Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Stasera il segretario della sezione romana di Pro Italia, Gaetan Gilles Gallizzi, parteciperà alla presentazione del libro "Decalogo italiano per i tempi bui", scritto da Kristel Kaaber, nostra agguerrita militante.
Si tratta di un lavoro che affronta la tematica dell'autodenigrazione degli italiani: come superare questo sciocco complesso e ritrovare l'amore per una nazione che deve rialzarsi.
Per chi volesse partecipare, l'appuntamento è alle 20 sulle banchine del Tevere, altezza Ponte Cestio.
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Si tratta di un lavoro che affronta la tematica dell'autodenigrazione degli italiani: come superare questo sciocco complesso e ritrovare l'amore per una nazione che deve rialzarsi.
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"L'Italia potrebbe vivere solo di turismo" è una delle frasi che dovrebbero sparire per sempre.
I paesi del terzo mondo vivono solo di turismo. L'Italia deve tornare a essere una potenza industriale di prim'ordine e deve ambire a un peso geopolitico rilevante, senza sventolare bandiere che non siano la propria.
Il turismo potrebbe certamente fruttare maggiori introiti, considerando le tante meraviglie sconosciute e non valorizzate.
Ma il vero tesoro del nostro passato è l'ispirazione e la spinta che esso può darci, ogni giorno, a volere di più.
🖊️ Matteo Brandi
I paesi del terzo mondo vivono solo di turismo. L'Italia deve tornare a essere una potenza industriale di prim'ordine e deve ambire a un peso geopolitico rilevante, senza sventolare bandiere che non siano la propria.
Il turismo potrebbe certamente fruttare maggiori introiti, considerando le tante meraviglie sconosciute e non valorizzate.
Ma il vero tesoro del nostro passato è l'ispirazione e la spinta che esso può darci, ogni giorno, a volere di più.
🖊️ Matteo Brandi
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Ciò che abbiamo vissuto dal 2020 al 2022 è difficile da descrivere in poche parole. Restrizioni insensate, terrorismo mediatico, discriminazioni intollerabili...
Ci siamo detti: forse solo un artista può catturare la follia di questi tre anni! Abbiamo dunque lanciato il concorso artistico "L'arte della vergogna", dedicato a pittori e scultori, chiedendo loro di rappresentare con un'opera questo lungo cortocircuito della ragione.
E, da tutta Italia e oltre ogni rosea aspettativa, moltissimi artisti hanno risposto!
Siamo dunque lieti di annunciare la mostra "L'arte della vergogna" che si svolgerà il 1, 2 e 3 di settembre a Roma, a via del Casale di San Nicola 150. Potrete ammirare i lavori che abbiamo raccolto, sia in forma originale che in riproduzione.
Con l'occasione, annunceremo il vincitore del concorso.
Pro Italia crede nella forza dell'arte e della cultura per veicolare una nuova idea di mondo.
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Ci siamo detti: forse solo un artista può catturare la follia di questi tre anni! Abbiamo dunque lanciato il concorso artistico "L'arte della vergogna", dedicato a pittori e scultori, chiedendo loro di rappresentare con un'opera questo lungo cortocircuito della ragione.
E, da tutta Italia e oltre ogni rosea aspettativa, moltissimi artisti hanno risposto!
Siamo dunque lieti di annunciare la mostra "L'arte della vergogna" che si svolgerà il 1, 2 e 3 di settembre a Roma, a via del Casale di San Nicola 150. Potrete ammirare i lavori che abbiamo raccolto, sia in forma originale che in riproduzione.
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
262 morti, di cui 136 immigrati italiani. Questo è il triste bilancio della tragedia avvenuta la mattina dell'8 agosto del 1956, nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio. Un incendio sviluppatosi a seguito di un corto circuito causò il rilascio di un'enorme quantità di fumo che riempì il pozzo di Marcinelle, uccidendo quasi tutti i lavoratori presenti.
L'accaduto scosse terribilmente l'opinione pubblica italiana non solo per il numero delle vittime ma anche, e soprattutto, perché coinvolse i nostri minatori emigrati. Quest'ultimi, spesso vittime di discriminazioni, dovettero guadagnarsi da vivere a centinaia di chilometri di distanza da casa.
