Piccolenote
2.84K subscribers
173 photos
27 videos
1 file
2.19K links
a cura di Davide Malacaria
Download Telegram
NAZA: FILMMAKER E DOCENTI ISRAELIANI A DIFESA DEL DOCU-FILM SUI CRIMINI DI GAZA

Mille filmmaker israeliani hanno firmato un appello in difesa dei due registi, Yuval Abraham e Rachel Szor, affermando la necessità che il film sia visto e sia oggetto di pubblica riflessione. Non solo: 14 docenti di diritto internazionale israeliani, prendendo spunto dal film, hanno chiesto un’indagine indipendente per far luce sui crimini di guerra commessi a Gaza.

Il docu-film NAZA, che denuncia i crimini di guerra commessi contro i palestinesi, ha suscitato reazioni furibonde in Israele. Ma, al contrario di altre pubbliche denunce, alcune voci si sono levate a difesa. Voci flebili, che a stento riescono a superare il clamore delle accuse di tradimento – con annessa minaccia di revocare la cittadinanza ai registi – ma non possono e non devono essere ignorate dal resto del mondo.

Diversi cronisti, soprattutto di Haaretz, hanno difeso l’opera, ma molto più significativo il fatto che mille filmmaker israeliani hanno firmato un appello in difesa dei due registi, Yuval Abraham e Rachel Szor, affermando la necessità che il film sia visto e sia oggetto di pubblica riflessione. Non solo: 14 docenti di diritto internazionale israeliani, prendendo spunto dal film, hanno chiesto un’indagine indipendente per far luce sui crimini di guerra commessi a Gaza.

Voci minoritarie all’interno di Israele, certo, ma significative. E non solo perché testimonia che non tutta la società israeliana è consegnata al genocidio, ma anche perché il dissenso in Israele costa caro. La minaccia di…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/naza-filmmaker-e-docenti-israeliani-a-difesa-del-docu-film-sui-crimini-di-gaza
👍12❤5
RIAD PROPONE UNA TREGUA AGLI HOUTI E TRUMP PARLA DI PACE CON L'IRAN

Gli Usa stanno riflettendo su come mantenere la loro presenza in Medio oriente dopo una guerra che ha distrutto la maggior parte delle loro infrastrutture militari nella regione.

Messaggi contrastanti in Medio oriente. Da una parte Trump ha dichiarato che spera che il conflitto sia vicino alla fine, affermazione che ha una valenza diversa di altre perché martedì prossimo, a margine della riunione generale dell’Onu, si incontrerà con i leader dei Paesi del Golfo per parlare della guerra contro l’Iran e “sui piani statunitensi per una strategia postbellica”, come riferisce Arab news.

Probabile che quest’ultima questione sia stato il tema dell’incontro tenuto in Germania la settimana scorsa dal Capo del Centcom, il generale Brad Cooper, e i capi di Stato Maggiore di Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania e Egitto.

Infatti, da qualche tempo gli Stati Uniti stanno riflettendo su come mantenere la loro presenza in Medio oriente dopo una guerra che ha distrutto la maggior parte delle loro infrastrutture militari nella regione e dopo aver subito un vulnus difficilmente cancellabile al loro prestigio, dal momento che i Paesi arabi sono furenti per essere stati abbandonati al loro destino durante il conflitto (cosa ripetuta in Yemen, con Trump che ha rifiutato di bombardare gli Houti per conto dei sauditi)…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/riad-propone-una-tregua-agli-houti-e-trump-parla-di-pace-con-liran
👍4🤔3🥴2
LA CATASTROFE CHE METTE ALLA PROVA IL NUOVO NEPAL

Il governo di Kathmandu ha inizialmente respinto le offerte di squadre straniere di ricerca e soccorso. Una scelta che ha suscitato forti critiche nel Paese, mentre migliaia di persone risultavano ancora disperse.


