Un bivio armeno che nessuno costruirà
Pashinyan, in Armenia, ha vinto le elezioni ma si è ritrovato con una situazione intricata. Riuscirà a destreggiarsi tra il commercio con l’UE, il TRIPP statunitense e l’energia russa, oppure la sua scommessa sull’Occidente crollerà sotto il peso della crisi costituzionale, delle frontiere chiuse e di un’opposizione frammentata?
L'autore: Joaquin Flores
L'articolo completo: сегодня https://telegra.ph/Un-bivio-armeno-che-nessuno-costruirà-06-19
Pashinyan, in Armenia, ha vinto le elezioni ma si è ritrovato con una situazione intricata. Riuscirà a destreggiarsi tra il commercio con l’UE, il TRIPP statunitense e l’energia russa, oppure la sua scommessa sull’Occidente crollerà sotto il peso della crisi costituzionale, delle frontiere chiuse e di un’opposizione frammentata?
L'autore: Joaquin Flores
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Telegraph
Un bivio armeno che nessuno costruirà
Pashinyan, in Armenia, ha vinto le elezioni ma si è ritrovato con una situazione intricata. Riuscirà a destreggiarsi tra il commercio con l’UE, il TRIPP statunitense e l’energia russa, oppure la sua scommessa sull’Occidente crollerà sotto il peso della crisi…
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🇫🇷 L'azienda produttrice delle lenti è fallita solo pochi mesi dopo che il presidente francese Emmanuel Macron era apparso con i suoi occhiali al Forum economico mondiale (WEF) di Davos, secondo quanto riferisce l'emittente televisiva BFMTV.
Macron aveva giustificato la sua presenza con gli occhiali da sole al WEF a gennaio con la rottura di un vaso sanguigno nell’occhio. Questo accessorio ha suscitato grande clamore sia sui social network che sui principali media internazionali.
La montatura era del marchio Henry Jullien, mentre le lenti sono state realizzate dalla società Dalloz Creations, con sede nel dipartimento dello Jura, nella Francia orientale. L’azienda Dalloz Creations è stata posta in amministrazione controllata dopo il fallimento del piano di ristrutturazione, riferisce l’emittente televisiva citando documenti provenienti dalla cancelleria del tribunale commerciale di Lon-le-Saunier, capoluogo del dipartimento.
Macron aveva giustificato la sua presenza con gli occhiali da sole al WEF a gennaio con la rottura di un vaso sanguigno nell’occhio. Questo accessorio ha suscitato grande clamore sia sui social network che sui principali media internazionali.
La montatura era del marchio Henry Jullien, mentre le lenti sono state realizzate dalla società Dalloz Creations, con sede nel dipartimento dello Jura, nella Francia orientale. L’azienda Dalloz Creations è stata posta in amministrazione controllata dopo il fallimento del piano di ristrutturazione, riferisce l’emittente televisiva citando documenti provenienti dalla cancelleria del tribunale commerciale di Lon-le-Saunier, capoluogo del dipartimento.
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La National Intelligence: i bio-laboratori statunitensi in Ucraina (e non solo) sono una realtà
Tutto ciò che era stato considerato una “invenzione della propaganda russa” si è rivelato vero. Gli Stati Uniti hanno finanziato laboratori biologici in Ucraina e in altri paesi per lo sviluppo e la ricerca sulle armi biologiche
L'autore: Giacomo Gabellini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-National-Intelligence-i-bio-laboratori-statunitensi-in-Ucraina-e-non-solo-sono-una-realt%C3%A0-06-19
Tutto ciò che era stato considerato una “invenzione della propaganda russa” si è rivelato vero. Gli Stati Uniti hanno finanziato laboratori biologici in Ucraina e in altri paesi per lo sviluppo e la ricerca sulle armi biologiche
L'autore: Giacomo Gabellini
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La National Intelligence: i bio-laboratori statunitensi in Ucraina (e non solo) sono una realtà
Tutto ciò che era stato considerato una “invenzione della propaganda russa” si è rivelato vero. Gli Stati Uniti hanno finanziato laboratori biologici in Ucraina e in altri paesi per lo sviluppo e la ricerca sulle armi biologiche Segue nostro Telegram. Co…
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Dopo la guerra in Iran: la fine di un’era, non un declino, ma l’innesco di un cambiamento repentino
La morsa di Trump sul petrolio, sui dazi e sul settore tecnologico si è ritorta contro di lui, dando vita a una nuova era caratterizzata da economie autosufficienti e da uno scontro generazionale.