Nel 1946, infatti, fu firmato il "protocollo italo-belga" con cui lo stato italiano si impegnò, in cambio della fornitura di carbone, a inviare manodopera in Belgio. Ben 44.000 furono i minatori del Bel Paese impegnati negli impianti delle Fiandre e della Vallonia.
Il disastro di Marcinelle, a distanza di più di mezzo secolo, ci ricorda quell'Italia piegata dal conflitto mondiale che con immani fatiche dovette rialzarsi. Quell'Italia che, come disse Enrico Mattei, smise di considerarsi solo come patria di eterni migranti in cerca di lavoro. Perché non c'è nulla di più umiliante che dover lasciare la propria terra per trovare un futuro altrove.
Oggi stiamo assistendo a un nuovo esodo di lavoratori nostrani verso l'estero, specie tra i giovani. Non lo accetteremo mai. Nulla è scritto, nulla è inevitabile. I morti di Marcinelle ci spronano a rialzarci, ancora una volta.
Matteo Brandi
Segreteria nazionale Pro Italia
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L'accaduto scosse terribilmente l'opinione pubblica italiana non solo per il numero delle vittime ma anche, e soprattutto, perché coinvolse i nostri minatori emigrati. Quest'ultimi, spesso vittime di discriminazioni, dovettero guadagnarsi da vivere a centinaia di chilometri di distanza da casa.
Nel 1946, infatti, fu firmato il "protocollo italo-belga" con cui lo stato italiano si impegnò, in cambio della fornitura di carbone, a inviare manodopera in Belgio. Ben 44.000 furono i minatori del Bel Paese impegnati negli impianti delle Fiandre e della Vallonia.
Il disastro di Marcinelle, a distanza di più di mezzo secolo, ci ricorda quell'Italia piegata dal conflitto mondiale che con immani fatiche dovette rialzarsi. Quell'Italia che, come disse Enrico Mattei, smise di considerarsi solo come patria di eterni migranti in cerca di lavoro. Perché non c'è nulla di più umiliante che dover lasciare la propria terra per trovare un futuro altrove.
Oggi stiamo assistendo a un nuovo esodo di lavoratori nostrani verso l'estero, specie tra i giovani. Non lo accetteremo mai. Nulla è scritto, nulla è inevitabile. I morti di Marcinelle ci spronano a rialzarci, ancora una volta.
Matteo Brandi
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Forwarded from ARCAPACIS
‼️RIECCOCI 🥳 TORNA IL MERCATINO RESISTENTE ARCAPACIS IN VERSIONE POMERIDIANA ‼️
Carissimi Resistenti, come sta andando la vostra estate?
Abbiamo grandi notizie per voi!
Stiamo preparando la 12a edizione del nostro evento culturale non profit, e dopo un anno insieme abbiamo molto per cui essere grati e la voglia di fare un po' il punto della situazione.
Occhio all'orario di apertura che eccezionalmente sarà dalle 16 alle 22 e soprattutto... occhio al nostro ospite speciale! 😍😊
Domenica 27 Agosto 2023 ore 16.00 - 22.00
➡️ Matteo Brandi: "USCIAMO DALLA BOLLA"
➡️ Viviana Taccione: "FACCIAMO INSIEME UN PIANO B"
TUTTE LE INFO:
👉 https://www.arcapacis.it
👉 t.me/arcapacis
Ci aiutate a passare parola? ⁉️
Grazieeeee! ❤️🕯🙏
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Anche sulla questione migranti, agli italiani viene posta dinanzi una falsa dicotomia.
Da una parte un centrosinistra in piena ubriacatura globalista, dove ormai i concetti stessi di "nazione" e "confine" sono demonizzati e dove si dipinge il fenomeno dell'immigrazione di massa irregolare come la panacea di tutti i mali.
Dall'altra un centrodestra che promette rimpatri e roboanti blocchi navali, per poi mettere in cascina il doppio degli sbarchi rispetto al 2022 (90.000 da gennaio di quest'anno). D'altronde, riprendendo il leghista Centinaio, "le promesse fatte all’Europa sono vangelo e vanno mantenute, non come quelle fatte in campagna elettorale."