Quando il 26 agosto l’alluvione ha devastato una regione del nord del Nepal ai piedi del Tibet, il governo di Kathmandu ha inizialmente respinto le offerte di squadre straniere di ricerca e soccorso. «Le offerte di aiuto sono naturali, ma al momento non ne abbiamo bisogno», aveva dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, spiegando che polizia ed esercito erano già impegnati nelle operazioni. Una scelta che ha suscitato forti critiche nel Paese, mentre migliaia di persone risultavano ancora disperse.

Solo giorni dopo, sotto la pressione interna e delle ambasciate straniere, Kathmandu ha autorizzato l’ingresso di alcune squadre di soccorso provenienti da Cina, India e Australia, oltre a specialisti sudcoreani. Bhim Gautam, amministratore delegato dell’Associazione dei produttori di energia indipendenti del Nepal, ha raccontato a NPR che i leader del settore hanno dovuto «fare pressione sul governo» perché consentisse l’arrivo dei soccorritori. Ma, quando l’autorizzazione è arrivata, ha aggiunto, «era ormai troppo tardi».

A oltre tre settimane dal disastro, il bilancio del disastro…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/la-catastrofe-che-mette-alla-prova-il-nuovo-nepal
❤4🤬4👍1
ANNUNCIATE NUOVE RIVELAZIONI SUL 7 OTTOBRE CHE INGUAIANO NETANYAHU

La bufera sull'allarme ricevuto da Netanyahu sull'attacco di Hamas del 7 ottobre non si placa. Una nuova nube incombe sull'orizzonte del premier israeliano: Sufian Abu Zaida, ex funzionario di Fatah, in un'intervista rilasciata ieri ha annunciato che a breve rivelerà nuovi dettagli sull'avvertimento ricevuto dal capo di Hamas.

La bufera sull’allarme ricevuto da Netanyahu sull’attacco di Hamas del 7 ottobre non si placa. Una nuova nube incombe sull’orizzonte del premier israeliano: Sufian Abu Zaida, ex funzionario di Fatah – che ebbe un ruolo centrale nel trasmettere la minaccia di Yahya Sinwar a Israele – in un’intervista rilasciata ieri ha annunciato che a breve rivelerà nuovi dettagli sull’avvertimento ricevuto dal capo di Hamas. A riferire l’annuncio è Jack Khoury su Haaretz.

La vicenda è nota: un’inchiesta di Haaretz ha rivelato al mondo che Netanyahu era stato avvertito in maniera chiara dell’attacco imminente, ma ha lasciato fare. A lanciare l’avvertimento era stato lo stesso Sinwar, che aveva comunicato a due funzionari di Fatah in contatto con l’intelligence israeliana, che se gli israeliani “non faranno progressi [nelle trattative in corso con Hamas], sto preparando una grande sorpresa per loro… Dite loro di aspettarsi uno ‘zilzal‘, un terremoto”.

Abu Zaida, che viveva negli Emirati Arabi ed era in contatto con un consigliere del principe ereditario Mohamed bin Zayed, riferì l’avvertimento, che fu trasmesso al principe, il quale, però, volle una rassicurazione ulteriore e chiese che Abu Zaida si incontrasse nuovamente con Sinwar.

Il secondo incontro si tenne a…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/annunciate-nuove-rivelazioni-sul-7-ottobre-che-inguaiano-netanyahu
🔥7👍2
LO YOM KIPPUR, LA FESTA DELL'ESPIAZIONE, PER QUALI PECCATI?

Oggi per gli ebrei è lo Yom Kippur, il giorno dell'espiazione dei peccati. Su Haaretz, Gideon Levy verga un sarcastico, dolente, drammatico, articolo sull'attualità di questa ricorrenza.

Quest’anno, lo Yom Kippur dovrebbe essere abolito, probabilmente in modo permanente. Israele è già al di là del bene e del male. Gli ebrei sono incapaci di peccare, semplicemente perché tutto ciò che fanno è sempre giusto, morale, legale e persino sublime. Anche il digiuno deve essere abolito: quest’anno mangeremo come re, perché ce lo meritiamo.

