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CHE ECOANSIA!
Il cambiamento climatico è fuori controllo! Sulla penisola italica si registrano temperature di 50 gradi, al suolo 55, con iva 63. Ma il carbonico negazionista climatico ci intossica con le sue medievali emissioni e alimenta la nostra ecoansia.
Cinegiornale Leuropeista di Matteo Brandi
Segreteria nazionale Pro Italia
Il cambiamento climatico è fuori controllo! Sulla penisola italica si registrano temperature di 50 gradi, al suolo 55, con iva 63. Ma il carbonico negazionista climatico ci intossica con le sue medievali emissioni e alimenta la nostra ecoansia.
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
JE SUIS RINTRONÈ
Quando nel 2017 Emmanuel Macron vinse le presidenziali in Francia, qui in Italia gli europeisti andarono in brodo di giuggiole. L'eroe dello straccio blu a dodici stelle sorgeva per spazzare via le barbarie populiste, indicando dalla finestra dell'Eliseo un futuro roseo per gli adepti del mondo globalizzato.
Oggi, a distanza di 7 anni da quel nefasto giorno per la Repubblica Francese, abbiamo di fronte un uomo devastato. Il pupillo di Attali ed ex socio-dirigente alla Banca Rothschild governa su un paese in fiamme. Dalle proteste dei gilet gialli, represse con violenza (nel silenzio dei macroniani nostrani), alle rivolte nelle banlieue. La Francia è attraversata da un terremoto sociale che non accenna a diminuire, anzi, viene alimentato dalle politiche spiccatamente neoliberiste di Macron.
Le elezioni legislative di giugno hanno certificato, per il gerontofilo gallico, la perdita della maggioranza dei seggi dell'Assemblée Nationale.
Infine, in Africa, le politiche neocoloniali francesi stanno subendo un brusco arresto. Ormai la "Françafrique" si sta sgretolando su impulso delle stesse popolazioni coinvolte, già vessate da anni di ingerenze politico-militari parigine (colpi di stato, assassini, monete coloniali), e con il decisivo aiuto di Cina e Russia. Basti vedere ciò che sta accadendo in Niger, in Mali e in Chad, paesi dove oggi non conviene a nessuno sventolare il tricolore transalpino.
Sconsolato, probabilmente Macron andrà al cinema a vedere la pellicola su Napoleone di Ridley Scott, per tirarsi su di morale. O per prendere coscienza di come i suoi sogni di gloria siano finiti sepolti sotto la sabbia del Sahara.
Matteo Brandi
Segreteria nazionale Pro Italia
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Quando nel 2017 Emmanuel Macron vinse le presidenziali in Francia, qui in Italia gli europeisti andarono in brodo di giuggiole. L'eroe dello straccio blu a dodici stelle sorgeva per spazzare via le barbarie populiste, indicando dalla finestra dell'Eliseo un futuro roseo per gli adepti del mondo globalizzato.
Oggi, a distanza di 7 anni da quel nefasto giorno per la Repubblica Francese, abbiamo di fronte un uomo devastato. Il pupillo di Attali ed ex socio-dirigente alla Banca Rothschild governa su un paese in fiamme. Dalle proteste dei gilet gialli, represse con violenza (nel silenzio dei macroniani nostrani), alle rivolte nelle banlieue. La Francia è attraversata da un terremoto sociale che non accenna a diminuire, anzi, viene alimentato dalle politiche spiccatamente neoliberiste di Macron.
Le elezioni legislative di giugno hanno certificato, per il gerontofilo gallico, la perdita della maggioranza dei seggi dell'Assemblée Nationale.
Infine, in Africa, le politiche neocoloniali francesi stanno subendo un brusco arresto. Ormai la "Françafrique" si sta sgretolando su impulso delle stesse popolazioni coinvolte, già vessate da anni di ingerenze politico-militari parigine (colpi di stato, assassini, monete coloniali), e con il decisivo aiuto di Cina e Russia. Basti vedere ciò che sta accadendo in Niger, in Mali e in Chad, paesi dove oggi non conviene a nessuno sventolare il tricolore transalpino.
