La sola guerra che ha senso combattere è la guerra contro i film
Scusate, ma chi lo dice che, se viviamo in una realtà indecente, volgare, sguaiata, siamo costretti ad accogliere, approvare, e magari finanche ad adottare, un cinema indecente, volgare, sguaiato? Perché siamo finiti in questo cul-de-sac?
Secondo Pier Maria Bocchi, La sposa! di Maggie Gyllenhaal e "Cime tempestose" di Emerald Fennell sono due opere analoghe, sovrapponibili. Gesti autoriali. Ma basta al cinema? Basta alla critica?
Leggi l'articolo di Pier Maria Bocchi:
https://specchioscuro.it/la-sola-guerra-che-ha-senso-combattere-e-la-guerra-contro-i-film/
Scusate, ma chi lo dice che, se viviamo in una realtà indecente, volgare, sguaiata, siamo costretti ad accogliere, approvare, e magari finanche ad adottare, un cinema indecente, volgare, sguaiato? Perché siamo finiti in questo cul-de-sac?
Secondo Pier Maria Bocchi, La sposa! di Maggie Gyllenhaal e "Cime tempestose" di Emerald Fennell sono due opere analoghe, sovrapponibili. Gesti autoriali. Ma basta al cinema? Basta alla critica?
Leggi l'articolo di Pier Maria Bocchi:
https://specchioscuro.it/la-sola-guerra-che-ha-senso-combattere-e-la-guerra-contro-i-film/
Lo Specchio Scuro
La sola guerra che ha senso combattere è la guerra contro i film
Che La sposa! e “Cime tempestose” lo siano, gesti autoriali, è abbastanza evidente. E allora? È sufficiente?
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Perché guardare Hamnet di Chloé Zhao
In occasione degli Oscar 2026 parliamo di Hamnet (2025) di Chloé Zhao. Come già nel caso di "Cime tempestose" (2026) di Emerald Fennell, proponiamo un'apologia del film: ci soffermeremo dapprima sui suoi elementi problematici – in particolare sulla sua lettura femminista della storia – per poi parlare di ciò che il film fa estremamente bene, ovvero far convergere la dimensione corporea, collettiva e fantasmatica dell'elaborazione del lutto.
YouTube: https://youtu.be/6rgaU_Gh9KY?is=a1jliXZxtI6CUyNN
In occasione degli Oscar 2026 parliamo di Hamnet (2025) di Chloé Zhao. Come già nel caso di "Cime tempestose" (2026) di Emerald Fennell, proponiamo un'apologia del film: ci soffermeremo dapprima sui suoi elementi problematici – in particolare sulla sua lettura femminista della storia – per poi parlare di ciò che il film fa estremamente bene, ovvero far convergere la dimensione corporea, collettiva e fantasmatica dell'elaborazione del lutto.
YouTube: https://youtu.be/6rgaU_Gh9KY?is=a1jliXZxtI6CUyNN
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Perché guardare HAMNET (2025) di Chloé Zhao
In occasione degli Oscar 2026 parliamo di "Hamnet" (2025) di Chloé Zhao. Come già nel caso di "Cime tempestose" (2026) di Emerald Fennell, proponiamo un'apologia del film: ci soffermeremo dapprima sui suoi elementi problematici — in particolare sulla sua…
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Cosa non va in Sentimental Value
Oggi parliamo di Sentimental Value di Joachim Trier, fresco vincitore dell’Oscar 2026 per il miglior film internazionale, soffermandoci in particolare sul personaggio del regista interpretato da Stellan Skarsgård, che il film presenta come incarnazione del genio. Un personaggio attraversato da diverse problematicità: le stesse che ritroviamo in altre figure del cinema di Trier e che continuano a non convincere il nostro Stefano Caselli.
YouTube: https://youtu.be/8IrAHU1jc44?is=FikEukq9iwR8ekjE
Oggi parliamo di Sentimental Value di Joachim Trier, fresco vincitore dell’Oscar 2026 per il miglior film internazionale, soffermandoci in particolare sul personaggio del regista interpretato da Stellan Skarsgård, che il film presenta come incarnazione del genio. Un personaggio attraversato da diverse problematicità: le stesse che ritroviamo in altre figure del cinema di Trier e che continuano a non convincere il nostro Stefano Caselli.