Lasciate che i Gentili digiunino. Se lo meritano. Lasciate che Dio digiuni. Anche lui se lo merita dopo tutto quello che ci ha fatto. Lasciate che digiunino le migliaia di palestinesi detenuti che muoiono di fame, non gli ebrei che non hanno mai fatto del male a nessuno. Il digiuno è doveroso per i due milioni di rifugiati di guerra di Gaza. Loro meritano di digiunare, non noi. Noi meritiamo solo il bene e non abbiamo nulla di cui scusarci. Eravamo e rimaniamo un popolo eletto, una villa nella giungla. Una nazione di leoni non ha bisogno di scusarsi mai.

Se stasera in Israele si sentiranno le selihot (preghiere penitenziali), sapremo che Israele non ha imparato nulla dalla…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/lo-yom-kippur-la-festa-dellespiazione-per-quali-peccati
👏11❤6
IRAN. DOMANI RIUNIONE CRUCIALE TRA TRUMP E I LEADER DEL GOLFO

Lo scambio di messaggi si è svolto tramite la mediazione di Qatar e Pakistan, come ha comunicato il ministero degli Esteri del Qatar, che ha affermato che i mediatori stanno lavorando "senza sosta" per riavviare i colloqui tra Iran e Stati Uniti.

In vista dell’incontro tra Trump e i leader dei Paesi del Golfo, che si terrà domani a margine del vertice Onu, la diplomazia ha accelerato. Domenica, parlando al Parlamento iraniano, il presidente dell’assise Mohammad Baqer Qalibaf ha dichiarato che le condizioni poste dall’Iran per chiudere il conflitto con gli Stati Uniti sono “assolutamente chiare, razionali e non negoziabili”, aggiungendo, come sintetizza l’agenzia Tansim “che gli intermediari hanno trasmesso in modo chiaro i messaggi e le condizioni dell’Iran alla controparte”.

Inoltre, Majed Al-Ansari, portavoce del Ministero degli Affari Esteri del Qatar, ha aggiunto: “Abbiamo ricevuto rassicurazioni da funzionari dell’amministrazione statunitense sul fatto che Washington vuole raggiungere un accordo”.

Proprio in Qatar ha fatto tappa il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi prima di recarsi negli Stati Uniti per partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, alla quale gli Usa gli hanno permesso di partecipare (in realtà, non potevano né dovevano impedirlo data la natura della riunione, ma il fatto che sia stato negato per la seconda volta consecutiva tale possibilità al presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas ha posto precedenti inquietanti).

Al solito, l’immaginifico Trump…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/iran-domani-riunione-cruciale-tra-trump-e-i-leader-del-golfo
👍4❤3🤔1🥱1
11 SETTEMBRE: L'INSIDER TRADING CHE PRECEDETTE GLI ATTENTATI ALLE TORRI

La Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti avviò un'indagine su un insider trading alquanto massivo da parte di figure sconosciute che sembrava avessero una conoscenza apparentemente precisa di ciò che sarebbe accaduto in quel giorno fatidico.

Undici giorni fa la ricorrenza dell’11 settembre, ricordata a lungo, come di consueto, a reti unificate e su ogni media. Meno spazio, invece, è stato dato a un aspetto piuttosto interessante quanto colpevolmente dimenticato: l’insolito movimento di trading avvenuto pochi giorni prima degli attentati, ricordato da al Mayadeen.

Era il 12 settembre 2001, un giorno dopo l’evento destinato a cambiare il mondo, quando la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti avviò un’indagine su un insider trading alquanto massivo da parte di figure sconosciute che sembrava avessero una conoscenza apparentemente precisa di ciò che sarebbe accaduto in quel giorno fatidico.

