{kam} SMARTONNO
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Osservatorio sul cyber-dominio.

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Pubblicità del Super Bowl:
#Facebook immagina i suoi utenti come cani robot gettati in discarica

La società di Facebook, Meta, ha mandato in onda una bizzarra pubblicità del Super Bowl del suo visore per realtà virtuale Quest 2, in cui ha associato i suoi clienti a un pupazzo a forma canina che veniva inserito in un tritarifiuti, per poi essere salvato da un utente di Quest 2.

L’annuncio ha presumibilmente lo scopo di entusiasmare le persone per il Metaverso che è il nuovo orizzonte dell’azienda, un parco giochi di cartoni animati muto che consente alle persone – adulti, certo, ma principalmente bambini – di «vivere» in un mondo di realtà virtuale.

Il metaverso infatti è uno spazio cibernetico che è al contempo denso e navigabile per ogni questione umana.

Non è chiaro come esattamente un cane animatronic destinato alla discarica si adatti a quella visione.

Più probabilmente, la pubblicità dell’azienda ha lo scopo di innescare una risposta emotiva semplicistica – sarebbe non sia la prima pubblicità del Super Bowl a provare a fare proprio questo – chiedendo al suo pubblico di fare il tifo per il robot peloso, non di identificarsi con esso.

Ma è anche rappresentativo del problema molto più ampio di Meta di costruire un caso abbastanza convincente da convincere le persone abbiano effettivamente bisogno del metaverso per trascorrere del tempo con la famiglia e i propri cari.

Mentre Meta può paragonare i suoi clienti a una palla di pelo canina con le gambe per poi gettarla nella spazzatura, le persone nel mondo reale hanno bisogni e necessità diametralmente opposte a questa roba qua.

Nonostante tutto la realtà fisica esiste ancora.


fonte: Renovatio21

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il metaverso è luogo dove tutto vendibile e gestibile da remoto, non lo si può accettare solo un po' e non fa ridere. È nichilismo al massimo grado.

@smartonno
[Guerre di Rete]
Contact Tracing: scontri e domande
N.67 - 19 aprile 2020

Ci sono alcune parole della Commissione che vorrei sottolineare. Quando nelle linee guida appena menzionate si dice che, non solo le app “devono essere volontarie, ma vanno smantellate appena non sia più necessario”. E poi quando dice che “i dati di localizzazione (quelli che dicono dove stai geograficamente, ndr) non sono necessari né raccomandati per lo scopo delle app di contact tracing, perché lo scopo non è seguire i movimenti degli individui né quello di far rispettare prescrizioni (grassetto mio: questa frase ricordiamocela per le fasi 2, 3, 4 ecc). Raccogliere i movimenti di un individuo nel contesto del contact tracing violerebbe il principio della minimizzazione dei dati e creerebbe importanti problemi di sicurezza e privacy” (grassetto mio).
E poi la Commissione - che vuole espressamente evitare la proliferazione di app dannose - dice ancora che questi strumenti dovrebbero “sfruttare le più recenti/avanzate soluzioni tecnologiche di protezione della privacy”. Cioè, per capirci, devono usare il top di gamma a difesa della privacy, non qualsiasi tecnologia ci venga in mente.


[…]

Detto altrimenti, mi spiega Alberto Pelliccione, Ceo di una società di cybersicurezza: “Il concetto di decentralizzazione è alla base dell’anonimato: se l’informazione sui contatti viene gestita ed archiviata da un ente centrale, l’ente centrale a tutti gli effetti si può comportare come un sistema di sorveglianza di massa. Il rischio riguarda come e da chi questi dati verranno acceduti, e per quanto tempo verranno archiviati. Il secondo grande problema è che questi dati hanno un enorme valore di intelligence”. Tuttavia, prosegue Pelliccione, si possono prevedere alcune misure per mitigare il rischio. “Si possono inserire degli intermediari tra gli utenti del sistema ed il server principale. Ogni intermediario può avere accesso solo ad una parte dell’informazione, manipolarla in maniera crittograficamente sicura e poi spedirla al server finale”.

