica fondato il timore: la probabilità è molto bassa, ha spiegato, ma non nulla, e l'incursione statunitense in Venezuela e le pressioni sulla Groenlandia hanno spinto gli alleati a riconsiderare i rischi.
A Washington l'ammiraglio Samuel J. Paparo, comandante del Comando del Pacifico, ha respinto l'ipotesi. Vincent Rigby, ex consigliere canadese per la sicurezza nazionale, l'ha descritta come uno scenario a probabilità molto bassa e impatto molto alto.
Fonte: Tehran Times
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Il primo ministro canadese Mark Carney ha detto di aver preparato il Paese, nell'ultimo anno, all'ipotesi remota ma non impossibile che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ordini un'azione militare contro il Canada. In un'intervista rilasciata il mese scorso ha legato la preoccupazione alle minacce di Trump di fare del Canada il 51esimo Stato americano.
Timothy Sayle, docente dell'Università di Toronto, giudica fondato il timore: la probabilità è molto bassa, ha spiegato, ma non nulla, e l'incursione statunitense in Venezuela e le pressioni sulla Groenlandia hanno spinto gli alleati a riconsiderare i rischi.
A Washington l'ammiraglio Samuel J. Paparo, comandante del Comando del Pacifico, ha respinto l'ipotesi. Vincent Rigby, ex consigliere canadese per la sicurezza nazionale, l'ha descritta come uno scenario a probabilità molto bassa e impatto molto alto.
Fonte: Tehran Times
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