Il caso più significativo riguarda United Airlines (una delle due compagnie aeree coinvolte negli attentati). Cinque giorni prima dell’11 settembre furono aperte oltre 2mila posizioni short che scommettevano sul ribasso del titolo della compagnia: circa 90 volte più di quelle registrate nell’intero mese di agosto precedente. In sostanza, qualcuno stava scommettendo sul…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/11-settembre-linsider-trading-che-precedette-gli-attentati-alle-torri
👍7❤2
TRUMP EVITA NETANYAHU E INCONTRA MAMDANI

Netanyahu non solo non vedrà Trump neanche da lontano, ma ha dovuto anche annullare in fretta e furia l’incontro con Elon Musk, grazie al quale sperava di poter blandire nuovamente la potente e influente industria Hig Tech israeliana.

In attesa dell’esito della riunione generale dell’Onu che si sta tenendo a New York, e dei tanti cruciali incontri a margine, quel che oggi, prima che tutto inizi, va rilevato è la débacle di Netanyahu.

Al solito, Bibi era partito per fare sfracelli, convinto di potere incontrare nuovamente Trump e rinsaldare quell’asse che ha brandito finora come un martello di fronte all’opinione pubblica israeliana e che gli ha permesso di ostentare davanti ai suoi concittadini i tanti benefici che quell’asse prometteva: sostegno incondizionato a Israele su tutti i fronti e finanziamenti a pioggia. Una manna che sperava di spendere nella campagna elettorale più difficile della sua vita politica.

E certo, al cospetto di Trump, sperava di poter nuovamente dar fiato al suo flauto magico che tante volte ha incantato il suo meno scaltro interlocutore, trascinandolo, volente o nolente, nelle sue catastrofiche avventure mediorientali.

Era sicuro di riuscire anche stavolta e, allo scopo, aveva messo in moto l’usuale macchina propagandistica che…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/trump-evita-netanyahu-e-incontra-mamdani
👍7❤1
TRUMP PIÙ LIBERO, IRAN E USA DIALOGANO DOPO MESI DI ATTRITO

[La trattativa] è andata talmente bene che alla fine Witkoff si è incontrato di persona con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: un faccia a faccia senza contenuti specifici, perché tutto si era deciso prima, ma altamente simbolico.

A margine dell’Assemblea generale dell’Onu è scoccata la scintilla. E una delegazione degli Stati Uniti ha intavolato un dialogo con quella iraniana. È la prima volta in sei mesi che i due Paesi dialogano in maniera così fitta, anche se messaggi sull’asse Teheran – Washington erano intercorsi anche in precedenza.

Un dialogo serrato, anche se a distanza, con i mediatori a far da tra le parti. Ciò accadeva mentre Trump recitava la sua parte all’Onu, indirizzando all’Iran le usuali blandizie e le necessitate minacce, più inquietanti delle precedenti perché è arrivato al punto di minacciare di annientare il Paese.

In realtà, come scriveva ieri Michael Birnbaum sul Washington Post, “nonostante le ripetute minacce, fin dalle prime settimane di guerra Trump ha mostrato una scarsa propensione a intraprendere attacchi su larga scala contro l’Iran”.

Al solito, Trump abbaia per coprirsi le spalle dai guerrafondai che lo premono perché riprenda il conflitto (vedi, ad esempio, il recente articolo di Lewis Libby, capo dello staff del defunto neocon Dick Cheney, sul Washington Post).

Un clangore di sciabole che serviva a coprire il rumore di fondo delle trattative…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/trump-piu-libero-iran-e-usa-dialogano-dopo-mesi-di-attrito
👍2🤔2
IRAN. ARAGHCHI RESTERÀ A NEW YORK FINO A LUNEDÌ...

Per poter avviare il dialogo Teheran ha chiesto che gli Stati Uniti adempiano ad alcune condizioni: la fine dell'embargo e della stretta militare sui porti iraniani, oltre alla cessazione delle ostilità su tutti i fronti mediorientali.