👉 https://guerredirete.substack.com/p/guerre-di-rete-contact-tracing-scontri?s=r

CORONAVIRUS E TECH

L’app di contact tracing non è una panacea, né un rimpiazzo del contact tracing manuale, lo dice Singapore

Intanto, il Liechtenstein pensa a dei braccialetti biometrici per tracciare l’emergere di potenziali casi di Covid19 in tempo reale - Financial Times

Mosca userà una app con QR code per monitorare la liceità degli spostamenti della popolazione - CNN

L’Australia sta proponendo una app (volontaria) per monitorare gli spostamenti - ABC

Come funziona la app cinese che mostra un colore in base allo stato di salute e che serve per muoversi - il manifesto

Almeno 30 Paesi stanno usando il coronavirus per introdurre misure di sorveglianza - OneZero

I test sierologici ci daranno la “patente di immunità”?
Valigia Blu


#Privacy #sorveglianza #controllo #biometria #correvalanno

@smartonno
Forwarded from RadiOrlandO
GESTORI d’IDENTITÀ

Il biopotere mira al controllo e alla gestione totale della e sulla vita umana.

Lettura di un estratto di Breve storia del futuro. Rivista e aggiornata a dieci anni dalla crisi, 2016, di Jacques Attali, Cap. IV, La fine della libertà, in nome della libertà.

“[...] dopo aver riparato gli organi malati, si vorrà produrli, poi creare dei corpi in sostituzione. [...] Verrà infine fabbricato l’essere umano come un artefatto su misura, in uteri artificiali, per consentire al cervello di svilupparsi maggiormente, con caratteristiche scelte in anticipo. L’essere umano sarà allora diventato un oggetto commerciale.”
— Jacques Attali

#ROOGESTORI

Ascolta QUI 🔻
👉 https://t.me/radiorlando/76
Tutte le puntate:
👉 https://t.me/radiorlando/55

💢 @RadiOrlandO
Forwarded from Giubbe Rosse
REALTÀ VIRTUALI
di Giulio Montanaro
Giulio Montanaro recensisce Realtà virtuali, di Giuseppe Riva e Andrea Gaggioli (Giunti, 2019).

Nel corso degli oltre 3 anni passati tra l’acquisto di “Realtà Virtuali” e questa recensione, ho avuto modo d’approfondire il tema con ulteriori ricerche, letture e riflessioni, ed ora posso, ma soprattutto, devo dirlo.Questo libro degli Italiani Giuseppe Riva ed Andrea Gaggioli è e sarà un testo fondamentale, a livello mondiale, nella comprensione del fenomeno delle realtà virtuali. E non solo. Come recita il sottotitolo, “nella comprensione degli aspetti psicologici delle tecnologie simulative e il loro impatto sull’esperienza umana.” Le… continua a leggere
Cyberattacco contro vari siti del governo israeliano
https://ladigitale.dev/digiread/#/a/6231f68469e53
Forwarded from {kam} Mali Moderni
Riccardo Paccosi
💢 Passaggio da organico a cibernetico

Credere alla #propaganda di #media e governi significa accogliere il passaggio da organico a cibernetico

[...] La vera reductio ad digitum dell’essere umano, non avviene per il semplice fatto di passare tante ore nella dimensione telematica, bensì per l’accogliere come realtà unica e indubitabile il flusso ininterrotto delle notizie mainstream. Chi infatti vive coltivando il dubbio – per esempio navigando fra quei siti di controinformazione che gli allineati definiscono “complottisti” – anche se lambito a sua volta da un processo di imbozzolamento telematico, non è investito da altrettanta potenza di fuoco, da altrettanta pervasività digitale. Questo sta a indicare come l’allineamento alla narrazione mainstream rappresenti la scelta del virtuale come condizione di vita e, quindi, la scelta della metamorfosi umana dall’organico al cibernetico.

Quando, in tempi brevi, i Neuralink di Elon Musk saranno commerciabili e impiantabili, gli allineati saranno i primi a salutare con entusiasmo l’innovazione.

Non credere alle menzogne su pandemia e guerra, dunque, significa anche porre un freno al
#transumanesimo, rivendicare il primato della vita organica e biologica su quella artificiale.

Leggi tutto:
https://www.theunconditionalblog.com/passaggio-da-organico-a-cibernetico/
Forwarded from Didattica & Scuola
😞Si ringrazia gli insegnanti che da ben 3 cicli scolastici (2019-2020 / 2020-2021/ 2021-2022), hanno obbligato i bambini dai 2 anni in mezzo in su, ad usare il computer, lo smartphone e i tablet.
Complimenti al comparto educatori dello stato Italia.😶

