Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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Anche il giornalino del mio Municipio sa che l'UE vuole letteralmente farci fuori il tesoro immobiliare.
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Meloni: "Continueremo a sostenere l'Ucraina senza badare all'impatto che queste scelte possano avere nel breve periodo sul consenso verso la sottoscritta, il governo, o le forze di maggioranza."
Tradotto: me ne sbatto altamente se la maggioranza degli italiani è contro l'invio delle armi a Kiev.
E si fanno chiamare sovranisti e patrioti.
Ma vaffanculo.
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Non sono pochi coloro che, davanti a qualsiasi grande evento dai risvolti internazionali, si lasciano andare ad annunci sull’imminente crollo del sistema.

Queste trombe del giudizio le abbiamo sentite parecchie volte: durante le crisi finanziarie, dopo le manifestazioni oceaniche, a ridosso di guerre scatenate in giro per il globo oppure a seguito della caduta di governi. C’è sempre una prova “inoppugnabile” della fine dell’impalcatura attuale, un segno “inequivocabile” della grande catarsi in arrivo.

Quante volte è sembrato che il castello di carte fosse sul punto di implodere su se stesso? E quante volte, invece, si è assistito ad un finale gattopardesco, in cui nulla è cambiato?

Come Pro Italia siamo molto attenti a seguire gli sviluppi geopolitici in atto. È chiaro che stia crescendo una spinta multipolare contraria al monopolio statunitense. Il dollaro, per quanto egemone, sta venendo gradualmente messo in dubbio nella vendita del petrolio da cinesi e sauditi, tanto da far parlare di scontro tra “petrodollaro” e “petroyuan”. Le sanzioni alla Russia si sono andate ad infrangere sulla semplice esistenza di mercati alternativi e spesso più in forma del carrozzone eterodiretto europeo: basti pensare alla scaltra Turchia di Erdogan, all’India, alla Cina, all’Iran e a decine di paesi africani sempre più recalcitranti verso l’Occidente.

La cosiddetta “Comunità Internazionale”, vista sulla cartina del mondo, appare sempre più come un ristretto club che se la canta e se la suona da solo. Possiamo infine aggiungere la fragilità dell’alleanza militare atlantica che richiede, di volta in volta, minacce, coercizioni e ricatti perché non vada in pezzi.

Tuttavia, saremmo sciocchi e ingenui se tramutassimo tutti questi movimenti in segnali premonitori di chissà quale rivoluzione all’orizzonte. Stiamo vivendo un’epoca di cambiamenti, certo, ma quanto (e come) tali cambiamenti andranno ad influenzare le nostre vite non dipenderà tanto da ciò che accadrà fuori dalla nostra nazione, quanto da ciò che sapremo fare noi italiani all’interno dei nostri confini.

Che vi sia una parte di globo allergica ai processi dissolutivi, sia economici che culturali, in cui stiamo affogando non significa che il cambio di paradigma sia destinato a riguardare anche noi. Senza un cambio dell'attuale classe politica, continueremo a farci del male con la convinzione di essere “dalla parte giusta della Storia”, nonostante i segnali, quelli sì incontrovertibili, del nostro declino.

Lo ripeteremo fino allo sfinimento: solo gli italiani potranno salvare se stessi. Il vento della Storia potrà spirare forte nei prossimi anni, ma se non saremo stati capaci di riparare le vele e rinforzare la struttura della nostra malandata e bellissima nave, rischiamo di venirne travolti. Mettiamoci all’opera.

Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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Macron ha detto che porterà avanti la riforma delle pensioni nonostante questa sia odiata dal popolo e penalizzi il Governo nei sondaggi.
Pochi giorni fa, la Meloni si è espressa in maniera molto simile riguardo all'invio delle armi all'Ucraina: chissenefrega se la maggioranza dei cittadini non vuole, si va avanti uguale.
Notate differenze?
Io no.

Matteo Brandi
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Durante le grandi crisi internazionali, c'è sempre chi annuncia la fine imminente dell'attuale sistema. Ma così facendo si alimenta la speranza che il cambiamento e la salvezza possano venire da fuori. Non è così.
https://youtu.be/ymCXHaIiyao
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Trovo oltremodo patetico l'appello del governo a Bruxelles sulla questione migranti. Ma cos'altro serve per capire che l'Unione Europea, in quanto costruzione puramente neoliberista, agevola l'arrivo di manodopera a basso costo? Cos'altro serve per comprendere la natura squisitamente globalista delle istituzioni europee che vedono, nell'immigrazione di massa irregolare, un caposaldo ideologico per la dissoluzione degli stati nazionali?
Qualcuno sa dirmi come e quando l'UE ci avrebbe aiutati sulla crisi migratoria?
Ecco, appunto.