Sconsolato, probabilmente Macron andrà al cinema a vedere la pellicola su Napoleone di Ridley Scott, per tirarsi su di morale. O per prendere coscienza di come i suoi sogni di gloria siano finiti sepolti sotto la sabbia del Sahara.
Matteo Brandi
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A un certo punto l'uomo di Neanderthal si rese conto che non poteva più andare avanti con i mammut a benzina.
Fu Groga, antenata di Greta, a suggerire ai suoi simili di abbandonare i combustibili fossili (che allora si chiamavano solo fossili) e optare per le grotte ecosostenibili.
All'inizio Groga fu ignorata e ostracizzata. Ma quando il clima impazzì, la transizione green divenne una scelta obbligata. Così i Neanderthal lasciarono le inquinanti capanne di classe G.
Eppure il clima continuava a cambiare: estati calde, inverni freddi, non si capiva più niente. Tuttavia Groga trovò la soluzione: se tutti avessero smesso di respirare, le emissioni di anidride carbonica sarebbero state finalmente azzerate.
Tutti i Neanderthal trattennero il respiro per 5 minuti. Alla fine del processo, il pianeta era salvo. E i Neanderthal estinti.
A osservare la scena, pare ci fosse un Homo Sapiens, che pronunciò la prima parola dell'essere umano: coglioni.
🖊️Matteo Brandi
Fu Groga, antenata di Greta, a suggerire ai suoi simili di abbandonare i combustibili fossili (che allora si chiamavano solo fossili) e optare per le grotte ecosostenibili.
All'inizio Groga fu ignorata e ostracizzata. Ma quando il clima impazzì, la transizione green divenne una scelta obbligata. Così i Neanderthal lasciarono le inquinanti capanne di classe G.
Eppure il clima continuava a cambiare: estati calde, inverni freddi, non si capiva più niente. Tuttavia Groga trovò la soluzione: se tutti avessero smesso di respirare, le emissioni di anidride carbonica sarebbero state finalmente azzerate.
Tutti i Neanderthal trattennero il respiro per 5 minuti. Alla fine del processo, il pianeta era salvo. E i Neanderthal estinti.
A osservare la scena, pare ci fosse un Homo Sapiens, che pronunciò la prima parola dell'essere umano: coglioni.
🖊️Matteo Brandi
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
È ormai da mesi che all’interno del gruppo Stellantis circolano voci sulla prospettiva di chiudere il Centro Storico Fiat.
Per chi non lo conoscesse, questo complesso museale torinese è la più importante realtà archivistica nazionale nel campo dell’automotive, non soltanto per via della collezione di modelli FIAT storici ma soprattutto per i cinque chilometri (cinque chilometri!) di scaffali pieni zeppi di disegni tecnici, manuali d'officina, bozzetti pubblicitari, fotografie e dipinti. Insomma, stiamo parlando di un vero e proprio tempio per gli storici e gli appassionati delle quattro ruote che oggi rischia di scomparire.
Rinunciare alla politica industriale tristemente vuol dire anche questo. Dopo aver perso l'industria dell'automobile, scegliendo di consegnarla ai francesi, l'Italia rischia di veder sfumare persino l'ultima cosa che le era rimasta di quella storia centenaria: la memoria.
Pro Italia - Torino
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Per chi non lo conoscesse, questo complesso museale torinese è la più importante realtà archivistica nazionale nel campo dell’automotive, non soltanto per via della collezione di modelli FIAT storici ma soprattutto per i cinque chilometri (cinque chilometri!) di scaffali pieni zeppi di disegni tecnici, manuali d'officina, bozzetti pubblicitari, fotografie e dipinti. Insomma, stiamo parlando di un vero e proprio tempio per gli storici e gli appassionati delle quattro ruote che oggi rischia di scomparire.