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"Paolo, a 13 anni, prova a riempirlo postando a ripetizione storie su Instagram in cerca di followers. Arriva a farne 20, 30 al giorno. Se ha più di 10 commenti, è già un trionfo: «Guarda – ripete – , guarda in quanti l’hanno vista! ». Sennò si blocca, si arrabbia, non parla, non mangia. Irene, che di anni ne ha 9, è tutta selfie e Tik Tok: può restare attaccata allo smartphone che già possiede anche 7 o 8 ore consecutivamente, mentre mamma e papà lavorano. Sta nella sua stanza, lontano dai pericoli là fuori, non importa quanti ce ne siano dentro. Angelo invece, che di anni ne ha 12, a un certo punto dalla stanza non è uscito più: impossibile staccarsi dal pc, persino per andare in bagno"
L'articolo prosegue qui
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/ammalarsi-di-social-network-a-9-anni-chi-cura-i-bambini-inghiottiti-dal-we?fbclid=IwAR0kMnPuiCXdX0mAJiGoWG0MbIYde99XeOVQOr6l7muAdapnPB-NxcHgR7E


Fonte AUTODETERMINAZIONE è CONOSCENZA
“Sicurezza online” si censurerà alcuni contenuti “legali ma dannosi” in UK, presentato al parlamento britannico il progetto di legge

Saranno limitate anche le comunicazioni “consapevolmente false” e altro ancora.

#censura #internet #UK

Leggi 👉 QUI

@smartonno
Forwarded from Osservatorio del Diritto
Donato Silvano Lorusso, Nicolino Gentile e Iacopo De Totero

💢Smart contract:
il mito del contratto che si auto-esegue in ogni singola clausola

20 Aprile 2018

[…] sembra che, ad oggi, l'ipotesi di un contratto che si esegue automaticamente in ogni sua parte non sia altro che un'affascinante suggestione. Eppure, come si è già avuto modo di sottolineare gli smart contract esistono già da diversi anni e l’applicazione DAO ne rappresenta forse l’esempio maggiormente noto.

Nondimeno, come risulta del tutto evidente dalla strutturazione di tale applicazione, il software non contiene né esegue il regolamento contrattuale nella sua integralità, limitandosi semmai all’esecuzione di solo alcune tra le prestazioni dedotte in contratto. Infatti, i limiti alla realizzazione di un contratto che si auto-esegue nella sua integralità sono di ordine duplice. Da un lato, un primo limite va riscontrato nell’incapacità del codice binario di fornire rappresentazione compiuta dei numerosissimi concetti di ampia portata presenti nel diritto dei contratti.

Dall’altro, proprio in ragione delle osservazioni di cui sopra e relative ad interpretazione, integrazione ed esecuzione del contatto, è più che lecito ritenere che trasporre il regolamento contrattuale nella sua interezza sarebbe non solo un’operazione di eccezionale complessità, ma persino del tutto impossibile.

Per tali ragioni, deve concludersi che la definizione secondo cui lo smart contract è un contratto capace di auto-eseguirsi in ogni sua clausola non è corretta. Lo smart contract dovrà definirsi piuttosto come la parziale rappresentazione digitale di un contratto, identificabile dunque solamente con alcune delle clausole o prestazioni dedotte nello stesso ed alla cui esecuzione provvede in maniera automatica un software.

Leggi tutto: https://www.blblex.it/blog.php?id=711&lang=en

#blockchain #SmartGrid #SmartContract

@OsservatorioDelDiritto @smartonno
Martucci
💢 IDPay, addio contante e libertà

“La battaglia per avere meno contanti e più cashless è una battaglia per digitalizzare il paese“

All’
#ID2020 Alliance, ovvero l’alleanza per l’identità digitale, ci lavoravano da tempo Bill Gates, #Facebook, Rockefeller Foundation e #GAVI (Alleanza per i vaccini), ma a quanto pare ha fatto prima il businessman Vittorio Colao: piattaforma totale e standardizzazione di benefici sociali è momentaneamente IDPay, cioè #IdentitàDigitale di pagamento, la versione italiana tra il sistema di credito sociale cinese e il Gateway di pagamento e lettore di carte virtuali della Repubblica islamica dell’Iran, il colpo di grazia a quel che resta del nostrano welfare, o Stato sociale, nello smantellamento assistito della moneta contante e cartacea per entrare definitivamente nella Gigabit Society, dove tra riconoscimento facciale, #BigData, criptovalute, smart cities e velocità irradiata dal #5G, la vita di ognuno sarà letteralmente stravolta, gestita da algoritmi, #blockchain e Intelligenza artificiale.

