Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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Il 5 aprile del 1725 a Morosaglia, in Corsica, nasce il grande patriota corso Pasquale Paoli. "U babbu di a Patria." Sulla questione corsa dedicai tempo fa un Ammazzacaffè che vi ripropongo qui, dove intervistai Gabriele Bini dell'associazione Pasquale Paoli :)
https://youtu.be/R1qRySd-gEw?si=tf-uZyOlzRQVIy66
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Mi trovo ad Arezzo dove mi sono imbattuto in un bellissimo mercato dell'antiquariato. È sempre piacevole immergersi nelle opere scritte secoli fa ❤️
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Pochi giorni fa, Taiwan è stata vittima di un violento terremoto che, con una magnitudo di 7.4 gradi, ha scosso e provocato diversi danni in varie città dell'isola, a partire dalla sua capitale Taipei.

Ed è proprio nella capitale taiwanese che si trova il Taipei 101, uno dei grattacieli più iconici e imponenti al mondo.

Ebbene, nonostante l'intensità del sisma, l'edificio in questione - con i suoi ben 508 metri d'altezza - non solo non è crollato, ma non ha riportato sostanzialmente alcun danno strutturale.

Questo è stato possibile grazie ad una sfera antisismica realizzata in Veneto, precisamente dalla Fip Mec di Selvazzano, una società con sede a Padova, sulla scorta di un progetto dell'ingegnere Renato Vitaliani, all'epoca Professore di Tecnica delle Costruzioni presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Padova.

Questa sfera antisismica, pesante ben 660 tonnellate, è stata installata tra l'87° e il 92° piano del Taipei 101 ed è in grado di assorbire e dissipare l'energia cinetica generata da terremoti e venti violenti, proteggendo l'edificio e le persone al suo interno da danni potenzialmente catastrofici.

Perché raccontare questa storia?

Perché, in un'epoca in cui spesso si tende a sminuire le reali competenze, risorse e potenzialità dell'Italia e degli italiani, in un clima di complessiva autosvalutazione e autorizzismo, sottolineare una vicenda che, invece, va in senso contrario, risulta un gesto quasi rivoluzionario.

Non possiamo non notare (con infinito fastidio) come, a livello internazionale, l'Italia tenda a sottovalutare il proprio ruolo e il proprio potenziale, non riconoscendo pienamente il prestigio storico, artistico e culturale di cui per secoli è stata un faro.

È anche da un atteggiamento autolesionista come questo che deriva poi l'incapacità del nostro Paese di difendere i propri interessi in contesti internazionali.

La stessa identica cosa la possiamo osservare per quanto concerne il contesto economico, dove l'autorazzismo si riflette nella percezione negativa degli italiani riguardo alla propria produttività, innovazione e competitività sul mercato globale.

Spesso tendiamo a sottostimare le eccellenze italiane in settori chiave come l'industria manifatturiera, il design, la moda, la gastronomia e la tecnologia, non riconoscendo la creatività, la qualità e le competenze che contraddistinguono il cosiddetto "made in Italy".

Anche nel campo della ricerca scientifica e dell'innovazione, l'Italia spesso si auto-limita nella valorizzazione del proprio potenziale, non sfruttando a pieno le risorse umane e intellettuali di cui dispone. I "cervelli italiani", rinomati in tutto il mondo per la loro competenza e ingegno, troppo spesso si trovano costretti a cercare opportunità all'estero a causa di un sistema che fatica a valorizzarli adeguatamente in casa.

Ecco che, allora, è fondamentale raccontare anche di storie apparentemente periferiche e banali come quella del Taipei 101, se non altro per sottolineare un qualcosa che dovrebbe essere insito in noi e che tragicamente, invece, spesso viene dimenticato: la consapevolezza che l'Italia e gli italiani sono stati - e possono essere ancora oggi - un faro di cultura, innovazione e creatività nel mondo, e che possiedono una tradizione di eccellenza che va preservata, valorizzata e promossa.

È assolutamente necessario un cambio di prospettiva.

Gli italiani devono tornare a riconoscere e a celebrare le proprie eccellenze, a investire nell'istruzione, nella ricerca e nell'innovazione, e a incoraggiare la creatività e l'ambizione nelle nuove generazioni.

✍🏻 Giacomo Del Pio Luogo
segretario Pro Italia Treviso
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Il mio spirito esteta e fieramente italiano mi spinge a gustarmi un caffè ammirando un campanile di una chiesa di 500 anni fa ❤️
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Cattedrale dei Santi Pietro e Donato ad Arezzo. Quando l'architettura si fa guidare dal bello e guarda all'eternità, l'opera si sposa con la natura e l'animo umano ❤️
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"C'è ancora domani" e "Io capitano" rappresentano le due ossessioni dell'attuale sinistra liberal: il nazifemminismo e l'immigrazionismo.

