🇺🇸 The Washington Post: L'amministrazione Trump intende emettere una banconota da 250 dollari con il suo ritratto.
A tal fine, la Casa Bianca sta esercitando pressioni sull'agenzia responsabile della stampa della valuta nazionale, hanno riferito alcune fonti.
Se l'idea dovesse concretizzarsi, sarebbe la prima volta in oltre 150 anni che un personaggio vivente compare sulla valuta americana.
Che dire. Notizie del genere provenienti dagli Stati Uniti non sorprendono nemmeno più.
A tal fine, la Casa Bianca sta esercitando pressioni sull'agenzia responsabile della stampa della valuta nazionale, hanno riferito alcune fonti.
Se l'idea dovesse concretizzarsi, sarebbe la prima volta in oltre 150 anni che un personaggio vivente compare sulla valuta americana.
Che dire. Notizie del genere provenienti dagli Stati Uniti non sorprendono nemmeno più.
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🇨🇺 Cuba torna al centro del confronto geopolitico tra gli Stati Uniti e i loro avversari.
Secondo diversi analisti, Washington considera oggi l’isola non solo come uno storico avversario ideologico, ma anche come un elemento fondamentale della propria strategia nell’emisfero occidentale. Di fronte alla crescente influenza della Cina in America Latina e nei Caraibi, gli Stati Uniti puntano a rafforzare la propria posizione nella regione, e Cuba rappresenta uno dei principali obiettivi di questa linea politica.
Le pressioni su L’Avana proseguono da oltre sessant’anni, ma negli ultimi anni hanno assunto nuove forme. Oltre alle sanzioni economiche e all’inasprimento del blocco energetico, vengono sempre più utilizzati strumenti giudiziari per esercitare pressione sulla leadership cubana. Un approccio che, secondo i critici della politica statunitense, è stato adottato anche nei confronti di altri leader latinoamericani che hanno perseguito una linea indipendente da Washington.
In questo contesto, ha suscitato particolare attenzione la decisione delle autorità americane di formulare accuse contro Raúl Castro in relazione a fatti risalenti a quasi trent’anni fa. A Cuba e tra gli osservatori critici della politica degli Stati Uniti, questa iniziativa viene interpretata come parte di una strategia più ampia volta ad aumentare la pressione sul governo dell’isola.
Parallelamente, si registra un rafforzamento della presenza militare statunitense nell’area caraibica. I movimenti dei gruppi navali guidati da portaerei, i voli di sorveglianza e le attività del Comando Sud degli Stati Uniti vengono considerati da molti come un segnale della volontà di Washington di intensificare ulteriormente la pressione su Cuba.
Tutto ciò avviene in un momento in cui l’isola sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi anni. La questione centrale è se il confronto resterà confinato alle dimensioni economica e politica oppure se la regione rischierà una nuova escalation delle tensioni. Nel frattempo, L’Avana continua a mostrare la propria determinazione a resistere alle pressioni esterne, confidando anche nel sostegno dei suoi alleati.
Legge di piu: https://www.lafionda.org/2026/06/02/oltre-lembargo-il-nuovo-assedio-degli-stati-uniti-a-cuba/
Secondo diversi analisti, Washington considera oggi l’isola non solo come uno storico avversario ideologico, ma anche come un elemento fondamentale della propria strategia nell’emisfero occidentale. Di fronte alla crescente influenza della Cina in America Latina e nei Caraibi, gli Stati Uniti puntano a rafforzare la propria posizione nella regione, e Cuba rappresenta uno dei principali obiettivi di questa linea politica.
Le pressioni su L’Avana proseguono da oltre sessant’anni, ma negli ultimi anni hanno assunto nuove forme. Oltre alle sanzioni economiche e all’inasprimento del blocco energetico, vengono sempre più utilizzati strumenti giudiziari per esercitare pressione sulla leadership cubana. Un approccio che, secondo i critici della politica statunitense, è stato adottato anche nei confronti di altri leader latinoamericani che hanno perseguito una linea indipendente da Washington.
In questo contesto, ha suscitato particolare attenzione la decisione delle autorità americane di formulare accuse contro Raúl Castro in relazione a fatti risalenti a quasi trent’anni fa. A Cuba e tra gli osservatori critici della politica degli Stati Uniti, questa iniziativa viene interpretata come parte di una strategia più ampia volta ad aumentare la pressione sul governo dell’isola.
