Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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Senza dignità, senza pudore, senza ritegno. Questo è uno che sulla battaglia all'euro ci ha costruito tutta la sua narrazione. Vergogna!
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IL CARBURANTE DEL TEDESCO È SEMPRE IL PIÙ GREEN

Con l’annuncio di ieri del commissario europeo all’ambiente Timmermans – sì, proprio lo stesso Timmermans che da vice di Juncker tanti lutti addusse agli achei – abbiamo appreso che Germania e Commissione hanno finalmente trovato un accordo sui cosiddetti e-fuel. In sostanza, il regolamento recentemente votato dal Parlamento europeo che dispone il divieto a partire dal 2035 di immatricolare nuovi veicoli a motore termico prevedrà una “piccola” deroga per i motori termici che faranno uso di questi carburanti sintetici. Rimarranno invece tagliati fuori i biocarburanti, ossia, in poche parole, i combustibili prodotti a partire dalle biomasse.

La notizia, che di per sé può apparire soltanto come l’ennesimo passo del delirio abbracciato da buona parte del Vecchio Continente noto al secolo sotto il nome di “transizione ecologica”, racchiude in realtà alcuni elementi che, se ben soppesati, permettono di trarre qualche considerazione interessante.

In primis, occorre constatare per l’ennesima volta come a Bruxelles l’idiozia prevalga sulla malizia. Infatti persino un provvedimento esplicitamente filo-tedesco, che puntando a metter fuori gioco le auto a motore termico costituisce naturalmente un assist a quell’automotive che da tempo cerca di rilanciarsi scommettendo sull’elettrico, diventa inaccettabile per la stessa Germania se concepito in balia del fanatismo. Neppure a Berlino possono pensare realisticamente di abbandonare del tutto la produzione di veicoli diesel o benzina nel giro di soli dodici anni.

In secondo luogo, tanto per cambiare, osserviamo che una decisione presa in sede europea produce effetti straordinariamente asimmetrici su diversi Paesi dell’Unione. Si dia il caso infatti che la Germania non sia solo la nazione con l’apparato industriale più lanciato nella strada della transizione “green”, ma che sia anche la prima produttrice europea di e-fuel. L’Italia invece, guarda caso, ha scommesso negli ultimi anni proprio sui biocarburanti. Non è così difficile capire quale Paese risulterà avvantaggiato e quale sarà affossato dall’accordo raggiunto dalla Commissione.

Infine, c’è una terza riflessione in cui val la pena addentrarsi a partire da questa notizia, sebbene sia decisamente meno scontata delle altre due. La messa al bando dei biocarburanti dal 2035 non è un torto che l’Unione europea fa solamente all’Italia, ma anche e soprattutto nei confronti degli Stati Uniti, che proprio di biocarburanti sono i principali produttori. Questo è un dato curioso, che apparentemente stride con l’impostazione sdraiata sui desiderata di Washington che ha tenuto Bruxelles nel corso dell’ultimo anno. Ma a volte, si sa, le apparenze ingannano.

L’Unione europea infatti ha seguito pedissequamente le linee americane in ambito militare o, meglio, in materia di scelte strategiche. Tuttavia notizie come quella di ieri ci dimostrano che ancora oggi, in campo economico, le istanze più pesanti a Bruxelles sono quelle espresse da Berlino. E questo non è un dettaglio da poco, visto che la costruzione europea ha una notevole rilevanza sul fronte economico ma una totale inconsistenza sotto il profilo geopolitico.

Cosa succederà quindi a un’UE così ambivalente quando lo iato tra Berlino e Washington che abbiamo visto allargarsi negli ultimi anni andrà troppo oltre? Bruxelles avrà la possibilità di scegliere la sponda dell’Atlantico a cui votarsi integralmente oppure tutta la baracca blu a stelle gialle si strapperà per la tensione, magari grazie alla spintarella di un attore terzo capace di incunearsi nella faglia fra americani e tedeschi? E quest’attore terzo potrebbe essere l’Italia?

Son queste le domande che deve porsi chi si batte per la sovranità del nostro Paese. E anche con una certa urgenza. Perché oggi, per la prima volta, si stanno cominciando a delineare gli scenari che potrebbero permetterci di fare davvero nell'arco dei prossimi dieci anni quello che abbiamo sostenuto si dovesse fare nel corso degli scorsi dieci.