YouTube: https://youtu.be/8IrAHU1jc44?is=FikEukq9iwR8ekjE
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Cosa non va in SENTIMENTAL VALUE (2025) di Joachim Trier
Oggi parliamo di "Sentimental Value" di Joachim Trier, fresco vincitore dell’Oscar 2026 per il miglior film internazionale, soffermandoci in particolare sul personaggio del regista interpretato da Stellan Skarsgård, che il film presenta come incarnazione…
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I 35 anni del Silenzio degli innocenti
Torna in sala in occasione del suo trentacinquesimo anniversario Il silenzio degli innocenti, film "straordinariamente cormaniano nell’adesione a un cinema dell’effetto, dell’azione, del torbido continuum tra scenografia e delirio psicoanalitico", eppure "così nitido a dispetto di un décor barocco e ridondante pronto a tracciare traiettorie infuocate deflagranti dalle superfici trasparenti". Per l'occasione riproponiamo l'articolo che Alberto Libera ha dedicato al regista Jonathan Demme in occasione della sua scomparsa, con alcuni paragrafi che si soffermano proprio sul thriller del 1991.
https://specchioscuro.it/jonathan-demme-in-memoriam/
Torna in sala in occasione del suo trentacinquesimo anniversario Il silenzio degli innocenti, film "straordinariamente cormaniano nell’adesione a un cinema dell’effetto, dell’azione, del torbido continuum tra scenografia e delirio psicoanalitico", eppure "così nitido a dispetto di un décor barocco e ridondante pronto a tracciare traiettorie infuocate deflagranti dalle superfici trasparenti". Per l'occasione riproponiamo l'articolo che Alberto Libera ha dedicato al regista Jonathan Demme in occasione della sua scomparsa, con alcuni paragrafi che si soffermano proprio sul thriller del 1991.
https://specchioscuro.it/jonathan-demme-in-memoriam/
Lo Specchio Scuro
Jonathan Demme - In memoriam - Lo Specchio Scuro
Film dopo film, Demme ha filmato una trasformazione di cui non c'è traccia se non proprio nell'evidenza dell'apparire. Un cambiamento che si misura col metro dello scorrere del tempo, non è questione di dissolvenza, di morphing o di sovrimpressione.
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Resurrection di Bi Gan: morte e resurrezione del cinema
Esce oggi nelle sale italiane Resurrection, l'ultimo film del regista cinese Bi Gan presentato lo scorso anno al Festival di Cannes.
Si tratta di un'opera complessa e composita che ragiona sul cinema, sui generi e sulla visione di noi spettatori nella contemporaneità. Un viaggio onirico e allucinato che ci ha ricordato da vicino altre opere altrettanto stratificate (e dichiaratamente metalinguistiche) come La flor, La bête e soprattutto Holy Motors.
Leggi l'articolo di Nicolò Vigna: https://specchioscuro.it/resurrection-di-bi-gan-morte-e-resurrezione-del-cinema/
Esce oggi nelle sale italiane Resurrection, l'ultimo film del regista cinese Bi Gan presentato lo scorso anno al Festival di Cannes.
Si tratta di un'opera complessa e composita che ragiona sul cinema, sui generi e sulla visione di noi spettatori nella contemporaneità. Un viaggio onirico e allucinato che ci ha ricordato da vicino altre opere altrettanto stratificate (e dichiaratamente metalinguistiche) come La flor, La bête e soprattutto Holy Motors.
Leggi l'articolo di Nicolò Vigna: https://specchioscuro.it/resurrection-di-bi-gan-morte-e-resurrezione-del-cinema/
Lo Specchio Scuro
"Resurrection" di Bi Gan: morte e resurrezione del cinema
Resurrection è una sorta di “catalogo cinematografico” che lo spettatore può percorrere grazie alla mediazione del protagonista
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«So [un]easily forgotten»: i videogiochi Souls come mondi fantasma
Torna il podcast della rivista. Oggi, nel primo di due episodi dedicati a una lettura dei videogiochi Souls come metafore del nostro tempo, Stefano Caselli dà una lettura hauntologica dei celebri action-RPG FromSoftware che interseca molti dei loro aspetti interazionali, narrativi e tecnologici.