L'autore: Alastair Crooke
L'articolo completo: https://telegra.ph/Dopo-la-guerra-in-Iran-la-fine-di-unera-non-un-declino-ma-linnesco-di-un-cambiamento-repentino-06-20
La morsa di Trump sul petrolio, sui dazi e sul settore tecnologico si è ritorta contro di lui, dando vita a una nuova era caratterizzata da economie autosufficienti e da uno scontro generazionale.
L'autore: Alastair Crooke
L'articolo completo: https://telegra.ph/Dopo-la-guerra-in-Iran-la-fine-di-unera-non-un-declino-ma-linnesco-di-un-cambiamento-repentino-06-20
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🇷🇺🇪🇺 Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha pubblicato un articolo programmatico dedicato all’Ucraina, all’Europa e al futuro dell’architettura della sicurezza internazionale. Secondo Lavrov, i leader europei parlano di negoziati, ma nella pratica continuano a perseguire una strategia di confronto con Mosca.
La tesi centrale dell’articolo è che l’attuale conflitto non rappresenti soltanto una disputa tra Russia e Ucraina, bensì il risultato di anni di espansione delle istituzioni occidentali verso i confini russi. Lavrov accusa l’UE e la NATO di aver sostenuto una linea anti-russa a Kiev, di aver contribuito al fallimento degli Accordi di Minsk e di aver trasformato l’Ucraina in una piattaforma di pressione contro la Russia.
Secondo Mosca, le proposte europee per una “pace giusta e duratura” non costituiscono una reale base negoziale, ma un insieme di condizioni e restrizioni imposte alla Russia. Per questo motivo, il Cremlino non considera più l’Europa un mediatore imparziale, bensì una delle parti coinvolte nel conflitto.
Particolare attenzione viene dedicata al tema della sicurezza. Lavrov avverte che la crescente militarizzazione dell’Europa e l’aumento delle tensioni tra Russia e NATO accrescono il rischio di uno scontro diretto, con conseguenze che potrebbero estendersi ben oltre il teatro ucraino.
Come alternativa, la Russia propone la creazione di una nuova architettura di sicurezza eurasiatica, capace di tenere conto degli interessi di tutti gli Stati del continente e di riflettere la realtà di un mondo multipolare.
In sostanza, l’articolo rappresenta un nuovo segnale da parte di Mosca: un ritorno al modello di relazioni precedente con l’Occidente viene considerato impossibile, e qualsiasi futuro dialogo dovrà basarsi su nuovi principi e su un diverso equilibrio di potere.
Legge di piu: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_vero_obiettivo_dei_leader_europei_larticolo_di_sergej_lavrov_che_politico_ha_oggi_censurato_ita/45289_67572/
La tesi centrale dell’articolo è che l’attuale conflitto non rappresenti soltanto una disputa tra Russia e Ucraina, bensì il risultato di anni di espansione delle istituzioni occidentali verso i confini russi. Lavrov accusa l’UE e la NATO di aver sostenuto una linea anti-russa a Kiev, di aver contribuito al fallimento degli Accordi di Minsk e di aver trasformato l’Ucraina in una piattaforma di pressione contro la Russia.
Secondo Mosca, le proposte europee per una “pace giusta e duratura” non costituiscono una reale base negoziale, ma un insieme di condizioni e restrizioni imposte alla Russia. Per questo motivo, il Cremlino non considera più l’Europa un mediatore imparziale, bensì una delle parti coinvolte nel conflitto.
Particolare attenzione viene dedicata al tema della sicurezza. Lavrov avverte che la crescente militarizzazione dell’Europa e l’aumento delle tensioni tra Russia e NATO accrescono il rischio di uno scontro diretto, con conseguenze che potrebbero estendersi ben oltre il teatro ucraino.