Matteo Brandi
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In Francia i manifestanti bruciano la bandiera europea. Chissà perché 😎

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C'è solo un modo per spazzare via le fesserie anti-unitarie e il pernicioso autorazzismo che prolifica come la muffa nella testa di molti miei connazionali: conoscere la Storia. E spesso basta leggere gli autori del passato, non serve alcun tipo di sciovinismo.

Nella "Storia d'Italia", riadattata in questo libro all'italiano moderno per agevolare la scorrevolezza del testo, Francesco Guicciardini disegna un ritratto eccezionale del nostro paese ai tempi della calata del re francese Carlo VIII.

L'opera è stata pubblicata nel 1561. E inizia, SUBITO, parlando chiaramente di Italia e di italiani. Non c'è un unico punto dello scritto in cui non si specifichi il fato comune di tutti gli staterelli italiani, ricchissimi e prosperi ma finiti in mano straniera proprio a causa della loro disunità.

Chi dice che gli italiani non esistessero prima del 1861 è un povero ignorante. Punto.

O ci riappropriamo della nostra identità o possiamo pure dimenticare qualsiasi battaglia per la sovranità.

Matteo Brandi
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Ragazzi, tutto ok: il governo ha ricevuto una bella pacca sulla spalla da parte dell'UE sulla questione migranti. Secondo fonti interne, dal "chissenefrega" di piddina memoria si è finalmente giunti ad un "cazzi vostri".
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Wow, anche l'appoggio di La7.
Si vola.
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Un'istantanea di Roma, quando la capitale era un gioiellino. Notare come la gente andava in giro vestita: con grazia, stile, gusto. Paragonate questa immagine alla situazione attuale, dove il degrado regna sovrano...
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Sul nostro sito abbiamo una sezione dedicata ai podcast in cui affrontiamo diversi argomenti: economia, Storia, attualità, geopolitica e tanto altro.
Di giorno in giorno, stiamo arricchendo la raccolta di audio con nuovi contenuti.
La trovate qui: https://proitalia.org/media/podcast/
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Vi ricordate gli annunci trionfalistici sull'alleanza Italia-Germania in sede europea per fermare la boiata dello stop alla vendita di auto diesel/benzina dal 2035? Ebbene, i tedeschi stavano solo prendendo tempo. Perché la loro industria è già proiettata all'elettrico, ma volevano mettere dentro la "transizione green" anche l'uso dei cosiddetti "e-fuel", ovvero i carburanti sintetici, di cui sono produttori. E che possono essere usati nei veicoli con motori a combustione.
Berlino ci è riuscita e ha trovato l'accordo con Bruxelles.
Ancora una volta, SOPRESA!... i tedeschi fanno i loro interessi.
Noi no. Noi abbiamo i "patrioti" al Governo che ancora sperano di ricavare qualcosa dall'Unione Europea.

Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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Mi trovo nella bella Tarquinia, dove presenzierò ad un evento di Italian Ghost Story. Il centro storico della città, per quello che ho visto finora, è ben tenuto e la cosa mi fa molto piacere. Nel frattempo, mi godo i diversi tipi di architettura di cui è ricco il luogo :)
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Record di sbarchi su record di sbarchi. Questo succede quando NON hai una politica estera, quando sei NULLO nel Mediterraneo e quando confidi nell'intervento dell'Unione Europea. Se poi punti pure a regolarizzare i nuovi schiavi...
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La Gran Bretagna annuncia l'invio a Kiev di munizioni anticarro perforanti all'uranio impoverito? E la Russia schiera in Bielorussia il sistema missilistico Iskander, in grado di trasportare armi nucleari tattiche.
Si va vanti così: secchiate di benzina sul fuoco, mentre le cancellerie europee (Italia in primis) giocano a chi la spara più grossa.
La diplomazia? Spiacenti, non rispetta "gli standard della community".

Matteo Brandi
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Occhio ad Arturo!
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I miei complimenti a Gaetan Gilles Gallizzi, il nostro segretario provinciale di Pro Italia Roma, che ha coniato un nuovo termine: pulcricidio, ovvero l'uccisione della bellezza. Articolo da leggere.
https://proitalia.org/articoli/pulcricidio-lo-scempio-che-avanza
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Senza dignità, senza pudore, senza ritegno. Questo è uno che sulla battaglia all'euro ci ha costruito tutta la sua narrazione. Vergogna!
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IL CARBURANTE DEL TEDESCO È SEMPRE IL PIÙ GREEN

Con l’annuncio di ieri del commissario europeo all’ambiente Timmermans – sì, proprio lo stesso Timmermans che da vice di Juncker tanti lutti addusse agli achei – abbiamo appreso che Germania e Commissione hanno finalmente trovato un accordo sui cosiddetti e-fuel. In sostanza, il regolamento recentemente votato dal Parlamento europeo che dispone il divieto a partire dal 2035 di immatricolare nuovi veicoli a motore termico prevedrà una “piccola” deroga per i motori termici che faranno uso di questi carburanti sintetici. Rimarranno invece tagliati fuori i biocarburanti, ossia, in poche parole, i combustibili prodotti a partire dalle biomasse.

