Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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La accusarono di aver fatto fuori tutti i possibili rivali di suo figlio, Tiberio. Ma in realtà lei sapeva muoversi nella ragnatela del potere imperiale. Senza paura.
Questa è la storia di Livia Drusilla.
Buon ascolto!
https://open.spotify.com/episode/6yk1cc7wIlUq9vwfURaznC?si=ca94d20b6097404f
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Fin dall'esordio ai mondiali, la stampa mainstream canta le lodi del Marocco. La maggioranza dei suoi giocatori, infatti, è composta da marocchini nati e cresciuti all'estero che, pur avendo la cittadinanza inglese, francese, tedesca o spagnola, hanno scelto di giocare per la nazionale marocchina.

Tutto molto interessante. Peccato, però, che questa storia dimostri quanto sia falsa la retorica delle maestrine sull'integrazione e quanto sia vero quello che noi cattivi ripetiamo sempre: non basta nascere, crescere, e persino avere successo in un Paese per sentirsi parte di una nazione.

Così come un italiano rimane sempre un italiano, un marocchino rimane sempre un marocchino. E questo vale non soltanto per i calciatori, ma anche per i terroristi laureati in economia.
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Sulla rottura Rizzo-Toscano non c'è molto da aggiungere perché è una delle cose più scontate che potessero accadere.

Non rimanevo così senza fiato da quando ho scoperto che l'acqua può bollire. Incredibile, eh?

Vorrei farvi ragionare solo su questo.

Quando fondammo Pro Italia, fui tempestato di chiamate da parte di gruppi e gruppuscoli che mi chiesero tutti la stessa cosa: "chi avete?"

"Chi avete?"

L'interesse non era nella visione o nel programma, bensì nelle facce e nei nomi. Che figurine avete? Ce l'ho, ce l'ho, mi manca.

L'ossessione di cercare il volto noto e dar vita a fan club attorno a quella persona è la cifra stilistica della "dissenseria". Da sempre. La pappa pronta e il tifo acritico, una visione passiva della politica e della militanza. Si invoca il salvatore della patria, lo si ricopre di bava, e poi si frigna se il santone toppa.

Spunta il fenomeno mediatico e tutti dietro.

E ricomincia la giostra, che si va puntualmente a schiantare.

C'è poco da fare: la strada è lunga, non esistono scorciatoie e bisogna costruire bene. Con il tempo necessario. Lavorare sulla visione, tirare su una nuova classe dirigente GIOVANE, non lasciarsi prendere dalla paura o dalla fretta.

Altrimenti si dura quanto un Rolex alla stazione centrale di Milano.

Oppure si può credere all'ennesimo faccione.

Stavolta funzionerà... no?

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La resa di Trump
🔴 DIRETTA STASERA ALLE 21:00

È ufficiale: il "Memorandum of understanding" fra Washington e Teheran, già sottoscritto elettronicamente da Trump durante il G7, verrà siglato formalmente domani in Svizzera. Inutile girarci attorno: per l'Iran è un successo senza precedenti mentre per gli Stati Uniti si tratta di una vera e propria resa.

Quali saranno le conseguenze di questo accordo sugli equilibri in Medio Oriente e sulla politica interna americana? Ne parliamo questa sera in compagnia di Leonardo Noschese, fondatore del Laboratorio geopolitico "Mosaico". In diretta a partire dalle 21:00.
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Trump ha raccontato che la Meloni lo ha supplicato di fare una foto insieme. La Meloni risponde che è tutta un'invenzione del presidente USA, in palese difficoltà.
Sapete qual è il bello?
È che entrambe le cose sono perfettamente plausibili.
Da una parte abbiamo l'inquilino della Casa Bianca, umiliato dal memorandum con l'Iran a seguito di un conflitto disastroso scatenato per andare dietro a Israele.
Dall'altro una presidente del Consiglio che continua a portare avanti il culto del vincolo esterno sia in Europa che oltreoceano, senza mai rivendicare uno straccio di sovranità per l'Italia.
Risultato? Le comiche.
Che però non fanno ridere nessuno.
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Nell’era dell’emergenza permanente l’estate non è più la stagione calda. È una catastrofe naturale.

Sfogo del nostro Ludovico Vicino, esasperato da bollini rossi e allerte meteo senza capo né coda.

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Nostra posizione ufficiale sull’annosa questione delle parole pronunciate da Donald Trump sul conto di Giorgia Meloni:
- Trump ha spudoratamente mancato di rispetto a tutta Italia ma, dato che da quattro mesi si comporta come un vecchio rintronato che parla a vanvera dalla mattina alla sera, non ce ne frega un cazzo.
- Meloni ha subito un’offesa inaccettabile ma, dato che fin dall’inizio del suo mandato si è inserita nel tragicomico solco dei governanti nostrani che si sdraiano su tutti i desiderata di Washington o Bruxelles, non ce ne frega un cazzo. Insomma, non ce ne frega un cazzo.