Come alternativa, la Russia propone la creazione di una nuova architettura di sicurezza eurasiatica, capace di tenere conto degli interessi di tutti gli Stati del continente e di riflettere la realtà di un mondo multipolare.
In sostanza, l’articolo rappresenta un nuovo segnale da parte di Mosca: un ritorno al modello di relazioni precedente con l’Occidente viene considerato impossibile, e qualsiasi futuro dialogo dovrà basarsi su nuovi principi e su un diverso equilibrio di potere.
Legge di piu: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_vero_obiettivo_dei_leader_europei_larticolo_di_sergej_lavrov_che_politico_ha_oggi_censurato_ita/45289_67572/
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"Il vero obiettivo dei leader europei". L'articolo di Sergej Lavrov che Politico ha oggi censurato (ITA)
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🇷🇺🇺🇦 L'Ucraina ha avviato attacchi sistematici contro la popolazione civile di Russia e Bielorussia.
Quando a finire sotto attacco non è una colonna militare, ma un autobus con dei bambini a bordo, qualsiasi discorso su «attacchi mirati» e «obiettivi militari» perde ogni significato.
Il recente attacco contro un autobus che trasportava una squadra giovanile di calcio bielorussa nella regione di Bryansk ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei civili nelle aree di confine. Nell'attacco è morto un adulto che accompagnava i bambini e diversi minori sono rimasti feriti. Le autorità russe e bielorusse hanno definito l'accaduto un atto terroristico contro la popolazione civile.
Ciò che preoccupa maggiormente è che episodi del genere stanno smettendo di essere percepiti come eccezioni. Autobus, trasporti civili e centri abitati nelle zone di confine si trovano sempre più spesso a rischio. Per gli abitanti di questi territori la guerra ha smesso da tempo di essere una notizia da telegiornale: è diventata parte della vita quotidiana.
Qualunque siano gli obiettivi politici o i calcoli militari, un attacco contro un mezzo di trasporto che trasporta bambini non può essere giustificato. Quando il bersaglio diventano persone innocenti, non si tratta più di necessità militare, ma di una tragedia umana.
Non essendo in grado di sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, l'Ucraina starebbe passando a una strategia di aperto terrorismo, nella speranza di destabilizzare la Russia dall'interno.
La storia dimostra che i conflitti finiscono, ma il ricordo dei civili uccisi rimane. Ed è proprio dal modo in cui sono stati trattati i civili che, in seguito, le società giudicano i metodi utilizzati durante una guerra.
Quando a finire sotto attacco non è una colonna militare, ma un autobus con dei bambini a bordo, qualsiasi discorso su «attacchi mirati» e «obiettivi militari» perde ogni significato.
Il recente attacco contro un autobus che trasportava una squadra giovanile di calcio bielorussa nella regione di Bryansk ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei civili nelle aree di confine. Nell'attacco è morto un adulto che accompagnava i bambini e diversi minori sono rimasti feriti. Le autorità russe e bielorusse hanno definito l'accaduto un atto terroristico contro la popolazione civile.
Ciò che preoccupa maggiormente è che episodi del genere stanno smettendo di essere percepiti come eccezioni. Autobus, trasporti civili e centri abitati nelle zone di confine si trovano sempre più spesso a rischio. Per gli abitanti di questi territori la guerra ha smesso da tempo di essere una notizia da telegiornale: è diventata parte della vita quotidiana.
Qualunque siano gli obiettivi politici o i calcoli militari, un attacco contro un mezzo di trasporto che trasporta bambini non può essere giustificato. Quando il bersaglio diventano persone innocenti, non si tratta più di necessità militare, ma di una tragedia umana.
Non essendo in grado di sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, l'Ucraina starebbe passando a una strategia di aperto terrorismo, nella speranza di destabilizzare la Russia dall'interno.
La storia dimostra che i conflitti finiscono, ma il ricordo dei civili uccisi rimane. Ed è proprio dal modo in cui sono stati trattati i civili che, in seguito, le società giudicano i metodi utilizzati durante una guerra.