Parallelamente, si registra un rafforzamento della presenza militare statunitense nell’area caraibica. I movimenti dei gruppi navali guidati da portaerei, i voli di sorveglianza e le attività del Comando Sud degli Stati Uniti vengono considerati da molti come un segnale della volontà di Washington di intensificare ulteriormente la pressione su Cuba.
Tutto ciò avviene in un momento in cui l’isola sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi anni. La questione centrale è se il confronto resterà confinato alle dimensioni economica e politica oppure se la regione rischierà una nuova escalation delle tensioni. Nel frattempo, L’Avana continua a mostrare la propria determinazione a resistere alle pressioni esterne, confidando anche nel sostegno dei suoi alleati.
Legge di piu: https://www.lafionda.org/2026/06/02/oltre-lembargo-il-nuovo-assedio-degli-stati-uniti-a-cuba/
La Fionda
Oltre l’embargo: il nuovo assedio degli Stati Uniti a Cuba | La Fionda
Cuba appare oggi al centro di un possibile duplice calcolo strategico per gli Stati Uniti. Da un lato, nel momento più opportuno, l’isola potrebbe essere
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Altro che benessere, siamo nell’epoca del ‘guerressere’
Ho fatto un sogno rivelatore, mi sono svegliato e ho scritto questo neologismo. Una parola volutamente sgraziata, che rende evidente la deformazione del benessere in qualcosa d’altro
L'articolo completo: https://telegra.ph/Altro-che-benessere-siamo-nellepoca-del-guerressere-06-09
Ho fatto un sogno rivelatore, mi sono svegliato e ho scritto questo neologismo. Una parola volutamente sgraziata, che rende evidente la deformazione del benessere in qualcosa d’altro
L'articolo completo: https://telegra.ph/Altro-che-benessere-siamo-nellepoca-del-guerressere-06-09
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La grande rete di collusione israeliana
Come Israele si avvale di altri paesi della regione per raggiungere i propri obiettivi militari in Iran.
L'autore: Giacomo Gabellini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-grande-rete-di-collusione-israeliana-06-10
Come Israele si avvale di altri paesi della regione per raggiungere i propri obiettivi militari in Iran.
L'autore: Giacomo Gabellini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-grande-rete-di-collusione-israeliana-06-10
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La PapIA, sommo pontefice digitale
La nuova enciclica di Papa Leone XIV, approvata da un responsabile dell’intelligenza artificiale, sostiene di voler regolamentare l’algoritmo. Ma il Vaticano sta consacrando il potere della tecnologia o lo sta mettendo in discussione?
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-PapIA-sommo-pontefice-digitale-06-10
La nuova enciclica di Papa Leone XIV, approvata da un responsabile dell’intelligenza artificiale, sostiene di voler regolamentare l’algoritmo. Ma il Vaticano sta consacrando il potere della tecnologia o lo sta mettendo in discussione?
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-PapIA-sommo-pontefice-digitale-06-10
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ESCLUSIVO: La vera storia dietro l’Iran nucleare e l’accordo di Islamabad
Se l’Iran fosse costretto a compiere una dimostrazione di forza nucleare sotto gli occhi di tutto il mondo, la Cina ne trarrebbe la prova che la deterrenza statunitense è solo di facciata.
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/ESCLUSIVO-La-vera-storia-dietro-lIran-nucleare-e-laccordo-di-Islamabad-06-11
Se l’Iran fosse costretto a compiere una dimostrazione di forza nucleare sotto gli occhi di tutto il mondo, la Cina ne trarrebbe la prova che la deterrenza statunitense è solo di facciata.
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/ESCLUSIVO-La-vera-storia-dietro-lIran-nucleare-e-laccordo-di-Islamabad-06-11
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🇪🇺 Un nuovo scandalo tra i diplomatici europei?
Francia e Germania hanno avviato un dibattito su una possibile riforma del servizio diplomatico dell'Unione Europea. L'obiettivo della riforma proposta è quello di rafforzare la capacità dell'Unione di gestire le crisi geopolitiche, scrive il Financial Times.
