Lo Specchio Scuro
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Rivista di cinema e altre arti audiovisive | Canale Telegram

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La sola guerra che ha senso combattere è la guerra contro i film

Scusate, ma chi lo dice che, se viviamo in una realtà indecente, volgare, sguaiata, siamo costretti ad accogliere, approvare, e magari finanche ad adottare, un cinema indecente, volgare, sguaiato? Perché siamo finiti in questo cul-de-sac?

Secondo Pier Maria Bocchi, La sposa! di Maggie Gyllenhaal e "Cime tempestose" di Emerald Fennell sono due opere analoghe, sovrapponibili. Gesti autoriali. Ma basta al cinema? Basta alla critica?

Leggi l'articolo di Pier Maria Bocchi:
https://specchioscuro.it/la-sola-guerra-che-ha-senso-combattere-e-la-guerra-contro-i-film/
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Perché guardare Hamnet di Chloé Zhao

In occasione degli Oscar 2026 parliamo di Hamnet (2025) di Chloé Zhao. Come già nel caso di "Cime tempestose" (2026) di Emerald Fennell, proponiamo un'apologia del film: ci soffermeremo dapprima sui suoi elementi problematici – in particolare sulla sua lettura femminista della storia – per poi parlare di ciò che il film fa estremamente bene, ovvero far convergere la dimensione corporea, collettiva e fantasmatica dell'elaborazione del lutto.

YouTube: https://youtu.be/6rgaU_Gh9KY?is=a1jliXZxtI6CUyNN
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Cosa non va in Sentimental Value

Oggi parliamo di Sentimental Value di Joachim Trier, fresco vincitore dell’Oscar 2026 per il miglior film internazionale, soffermandoci in particolare sul personaggio del regista interpretato da Stellan Skarsgård, che il film presenta come incarnazione del genio. Un personaggio attraversato da diverse problematicità: le stesse che ritroviamo in altre figure del cinema di Trier e che continuano a non convincere il nostro Stefano Caselli.

YouTube: https://youtu.be/8IrAHU1jc44?is=FikEukq9iwR8ekjE
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I 35 anni del Silenzio degli innocenti

Torna in sala in occasione del suo trentacinquesimo anniversario Il silenzio degli innocenti, film "straordinariamente cormaniano nell’adesione a un cinema dell’effetto, dell’azione, del torbido continuum tra scenografia e delirio psicoanalitico", eppure "così nitido a dispetto di un décor barocco e ridondante pronto a tracciare traiettorie infuocate deflagranti dalle superfici trasparenti". Per l'occasione riproponiamo l'articolo che Alberto Libera ha dedicato al regista Jonathan Demme in occasione della sua scomparsa, con alcuni paragrafi che si soffermano proprio sul thriller del 1991.

https://specchioscuro.it/jonathan-demme-in-memoriam/
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Resurrection di Bi Gan: morte e resurrezione del cinema

Esce oggi nelle sale italiane Resurrection, l'ultimo film del regista cinese Bi Gan presentato lo scorso anno al Festival di Cannes.

Si tratta di un'opera complessa e composita che ragiona sul cinema, sui generi e sulla visione di noi spettatori nella contemporaneità. Un viaggio onirico e allucinato che ci ha ricordato da vicino altre opere altrettanto stratificate (e dichiaratamente metalinguistiche) come La flor, La bête e soprattutto Holy Motors.

Leggi l'articolo di Nicolò Vigna: https://specchioscuro.it/resurrection-di-bi-gan-morte-e-resurrezione-del-cinema/
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«So [un]easily forgotten»: i videogiochi Souls come mondi fantasma

Torna il podcast della rivista. Oggi, nel primo di due episodi dedicati a una lettura dei videogiochi Souls come metafore del nostro tempo, Stefano Caselli dà una lettura hauntologica dei celebri action-RPG FromSoftware che interseca molti dei loro aspetti interazionali, narrativi e tecnologici.

YouTube: https://youtu.be/MNXcIpszaOA?is=bUl1agsizSY1jT9K

Rivista: https://specchioscuro.it/videogiochi-souls-come-mondi-fantasma/
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L’estetica contemporanea dell’adolescenza. Come Euphoria spettacolarizza la giovinezza

Nella notte tra domenica 31 maggio e lunedì 1 giugno si conclude la terza stagione di Euphoria. Sulla stagione in corso torneremo nelle prossime settimane; oggi, invece, ripartiamo dalle prime due, soffermandoci sul modo in cui la serie ha costruito la propria rappresentazione dell’adolescenza. Attraverso costumi, scenografie, illuminazione e uso del colore, Euphoria dà forma a una dimensione liminale, sospesa tra realtà e fantasia, e propone una visione fortemente estetizzata della giovinezza: un’esperienza sensoriale pensata, forse, soprattutto per uno sguardo adulto.

