Amici del reyky di Usui shiki ryoho
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Ci vuole poco per entrare in contatto con l energia Universale
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Durante i corsi di Reiki di Primo Livello, grazie ad una serie di armonizzazioni energetiche, che ripristinano il naturale passaggio di energia vitale attraverso il nostro corpo, ritorniamo ad essere nuovamente in grado di fruire di questa energia.
 
Possiamo quindi far scorrere questa energia su noi stessi o sugli altri, rimuovendo i blocchi energetici ed attivando un processo di armonizzazione con noi stessi e con il mondo che ci circonda. Secondo Reiki il benessere ed il riequilibrio, così come la crescita interiore, non sono altro che la naturale conseguenza di questo stato di armonia.
 
Questa disciplina è molto semplice e alla portata di tutti. Non sono necessarie capacità particolari ed è sufficiente un corso di un fine settimana per essere in grado di applicarlo efficacemente per sé e per gli altri.
Il corso di Primo Livello di Reiki è aperto a tutti. Durante il seminario le persone affrontano la parte teorica relativa ad argomenti quali la storia di Reiki, la visione olistica della malattia, l'energia e molto altro.

Si ricevono le quattro armonizzazioni energetiche di primo livello, che hanno lo scopo di ripulire i canali energetici principali che attraversano il nostro corpo. In questo modo si può diventare dei canali dell'energia di Reiki e trasmetterla attraverso le mani.
Si imparano quindi i trattamenti di primo livello e si fa pratica della loro applicazione.
Il primo livello di Reiki ci apre la porta verso una maggior conoscenza di sé e verso una maggiore consapevolezza.


 
Cosa vuol dire “Fare Reiki”?
Fare Reiki vuol dire semplicemente recuperare il significato di un gesto che facciamo già. Indipendentemente da qualunque etnia, religione, ideologia o filosofia, se ci fa male qualche parte del corpo ci appoggiamo subito sopra le mani. Pensandoci bene, da un punto di vista logico-razionale non ha alcun senso, perché non ci mettiamo un dito o un gomito? Inoltre, per quale motivo facciamo tutti lo stesso gesto? Sappiamo che la gestualità cambia enormemente da nazione a nazione eppure tutti, ma proprio tutti, appoggiano le mani sulla parte del corpo dolorante. E’ un gesto innato che va al di là di ogni confine e barriera.
La risposta è molto semplice: è sempre stato un gesto di guarigione. Con il passare dei millenni, con l’avvento delle prime forme di tecnologia e della razionalità, l’essere umano ha dimenticato di potersi “autoguarire” semplicemente appoggiando le mani su di sé. I canali predisposti non sono più stati utilizzati ma sostituiti con rimedi provenienti dall’esterno. Eppure è un gesto talmente innato e naturale (tra l’altro la voce del corpo sa bene dove farci appoggiare le mani) che è rimasto pur avendo dimenticato come far fluire l’energia riequilibrante dalle nostre mani. Soprattutto in Occidente i canali energetici dai quali fluisce il Reiki sono stati dimenticati per secoli e secoli. Nella maggioranza degli adulti si sono quasi totalmente otturati, ma ripulendoli tutti possono recuperare questa capacità, non è un dono riservato a pochi.
Reiki è per tutti
Ricordiamo quindi che non sono necessarie doti personali: tutti hanno un sistema energetico, occorre solo risvegliarlo per permettere al Reiki di fluire e appoggiare le mani su di sé!
L’insegnante di Reiki con la sua risonanza e per mezzo di trattamento specifico di Reiki fatto ad ogni allievo chiamato “attivazione” può risvegliare questa capacità. Da quel momento l’energia può di nuovo scorrere consapevolmente attraverso l’allievo, che imparerà a farla partire e fluire. Per questo il Reiki è così facile imparare, anche per gli anziani e i bambini, perché viene “dato” più che imparato. Più di ogni altra cosa, quello che viene dato, è la possibilità di riprendersi la vita letteralmente nelle proprie mani.
Prendiamoci cura di noi stessi. Il Reiki non ha nulla a che vedere con religioni, sette o filosofie, chiunque può praticarlo e abbinarlo ad altre tecniche. Se ne possono sperimentare velocemente i benefici a livello fisico, psicologico e mentale, e si può subito cominciare a trattare sé stessi in ogni tipo di situazione. Ci riporta anche all’ascolto e al prenderci cura di noi stessi…spesso nella vita frenetica di tutti i giorni ci dimentichiamo di dedicare un po’ di tempo a noi. Per alcune persone il Reiki è stato una vera e propria base per la propria crescita interiore, l’inizio del risveglio, il punto di partenza del loro percorso di crescita spirituale.
Una volta che hai preso il Reiki è sempre nelle tue mani, non ti può abbandonare, tradire, arrabbiarsi con te o offenderti…è un amico sempre pronto e disponibile a darti una mano in qualunque momento, ogni giorno senza stancarsi mai.
Differenti stili di Reiki
Metodo Usui Shiki Ryoho
Il Reiki praticato da molti reikisti nel mondo è il metodo “Usui Shiki Ryoho”, che si rifà agli insegnamenti della Sig.ra Hawaio Takata, che lo diffuse in Occidente negli Stati Uniti e di qui poi nuovamente in Giappone.
Come già detto, si distingue per l’estrema facilità di apprendimento, per la centralità del rito dell’attivazione. Chiunque partecipi al corso potrà praticare il Reiki subito. Nello stile occidentale sono state tolte tutte le pratiche di meditazione, connessione, radicamento e pulizia invece ancora presenti nell’Usui Shiki Ryoho orientale. Usui non “attivava” subito gli allievi ma li faceva prima lavorare sul loro Ki e facilitava il loro progressivo innalzamento di frequenza con l’aiuto dei Reiju. Non era un “attivare” ma un “dare” costantemente energia favorendo per risonanza la crescita dell’allievo con il quale era in contatto tutti i giorni.
Japanese Reiki
In questi ultimi anni si è diffuso anche il “Japanese Reiki” che in realtà è più simile a ciò che insegnava Usui. Questo metodo pone l’accento sul lavoro su di sè, è fondamentale recitare i Cinque Principi, praticare la meditazione Gassho e varie tecniche derivanti dal Qi Gong improntate sulla medicina tradizionale cinese. La pratica è inoltre basata molto sull’ascolto e sull’intuito e dunque meno immediata da apprendere.
Tecniche basate sul Reiki
Oltre ai due stili già citati, esistono poi decine di altre tecniche che usano il nome Reiki in abbinamento ad una propria specifica denominazione (Komyo Reiki, Tibetan Reiki, ecc.). Sono semplicemente stili che hanno come base il metodo di Usui ma che hanno posto l’accento su aspetti diversi. Spesso sono stati rielaborati o ampliati con quello che era in risonanza con i loro fondatori. In sostanza la musica resta sempre musica (le note sono quelle) ma c’è il rock, il blues, la musica classica e così via. In quest’ottica la musica è il Reiki e gli altri stili sono le sue variazioni…ci si può entrare in sintonia oppure no.