L’assemblea generale dell’Onu ha dato qualche frutto. In particolare le timide aperture sulla guerra contro l’Iran, con i rappresentanti di Teheran che hanno avanzato una nuova proposta che riprende il Memorandum di Islamabad, ma ne accelera i tempi: se tutto andasse secondo il piano di pace, Hormuz sarebbe riaperto in sette giorni.

Ma per poter avviare il dialogo Teheran ha chiesto che gli Stati Uniti adempiano ad alcune condizioni: la fine dell’embargo e della stretta militare sui porti iraniani, oltre alla cessazione delle ostilità su tutti i fronti mediorientali.

Condizioni alle quali gli Stati Uniti potrebbero ottemperare facilmente, anche se sul cessate il fuoco ad ampio spettro incombe la variabile impazzita Netanyahu, che Trump non può controllare.

La proposta iraniana mira ad allettare Trump…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/iran-araghchi-restera-a-new-york-fino-a-lunedi
👍6
WALL STREET JOURNAL: TRUMP HA RIFIUTATO LA PROPOSTA DELL'IRAN...

Tutto ciò va preso col beneficio dell'inventario, dal momento che è usuale per certi ambiti guerrafondai, ai quali il WSJ è consegnato, distorcere la realtà secondo i propri desiderata.

Secondo il Wall Street Journal Trump, parlando in sede riservata, avrebbe espresso il suo niet alla proposta di riprendere i negoziati di pace avanzata dall’Iran. A riferirlo al media tre funzionari dell’amministrazione Usa, i quali hanno aggiunto che il presidente americano sarebbe restio a rinnovare gli attacchi su larga scala, ma comunque si appresterebbe a ordinare attacchi massicci per forzare Teheran alla resa. Ciò avverrebbe dopo le elezioni di Midterm, anche se avrebbe dichiarato di attenderne l’esito per decidere quale strada intraprendere.

Tutto ciò va preso col beneficio dell’inventario, dal momento che è usuale per certi ambiti guerrafondai, ai quali il WSJ è consegnato, distorcere secondo i propri desiderata le conversazioni che avvengono nel chiuso del potere imperiale. Non che sia tutto falso, ma i dubbi, dati i pregressi, sono legittimi. Così appare ragionevole la posizione dell’Iran, che, evitando commenti, ha ribadito di attendere una risposta ufficiale.

Peraltro, l’accenno di Trump riferito dal WSJ…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/wall-street-journal-trump-ha-rifiutato-la-proposta-delliran
🔥4👍2❤1🤔1
THE ATLANTIC E THE NEW YORK TIMES: NETANYAHU NEL MIRINO

Ma al di là delle autorevoli conferme delle rivelazioni di Haaretz, quel che vale la pena sottolineare in questa sede è che le nuove rivelazioni giungono subito dopo l'intervento di Netanyahu all'Onu, dove il suo isolamento è stato evidente.

Il 25 settembre The Atlantic ha rivelato che il capo dell’Intelligence egiziana, Abbas Kamel, il 26 settembre del 2023 si è precipitato in Israele per avvertire i suoi colleghi che Hamas stava preparando un attacco alzo zero. Il giorno successivo il New York Times ha rivelato di aver interpellato due fonti che hanno confermato che lo sceicco Mohamed bin Zayed ha telefonato a Netanyahu poco prima del 7 ottobre per avvertirlo di quanto si stava preparando.

Sottolineando ancora una volta che il premier israeliano ha deciso di non fare nulla. Non ha informato né la Difesa né l’intelligence, come risulta dal verbale di una riunione con i vertici delle agenzie di sicurezza e dell’esercito convocata successivamente nel quale non è riportato l’allarme di bin Zayed.

