Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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Venerdì 6 Giugno faremo una riunione pubblica a Roma aperta anche ai simpatizzanti e agli interessati a Pro Italia.
Se vi va di affacciarvi, vi aspettiamo alle ore 18 alla pizzeria "Il Cuore di Napoli ribelle" a via Cernaia 31🇮🇹
Sarà un'occasione di confrontarci e chiacchierare di persona!
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Le leggerissime "frizioni" fra Trump e Musk delle ultime ore dimostrano due cosucce.

1) I finissimi analisti che spiegavano sui giornali e in televisione che Musk sarebbe stato il vero dominus della nuova amministrazione americana... Non ci avevano capito un cazzo.

2) Fare politica e dirigere un'azienda sono due cose profondamente diverse. I fenomeni che ci spiegano che per risollevare l'Italia "non abbiamo bisogno dei politici ma di manager competenti"... Non ci hanno capito un cazzo.

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Mattarella e Leone XIV hanno parlato di Dio.
Ma Sergio si riferiva all'UE.
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Gli immigrati che entrano nel nostro Paese vengono sempre raccontati come disperati che fuggono dalla guerra. Nella stragrande maggioranza dei casi, invece, la realtà è ben diversa: si tratta di giovani che vogliono raggiungere l'Italia perché la credono una terra di Bengodi dov'è facile arricchirsi.

Va detto chiaramente: gli immigrazionisti che alimentano quest'illusione non stanno solo sostenendo la tratta degli schiavi del ventesimo secolo. Stanno anche portando linfa vitale alla criminalità che spadroneggia nelle nostre città.

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CORSICA, TERRA D'ITALIA
Per NoLimitsRadio sto preparando una puntata dedicata alla Corsica. È davvero un crimine che gli italiani non conoscano la storia di quest'isola che è, tutti gli effetti, parte d'Italia.
Ho ripassato più di 4000 anni di battaglie, guerre, invasioni e rivolte. Ma ne è valsa la pena. Cercherò di dare un quadro completo della situazione.

Vi terrò informati :)

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Oggi ai nostri gazebo contro la cittadinanza facile di Pisa si è presentata a fare storie una coppia di piddini che ha chiamato i carabinieri per denunciare la nostra presunta violazione del silenzio elettorale.

Nel frattempo i "buoni", Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte, rispettavano così il silenzio elettorale.

P.S. Grazie a Francesca Totolo per il video.

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Qualche scatto delle ultime due giornate di gazebo Pro Italia a ridosso della tornata referendaria.

Un grande ringraziamento va a tutte le sigle che, in giro per l'Italia, hanno aderito al Comitato per il No alla Cittadinanza Facile. Abbiamo conosciuto centinaia di persone di grande valore che non vogliono rassegnarsi alla giungla del "multiculturalismo" e che sono pronte a battersi per vivere in una società che abbia un senso.

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Ogni tanto mi appaiono video ironici generati dall'intelligenza artificiale e ambientati in epoche passate. L'idea è anche simpatica: un giornalista va in giro a fare domande agli abitanti dell'antica Roma o di un villaggio medievale.

Le ambientazioni sono tuttavia un tripudio di stereotipi e sfondoni, arricchiti da ulteriori distorsioni woke. Il che potrebbe essere tollerabile se si rimanesse nel comico, invece io vedo già l'implementazione di questo tipo di comunicazione (davvero potente) nei programmi scolastici.

Non credo che si debba avere paura della tecnologia. La tecnologia è uno strumento, un mezzo. E l'intelligenza artificiale sta facendo salti in avanti clamorosi. La domanda è: per cosa la si sta utilizzando?

Gli studenti del futuro si affideranno alla ricostruzione "realistica" del passato fatta dall'IA, con soldati romani che sembrano usciti da un Peplum di serie B, un Annibale nero con tanto di rasta, un medioevo tutto roghi di streghe e fango?

Da amante della Storia, questo un po' mi preoccupa. Considerando poi il conformismo dilagante nelle scuole, alimentato (bisogna dirlo) spesso dagli stessi insegnanti, la situazione rischia di farsi grottesca.

Eppure l'IA, se bene indirizzata, potrebbe dare un grande aiuto allo studio del passato. Purché sia un mezzo in mano alla conoscenza, allo studio vero, e non a certe isterie ideologiche. O alla semplice ignoranza.