Leggi la traduzione di Giulio Cavatorta dell'articolo di Lana Coles:
https://specchioscuro.it/lestetica-contemporanea-delladolescenza-come-euphoria-spettacolarizza-la-giovinezza/
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«Wishing for a world without flame»: apocalisse e rivoluzione nei videogiochi Souls

Come si esce da un tempo rotto? E che cosa l'ha rotto? Come ci si libera dai fantasmi? A quale prezzo?

Dopo aver analizzato le dimensioni "fantasmatiche" dei videogiochi Souls, in questa seconda parte della sua analisi Stefano Caselli torna sulla lettura hauntologica della serie e si concentra sui temi di apocalisse, rivoluzione e cospirazione.

YouTube:
https://youtu.be/0VPHM9BWGoo?is=DO56-dn_M-6j1nKd

Rivista:
https://specchioscuro.it/wishing-for-a-world-without-flame-apocalisse-e-rivoluzione-nei-videogiochi-souls/
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L’orrore addomesticato. "Obsession" di Curry Barker

Oggi parliamo di Obsession, horror a basso budget che ha incontrato un sorprendente successo di pubblico. Per la nostra rubrica di critica cinematografica Fuoricampo, Francesco Pasqua mette il film in relazione con alcune tendenze recenti del cinema dell’orrore contemporaneo e ne evidenzia gli aspetti più interessanti, a partire dall’uso del corpo femminile. In ultima analisi, però, ne sottolinea anche le incertezze, che finiscono per ridimensionarne la carica perturbante.

Leggi l'articolo di Francesco Pasqua:
https://specchioscuro.it/lorrore-addomesticato-obsession-di-curry-barker/
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«Qui non c'è infanzia». Storie di bambini soldato e profughi nel cinema iraniano-curdo

Inauguriamo uno speciale dedicato al sentimento dell'infanzia nel nuovo cinema iraniano con un saggio di Davide Biolatti. A partire dagli studi di Philippe Ariès e Hugh Cunningham, l'articolo riflette sull’infanzia come costruzione culturale e storica.

Il testo si concentra sul nuovo cinema iraniano e curdo, mettendo in relazione la rappresentazione dei bambini con guerra, propaganda, esilio, lavoro minorile e sopravvivenza.

Da Second Search di Amir Naderi fino a A Time for Drunken Horses e Turtles Can Fly di Bahman Ghobadi, il cinema si fa documento e fonte per la storia.

Leggi l'articolo di Davide Biolatti:
https://specchioscuro.it/qui-non-ce-infanzia-storie-di-bambini-soldato-e-profughi-nel-cinema-iraniano-curdo/
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Obsession: eccesso di desiderio e amuleti magici

Online trovate l'ultima puntata della nostra serie podcast Effetto Vertigo, che oggi dedichiamo a Obsession di Curry Barker, di recente uscito in Italia. Stefano Caselli si sofferma in particolare su come il film rielabori (e in parte sovverta) due tropi narrativi horror: quello dell'eccesso di desiderio e quello dell'amuleto magico.

YouTube: https://youtu.be/_INiBu36exg?si=Jsrgdu6Yd-osXMNl
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Quando la commedia smette di far ridere. La noirizzazione del quotidiano ne L'appartamento e Fuori Orario

C’è un momento, nella storia del cinema, in cui la commedia smette di mantenere la sua promessa. Non si tratta di un semplice cambio di tono, né di un’irruzione episodica dell’oscurità, ma di una trasformazione più profonda che investe il suo stesso statuto. La commedia classica – da Aristofane alla screwball comedy hollywoodiana – si fonda su un patto implicito: il caos, per quanto estremo, è destinato a riassorbirsi in una forma di armonia che «tende a far ritrovare nel finale la società intorno all’eroe» (R. De Gaetano).

Quando questo patto si incrina, non nasce semplicemente una commedia più amara. Nasce qualcosa di diverso: una commedia noirizzata.

L'articolo di oggi - a cura di Francesco Pasqua, docente di Storia del cinema e del video presso l'Accademia di Belle Arti di Siracusa - analizza come l'estetica noir si infiltri in contesti non canonici, trasformando lo spazio razionalista e la luce piatta del quotidiano in dispositivi di cattura e alienazione.