Nulla di nuovo rispetto a quanto rivelato da Haaretz alcuni giorni fa, ma i due media hanno raccolto nuove testimonianze, più o meno dirette, di quanto accaduto, che confermano e suggellano lo scoop del giornale israeliano. Le smentite di Netanyahu, a questo punto, riecheggiano affatto querule…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/the-atlantic-il-new-york-times-netanyahu-nel-mirino
🤬7👍2🔥1
IL NO DI TRUMP ALL'IRAN E L'ATTENTATO SVENTATO ALLA BASE DELLA RAF

Attentato che desta perplessità anche la bizzarra circostanza che ha visto il subitaneo rilascio su cauzione dei detenuti, come se fossero stati arrestati per una sbronza molesta e non per un attentato alla sicurezza nazionale e internazionale.

Trump boccia il piano di pace proposto dall’Iran. E tutto ritorna nel buio. Motivo: non è in linea con quel che pretende il presidente americano, non pago di aver fatto strame di un Paese senza nessun motivo, ché la fantomatica atomica iraniana era un’invenzione propagandistica, smentita peraltro dalla sua stessa amministrazione.

Nello stesso giorno, tempistica perfetta, il Regno Unito ha annunciato di aver arrestato cinque individui che si preparavano ad attentare alla base della Royal Air Force (RAF) di Fairford, che ospita velivoli americani e dalla quale sono partiti alcuni dei bombardieri che hanno partecipato all’aggressione statunitense all’Iran.

Ovviamente, i sospetti si sono tutti appuntati sull’Iran, sigillando come inevitabile il niet di Trump al piano di Teheran e alimentando la crociata anti-iraniana, che spinge per una ripresa dei bombardamenti.

Al di là della tempistica, risulta interessante anche lo svolgimento dei fatti. L’allarme è stato lanciato da…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/il-no-di-trump-alliran-e-lattentato-sventato-alla-base-della-raf
💩8❤4👍2
TRUMP TRATTA CON L'IRAN, NETANYAHU CERCA DI RILANCIARE LA GUERRA

Netanyahu non si rassegna, anche perché quella che sta combattendo è una guerra per la sopravvivenza, la sua, ché se perde le elezioni di ottobre rischia di finire in prigione.

Giornata di negoziati ieri a New York tra Iran e Stati Uniti, nonostante il niet di Trump alla proposta di pace degli iraniani e il fatto che questi ultimi avessero negato che ci fossero in calendario ulteriori trattative. Negoziati indiretti, ovviamente, che si sono dipanati sulla base della proposta iraniana e delle obiezioni della controparte.

Non è dato di sapere cosa ne è uscito/uscirà, ma tutto ciò evidenzia la distanza tra quel che appare di questo conflitto e quanto si muove sottotraccia, ben più importante. Ciò che uscirà da questo ulteriore negoziato, a stare a quanto avvenuto per i precedenti, dovrà poi essere valutato in Iran, passando al vaglio delle diverse autorità e fazioni, con successiva risposta ufficiale di Teheran.

Tutto in stand by, insomma, con le solite azioni di disturbo mirate a far esplodere nuovamente tutto. Stavolta stanno usando il bizzarro tentato-attentato in terra britannica, con il Capo del Dipartimento di Stato, il neocon Marco Rubio, che ha agitato ulteriormente le acque affermando che…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/trump-tratta-con-liran-netanyahu-cerca-di-rilanciare-la-guerra
👍8❤2
FLYDUBAI: IL DIROTTAMENTO CHE PUÒ CAMBIARE IL MONDO

A salvare la situazione sembra siano stati "due persone dell'equipaggio, un russo e un ucraino, ambedue piloti fuori servizio", come riferisce Israel Hayom, che sono riusciti a riprendere le redini dell'aereo e a farlo atterrare in sicurezza in Arabia Saudita.

