Il governo inglese ha comunicato che Londra fornirà all'Ucraina munizioni anticarro perforanti all'uranio impoverito, ovvero i proiettili Charm 1 e Charm 3. Lo ha annunciato la viceministra della Difesa britannica Annabel Goldie, una che al solo guardarla sprizza fanatismo da tutti i pori. Nel frattempo, due bombardieri Usa B-52H si sono fatti un giretto nei cieli vicino ai confini russi, dalle parti del Baltico. Per finire, il Fondo Monetario Internazionale aiuterà Kiev con ben 15,6 miliardi di dollari: è la prima volta che il Fmi finanzia un paese in guerra.
E dalla parte pacifica, evoluta e democratica del mondo è tutto. Per ora.
Matteo Brandi
E dalla parte pacifica, evoluta e democratica del mondo è tutto. Per ora.
Matteo Brandi
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Imbrattano edifici storici, lanciano purè addosso ai quadri, bloccano il traffico... sono i vandali green, i fanatici del cambiamento climatico esperti nel ripetere la solfa mainstream nella maniera peggiore possibile.
https://youtu.be/Ghgm9Raw7lk
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Ultima (de)generazione - Gli inutili vandali green
Imbrattano edifici storici, lanciano purè addosso ai quadri, bloccano il traffico... sono i vandali green, i fanatici del cambiamento climatico esperti nel ripetere la solfa mainstream nella maniera peggiore possibile.
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Meloni: "Continueremo a sostenere l'Ucraina senza badare all'impatto che queste scelte possano avere nel breve periodo sul consenso verso la sottoscritta, il governo, o le forze di maggioranza."
Tradotto: me ne sbatto altamente se la maggioranza degli italiani è contro l'invio delle armi a Kiev.
E si fanno chiamare sovranisti e patrioti.
Ma vaffanculo.
Tradotto: me ne sbatto altamente se la maggioranza degli italiani è contro l'invio delle armi a Kiev.
E si fanno chiamare sovranisti e patrioti.
Ma vaffanculo.
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Non sono pochi coloro che, davanti a qualsiasi grande evento dai risvolti internazionali, si lasciano andare ad annunci sull’imminente crollo del sistema.
Queste trombe del giudizio le abbiamo sentite parecchie volte: durante le crisi finanziarie, dopo le manifestazioni oceaniche, a ridosso di guerre scatenate in giro per il globo oppure a seguito della caduta di governi. C’è sempre una prova “inoppugnabile” della fine dell’impalcatura attuale, un segno “inequivocabile” della grande catarsi in arrivo.
Quante volte è sembrato che il castello di carte fosse sul punto di implodere su se stesso? E quante volte, invece, si è assistito ad un finale gattopardesco, in cui nulla è cambiato?
Come Pro Italia siamo molto attenti a seguire gli sviluppi geopolitici in atto. È chiaro che stia crescendo una spinta multipolare contraria al monopolio statunitense. Il dollaro, per quanto egemone, sta venendo gradualmente messo in dubbio nella vendita del petrolio da cinesi e sauditi, tanto da far parlare di scontro tra “petrodollaro” e “petroyuan”. Le sanzioni alla Russia si sono andate ad infrangere sulla semplice esistenza di mercati alternativi e spesso più in forma del carrozzone eterodiretto europeo: basti pensare alla scaltra Turchia di Erdogan, all’India, alla Cina, all’Iran e a decine di paesi africani sempre più recalcitranti verso l’Occidente.
La cosiddetta “Comunità Internazionale”, vista sulla cartina del mondo, appare sempre più come un ristretto club che se la canta e se la suona da solo. Possiamo infine aggiungere la fragilità dell’alleanza militare atlantica che richiede, di volta in volta, minacce, coercizioni e ricatti perché non vada in pezzi.
Tuttavia, saremmo sciocchi e ingenui se tramutassimo tutti questi movimenti in segnali premonitori di chissà quale rivoluzione all’orizzonte. Stiamo vivendo un’epoca di cambiamenti, certo, ma quanto (e come) tali cambiamenti andranno ad influenzare le nostre vite non dipenderà tanto da ciò che accadrà fuori dalla nostra nazione, quanto da ciò che sapremo fare noi italiani all’interno dei nostri confini.
Che vi sia una parte di globo allergica ai processi dissolutivi, sia economici che culturali, in cui stiamo affogando non significa che il cambio di paradigma sia destinato a riguardare anche noi. Senza un cambio dell'attuale classe politica, continueremo a farci del male con la convinzione di essere “dalla parte giusta della Storia”, nonostante i segnali, quelli sì incontrovertibili, del nostro declino.
Lo ripeteremo fino allo sfinimento: solo gli italiani potranno salvare se stessi. Il vento della Storia potrà spirare forte nei prossimi anni, ma se non saremo stati capaci di riparare le vele e rinforzare la struttura della nostra malandata e bellissima nave, rischiamo di venirne travolti. Mettiamoci all’opera.
Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
Queste trombe del giudizio le abbiamo sentite parecchie volte: durante le crisi finanziarie, dopo le manifestazioni oceaniche, a ridosso di guerre scatenate in giro per il globo oppure a seguito della caduta di governi. C’è sempre una prova “inoppugnabile” della fine dell’impalcatura attuale, un segno “inequivocabile” della grande catarsi in arrivo.
Quante volte è sembrato che il castello di carte fosse sul punto di implodere su se stesso? E quante volte, invece, si è assistito ad un finale gattopardesco, in cui nulla è cambiato?
Come Pro Italia siamo molto attenti a seguire gli sviluppi geopolitici in atto. È chiaro che stia crescendo una spinta multipolare contraria al monopolio statunitense. Il dollaro, per quanto egemone, sta venendo gradualmente messo in dubbio nella vendita del petrolio da cinesi e sauditi, tanto da far parlare di scontro tra “petrodollaro” e “petroyuan”. Le sanzioni alla Russia si sono andate ad infrangere sulla semplice esistenza di mercati alternativi e spesso più in forma del carrozzone eterodiretto europeo: basti pensare alla scaltra Turchia di Erdogan, all’India, alla Cina, all’Iran e a decine di paesi africani sempre più recalcitranti verso l’Occidente.
La cosiddetta “Comunità Internazionale”, vista sulla cartina del mondo, appare sempre più come un ristretto club che se la canta e se la suona da solo. Possiamo infine aggiungere la fragilità dell’alleanza militare atlantica che richiede, di volta in volta, minacce, coercizioni e ricatti perché non vada in pezzi.
Tuttavia, saremmo sciocchi e ingenui se tramutassimo tutti questi movimenti in segnali premonitori di chissà quale rivoluzione all’orizzonte. Stiamo vivendo un’epoca di cambiamenti, certo, ma quanto (e come) tali cambiamenti andranno ad influenzare le nostre vite non dipenderà tanto da ciò che accadrà fuori dalla nostra nazione, quanto da ciò che sapremo fare noi italiani all’interno dei nostri confini.
Che vi sia una parte di globo allergica ai processi dissolutivi, sia economici che culturali, in cui stiamo affogando non significa che il cambio di paradigma sia destinato a riguardare anche noi. Senza un cambio dell'attuale classe politica, continueremo a farci del male con la convinzione di essere “dalla parte giusta della Storia”, nonostante i segnali, quelli sì incontrovertibili, del nostro declino.
Lo ripeteremo fino allo sfinimento: solo gli italiani potranno salvare se stessi. Il vento della Storia potrà spirare forte nei prossimi anni, ma se non saremo stati capaci di riparare le vele e rinforzare la struttura della nostra malandata e bellissima nave, rischiamo di venirne travolti. Mettiamoci all’opera.
Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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Macron ha detto che porterà avanti la riforma delle pensioni nonostante questa sia odiata dal popolo e penalizzi il Governo nei sondaggi.
Pochi giorni fa, la Meloni si è espressa in maniera molto simile riguardo all'invio delle armi all'Ucraina: chissenefrega se la maggioranza dei cittadini non vuole, si va avanti uguale.
Notate differenze?
Io no.
Matteo Brandi
Pochi giorni fa, la Meloni si è espressa in maniera molto simile riguardo all'invio delle armi all'Ucraina: chissenefrega se la maggioranza dei cittadini non vuole, si va avanti uguale.
Notate differenze?
Io no.
Matteo Brandi
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Durante le grandi crisi internazionali, c'è sempre chi annuncia la fine imminente dell'attuale sistema. Ma così facendo si alimenta la speranza che il cambiamento e la salvezza possano venire da fuori. Non è così.
https://youtu.be/ymCXHaIiyao
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NON ASPETTATE IL CROLLO! - Matteo Brandi
Durante le grandi crisi internazionali, c'è sempre chi annuncia la fine imminente dell'attuale sistema. Ma così facendo si alimenta la speranza che il cambiamento e la salvezza possano venire da fuori. Non è così.
Per sostenerci: https://proitalia.org/p…
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Trovo oltremodo patetico l'appello del governo a Bruxelles sulla questione migranti. Ma cos'altro serve per capire che l'Unione Europea, in quanto costruzione puramente neoliberista, agevola l'arrivo di manodopera a basso costo? Cos'altro serve per comprendere la natura squisitamente globalista delle istituzioni europee che vedono, nell'immigrazione di massa irregolare, un caposaldo ideologico per la dissoluzione degli stati nazionali?
Qualcuno sa dirmi come e quando l'UE ci avrebbe aiutati sulla crisi migratoria?
Ecco, appunto.
Matteo Brandi
Qualcuno sa dirmi come e quando l'UE ci avrebbe aiutati sulla crisi migratoria?
Ecco, appunto.
