Gli Uber Files sono una serie di documenti interni a Uber, trapelati e pubblicati dalla testata britannica The Guardian, in collaborazione con la rete di giornalismo investigativo ICIJ.

I documenti coprono il periodo che va dal 2013 al 2017, ovvero quello di massima espansione dell’azienda nel mondo, rivelando le sue spietate e talvolta illecite strategie per conquistare nuovi mercati con il proprio prodotto.

Ecco alcune delle pratiche adottate dalla gestione di Kalanick (e talvolta dal CEO stesso) emerse grazie agli Uber Papers.

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Ai mercati finanziari non sono piaciute le dimissioni di Mario Draghi.

Nella giornata di giovedì 14 luglio lo spread ha raggiunto quota 230. L’indice Ftse Mib ha chiuso con un -3,44%, a causa dell’aumento del rendimento del Btp che penalizza Unicredit e Intesa. Cosa rischia l’Italia se cade il governo, tra sfide economiche e geopolitiche. 

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In ogni schieramento c’è confusione su almeno un aspetto del grande tema che è l’ambiente: i 5 Stelle e la sinistra sono contro ogni tipo di grande opera (anche grandi impianti rinnovabili e termovalorizzatori che risolverebbero il problema dei rifiuti), il centrosinistra è prigioniero dei veti incrociati e di un approccio troppo moderato sul tema, il centro vuole continuare con la timida “Agenda Draghi” (che di fatto non esiste) e parlare solo di energia, mentre il centrodestra non è nemmeno compatto nel dire che il cambiamento climatico esiste ed è una minaccia.

Eppure basterebbe vedere gli altri governi europei, che nonostante i diversi schieramenti hanno quasi tutti messo al primo posto l’emergenza climatica e la transizione ecologica: basti pensare al dimissionario Boris Johnson in Regno Unito o a Macron in Francia.

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Alla fine, il tanto agognato matrimonio tra PD e la federazione Azione-Più Europa si celebrerà.

Ieri l’accordo è stato siglato da Letta e Calenda, oggi, probabilmente, arriverà quello con i Verdi e Sinistra Italiana, la federazione no-Nato e no-scienza. In settimana anche PSI, Demos e Articolo 1 avevano annunciato l’adesione al centrosinistra. Nello stesso schieramento sono nati Impegno Civico di Di Maio e Tabacci, Lista civica nazionale di Falasca e Pizzarotti e Ambiente 2050 di Crippa e D’Incà.

Alla fine, il rassemblement “per sconfiggere le destre” si fa, restano fuori per motivi opposti Movimento 5 Stelle e Italia Viva.

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In un contesto geopolitico in continuo mutamento, segnatamente nel continente asiatico, il Giappone è chiamato ad affrontare sfide crescenti, in particolare quella di contrastare l’ascesa cinese che, negli ultimi decenni, è parsa inarrestabile.

Il paese del Sol Levante ridefinisce la strategia attorno ai concetti di Indo-Pacifico e autodifesa collettiva

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Vladimir Putin compie settant’anni.

Gli auguri sarebbero stati più numerosi da parte della comunità internazionale se il 24 febbraio scorso non avesse optato per la sua hitlerizzazione: trasformarsi, cioè, da dittatore a criminale di guerra.

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Studiare i resti dei nostri antenati ci ha permesso di scoprire molto sulla loro vita, ma le cose che ancora non sappiamo sono tantissime.

Combinando nuove tecniche di estrazione di DNA antico con il sequenziamento di nuova generazione, il ricercatore svedese Svante Pääbo ha portato alla luce dettagli incredibili sull’evoluzione della nostra specie e gettato le fondamenta di una nuova branca della ricerca, che ci permetterà di guardare indietro nel tempo.

Una conquista che gli è valsa il premio Nobel per la medicina.

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È curioso come, a volte, ci affezioniamo a persone che non abbiamo mai conosciuto, che non avremmo potuto conoscere nemmeno volendo. Eppure, la loro presenza indiretta e prolungata crea tanti ricordi e, forse, anche un po’ di amore. Quando martedì scorso ho appreso della morte di Angela Lansbury, ho sentito un vuoto e un groppo in gola.

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Qualcuno potrebbe dire che, in taluni casi, l’interesse nazionale non abbia prezzo e sia da perseguire in ogni modo. Nel contesto storico e geopolitico in cui viviamo, sicuramente, l’installazione dei rigassificatori rientra in queste casistiche.

Eppure, è impossibile non storcere il naso osservando le enormi compensazioni che il governo ha concesso ai cittadini di Piombino per aver accettato l’arrivo di Golar Tundra nel porto della città.

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Con il 10% dei voti e ben 14 seggi ottenuti, la lista di estrema destra guidata da Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir diviene la terza forza politica del parlamento israeliano ed è destinata a giocare un ruolo chiave nella formazione della prossima coalizione di governo a guida Netanyahu.

Finirà col disarcionare colui che l’ha cavalcata finora con la speranza di poterla controllare, e che è il principale responsabile di questo stato di cose e dei rischi che ne deriveranno?

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È sabato 5 novembre, il giorno delle due manifestazioni per la pace: una a Roma, l’altra a Milano. Scelgo quella di Milano. Il motivo per cui decido di andare dritto su Milano non è soltanto che la suddetta manifestazione sia a due passi da dove abito. È una questione di dignità.