YouTube: https://youtu.be/MNXcIpszaOA?is=bUl1agsizSY1jT9K
Rivista: https://specchioscuro.it/videogiochi-souls-come-mondi-fantasma/
Torna il podcast della rivista. Oggi, nel primo di due episodi dedicati a una lettura dei videogiochi Souls come metafore del nostro tempo, Stefano Caselli dà una lettura hauntologica dei celebri action-RPG FromSoftware che interseca molti dei loro aspetti interazionali, narrativi e tecnologici.
YouTube: https://youtu.be/MNXcIpszaOA?is=bUl1agsizSY1jT9K
Rivista: https://specchioscuro.it/videogiochi-souls-come-mondi-fantasma/
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«So [un]easily forgotten»: i videogiochi Souls come mondi fantasma
Torna il podcast della rivista. Oggi, nel primo di due episodi dedicati a una lettura dei videogiochi Souls come metafore del nostro tempo, Stefano Caselli dà una lettura hauntologica dei celebri action-RPG FromSoftware che interseca molti dei loro aspetti…
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L’estetica contemporanea dell’adolescenza. Come Euphoria spettacolarizza la giovinezza
Nella notte tra domenica 31 maggio e lunedì 1 giugno si conclude la terza stagione di Euphoria. Sulla stagione in corso torneremo nelle prossime settimane; oggi, invece, ripartiamo dalle prime due, soffermandoci sul modo in cui la serie ha costruito la propria rappresentazione dell’adolescenza. Attraverso costumi, scenografie, illuminazione e uso del colore, Euphoria dà forma a una dimensione liminale, sospesa tra realtà e fantasia, e propone una visione fortemente estetizzata della giovinezza: un’esperienza sensoriale pensata, forse, soprattutto per uno sguardo adulto.
Leggi la traduzione di Giulio Cavatorta dell'articolo di Lana Coles:
https://specchioscuro.it/lestetica-contemporanea-delladolescenza-come-euphoria-spettacolarizza-la-giovinezza/
Nella notte tra domenica 31 maggio e lunedì 1 giugno si conclude la terza stagione di Euphoria. Sulla stagione in corso torneremo nelle prossime settimane; oggi, invece, ripartiamo dalle prime due, soffermandoci sul modo in cui la serie ha costruito la propria rappresentazione dell’adolescenza. Attraverso costumi, scenografie, illuminazione e uso del colore, Euphoria dà forma a una dimensione liminale, sospesa tra realtà e fantasia, e propone una visione fortemente estetizzata della giovinezza: un’esperienza sensoriale pensata, forse, soprattutto per uno sguardo adulto.
Leggi la traduzione di Giulio Cavatorta dell'articolo di Lana Coles:
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Lo Specchio Scuro
L’estetica contemporanea dell’adolescenza. Come "Euphoria" spettacolarizza la giovinezza
La serie HBO Euphoria di Sam Levinson conduce gli spettatori in un mondo elettrizzante di trasgressione giovanile, costruito attraverso un ritratto altamente stilizzato dell’odierna adolescenza e delle sfide che la riguardano.
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«Wishing for a world without flame»: apocalisse e rivoluzione nei videogiochi Souls
Come si esce da un tempo rotto? E che cosa l'ha rotto? Come ci si libera dai fantasmi? A quale prezzo?
Dopo aver analizzato le dimensioni "fantasmatiche" dei videogiochi Souls, in questa seconda parte della sua analisi Stefano Caselli torna sulla lettura hauntologica della serie e si concentra sui temi di apocalisse, rivoluzione e cospirazione.
YouTube:
https://youtu.be/0VPHM9BWGoo?is=DO56-dn_M-6j1nKd
Rivista:
https://specchioscuro.it/wishing-for-a-world-without-flame-apocalisse-e-rivoluzione-nei-videogiochi-souls/
Come si esce da un tempo rotto? E che cosa l'ha rotto? Come ci si libera dai fantasmi? A quale prezzo?