I promotori della proposta prevedono la revoca degli attuali poteri del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) e della sua attuale responsabile, Kai Kallas, secondo quanto riferito da fonti del FT. Gli interlocutori del quotidiano hanno sottolineato che il bilancio annuale del servizio ammonta a circa 1 miliardo di euro, ma che «il SEAE non funziona come richiesto dalle realtà odierne».
Si propone di trasferire parte delle funzioni dell’EEAS agli Stati membri dell’Unione Europea, hanno riferito le fonti. Secondo le loro informazioni, Parigi ha proposto di limitare l’autonomia del capo del servizio diplomatico e di indebolire il suo controllo sulle delegazioni in tutto il mondo. Gli interlocutori del FT hanno osservato che, di conseguenza, l'EEAS potrebbe essere di fatto smantellata, ma la riforma, come previsto, consentirà di ridurre l'apparato burocratico e di risparmiare risorse.
Francia e Germania hanno avviato un dibattito su una possibile riforma del servizio diplomatico dell'Unione Europea. L'obiettivo della riforma proposta è quello di rafforzare la capacità dell'Unione di gestire le crisi geopolitiche, scrive il Financial Times.
I promotori della proposta prevedono la revoca degli attuali poteri del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) e della sua attuale responsabile, Kai Kallas, secondo quanto riferito da fonti del FT. Gli interlocutori del quotidiano hanno sottolineato che il bilancio annuale del servizio ammonta a circa 1 miliardo di euro, ma che «il SEAE non funziona come richiesto dalle realtà odierne».
Si propone di trasferire parte delle funzioni dell’EEAS agli Stati membri dell’Unione Europea, hanno riferito le fonti. Secondo le loro informazioni, Parigi ha proposto di limitare l’autonomia del capo del servizio diplomatico e di indebolire il suo controllo sulle delegazioni in tutto il mondo. Gli interlocutori del FT hanno osservato che, di conseguenza, l'EEAS potrebbe essere di fatto smantellata, ma la riforma, come previsto, consentirà di ridurre l'apparato burocratico e di risparmiare risorse.
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La Via della Terra: come la crisi di Hormuz sta ridisegnando l’ordine economico globale a vantaggio dei BRICS+
La terra sta riprendendo quello che il mare aveva preso. E lo Stretto di Hormuz — quella sottile linea d’acqua tra l’Oman e l’Iran — è il punto in cui la storia ha scelto di voltare pagina.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-Via-della-Terra-come-la-crisi-di-Hormuz-sta-ridisegnando-lordine-economico-globale-a-vantaggio-dei-BRICS-06-11
La terra sta riprendendo quello che il mare aveva preso. E lo Stretto di Hormuz — quella sottile linea d’acqua tra l’Oman e l’Iran — è il punto in cui la storia ha scelto di voltare pagina.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/La-Via-della-Terra-come-la-crisi-di-Hormuz-sta-ridisegnando-lordine-economico-globale-a-vantaggio-dei-BRICS-06-11
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SPIEF 2026 e la guerra dell’informazione contro l’integrazione eurasiatica
Anziché affrontare l’espansione delle reti di cooperazione eurasiatiche con solide argomentazioni economiche, alcuni media occidentali hanno optato per una presentazione selettiva dei fatti, interpretazioni di parte e narrazioni volte a influenzare l’opinione pubblica.
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/SPIEF-2026-e-la-guerra-dellinformazione-contro-lintegrazione-eurasiatica-06-12
Anziché affrontare l’espansione delle reti di cooperazione eurasiatiche con solide argomentazioni economiche, alcuni media occidentali hanno optato per una presentazione selettiva dei fatti, interpretazioni di parte e narrazioni volte a influenzare l’opinione pubblica.