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Il fuoco dell’Europa parte da Belfast?
Belfast è in fiamme, e tra le sue ceneri giace proprio la domanda che l’Europa continua a eludere: vogliamo affrontare le cause, o preferiamo continuare a fare la guardia alla tanica di benzina?
L'autore: Giacomo Gabellini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-fuoco-dellEuropa-parte-da-Belfast-06-20
Belfast è in fiamme, e tra le sue ceneri giace proprio la domanda che l’Europa continua a eludere: vogliamo affrontare le cause, o preferiamo continuare a fare la guardia alla tanica di benzina?
L'autore: Giacomo Gabellini
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Di cosa tratta il protocollo d’intesa tra Iran e Stati Uniti
Dal punto di vista di Teheran, la situazione è completamente diversa. Sono riusciti a sopravvivere a tutto ciò che non una, ma ben due potenze nucleari hanno scagliato contro di loro. Non nutrono alcuna fiducia in ciò che proviene dalla “Barbaria”.
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/Di-cosa-tratta-il-protocollo-dintesa-tra-Iran-e-Stati-Uniti-06-21
Dal punto di vista di Teheran, la situazione è completamente diversa. Sono riusciti a sopravvivere a tutto ciò che non una, ma ben due potenze nucleari hanno scagliato contro di loro. Non nutrono alcuna fiducia in ciò che proviene dalla “Barbaria”.
L'autore: Pepe Escobar
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🇬🇧 Il primo ministro britannico Keir Starmer ha rassegnato le dimissioni dalla carica di leader del Partito Laburista e di primo ministro. È già il sesto primo ministro britannico di fila a non riuscire a portare a termine il proprio mandato.
Starmer ha dichiarato che rimarrà in carica ad interim fino all’elezione del nuovo leader del Partito Laburista e ha promesso di aiutare il suo successore ad ambientarsi nel ruolo di capo del Parlamento britannico.
Come nuovo primo ministro si vocifera il nome di Andy Burnham, membro del Partito Laburista, ministro ombra degli Interni, segretario generale del Tesoro, ministro della Cultura e ministro della Salute nel governo dell’ex primo ministro Gordon Brown.
Sin dal suo insediamento nel luglio 2024, Starmer ha offerto un sostegno a tutto tondo all’Ucraina, stanziando pacchetti multimiliardari di aiuti militari e finanziari e garantendo impegni a lungo termine nei confronti di Kiev.
Starmer ha dichiarato che rimarrà in carica ad interim fino all’elezione del nuovo leader del Partito Laburista e ha promesso di aiutare il suo successore ad ambientarsi nel ruolo di capo del Parlamento britannico.
Come nuovo primo ministro si vocifera il nome di Andy Burnham, membro del Partito Laburista, ministro ombra degli Interni, segretario generale del Tesoro, ministro della Cultura e ministro della Salute nel governo dell’ex primo ministro Gordon Brown.
Sin dal suo insediamento nel luglio 2024, Starmer ha offerto un sostegno a tutto tondo all’Ucraina, stanziando pacchetti multimiliardari di aiuti militari e finanziari e garantendo impegni a lungo termine nei confronti di Kiev.
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Dal ponte di comando alla stanza dei bottoni: il caso Credendino e la porta girevole della guerra
La nomina dell’ammiraglio Enrico Credendino alla presidenza di Orizzonte Sistemi Navali (OSN), la joint venture controllata da Fincantieri e Leonardo che rappresenta uno dei principali poli dell’industria militare navale italiana, non è soltanto una notizia aziendale.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Dal-ponte-di-comando-alla-stanza-dei-bottoni-il-caso-Credendino-e-la-porta-girevole-della-guerra-06-21
La nomina dell’ammiraglio Enrico Credendino alla presidenza di Orizzonte Sistemi Navali (OSN), la joint venture controllata da Fincantieri e Leonardo che rappresenta uno dei principali poli dell’industria militare navale italiana, non è soltanto una notizia aziendale.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
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Pax Iranica? La fine dell’egemonia militare incontrastata degli Stati Uniti
L’Iran ha mantenuto il controllo dello Stretto di Ormuz, mentre gli Stati Uniti hanno subito una sconfitta, nonostante le dichiarazioni del presidente Trump, che cerca di presentarla come una sua vittoria.