Dopo aver analizzato le dimensioni "fantasmatiche" dei videogiochi Souls, in questa seconda parte della sua analisi Stefano Caselli torna sulla lettura hauntologica della serie e si concentra sui temi di apocalisse, rivoluzione e cospirazione.
YouTube:
https://youtu.be/0VPHM9BWGoo?is=DO56-dn_M-6j1nKd
Rivista:
https://specchioscuro.it/wishing-for-a-world-without-flame-apocalisse-e-rivoluzione-nei-videogiochi-souls/
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«Wishing for a world without flame»: apocalisse e rivoluzione nei videogiochi Souls
Come si esce da un tempo rotto? E che cosa l'ha rotto? Come ci si libera dai fantasmi? A quale prezzo?
Dopo aver analizzato le dimensioni "fantasmatiche" dei videogiochi Souls, in questa seconda parte della sua analisi Stefano Caselli torna sulla lettura…
Dopo aver analizzato le dimensioni "fantasmatiche" dei videogiochi Souls, in questa seconda parte della sua analisi Stefano Caselli torna sulla lettura…
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L’orrore addomesticato. "Obsession" di Curry Barker
Oggi parliamo di Obsession, horror a basso budget che ha incontrato un sorprendente successo di pubblico. Per la nostra rubrica di critica cinematografica Fuoricampo, Francesco Pasqua mette il film in relazione con alcune tendenze recenti del cinema dell’orrore contemporaneo e ne evidenzia gli aspetti più interessanti, a partire dall’uso del corpo femminile. In ultima analisi, però, ne sottolinea anche le incertezze, che finiscono per ridimensionarne la carica perturbante.
Leggi l'articolo di Francesco Pasqua:
https://specchioscuro.it/lorrore-addomesticato-obsession-di-curry-barker/
Oggi parliamo di Obsession, horror a basso budget che ha incontrato un sorprendente successo di pubblico. Per la nostra rubrica di critica cinematografica Fuoricampo, Francesco Pasqua mette il film in relazione con alcune tendenze recenti del cinema dell’orrore contemporaneo e ne evidenzia gli aspetti più interessanti, a partire dall’uso del corpo femminile. In ultima analisi, però, ne sottolinea anche le incertezze, che finiscono per ridimensionarne la carica perturbante.
Leggi l'articolo di Francesco Pasqua:
https://specchioscuro.it/lorrore-addomesticato-obsession-di-curry-barker/
Lo Specchio Scuro
L’orrore addomesticato. "Obsession" di Curry Barker
Nel cinema horror contemporaneo il sottotesto tende sempre più spesso a diventare testo. Obsession sembra inserirsi pienamente in questa tendenza.
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«Qui non c'è infanzia». Storie di bambini soldato e profughi nel cinema iraniano-curdo
Inauguriamo uno speciale dedicato al sentimento dell'infanzia nel nuovo cinema iraniano con un saggio di Davide Biolatti. A partire dagli studi di Philippe Ariès e Hugh Cunningham, l'articolo riflette sull’infanzia come costruzione culturale e storica.
Il testo si concentra sul nuovo cinema iraniano e curdo, mettendo in relazione la rappresentazione dei bambini con guerra, propaganda, esilio, lavoro minorile e sopravvivenza.
Da Second Search di Amir Naderi fino a A Time for Drunken Horses e Turtles Can Fly di Bahman Ghobadi, il cinema si fa documento e fonte per la storia.
Leggi l'articolo di Davide Biolatti:
https://specchioscuro.it/qui-non-ce-infanzia-storie-di-bambini-soldato-e-profughi-nel-cinema-iraniano-curdo/
Inauguriamo uno speciale dedicato al sentimento dell'infanzia nel nuovo cinema iraniano con un saggio di Davide Biolatti. A partire dagli studi di Philippe Ariès e Hugh Cunningham, l'articolo riflette sull’infanzia come costruzione culturale e storica.
Il testo si concentra sul nuovo cinema iraniano e curdo, mettendo in relazione la rappresentazione dei bambini con guerra, propaganda, esilio, lavoro minorile e sopravvivenza.
Da Second Search di Amir Naderi fino a A Time for Drunken Horses e Turtles Can Fly di Bahman Ghobadi, il cinema si fa documento e fonte per la storia.
