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a cura di Davide Malacaria
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🇮🇷🇮🇱 ISRAELE COLPISCE L'IRAN: RAID MISURATO, LA PARTITA SEMBRA CHIUSA

🔸Israele attacca solo obiettivi militari, evitando raid su siti nucleari e infrastrutture energetiche.
🔸L'Iran parla di danni limitati e non sembra che abbia intenzione di reagire

I media israeliani riportano la notizia del raid con toni meno trionfalistici del solito, come un atto dovuto e che ha ottenuto lo scopo prestabilito, anzitutto ripristinare la deterrenza. Significativo un titolo del Jerusalem Post: “Israele ha strutturato l’attacco all’Iran in modo che Teheran potesse negare i danni causati”…

…alcuni titoli di Tansim, l’agenzia stampa di Teheran: “Le difese aeree dell’Iran affrontano con successo l’aggressione israeliana”. “Situazione normale a Teheran, si sentono diverse esplosioni a ovest della capitale”. “Nessun centro militare dell’IRGC [i guardiani della rivoluzione ndr] preso di mira a Teheran”. “Una fonte nega la notizia degli attacchi israeliani in 20 località dell’Iran”. “I voli [di linea] riprendono normalmente in Iran dopo l’aggressione israeliana”.


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🇮🇷🇮🇱 IL RAID ISRAELIANO E LA POSSIBILE RIPRESA DELLE TRATTATIVE CON HAMAS

🔸L'Iran non reagirà all'attacco israeliano.
🔸La misteriosa missione russa in concomitanza con l'attacco contro Teheran

…l’aspetto più importante del raid israeliano è che è stato frenato in maniera decisa dagli Stati Uniti, i quali hanno imposto moderazione all’alleato mediorientale perché temevano l’inizio di una guerra regionale che non era nel loro interesse, soprattutto a ridosso delle elezioni.
Ciò vuol dire che gli Usa in precedenza hanno omesso di usare i mezzi di coercizione usati con tanta efficacia in questa occasione. Da cui la piena responsabilità per quanto avvenuto e sta avvenendo a Gaza, dove solo nelle ultime tre settimane sono state uccise 800 persone…


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🇰🇵🇷🇺🇺🇦 L'UCRAINA E I BARBARI NORDCOREANI

🔸 L'esercito nordcoreano arriva in Russia e provoca indignazione in Occidente. Ma Mosca e Pyongyang hanno sottoscritto un Trattato di mutua difesa simile a quello Nato...

Daniel McAdams sul sito del Ron Paul Institute:  “L’ulteriore colpo di scena di migliaia di ‘comunisti malvagi’ della Corea del Nord i quali urlando attraversano la tundra russa (a cavallo, senza dubbio), promette di aggiungere nuove linee narrative al dramma inventato dai media tradizionali e dalla maggior parte dei circoli di Washington; e in effetti i soliti noti stanno abboccando furiosamente all’amo”…


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🇺🇸USA: A UNA SETTIMANA DAL VOTO

🔸Tanta incertezza mentre è iniziato il voto postale.
🔸I media meno schierati con il partito democratico rispetto alle precedenti elezioni.
🔸Le prospettive sulla politica estera

L’unico dato certo finora è che i sondaggi pro Harris sono meno forti di quelli che avevano anticipato la vittoria di Biden e che tra le fila del partito al governo circola molto nervosismo. Lo rileva anche Axios, sito mainstream, che riferisce di come alcuni senatori democratici chiamati a difendere il loro scranno nel voto che si svolgerà in concomitanza con le presidenziali, abbiano modulato la loro campagna elettorale in stile bipartisan, associandosi in parte a Trump; non si sa mai…


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🇬🇪ELEZIONI IN GEORGIA: L'OCCIDENTE PERDE, MA NON SI RASSEGNA

🔸 Contestazioni di piazza in stile Maidan dopo il voto. Ma il braccio di ferro potrebbe non avere gli esiti sperati da Stati Uniti e Ue

Uno schema frusto quello delle contestazioni post-elettorali, ma a volte efficace, essendo riuscito in un caso eclatante, con il golpe di piazza Maidan, a cambiare i destini del mondo (purtroppo non in bene come stanno sperimentando sulla loro pelle gli Ucraini).