Rinunciare alla politica industriale tristemente vuol dire anche questo. Dopo aver perso l'industria dell'automobile, scegliendo di consegnarla ai francesi, l'Italia rischia di veder sfumare persino l'ultima cosa che le era rimasta di quella storia centenaria: la memoria.
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La ripresa dell'economia italiana degli scorsi due anni, effetto per lo più della sospensione delle regole europee, si è definitivamente esaurita. A pari merito con l'acqua calda, i nostri giornali vi offrono un'altra strabiliante scoperta: chi torna a seguire le ricette di Bruxelles, non cresce. Anzi, decresce.
Questa "sorpresa" va avanti da più di quindici anni. Ma non temete: di sicuro la crescita tornerà. Basta continuare imperterriti a credere nel dogma dell'austerità, nell'infallibilità della BCE e nell'assoluta saggezza dei mercati.
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Questa "sorpresa" va avanti da più di quindici anni. Ma non temete: di sicuro la crescita tornerà. Basta continuare imperterriti a credere nel dogma dell'austerità, nell'infallibilità della BCE e nell'assoluta saggezza dei mercati.
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Anche il PD appronterà i propri campi di addestramento per giovani militanti.
Si tratterà di un programma durissimo, supervisionato da Berizzi in persona.
Alla fine del corso, i partecipanti dovranno sapersi identificare con almeno cinque specie animali e vegetali, sentendosi discriminati in quanto tali.
Al giovane più ecoansioso verrà consegnata la Schwa dorata direttamente dalla Schlein e una laurea honoris causa in gender studies.
Appuntamento a Campo Capalbio.
Sveglia all'alba: alle 11.
🖊️Matteo Brandi
Si tratterà di un programma durissimo, supervisionato da Berizzi in persona.
Alla fine del corso, i partecipanti dovranno sapersi identificare con almeno cinque specie animali e vegetali, sentendosi discriminati in quanto tali.
Al giovane più ecoansioso verrà consegnata la Schwa dorata direttamente dalla Schlein e una laurea honoris causa in gender studies.
Appuntamento a Campo Capalbio.
Sveglia all'alba: alle 11.
🖊️Matteo Brandi
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In questa uscita del senatore Centinaio, una sintesi perfetta della parabola della Lega. Le promesse fatte agli italiani in campagna elettorale possono tranquillamente esser "campate per aria". Gli impegni presi di fronte all'Europa, invece, sono "vangelo".
Eccoli qua, i "sovranisti". Degli altri.
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Mi trovo a Tivoli, a due passi da Roma. Quello che vedete in fondo è il bellissimo tempio di Vesta. È una zona ricca di Storia, con meraviglie come Villa Gregoriana, Villa d'Este o, nei pressi, Villa Adriana. Insomma, uno dei tanti tesori italiani, purtroppo assediato da una periferia anonima e squallida. Ah, se si facesse davvero riqualificazione urbana all'insegna della bellezza, dell'identità e del decoro!
Nel frattempo, godiamoci questo spettacolo, anche sotto un cielo plumbeo.
🖊️Matteo Brandi
Nel frattempo, godiamoci questo spettacolo, anche sotto un cielo plumbeo.
🖊️Matteo Brandi
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Dopo il colpo di Stato in Niger di mercoledì scorso, la situazione in tutto il Sahel occidentale è bollente. La giunta militare insediatasi a Niamey, dopo aver incassato il supporto militare di Mali e Burkina Faso, ha fermamente respinto l'ultimatum dell'ECOWAS (la Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale) volto a riportare in auge Bazoum, il presidente appena deposto. E così, nella giornata di ieri, ha reciso tutti gli accordi di cooperazione militare con la Francia.
A Parigi naturalmente non hanno preso molto bene la prospettiva di perdere definitivamente una delle ultime roccaforti della Françafrique. Non per nulla, una buona parte degli apparati francesi spinge esplicitamente per l'intervento militare. Insomma, si respira aria di guerra. Di nuovo.