E l'Italia ha promesso a Bruxelles di continuare a starsene buona in un angolo, a impoverirsi e ringraziare per i soldi a strozzo del PNRR. Intanto il Mediterraneo, da cui dipenderebbe il nostro futuro, continua a vederci assenti.
🖊️Matteo Brandi
Segreteria nazionale Pro Italia
Da una parte un centrosinistra in piena ubriacatura globalista, dove ormai i concetti stessi di "nazione" e "confine" sono demonizzati e dove si dipinge il fenomeno dell'immigrazione di massa irregolare come la panacea di tutti i mali.
Dall'altra un centrodestra che promette rimpatri e roboanti blocchi navali, per poi mettere in cascina il doppio degli sbarchi rispetto al 2022 (90.000 da gennaio di quest'anno). D'altronde, riprendendo il leghista Centinaio, "le promesse fatte all’Europa sono vangelo e vanno mantenute, non come quelle fatte in campagna elettorale."
E l'Italia ha promesso a Bruxelles di continuare a starsene buona in un angolo, a impoverirsi e ringraziare per i soldi a strozzo del PNRR. Intanto il Mediterraneo, da cui dipenderebbe il nostro futuro, continua a vederci assenti.
🖊️Matteo Brandi
Segreteria nazionale Pro Italia
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
9 agosto 1918 - 9 agosto 2023
"VIENNESI! Imparate a conoscere gli italiani. Noi voliamo su Vienna, potremmo lanciare bombe a tonnellate. Non vi lanciamo che un saluto a tre colori: i tre colori della libertà."
A 105 anni dal volo su Vienna, le parole stampate sui volantini tricolori scagliati nei cieli della capitale austriaca a guerra mondiale in corso costituiscono un fulgido esempio di cosa siamo stati.
E di cosa possiamo essere.
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"VIENNESI! Imparate a conoscere gli italiani. Noi voliamo su Vienna, potremmo lanciare bombe a tonnellate. Non vi lanciamo che un saluto a tre colori: i tre colori della libertà."
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Anno 2030
- Imputato, lei sa perché è qui?
- Purtroppo sì.
- Lei è accusato di negazionismo ventoso. Lei nega che vi sia un'emergenza vento?
- Io...
- Dunque lei non vuole stendere tutte le sue lenzuola per fermare il vento?
- Ma...
- Dunque non le è bastato l'aver causato il tifone in Florida?
- Non...
- Allora la condanno immediatamente a...
- Mi identifico col vento.
- Come?
- Mi identifico col vento. Sono nato vento, mi chiamo Gianna. E lei mi sta discriminando.
- In questo tribunale non si accetta la ventofobia. Può andare. Accetta le mie scuse?
- No. Le sue sono parole al vento.
🖊️Matteo Brandi
- Imputato, lei sa perché è qui?
- Purtroppo sì.
- Lei è accusato di negazionismo ventoso. Lei nega che vi sia un'emergenza vento?
- Io...
- Dunque lei non vuole stendere tutte le sue lenzuola per fermare il vento?
- Ma...
- Dunque non le è bastato l'aver causato il tifone in Florida?
- Non...
- Allora la condanno immediatamente a...
- Mi identifico col vento.
- Come?
- Mi identifico col vento. Sono nato vento, mi chiamo Gianna. E lei mi sta discriminando.
- In questo tribunale non si accetta la ventofobia. Può andare. Accetta le mie scuse?
- No. Le sue sono parole al vento.
🖊️Matteo Brandi
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
In quest'estate un tantino monella
siam lieti d'offrirvi una lieta novella.
Aprite l'orecchie, a scanso d'errori,
ch'a Montegabbione si torna signori!
Ebbene sì! Questo fine-settimana a Montegabbione, in provincia di Terni, c'è la festa medievale! Se vi trovate in Umbria fra il 12 e il 14 agosto, non perdete l'occasione di visitare questo splendido borgo a cui noi di Pro Italia siamo particolarmente affezionati. E badate bene: nell'annuncio vi abbiamo detto il vero, a Montegabbione si torna signori. Anzi, a dirla tutta... Si torna sovrani! E quindi si batte moneta. Nel video, infatti, trovate il nostro amico Fabio Roncella, sindaco di Montegabbione, e Daniele Piselli, presidente della Pro Loco, alle prese con i denari coniati proprio per la festa medievale.