Non un esempio causale quello ucraino, dal momento che i destini dei due Paesi corrono in parallelo, essendo stati scelti entrambi come arma di destabilizzazione di massa da utilizzare contro la confinante Russia. Ma se il colpo di mano è riuscito a Maidan, resta da vedere se riuscirà in Georgia.

Anatol Lieven, su Responsible Statecraft, ricorda che a luglio, in un articolo sulle elezioni, scrisse: “L’opinione comune tra i georgiani con cui ho parlato è che se il governo vince, l’opposizione, sostenuta dalle ONG filo-occidentali, affermerà che i risultati sono stati falsificati e lancerà un movimento di protesta di massa nel tentativo di rovesciare il governo di Sogno Georgiano. A giudicare dalle recenti dichiarazioni, la maggior parte delle istituzioni occidentali si schiererà automaticamente dalla parte dell’opposizione”.


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🇮🇷🇮🇱 L'IDF VUOLE UN ACCORDO SU LIBANO E GAZA

🔸L'establishment dell'esercito di Tel Aviv ritiene esaurita la guerra.
🔸Ma Netanyahu resta una variabile impazzita

…“I funzionari militari sostengono che se la guerra continua ancora a lungo, sarà difficile ottenere molto di più di quanto è stato già realizzato e che una permanenza prolungata nei territori conquistati aumenta i rischi di subire ingenti perdite di truppe e altre complicazioni”.

Se abbiamo dato spazio a tali considerazioni non è certo per esaltare i successi di Israele, che a Gaza come in Libano sono dubbi mentre indubbi sono gli orrori che sta perpetrando, quanto per segnalare spiragli che alimentano tenui speranze…


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🇮🇱 UNWRA, ISRAELE LA METTE AL BANDO... IL TEMPO DEI MOSTRI

🔸Israele e gli Stati Uniti affermano che in Medio oriente stanno combattendo contro i mostri. Si sbagliano: non stanno combattendo mostri, sono loro i mostri

“Il genocidio durato un anno a Gaza è interamente una coproduzione occidentale. Gli Stati Uniti e l’Europa inviano armi, forniscono copertura diplomatica, orchestrano il supporto dei loro docili media […] e soffocano ogni dissenso interno. L’era moderna del diritto internazionale umanitario proclamata dall’Occidente, così come le istituzioni che ha creato per sostenerlo, stanno bruciando“.

“Gli attori che stanno disfacendo – settimana dopo settimana, mese dopo mese – le regole che hanno tenuto sotto controllo i pericoli di una terza guerra mondiale non sono i cosiddetti ‘terroristi’. Non sono Hamas, Hezbollah, al-Qaeda o lo Stato islamico. E nemmeno l’Iran, la Russia o la Cina. È l’Occidente. È Washington e i suoi alleati. Sono loro gli incendiari”…


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🇵🇸🇮🇱GAZA. AMOS GOLDBERG: DALLA LEGITTIMA DIFESA, IL GENOCIDIO

🔸Tutti i genocidi della storia moderna sono nati da una percezione niente affatto infondata di una minaccia esistenziale. Ma per la storia restano genocidi

“Sì, è un genocidio. – scriveva Golberg – Sebbene sia così difficile e doloroso ammetterlo e nonostante tutti gli sforzi per pensarla diversamente, dopo sei mesi di guerra brutale non è più possibile sfuggire a questa conclusione. La storia ebraica sarà ormai macchiata dal segno di Caino del ‘crimine dei crimini’, che non potrà essere più cancellato dalla sua fronte”.