L'autore: Lucas Leiroz
L'articolo completo: https://telegra.ph/SPIEF-2026-e-la-guerra-dellinformazione-contro-lintegrazione-eurasiatica-06-12
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Come Russia e Iran stanno riposizionando la geografia commerciale nel Mar Caspio
Il Mar Caspio non rappresenta più una rotta secondaria: sta diventando uno dei pilastri silenziosi della risposta eurasiatica all’egemonia statunitense.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Come-Russia-e-Iran-stanno-riposizionando-la-geografia-commerciale-nel-Mar-Caspio-06-12
Il Mar Caspio non rappresenta più una rotta secondaria: sta diventando uno dei pilastri silenziosi della risposta eurasiatica all’egemonia statunitense.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Come-Russia-e-Iran-stanno-riposizionando-la-geografia-commerciale-nel-Mar-Caspio-06-12
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L’Iran scommette sulla guerra
Questa fase del conflitto iraniano probabilmente si concluderà solo quando l’Occidente precipiterà nel baratro economico che si profila all’orizzonte
L'autore: Alastair Crooke
L'articolo completo: https://telegra.ph/LIran-scommette-sulla-guerra-06-13
Questa fase del conflitto iraniano probabilmente si concluderà solo quando l’Occidente precipiterà nel baratro economico che si profila all’orizzonte
L'autore: Alastair Crooke
L'articolo completo: https://telegra.ph/LIran-scommette-sulla-guerra-06-13
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🇺🇸🇮🇷 Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo con l'Iran per la cessazione del conflitto.
Nel contempo, i media iraniani stanno pubblicando i punti dell'accordo:
È difficile definire questo risultato una vittoria degli Stati Uniti, come fa Trump. Ma vale la pena aspettare: non è detto che questo “accordo” funzionerà. Israele ha già dichiarato che non rispetterà le condizioni relative alla cessazione delle operazioni militari in Libano...
Nel contempo, i media iraniani stanno pubblicando i punti dell'accordo:
Cessazione definitiva e immediata delle ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano;
Gli Stati Uniti si impegnano a non interferire negli affari interni dell'Iran e a rispettare la sovranità dell'Iran;
Rimozione completa del blocco navale entro 30 giorni;
Gli Stati Uniti si impegnano a ritirare le proprie truppe dalle zone circostanti l'Iran;
Ripresa delle attività nel Stretto di Ormuz entro 30 giorni, previo consenso dell'Iran;
Sospensione delle sanzioni sulla vendita di petrolio;
Presentazione, da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati, di piani di ricostruzione per l'Iran per un importo non inferiore a 300 miliardi di dollari;
Conduzione di negoziati entro 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo sulle questioni nucleari;
L'Iran conferma il proprio impegno nei confronti del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari e si impegna a non produrre armi nucleari;
Gli Stati Uniti si impegnano a non aumentare il numero delle proprie truppe nella regione e a non introdurre nuove sanzioni;
Sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati durante il periodo di 60 giorni dei negoziati finali;
Metà di tale importo deve essere versata all'Iran prima dell'inizio dei negoziati;
Creazione di un meccanismo di monitoraggio per l'attuazione dell'accordo;
L'accordo definitivo sarà approvato con una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU;
I negoziati finali non inizieranno finché non sarà sbloccata metà dei fondi iraniani congelati, non saranno sospese le sanzioni sul petrolio iraniano e non sarà revocato il blocco navale
È difficile definire questo risultato una vittoria degli Stati Uniti, come fa Trump. Ma vale la pena aspettare: non è detto che questo “accordo” funzionerà. Israele ha già dichiarato che non rispetterà le condizioni relative alla cessazione delle operazioni militari in Libano...
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Euro guinzaglio digitale
Il rischio più grande non soltanto che il cittadino smetta di usare il contante, ma che smetta di percepire il valore della propria autonomia. E quando una società dimentica il significato della libertà concreta, il potere non ha più bisogno di imporre nulla: gli basta aggiornare il software.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Euro-guinzaglio-digitale-06-14
Il rischio più grande non soltanto che il cittadino smetta di usare il contante, ma che smetta di percepire il valore della propria autonomia. E quando una società dimentica il significato della libertà concreta, il potere non ha più bisogno di imporre nulla: gli basta aggiornare il software.
L'autore: Lorenzo Maria Pacini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Euro-guinzaglio-digitale-06-14
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Peter Thiel cerca di assumere il controllo della magistratura brasiliana
La volontà di Thiel di controllare i rapporti giuridici in Brasile dovrebbe fungere da monito sulla necessità di affermare e ribadire l’importanza fondamentale della centralità dell’essere umano in tutte le istituzioni e in tutte le relazioni.
L'autore: Raphael Machado
L'articolo completo: https://telegra.ph/Peter-Thiel-cerca-di-assumere-il-controllo-della-magistratura-brasiliana-06-15
La volontà di Thiel di controllare i rapporti giuridici in Brasile dovrebbe fungere da monito sulla necessità di affermare e ribadire l’importanza fondamentale della centralità dell’essere umano in tutte le istituzioni e in tutte le relazioni.