“Ogni volta che una App o un sito Web ci chiede di creare una nuova identità digitale o di accedere facilmente tramite una grande piattaforma, non abbiamo idea di cosa ne sia veramente dei nostri dati”, da Bruxelles la sponda dell’apicale d’Europa. “Per questo motivo, la Commissione proporrà presto un’identità digitale europea sicura. Qualcosa di affidabile, che ogni cittadino potrà usare ovunque in Europa per fare qualsiasi cosa, da pagare le tasse a prendere a noleggio una bicicletta. Una tecnologia che ci consenta di controllare in prima persona quali dati vengono utilizzati e come”, dice la tedesca Von dar Leyen, mentre SOGEI, Società Generale d’Informatica S.p.A. già ingaggiata pel Green Pass e al 100% controllata dal ministero dell’Economia e Finanze, per l’
#IDPay è già stata messa alacremente al lavoro con l’ok del Garante della Privacy per lo #SPID ai minori, dai 5 ai 14 anni identità digitale per usufruire dei servizi on-line a scuola, oltre LIM, Tablet, #DAD e robotica educativa. Perché prima del Metaverso negli avatar dei transumani, la società reale dovrà passare sui corpi degli esclusi digitali, tra i nuovi paria della tecno-gabbia, la casta neoliberista della Quarta Rivoluzione Industriale!

Leggi tutto:
https://playmastermovie.com/idpay-addio-contante-e-liberta-il-tecnoribelle-2
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Lo stato di sorveglianza distopica è "ora possibile" - Yuval Noah Harari, consigliere principale di Klaus Schwab

"I dittatori hanno sempre sognato di eliminare completamente la privacy, di monitorare tutti in ogni momento e di sapere tutto ciò che fai, e non solo tutto ciò che fai, ma anche tutto ciò che pensi e tutto ciò che senti... Non avrebbero mai potuto farlo perché era tecnicamente impossibile; ora è possibile".

Fonte: Monica Elisa

@smartonno
Il Garante per la protezione dei dati personali ha imposto una sanzione di 20 milioni di euro alla società americana Clearview AI, per aver messo in atto "un vero e proprio monitoraggio biometrico anche di persone che si trovano nel territorio italiano".

La Società, che dichiara di possedere un database di oltre 10 miliardi di immagini di volti di persone di tutto il mondo, estratte da fonti web pubbliche tramite web scraping (come siti di informazione, social media e video online), “offre un servizio di ricerca altamente qualificata che, grazie a sistemi di intelligenza artificiale, consente la creazione di profili basati sui dati biometrici estratti dalle immagini, eventualmente arricchiti da altre informazioni ad esse correlate, come titolo e geolocalizzazione della foto, pagina web di pubblicazione”, sottolinea il Garante.

Dall'istruttoria del Garante, attivata anche a seguito di reclami e segnalazioni, è emerso che ''Clearview AI, diversamente da quanto affermato dalla società, consente il tracciamento anche di cittadini italiani e di persone collocate in Italia. Le risultanze hanno rivelato che i dati personali detenuti dalla società, inclusi quelli biometrici e di geolocalizzazione, sono trattati illecitamente, senza un'adeguata base giuridica, che non può sicuramente essere il legittimo interesse della società americana''. '

La società ha, inoltre, violato altri principi base del Gdpr, il regolamento europeo sui dati personali, “come quelli relativi agli obblighi di trasparenza, non avendo adeguatamente informato gli utenti, di limitazione delle finalità del trattamento, avendo utilizzato i dati degli utenti per scopi diversi rispetto a quelli per i quali erano stati pubblicati online e di limitazione della conservazione, non avendo stabilito tempi di conservazione dei dati. L'attività di Clearview AI, pertanto, si pone in violazione delle libertà degli interessati, tra cui la tutela della riservatezza e il diritto a non essere discriminati - spiega il garante - Alla luce delle violazioni riscontrate, il Garante ha comminato a Clearview AI una sanzione amministrativa di 20 milioni di euro”.

L'Autorità ha, inoltre, ordinato alla società di cancellare i dati relativi a persone che si trovano in Italia e ne ha vietato l'ulteriore raccolta e trattamento attraverso il suo sistema di riconoscimento facciale''. Il Garante ha infine imposto a Clearview AI di designare un rappresentante nel territorio dell'Unione europea come interlocutore, in aggiunta o in sostituzione del titolare del trattamento dei dati con sede negli Stati Uniti, al fine di agevolare l'esercizio dei diritti degli interessati. https://www.rainews.it/articoli/2022/03/garante-privacy-dati-biometrici-raccolti-illegalmente-multa-da-20-milioni-a-clearview-d7787939-49fe-4800-a3da-729589b1d799.html?wt_mc=2.social.tw.red_garante-privacy-dati-biometrici-raccolti-illegalmente-multa-da-20

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/09/con-il-riconoscimento-facciale-monitorava-gli-utenti-in-italia-il-garante-della-privacy-multa-clearview-ai-per-20-milioni-di-euro/6520298/

💢FONTE: DIGITAL CONTROL ITA