“[…] Ci vorranno anni prima che il tribunale dell’Aja emetta il suo verdetto, ma non dovremmo guardare alla catastrofica realtà solo attraverso delle lenti legali. Ciò che sta accadendo a Gaza è un genocidio perché il livello e   il ritmo degli omicidi indiscriminati, della distruzione, delle deportazioni di massa, degli sfollamenti, della fame, delle esecuzioni, dell’eliminazione delle istituzioni culturali e religiose, dell’eliminazione delle élite (compresi gli omicidi dei giornalisti) oltre alla totale disumanizzazione dei palestinesi – creano un quadro complessivo di genocidio, di annichilimento intenzionale e consapevole dell’esistenza della popolazione palestinese di Gaza”…


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🇺🇦 🇺🇸 UCRAINA: LA RIGIDITÀ DI ZELENSKY E LE OSCURE AMBIGUITÀ USA

🔸Al di la delle dichiarazioni elettorali la posizione dell'amministrazione Usa è sempre la stessa: la guerra continua.

…il ministro della Difesa Loyd Austin su Foreign Affaires: anche se “nessuna singola capacità potrà cambiare la situazione” e “nessun singolo sistema d’arma potrà porre fine all’attacco di Putin”, è necessario che la guerra prosegua ad libitum.

Infatti, “Quanti pensano che la leadership americana abbia un costo, devono considerare anche il costo della ritirata americana. Di fronte all’aggressione, il costo dei principi è sempre irrisorio rispetto al costo della capitolazione”. Chiaramente, il costo da pagare per salvare i principi e la leadership americana è la vita degli ucraini (e magari domani degli europei). Inutile commentare…

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🇮🇷🇮🇱TEHERAN MINACCIA DI RISPONDERE A TEL AVIV, GLI USA ACCORRONO

🔸 Dopo aver minimizzato la portata del raid israeliano contro il suo territorio, l'Iran dichiara che risponderà.
🔸 Gli Usa minacciano Teheran e inviano i B-52...

L’irrigidimento iraniano sembra, però, anzitutto l’esito di un braccio di ferro interno tra l’ala più dura, i Guardiani della rivoluzione, e quella moderata che fa riferimento al presidente Masoud Pezeshkian, il quale cerca comunque di trovare una via di uscita dichiarando che un eventuale cessate il fuoco a Gaza attutirebbe la risposta iraniana.

Tentativo che non sembra destinato a un esito positivo, dal momento che la tregua nella Striscia non sembra all’orizzonte, come ha dichiarato dal capo del Mossad David Barnea (di questi giorni, le rivelazioni di come Netanyahu abbia inquinato le acque per far fallire i negoziati pregressi…).


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Forwarded from InsideOver (Luigi)
🇺🇸TRUMP: FERMERÒ TUTTE LE GUERRE

"Noi, che americani non siamo, aspettiamo con ansia che la superpotenza torni a spendere le sue capacità per regolare le crisi e non per fomentarle, per interrompere i massacri e non per incentivarli, per elaborare soluzioni politiche originali in un mondo che, lo voglia la Casa Bianca o no, lentamente ma inesorabilmente cambia..."


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https://it.insideover.com/politica/la-promessa-piu-impegnativa-di-trump-torno-alla-casa-bianca-per-fermare-tutte-le-guerre.html
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🇺🇸 VINCE TRUMP, LA GUERRA MONDIALE È RIMANDATA

🔸 La vittoria netta del tycoon rilancia prospettive di pace.
🔸 Difficile dire se riuscirà a mantenere le promesse ma, a differenza del 2016, non è più solo.

…il fatto che Trump abbia promesso di chiudere la guerra ucraina e abbia detto a Netanyahu di chiudere il conflitto mediorientale prima del suo insediamento sono parole, e forse hanno ragione i tanti che dicono che non cambierà nulla, ma almeno si può sperare in un cambiamento, cosa che la vittoria di Kamala non permetteva, anzi.

La sua vittoria avrebbe, infatti, avuto come esito di ingaggiare in maniera più aggressiva l’America nei conflitti globali e di aprirne di nuovi, nulla importando i rischi di una guerra nucleare, come dimostrano le insistenze dei falchi Usa e ucraini per ottenere un placet a Kiev per bombardare il territorio russo in profondità con i missili americani…


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Forwarded from Piccolenote
🇺🇸 VINCE TRUMP, LA GUERRA MONDIALE È RIMANDATA

🔸 La vittoria netta del tycoon rilancia prospettive di pace.
🔸 Difficile dire se riuscirà a mantenere le promesse ma, a differenza del 2016, non è più solo.