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Bisogna ammetterlo: abbordare e sequestrare la barca di Greta Thunberg e soci è stata veramente una grande operazione simpatia. Certo, questa mossa non può bastare per redimere un'intera storia fatta di atrocità e sopraffazioni, però... Beh, complimenti a Israele per il tentativo.

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A Los Angeles sta scoppiando un putiferio. Gli immigrati, soprattutto messicani, sono in rivolta contro i rimpatri. Il governatore dem californiano Gavino Newsom, da bravo globalista, non si cura del proprio stato ma si schiera apertamente con i rivoltosi, lamentandosi dei "rastrellamenti" dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), l'autorità preposta a identificare e arrestare gli immigrati irregolari.
Il tutto è accentuato dall'ultimo l'ordine emanato da Trump, ovvero il divieto d'ingresso negli Stati Uniti per i cittadini di 12 paesi.
Intanto, la Guardia Nazionale è intervenuta e si parla persino dello schieramento dei marines.
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Quello che sta accadendo a Los Angeles dimostra, per l'ennesima volta, come l'immigrazione di massa sia totalmente incompatibile con l'integrazione. La Guardia Nazionale sta agendo contro i rivoltosi ma c'è chi invoca persino l'intervento dell'esercito federale. Sembra una guerra civile.

Il Governatore della California Gavin Newsom, classico democratico globalista, sembra più preoccupato a difendere le preziose "risorse" che a garantire la sicurezza delle proprie città. Negli ultimi giorni infatti i dem, anziché cercare di placare le proteste, hanno gettato benzina sul fuoco rilanciando accuse sulla presunta brutalità degli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE). Ma la linea di Trump è ed è sempre stata chiara: stop all'immigrazione irregolare.

In questo muro contro muro, un dettaglio che colpisce chiunque si imbatta nelle immagini degli scontri sono le bandiere messicane sventolate da chi si oppone alle autorità americane. Un po' quello che succede in Europa, ad esempio a Parigi, quando chi devasta interi quartieri sventola con fierezza la bandiera algerina o marocchina. Bisogna guardare la realtà per quello che è: questa è gente che non ha la minima intenzione di integrarsi in un'altra nazione. Ma per qualcuno è solo una questione di documenti e carte bollate...

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Avete dato un'occhiata alle percentuali del referendum? Ci sono dei numeri davvero sorprendenti.

No, non facciamo riferimento al dato sull'affluenza al 30%. Al netto dei fenomeni della sinistra globalista che tifavano per la cittadinanza facile dalla propria ZTL, chiunque avesse un minimo di contatto con la realtà sapeva che il quorum non sarebbe stato mai raggiunto. Le percentuali interessanti sono ben altre.

Del 30% che è andato a votare, infatti, un buon 20% di persone ha votato SÌ ai primi quattro quesiti ma NO al quinto quesito sulla cittadinanza. Stiamo parlando di oltre tre milioni di persone evidentemente contrarie all'immigrazione di massa che però non hanno seguito la linea astensionista indicata dal centro-destra. Insomma, sono persone che non si riconoscono nei partiti di Governo, che magari li hanno votati e ne sono rimaste deluse e che, tuttavia, si mostrano ancora interessate alla politica.

Come soggetto politico che ha promosso la linea dei quattro SÌ sul lavoro e un NO alla cittadinanza facile, possiamo dire senza timore di smentita che abbiamo un elettorato potenziale.

"Ma di cosa gongolate? Chiunque ha un elettorato potenziale!" starà pensando qualcuno diversamente furbo che legge. Ebbene, in realtà le cose non stanno affatto così. Tipicamente i partiti di piccole o piccolissime dimensioni sognano di raggiungere elettori che, nella stragrande maggioranza dei casi, non esistono. Le persone che un giorno speriamo di poter rappresentare noi, invece, esistono e ne abbiamo avuto una conferma. Non è poca cosa.

Certo, non siamo degli illusi: il fatto che esista un nostro elettorato potenziale non significa che sia automatico riuscire a farsene interpreti. Starà a noi lavorare con umiltà per raggiungere tutte queste persone e presentare un'alternativa politica che abbia un senso. E lo faremo stando, come sempre, in prima linea.