Leggi l'articolo di Davide Biolatti:
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Lo Specchio Scuro
«Qui non c'è infanzia». Storie di bambini soldato e profughi nel cinema iraniano-curdo
Nel panorama cinematografico iraniano post-rivoluzionario, l’infanzia si articola in una molteplicità di forme rappresentative, assumendo di volta in volta valenze simboliche, etiche e narrative differenti; eppure, questo ambito resta ancora sorprendentemente…
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Obsession: eccesso di desiderio e amuleti magici
Online trovate l'ultima puntata della nostra serie podcast Effetto Vertigo, che oggi dedichiamo a Obsession di Curry Barker, di recente uscito in Italia. Stefano Caselli si sofferma in particolare su come il film rielabori (e in parte sovverta) due tropi narrativi horror: quello dell'eccesso di desiderio e quello dell'amuleto magico.
YouTube: https://youtu.be/_INiBu36exg?si=Jsrgdu6Yd-osXMNl
Online trovate l'ultima puntata della nostra serie podcast Effetto Vertigo, che oggi dedichiamo a Obsession di Curry Barker, di recente uscito in Italia. Stefano Caselli si sofferma in particolare su come il film rielabori (e in parte sovverta) due tropi narrativi horror: quello dell'eccesso di desiderio e quello dell'amuleto magico.
YouTube: https://youtu.be/_INiBu36exg?si=Jsrgdu6Yd-osXMNl
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OBSESSION (2025): eccesso di desiderio e amuleti magici
Oggi parliamo di "Obsession" di Curry Barker, di recente uscito in Italia, soffermandoci in particolare su come esso rielabori (e in parte sovverta) due tropi narrativi horror: quello dell'eccesso di desiderio e quello dell'amuleto magico.
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Quando la commedia smette di far ridere. La noirizzazione del quotidiano ne L'appartamento e Fuori Orario
C’è un momento, nella storia del cinema, in cui la commedia smette di mantenere la sua promessa. Non si tratta di un semplice cambio di tono, né di un’irruzione episodica dell’oscurità, ma di una trasformazione più profonda che investe il suo stesso statuto. La commedia classica – da Aristofane alla screwball comedy hollywoodiana – si fonda su un patto implicito: il caos, per quanto estremo, è destinato a riassorbirsi in una forma di armonia che «tende a far ritrovare nel finale la società intorno all’eroe» (R. De Gaetano).
Quando questo patto si incrina, non nasce semplicemente una commedia più amara. Nasce qualcosa di diverso: una commedia noirizzata.
L'articolo di oggi - a cura di Francesco Pasqua, docente di Storia del cinema e del video presso l'Accademia di Belle Arti di Siracusa - analizza come l'estetica noir si infiltri in contesti non canonici, trasformando lo spazio razionalista e la luce piatta del quotidiano in dispositivi di cattura e alienazione.
Leggi l'articolo di Francesco Pasqua:
https://specchioscuro.it/quando-la-commedia-smette-di-far-ridere-la-noirizzazione-del-quotidiano-ne-lappartamento-e-fuori-orario/
C’è un momento, nella storia del cinema, in cui la commedia smette di mantenere la sua promessa. Non si tratta di un semplice cambio di tono, né di un’irruzione episodica dell’oscurità, ma di una trasformazione più profonda che investe il suo stesso statuto. La commedia classica – da Aristofane alla screwball comedy hollywoodiana – si fonda su un patto implicito: il caos, per quanto estremo, è destinato a riassorbirsi in una forma di armonia che «tende a far ritrovare nel finale la società intorno all’eroe» (R. De Gaetano).
Quando questo patto si incrina, non nasce semplicemente una commedia più amara. Nasce qualcosa di diverso: una commedia noirizzata.
L'articolo di oggi - a cura di Francesco Pasqua, docente di Storia del cinema e del video presso l'Accademia di Belle Arti di Siracusa - analizza come l'estetica noir si infiltri in contesti non canonici, trasformando lo spazio razionalista e la luce piatta del quotidiano in dispositivi di cattura e alienazione.