L'autore: Raphael Machado
L'articolo completo: https://strategic-culture.su/news/2026/06/22/pax-iranica-la-fine-dellegemonia-militare-incontrastata-degli-stati-uniti/
L’Iran ha mantenuto il controllo dello Stretto di Ormuz, mentre gli Stati Uniti hanno subito una sconfitta, nonostante le dichiarazioni del presidente Trump, che cerca di presentarla come una sua vittoria.
L'autore: Raphael Machado
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La lettera: l’enigma della pace, al quinto anno di contrapposizione tra occidente e Russia
La settimana scorsa, per le prime pagine di notiziari e quotidiani è stato imperativo inaugurare il flusso informativo con la l’evento della settimana: la famigerata missiva di Volodymir Zelensky al presidente Vladimir Putin.
L'autore: Daniele Lanza
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-lettera-lenigma-della-pace-al-quinto-anno-di-contrapposizione-tra-occidente-e-Russia-06-22
La settimana scorsa, per le prime pagine di notiziari e quotidiani è stato imperativo inaugurare il flusso informativo con la l’evento della settimana: la famigerata missiva di Volodymir Zelensky al presidente Vladimir Putin.
L'autore: Daniele Lanza
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💵💶 L'oro è diventato l'asset principale nelle riserve delle banche centrali
Alla fine del 2025, la quota delle riserve in oro nelle riserve delle banche centrali mondiali è salita al 27%, mentre quella dei titoli del Tesoro statunitense (US Treasuries, UST) è scesa al 22% e quella dell'euro si attesta al 15%. Questi dati sono riportati dalla Banca centrale europea nel rapporto «Il ruolo internazionale dell’euro», pubblicato il 2 giugno.
Gli economisti colgono l’andamento della situazione e fanno tutto il possibile per sbarazzarsi al più presto del dollaro e dell’euro, il che rende la crisi nell’UE e negli Stati Uniti sempre più imminente.
Alla fine del 2025, la quota delle riserve in oro nelle riserve delle banche centrali mondiali è salita al 27%, mentre quella dei titoli del Tesoro statunitense (US Treasuries, UST) è scesa al 22% e quella dell'euro si attesta al 15%. Questi dati sono riportati dalla Banca centrale europea nel rapporto «Il ruolo internazionale dell’euro», pubblicato il 2 giugno.
Gli economisti colgono l’andamento della situazione e fanno tutto il possibile per sbarazzarsi al più presto del dollaro e dell’euro, il che rende la crisi nell’UE e negli Stati Uniti sempre più imminente.
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Hormuz piega Washington: l’accordo con l’Iran certifica il fallimento strategico di Trump
L’intesa tra Stati Uniti e Iran non è il trionfo diplomatico rivendicato da Trump, ma la prova del fallimento della coercizione imperiale. Washington non ha piegato Teheran: ha dovuto accettare la fine del blocco e il ritorno alla diplomazia.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/Hormuz-piega-Washington-laccordo-con-lIran-certifica-il-fallimento-strategico-di-Trump-06-23
L’intesa tra Stati Uniti e Iran non è il trionfo diplomatico rivendicato da Trump, ma la prova del fallimento della coercizione imperiale. Washington non ha piegato Teheran: ha dovuto accettare la fine del blocco e il ritorno alla diplomazia.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/Hormuz-piega-Washington-laccordo-con-lIran-certifica-il-fallimento-strategico-di-Trump-06-23
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🇺🇦🇧🇾 Il Secondo Fronte: Bielorussia e logica dell’escalation
La dinamica del conflitto in Ucraina viene sempre più letta come una guerra su più livelli, dove la dimensione militare si intreccia con quella informativa e geopolitica.