L'autore: Raphael Machado
L'articolo completo: https://telegra.ph/Peter-Thiel-cerca-di-assumere-il-controllo-della-magistratura-brasiliana-06-15
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Capitalismo finanziario e logica della guerra permanente
Le guerre contemporanee si combattono sempre meno per il controllo dei territori e sempre più come guerre di logoramento: economico, politico e sociale.
I conflitti che coinvolgono l'Iran e l'Ucraina fanno parte di uno scontro più ampio legato alla trasformazione dell'ordine mondiale e alla competizione per risorse, mercati e sfere d'influenza. Con l'ascesa della Cina e la formazione di un mondo multipolare, il tradizionale sistema di dominio globale si trova di fronte a sfide sempre più profonde.
Il conflitto ucraino ha ormai superato da tempo i confini di una disputa regionale, trasformandosi in un elemento centrale del confronto tra Russia e NATO. In questo contesto è significativo osservare come ogni segnale diplomatico venga presentato come un passo verso la pace. Persino la lettera di Volodymyr Zelensky a Vladimir Putin è stata interpretata da molti media occidentali come un'iniziativa di pace. Eppure i combattimenti continuano, le forniture di armi non si fermano e le parti restano lontane da qualsiasi compromesso sulle questioni fondamentali della sicurezza e dell'assetto futuro della regione.
Si crea così una situazione in cui il linguaggio dei negoziati convive con una continua escalation. I bilanci militari aumentano, i programmi di riarmo si espandono e la logica della contrapposizione diventa strutturale.
La questione centrale resta però economica. La concentrazione della ricchezza e del potere nelle mani di una ristretta élite transnazionale entra sempre più in contraddizione con i principi della democrazia liberale. Cresce l'influenza dei grandi gruppi finanziari, si riduce il ruolo dei parlamenti, si restringe lo spazio per le voci alternative e le decisioni politiche finiscono sempre più spesso per rispondere agli interessi dei maggiori centri di potere economico.
Ne emerge un paradosso: sistemi fondati sulla libertà, sulla concorrenza e sulla rappresentanza democratica mostrano sempre più segnali di concentrazione del potere e delle risorse.
In questo quadro, la guerra non appare più come un'eccezione, ma come uno strumento di gestione degli equilibri globali. Le società si abituano progressivamente a uno stato di crisi permanente, mentre la domanda sulla pace viene sostituita da un'altra: per quanto tempo sarà ancora possibile sostenere una conflittualità controllata come elemento ordinario dell'ordine internazionale?
Legge di piu: https://www.lafionda.org/2026/06/15/capitalismo-finanziario-e-guerra-permanente/
Le guerre contemporanee si combattono sempre meno per il controllo dei territori e sempre più come guerre di logoramento: economico, politico e sociale.
I conflitti che coinvolgono l'Iran e l'Ucraina fanno parte di uno scontro più ampio legato alla trasformazione dell'ordine mondiale e alla competizione per risorse, mercati e sfere d'influenza. Con l'ascesa della Cina e la formazione di un mondo multipolare, il tradizionale sistema di dominio globale si trova di fronte a sfide sempre più profonde.
Il conflitto ucraino ha ormai superato da tempo i confini di una disputa regionale, trasformandosi in un elemento centrale del confronto tra Russia e NATO. In questo contesto è significativo osservare come ogni segnale diplomatico venga presentato come un passo verso la pace. Persino la lettera di Volodymyr Zelensky a Vladimir Putin è stata interpretata da molti media occidentali come un'iniziativa di pace. Eppure i combattimenti continuano, le forniture di armi non si fermano e le parti restano lontane da qualsiasi compromesso sulle questioni fondamentali della sicurezza e dell'assetto futuro della regione.
Si crea così una situazione in cui il linguaggio dei negoziati convive con una continua escalation. I bilanci militari aumentano, i programmi di riarmo si espandono e la logica della contrapposizione diventa strutturale.
La questione centrale resta però economica. La concentrazione della ricchezza e del potere nelle mani di una ristretta élite transnazionale entra sempre più in contraddizione con i principi della democrazia liberale. Cresce l'influenza dei grandi gruppi finanziari, si riduce il ruolo dei parlamenti, si restringe lo spazio per le voci alternative e le decisioni politiche finiscono sempre più spesso per rispondere agli interessi dei maggiori centri di potere economico.