Leggi l'articolo di Francesco Pasqua:
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Lo Specchio Scuro
Quando la commedia smette di far ridere. La noirizzazione del quotidiano ne "L'appartamento" e "Fuori orario"
La commedia noirizzata non offre alcuna protezione. L’oscurità non è un elemento ludico, ma una forza che emerge in modo progressivo, destabilizzando il sistema dall’interno.
❤8
Odissea: alterità, paura e pathos secondo Nolan
Oggi parliamo di Odissea di Christopher Nolan soffermandoci in particolare sul suo rapporto (e più in generale quello del regista) con alterità, desiderio ed emotività.
YouTube: https://youtu.be/8rTvJ57qNrk?is=TrF7gnvDyRM3AVOg
Oggi parliamo di Odissea di Christopher Nolan soffermandoci in particolare sul suo rapporto (e più in generale quello del regista) con alterità, desiderio ed emotività.
YouTube: https://youtu.be/8rTvJ57qNrk?is=TrF7gnvDyRM3AVOg
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ODISSEA (2026): alterità, paura e pathos secondo Nolan
Oggi parliamo di "Odissea" di Cristopher Nolan soffermandoci in particolare sul suo rapporto (e più in generale quello del regista) con alterità, desiderio ed emotività.
Leggi gli articoli sul nostro sito: https://specchioscuro.it/
Recupera le puntate del…
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Ho visto la TV brillare: iperrealtà, iperfinzione e lunga morte alla vecchia carne
Esce questa settimana, distribuito da Mubi Italia, Camp Miasma: Adolescenza, sesso e morte di Jane Schoenbrun.
Cogliamo dunque quest'occasione per chiudere la terza stagione del nostro podcast con una puntata dedicata a Ho visto la TV brillare (2024), il film precedente di Schoenbrun.
Stefano Caselli analizza il film in due momenti: il primo, dedicato al suo retroscena epistemologico e ontologico; il secondo, dedicato al modo in cui riaggiorna e ribalta alcune intuizioni già presenti in Videodrome di David Cronenberg.
YouTube: https://youtu.be/7ez-ElP22A8?is=w6xO_ZEp6OOHoM-4
Rivista: https://specchioscuro.it/ho-visto-la-tv-brillare-iperrealta-iperfinzione-e-lunga-morte-alla-vecchia-carne/
Esce questa settimana, distribuito da Mubi Italia, Camp Miasma: Adolescenza, sesso e morte di Jane Schoenbrun.
Cogliamo dunque quest'occasione per chiudere la terza stagione del nostro podcast con una puntata dedicata a Ho visto la TV brillare (2024), il film precedente di Schoenbrun.
Stefano Caselli analizza il film in due momenti: il primo, dedicato al suo retroscena epistemologico e ontologico; il secondo, dedicato al modo in cui riaggiorna e ribalta alcune intuizioni già presenti in Videodrome di David Cronenberg.
YouTube: https://youtu.be/7ez-ElP22A8?is=w6xO_ZEp6OOHoM-4
Rivista: https://specchioscuro.it/ho-visto-la-tv-brillare-iperrealta-iperfinzione-e-lunga-morte-alla-vecchia-carne/
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“Ho visto la TV brillare”: iperrealtà, iperfinzione e lunga morte alla vecchia carne
Chiudiamo oggi la terza stagione del podcast della rivista con un pezzo dedicato a "Ho visto la TV brillare" (2024) di Jane Schoenbrun.
Dopo aver discusso di "We're All Going to the World's Fair" (https://specchioscuro.it/were-all-going-to-the-worlds-fair/)…
Dopo aver discusso di "We're All Going to the World's Fair" (https://specchioscuro.it/were-all-going-to-the-worlds-fair/)…
❤2
«Ho trovato un posto»: labirinto, fantasma e inconscio in Backrooms
Oggi parliamo di uno dei maggiori successi dell'anno: Backrooms di Kane Parsons.
L'approfondita analisi, firmata da Stefano Caselli e Nicolò Vigna, si concentra su elementi di continuità e discontinuità rispetto al corpus di "Zone" presenti tanto al cinema quanto in letteratura o nel videogioco – da Solaris a Silent Hill e Casa di foglie – con cui Backrooms si confronta, nel tentativo di delineare le caratteristiche fondamentali della sua interpretazione dell'inconscio.