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Clamoroso il risultato del NO al quinto quesito, quello sulla cittadinanza facile: quasi il 35% dei votanti ha mandato a quel paese le follie globaliste.
Considerando che il centrodestra ha invitato all'astensione, questo dato è un ottimo segnale.
Gli italiani non vogliono sentirne parlare di ulteriore immigrazione di massa e di svendita della cittadinanza italiana.
Tocca solo vedere se questo verrà capito anche dagli amici di Confindustria e dai tifosi dello Ius Scholae.

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"A tutte e a tutti"
"Studentesse e studenti"
"Italiane e italiani"

Non so se ve ne siete accorti, ma a seguito dell'ennesima isteria della sinistra woke, è stata dichiarata la morte del plurale maschile sovraesteso.

Solo un malato mentale legge "TUTTI" e pensa che non ci si riferisca anche alle donne.

D'altronde è così che dovrebbero essere trattati gli adepti del wokismo, per ciò che sono: malati mentali, gente ossessionata da problemi inesistenti.

E invece si sta permettendo a questi psicopatici di stuprare la lingua italiana.

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Notevole: non hanno aspettato manco 24 ore dalla chiusura delle urne. È proprio vero che dove non arriva la sinistra arcobaleno, arriva la destra ferocia.

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Nelle ultime ventiquattr'ore ho notato molti commenti alle percentuali del referendum che avevano più o meno questo tenore: "Persino tra gli elettori di sinistra c'è un 35% che non ne può più dell'immigrazione di massa."

Cari amici, sono lieto di darvi una bella notizia: le persone che sono andate a votare NO alla cittadinanza facile non sono "elettori di sinistra". Lo scenario più verosimile è che siano persone che alle ultime tornate hanno puntato su un partito di centro-destra per poi rimanere comprensibilmente deluse dalla postura (in buona sostanza piddina) del Governo Meloni. Si tratta di un'ipotesi, ma a mio avviso è davvero molto probabile. Quello che è praticamente certo, però, è che queste persone non si riconoscono affatto nelle formazioni che costituiscono la sinistra parlamentare ed extra-parlamentare in Italia. Insomma, non sono "elettori di sinistra" e lo si può dimostrare sia attraverso un ragionamento pratico che attraverso un ragionamento teorico.

Dal punto di vista pratico, basta osservare che in un Paese in cui c'è un'astensione ormai strutturale al 50%, il 30% degli aventi diritto costituiscono la netta maggioranza degli elettori. Dunque, se questo 30% dovesse esser davvero composto da soli "elettori di sinistra", dovremmo notare qualcosa nei sondaggi o, quanto meno, avremmo dovuto accorgerci di qualcosa nelle tornate elettorali dell'ultimo anno. E invece nisba. Quindi, senza la pretesa di fare dei conti precisi, si può dire serenamente che circa un terzo di chi si è recato alle urne NON è un "elettore di sinistra".

Ragionando in termini più teorici, poi, le cose si fanno ancora più nette: la cittadinanza facile, cioè la dissoluzione della cittadinanza, non è altro che una concretizzazione dell'architrave dell'ideologia progressista, cioè il principio dell'inclusione a tutti i costi. L'ossessione per l'inclusione o, meglio, l'ossessione perché "nessuno venga escluso" non è semplicemente una linea politica sulla questione immigrazione: è proprio il nucleo profondo dell'ideologia progressista, è il principio che ne determina l'orientamento su ogni cosa. Tanto per esser più chiari: è per via di quest'ossessione che il progressista assume le sembianze di una maestrina. È per via di quest'ossessione che il progressista può sostenere le imposizioni più brutali sentendosi sempre dalla parte dei buoni. È per via di quest'ossessione che il progressista arriva a rigettare ogni logica e a manifestare un odio grottesco per ogni identità, per ogni regola, per ogni canone e, più in generale, per ogni tentativo di riconoscere una forma sensata nelle cose del mondo. Perché? Perché identità, regole e canoni escludono inevitabilmente qualcuno, la loro semplice esistenza traccia una linea tra chi vi si conforma e chi non lo fa.

Insomma, l'inclusione è il cuore dell'identità politica di quella che oggi si definisce comunemente sinistra. Dunque potete star certi che chi si è recato alle urne per dire NO alla cittadinanza facile, cioè NO all'inclusione a tutti i costi, non è un "elettore di sinistra". Al netto, ovviamente, di qualche caso isolato che magari fa scuola o pretende di fare scuola... Ma non fa statistica.