Il tentativo di far schiantare un aereo passeggeri della compagnia emiratina Flydubai su Israele è stato sventato. E grazie sostanzialmente a tre uomini. Secondo le prima ricostruzioni il pilota avrebbe accoltellato il co-pilota, ma questi, ferito, sarebbe riuscito ad aprire la porta della cabina di pilotaggio così da permettere ai passeggeri di farvi irruzione e immobilizzare il dirottatore.

L’areo, però stava precipitando e a salvare la situazione sembra siano stati “due persone dell’equipaggio, un russo e un ucraino, ambedue piloti fuori servizio”, come riferisce Israel Hayom, che sono riusciti a riprendere le redini dell’aereo e a farlo atterrare in sicurezza in Arabia Saudita.

Una sequenza di eventi che però è ancora tutta da charire…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/flydubai-il-dirottamento-che-puo-cambiare-il-mondo
🤔9❤3👍1😁1🤣1
IL PRESUNTO ATTENTATO A FAIFORD, IL VOLO FLYDUBAI. OTTOBRE MOVIMENTATO

Il primo ministro britannico Andy Burnham ha dichiarato che ci sono forti indizi sul coinvolgimento dell’Iran nell’asserito attentato alla base aerea di Fairford. Abbiamo scritto sulla stranezza di questo asserito attentato, non ci torniamo, se non che alle tante stranezze...

…si aggiunge quella che i cinque arrestati non portavano con loro ordigni, come ha comunicato la polizia britannica, ma solo benzina, non si sa in che quantità (una tanica?).

Cinque scappati di casa sarebbero stati mandati dall’Iran a dare l’assalto alla base aerea più sorvegliata della Gran Bretagna, dal momento che ospitava bombardieri americani, da cui la doppia sorveglianza. Così è se vi pare…

Le dichiarazioni di Burnham seguono e portano avanti la narrazione iniziata da Marco Rubio che subito, appena si è diffusa la notizia, ha detto che quanto avvenuto alla base aerea “vede chiaramente coinvolto un “attore straniero”.

Nel titolo del New York Times l’attore è diventato un Paese, mentre si sa che di attori ce ne sono tanti al mondo, ad esempio l’Isis o al Qaeda, i quali non hanno un Paese, ma così è. Hanno esplicitato l’implicito, dal momento che come esempio specifico Rubio ha citato l’Iran, senza però incolparlo, appunto.

Con Burnham sono arrivati gli indizi, e “forti”, sull’Iran…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/il-presunto-attentato-a-faiford-il-volo-flydubai-ottobre-movimentato
🖕8
LE ELEZIONI ISRAELIANE E LA GUERRA ALL'IRAN

Quanto è accaduto ieri ha dato ossigeno alla campagna elettorale di Netanyahu. Non una nostra considerazione, ma quanto titola TimesofIsraele”L’attentato al volo Flydubai salverà la campagna elettorale in difficoltà di Netanyahu?”

Nello stallo, s’intensificano le pressioni per una nuova guerra contro l’Iran. Dalla Gran Bretagna a Israele fino agli Emirati arabi tutto spinge in questa direzione, con Trump che apparentemente segue l’onda, avendo ribadito che dopo le elezioni di Midterm potrebbe riprendere la guerra su larga scala.

E alle parole stanno seguendo i fatti, con l’America che ha inviato una terza portaerei verso il Medio oriente insieme a una piccola flotta che imbarca altri 2mila marines, che si aggiungono alle forze già inviate nell’area. Inoltre ha inviato altri Patriot a Qatar e Arabia Saudita.

La Gran Bretagna ormai si è accodata alla scia, come dimostra l’inchiesta sullo stranissimo attentato sventato contro la base aerea di Fairford che sta puntando decisamente ad coinvolgere Teheran. Ieri è stato arrestato un britannico con doppia cittadinanza, l’altra è ovviamente iraniana. La trama del thriller è già scritta: si scoprirà che l’uomo arrestato ha avuto contatti con l’ambasciata iraniana o con qualche esponente delle Guardie della rivoluzione.