Leggi l'articolo:
https://specchioscuro.it/ho-trovato-un-posto-labirinto-fantasma-e-inconscio-in-backrooms/
Oggi parliamo di uno dei maggiori successi dell'anno: Backrooms di Kane Parsons.
L'approfondita analisi, firmata da Stefano Caselli e Nicolò Vigna, si concentra su elementi di continuità e discontinuità rispetto al corpus di "Zone" presenti tanto al cinema quanto in letteratura o nel videogioco – da Solaris a Silent Hill e Casa di foglie – con cui Backrooms si confronta, nel tentativo di delineare le caratteristiche fondamentali della sua interpretazione dell'inconscio.
Leggi l'articolo:
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Lo Specchio Scuro
«Ho trovato un posto»: labirinto, fantasma e inconscio in “Backrooms”
"Backrooms" come film su un inconscio autonomo, intersoggettivo, popolato da fantasmi di gruppo, automatico: dal teatro alla macchina.
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Sguardo e desiderio in Camp Miasma
Oggi parliamo di Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte di Jane Schoenbrun soffermandoci in particolare sui temi del desiderio e dello sguardo.
YouTube: https://youtu.be/mzYrmP4rFjY?is=8rg09dU4lRZexNEp
Oggi parliamo di Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte di Jane Schoenbrun soffermandoci in particolare sui temi del desiderio e dello sguardo.
YouTube: https://youtu.be/mzYrmP4rFjY?is=8rg09dU4lRZexNEp
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Sguardo e desiderio in CAMP MIASMA (2026)
Oggi parliamo di "Camp Miasma - Adolescenza, sesso e morte" di Jane Schoenbrun soffermandoci in particolare sui temi del desiderio e dello sguardo.
Film e analisi citate:
"Ho visto la TV brillare": https://specchioscuro.it/ho-visto-la-tv-brillare-iperrealta…
Film e analisi citate:
"Ho visto la TV brillare": https://specchioscuro.it/ho-visto-la-tv-brillare-iperrealta…
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Il duello non si fa così. Borges, René Mugica e l’unico adattamento che l’autore abbia accettato
Nel 1979, intervistato dalla Radio Nacional de España, Jorge Luis Borges liquida in poche battute mezzo secolo di cinema tratto dai suoi libri: «Di tutti gli adattamenti cinematografici del mio lavoro, ce n’è stato solo uno buono».
L’eccezione è Hombre de la esquina rosada di René Mugica, che secondo l’autore ha ricavato «un eccellente film» da quella che lui stesso definisce «la brutta storia» da cui deriva.
Il risultato corregge proprio ciò che Borges, anni dopo, avrebbe rimproverato al proprio racconto, sottraendogli, allo stesso tempo, uno dei suoi artifici narrativi più caratteristici.
L’articolo di oggi, a cura di Luca Belcari, ripercorre il rapporto tra Borges e il film di Mugica, cercando di capire perché proprio questo adattamento sia stato l'unico a ottenere l’approvazione dello scrittore.
Leggi l'articolo:
https://specchioscuro.it/il-duello-non-si-fa-cosi-borges-rene-mugica-e-lunico-adattamento-che-lautore-abbia-accettato/
Nel 1979, intervistato dalla Radio Nacional de España, Jorge Luis Borges liquida in poche battute mezzo secolo di cinema tratto dai suoi libri: «Di tutti gli adattamenti cinematografici del mio lavoro, ce n’è stato solo uno buono».
L’eccezione è Hombre de la esquina rosada di René Mugica, che secondo l’autore ha ricavato «un eccellente film» da quella che lui stesso definisce «la brutta storia» da cui deriva.
Il risultato corregge proprio ciò che Borges, anni dopo, avrebbe rimproverato al proprio racconto, sottraendogli, allo stesso tempo, uno dei suoi artifici narrativi più caratteristici.
L’articolo di oggi, a cura di Luca Belcari, ripercorre il rapporto tra Borges e il film di Mugica, cercando di capire perché proprio questo adattamento sia stato l'unico a ottenere l’approvazione dello scrittore.