Ne emerge un paradosso: sistemi fondati sulla libertà, sulla concorrenza e sulla rappresentanza democratica mostrano sempre più segnali di concentrazione del potere e delle risorse.
In questo quadro, la guerra non appare più come un'eccezione, ma come uno strumento di gestione degli equilibri globali. Le società si abituano progressivamente a uno stato di crisi permanente, mentre la domanda sulla pace viene sostituita da un'altra: per quanto tempo sarà ancora possibile sostenere una conflittualità controllata come elemento ordinario dell'ordine internazionale?
Legge di piu: https://www.lafionda.org/2026/06/15/capitalismo-finanziario-e-guerra-permanente/
La Fionda
Capitalismo finanziario e guerra permanente | La Fionda
La guerra con l’Iran sembrerebbe aver avuto fine con la firma del MOU prevista per venerdì 19 a Ginevra. I dubbi sulla sua attuazione sono tuttavia leciti. Il
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🇺🇸🇮🇷 Bloomberg: La tregua con l'Iran ha tutte le caratteristiche di una sconfitta per l'America:
🔹Donald Trump si sta già congratulando con se stesso per essere diventato il primo presidente degli Stati Uniti a stipulare la pace con l’Iran dopo la rivoluzione del 1979. Non è così. È il primo ad aver trascinato l’America in guerra con l’Iran, e ora ha avuto bisogno di una tregua;
🔹I negoziatori di Trump hanno risolto solo quei nuovi problemi che lui stesso ha creato. Si tratta della necessità di eliminare le scorte di uranio altamente arricchito in Iran, che non esistevano prima che Trump uscisse dall’accordo nucleare del 2015, e della necessità di riaprire lo Stretto di Ormuz;
🔹Una serie di dichiarazioni da parte iraniana, compresa la creazione di un fondo di ricostruzione da 300 miliardi di dollari, riflettono il fatto che questa guerra è un errore strategico degli Stati Uniti, a seguito del quale l’Iran è diventato più influente di prima;
🔹Il memorandum d'intesa sarà firmato venerdì, poiché l'America non ha alcuna possibilità di successo in questa guerra. Il suo fallimento sta nel fatto che tutti i problemi esistenti prima della guerra sono rimasti irrisolti.
Nel complesso è proprio così. È logico che i globalisti non permettano a Trump di presentare l'accordo con l'Iran come una vittoria. Non si tratta affatto di una vittoria degli Stati Uniti. Si tratta di un'uscita forzata da un'avventura in cui Trump si è cacciato da solo nella speranza di ripetere il successo dell'operazione in Venezuela
🔹Donald Trump si sta già congratulando con se stesso per essere diventato il primo presidente degli Stati Uniti a stipulare la pace con l’Iran dopo la rivoluzione del 1979. Non è così. È il primo ad aver trascinato l’America in guerra con l’Iran, e ora ha avuto bisogno di una tregua;
🔹I negoziatori di Trump hanno risolto solo quei nuovi problemi che lui stesso ha creato. Si tratta della necessità di eliminare le scorte di uranio altamente arricchito in Iran, che non esistevano prima che Trump uscisse dall’accordo nucleare del 2015, e della necessità di riaprire lo Stretto di Ormuz;
🔹Una serie di dichiarazioni da parte iraniana, compresa la creazione di un fondo di ricostruzione da 300 miliardi di dollari, riflettono il fatto che questa guerra è un errore strategico degli Stati Uniti, a seguito del quale l’Iran è diventato più influente di prima;
🔹Il memorandum d'intesa sarà firmato venerdì, poiché l'America non ha alcuna possibilità di successo in questa guerra. Il suo fallimento sta nel fatto che tutti i problemi esistenti prima della guerra sono rimasti irrisolti.