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siam lieti d'offrirvi una lieta novella.
Aprite l'orecchie, a scanso d'errori,
ch'a Montegabbione si torna signori!
Ebbene sì! Questo fine-settimana a Montegabbione, in provincia di Terni, c'è la festa medievale! Se vi trovate in Umbria fra il 12 e il 14 agosto, non perdete l'occasione di visitare questo splendido borgo a cui noi di Pro Italia siamo particolarmente affezionati. E badate bene: nell'annuncio vi abbiamo detto il vero, a Montegabbione si torna signori. Anzi, a dirla tutta... Si torna sovrani! E quindi si batte moneta. Nel video, infatti, trovate il nostro amico Fabio Roncella, sindaco di Montegabbione, e Daniele Piselli, presidente della Pro Loco, alle prese con i denari coniati proprio per la festa medievale.
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
È sconfortante come, ogni volta, i farabutti che ci governano riescano ad alimentare continue guerre tra poveri.
Ora è il momento degli stabilimenti balneari troppo costosi che obbligano gli italiani a cercare una spiaggia in Albania. E nessuno che si ponga la domanda: com'è possibile che le famiglie italiane al giorno d'oggi non abbiano mediamente i soldi per farsi una vacanza?
Perché gli stipendi sono fermi da trent'anni, ecco perché. Perché l'Italia è l'unico paese in Europa ad aver visto non solo stagnare ma persino diminuire i salari dal 2000 in poi (-3%). E perché intere porzioni della nazione, deindustrializzate e impoverite, si sono gettate avidamente sul turismo, puntando a chi i soldi li ha ancora: gli stranieri. Il fenomeno è sempre più evidente, specie nel Mezzogiorno.
Finché accetteremo questa lenta distruzione del nostro tessuto industriale e produttivo, finché accetteremo di diventare nient'altro che una meta turistica, un eterno resort in cui mangiare e riposarsi, allora le cose non potranno che peggiorare.
Il nemico è chi ha distrutto il mercato interno e desertificato l'economia reale. La Grecia è sempre dietro l'angolo. I prossimi, nella lista, siamo noi.
Matteo Brandi
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Ora è il momento degli stabilimenti balneari troppo costosi che obbligano gli italiani a cercare una spiaggia in Albania. E nessuno che si ponga la domanda: com'è possibile che le famiglie italiane al giorno d'oggi non abbiano mediamente i soldi per farsi una vacanza?
Perché gli stipendi sono fermi da trent'anni, ecco perché. Perché l'Italia è l'unico paese in Europa ad aver visto non solo stagnare ma persino diminuire i salari dal 2000 in poi (-3%). E perché intere porzioni della nazione, deindustrializzate e impoverite, si sono gettate avidamente sul turismo, puntando a chi i soldi li ha ancora: gli stranieri. Il fenomeno è sempre più evidente, specie nel Mezzogiorno.
Finché accetteremo questa lenta distruzione del nostro tessuto industriale e produttivo, finché accetteremo di diventare nient'altro che una meta turistica, un eterno resort in cui mangiare e riposarsi, allora le cose non potranno che peggiorare.
Il nemico è chi ha distrutto il mercato interno e desertificato l'economia reale. La Grecia è sempre dietro l'angolo. I prossimi, nella lista, siamo noi.
Matteo Brandi
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Da qualche settimana, giornali e telegiornali decantano con grande trasporto il piglio pioneristico di certi "esperti di tecnologia" che hanno avuto la brillante idea di farsi impiantare uno o più chip sottocutanei. L'entusiasmo dei cronisti nel descrivere questo fenomeno è davvero travolgente. E particolarmente inquietante.
Una riflessione sulla "comodità" e sull'efficienza di questa deriva sempre più opprimente, a cura del giovane segretario della nostra sezione di Treviso, Giacomo Del Pio Luogo.
https://proitalia.org/articoli/amico-chip
Una riflessione sulla "comodità" e sull'efficienza di questa deriva sempre più opprimente, a cura del giovane segretario della nostra sezione di Treviso, Giacomo Del Pio Luogo.
https://proitalia.org/articoli/amico-chip
Partito Pro Italia
Amico chip?