Ma per quanto faccia rabbia vedere questa spazzatura global imposta (e idolatrata) a reti unificate e fatta trangugiare a forza pure alle scolaresche, la mia domanda è sempre la stessa: perché non si crea un'alternativa?

E per alternativa intendo una casa produttrice scevra dal politicamente corretto, intendo un festival che premi opere che non sembrino uscite da un libro della Murgia, intendo spazi di condivisione, sponsorizzazione e valorizzazione artistica liberi dalla cappa del pensiero unico.

Non dico che non vi siano esempi di nicchia in tal senso. Dico che occorre di più. Occorre un investimento massiccio. E io sono sicuro che se nascesse una Netflix o una Hollywood priva di scorie woke, il successo sarebbe dietro l'angolo.

A che serve infuriarsi se il David di Donatello o il Festival di Venezia facciano da cassa di risonanza per la stessa robaccia? Sono recinti autoreferenziali dove entra (e sopravvive) solo chi paga l'obolo dell'adesione ideologica totale. È letteralmente una mafia: potrebbe agire altrimenti?

Insomma, serve coraggio e denaro. Ma, come si dice, "chi c'ha il pane non c'ha i denti".

Matteo Brandi
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Nella neolingua orwelliana dell'UE la parola "pace" è sinonimo di "innocenza". Di sicuro nessuno di noi considera "innocenti" i burocrati guerrafondai seduti a Bruxelles.

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"Dissenso o Dissesto?" In questa diretta sul canale de L'identitario ho affrontato il tema delle elezioni europee, delle avventure politiche del dissenso (lista De Luca) e ho risposto alla domanda "come uscire da questa prigione?"
https://www.youtube.com/watch?v=OkJS5evlPEQ&t=1s
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Nel secondo semestre 2023 il prezzo dell'elettricità nel "mercato libero" è stato di 39 centesimi KWh contro i 28 del mercato tutelato (+39%). Privatizzazione del settore energetico (tra il 1992 e il 1995 l’ENI è stata prima trasformata in S.P.A. e poi privatizzata per il 70%, l’ENEL è diventata S.P.A. nel 1992 e privatizzata per il 75% nel 1999), liberalizzazione del mercato dei prezzi (decreto Bersani del 1999 e il decreto Letta del 2000), transizione verde, sanzioni alla Russia e fine del mercato tutelato (grazie al PNRR). Un suicidio annunciato.
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Da bravo devoto penitente, Giorgetti attende il responso del Dio UE. Sia lode a Bruxelles.

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Il corbezzolo che ho sul mio balcone sta mettendo nuove foglie ed è più rigoglioso che mai. È un buon segno per il futuro di Pro Italia e di chi ha a cuore i destini della nostra nazione ❤️🇮🇹
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Visto com'è andato il primo tentativo, non ci sono grossi dubbi su come andrà a finire il secondo.

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Nonostante le ammissioni gravissime di Speranza, i giudici archiviano il caso. Ed ecco perché è del tutto inutile sperare che vi sia un tribunale in grado mettere seriamente questi personaggi davanti alle loro azioni. Come ho ripetuto mille volte, a livello di classe politica e giornalistica sono tutti colpevoli. Chi giudica chi?

Matteo Brandi
Pro Italia - Segreteria Nazionale

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Eh, ma siete voi che non capite: dietro le parole del KaPpItanO c'è una lucidissima e geniale "strategggia" per buttare giù l'Unione Europea. Non ci credete? Allora siete dei cattivi zerovirgolisti che non sanno come si fa la vera politica.

Qua si scherza ma questa roba mi è stata detta davvero. E più di una volta 🤣

Matteo Brandi
Pro Italia - Segreteria Nazionale

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Quello che vedete in basso è il progetto per il "restauro" del teatro greco di Eraclea Minoa, in provincia di Agrigento. Questa "astronave" rimpiazzerà l'attuale copertura, una vera e propria serra che, nel giro di pochi decenni, è riuscita a danneggiare il teatro più di quanto le intemperie non avessero fatto nel corso degli ultimi due millenni.

Ecco cosa vuol dire una classe dirigente che ignora la nostra storia: mandare in malora i teatri antichi e beccarsi le astronavi. Che non volano.

Soltanto avendo a cuore la nostra identità potremo ricominciare a difendere la bellezza. E magari - perché no? - potremo anche tornare a generarla.

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Fino a poco tempo fa da Bruxelles ci raccontavano il mondo come uno spazio unito e pacificato, i confini come uno sciocco retaggio del passato e il mercato come unico faro della storia presente e futura. Oggi invece parlano apertamente di economia di guerra e ci intimano di prepararci al conflitto. Sembra che qualcosa sia andato storto.