Ludovico Vicino
Segreteria Pro Italia
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"Eh ma non lo possono dire apertamente!"
"Eh ma se lo facessero li fermerebbero!"
"Eh ma hanno le mani legate, sennò..."

Scuse, scuse, scuse.
State giustificando la codardia e la connivenza di un'intera classe politica.

A questi il vincolo esterno piace, lo volete capire?
Perché li esime dal governare davvero. Dal dover prendere decisioni. Dall'avere una visione di Paese e impegnarsi nel perseguirla.

Smettetela di dargli l'alibi del "vorrebbero ma non possono."

Non vogliono. Punto.

Matteo Brandi
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Salvini frigna perché l'Italia è sotto attacco delle ONG. Buongiorno principessa! Quali altre sensazionali scoperte abbiamo oggi? L'acqua calda? Le ONG vanno messe al bando e il Mediterraneo deve ritrovare un'Italia protagonista, a partire dal teatro libico, dove dobbiamo smetterla di sostenere il governo fantoccio di Tripoli e avvicinarci ad Haftar.
Non faremo questo? Continuerà la tratta di schiavi. Punto.

Matteo Brandi
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Questo è il progetto (poi attuato) per un nuovo complesso di appartamenti a Nogent-sur-Marne, nella periferia di Parigi. Sì, avete capito bene: nella periferia.
Si tratta di un ottimo esempio di architettura moderna ma allo stesso tempo piacevole, ben inserita nel contesto storico e territoriale in cui si trova.
Dopo Le Plessis-Robinson (di cui vi parlerò, perché merita), anche questo sobborgo parigino sta venendo liberato dalle bruttezze moderniste.
Basta volerlo.

Matteo Brandi
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Una buona notizia: l'audience dei grandi telegiornali è in picchiata. Certo, è sempre troppo poco. Dovrebbero sparire perché si tratta di megafoni del pensiero unico, buoni solo a mentire, terrorizzare e distorcere. Ma è comunque, dopo tutto, una buona notizia.
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Ci risiamo: la Commissione Europea richiama l'Italia per il prestito di 400 milioni concesso ad Alitalia nel 2019. Si tratta, secondo gli strozzini a dodici stelle, di un aiuto di Stato illegittimo che va recuperato con tanto di interessi.
Giova ricordare che la Germania è prima in Europa per aiuti di Stato: 356 miliardi. A Berlino tuttavia nessuno fa la morale o i conti in tasca quando lo stato tedesco aiuta la propria economia con ingenti iniezioni di liquidità.
L'Italia, invece, si vede tirare in continuazione le orecchie.
Noi il perché lo sappiamo bene, ma lo avranno capito coloro che ancora sperano di cambiare l'UE dall'interno?

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L'accordo appena raggiunto tra Commissione europea e Germania sugli e-fuel si è già rivelato una fregatura per l'Italia. Ma è davvero plausibile imporre nel giro di così pochi anni questa presunta "transizione ecologica" sul fronte della mobilità privata?

Ne parliamo con Sergio Giraldo, editorialista de La Verità e analista dei mercati dell'energia e delle materie prime.

🔴Diretta Martedì 28 marzo alle 21 sul nostro canale YouTube e sulla nostra pagina Facebook.
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Li stiamo massacrando, eh?

Matteo Brandi
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ANSA: I ministri europei dell'Energia hanno ratificato a maggioranza il regolamento sullo stop ai motori termici alimentati a benzina e diesel nel 2035.

Per chi non l'avesse colto, stiamo parlando del regolamento di cui si è parlato molto in questi giorni, quello cucito addosso alla Germania e distruttivo per il nostro tessuto economico. Provate dunque a indovinare quale sia stato l'unico Paese a votare contro.

Come dite? L'Italia?

No, sbagliato. È stata la Polonia. Ma Pichetto Fratin, Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica del Governo dei patrioti de noantri, si è coraggiosamente fatto valere. Astenendosi.