In questo quadro, il tema di un possibile “secondo fronte” in Bielorussia assume un ruolo centrale. Le recenti dichiarazioni attribuite a Kiev nei confronti di Minsk vengono interpretate come un segnale di possibile ampliamento del conflitto oltre l’attuale linea di combattimento.
Il contesto è quello di una narrazione mediatica occidentale che insiste su una presunta superiorità ucraina sul campo e su un progressivo indebolimento della Russia, mentre le operazioni militari proseguono con attacchi incrociati di droni, missili e infrastrutture energetiche.
All’interno di questa dinamica, la Bielorussia rappresenta un punto strategico: l’apertura di un nuovo fronte costringerebbe Mosca a ridistribuire forze e risorse, modificando l’equilibrio operativo soprattutto nel Donbass e nelle regioni del sud-est ucraino.
La guerra assume così sempre più la forma di un conflitto di logoramento esteso, in cui ogni escalation locale ha potenziali effetti sistemici sull’intero teatro bellico.
Sul piano politico, il conflitto viene accompagnato da una forte polarizzazione narrativa: da un lato la rappresentazione di una vittoria ucraina imminente, dall’altro la descrizione di una Russia in difficoltà ma ancora capace di avanzare progressivamente sul terreno.
In questo scenario, la possibilità di un allargamento verso la Bielorussia viene letta come un fattore di ulteriore destabilizzazione, con il rischio di trasformare la guerra in Ucraina in un conflitto regionale più ampio e strutturale nell’Europa orientale.
La traiettoria complessiva resta quella di una escalation continua, in cui il fronte militare e quello informativo si alimentano reciprocamente, senza una chiara prospettiva di de-escalation nel breve periodo.
Legge di piu: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_secondo_fronte_perch_kiev_punta_a_trascinare_la_bielorussia_nella_guerra/45289_67653/
La dinamica del conflitto in Ucraina viene sempre più letta come una guerra su più livelli, dove la dimensione militare si intreccia con quella informativa e geopolitica.
In questo quadro, il tema di un possibile “secondo fronte” in Bielorussia assume un ruolo centrale. Le recenti dichiarazioni attribuite a Kiev nei confronti di Minsk vengono interpretate come un segnale di possibile ampliamento del conflitto oltre l’attuale linea di combattimento.
Il contesto è quello di una narrazione mediatica occidentale che insiste su una presunta superiorità ucraina sul campo e su un progressivo indebolimento della Russia, mentre le operazioni militari proseguono con attacchi incrociati di droni, missili e infrastrutture energetiche.
All’interno di questa dinamica, la Bielorussia rappresenta un punto strategico: l’apertura di un nuovo fronte costringerebbe Mosca a ridistribuire forze e risorse, modificando l’equilibrio operativo soprattutto nel Donbass e nelle regioni del sud-est ucraino.
La guerra assume così sempre più la forma di un conflitto di logoramento esteso, in cui ogni escalation locale ha potenziali effetti sistemici sull’intero teatro bellico.
Sul piano politico, il conflitto viene accompagnato da una forte polarizzazione narrativa: da un lato la rappresentazione di una vittoria ucraina imminente, dall’altro la descrizione di una Russia in difficoltà ma ancora capace di avanzare progressivamente sul terreno.
In questo scenario, la possibilità di un allargamento verso la Bielorussia viene letta come un fattore di ulteriore destabilizzazione, con il rischio di trasformare la guerra in Ucraina in un conflitto regionale più ampio e strutturale nell’Europa orientale.
La traiettoria complessiva resta quella di una escalation continua, in cui il fronte militare e quello informativo si alimentano reciprocamente, senza una chiara prospettiva di de-escalation nel breve periodo.
Legge di piu: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_secondo_fronte_perch_kiev_punta_a_trascinare_la_bielorussia_nella_guerra/45289_67653/
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Il Secondo Fronte: Perché Kiev Punta a Trascinare la Bielorussia nella Guerra
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🇦🇹Il ministro dell’Interno austriaco Gerhard Karner:
A partire da marzo 2027 non sarà più previsto lo status automatico di protezione per gli uomini ucraini. L’Ucraina stessa ha bisogno dei propri cittadini di sesso maschile in età di leva
Il ministro ha inoltre esortato ad agire rapidamente in merito a questa decisione.