Di fronte a tutto questo, sorge spontanea una domanda. Quella Giorgia Meloni che fino a qualche anno fa denunciava (giustamente) il neocolonialismo francese in Africa, magari sventolando a favor di telecamere dei franchi CFA, esattamente... Che fine ha fatto? La sentiamo stranamente silenziosa in questi giorni. Eppure noi italiani abbiamo persino un contingente armato in Niger, quindi è piuttosto urgente capire come l'esecutivo intenda posizionare il nostro Paese in questa partita.
Ci decideremo a riconoscere la dignità di quei nigerini che rivendicano la propria libertà dal giogo francese, come sosteneva si dovesse fare una certa leader di Fratelli d'Italia non troppo tempo fa, o accetteremo passivamente di assistere all'ennesimo colpo di coda di una potenza coloniale in declino? Colpo di coda di cui, beninteso, nel giro di poco saremmo soprattutto noi a pagare le conseguenze.
C'è da scoprire le carte, Giorgia. Questa volta fare il pesce in barile non funzionerà.
Ludovico Vicino
Segreteria Pro Italia
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A Parigi naturalmente non hanno preso molto bene la prospettiva di perdere definitivamente una delle ultime roccaforti della Françafrique. Non per nulla, una buona parte degli apparati francesi spinge esplicitamente per l'intervento militare. Insomma, si respira aria di guerra. Di nuovo.
Di fronte a tutto questo, sorge spontanea una domanda. Quella Giorgia Meloni che fino a qualche anno fa denunciava (giustamente) il neocolonialismo francese in Africa, magari sventolando a favor di telecamere dei franchi CFA, esattamente... Che fine ha fatto? La sentiamo stranamente silenziosa in questi giorni. Eppure noi italiani abbiamo persino un contingente armato in Niger, quindi è piuttosto urgente capire come l'esecutivo intenda posizionare il nostro Paese in questa partita.
Ci decideremo a riconoscere la dignità di quei nigerini che rivendicano la propria libertà dal giogo francese, come sosteneva si dovesse fare una certa leader di Fratelli d'Italia non troppo tempo fa, o accetteremo passivamente di assistere all'ennesimo colpo di coda di una potenza coloniale in declino? Colpo di coda di cui, beninteso, nel giro di poco saremmo soprattutto noi a pagare le conseguenze.
C'è da scoprire le carte, Giorgia. Questa volta fare il pesce in barile non funzionerà.
Ludovico Vicino
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C'è una nuova categoria discriminata e da considerare, d'ora in avanti, intoccabile: i cosofili. Cioè gli amanti delle cose.
Dice, in che senso "amanti"? Nel senso che sognano di portarsi a letto il comodino. No, non di metterlo a fianco al letto, ma proprio di spupazzarselo sotto le lenzuola.
Leggo già i vostri medievali commenti di sdegno. Ignorantoni che non siete altro. Questo è il progresso, l'evoluzione, lo zenit della società consumista: sognare di sc*parsi un oggetto.
Ora però sorge un dubbio etico: se l'oggetto in questione è stato comprato, si può parlare di prostituzione? Un affascinante scolapasta acquistato dal cinese sotto casa è uno schiavo sessuale? Una statuetta di Swarovski è una escort?
Queste sono le domande che la società civile si pone ogni giorno. Domande che non possono non togliere il sonno a qualsiasi vera democrazia. Domande a cui la politica deve dare una risposta, subito.
Se non ora, quando?
🖊️Matteo Brandi
Dice, in che senso "amanti"? Nel senso che sognano di portarsi a letto il comodino. No, non di metterlo a fianco al letto, ma proprio di spupazzarselo sotto le lenzuola.
Leggo già i vostri medievali commenti di sdegno. Ignorantoni che non siete altro. Questo è il progresso, l'evoluzione, lo zenit della società consumista: sognare di sc*parsi un oggetto.
Ora però sorge un dubbio etico: se l'oggetto in questione è stato comprato, si può parlare di prostituzione? Un affascinante scolapasta acquistato dal cinese sotto casa è uno schiavo sessuale? Una statuetta di Swarovski è una escort?