Leggi l'articolo di Francesco Pasqua:
https://specchioscuro.it/quando-la-commedia-smette-di-far-ridere-la-noirizzazione-del-quotidiano-ne-lappartamento-e-fuori-orario/
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Ho visto la TV brillare: iperrealtà, iperfinzione e lunga morte alla vecchia carne

Esce questa settimana, distribuito da Mubi Italia, Camp Miasma: Adolescenza, sesso e morte di Jane Schoenbrun.

Cogliamo dunque quest'occasione per chiudere la terza stagione del nostro podcast con una puntata dedicata a Ho visto la TV brillare (2024), il film precedente di Schoenbrun.

Stefano Caselli analizza il film in due momenti: il primo, dedicato al suo retroscena epistemologico e ontologico; il secondo, dedicato al modo in cui riaggiorna e ribalta alcune intuizioni già presenti in Videodrome di David Cronenberg.

YouTube: https://youtu.be/7ez-ElP22A8?is=w6xO_ZEp6OOHoM-4

Rivista: https://specchioscuro.it/ho-visto-la-tv-brillare-iperrealta-iperfinzione-e-lunga-morte-alla-vecchia-carne/
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«Ho trovato un posto»: labirinto, fantasma e inconscio in Backrooms

Oggi parliamo di uno dei maggiori successi dell'anno: Backrooms di Kane Parsons.

L'approfondita analisi, firmata da Stefano Caselli e Nicolò Vigna, si concentra su elementi di continuità e discontinuità rispetto al corpus di "Zone" presenti tanto al cinema quanto in letteratura o nel videogioco – da Solaris a Silent Hill e Casa di foglie – con cui Backrooms si confronta, nel tentativo di delineare le caratteristiche fondamentali della sua interpretazione dell'inconscio.

Leggi l'articolo:
https://specchioscuro.it/ho-trovato-un-posto-labirinto-fantasma-e-inconscio-in-backrooms/
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Il duello non si fa così. Borges, René Mugica e l’unico adattamento che l’autore abbia accettato

Nel 1979, intervistato dalla Radio Nacional de España, Jorge Luis Borges liquida in poche battute mezzo secolo di cinema tratto dai suoi libri: «Di tutti gli adattamenti cinematografici del mio lavoro, ce n’è stato solo uno buono».

L’eccezione è Hombre de la esquina rosada di René Mugica, che secondo l’autore ha ricavato «un eccellente film» da quella che lui stesso definisce «la brutta storia» da cui deriva.

Il risultato corregge proprio ciò che Borges, anni dopo, avrebbe rimproverato al proprio racconto, sottraendogli, allo stesso tempo, uno dei suoi artifici narrativi più caratteristici.

L’articolo di oggi, a cura di Luca Belcari, ripercorre il rapporto tra Borges e il film di Mugica, cercando di capire perché proprio questo adattamento sia stato l'unico a ottenere l’approvazione dello scrittore.

Leggi l'articolo:
https://specchioscuro.it/il-duello-non-si-fa-cosi-borges-rene-mugica-e-lunico-adattamento-che-lautore-abbia-accettato/
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Patente e libretto. Perché il Leone d’Oro a Woman Unknown è un Leone sbagliato

Torna la rubrica Fuoricampo, con un pezzo firmato da Pier Maria Bocchi sul verdetto della giuria di Venezia e su Woman Unknown, a partire dalle dichiarazioni di Maggie Gyllenhaal e da una domanda: se a dirigere Woman Unknown fosse stato un uomo, e se il film avesse comunque ottenuto il Leone d’Oro, il clamore, specialmente da parte di numerose spettatrici, sarebbe stato lo stesso?

Leggi l'articolo:
specchioscuro.it/patente-e-libretto-perche-il-leone-doro-a-woman-unknown-e-un-leone-sbagliato/
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Resident Evil: il videogioco secondo Cregger

Nuova puntata di Effetto Vertigo, una serie in esclusiva YouTube del nostro Podcast.

Oggi parliamo di Resident Evil (2026) di Zach Cregger, soffermandoci in particolare sull'utilizzo della comicità all'interno del film.

Ascolta il podcast:
https://youtu.be/aEr4dkHUuNQ
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Geometria della clausura. Hokum di Damian McCarthy

Con Hokum, Damian McCarthy consolida il percorso autoriale già tracciato con Caveat e Oddity, proponendo ancora una volta un'opera legata a una spazialità oscura e angusta, in cui l'orrore non nasce soltanto dall'intrusione dell'irrazionale, ma dallo spazio stesso che si fa trappola.

Leggi l'articolo di Francesco Pasqua:
https://specchioscuro.it/geometria-della-clausura-hokum-di-damian-mccarthy/
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