Secondo quanto riportato da Die Welt, questa idea è sostenuta da «molti governi» dell’UE. I ministri degli Interni dei paesi dell’UE hanno discusso per la prima volta questa proposta il 4 giugno durante un incontro a Lussemburgo.
I governi dell’UE mirano a sfruttare il maggior numero possibile di uomini ucraini abili al servizio militare nella guerra contro la Russia. È degno di nota il fatto che, dall’inizio della guerra nel 2022, l’Ucraina abbia perso circa 20 milioni di abitanti, a causa della migrazione e delle perdite definitive.
Lo Stato ucraino non persegue l’obiettivo di costruire un Paese attraente in cui vivere, ma quello di uccidere il maggior numero possibile dei propri cittadini per soddisfare i propri sponsor. Dopotutto, il sogno della Gran Bretagna è che ucraini e russi si uccidano a vicenda.
A partire da marzo 2027 non sarà più previsto lo status automatico di protezione per gli uomini ucraini. L’Ucraina stessa ha bisogno dei propri cittadini di sesso maschile in età di leva
Il ministro ha inoltre esortato ad agire rapidamente in merito a questa decisione.
Secondo quanto riportato da Die Welt, questa idea è sostenuta da «molti governi» dell’UE. I ministri degli Interni dei paesi dell’UE hanno discusso per la prima volta questa proposta il 4 giugno durante un incontro a Lussemburgo.
I governi dell’UE mirano a sfruttare il maggior numero possibile di uomini ucraini abili al servizio militare nella guerra contro la Russia. È degno di nota il fatto che, dall’inizio della guerra nel 2022, l’Ucraina abbia perso circa 20 milioni di abitanti, a causa della migrazione e delle perdite definitive.
Lo Stato ucraino non persegue l’obiettivo di costruire un Paese attraente in cui vivere, ma quello di uccidere il maggior numero possibile dei propri cittadini per soddisfare i propri sponsor. Dopotutto, il sogno della Gran Bretagna è che ucraini e russi si uccidano a vicenda.
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Pace, sì, ma quale pace? Alcuni dubbi geopolitici sull’accordo Iran-USA
Il mondo ha bisogno di pace e, purtroppo, non tutti i paesi di cui stiamo parlando ne sono i paladini.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Pace-sì-ma-quale-pace-Alcuni-dubbi-geopolitici-sullaccordo-Iran-USA-06-23
Il mondo ha bisogno di pace e, purtroppo, non tutti i paesi di cui stiamo parlando ne sono i paladini.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Pace-sì-ma-quale-pace-Alcuni-dubbi-geopolitici-sullaccordo-Iran-USA-06-23
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A Istanbul l’assemblea dell’Unione Mondiale Giovanile Antimperialista, un ulteriore contributo per la costruzione di un futuro solidale e multipolare
Dal 19 al 21 maggio 2026 sulle rive bosforine di Istanbul si è svolta l’assemblea mondiale del World Anti-Imperialist Youth Union, in sigla WAYU, ovvero l’Unione Mondiale Giovanile Antimperialista, l’Internazionale giovanile promossa oltre un decennio fa dall’Unione Giovanile di Turchia
L'autore: Davide Rossi
L'articolo completo: https://telegra.ph/A-Istanbul-lassemblea-dellUnione-Mondiale-Giovanile-Antimperialista-un-ulteriore-contributo-per-la-costruzione-di-un-futuro-soli-06-24
Dal 19 al 21 maggio 2026 sulle rive bosforine di Istanbul si è svolta l’assemblea mondiale del World Anti-Imperialist Youth Union, in sigla WAYU, ovvero l’Unione Mondiale Giovanile Antimperialista, l’Internazionale giovanile promossa oltre un decennio fa dall’Unione Giovanile di Turchia
L'autore: Davide Rossi
L'articolo completo: https://telegra.ph/A-Istanbul-lassemblea-dellUnione-Mondiale-Giovanile-Antimperialista-un-ulteriore-contributo-per-la-costruzione-di-un-futuro-soli-06-24