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Lo Specchio Scuro
Il duello non si fa così. Borges, René Mugica e l'unico adattamento che l'autore abbia accettato
Nel 1979, intervistato dalla Radio Nacional de España, Jorge Luis Borges liquida in poche battute mezzo secolo di cinema tratto dai suoi libri: «Di tutti gli adattamenti cinematografici del mio lavoro, ce n'è stato solo uno buono». L'eccezione è Hombre de…
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Patente e libretto. Perché il Leone d’Oro a Woman Unknown è un Leone sbagliato
Torna la rubrica Fuoricampo, con un pezzo firmato da Pier Maria Bocchi sul verdetto della giuria di Venezia e su Woman Unknown, a partire dalle dichiarazioni di Maggie Gyllenhaal e da una domanda: se a dirigere Woman Unknown fosse stato un uomo, e se il film avesse comunque ottenuto il Leone d’Oro, il clamore, specialmente da parte di numerose spettatrici, sarebbe stato lo stesso?
Leggi l'articolo:
specchioscuro.it/patente-e-libretto-perche-il-leone-doro-a-woman-unknown-e-un-leone-sbagliato/
Torna la rubrica Fuoricampo, con un pezzo firmato da Pier Maria Bocchi sul verdetto della giuria di Venezia e su Woman Unknown, a partire dalle dichiarazioni di Maggie Gyllenhaal e da una domanda: se a dirigere Woman Unknown fosse stato un uomo, e se il film avesse comunque ottenuto il Leone d’Oro, il clamore, specialmente da parte di numerose spettatrici, sarebbe stato lo stesso?
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Lo Specchio Scuro
Patente e libretto. Perché il Leone d’Oro a Woman Unknown è un Leone sbagliato
Facciamo finta che siano state scelte, quelle di Maggie Gyllenhaal, oneste. Mi preme però evidenziare un dato che Woman Unknown apparentemente certifica e che invece a mio parere problematizza, se non addirittura danneggia. Si è parlato da più parti del corpo…
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Resident Evil: il videogioco secondo Cregger
Nuova puntata di Effetto Vertigo, una serie in esclusiva YouTube del nostro Podcast.
Oggi parliamo di Resident Evil (2026) di Zach Cregger, soffermandoci in particolare sull'utilizzo della comicità all'interno del film.
Ascolta il podcast:
https://youtu.be/aEr4dkHUuNQ
Nuova puntata di Effetto Vertigo, una serie in esclusiva YouTube del nostro Podcast.
Oggi parliamo di Resident Evil (2026) di Zach Cregger, soffermandoci in particolare sull'utilizzo della comicità all'interno del film.
Ascolta il podcast:
https://youtu.be/aEr4dkHUuNQ
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RESIDENT EVIL (2026): il videogioco secondo Cregger
Oggi parliamo di "Resident Evil" (2026) di Zach Cregger, soffermandoci in particolare sull'utilizzo della comicità all'interno del film.
Weapons di Zach Cregger: https://specchioscuro.it/ce-un-uomo-in-cucina-spazio-e-orrore-in-weapons/
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Geometria della clausura. Hokum di Damian McCarthy
Con Hokum, Damian McCarthy consolida il percorso autoriale già tracciato con Caveat e Oddity, proponendo ancora una volta un'opera legata a una spazialità oscura e angusta, in cui l'orrore non nasce soltanto dall'intrusione dell'irrazionale, ma dallo spazio stesso che si fa trappola.
Leggi l'articolo di Francesco Pasqua:
https://specchioscuro.it/geometria-della-clausura-hokum-di-damian-mccarthy/
Con Hokum, Damian McCarthy consolida il percorso autoriale già tracciato con Caveat e Oddity, proponendo ancora una volta un'opera legata a una spazialità oscura e angusta, in cui l'orrore non nasce soltanto dall'intrusione dell'irrazionale, ma dallo spazio stesso che si fa trappola.
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Lo Specchio Scuro
Geometria della clausura. "Hokum" di Damian McCarthy
Con Hokum, Damian McCarthy consolida il percorso già tracciato con Caveat e Oddity, proponendo ancora una volta un'opera legata a una spazialità oscura e angusta, in cui l'orrore non nasce soltanto dall'intrusione dell'irrazionale, ma dallo spazio stesso…
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