Chip sotto la pelle: la moda più "hot" dell'estate secondo i media, ma cosa pensarne davvero?
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Nell'ultima settimana in molti ci hanno chiesto una posizione in merito alla proposta di tassare gli extra profitti delle banche formulata dal Governo Meloni.
C'è un motivo per cui abbiamo atteso così tanto prima di esprimerci: volevamo vedere dove si andava effettivamente a parare. Purtroppo il nostro scetticismo non si è rivelato infondato e infatti, alla fine della fiera, la montagna ha partorito un topolino.
Quella che doveva essere una tassa volta a mitigare gli utili del settore che sta realizzando i maggiori profitti in questo momento, si è concretizzata in una misera imposta dello 0,1% sugli attivi degli istituti di credito.
Del resto non c'era da aspettarsi nulla di diverso da un esecutivo che si è posto fin da principio in continuità con il Governo Draghi. Quel Governo, per chi non lo ricordasse, che dopo roboanti annunci sulla tassazione degli extra profitti dei colossi dell'energia, non aveva saputo (o "forse" voluto) cavare un ragno dal buco.
Sia chiaro: predisporre un protocollo redistributivo che mitighi le sofferenze di famiglie e imprese oggi schiacciate da rate sempre più insostenibili, è ovviamente una necessità. Infatti, il sistema bancario Italiano è quello che nel vecchio continente sta sfruttando più spregiudicatamente lo scellerato aumento dei tassi imposto dalla BCE, pretendendo da una parte interessi da capogiro su mutui e finanziamenti e, dall'altra, mantenendo bassi i rendimenti sui depositi. Peccato che serva un provvedimento strutturale per far fronte a questa dinamica e non certo una soluzione una tantum, per di più disinnescata ancor prima di venire alla luce.
La dura verità è che per ripristinare un equilibrio nel mercato del credito occorre che vi partecipino attori che non rispondano a regole di mercato.
Serve che l'attività creditizia sia, almeno in buona parte, sotto il controllo dello Stato. Servono, insomma, delle banche pubbliche. Soltanto così è possibile mettere fuori gioco chi oggi abusa della propria posizione oligopolistica e approfitta dei momenti di crisi per speculare sulle spalle dei cittadini.
Tutto il resto è noia.
Segreteria Pro Italia
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C'è un motivo per cui abbiamo atteso così tanto prima di esprimerci: volevamo vedere dove si andava effettivamente a parare. Purtroppo il nostro scetticismo non si è rivelato infondato e infatti, alla fine della fiera, la montagna ha partorito un topolino.
Quella che doveva essere una tassa volta a mitigare gli utili del settore che sta realizzando i maggiori profitti in questo momento, si è concretizzata in una misera imposta dello 0,1% sugli attivi degli istituti di credito.
Del resto non c'era da aspettarsi nulla di diverso da un esecutivo che si è posto fin da principio in continuità con il Governo Draghi. Quel Governo, per chi non lo ricordasse, che dopo roboanti annunci sulla tassazione degli extra profitti dei colossi dell'energia, non aveva saputo (o "forse" voluto) cavare un ragno dal buco.
Sia chiaro: predisporre un protocollo redistributivo che mitighi le sofferenze di famiglie e imprese oggi schiacciate da rate sempre più insostenibili, è ovviamente una necessità. Infatti, il sistema bancario Italiano è quello che nel vecchio continente sta sfruttando più spregiudicatamente lo scellerato aumento dei tassi imposto dalla BCE, pretendendo da una parte interessi da capogiro su mutui e finanziamenti e, dall'altra, mantenendo bassi i rendimenti sui depositi. Peccato che serva un provvedimento strutturale per far fronte a questa dinamica e non certo una soluzione una tantum, per di più disinnescata ancor prima di venire alla luce.
La dura verità è che per ripristinare un equilibrio nel mercato del credito occorre che vi partecipino attori che non rispondano a regole di mercato.
Serve che l'attività creditizia sia, almeno in buona parte, sotto il controllo dello Stato. Servono, insomma, delle banche pubbliche. Soltanto così è possibile mettere fuori gioco chi oggi abusa della propria posizione oligopolistica e approfitta dei momenti di crisi per speculare sulle spalle dei cittadini.
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