Ribadiamo le nostre perplessità sull’accaduto e, a quanto abbiamo già scritto, aggiungiamo i dubbi di Kurt Nimmo che, sul sito del Ron Paul Institute, ha scritto: “Si è subito affermato che i presunti responsabili fossero terroristi iraniani […] e come prova è stata pubblicata l’immagine di uomini ammanettati a torso nudo. Ben presto si è scoperto che l’immagine era un falso creato con l’intelligenza artificiale”…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/le-elezioni-israeliane-e-la-guerra-alliran
🔥4🤡3👍1
TANTI GLI INTERROGATIVI SUL VOLO FLYDUBAI

L'aspetto ancora più incomprensibile della vicenda è come sia stato possibile che si stato scelto come co-pilota di un velivolo diretto a Tel Aviv "un cittadino omanita a cui era stato precedentemente sospeso il brevetto di volo dalla Oman Air, in quanto identificato come una minaccia per la sicurezza nazionale".

Fortunato Netanyahu: il disastro aereo sventato del volo Flydubai ha ridato uno slancio imprevisto e vitale alla sua campagna elettorale, relegando nel dimenticatoio le accuse di aver tenuto per sé gli avvertimenti ricevuti prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre.

È riuscito ancora una volta a ribaltare la situazione a suo favore affrettandosi “a organizzare un incontro con uno degli israeliani che avevano contribuito al salvataggio dell’aereo, così che la catastrofe scampata per un pelo è diventata, per Netanyahu, l’occasione per altro servizio fotografico” (Haaretz).

Il salvatore in questione è l’idraulico che ha preso in mano la situazione dopo aver messo fuori gioco il co-pilota che avrebbe accoltellato il comandante dell’aereo. Fortunato anche lui, e ovviamente i passeggeri, perché, come ha rivelato Trump, pur non sapendo nulla di aerei, ha improvvisato sull’onda della docuserie Air Disaster.

Per rendere più emozionante la photo opportunity, all’idraulico eroe deve essere stato chiesto di non cambiarsi i vestiti e di partecipare all’incontro con il premier con quelli che si erano insanguinati nel corso del salvataggio, nonostante fossero passate ore dall’accaduto e avesse già toccato terra due volte, in Arabia Saudita e in madrepatria. Bibi si conferma un mago della propaganda…

CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/tanti-gli-interrogativi-sul-volo-flydubai
🤮7❤1😁1
HORMUZ, IL PETROLIO PASSA MA A COSTI ALTISSIMI

Trump: “L’Iran, come sapete, ha praticamente rinunciato a qualsiasi progetto volto a sviluppare l'arma nucleare". In realtà, come hanno dichiarato più volte le agenzie di intelligence americane, non ha mai cercato di produrre l’atomica.

L’Iran, come sapete, ha praticamente rinunciato a qualsiasi progetto volto a sviluppare l’arma nucleare”. Così Trump ai giornalisti. In realtà, come hanno dichiarato più volte le agenzie di intelligence americane, non ha mai cercato di produrre l’atomica, anche perché c’era una fatwa, un pronunciamento dal valore dogmatico, che ostava a tale sviluppo da parte dell’ayatollah Khamenei, che gli Stati Uniti e Israele hanno ucciso; fatwa ancora in vigore.

Ma al di là del particolare, che ha certa importanza perché la Fake sull’atomica iraniana è stata usata per scatenare una guerra, quel che importa sottolineare è che il presidente americano ha praticamente dichiarato che quel pericolo – immaginario, ribadiamo – non esiste più.

Una dichiarazione in netta controtendenza rispetto ai tamburi di guerra che riecheggiano con ossessiva insistenza.

Teheran, dal canto suo…


CONTINUA A LEGGERE ➡️ https://www.piccolenote.it/mondo/hormuz-il-petrolio-passa-ma-a-costi-altissimi
❤2