…il fatto che Trump abbia promesso di chiudere la guerra ucraina e abbia detto a Netanyahu di chiudere il conflitto mediorientale prima del suo insediamento sono parole, e forse hanno ragione i tanti che dicono che non cambierà nulla, ma almeno si può sperare in un cambiamento, cosa che la vittoria di Kamala non permetteva, anzi.

La sua vittoria avrebbe, infatti, avuto come esito di ingaggiare in maniera più aggressiva l’America nei conflitti globali e di aprirne di nuovi, nulla importando i rischi di una guerra nucleare, come dimostrano le insistenze dei falchi Usa e ucraini per ottenere un placet a Kiev per bombardare il territorio russo in profondità con i missili americani…


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🇮🇱 IL SOGNO DI NETANYAHU: ISRAELE COME POTENZA GLOBALE

🔸 Netanyahu ha rilanciato un sogno antico di parte della leadership israeliana, quello di fare del Paese una potenza globale. Questa la prospettiva insita nell'idea di rimodellare il Medio oriente

…venendo meno il supporto americano, come sapeva in anticipo Netanyahu, [Gallant] poteva essere liquidato, eliminando così un pericoloso competitor. Certo, la mossa era un’aperta sfida all’esercito, che in Israele ha un carattere sacro, sia per i laici, per i quali ha la missione di preservare l’esistenza di Israele, sia e ancor più per gli ultra-religiosi, per i quali Tsahal è partecipe della missione salvifica del Dio degli eserciti (banalizziamo concetti che in ambito ebraico sono più complessi, ma è per intendersi).

Sfida ad alto rischio, ma che Netanyahu si sentiva di poter azzardare con successo, come sembra sia avvenuto almeno a stare alle reazioni iniziali. Durissime le opposizioni, ma non ancora in grado di portare veri pericoli al suo potere: le solite manifestazioni di piazza, che finora non hanno portato a nulla…


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🇺🇸 TRUMP VS KAMALA: LE GUERRE INFINITE O LA ROTTURA DELLO SCHEMA

🔸 Il mondo è impazzito, come denotano gli orrori di Gaza e la guerra ucraina. Kamala era la continuità di tutto ciò, Trump una possibile alternativa

Siamo il “partito del buon senso”, ha detto Trump nel suo primo discorso al mondo, evidenziando l’irragionevolezza dei suoi antagonisti, lo squilibrio di cui sopra. Discorso di grande interesse, non solo perché ha ribadito il suo impegno per la pace, parola che non si rinviene nel vocabolario dei liberal-neocon…


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🇺🇸 TRUMP E KAMALA: REALISMO E BUON SENSO VS IDEALISMO E FOLLIA

Di Davide Malacaria - Piccolenote.it

...ha avuto gioco facile Trump quando, nel suo primo discorso post vittoria, ha dichiarato che il suo è “il partito del buon senso”. Se citiamo tale intervento è perché appare significativo, soprattutto perché nel suo primo discorso al mondo Trump ha voluto ribadire di voler “porre fine alle guerre”.

Parole, certo, solo parole, che possono essere disattese sia per incapacità che per i tanti fattori ostativi che incontrerà se e quando tenterà di metterle in pratica. Resta che la sua antagonista non ha mai pronunciato parole simili, perché la parola “pace” e i suoi tanti sinonimi non appartengono al lessico dei suoi creatori e alle loro guerre infinite. Sempre in quel discorso, Trump ha legittimamente rivendicato come per lui abbiano votato americani di tutte le estrazioni e di tutte le etnie, rivelando come l’inclusività ostentata dai suoi antagonisti fosse una formula vuota.

A margine, un dettaglio di quel discorso più che significativo: nello sgranare le diverse comunità che lo hanno votato, ha elencato neri, ispanici, arabi e musulmani, dimenticando gli ebrei, come annota infastidito il Timesofisrael. Non un lapsus, impossibile per l’enormità della dimenticanza; né la registrazione del fatto che in effetti gli ebrei americani per il 79% hanno votato la sua avversaria…


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https://it.insideover.com/politica/trump-e-kamala-realismo-e-buon-senso-vs-idealismo-e-follia.html
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