Matteo Brandi
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C'è solo un modo per spazzare via le fesserie anti-unitarie e il pernicioso autorazzismo che prolifica come la muffa nella testa di molti miei connazionali: conoscere la Storia. E spesso basta leggere gli autori del passato, non serve alcun tipo di sciovinismo.
Nella "Storia d'Italia", riadattata in questo libro all'italiano moderno per agevolare la scorrevolezza del testo, Francesco Guicciardini disegna un ritratto eccezionale del nostro paese ai tempi della calata del re francese Carlo VIII.
L'opera è stata pubblicata nel 1561. E inizia, SUBITO, parlando chiaramente di Italia e di italiani. Non c'è un unico punto dello scritto in cui non si specifichi il fato comune di tutti gli staterelli italiani, ricchissimi e prosperi ma finiti in mano straniera proprio a causa della loro disunità.
Chi dice che gli italiani non esistessero prima del 1861 è un povero ignorante. Punto.
O ci riappropriamo della nostra identità o possiamo pure dimenticare qualsiasi battaglia per la sovranità.
Matteo Brandi
Nella "Storia d'Italia", riadattata in questo libro all'italiano moderno per agevolare la scorrevolezza del testo, Francesco Guicciardini disegna un ritratto eccezionale del nostro paese ai tempi della calata del re francese Carlo VIII.
L'opera è stata pubblicata nel 1561. E inizia, SUBITO, parlando chiaramente di Italia e di italiani. Non c'è un unico punto dello scritto in cui non si specifichi il fato comune di tutti gli staterelli italiani, ricchissimi e prosperi ma finiti in mano straniera proprio a causa della loro disunità.
Chi dice che gli italiani non esistessero prima del 1861 è un povero ignorante. Punto.
O ci riappropriamo della nostra identità o possiamo pure dimenticare qualsiasi battaglia per la sovranità.
Matteo Brandi
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Ragazzi, tutto ok: il governo ha ricevuto una bella pacca sulla spalla da parte dell'UE sulla questione migranti. Secondo fonti interne, dal "chissenefrega" di piddina memoria si è finalmente giunti ad un "cazzi vostri".
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Sul nostro sito abbiamo una sezione dedicata ai podcast in cui affrontiamo diversi argomenti: economia, Storia, attualità, geopolitica e tanto altro.
Di giorno in giorno, stiamo arricchendo la raccolta di audio con nuovi contenuti.
La trovate qui: https://proitalia.org/media/podcast/
E potete trovare i nostri audio anche su Spotify!
Seguite 👉🏻 Pro Italia
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Vi ricordate gli annunci trionfalistici sull'alleanza Italia-Germania in sede europea per fermare la boiata dello stop alla vendita di auto diesel/benzina dal 2035? Ebbene, i tedeschi stavano solo prendendo tempo. Perché la loro industria è già proiettata all'elettrico, ma volevano mettere dentro la "transizione green" anche l'uso dei cosiddetti "e-fuel", ovvero i carburanti sintetici, di cui sono produttori. E che possono essere usati nei veicoli con motori a combustione.
Berlino ci è riuscita e ha trovato l'accordo con Bruxelles.
Ancora una volta, SOPRESA!... i tedeschi fanno i loro interessi.
Noi no. Noi abbiamo i "patrioti" al Governo che ancora sperano di ricavare qualcosa dall'Unione Europea.
Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
Berlino ci è riuscita e ha trovato l'accordo con Bruxelles.
Ancora una volta, SOPRESA!... i tedeschi fanno i loro interessi.
Noi no. Noi abbiamo i "patrioti" al Governo che ancora sperano di ricavare qualcosa dall'Unione Europea.
Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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La Gran Bretagna annuncia l'invio a Kiev di munizioni anticarro perforanti all'uranio impoverito? E la Russia schiera in Bielorussia il sistema missilistico Iskander, in grado di trasportare armi nucleari tattiche.
Si va vanti così: secchiate di benzina sul fuoco, mentre le cancellerie europee (Italia in primis) giocano a chi la spara più grossa.
La diplomazia? Spiacenti, non rispetta "gli standard della community".
Matteo Brandi
Si va vanti così: secchiate di benzina sul fuoco, mentre le cancellerie europee (Italia in primis) giocano a chi la spara più grossa.
La diplomazia? Spiacenti, non rispetta "gli standard della community".
Matteo Brandi
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I miei complimenti a Gaetan Gilles Gallizzi, il nostro segretario provinciale di Pro Italia Roma, che ha coniato un nuovo termine: pulcricidio, ovvero l'uccisione della bellezza. Articolo da leggere.
https://proitalia.org/articoli/pulcricidio-lo-scempio-che-avanza
https://proitalia.org/articoli/pulcricidio-lo-scempio-che-avanza
Partito Pro Italia
Pulcricidio: lo scempio che avanza
La prevaricazione modernista sul patrimonio storico-architettonico delle città d’Italia è, di fatto, un deturpamento premeditato della bellezza. Dobbiamo impedirlo.
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