Alla manifestazione di Roma, infatti, dicono di essere a favore della pace, ma a me pare di capire che siano più a favore della resa: parlano di guerra in senso astratto, senza fare distinzioni tra chi aggredisce e chi è aggredito, fanno una fatica immensa a nominare Putin, sono contrari all’invio di armi alla resistenza ucraina, c’è pure Conte che dice che il governo non si deve azzardare a inviarle.

A quelli di Roma non importa nulla se il popolo invaso si sottomette all’invasore, basta che si smetta di sparare. Io mi chiedo: ma che pace è questa?

Insomma, ieri, in Italia, di manifestazione per la pace ce n’era una sola.

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Novant’anni fa Franklin Delano Roosevelt trionfava su Herbert Hoover nelle elezioni presidenziali statunitensi. Si trattò delle trentasettesime consultazioni elettorali e il tema di maggior rilievo trattato durante la campagna elettorale fu la Grande Depressione.

Roosevelt vinse con il 57.2 per cento e si aggiudicò quarantadue Stati su quarantotto: il primo democratico in ottant’anni a vincere una maggioranza corposa nel voto popolare.

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La tensione tra il determinismo genetico e l’influenza dei fattori ambientali, del caso o del destino-non-genetico è un argomento che genera grande dibattito.

Quanto è estremo il mondo che ci presenta? Quanto il progresso biotecnologico ci sta portando verso una realtà che gli somiglia?

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Dopo diversi giorni di negoziazioni e trattative, alla fine anche la COP27 è giunta al termine: nonostante alcuni risultati importanti, come un fondo per risarcire i paesi più colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici, altri temi rimangono ancora tabù, soprattutto per gli “elefanti nella stanza” USA e Cina, mentre l’Italia di Giorgia Meloni si rassegna ad essere una comparsa.

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Chi l’avrebbe mai detto che l’Italia del referendum sull’eutanasia legale da oltre un milione di firme e del dibattito continuo sulla legge 194 si sarebbe d’un tratto ritrovata senza un Comitato Nazionale per la Bioetica?
Scaduto a marzo di quest’anno, prorogato fino al sette maggio, infine dimenticato e non ancora rinnovato proprio da quel Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che non ha mai nascosto un certo, diciamo, interesse riguardo a questioni come l’aborto e la gestazione per altri.

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Sebbene non si sia mai ritenuto liberale in politica, liberista in economia e libertario sulle tematiche sociali, Václav Havel è stato uno dei padri del liberalismo della Storia contemporanea.

Aperto e tollerante, compassionevole e orgoglioso, intravedeva un ruolo importante nello Stato nella società e nell’aiuto ai più deboli.

Tuttavia, detestava la mano repressiva dello Stato e il controllo verticale sugli individui.

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I sondaggi raccontano una partita per le primarie molto contesa: l’ultima rilevazione di Euromedia dà i due sfidanti separati da meno di 5 punti.

Nessuno può dire con sicurezza chi vincerà, ma una cosa è certa: Elly Schlein non sarà l’unica a riprendere la tessera del Partito.

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Legge sul salario minimo, taglio delle tasse sul lavoro per le buste paga più pesanti, limite ai contratti a termine per combattere il precariato, una nuova legge sulla rappresentanza per cancellare i contratti “pirata” come richiesto dai sindacati e attenzione al popolo delle partite IVA.

Il PD di Stefano Bonaccini.

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Negli Stati Uniti, aprendo la strada, Fox News ne ha fatto la sua specialità.

In Francia, ribollono le polemiche su Cyril Hanouna e sulla sua trasmissione “Touche pas à mon poste”, mentre il presentatore di CNews Jean Marc Morandini – specialista di televisione (spazzatura) – si prepara ad affrontare la prossima udienza di un processo per molestie sessuali su minori.

Paolo Del Debbio e Mario Giordano, nell’Italia che fu anche terra di Gianfranco Funari, “mobilitano le lingue” di giovani e anziani, purché assetati di semplicismo, disimpegnati e, soprattutto, in combutta col mondo intero.

Barbara d’Urso ne ha fatto la sua vita: è il “tele-populismo”. Critica non troppo elitista di un fenomeno mediatico apparentemente inestinguibile. 

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Siamo arrivati alla fine dell’anno e le immagini dei palazzi distrutti dalle bombe, dei soldati che combattono senza sosta, delle donne e dei bambini che soffrono nei rifugi, delle fosse comuni stracolme di cadaveri, sembrano non toccarci più il cuore.

Mentre passiamo le feste in compagnia dei nostri cari, ricordiamoci che in Ucraina ci sono persone come noi, ma senza riscaldamento, con poca acqua e poco cibo, che non si danno per vinte e resistono, resistono, resistono.

Per poter raggiungere, un giorno, quella libertà che noi, a volte, non ci rendiamo conto di avere. 

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Non a caso, racconta Andrea Pontiroli in maniera persino un po’ romantica ma nondimeno profonda e rivelatrice, l’idea di scrivere questo libro è nata proprio durante quello che è stato il primo concerto organizzato dopo due lunghissimi anni di buio in Santeria, locale fondato, tra gli altri, dallo stesso Pontiroli, nonché uno dei luoghi chiave per ogni appassionato di musica dal vivo a Milano.

A seguito della pandemia il settore musicale è rinato più forte di prima e, forse per la prima volta, anche le istituzioni si sono accorte della sua portata economica (e non solo).

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