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Eccovi la mia quotidiana dose di fratellanza europea.
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Un evento per parlare di attualità e incontrarci dal vivo.
Stasera, alle ore 19, sarò al Teatro della Dodicesima, via Carlo Avolio 60 a Roma. Chi vuole faccia un salto, ci vediamo lì!
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Sapete perché tutti i turisti del mondo sognano l'Italia? Perché sognano una botta e via pagata due spiccioli.

Finché ci ostineremo a pensare che il turismo sia il nostro petrolio e che tutta la nostra economia possa ruotare solo sulle mance dei ricconi stranieri, più che una regina... Saremo una puttana.

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DISSIDENTI, ROMPETE LE RIGHE
Credo sia arrivato il momento di dircelo senza girarci intorno: la "dissenseria" è finita. In realtà lo è almeno da quattro anni, ma vedo troppi continuare a raccontarsi il contrario.

Una galassia di sigle, movimenti e individui ha ruotato, per un breve periodo di tempo, attorno a due-tre emergenze. Si è creduto (e l'ho creduto anche io, tempo fa) che la forza di gravità fosse in grado di far collassare queste realtà in un unico punto. Non è possibile.

Le differenze sono troppe e radicate. A parole sono tutti intenzionati a superare "destra e sinistra", ma nei fatti non è così.

Nel 2022 alla Meloni bastò un tweet contro il Green Pass per prendersi una fetta di "dissidenti". Oggi Vannacci attrae i boomeroni di destra come carta moschicida, mentre tanti altri cercano disperatamente l'ennesima sfumatura di falce e martello (negandolo) o credono nel deus ex machina straniero. Poi abbiamo i figli dei fiori, gli anarchici, gli accelerazionisti ecc.

Un blob, senza forma. A questo bel casino le diatribe tra capetti, con tanto di fango e menzogne, hanno solo aggiunto un tocco di ridicolo in più.

Quindi, che fare? Rompere le righe.

Coltiviamo i rapporti personali, confrontiamoci, ma senza questa continua autoconvinzione di essere la stessa cosa. Non lo siamo. Lasciamo che i gruppi seguano la loro strada naturale. Vedrete che tanti, naturalmente, torneranno all'ovile. Poi ci sarà chi costruirà qualcosa di davvero diverso, col tempo necessario.

Non si è persa alcuna occasione, perché non c'è mai stata alcuna reale possibilità di aggregazione. Non sono i programmi o i contratti a unire, sono le idee. E quelle sono diverse, incompatibili e spesso opposte.

Buon lavoro.

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In effetti l'immigrazionismo è un valore dell'UE.
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A Ponteranica (BG) una ragazza che stava per farsi la doccia si è trovata in casa un rapinatore (stranamente nordafricano). Per fortuna le grida della giovane hanno attirato l'attenzione dei vicini che sono subito accorsi, hanno salvato la ragazza e insegnato un po' di buone maniere all'aggressore.

Questa storia ce la racconta il nostro Emanuele Locatelli, di Pro Italia - Bergamo. Anche se viviamo nel Paese in mano ai #giudicicontrolagiustizia, noi stiamo dalla parte di chi non ha paura di agire e fare la cosa giusta.

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Il calcio non è sempre stato un circo di signorine e maestrine. C'è stato un tempo in cui essere uomini faceva la differenza tra la vittoria e la sconfitta. E l'Italia stupì il mondo guidata da un lavoratore instancabile, forgiato dalla guerra.
Martedì prossimo, sul mio podcast Ritorno a Esperia, vi narrerò di lui.
Il grande... ditelo voi :)

Trovate le puntate su Spotify 👉🏻 QUI e su YouTube 👉🏻 QUI.
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Pare che quel sorosiano woke liberticida di Starmer stia per dimettersi. Ottimo. Ma anche nel Regno Unito hanno la loro destra ferocia pronta a prendere la voglia di rivalsa dei britannici e gettarla nel cesso...
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Gay Pride a Treviso: la città invasa da clown e pagliacci che nulla hanno di meglio da fare se non portare volgarità e degrado in giro per le nostre strade.

Noi pensiamo che sia giunta l’ora di riaprire i manicomi, e voi?

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Quello che vedete al centro è il probabile sostituto di Starmer: Andy Burnham.
Il Regno Unito è strafottuto.
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l video che si è fatto questo maranza dopo l'incidente d'auto in cui ha perso la vita una ragazza italiana di 22 anni dimostra una cosa sola: la remigrazione è la soluzione moderata.

L'alternativa, come dice Ludovico, sarà la guerra civile.

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