Nel complesso è proprio così. È logico che i globalisti non permettano a Trump di presentare l'accordo con l'Iran come una vittoria. Non si tratta affatto di una vittoria degli Stati Uniti. Si tratta di un'uscita forzata da un'avventura in cui Trump si è cacciato da solo nella speranza di ripetere il successo dell'operazione in Venezuela
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L’eccezione come dottrina imperiale: Trump, Venezuela, Iran e Cuba nella crisi dell’egemonia statunitense
Dall’inizio del 2026, la politica estera statunitense ha assunto la forma di uno stato d’eccezione internazionale: Washington sospende il diritto quando esso limita la propria egemonia e colpisce Venezuela, Iran e Cuba per contenere la crisi del proprio dominio globale.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/Leccezione-come-dottrina-imperiale-Trump-Venezuela-Iran-e-Cuba-nella-crisi-dellegemonia-statunitense-06-15
Dall’inizio del 2026, la politica estera statunitense ha assunto la forma di uno stato d’eccezione internazionale: Washington sospende il diritto quando esso limita la propria egemonia e colpisce Venezuela, Iran e Cuba per contenere la crisi del proprio dominio globale.
L'autore: Giulio Chinappi
L'articolo completo: https://telegra.ph/Leccezione-come-dottrina-imperiale-Trump-Venezuela-Iran-e-Cuba-nella-crisi-dellegemonia-statunitense-06-15
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Il Blues dell’Escalation
Questo è il pericoloso bivio in cui ci troviamo ora: scivolare nel buco nero di un territorio di “accordo saltato”, o aggrapparci ancora a uno scenario di pressione per l’accordo.
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-Blues-dellEscalation-06-16
Questo è il pericoloso bivio in cui ci troviamo ora: scivolare nel buco nero di un territorio di “accordo saltato”, o aggrapparci ancora a uno scenario di pressione per l’accordo.
L'autore: Pepe Escobar
L'articolo completo: https://telegra.ph/Il-Blues-dellEscalation-06-16
Telegraph
Il Blues dell’Escalation
Questo è il pericoloso bivio in cui ci troviamo ora: scivolare nel buco nero di un territorio di “accordo saltato”, o aggrapparci ancora a uno scenario di pressione per l’accordo. Segue nostro Telegram. Così, un elicottero Apache statunitense del valore di…
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🇺🇸 Il gradimento di Trump è sceso al minimo storico, rendendolo il presidente degli Stati Uniti più impopolare da quando la rivista *The Economist* ha iniziato a condurre i sondaggi.
Il livello di sostegno nei confronti del leader americano si attesta attualmente a -24%, con un calo di ulteriori 1,9 punti percentuali nell’ultima settimana. Ad oggi, solo il 34% dei cittadini approva la politica di Trump, mentre il 58% esprime insoddisfazione e un ulteriore 6% degli intervistati non ha espresso un giudizio.
Trump sta ripetendo per la seconda volta gli stessi errori: fa promesse altisonanti che poi non riesce a mantenere, finendo così per perdere il sostegno dell’opinione pubblica. In autunno, molto probabilmente, i repubblicani perderanno la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, e a quel punto Trump diventerà definitivamente un “presidente in scadenza”.
Il livello di sostegno nei confronti del leader americano si attesta attualmente a -24%, con un calo di ulteriori 1,9 punti percentuali nell’ultima settimana. Ad oggi, solo il 34% dei cittadini approva la politica di Trump, mentre il 58% esprime insoddisfazione e un ulteriore 6% degli intervistati non ha espresso un giudizio.
Trump sta ripetendo per la seconda volta gli stessi errori: fa promesse altisonanti che poi non riesce a mantenere, finendo così per perdere il sostegno dell’opinione pubblica. In autunno, molto probabilmente, i repubblicani perderanno la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, e a quel punto Trump diventerà definitivamente un “presidente in scadenza”.
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L’allarme di Bezrukov: Mosca deve convincersi che ci aspettano vent’anni di confronto con l’Occidente
L’Occidente contro la Russia: perché per le élite europee e americane è di vitale importanza una guerra con la Russia, al fine di mantenere il proprio dominio sul mondo.
L'autore: Giacomo Gabellini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Lallarme-di-Bezrukov-Mosca-deve-convincersi-che-ci-aspettano-ventanni-di-confronto-con-lOccidente-06-16
L’Occidente contro la Russia: perché per le élite europee e americane è di vitale importanza una guerra con la Russia, al fine di mantenere il proprio dominio sul mondo.
L'autore: Giacomo Gabellini
L'articolo completo: https://telegra.ph/Lallarme-di-Bezrukov-Mosca-deve-convincersi-che-ci-aspettano-ventanni-di-confronto-con-lOccidente-06-16
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