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LA NOSTRA PATRIA BLU
Nonostante sia al centro del Mar Mediterraneo, l'Italia è un Paese marittimo senza essere una Repubblica marinara. Eppure il mare è il nostro orizzonte naturale, da sempre. E oggi avremmo una grande opportunità...
https://www.youtube.com/watch?v=30QxxIC2AD8
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Kiev annuncia che in primavera metterà in moto i Leopard tedeschi per una sorta di controffensiva. O almeno questo ha detto il ministro della difesa ucraino Oleksiy Reznikov. Il governo Zelensky sembra ormai preda della sua stessa propaganda, a cui l'occidente sta dando man forte con una pletora di pennivendoli che invocano la "vittoria ucraina". Ovviamente ben seduti sui loro divani e magari altrettanto ben pagati per fomentare gli animi.
In mano ai pazzi.
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Quando l'odio per l'Italia raggiunge vette patologiche.
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Un saluto dall'Umbria, l'ombelico d'Italia❤️
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"Buongiorno italiani, oggi dovete odiarvi per..."

Matteo Brandi
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Quando si dice che i partiti di destra e di sinistra sono uguali si commette un errore. In realtà, queste due contrapposte fazioni non sono uguali, ne tantomeno contrapposte, ma piuttosto complementari. Frutto dell'ideologia annacquata nella post-storicità che i padroni del discorso vorrebbero imporre sulle masse: non si può fare più niente. Ormai anche i "risvegliati" sono stati permeati da questa idea. Sarebbe ora di fare una sana autocritica dato che lo spazio di manovra c'è. Non è vero che non c'è alternativa al marcio denunciato fino ad ora.

La menzogna della post-storicità è l'inganno che disattiva tutti - Matteo Brandi
👉🏻
https://youtu.be/P7g_2BC1GII
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Quando progetti di riposarti ma poi ti fai 400 km per andare a trovare i militanti di Pro Italia Latina ❤️ Veramente un bell'incontro, ricco di spunti di riflessione, idee ed energia.
L'Italia migliore non si arrenderà mai.

Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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Persino Lukashenko chiama alla diplomazia in Ucraina, suggerendo che si cristallizzi la situazione sul campo e si ritorni al confronto dialettico. Non è un segnale di poco conto: i bielorussi finora avevano sposato la linea militare con una certa sicurezza.
Lo schieramento del sistema missilistico Iskander sul territorio bielorusso, in grado di trasportare armi nucleari tattiche, ha nuovamente riavvicinato l'orologio dell'Apocalisse alla mezzanotte. E gli annunci deliranti da parte ucraina di un prossimo contrattacco con i Leopard tedeschi hanno peggiorato il tutto.
Se avessimo una classe dirigente degna di questo nome, sfrutteremmo questo momento per prendere l'iniziativa, chiamando le due parti ai tavoli negoziali e ponendoci nel mezzo, da mediatori.
Ma questo significherebbe avere una strategia a lungo termine e una certa idea di interesse nazionale. Tutte cose tabù, nell'Italia del vincolo esterno.

Matteo Brandi
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Trump incriminato dalla procura di Manhattan per aver pagato alla pornostar Stormy Daniels 130.000 dollari affinché non parlasse della loro relazione.
A questo si aggiungono 30 capi di accusa di frode aziendale.
Non è tanto l'accusa ad essere politica (Trump è tutto tranne uno stinco di santo) quanto la tempistica, dato che arriva in un momento molto delicato per l'amministrazione Biden, indebolita e in difficoltà. Inoltre, il 2024 è dietro l'angolo.
Non mi sbilancio nel provare a prevedere come andrà a finire questa storia, ma risulta chiaro (ormai da parecchi anni, molto prima dei fatti di Capitol Hill) quanto la società statunitense sia irrimediabilmente spaccata. E questo dovrebbe far riflettere, dato che parliamo di quella superpotenza che schiaccia il resto del mondo e chiude un occhio sul clima da guerra civile che si respira a casa sua.
La radicalizzazione del dibattito politico, alimentata soprattutto dai grandi social controllati da una precisa frangia ideologica (e ormai ne abbiamo tutte le prove), ha scavato un fossato tra due americhe. Molto profondo.

Matteo Brandi
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