La notizia, che di per sé può apparire soltanto come l’ennesimo passo del delirio abbracciato da buona parte del Vecchio Continente noto al secolo sotto il nome di “transizione ecologica”, racchiude in realtà alcuni elementi che, se ben soppesati, permettono di trarre qualche considerazione interessante.

In primis, occorre constatare per l’ennesima volta come a Bruxelles l’idiozia prevalga sulla malizia. Infatti persino un provvedimento esplicitamente filo-tedesco, che puntando a metter fuori gioco le auto a motore termico costituisce naturalmente un assist a quell’automotive che da tempo cerca di rilanciarsi scommettendo sull’elettrico, diventa inaccettabile per la stessa Germania se concepito in balia del fanatismo. Neppure a Berlino possono pensare realisticamente di abbandonare del tutto la produzione di veicoli diesel o benzina nel giro di soli dodici anni.

In secondo luogo, tanto per cambiare, osserviamo che una decisione presa in sede europea produce effetti straordinariamente asimmetrici su diversi Paesi dell’Unione. Si dia il caso infatti che la Germania non sia solo la nazione con l’apparato industriale più lanciato nella strada della transizione “green”, ma che sia anche la prima produttrice europea di e-fuel. L’Italia invece, guarda caso, ha scommesso negli ultimi anni proprio sui biocarburanti. Non è così difficile capire quale Paese risulterà avvantaggiato e quale sarà affossato dall’accordo raggiunto dalla Commissione.

Infine, c’è una terza riflessione in cui val la pena addentrarsi a partire da questa notizia, sebbene sia decisamente meno scontata delle altre due. La messa al bando dei biocarburanti dal 2035 non è un torto che l’Unione europea fa solamente all’Italia, ma anche e soprattutto nei confronti degli Stati Uniti, che proprio di biocarburanti sono i principali produttori. Questo è un dato curioso, che apparentemente stride con l’impostazione sdraiata sui desiderata di Washington che ha tenuto Bruxelles nel corso dell’ultimo anno. Ma a volte, si sa, le apparenze ingannano.

L’Unione europea infatti ha seguito pedissequamente le linee americane in ambito militare o, meglio, in materia di scelte strategiche. Tuttavia notizie come quella di ieri ci dimostrano che ancora oggi, in campo economico, le istanze più pesanti a Bruxelles sono quelle espresse da Berlino. E questo non è un dettaglio da poco, visto che la costruzione europea ha una notevole rilevanza sul fronte economico ma una totale inconsistenza sotto il profilo geopolitico.

Cosa succederà quindi a un’UE così ambivalente quando lo iato tra Berlino e Washington che abbiamo visto allargarsi negli ultimi anni andrà troppo oltre? Bruxelles avrà la possibilità di scegliere la sponda dell’Atlantico a cui votarsi integralmente oppure tutta la baracca blu a stelle gialle si strapperà per la tensione, magari grazie alla spintarella di un attore terzo capace di incunearsi nella faglia fra americani e tedeschi? E quest’attore terzo potrebbe essere l’Italia?

Son queste le domande che deve porsi chi si batte per la sovranità del nostro Paese. E anche con una certa urgenza. Perché oggi, per la prima volta, si stanno cominciando a delineare gli scenari che potrebbero permetterci di fare davvero nell'arco dei prossimi dieci anni quello che abbiamo sostenuto si dovesse fare nel corso degli scorsi dieci.

Ludovico Vicino
Segreteria Pro Italia
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"Eh ma non lo possono dire apertamente!"
"Eh ma se lo facessero li fermerebbero!"
"Eh ma hanno le mani legate, sennò..."

Scuse, scuse, scuse.
State giustificando la codardia e la connivenza di un'intera classe politica.

A questi il vincolo esterno piace, lo volete capire?
Perché li esime dal governare davvero. Dal dover prendere decisioni. Dall'avere una visione di Paese e impegnarsi nel perseguirla.

Smettetela di dargli l'alibi del "vorrebbero ma non possono."

Non vogliono. Punto.

Matteo Brandi
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