Di questo dietrofront, peraltro a ridosso delle elezioni europee, parleremo questa sera in compagnia di Paolo Borgognone nella nostra ormai classica diretta del giovedì. In diretta dalle 21:00 su Youtube, su Facebook e su X!

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Il disastro della centrale idroelettrica di Bargi è soltanto l'ultimo atto di una tragedia senza fine a cui in Italia sembriamo esserci abituati: la tragedia delle morti sul lavoro. Soltanto negli ultimi mesi abbiamo assistito a tre vere e proprie stragi: il cantiere ferroviario di Brandizzo, il cantiere edile di Firenze e, da ultima, la centrale idroelettrica nel bacino di Suviana. In tutte e tre le circostanze, le vittime lavoravano per una ditta in subappalto.

Oggi, come accade ogni volta che si verifica un dramma di questa gravità, si fa un gran parlare dell'assenza di una "cultura della sicurezza" e della "necessità di più controlli sul lavoro". Tutte uscite altisonanti dei soliti soloni che però, come al solito, ignorano o fingono di ignorare l'elefante nella stanza: lo stato del mercato del lavoro nel nostro Paese.

Nella stragrande maggioranza dei casi, poco sorprendetemente, il primo a conoscere i rischi del proprio lavoro è proprio chi lavora. Chi passa le giornate sui ponteggi o in officina sa bene quali sono i pericoli che corre. Peccato che per ottenere sicurezza sul posto di lavoro bisogna essere nelle condizioni di poterla pretendere. E qui, tragicamente, casca l'asino: lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro nel nostro Paese è tale da non permettere a tanti, troppi, lavoratori di pretendere alcunché.

Per chi non avesse familiarità con i livelli di disoccupazione e sottoccupazione che si registrano in Italia, per chi non vivesse sulla sua pelle gli effetti di un tasso di precarietà che cresce anno dopo anno, basti un fatto: persino nel pubblico, da decenni, si esternalizzano sempre più attività per minimizzare le spese. E a prevalere in questa logica del massimo ribasso sono spesso imprese che, fatalmente, non pongono al primo posto la sicurezza. E badate bene che queste storture non ricadono soltanto sui lavoratori dipendenti: ci sono migliaia di partite iva che per sbarcare il lunario sono costrette a prendersi rischi che, se potessero permetterselo, non si prenderebbero mai.

Insomma, non è una semplice questione di controlli che mancano. Non sarà mai possibile, e non è neppure auspicabile, avere un ispettore stanziato permanentemente in ogni cantiere e in ogni fabbrica. Ciò che è possibile, e decisamente auspicabile, è restituire dignità al lavoro. E state pur tranquilli che, quando il lavoro c'è, la dignità se la prende. Per questo è dovere di uno Stato degno di questo nome creare lavoro e offrire prospettive di realizzazione. Non certo tenere "i conti in ordine" per poi trovarsi regolarmente a piangere le vittime della propria insipienza.

Ludovico Vicino
Pro Italia - Segreteria Nazionale


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Sto lavorando a un progetto ambizioso e fuori dagli schemi per veicolare una visione delle cose nuova. Il grado di difficoltà è alto ma d'altronde bisogna osare. Vi terrò ovviamente informati :)
Nel frattempo, guardate che meraviglia ho trovato a due passi da casa: un libro di satira stampato nel 1929 ❤️
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Qualcuno potrebbe pensare che la collocazione delle bandiere rispetto all'affresco sia casuale.

Noi no.

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La direttiva sulle "case green" passa al Consiglio UE. Sapete cosa significa? Che entro il 2050 il parco immobiliare italiano dovrà essere a "emissioni zero". Significa che il 16% degli edifici pubblici con le "peggiori prestazioni" andrà ristrutturato entro il 2030 e il 26% entro il 2033. Riguardo alle case, entro il 2035 il consumo energetico dovrà calare del 20%. Costo dell'operazione: 275 miliardi di euro. Una follia, un suicidio, una boiata ideologica... come la volete chiamare?
Il governo italiano ha votato contro ma, ovviamente, questa ennesima fregatura made in Bruxelles è passata e i vari stati dell'eurozona hanno due anni per adeguarsi al diktat. Giorgetti frigna ma intanto ripete a pappagallo come sia essenziale mettere "i conti in ordine" tagliando la spesa pubblica e strizzando l'occhio alle privatizzazioni. Persino il giornalaccio Il Foglio loda il governo Meloni per essere in linea, economicamente e politicamente, con il predecessore Mario Draghi.
Cosa ci insegna, di nuovo, questa storiaccia? Che l'UE va abbandonata, non cambiata. E che chiunque vi parli di un'Unione Europea diversa vi sta prendendo in giro. Punto.

Matteo Brandi
Pro Italia - Segreteria Nazionale

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