Ludovico Vicino
Pro Italia - Segretario Nazionale


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Forwarded from Libertà e democrazia
⚠️ IL MEGAFLOP DEL CENTROSINISTRA❗️

Agli italiani il centrosinistra fa semplicemente schifo. La maggior parte degli italiani è allergica al PD ed a tutte le sue propaggini. Qui in Italia le zecche-figlie di papà e gli svendipatria non li sopporta più nessuno, tant'è che persino il 35% di coloro i quali si è recato a votare per difendere e restituire dignità al lavoro alla cittadinanza facile ha detto un secco "No".

Che cosa significa questo? Che per il PD, per AVS e per il Movimento Cinque Stelle c'è stata una doppia bocciatura, sia da parte della stragrande maggioranza dei cittadini che hanno semplicemente ignorato il referendum, sia da parte dei cittadini che si sono recati ai seggi e che in 4 milioni hanno ribadito un concetto molto chiaro: la cittadinanza non si regala!

Inoltre, come giustamente hanno sottolineato gli amici di Pro Italia, «stiamo parlando di oltre tre milioni di persone evidentemente contrarie all'immigrazione di massa che però non hanno seguito la linea astensionista indicata dal centro-destra. Insomma, sono persone che non si riconoscono nei partiti di Governo, che magari li hanno votati e ne sono rimaste deluse e che, tuttavia, si mostrano ancora interessate alla politica.»

Che cosa significa tutto ciò? Che si sta creando una finestra di opportunità per chiunque sia in grado di interpretare gli umori di questi 4 milioni di cittadini, i quali giustamente sono orfani di una parte politica: la sinistra.

Ad oggi più che mai serve un'alternativa politica che spezzi definitivamente le reni del centrosinistra, succhiandogli via tutti quegli elettori che giustamente non possono più riconoscersi in quella che è una coalizione al servizio delle multinazionali arcobaleno e dei trafficanti di esseri umani; perciò, che Pro Italia si dia da fare perché questo è il momento giusto per battere sul ferro finché è caldo...

Francesco Centineo

🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉  Canale Libertà e democrazia
👉  @liberademocrazia
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Che fortuna! Finalmente il cesso-destra intende farsi valere ed è "deciso a scongiurare" una misura varata dalle regioni... A guida cesso-destra. Eh già: eccezion fatta per la piddinissima Emilia-Romagna, tutte le regioni in cui è stato disposto il blocco dei veicoli euro 5 diesel a partire da questo autunno sono governate dal cesso-destra.

Non è la prima volta, ormai è una prassi consolidata. Vi ricordate quando Salvini varò il decreto ministeriale per omologare "d'ufficio" gli autovelox irregolari e poi, a distanza di dieci giorni, lo ritirò vantandosi di aver scongiurato una follia? Ecco, il sistema è sempre quello: prima promuovono misure demenziali, poi tornano sui loro passi e si vantano di combattere contro l'ennesimo provvedimento assurdo, convinti che la gente abbocchi a questo teatrino. È abbastanza chiaro ora perché vada chiamato cesso-destra?

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Los Angeles dimostra plasticamente il momento storico che stiamo vivendo: al fianco dell'immigrazione di massa si schierano le sigle globaliste, dagli Antifa alle orde woke, e i pavidi saltimbanco prezzolati del mondo dello spettacolo. Il tutto con la benedizione dei grandi media, sempre pronti a demonizzare qualsiasi richiamo alla nazione e alla salvaguardia dei confini.
Trump sta cavalcando la questione a scopi propagandistici? Ovvio, che scoperta. Ma ciò non toglie che il problema sia reale: c'è una parte d'Occidente talmente intrisa di spazzatura globalista da porsi SEMPRE contro la propria patria. Anzi, contro il concetto stesso di patria.

Lo scontro è inevitabile.
USA, Francia, Regno Unito.
È solo l'inizio.

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Presidente Pro Italia
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Il PD presenta alla Camera una legge per "limitare il consumo di zuccheri". Secondo questi signori, lo Stato (quello stesso Stato che non è più in grado neppure di assicurare una TAC a un malato oncologico in tempo utile) dovrebbe stabilire persino cosa dobbiamo mangiare e in che quantità. Naturalmente per il nostro bene, ci mancherebbe.

La situazione nello Stato-maestrina.

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