Queste sono le domande che la società civile si pone ogni giorno. Domande che non possono non togliere il sonno a qualsiasi vera democrazia. Domande a cui la politica deve dare una risposta, subito.
Se non ora, quando?
🖊️Matteo Brandi
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Stasera il segretario della sezione romana di Pro Italia, Gaetan Gilles Gallizzi, parteciperà alla presentazione del libro "Decalogo italiano per i tempi bui", scritto da Kristel Kaaber, nostra agguerrita militante.
Si tratta di un lavoro che affronta la tematica dell'autodenigrazione degli italiani: come superare questo sciocco complesso e ritrovare l'amore per una nazione che deve rialzarsi.
Per chi volesse partecipare, l'appuntamento è alle 20 sulle banchine del Tevere, altezza Ponte Cestio.
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Si tratta di un lavoro che affronta la tematica dell'autodenigrazione degli italiani: come superare questo sciocco complesso e ritrovare l'amore per una nazione che deve rialzarsi.
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"L'Italia potrebbe vivere solo di turismo" è una delle frasi che dovrebbero sparire per sempre.
I paesi del terzo mondo vivono solo di turismo. L'Italia deve tornare a essere una potenza industriale di prim'ordine e deve ambire a un peso geopolitico rilevante, senza sventolare bandiere che non siano la propria.
Il turismo potrebbe certamente fruttare maggiori introiti, considerando le tante meraviglie sconosciute e non valorizzate.
Ma il vero tesoro del nostro passato è l'ispirazione e la spinta che esso può darci, ogni giorno, a volere di più.
🖊️ Matteo Brandi
I paesi del terzo mondo vivono solo di turismo. L'Italia deve tornare a essere una potenza industriale di prim'ordine e deve ambire a un peso geopolitico rilevante, senza sventolare bandiere che non siano la propria.
Il turismo potrebbe certamente fruttare maggiori introiti, considerando le tante meraviglie sconosciute e non valorizzate.
Ma il vero tesoro del nostro passato è l'ispirazione e la spinta che esso può darci, ogni giorno, a volere di più.
🖊️ Matteo Brandi
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Ciò che abbiamo vissuto dal 2020 al 2022 è difficile da descrivere in poche parole. Restrizioni insensate, terrorismo mediatico, discriminazioni intollerabili...
Ci siamo detti: forse solo un artista può catturare la follia di questi tre anni! Abbiamo dunque lanciato il concorso artistico "L'arte della vergogna", dedicato a pittori e scultori, chiedendo loro di rappresentare con un'opera questo lungo cortocircuito della ragione.
E, da tutta Italia e oltre ogni rosea aspettativa, moltissimi artisti hanno risposto!
Siamo dunque lieti di annunciare la mostra "L'arte della vergogna" che si svolgerà il 1, 2 e 3 di settembre a Roma, a via del Casale di San Nicola 150. Potrete ammirare i lavori che abbiamo raccolto, sia in forma originale che in riproduzione.
Con l'occasione, annunceremo il vincitore del concorso.
Pro Italia crede nella forza dell'arte e della cultura per veicolare una nuova idea di mondo.
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Ci siamo detti: forse solo un artista può catturare la follia di questi tre anni! Abbiamo dunque lanciato il concorso artistico "L'arte della vergogna", dedicato a pittori e scultori, chiedendo loro di rappresentare con un'opera questo lungo cortocircuito della ragione.
E, da tutta Italia e oltre ogni rosea aspettativa, moltissimi artisti hanno risposto!
Siamo dunque lieti di annunciare la mostra "L'arte della vergogna" che si svolgerà il 1, 2 e 3 di settembre a Roma, a via del Casale di San Nicola 150. Potrete ammirare i lavori che abbiamo raccolto, sia in forma originale che in riproduzione.
Con l'occasione, annunceremo il vincitore del concorso.
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