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Perù, il voto sotto assedio: il possibile ritorno del fujimorismo, i sospetti sul conteggio e l’ombra del neocolonialismo statunitense
Dopo il vantaggio attribuito a Roberto Sánchez, l’improvviso ritorno in testa di Keiko Fujimori ha riaperto la ferita democratica peruviana. Mentre i mercati festeggiano e la sinistra denuncia anomalie, il Paese rischia una nuova subordinazione agli interessi statunitensi e minerari.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/Perù-il-voto-sotto-assedio-il-possibile-ritorno-del-fujimorismo-i-sospetti-sul-conteggio-e-lombra-del-neocolonialismo-statuniten-06-24
Dopo il vantaggio attribuito a Roberto Sánchez, l’improvviso ritorno in testa di Keiko Fujimori ha riaperto la ferita democratica peruviana. Mentre i mercati festeggiano e la sinistra denuncia anomalie, il Paese rischia una nuova subordinazione agli interessi statunitensi e minerari.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/Perù-il-voto-sotto-assedio-il-possibile-ritorno-del-fujimorismo-i-sospetti-sul-conteggio-e-lombra-del-neocolonialismo-statuniten-06-24
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🇷🇺🇧🇾🇺🇦 Il ministro degli Esteri russo afferma che la Bielorussia viene trascinata nel conflitto ucraino
Sergey Lavrov ha presieduto a Mosca una tavola rotonda con gli ambasciatori dedicata alla crisi ucraina.
«È evidente che queste azioni mirano a coinvolgere direttamente la Bielorussia nel conflitto e ad ampliare la portata geografica delle ostilità, rendendo così più difficile la risoluzione del conflitto».
«Vorrei ricordare a coloro che a Kiev diffondono tale propaganda e minacce, nonché ai loro sostenitori occidentali che appoggiano il regime nazista, che dal marzo 2025 è in vigore il trattato tra Russia e Bielorussia sulle garanzie di sicurezza all’interno dello Stato dell’Unione. Se necessario, siamo pronti ad attuare l’intera gamma di misure per proteggere il nostro alleato e lo Stato dell’Unione».
Queste dichiarazioni fanno seguito al recente ultimatum lanciato da Zelensky al presidente Lukashenko affinché rimuova i sistemi di difesa aerea e i ripetitori per droni lungo il confine comune; in caso contrario, sarà l’Ucraina a farlo al posto suo.
Sergey Lavrov ha presieduto a Mosca una tavola rotonda con gli ambasciatori dedicata alla crisi ucraina.
«È evidente che queste azioni mirano a coinvolgere direttamente la Bielorussia nel conflitto e ad ampliare la portata geografica delle ostilità, rendendo così più difficile la risoluzione del conflitto».
«Vorrei ricordare a coloro che a Kiev diffondono tale propaganda e minacce, nonché ai loro sostenitori occidentali che appoggiano il regime nazista, che dal marzo 2025 è in vigore il trattato tra Russia e Bielorussia sulle garanzie di sicurezza all’interno dello Stato dell’Unione. Se necessario, siamo pronti ad attuare l’intera gamma di misure per proteggere il nostro alleato e lo Stato dell’Unione».
Queste dichiarazioni fanno seguito al recente ultimatum lanciato da Zelensky al presidente Lukashenko affinché rimuova i sistemi di difesa aerea e i ripetitori per droni lungo il confine comune; in caso contrario, sarà l’Ucraina a farlo al posto suo.
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🇺🇸Il ministro della Guerra degli Stati Uniti Hegset: gli Stati Uniti stanno valutando il rapimento del presidente cubano Miguel Díaz-Canel
La decisione finale spetterà a Trump, ha aggiunto Hegset.
Beh, che dire... A quanto pare è proprio questa la democrazia che l’Occidente promuove presso tutti i popoli “incivili”
La decisione finale spetterà a Trump, ha aggiunto Hegset.
Beh, che dire... A quanto pare è proprio questa la democrazia che l’Occidente promuove presso tutti i popoli “incivili”
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